Once pilgrim always pilgrim

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di Paolo Pugni

Sono tornato. Che in realtà non si può dire. Primo: perché non sei mai andato via. Secondo perché sei ancora per strada. Terzo: perché è la frase che chiude il Signore degli Anelli e ci vuole rispetto per un capolavoro, mica lo citi così senza riconoscere la fonte. Però va detto perché fa figo (si potrà scrive qui sul blog questa parola? Spero di sì) e perché offre molto conforto alla mia autostima, che qualche volta ce ne è anche bisogno.

Sì, ma.. tornato da dove?

Dal Camino de Santiago. Mica tutto. Sette tappe, circa 160 km. Fino ad arrivare in città. D’accordo non è la terrasanta, ma neppure sono un autore famoso io. E son tornato cambiato.

Sì, vabbé. Cambiato. Lo dicono tutti.

Vero. E vaglielo a spiegare agli altri, mica all’angelo extralarge che ha già capito tutto, ma ad alvise per esempio, che cosa vuol dire cambiato e che non stai giocando una parte, quella del pellegrino che deve per forza strattonarti per la manica e convincerti.

Però raccontare lo devo, perché non te le tieni dentro queste cose qui, son loro che rombano dentro come Harley-Davidson e ti strappano la strada dal cuore per srotolarla nei discorsi. Ma non come una forzatura, questo già stupisce.unnamed (1)

Il Camino attira, come ha fatto da quando il primo pellegrino ha mosso un passo e ha smosso i sassi che ancora oggi sono lì ad aspettarti e a narrare, a evocare, a sospingere. Ne accenni e tutti chiedono.

Questo l’ho capito e m’ha stupito dal primo momento: dici che stai per partire e ti scrivono in tantissimi, beh nulla rispetto agli amici della padrona di casa sia chiaro, per chiederti di pregare per loro, di camminare per loro, di ricordarti di loro e delle loro preoccupazioni.

Dei loro dolori.

E già questo ti scuote, perché scopri con fulminante certezza il peso di dolore che c’è nella vita, intessuto con esso, che imprega la giornata, assedia i pensieri, ti respira il sogno. E ti accorgi che questo cuore di tenebre che sta, come quel puntino rosso sulla porta della nave di cui parla Costanza nel capitolo di Teresa (e se non sapete di cosa parlo, compratevi e leggetevi il libro perbacco!), sta, qui, adesso, sta, o lo dissipi con la speranza, o ti cattura a tal punto che lo puoi far diventare la tua icona, nel web e nella vita, e diventare Sauron per chi ti sta attorno.

Ed è solo sorridendo, forte di essere figlio di un Padre che predispone ogni cosa al bene, che lo domi e finisci per amarlo, così come ami questa strada che ti morde le ginocchia, ti infiamma le cosce, ti squarcia le spalle dove lo zaino troppo pesante sega e tira (ma come facevi a non portarti dietro l’iPad, la reflex con l’obiettivo 25-500, i caricabatteria, la ciabatta con prolunga con adattatore per le prese elettriche spagnole, il moleskin per gli appunti?), questa strada che ti sfida ad ogni passo, ma che poi ti conduce alla pace dell’arrivo?

Così prima di partire sei già compagnia, sei già comunione, stai già camminando in trasparenza, non perché svanisci, ma perché penetri in profondità la realtà e ne scopri la trama che vedi solo quando smetti di pretendere di avere la visione limpida di chi si mette al centro. Così il Camino ti cambia, suggerendoti di ascoltarlo, se vuoi –ma sa convincerti- e di spalancare quell’innocenza bambina che di tutto fa sorpresa, fiaba, regalo, tesoro.

E questo cambia, per sempre, cambia. Non lo riesci a spiegare. Ma ti predispone a rallentare il tempo, che per un milanese imbruttito come sono è quasi un miracolo, e a gustare la vita passo dopo passo. Lasciandoti fare dal sentiero, non costretti, ma assecondati, camminare insieme, perché è Via oltre che Verità e Vita. Che poi sono sinonimi.unnamed (2)

 

Nota: se qualcuno, colto da improvviso senso di espiazione, volesse leggere con più dettaglio i resoconti di ciò che il Camino ci ha insegnato, può trovare i nostri pensieri qui (questo è un indice di tutte le riflessioni).

Nostri non perché sia travolto da un turbine di pluralia maiestatis, ma perché mi riferisco a mia moglie e me.

 

 

 

 

8 pensieri su “Once pilgrim always pilgrim

  1. Capisco e condivido ogni parola!
    E poi camminando ti accorgi che non solo ti porti dietro quelli che han chiesto di pregare per te, ma anche tutti quei volti che incontri durante il cammino, che chiedono anche loro, con lo sguardo…
    Grazie per queste riflessioni 🙂
    Ultreya!

    Nadia

  2. Sara

    Ah, che bello! A me e a mio marito piacerebbe tanto fare il Cammino di Santiago! Chissà? Speriamo, prima o poi!

    1. Sara

      Già, quest’anno non possiamo esserci, ma vi accompagneremo con la preghiera! Portate anche le nostre intenzioni!

  3. Elena C.

    Anch ‘io sono andrò alla Macerata Loreto con i miei due figli e spero un giorno di fare il cammino di Santiago…magari con mio marito…

  4. 61angeloextralarge

    Paolo: che onore! Essere citata da te in un post! Smack! 😀
    Ma mi sa che io devo capire ancora non tanto, bensì tantissimo… 😉
    Grazie per quello che hai scritto e, adesso vado anche nel tuo blog a caccianasare. Ovviamente qualcosa sgraffigno, perché vale proprio la pena di essere divulgato.
    Non sapevo che saresti partito, anzi partiti, e che esperienza particolare vi apprestavate a fare, altrimenti avrei chiesto preghiere, e per non essere troppo egoista, non solo per me… Grazie anche perché, come mi hai ricordato nel post, sono certa che mi avrai ricordato (nella mucchia) tra le persone “bisognose” di una mano dall’Alto.
    Bentornato! E già che ci sono: mi manchi e mi mancano i tuoi post qui… come mi mancano quelli di Cyrano, Andreas, e altri…

    Alvise: io e te insieme in un post… Che storia! 😉

  5. OT ma visto che parliamo di un pellegrinaggio ad un luogo Santo (lo stesso che più di vent’anni fa ha visto far chiarezza da parte di Dio sulla mia vocazione e dove ho incontrato colei che è poi diventata la madre dei miei figli), oggi la cronaca da Radio24 della completa distruzione di uno, anzi di due, dei luoghi più antichi della Cristianità: il monastero di Santa Tecla e quello di San Sergio in Siria.

    [audio src="http://www.illustrazionecreativa.com/audio/Radio24_Tecla_4-06-14.mp3" /]

    Spero il link con l’audio funzioni.

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