15 minuti

di Andrea Torquato Giovanoli

15minutes
di Andrea Torquato Giovanoli

È uno stile di vita che atterrisce, comunque. Quello odierno, intendo, qui in occidente almeno.
Ti alzi al mattino con l’agenda già fitta di cose da fare, posti in cui andare, persone con cui incontrarsi. Si corre tutto il giorno, c’é sempre una gran fretta per ogni cosa: una successione di scadenze che non lascia respiro, nemmeno quando un pochino di tempo magari ce lo avresti a disposizione, ma ecco che poi te lo giochi pensando a quanto è poco, a come lo puoi impiegare al meglio, e finisce che te lo rovini del tutto rimuginando su quello che dovrai fare una volta che l’attimo di tregua sarà finito.
Non parliamo poi di chi ha famiglia e figli: quelli son conciati per benino.
Il lavoro, la scuola, la casa; gli straordinari, i compiti, le attività extrascolastiche; ma anche semplicemente portarli a fare una passeggiata, ai giardinetti, o solo cucinare (almeno) due volte al giorno (mia moglie ha l’incubo di “cosa cucinare”: tanto che inizia già a pensarci con angoscia subito alla fine del pasto appena consumato) alla fine diventa fonte di stress quotidiano, perché lo si prende troppo sul serio.

Vabbé, magari sto esagerando un pochino, ma il punto è che comunque di tempo da dedicare alle relazioni, quelle vere, quelle su cui ci abbiamo scommesso la vita, quelle che fanno parte della vocazione a cui a suo tempo abbiamo consapevolmente e risolutamente risposto, alla fine non ne rimane granché, e comunque anche la voglia di investircelo scarseggia, o quantomeno c’é la tentazione di utilizzarlo in modo più “divertente”.

Un marito, una moglie, soprattutto un genitore però, lo sa bene che in questo tipo di relazioni è necessario, anzi vitale, investirci più tempo possibile, ed investircelo anche bene, poiché se non si coltiva il rapporto di coppia ed insieme quello con i figli, alla fine tutto crolla miseramente. Ed è altrettanto importante coltivare queste relazioni ogni giorno, dedicare un tempo, anche piccolo, ma farlo quotidianamente, poiché è nella perseveranza che si forma la buona abitudine, quella che modella, che sostiene e rende forte il rapporto; come si fa con una piantina, la quale ha bisogno di acqua ogni giorno per crescere e prosperare, e che altrimenti sfiorisce e muore.

Eddài che lo sappiamo tutti: quante volte ce lo hanno ripetuto? Le relazioni famigliari abbisognano di tempo, in quantità e qualità, il più possibile, soprattutto coi figli, ai quali si deve dimostrare di “esserci”, di saper essere loro presenti.
Quante volte ci hanno raccomandato di dedicare tanto tempo ai nostri bambini, con continuità, e quando noi abbiamo messo sul piatto i momenti cronometrati delle nostre frenetiche vite ci hanno ribadito: almeno un quarto d’ora, ogni giorno, di relazione di qualità. E ci siamo trovati tutti d’accordo: cos’é in fondo un quarto d’ora al giorno? Quindici minuti dedicati si trovano sempre se si vuole, se ci si tiene davvero. E noi ci teniamo ai nostri figli.

D’altronde l’uomo è creatura che vive di relazione, ed il rapporto tra sposi e tra genitori e figli dà sostanza alla sua esistenza, ma ciò vale anche per lo spirito, anche per quelle relazioni che si sviluppano in senso verticale, poiché anche noi siamo a nostra volta figli di un Padre e di una Madre celeste, i quali (loro sì) sono sempre presenti, e presenti davvero, ai loro amati figli, che siamo noi. Epperò ogni relazione è fatta di reciprocità, e nel rapporto con Dio Padre siamo noi i bisognosi, così siamo ancora una volta noi, che come figli Suoi, dobbiamo ricavare dalla nostra giornata un tempo da dedicare a Lui: perché noi ne abbiamo intima necessità, anche se magari non ce ne rendiamo conto.

Alla fine si tratta sempre di relazione famigliare, no? È per questo che l’Onnipotente si è fatto per noi famiglia: Egli come Dio ci è Padre nell’adozione a figli in Cristo, si è fatto nostro fratello in Gesù, è nostro Sposo nello Spirito e ci ha dato una Gran Madre in Maria Santissima. Ed Egli ci dedica tutto il Suo tempo, sempre e per sempre: sta a noi dedicare alla relazione con Lui un po’ del nostro.

E guarda caso anche Lui la sa questa cosa del quarto d’ora giornaliero, fateci caso: la maggior parte delle preghiere e delle devozioni dura giusto un quarto d’ora.
La Coroncina della Divina Misericordia o la Devozione alla Passione di Nostro Signore di Santa Brigida, per esempio, oppure le Lodi o la Compieta, per dirne un’altra, o persino il Rosario stesso, che se ridotto all’osso (ci si mettono tre minuti d’orologio per ogni decina) dura quindici minuti.

E allora, se in cuor nostro riconosciamo l’importanza di un tempo quotidiano dedicato ai nostri figli, perché allo stesso modo non riconosciamo quanto sia importante dedicare (almeno) un quarto d’ora ogni giorno al nostro essere figli nell’orazione a Dio?
Anche giusto quindici minuti di spazio esclusivo, ogni giorno, con Mamma e Papà.

7 Responses to “15 minuti”

  1. La solita storia.

  2. c’è un proverbio che dice: “ogni botte dà il vino che ha” se non mi lascio riempire nel “quarto d’ora” con la Mamma e il Papà del cielo, non avrei nè la voglia nè la forza nè la qualità di stare anche un solo secondo con nessuno.
    grazie

  3. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Pregare, sempre, incessantemente. Anche solo con la preghiera semplice che il Figlio ci ha insegnato a rivolgere al Padre Nostro che è nei cieli. Pregare, perchè la sovranità di Dio si affermi, e perdano forza le iniquità del mondo.

  4. bello. grazie 🙂

Trackbacks

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: