In prima fila per la difesa della famiglia

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intervista di Laura Gotti Tedeschi a Costanza Miriano

Sposarsi, sottomettersi, morire per qualcuno. Concetti un po’ troppo forti in un mondo così debole e fragile. Ma Costanza Miriano è senza paura, e questi concetti li usa. Dopo il successo del libro “Sposati e sii sottomessa”, con il suo secondo libro “Sposala e muori per lei” è già arrivata alla sesta edizione. Ma non siamo qui a parlare dei suoi libri, ma di quello che dai suoi libri è scaturito. Ultimamente non si parla d’altro che di omofobia. Negli ultimi tempi è sotto gli occhi di tutti quello che sembra essere la grande questione contemporanea: è giusto o discriminante fare distinzione tra uomo e donna?

È “omofobo” pensare che un bambino debba avere una mamma ed un papà? Diceva Chesterton che «sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Ebbene, siamo arrivati proprio a questo punto, e delle differenze tra uomo e donna Costanza Miriano è diventata una paladina. Dalla Francia è partita mesi fa la campagna Manif pour tous, in difesa della famiglia e del diritto dei figli ad avere come genitori un uomo ed una donna. Costanza con la spada sguainata era in prima fila nella manifestazione fatta a Roma per difendere la famiglia tradizionalmente intesa che la recente legge “antiomofobia” starebbe minando alle radici. Il 14 settembre  alle ore 17 a Piacenza a Palazzo Galli, Miriano parlerà a tal proposito di “Uomo e donna: alla radice della vita insieme”.

Uomo e donna: ha ancora senso parlarne?

Ha più senso che mai!!! Siamo di fronte ad un’emergenza antropologica mai vista. Attraverso leggi ed altre forme di pressione culturale nell’intero mondo occidentale si sta cercando di riscrivere l’idea stessa di uomo, maschio e femmina, come l’abbiamo sempre data per assodata, dalla preistoria.

Qual è il valore che si perde in questa lotta per annullare ogni differenza sessuale?

Perdiamo il valore di essere creature, figli di Dio, e non individui che si autodeterminano in base alle proprie esperienze o emozioni. L’identità sessuale è prima di tutto donata.

Ma in cosa sono diversi un uomo e una donna?

Quanto tempo ha? No perché per esaurire le differenze tra due mondi tanto lontani non basterebbe una giornata! (ride). A volte mi chiedo persino se apparteniamo alla stessa razza, tanto siamo diversi. Piuttosto mi chiederei perché le cose stiano così. La diversità tra maschio e femmina richiama un mistero profondo, è un segnaposto dell’Altro, scriveva il Cardinal Scola, è memoria del mistero di Dio, della dinamica d’amore fra le tre persone della Trinità. È una differenza chiamata ad essere feconda, a generare la vita.

Secondo te lo scopo di questa lotta anti-differenze qual è?

Essere contro la fecondità che è scritta nel mistero della differenza tra maschile e femminile. Essere contro la vita. Smettere di dire agli uomini e alle donne di oggi: è una cosa buona che tu abbia il coraggio di generare, di metterti a disposizione della vita.

Sembra che lo scopo della donna oggi anziché trovare l’uomo giusto e tirare su una famiglia, sia di dimostrare che può essere esattamente come l’uomo in ogni ambito.

La colpa è del femminismo che ha fatto più danni che benefici, purtroppo. Era partito con il chiedere più attenzione alle donne, una richiesta sacrosanta, è finito con milioni di bambini morti a causa della “conquista” del “diritto” all’aborto.

Perché sposarsi?

Perché Dio entra nella relazione tra uomo e donna con tutta la potenza del sacramento. È presente davvero, e personalmente. E senza Dio noi, che siamo cattivi, non siamo in grado di amare.

Tu perché l’hai fatto?

Perché questa Persona ce la volevo, nella mia storia. Anche se non immaginavo quanto sarebbe stato bello.

Qual è il piede giusto con cui partire nel matrimonio?

Quello del desiderio di aprirsi alla grazia, di fare sul serio, e l’intenzione di amare l’altro attraverso Dio, sapendo che lui o lei non saranno mai in grado di consolarci totalmente, di dissetarci profondamente.

Cosa diresti a chi obietta o rimanda le nozze giustificandosi con i soliti “se poi cambiamo, se poi non ci amiamo più, se poi lui guarda quelle più giovani…”?

Noi siamo liberi di uscire dall’ottica di Dio, di non seguire quello che la nostra mamma, la Chiesa, ci dice. Però io sono profondamente convinta del fatto che tutte le “raccomandazioni” che questa mamma ci fa, le fa per il nostro bene. La regola non ci impedisce di essere felici, ma al contrario ci aiuta a raggiungere l’obiettivo, che è per tutti lo stesso, la felicità.

Perché hai voluto sposare tuo marito?

Per tanti motivi che, però, oggi, sono cambiati. Dopo tanti anni posso dire che possiamo amarci davvero. Con meno egoismo, con più capacità di volere il vero bene dell’altro.

Sapevi già di volere figli? E lui?

Al primo, sottolineo al primo, appuntamento gli ho detto che dovevo comprare una macchina. Usata, perché non avevo un soldo. Di qualsiasi modello o colore. Bastava che il portabagagli potesse contenere una carrozzina. Credo di avergli mandata la cena di traverso. Lui diciamo che non sentiva questa urgenza. Però è rimasto lì, non se n’è andato dal ristorante né dalla mia vita. Quindi forse alla fine l’idea non lo terrorizzava.

Oggi trovare la “persona giusta” sembra una delle imprese più complicate.

La paura dell’impegno è il male principale dell’uomo contemporaneo. Poi c’è il fatto che i rapporti si bruciano, si consumano vivendoli in pienezza e senza limiti fin dall’adolescenza. Non rimane più il desiderio di qualcosa di grande.

Che consiglio dare a chi non si vuole sposare?

Di guardare dentro il suo cuore. Il desiderio del per sempre c’è scritto di sicuro. E solo Dio può aiutarci a provare questo “per sempre”. Il nostro cuore da solo non ce la fa. È ingannevole, incostante emotivo, se non è centrato in Dio.

Quanto conta la fede in Dio nel matrimonio?

Un po’ di fede bisogna averla, non si può scherzare con Dio, magari scegliendo la chiesa per motivi scenografici. Però posso testimoniare che davvero la fede è un granello di senapa. Parte che è un piccolo semino, ma cresce senza sosta.

Il segreto per restare uniti nel matrimonio?

Permettere che l’altro sia diverso da noi. Non volerlo cambiare. Amarlo amando Dio attraverso di lui.

Tornassi indietro diresti ancora “sì” a tuo marito?

Io sì, mille volte. Lui dice sempre di no, che non lo rifarebbe, e vivrebbe in una casa insonorizzata (cioè libera dalle mie chiacchiere). Ma con i fatti dice tutt’altro. Con la sua dedizione dice sì tutti i giorni. Anche lui.

Cosa c’è di tanto bello nello sposarsi?

Il bello di un’avventura rischiosa, in cui si è scommesso tutto. Qualcosa in cui ci si gioca il tutto per tutto. Insomma la differenza tra chi si sposa e chi non si sposa è quella che c’è tra Cristoforo Colombo che scopre un nuovo mondo e chi fa il giro sulla pista delle macchinine da scontro. Finito il giro se ne torna a casa, al calduccio, al sicuro, non rischia niente. Ma non trova niente.

 

fonte: Il Nuovo Giornale di Piacenza

                                           ***                                                

Oggi pomeriggio, 12 settembre 2013, ore 17.00-19.30

Incontro di apertura dell’anno formativo 2013-14 dal titolo
Famiglia grembo dell’IO.
Interventi: S.Em.za Card. Carlo Caffarra,
Costanza Miriano (testimonianza).
L’ingresso è libero.
Sede: Teatro Auditorium Manzoni – Via De’ Monari 1/2 Bologna

   ***   

Sabato 14 settembre

Piacenza, Festa della Famiglia 2013

„ore 17,00 – Palazzo Galli (Banca di Piacenza) via Mazzini, 14
Di quale famiglia parliamo?” – Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”
Uomo e donna: alla radice della vita insieme” – Costanza Miriano

 

41 pensieri su “In prima fila per la difesa della famiglia

  1. Samuele

    Tanti uomini vorrebbero sposarsi ed avere una famiglia, ma non lo fanno perché il femminismo e giudici femministi hanno reso il matrimonio un iniquo contratto capestro: le donne sono incoraggiate alla separazione, con la quale gli uomini vengono privati dei loro diritti umani: i figli, la casa, il proprio reddito. […]

    1. Cacciatrice di stelle

      Il problema però non è il clima culturale “femminista”, ma quello DIVORZISTA, è non sposarsi per paura dei danni provocati dal divorzio come se il divorzio fosse un’eventualità scontata e inevitabile, come se fosse impossibile che ci si possa veramente amare per tutta la vita. Se un uomo che dice di voler farsi una famiglia non si sposa perchè convinto che prima o poi la moglie lo lascerà e in caso di divorzio verrebbe spennato dalla ex, evidentemente non si fida della propria fidanzata al punto da donarsi completamente a lei. Oppure dà per scontato che non resterà con lei tutta la vita e a un certo punto si stancherà e vorrà lasciarla, e quando arriverà quel momento correrà il rischio di essere spennato. Quindi è giusto che costui non si sposi con la fidanzata, anzi, mi domanderei perchè ci stia insieme, visto che la teme così tanto o che la ritiene un amore che prima o poi passerà. Con questo non voglio negare che ci siano situazioni in cui uomini lasciati dalle mogli finiscono in mezzo a una strada per colpa di giudici femministardi prevenuti contro l’uomo-marito-padre-nemico, ma un’applicazione iniqua della legge in caso di divorzio a mio parere non è una motivazione sufficiente per decidere di non sposarsi. Non so, magari la faccio troppo facile, ma è come se io dicessi che non voglio accettare una eccellente proposta di lavoro (lavoro estremamente difficile, impegnativo, gravoso e pieno di problemi ma che mi porterebbe grandissime soddisfazioni) il lavoro che desidero da una vita, oltretutto a tempo indeterminato, perchè in caso di licenziamento o dimissioni dovrei pagare una salatissima penale. Ma è inevitabile questa cosa? Per me no. Ne vale la pena, se quella cosa la si desidera davvero, per sempre? Per me sì 🙂

    2. Perdonami Samuele, ma veramente tu non ti sposi (o sposeresti) per questo motivo? (!)
      Sarebbe come dire che non compri o non guidi la macchina perché, in caso di incidente, quasi mai le assicurazioni ti risarciscono l’intero danno… 😐

      Chi si sposa lo fa (o dovrebbe farlo) per amore e fede o non fede, lo fa nella prospettiva che duri, come si suol dire “per sempre”.
      Oppure fai un bel ferreo “contratto prematrimoniale” che preveda tutti i possibili se e ma…

  2. Abbiate pazienza, chi non si sposa ( a meno che non vogliate parlare solo dei “bamboccioni”) non “se ne torna a casa al calduccio, al sicuro” . Sono casomai gli sposati che sempre rientrano a sera, o anche nel mezzo del giorno (c’è l’avventura delle creature che tornano da scuola eccetra) nei tinelli cucinine soggiornini o quant’altro, con gli avvolgibili chiusi, non si sa mai…

  3. 61Angeloextralarge

    A domande precise, risposte giuste ed esaurienti Smack! 😀
    Eh, sì! La classe non è acqua… 😉

  4. “Perché sposarsi?
    Perché Dio entra nella relazione tra uomo e donna con tutta la potenza del sacramento. È presente davvero, e personalmente. E senza Dio noi, che siamo cattivi, non siamo in grado di amare.”

    E quelli che non si sposano in chiesa?

    1. Dio c’è anche per loro, come c’è per ogni uomo.
      Certo non possono accedere alle grazie del Sacramento in quanto tale… e il rischio di sperimentare il limite del loro amore “umano” aumenta.

      Ma sulla potenza del Sacramento il tuo commento prevedibile, potrebbe essere: ma abbiate pazienza!! 😉

  5. admin

    Dopo due maschi è nata oggi la terzogenita Chiara (o Maria Chiara o Chiara Maria ancora non è deciso) la figlia di GIULY!
    Un abbraccio e tantissimi auguri.

    1. 61Angeloextralarge

      Che bello! Complimenti ai genitori e tantissimi auguri. Megasmakgigante! 😀
      Buon auspicio p il giorno: Sabtissimo Nome di Maria… 😉

  6. mariachiara

    prima di tutto, visto che la bimba si chiama come me, congratulazioni a Giuly! 🙂
    grazie costanza, sono “piccola” ma in grado di capire… intanto che aspetto il principe azzurro, blu, verde, giallo (non importa) faccio come i criceti:accumulo chicche nella mia casetta, che tutto torna utile, soprattutto se è fondamentale come le tue parole!
    un bacio!

  7. fortebraccio

    vi va un giochino?

    Ecco le risposte che avrei dato [al netto delle difficoltà di condensare pagine di libri e ore di ragionamenti in poche battute]:
    >Sembra che lo scopo della donna oggi sia [la chimera dell’uguaglianza]…
    F> Credo che anche gli uomini vogliano trovare la donna giusta e tirar su famiglia: vede che che siam proprio uguali! In ogni caso, penso che uomini e donne debbano poter avere gli stessi sogni, se vogliono. Genitore, astronauta, saldatore e ballerina: purché siano onesti con se stessi e con chi gli sta accanto, che problema c’è? C’è voluto un Concilio per avere l’anima, secoli per ottenere il diritto allo studio ed allo stesso salario,leggi non discriminanti: ogni volta che le donne sono state messe sotto, è stato per non farle primeggiare. Chi l’ha detto che siamo esattamente così “mediocri”? Tze, altroché… Agli uomini servirebbe un quinquennio di stretto matriarcato per capire quanto le donne siano oltremodo tolleranti con i capricci maschili.
    >Cosa diresti a chi […] rimanda le nozze […]?
    F> risponderei “chi si assomiglia, si piglia”! Se non hai l’orizzonte del “sempre”, l’incrollabile forza della Speranza e dell’Amore, fai bene a non impegnarti. Davvero: peggio di illudere una persona, è illudersi per primi. Tentenni? Rimanda, non ti fare scrupoli. Ma non ti lamentare se avviene lo stesso con te. Se non sei pronto a dare tutto te stesso, all’infinito, non sei pronto a sposarti. E se non sei pronto a cambiare, a maturare, non sei pronto a sposarti. Impegno, cambiamento, fatica: succederà tutto, quotidianamente, in dosi che neanche immagini (dalle omeopatiche alle industriali) – ed è la parte veramente ganza del matrimonio! Gli anni passano solo quando il tempo si sciupa! Ogni ruga, ogni lacrima, ogni sorriso, le più piccole felicità: son scaglie d’oro sulla corazza di un’amore vissuto!
    > Oggi trovare la “persona giusta” sembra una delle imprese più complicate.
    F> Come sopra: se vivi i tuoi affetti come un ragazzino, ovverosia dedicandogli lo spazio (e la prospettiva) che va dalla merenda al carosello, cosa pretendi? I bambini giocano, gli adulti costruiscono. Se “lo scopo della tua vita” è viaggiare, non fai una vacanza lontano: molli tutto, saluti, e parti. Se il tuo progetto di vita è fare famiglia, cerchi la persona giusta e costruisci casa sulla roccia. Se questo è il tuo intento, non ti preoccupare: la persona giusta la troverai, vi troverete: batterete le stesse piste, le vostre strade s’incroceranno!

  8. Di questa intervista mi affascina la limpidezza, la precisione e la sinteticità delle risposte. Anche perché a Costanza Miriano, apologeta di rara efficacia comunicativa ma pur sempre donna (…), non può certo essere imputato un eccesso di laconicità. E invece qui, specie nella prima parte, è quasi commovente, tanto va subito al centro della questione. Da imparare a memoria. Mi ricorda, si parva licet, il nostro indimenticato Benedetto XVI.

    1. Lalla

      Hai ragione, Franz. È qualcosa che ho notato anch’io sentendola parlare dal vivo: leggera e frizzante ma sempre dritta al punto.

  9. JoeTurner

    Bagnasco: equiparare coppie omo a etero umilia la famiglia

    (AGI) – Torino, 12 set. – “Frequentemente ci si oppone alle ragionevoli considerazioni della Chiesa per motivi ideologici”. Lo denuncia il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei aprendo i lavori della Settimana Sociale. “Nei mesi scorsi – sottolinea il presidente della Cei – il dibattito sulla legge contro l’omofobia ha manifestato con chiarezza questa tendenza”. “Si misconosce la specificita’ della famiglia e se ne preclude l’autentica valorizzazione nel contesto sociale. Quando attraverso una decisione politica, vengono giuridicamente equiparate forme di vita in se stesse differenti, come la relazione tra l’uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso”. Lo denuncia il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, per il quale non si possono trattare “in modo uguale realta’ diverse”. “La famiglia – scandisce allora Bagnasco – non puo’ essere umiliata e modellata da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un ‘vulnus’ progressivo alla sua specifica identita’ e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura gia’ garantiti dall’ordinamento”.

    1. Giusi

      Giacchè c’era poteva dirlo dopo l’approvazione della legge! Scusate, non pubblicatemi ma stasera sto particolarmente “girata”!

  10. sr Rina

    L’intervista mi piace molto, perchè mi sembra vera, tanto reale nel contenuto.
    Mi complimento con Lei, signora Costanza anche per il bell’incontro tenuto a Bologna con gli insegnanti ed i responsabili delle scuole cattoliche. Mi sono piaciuti la vivacità, la spontaneità e, in particolare, i messaggi profondi riguardanti la vita di Fede, l’accoglienza reciproca, l’educazione dei figli, il valore cristiano, umano e sociale del matrimonio, l’umiltà nella vita di coppia, l’impegno costante per un cammino insieme di conversione… Grazie! E’ una testimonianza che fa bene a me educatrice, insegnante, suora che esplica nella scuola il carisma educativo. Continui con entusiasmo, gioia e fedeltà. Buon lavoro come scritrice e giornalista. Il mondo ne ha bisogno! 🙂

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