Vi ricordo che nei tre prossimi giorni sono previste proiezioni del film Nefarius di cui abbiamo già parlato, a Roma, Milano, Torino e Firenze. Per le date, gli orari, le prenotazioni e i biglietti vi rimando al sito ufficiale.
Spero siate in molti ad andare al cinema anche perché una presenza in sala considerevole può portare a una più ampia distribuzione, per più giorni e più città.
Di seguito i proponiamo la recensione del film pubblicata sul sito dell’Associazione Internazionale Esorcisti.
di Associazione Internazionale Esorcisti
Il film Nefarious, diretto da Cary Solomon e Chuck Konzelman, è ispirato al libro A Nefarious Plot dell’autore Steve Deace, cristiano evangelico, nel quale vengono affrontati temi come la corruzione politica, la manipolazione dei media, la perdita dei valori morali e l’erosione delle libertà individuali. Entrambi i registi, noti per un altro famoso titolo Unplanned (2019), considerano questo il loro miglior lavoro fino a oggi. In Italia, alla data odierna, non risulta essere mai stato proiettato in nessuna sala, cinema e nemmeno fruibile su piattaforme streaming. Da notare la presenza, come attore, di un vero sacerdote, padre Darren Merlino, che ha anche provveduto alla guida “teologica” della narrazione.
A un criminale, in attesa di esecuzione capitale, viene concessa una sospensione all’ultimo secondo per effetto di una decisione giudiziaria, che si concretizza nella visita, da parte di uno psichiatra, per esaminare ulteriormente il suo status. Il dottore scopre che si tratta di una possessione demoniaca alla quale egli inizialmente non crede, poiché ateo. Il demonio racconta, dal suo punto di vista, le modalità con cui opera per la devastazione della creazione. Attraverso la visione della pellicola si induce il pubblico a riflettere circa realtà preternaturali, i demoni, e la loro nefasta azione sull’intero genere umano: oltre a una battaglia culturale siamo realmente coinvolti in uno scontro spirituale.
L’obiettivo del film è informare della realtà nella quale il bene e il male si combattono e che in questa lotta è veramente operante il demonio come essere personale. Non si tratta di una storia dai contenuti provocatori, osceni o con volgarità. Vengono addirittura utilizzate le visioni della mistica tedesca Anna Katharina Emmerick (1774-1824). Gesù utilizzava il linguaggio parabolico perché attraverso la narrazione di “storie” era più facile e immediato veicolare le informazioni relative al suo messaggio. Analogamente in questa produzione il fine è quello di presentare, in un modo molto intelligente e cinematografico alcune verità di fede: l’esistenza del demonio e le sue tattiche.
Drammaticamente, attraverso le affermazioni dello psichiatra, la società si presenta emancipata riguardo alla possibile e terribile realtà della dimensione demoniaca, alla luce di un falso progresso, che viene stigmatizzato dalle battute ironiche del demonio che parla attraverso il posseduto.
A differenza di altri film di questo genere, dove vengono sottolineati gli aspetti più spettacolari, come la levitazione, il tono gutturale, la forza straordinaria, in questo film si pone l’accento sulla mente demoniaca, sul suo intelletto, che ha come ultimo fine il soffocamento della speranza e della verità: è interessante notare che la quasi totalità del film ruota attorno al dialogo tra i due principali protagonisti (il condannato-indemoniato e il medico) e nonostante, quindi, le scene siano ridotte (nella quasi totalità del film) al solo parlatorio del carcere, i dialoghi riescono, nella loro originalità, a tenere alta l’attenzione dello spettatore.
In questo modo, seppur caratterizzato dal limite del linguaggio cinematografico, risulta essere un film che pone seri interrogavi allo spettatore e offre spunti di riflessione sul tema del mondo demoniaco e sulla sua azione nel mondo umano.

Va fatto un grande plauso all’attore che interpreta il criminale in attesa di esecuzione perché riesce a rappresentare molto realisticamente i momenti in cui il carcerato parla liberamente e i momenti in cui il demonio si sostituisce a lui, proprio come gli esorcisti hanno modo di assistere durante i momenti in cui il demonio si manifesta nei veri posseduti.
In conclusione, il film offre, considerato nel suo insieme, contenuti accettabili e condivisibili. Non è un trattato di teologia e nemmeno un catechismo sulla demonologia, tuttavia, la sua visione può essere molto utile per una seria iniziale riflessione sull’argomento che, certamente, andrebbe poi approfondita nelle sedi opportune.
fonte: aieinternational.it

Senza voler giudicare il film che non ho visto (ma l’anteprima può dare un’idea), alcuni spunti di riflessione tratti dalle opere di McLuhan che non negava certo l’esistenza del Demonio:
– “Satana è un grande ingegnere elettronico”
– “Ci sarà una forte reazione quando ritroveremo il nostro ‘soffio’, ma per ora i giovani sono stati conquistati da questo mondo elettrico!”
– “Il rock non è adatto per la musica sacra, e probabilmente per molte ragioni”
– Ogni nuova tecnologia è una rivoluzione che se non studiata porta con sé eventi apocalittici che crediamo dovuti alla “volontà di Dio”
– A queste rivoluzioni tecnologiche tendiamo a reagire con un inutile approccio moralistico, o ottimistico, invece di studiarle e comprenderle per poterne governare gli effetti
– Ogni nuova tecnologia è vista come il male (la stampa, i libri, ora Internet) perché è “ambientale”, invisibile come il Diavolo (la cui più grande astuzia è quella di convincere che non esiste), mentre ci rende consapevoli delle tecnologie precedenti
McLuhan riteneva queste idee cruciali per la sopravvivenza della stessa civiltà occidentale, che altrimenti sarebbe “finita nella pattumiera della storia”.
Per cui il film per quanto importante, realistico ecc. sembrerebbe omettere queste informazioni vitali e come altri potrebbe considerarsi “un’arma di distrazione di massa”.
Il figlio di McLUhan, Eric, ha scritto di recente: “Tutto il cinema contemporaneo mira a mantenerci in uno stato di impotenza e lo fa piuttosto bene”
Per cui vediamo il film, ma approfondiamo anche tali questioni