di Costanza Miriano
I have a dream. Ho un sogno. Che tra i Vescovi chiamati alla prossima assemblea CEI dal 17 novembre a votare ad Assisi il documento sinodale si alzi in piedi un novello san Benedetto, e parli, e trascini tutti, e gli articoli più assurdi del Documento sinodale vengano bocciati. Vescovi santi ce ne sono, e spero che qualcuno abbia il coraggio (e la possibilità) di dire apertamente la cosa più macroscopica che c’è da dire in merito alle cosiddette “aperture” alle persone che vivono stabilmente nel peccato, e cioè che Cristo è venuto prima di tutto a salvarci proprio dal peccato. Da tutti i peccati: dalla cattiveria, dall’avidità, dall’egoismo, la maldicenza, ma anche dall’adulterio, dalle relazioni contro natura, dall’aborto.
Il problema è che Cristo come salvatore dal peccato non credono più in tanti, neanche fra i pastori temo. Lo scrive magistralmente don Giuseppe Forlai nel suo Chiesa, Riflessioni sull’evaporazione del cristianesimo, un libretto (uso il diminutivo per le dimensioni, ma è solo perché l’autore usa poche parole, scelte benissimo, acuminate e precise al millimetro) davvero prezioso in modo quasi miracoloso. L’autore fa una disamina dei mali della Chiesa partendo dalla regola di san Benedetto, che appunto la scrisse tenendo dolorosamente ben presente la decadenza della Chiesa dei suoi tempi. Leggiamo:
“Recentemente ho letto sulla rivista di un benemerito organismo missionario cattolico un’espressione messa in bella vista, che così recitava: <<I credenti devono essere aiutati a capire che la Parola e l’Eucarestia vogliono solo dar loro la forza, sull’esempio di Gesù, per un servizio a emarginati e indifesi>>. In quel “solo” c’è intero il virus che determina la decadenza attuale delle Chiese europee: “solo questo, nient’altro che…”. La Parola e i sacramenti servono solo per capire che bisogna impegnarsi per i poveri. Redenzione, salvezza, beatitudine, annuncio del Vangelo non sono menzionati. Sembra che Gesù Cristo sia solo una scusa per parlare d’altro. Un buon uomo che è venuto a dirci come bisogna comportarsi!”
Auspicare che le persone omosessuali vengano accolte (qualcuno ha mai visto una persona respinta da una chiesa italiana perché omosessuale???) senza dire loro che peccano, benedire le veglie “antiomofobia” significa non credere che è il peccato che ti fa male, ti rende infelice qui e ti porta alla dannazione eterna. Le veglie servono a dire proprio il contrario, e cioè che se una persona omosessuale soffre è per colpa della gente che la giudica, quando invece nessuno più giudica nessuno, e anzi, se c’è un pregiudizio è positivo. L’infelicità viene solo e sempre dal peccato. Chi è in grazia di Dio è felice, anche nel dolore.
Se possiamo ammettere che la Chiesa in passato abbia messo troppo l’accento sul tema della sessualità, non possiamo certo negare che adesso ci sia addirittura una sorta di nevrosi nei confronti dei peccati legati alla ricchezza (per non parlare del tema ecologia), mentre quelli della sfera affettiva non contano più niente, quando invece i due ambiti sono entrambi parimenti fondanti della persona umana. Oggi non importa con chi vai a letto, basta che aiuti i poveri.
Classifiche di peccati a parte – ognuno conosce i suoi – la persona viene salvata e redenta da Cristo solamente, che è “padre perché dà la vita, muore per noi, porta sulla croce i nostri peccati”, scrive Forlai. In lui dunque è il fondamento dell’autorità dell’abate, e dovrebbe esserlo anche di quella dei pastori, che invece sembrano voler essere più amici che padri, e dare le pacche sulle spalle. Fanno come un chirurgo che davanti al paziente col tumore dice “non ti taglio sennò ti faccio male” (copyright don Fabio Rosini).
Però i tumori prima bisogna diagnosticarli. Il problema è che peccati pare non ne esistano più “e sono diluiti in psicologismi di vario genere: ferite, difetti, etc. La conversione è per i fanatici o i folgorati, non più percepita come appello ordinario per il battezzato. Non ci si rende conto di quanto sia degradante ridurre tutto a condizionamento psichico o sociale: dov’è la grandezza della libertà e della responsabilità umana?… Come sarebbe bello nella Chiesa poter ripristinare – per chi lo desiderasse – dei percorsi penitenziali graduali e misurati, ove chi non ha remore nel confessarsi peccatore possa ritessere il tessuto di una vita evangelica bella e buona, e arrivare dove può con la grazia di Dio!”
Pastori, l’appello è per voi: richiamate i nostri cuori di peccatori alla grandezza, altro che veglie antiomofobia!!!!

Grazie Costanza
“si alzi in piedi un novello san Benedetto, e parli, e trascini tutti”…
Ottima intenzione di preghiera.
Chiediamo questo miracolo!
Grazie del suggerimento.
Perfetto!
Condivido appieno il tuo sogno, carissima Costanza! Per fortuna che ci sono ancora dei sognatori, che credono fermamente che Gesù Cristo tanto ci ha amato da offrire la sua vita per redimerci, che sanno che tutta l’umanità, esclusa Maria, ha subito le conseguenze del peccato originale, e senza la Grazia è orientata al male; sognatori che hanno capito che si può rinascere solo riconoscendosi peccatori, chiedendo perdono e bussando alla porta del Signore, certi che lui non vede l’ora di aprirci e cenare con noi. E ancora sognatori che pregano il Rosario, invocano Maria come mediatrice di ogni Grazia e la riconoscono come corredentrice perché il suo Si’ è stato un Si’ speciale, che ha dato vita a Chi, con il suo sacrificio tremendo, ha riconciliato il Padre con l’umanità che Gli aveva disubbidito…anche io, come te, sogno pastori che ci confermino nella Fede così come rivelataci da Gesù e tramandataci dai Santi Apostoli, dall’amatissimo San Paolo e da tanti santi e sante che ci hanno preceduto nella Fede.
Momento di grande lotta, lucida sintesi la tua, di un periodo in cui si richiede per tutti noi, “peccatori”, di cercare la Via, Verità e Vita…la grande semplicità del Vangelo e per questo difficile, senza scorciatoie…e cercando buoni pastori anche se sembra che sia difficile.
Il Signore ha già vinto, le Sue Vie sono infinite e imperscrutabili…
Ma se nemmeno i preti ti dicono di confessarti!!! Nella mia parrocchia hanno fatto la confessione dei bambini per la comunione nél maggio 24 e nel maggio 25 per la cresima: un anno senza alcun momento dedicato alla confessione!!!
Dio e’ amore. Solo quando scopri l’amore di Dio ti scopri peccatore. La Chiesa per prima cosa deve accogliere e far conoscere Dio.
Sarà una battaglia persa? Se al posto dei confessionali mettono i centri di ascolto persino in S.Pietro,non pare si sia messi bene. E vabbé che la sconfitta ( terrena. A imitazione di Gesù) è il blasone dell’anima ben nata( come si consolavano gli hidalgos ), ma la neolingua, cambiando la percezione del male da peccato a semplice “fragilità “( qualunque cosa voglia dire) ha creato dei danni profondissimi. E sí che sarebbe bastato un sano principio di realtà come giudicare i frutti e parlare sì, sì e no,no.mica tanto complicato. Anche da parte dei preti.
Grazie infinite, davvero….
Cara Costanza , mi viene da piangere, possibile che non riescano a vedere cosa stanno facendo …., mi dispiace solo di non poter fare molto, se non nel mio cerchio di conoscenze , senza essere impertinente e con una gran voglia di urlare , svegliatevi ….Grazie Costanza
Cara Costanza, aspetta e spera…. l’agonia della chiesa italiana è oramai irreversibile…. i vescovi italiani dovrebbero andare per un anno tutti al monastero di norcia, chiudersi dentro …. e restarci….allora forse cambieranno il cuore ….
oppure bisognerebbe che a capo della cei, o forse a capo di santa romana chiesa, mettessero un “semplice” sacerdote come questo https://www.youtube.com/user/radicatinellafede, che parla come dovrebbe parlare un prete!!!
pace
C’è tanto da fare per diffondere il Vangelo e l’utilità nel frequentarlo…nel viverlo quotidianamente!
Ai pastori dico che mi sembra oggi manchino testimoni di Vita vera!
La pratica quotidiana del frequentare la Parola Viva è come uno scolpire una pietra d’angolo …piano piano, una pietra dietro l’altra e ti ritrovi che sei sereno, sei gioioso, sei fanciullo.
Bellissimo sogno che condivido. Qualcosa, forse, si sta già muovendo: il secondo articolo qui contenuto: https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8338 dà qualche indicazione di qualche vescovo che non ha gradito. Speriamo riescano a prevalere!
Ho ricevuto anche questo appello da firmare: https://proitaliacristiana.it/petizioni/firma/fermiamo-infiltrazioni-lgbt-chiesa?utm_source=newslettergvv&utm_medium=email&utm_campaign=25VD677.
Non so se sia il modo migliore, ma, forse, potrebbe aiutare.
Sicuramente è uno dei modi in cui possiamo fare sentire tutto il nostro dissenso ed il nostro dolore per questo nuovo corso che sta intraprendendo la Chiesa. Molto diretta, chiara ed efficace la lettera indirizzata ai Vescovi. Grazie Francesco Paolo, ho firmato e diffuso
Già Sant’Agostino ebbe a dire (disc. 46, 11):
«Come giudicare allora quei pastori che, per timore di dispiacere a chi li ascolta, non solo non premuniscono i fedeli contro le tentazioni che li sovrastano ma anche promettono una felicità temporale che Dio in nessun modo ha promessa allo stesso mondo?»
Il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ha aperto nel pomeriggio ad Assisi l’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale che verrà chiusa giovedì prossimo da Papa Leone XIV che per l’occasione si recherà nella cittadina umbra.
“Come Chiese in Italia, sentiamo oggi più fortemente – ha esordito il Cardinale – l’appassionante chiamata ad andare nella grande messe di questo mondo, per rispondere a tanti che desiderano conoscere il nome del Dio ignoto, per condividere il Pane che sazia, per annunciare il Vangelo della vita eterna a chi, a tentoni, cerca speranza, per curare le sofferenze di una folla stanca e sfinita perché senza pastore. Non giudicare e, quindi, inevitabilmente condannare, ma guardare con gli occhi di Gesù, quelli della compassione, per essere lievito di fraternità”
“ La fine della cristianità – ha osservato il Cardinale – non segna affatto la scomparsa della fede, ma il passaggio a un tempo in cui la fede non è più data per scontata dal contesto sociale, bensì è adesione personale e consapevole al Vangelo. Se quindi la cristianità è finita, non lo è affatto il cristianesimo: ciò che tramonta è un ordine di potere e di cultura, non la forza viva del Vangelo. Per questo, non dobbiamo avere paura ma rinnovare il nostro impegno a essere testimoni gioiosi del Risorto. Non dobbiamo diventare mediocri, spaventati, paurosi nella paternità e nell’assumerci responsabilità, ma più evangelici e cristiani! In questo orizzonte, la fine della cristianità non è una sconfitta, ma un kairos: l’occasione di tornare all’essenziale, alla libertà degli inizi, a quel “sì” pronunciato per amore, senza paura e senza garanzie. Il Vangelo non ha bisogno di un mondo che lo protegga, ma di cuori che lo incarnino. È in questa situazione di “vulnerabilità” che la Chiesa riscopre la sua forza: non quella del potere, peraltro spesso presunto come le ricostruzioni sulla rilevanza della Chiesa, ma quella dell’amore che si dona senza paura”.
“La priorità – ha ribadito il Cardinale Presidente – è certamente trasmettere la fede, renderla viva, attraente, farla scoprire nascosta nelle attese e nei desideri del cuore, aiutando a ritrovarne le parole e la prassi. Ecco il nostro orizzonte e la nostra passione. Guardando tanti “senza tetto spirituali” sentiamo la loro condizione, spesso piena di sofferenza, una domanda per costruire case di preghiera, di fraternità con Dio e con il prossimo, dove sperimentare la maternità della Chiesa e vivere l’ascolto della parola che diventa vita. Non abbiamo alcuna ambizione politica o di guadagnare posizioni di potere! Non dobbiamo compiacere alcuno né alcuna forza politica, né abbiamo alcun consenso da guadagnare”.
Citando Benedetto XVI, l’Arcivescovo di Bologna ha proseguito: “Quando la fede è sorretta da stili di vita coerenti, sobri ed essenziali, quando si accompagna a un’esistenza serena e gioiosa, diventa contagiosa. Non rifugiamoci nella globalizzazione dell’impotenza, che spesso significa essere solo mediocri e porta a non pensare le cose grandi che invece solo gli umili e gli innamorati di Dio possono compiere”.
Riferendosi poi al cammino sinodale, il Cardinale Zuppi ha spiegato che “ora si apre una fase nuova che interpella in particolare noi Pastori nell’esercizio della collegialità e in quel presiedere la comunione così decisivo perché la sinodalità diventi forma, stile, prassi per una missione più efficace nel mondo. Possiamo sviluppare tecniche diverse, sempre più efficaci e al passo con i tempi, ma sempre a servizio dell’annuncio di una esperienza di fede già vissuta”.
“La collegialità che esprimiamo nella forma della nostra Conferenza Episcopale – ha detto ancora – ci chiede anzitutto di esercitare il nostro prezioso ministero in una Chiesa che è sinodale, costituita da un popolo nel quale si cammina insieme, tutti insieme. La lezione del Vaticano II, anche da questa prospettiva, resta per noi una strada sicura da non smarrire. Siamo chiamati ad assumere tutto il cammino che in questi anni le Chiese in Italia hanno compiuto per orientarne i passi futuri attraverso il nostro discernimento e le risoluzioni che riconosceremo come necessarie. È un compito impegnativo quello che ci è chiesto: dobbiamo onorarlo nel migliore dei modi possibili perché nelle nostre Chiese prenda forma la profezia di una Chiesa che continua a lasciarsi plasmare dal soffio dello Spirito”.
Grazie. questo articolo ricorda le parole pronunciate dal defunto Charlie Kirk , non a caso assassinato. ” si, tu hai bisogno di Gesù, ma perché? il motivo per cui non è ancora arrivato un risveglio religioso è che le Chiese dicono che Gesù è il ,tuo salvatore, ma non stanno collegando i punti. Come fai a saper di aver bisogno di un Salvatore, se non sai da cosa vieni salvato? puoi sapere da cosa vieni salvato, soltanto se si parla di peccato. non stiamo dicendo ad una generazione che sta affogando. Diciamo a nostri contemporanei, soprattutto giovani, che sono perfetti come sono , ma non si sentono perfetti , tutt’altro. Stanno, in realtà, dicendo che le cose non vanno bene , ma il messaggio del cristianesimo contemporaneo è che Gesù capisce e che va tutto bene , ma non si conquista nessuna anima così. Le si conquistano dicendo che si è infelici perché non si seguono i comandamenti. e tu non riuscirai a seguirli , completamente, per questo hai bisogno di un salvatore.”
Mi permetto di aggiungere un suggerimento: non sono vecchia, ma non sono nemmeno giovane. Già ho sentito parlare nel corso del tempi, e d è stato proposto un Cristo socialista, esistenzialista, marxista, pacifista, new age. Adesso è la volta di Gesù- absit iniuria verbis- queer ed omoerotico, ma le mode del mondo passano e l’unica vera e perenne novità è il Gesù Cristo, tramandato dai vangeli e vivente nella Sua Chiesa. presto, temo, si arriverà ad un punto che si dovrà scegliere aut Christus aut nihil.
Cara Costanza, il tuo, il nostro sogno purtroppo e’ svanito senza neppure iniziare. Il novello San Benedetto non si è manifestato ma anzi c’è stato qualcuno che ha calato “un carico da undici”. Per me e penso per molti altri fedeli, stanno solo aumentando la confusione, lo smarrimento e la lacerazione interiore, una domanda sta diventando sempre più ineluttabile: cosa fare? Vivere in pienezza la preghiera e i sacramenti sicuramente, ma è sufficente? Essendo un peccatore ed avendo una fede ancora bambina faccio una fatica incredibile e urge in me la necessità di fare un qualcosa di più anche se il rischio è quello di abbandonare la Sua strada per inventarsene una propria.
Mi pare di capire che il sogno rimarrà tale. Motus infine velocior. Verso il burrone.