Nefarius, quando parla il diavolo

di Costanza Miriano

Qualche tempo fa un amico mi ha chiesto di vedere un film,  NEFARIUS, e mi ha mandato il link con la password per i giornalisti. Purtroppo però le tre parole insieme in una sola frase-film, link, password- in generano in me attacchi di narcolessia.

Qualunque cosa io mi sieda a guardare, mi addormento e per di più non ho mai tempo di vedere nulla, tantomeno di studiare come si fa a collegare un link al televisore… insomma ho chiesto a mio marito di dare un’occhiata, giusto per poter dire qualcosa al mio amico, fingendo di averlo visto tutto. Mio marito borbottando e protestando si è messo a guardare, probabilmente pensando anche lui che ci avrebbe perso giusto qualche minuto, tanto per darmi una opinione. Beh, è rimasto incollato.

Per giorni, dopo la visione di questo film, non ha parlato di altro. E per uno che non parla mai è tanta roba. Un film sul diavolo senza effetti speciali, proprio come è nella realtà, che mostra come la maggior parte delle volte il demonio agisca dentro le leggi naturali, in modo sottilissimo e subdolo, e ci minacci continuamente, ci tenga praticamente sempre sotto assedio. Un film per risvegliare la consapevolezza del combattimento al quale siamo tutti chiamati. Inoltre girato, montato recitato benissimo non il filmino apologetico da parrocchia, ma proprio una roba fatta bene, di alto livello. Insomma mi ha convinta.

Ma il problema narcolessia rimane quindi ho deciso che andrò al cinema il 4 dicembre a Roma (il 3 sarò a Cervia). Cerchiamo di spargere la voce e di andarci tutti, in modo che i distributori si accorgano del fatto che c’è un pubblico per la cultura dei credenti… un pubblico che secondo me va oltre la nostra cerchia, visto che il tema del demonio sicuramente provoca tanto (in fondo la locandina con le prime date italiane). Io arrivo a capire uno che dubiti dell’esistenza di Dio ma assolutamente non posso capire chi dubiti dell’esistenza del male, visto che ne vediamo gli effetti continuamente.

Insomma, ecco le prime date. Io ci sarò. Forse anche sveglia.

Sinossi

Nel giorno previsto per la sua esecuzione capitale, il serial killer Edward Wayne Brady, è sottoposto ad un’ultima valutazione psichiatrica da parte del dottor James Martin; se questi lo dichiarerà incapace di intendere e di volere, Brady sarà risparmiato. In caso contrario, verrà giustiziato. Durante il colloquio, l’assassino afferma essere posseduto da un demone chiamato «Nefarius» e comunica al dottor Martin che, entro fine giornata, questi commetterà tre omicidi. Lo psichiatra, scettico uomo di scienza, respinge tali affermazioni fin quando il demone non rivelerà particolari incredibilmente accurati della sua vita privata. Posto d’innanzi la realtà oggettiva, lo scetticismo di Martin comincerà a vacillare ed un atroce dubbio, serpeggiare…

 

nefariusfilm.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 pensieri su “Nefarius, quando parla il diavolo

  1. Forum Coscienza Maschile

    Ammettiamolo, ci fa un po’ comodo pensare che il Diavolo indossi una tuta arancione e abbia una voce che risuona dal pozzo infernale. Un’idea un po’ protestante (come la cultura del film): da noi regna il bene ma fuori si aggirano mostri.
    La più grande astuzia del Diavolo è convincerci che non esiste ha detto Baudelaire, ma anche che non possa esistere in determinati contesti. Un altro ha detto che il Diavolo è nei dettagli, magari dissimulati da apparente cortesia.
    I film sono pure questione di gusti. Per me una descrizione più accurata, e forse più sinistra del Diavolo la dà una miniserie TV sulla vita di Padre Pio. Una sera il Santo frate incontra per strada un prete, che lo fissa con artefatta bontà. Pochi secondi dopo quegli occhi diventano rossi e l’inganno è svelato.
    In realtà, avverte l’Imitazione di Cristo, non esiste convento o recesso tanto appartato da non trovarvi avversioni e contrarietà

    1. Francesco

      Bisogna vedere il film per intero. Sicuramente il film è fatto in contesto americano, i registi sono americani e non potrebbero produrre un film diverso dal loro retroterra culturale. Per un discorso di narrazione cinematografica, il film si concentra su alcuni aspetti della società di oggi e il condannato con la tuta arancione è solo una scusa. Poteva esserci un ortolano come un insegnante. Ma i contenuti del film sono estremamente raffinati e i dialoghi meritevoli di attenzione profonda.

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