Una banale “D”

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di Paolo Pugni

Carissimo Gianni, lasciatelo dire: non mi piace come sei cambiato.

Non ti ricordi più che eri quello aperto e disponibile, un po’ boy scout ingenuo, un po’ chitarrista spensierato: una via di mezzo tra i ragazzi dell’oratorio e quelli del collettivo. Stavi defilato in classe, per questo mi piacevi: non eri tra quelli che vedevo lontani, lanciati su mondi che non sapevo nemmeno immaginare, io un po’ nerd e un po’ imbranato, ma neppure tra quelli che persino io consideravo impresentabili anche se a 13 anni, nel pianeta della scuola media, tutto si colora solo in bianco e nero, e senza mezze misure è difficile separare le mezze calzette dalle mezze speranze. Continua a leggere “Una banale “D””