La dignità delle donne al tempo di Trump

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di Costanza Miriano

Sono una di quei miliardi di donne che non hanno marciato contro Trump. Sono una sola e non so quante donne potrei rappresentare, di sicuro so che le marciatrici con simboli di genitali femminili in testa non rappresentano me, e credo che facciano una gran male alla vera causa delle donne. E vorrei sapere a che titolo si sono autonominate esponenti e difensori dei valori femminili.

Ma prima ancora, sinceramente, vorrei scoprire per quale motivo abbiano manifestato. Davvero non l’ho capito. Lo volevo sapere così tanto che mi sono costretta a leggere gli articoli sulla manifestazione, infiorettati di luoghi comuni, tutti pieni di noicheinquantodonne e patriarcato (dov’è?) e diritti minacciati dai maschi cattivi. Quali diritti, e da cosa li difenderebbero queste signore? Qual è il capo d’accusa contro Trump? Pare che abbia definito oca una giornalista. Non so, magari è solo un maleducato. Magari la signora è oca davvero. Ma, sinceramente, è una cosa da provocare una marcia? Non ci sarà un uomo che è stato trattato poco gentilmente da un politico? Oppure un uomo si può trattare male, mentre una donna, un omosessuale e un nero sono intelligenti a prescindere? Continua a leggere “La dignità delle donne al tempo di Trump”

«La mia visione per una cultura della vita». La lettera pro life di Trump

Non sappiamo valutare le qualità politiche di Trump, al di là dei toni, dell’immagine e delle battute sul colore dei capelli. Però anche noi pensiamo come madre Teresa che uno, una, che non è capace di difendere la vita quando è più debole e indifesa, cioè il diritto più elementare, non potrà avere a cuore davvero i diritti di tutti. Non saremo pertanto noi a dare (o togliere) patenti di cristianità a nessuno. Donald Trunp ha avuto il merito di riportare nella campagna elettorale il tema della vita fino ad attaccare pubblicamente e duramente il suo avversario (una donna finanziata da Planned parenthood, struttura che produce aborti a ritmo industriale), sulla sua posizione più estrema: l’aborto a nascita parziale cioè la soppressione del bambino fino al nono mese di gravidanza.
Quindi tra chi  considera le religioni “strutture profonde che vanno scardinate”, magari con una nuova primavera (con una di quelle operazioni di cui gli Usa sono maestri nel mondo), e uno che dice che la vita è il più importante e inalienabile tra i diritti, beh, istintivamente tifiamo per lui. La storia ci dirà.the-new-yorker-who-is-donald-trump
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Questo è il breve ma incisivo articolo del neo-eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump pubblicato sul quotidiano Washington Examiner il 23 gennaio scorso, con il titolo «My vision for a culture of life» e letteralmente ignorato dalla stampa (traduzione di Marco Respinti). Continua a leggere “«La mia visione per una cultura della vita». La lettera pro life di Trump”