Villa Nazareth, una realtà unica

di autori vari

di Giuseppe Melcore

Scoprire e favorire lo sviluppo dei talenti in studenti dotati di intelligenza e con scarsità di mezzi economici.

Credere alla gratuità oggi è pressoché impossibile, siamo tutti disillusi rispetto all’amore, rispetto alla grazia, al donarsi e al ricevere. “Ad ogni azione corrisponde un interesse uguale e contrario”, si potrebbe riformulare così uno dei principi della fisica, per applicarlo alla nostra società. Credere che esista una realtà come quella di Villa Nazareth è difficile.

Nasce dal cuore sacerdotale di Mons. Tardini dopo la seconda guerra mondiale, per prendersi cura di bambini ed orfani e regalare loro un futuro che sarebbe stato irraggiungibile, è divenuta ora una casa per studenti con la voglia di impegnarsi nella nostra società, che li accoglie gratuitamente nella Capitale e li sostiene nel loro percorso universitario, puntando a favorire lo sviluppo dei loro talenti, stimolando una formazione completa a 360° indipendentemente dal proprio campo di studi, cercando di insegnare valori come la diaconia della cultura, l’importanza della dimensione del servizio e il rispetto della libertà di ciascuno senza nessun tornaconto, senza nessuna retta da pagare.

Sembra sia più facile tormentarsi con pensieri ed astrazioni alla ricerca dell’inghippo che credere alla testimonianza di una storia come quella di Villa Nazareth che si scrive ormai da 71 anni. Per aiutarvi a crederci, provo a raccontarvi la mia storia, parlarvi del vostro sogno e raccontarvi come fare a realizzarlo.

Sono Giuseppe Melcore, studente di Medicina e Chirurgia presso l’Università Sapienza di Roma, studente del Collegio Universitario Villa Nazareth. Sono un ragazzo impegnato a vivere la realtà in cui è stato chiamato.

Sono nato a Brindisi e da piccolo ho sempre sognato di prendermi cura delle persone con indosso un camice bianco. In famiglia siamo in cinque, ed io sono sempre stato il classico ragazzino che viene definito “maturo e responsabile”, capace di fare tutto da solo ma che non era probabilmente in grado di sognare e credere nel proprio sogno fino in fondo. Infatti, la maturità che dimostravo prevedeva un certo grado di consapevolezza sui bilanci e sulle prospettive economiche di casa: cinque persone, una casa di 90 metri quadri e l’onnipresente, quanto necessario, aiuto dei nonni per ogni piccola spesa, che altrimenti sarebbe stata una pesante fatica.

Davanti al foglio di iscrizione alle scuole superiori (all’epoca non esisteva iscrizione online e “scuola secondaria di secondo grado” non era ancora un epiteto consolidato) decisi di iscrivermi ad un Istituto Tecnico, stessa scuola frequentata da mio fratello maggiore. In questo modo non avrei dovuto acquistare troppi libri, si conoscevano già i professori, e poi “trovi subito lavoro”. Ricordo che a tredici anni mi chiusi in camera per poter prendere questa decisione tra le lacrime: potevo scegliere il liceo classico che però mio fratello, più portato di me per le materie umanistiche, aveva abbandonato giusto due settimane prima dell’inizio della scuola per spostarsi al Tecnico, oppure il liceo scientifico, ma dopo il liceo che cosa avrei fatto?

Si sa che “quel diploma non serve a nulla, devi per forza fare l’università”, ma come avrei potuto permettermi l’università?

Grazie a Dio però le persone incontrate nel mio Istituto Tecnico mi hanno insegnato a sognare, puntare in alto, guardare alle cose grandi. Tra i tanti insegnanti ho incontrato qualche Maestro, che mi ha saputo ispirare, così ho ripreso in mano il mio sogno. Mi sono diplomato come perito chimico e mi sono impegnato per superare il temibile test di ingresso per Medicina e Chirurgia.

Roma fu la mia prima scelta per il test nazionale. Fu al primo posto perché i collegamenti erano facili – con treni, autobus e compagnie aeree lowcost; è servita con tanti supermercati e discount; la Laziodisu, l’ente regionale che si occupa del diritto allo studio eroga molte borse di studio (il bando 2017-2018 scade il 28 Luglio alle ore 12.00) in più avevo scoperto che vi erano diversi Collegi Universitari di Merito una realtà che economicamente è più vantaggiosa di una camera in affitto. – La Conferenza dei Collegi Universitari di Merito CCUM1 è l’associazione che riunisce e rappresenta i Collegi di Merito riconosciuti e accreditati dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Tra i diversi Collegi di Merito trovai Villa Nazareth, il Collegio Universitario della Fondazione Domenico Tardini ONLUS che “accoglie, a titolo statutariamente gratuito, studenti e studentesse con un curriculum scolastico d’eccellenza provenienti da famiglie con disagio socio-economico.”. Capii subito che dovevo provare ad essere ammesso lì.

Quattro anni fa, proprio in questo periodo, finita la maturità mi impegnai ad inviare la scheda di partecipazione al concorso di ammissione e il 26 Luglio partecipai alle prove per vincere una delle borse di studio del Collegio.

La risposta del concorso arrivò presto: superato. Ero dentro, ero entrato a Villa Nazareth! Fu subito gioia infinita, una serie di sospiri e tuffi al cuore che mi sollevano da tanti e tanti dubbie ed ansie. Non avrei avuto problemi, da lì in poi potevo stare tranquillo, avevo un tetto sopra la testa, nella città che desideravo, senza pesare sulle condizioni economiche di casa. E non solo: avevo almeno anche un pasto assicurato, e un percorso formativo che mi avrebbe fatto crescere. Gratis, senza alcun contributo.

Questo è il mio quarto anno a Roma e vi assicuro che difficilmente mi sarebbe potuto capitare qualcosa di più bello di Villa Nazareth. Ho trovato tanti fratelli e sorelle, tanti amici, tante lacrime di gioia infinita e rabbia passeggera, tanti abbracci, tante avventure ed esperienze. Vivendo a Villa Nazareth si diventa più consapevoli dell’altro, del mondo e soprattutto di sé, dei propri limiti e delle proprie potenzialità; si impara a costruire legami e relazioni, si fa pratica quotidiana di dialogo e di confronto.

A Villa Nazareth ho già festeggiato quattro compleanni indimenticabili; grazie a Villa Nazareth ho viaggiato e ho conosciuto le città e le famiglie splendide di questa Italia, sperimentando ancora di più la bellezza del donarsi e del ricevere; ho potuto contare sui consigli saggi dei più grandi e sono diventato io stesso “il grande per i più piccoli”.

Lo scorso 18 Giugno 2016, Papa Francesco ci ha descritto come una realtà unica e credo non potesse dire di meglio: Villa Nazareth è una fortuna, un tesoro, un’oasi, una famiglia, un sostegno, uno stimolo .

Villa Nazareth è stata pensata per te, e per il tuo sogno, perché tu possa inseguirlo e realizzarlo esattamente come sto facendo io, come altri hanno fatto prima di me. Con la sua cura ed attenzione silenziosa, con il suo donarsi gratuito, con l’amore di una vera casa.

  1. Cos’è un Collegio Universitario di Merito? http://www.collegiuniversitari.it/it/cose-un-collegio.aspx
  2. Sito ufficiale di Villa Nazareth: www.villanazareth.org
    Facebook “Villa Nazareth”; Instagram “Villa_Nazareth”; Twitter “CollegioUniv_VN”

One Comment to “Villa Nazareth, una realtà unica”

  1. salve
    posso solo scrivere questo: ogni tanto, una buona notizia …
    saluti e auguri a tutti i frequentatori di Villa Nazareth
    Piero e famiglia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: