Non ci sono app per la sete d’infinito

di Giacomo Bertoni

Andare al cinema è sempre un’esperienza formativa, anche se il film in questione è “It” (avrei molte domande da fare ad Andrés Muschietti). La sala è piena ma, nonostante il film sia vietato ai minori di 14 anni, l’età media è tremendamente bassa. Non è la sede per interrogarsi sul ruolo dei genitori nella scelta del titolo, e neppure sulla loro assenza in sala. Non è la sede per discutere le scelte commerciali del cinema, anche se la crisi (drammatica) del settore non giustifica la vendita dei biglietti con le fette di salame sugli occhiali 3d.

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Bla bla bl@

big-night

di Jane

Vorrei evitare di trasformarmi in una critica dei costumi contemporanei anzitempo (non ho ancora l’eta’) ma la tentazione e’ troppo forte per non giocare d’anticipo. Soprattutto dopo che l’ennesima provocazione mi ha colpita. Nella rubrica di un importante quotidiano inglese e’ apparso un pezzo intitolato “Una cena senza il fastidioso giochetto di sbracciarsi con il cameriere”. Nell’articolo, il giornalista annuncia entusiasta un nuovo modo per andare al ristorante che ci evitera’ di dover chiamare con la mano il cameriere per farci portare il conto, situazione che crea sempre un po’ di imbarazzo e goffaggine, soprattutto se si tratta di una cena romantica e il cameriere non dovesse capirvi (immaginatevi mentre chiamate il cameriere con fare da uomini veri mimando il gesto universale della firma, poi vi girate ad ammiccare alla ragazza a cena con voi, il cameriere arriva e vi dice “dessert signore?”) Continua a leggere “Bla bla bl@”