Il caso Brendan Eich negli USA, un motivo in più per essere a piazza del Pantheon a Roma.

di Fulvio Scaglione   per Famiglia Cristiana

Per dire: io potrei essere contrario all’abolizione del reato di clandestinità e iscrivermi a un gruppo che si propne di fare attività per convincere i politici e reintrodurlo. Oppure, per restare a realtà americane, essere contrario alla pena di morte o al libero commercio delle armi, e militare in un movimento che si propone di ottenere l’abolizione della pena capitale o di mettere vincoli alla vendite di fucili e pistole. Dovrei per questo perdere il lavoro? La minaccia del licenziamento non sarebbe un grave attentato alla mia libertà di pensiero e di parola? 

Ovvio che sì. Tranne che in un caso: essere contrari alle nozze gay. In quel caso (e si badi bene: solo ed esclusivamente in quel caso) le normali garanzie di una società civile sono sospese. Lo sa bene, da noi, Guido Barilla, subito minacciato di boicottaggio economico, come se fosse Fidel Castro o l’ayatollah Alì Khamenei, per aver detto come avrebbe ritenuto meglio spendere i suoi soldi.

Ora lo sa benissimo, negli Usa, Brendan Eich, uno dei fondatori del motore di ricerca Firefox e inventore di Javascript. Diventato da poco amministratore delegato di Firefox, Eich è stato attaccato dalle associazioni gay, e in particolare del sito di appuntamenti on line OkCupid.com, per aver contribuito nel 2008, con mille dollari, alla campagna contro le nozze gay in California. Pochi giorni di aggressione in Rete, minacce di boicottaggio, e la presidente di Firefox, Mitchell Baker, ha cacciato Eich.

La cosa straordinaria è che la Baker, in un comunicato, ha scritto che “Firefox crede nell’uguaglianza e nella libertà di parola”. L’uguaglianza? Certo non quella di Eich rispetto a quella di chi invece è a favore delle nozze gay. La libertà di parola? di nuovo: certo non quella di Eich, che dovrebbe essere libero di essere a favore o contro quello che vuole. E invece non può, perché se si permette perde il posto.

Se essere a favore delle nozze gay è diventato obbligatorio, farebbero prima a dirlo, no? Nel frattempo, cerchiamo qualche notizia in più su Brendan Eich. Usando Chrome, naturalmente.

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sentinelle roma

Arrivano anche a Roma le “Sentinelle in piedi”, una forma di presenza che già in Francia e in altri Paesi d’Europa è viva da tempo, e che ha portato molte persone nelle piazze di numerose città italiane a testimoniare silenziosamente il loro dissenso dal Disegno di Legge Scalfarotto. Il Disegno di Legge Scalfarotto, approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato, secondo molti potrebbe costituire una minaccia reale alla libertà di espressione, sotto la giustificazione di voler combattere l’omofobia.

sabato 5 aprile, dalle 17 alle 18, in piazza del Pantheon a Roma

67 pensieri su “Il caso Brendan Eich negli USA, un motivo in più per essere a piazza del Pantheon a Roma.

  1. admin

    Un commento di Mario Adinolfi sulla vicenda di Brendan Eich:

    SE SONO I GAY I DISCRIMINATORI
    di Mario Adinolfi
    Il 4 aprile 1968 veniva ucciso a Memphis il reverendo Martin Luther King. Oggi, 4 aprile 2014 mi trovo ancora a scrivere di una storia di discriminazione che avrebbe meritato un discorso appassionato del leader non violento che ha trasformato la sua vita e la sua morte in un monumento alla lotta contro ogni comportamento discriminatorio.
    Presentando insieme a padre Maurizio Botta una settimana fa il mio Voglio la mamma ho avuto l’ardire di affermare che “Rosa Parks siamo noi”, citando un’altra persona che con il suo coraggio ha aperto la strada alla fine della discriminazione dei neri negli Stati Uniti. Ne sono nate polemiche. Oggi, nell’anniversario della morte del reverendo Martin Luther King, devo raccontarvi la storia di una Rosa Parks del ventunesimo secolo, secolo in cui tendono a raccontarvi tutto al contrario e io provo a darvi la mia versione dei fatti, controvento.
    Il protagonista dei fatti si chiama Brendan Eich ed è unanimemente considerato un genio nel suo campo: l’informatica e il web. Eich è l’inventore del linguaggio Javascript. Meno di un mese fa Brendan veniva nominato amministratore delegato di Mozilla, l’azienda di Firefox per capirci e Firefox è il secondo browser più utilizzato al mondo dopo Chrome di Google. Mozilla è un’azienda importantissima del mondo della rete e sceglie Brendan perché in questo mondo è tra i più bravi in assoluto: non è, per capirci, un posto nel cda della Rai, non funziona come in Italia, non si arriva a quei livelli per chi si conosce, ma per quel che si vale. E Brendan Eich è bravo, bravissimo. Un genio, secondo tutti. La meritocrazia, quando funziona, funziona così.
    Brendan Eich ieri si è dovuto dimettere dal posto che si era meritato per il suo valore, per le sue capacità, per la sua storia di persona che ha reso migliore il web negli ultimi vent’anni. Perché si è dovuto dimettere? Per motivi di salute? Per grane giudiziarie (in Italia non si dimettono manco per quello)? Perché aveva taroccato il curriculum?
    No. Brendan Eich si è dovuto dimettere perché un sito di accoppiamenti on line in cerca di pubblicità insieme ad alcuni attivisti gay ha “scoperto” che nel 2008 aveva dato un piccolo finanziamento (mille dollari) a sostegno del referendum di chi era contrario ai matrimoni gay in California. Referendum che si tenne e che i proponenti vinsero, nella liberalissima California, stato americano ricco e aperto, lo stato di Hollywood e degli Studios, dove alle presidenziali vincono quasi sempre i democratici. Gli attivisti gay hanno minacciato di boicottare Firefox, hanno preteso le dimissioni di Brendan Eich, lui ha spiegato in un’intervista al New York Times che sapeva tenere distinte le opinioni personali dall’attività lavorativa (ovviamente, che c’entra mai l’opinione sui modelli familiari con la gestione di un browser?), non è bastato. I gay hanno preteso la sua testa, hanno reiterato la minaccia di boicottaggio invitando gli utenti omosessuali a usare Chrome invece di Firefox, è finita che Mozilla ha costretto Brendan Eich alle dimissioni.
    Con una surreale lettera pubblicata sul sito la presidente di Mozilla, Mitchell Baker, ha spiegato che le dimissioni a Eich sono state richieste perché “Mozilla crede nell’uguaglianza e nella libertà di parola”. Vedete che vi raccontano le cose al contrario? Ma come? Minacciano boicottaggi, fanno perdere il posto di lavoro ad una persona di assoluto valore, lanciano un avvertimento terrorizzante verso tutti coloro che la pensano come Brendan Eich e poi ci dicono pure che lo fanno perché credono nella libertà di parola?
    Inutile dirvi che la storia di Brendan Eich l’abbiamo già vissuta in Italia con il linciaggio di Guido Barilla che aveva osato dirsi contrario ai matrimoni gay alla Zanzara di Giuseppe Cruciani e David Parenzo, stesso trattamento è stato riservato alla scrittrice Costanza Miriano e già ho scritto dell’intervista di Daria Bignardi a Ivan Scalfarotto in cui il sottosegretario spiegava che chi ha una posizione contraria ai matrimoni gay è equiparabile a antisemiti e razzisti dunque non ha diritto ad un confronto in regime di contraddittorio.
    Ormai funziona così, l’ho sperimentato sulla pelle dopo aver scritto Voglio la mamma, gli insulti di cui sono stato fatto oggetto da questi “liberali” potete leggerli qui sulla rete e ne ho ricevuti per strada. Se credi che la maternità vada difesa, che Ugo e Pippo non potranno mai essere genitori perché è una legge di natura, che genitore 1 e genitore 2 è un’offesa dei burocrati a madre e padre, allora automaticamente sei un omofobo. E se sei un omofobo c’è una bella legge antiomofobia che ti aspetta e dietro l’angolo c’è la galera, se passa la legge Scalfarotto. E Voglio la mamma diventa un libro che non puoi scrivere per legge e se lo scrivi è da bruciare perché “incita all’odio”.
    Contro ogni discriminazione domani, sabato, alle 17 mi unirò alle Sentinelle in Piedi – Roma per vegliare silenziosamente con un libro in mano contro questo capovolgimento della verità. E’ sempre più evidente, Rosa Parks siamo noi. And I have a dream, nel giorno del sacrificio del referendum Martin Luther King: io ho il sogno di poter dire quello che penso sulla famiglia senza rischiare di perdere il posto di lavoro, senza dove essere boicottato, senza dover ascoltare parole di odio.

  2. fiore

    Tutto ciò che succede oggi nel mondo non è più mosso dall’amore, dal desiderio di costruire una società equa e possibilmente felice. Manca il rispetto per l’altro, per quello che è e per quello che pensa, non si guarda più al bene che l’altro può fare. Tutto è mosso dal proprio interesse, dal voler vincere e primeggiare a tutti i costi, a scapito degli altri. Si parla di diritti dei bambini, di questo e di quest’altro, ma sono tutte parole dette a vanvera. Faccio fatica a vivere in questa società, se non fosse per una Presenza che sento viva, se non fosse che mio padre e mia madre mi hanno insegnato a parole e con l’esempio di agire sempre secondo coscenza, secondo quei valori che rendono la vita bella e degna di essere vissuta. Mi hanno sempre additato persone che vivendo la loro quotidianità apparentemente insignificante hanno contribuito a portare un po’ di luce e di speranza. Per fortuna esistono ancora persone così, che non si piegano ai capricci del mondo. E’ grazie a loro che possiamo sperare in un futuro luminoso per noi ma soprattutto per i nostri figli e nipoti.

  3. A parte il fatto che la legge (che non è ancora legge) parla, mi sembra, di istigazione etc, ma essere contrari ai matrimoni omosessuali è forse equiparabile a essere contrari al libero commercio di armi? Potrebbero essere perseguiti, quelli che sono contrari allle armi, per istigazione alla proibizione del commercio di armi in quanto vorrebbero di fatto discriminare quelli che si vorrebbero armare (come la Costituzione Americana prevede che abbiano il diritto di fare)?

  4. Giancarlo

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera (ma quanno mai!).

    L’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (LGBT), basata sul pregiudizio. L’Unione Europea la considera analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo. Con il termine “omofobia” quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all’omosessualità o alle persone omosessuali.

    Penso ogni male possibile dell’omosessualità e penso ancor peggio dell’ideologia gender che vorrebbe trasformare un vizio privato in pubblica virtù. Ma la mia avversione (all’omosessualità ed all’ideologia gender) non nasce affatto dal pregiudizio, ma dall’osservazione dei fatti.

    Primo fatto. L’omosessualità è solo un comportamento che non può essere in alcun modo ricondotto all’identità di una persona. Quindi criticare, avversare ed osteggiare in ogni modo possibile l’omosessualità non intacca la sfera personale e non può essere considerato discriminatorio o offensivo per il semplice fatto che la critica è rivolta al comportamento, non alla persona.
    Secondo fatto. Il comportamento omosessuale non è equivalente al comportamento eterosessuale. I due comportamenti non sono distinguibili solo nelle modalità, ma anche nelle conseguenze. E’ dunque irrazionale pretendere di equiparare sul piano del diritto ciò che non equivale sul piano della realtà.
    Terzo fatto. L’omosessualità costituisce, oggettivamente, una grave minaccia alla felicità ed alla realizzazione delle persone perché impedisce di fondare una famiglia e di costruire una rete di relazioni d’amore capace di accompagnarti e sostenerti per tutta la vita.
    Quarto fatto. L’ideologia gender nega i tre fatti precedenti e propone di assegnare a sentimenti e pulsioni, assolutamente privi di conseguenze sul piano biologico, lo stesso valore e lo stesso significato che ha un’unione sessuale potenzialmente feconda.
    Quinto fatto. La guerra verso l’omosessualità e verso l’ideologia gender, che noi cattolici siamo chiamati a combattere, non è mai stata diretta contro le persone. Al contrario, gli ideologi del gender ci chiamano omofobi e ci equiparano, senza giri di parole, a razzisti, antisemiti, xenofobi, fascisti, nazisti. Rivolgono quindi il loro odio non verso le nostre idee, ma contro la nostra persona.

    Da che parte sta il pregiudizio?

    1. Anonimo

      I “fatti”, per essere definiti tali, devono essere provati e/o argomentati. Non basta, come in questo caso, affermarli, né contrabbandarli per “ovvietà” o “constatazioni”, visto che non lo sono, (ne è prova il fatto che non c’è accordo, unanime o quasi, come ci si aspetterebbe se fossero tali).

      Chiamare fatto ciò che fatto non è, mi pare sia tipico di un’ideologia (gender o anti-gender).

        1. Clockwork

          @Giancarlo: credo invece che il suo argomento sia “banale”, ma assolutamente valido (e bada che non ho detto vero!): Anonimo ha semplicemente detto che non c’è prova di quelli che tu, Giancarlo, chiami “fatti”.

          Ti ha accusato di aver “contrabbandato” una serie di “tue” ipotesi (e con quel “tue” intendo che te ne sei fatto portavoce), per evidenze quando evidenze non sono – se lo fossero, è l’obiezione, ci sarebbe accordo sulla questione.

          Per esempio, se io ho un astuccio rosso, è un’evidenza che il mio astuccio sia rosso, indipendentemente dall’osservatore, mentre in questo caso, è evidente che i tuoi “fatti” non sono fatti in senso proprio. O meglio, ti ha invitato a sostenere i tuoi “fatti” con delle prove, perchè appunto “I “fatti”, per essere definiti tali, devono essere provati e/o argomentati.”.

          Praticamente Anonimo ti ha rivolto la stessa accusa che tu hai rivolto a lui.
          (ometto di spiegarti l’insulto, credo sia abbastanza capibile!)

          1. …sono d’accordo con Clockwork:

            …ma voi potreste sempre sostenere come. il buon Chesterton,che ci batterà per il fatto che le foglie siano verdi.
            Ma in questa evidenza, che pretende di averci Giancarlo, non c’è la stessa evidenza del colore delle foglie o che altro.

        2. Anonimo

          Gisncarlo: se vuole portare le prove che La portano a trarre le conclusioni che ha esposto come “fatti”, sarò lieto di leggerle.

          Clockwork: non trovo insulti nelle mie parole.

          Filosofiazzero: concordo. Nei “fatti” di Giancarlo non c’è l’ “evidenza” del colore delle foglie di Chesterton, le cui frasi vengono spesso usate a sproposito, per etichettare come ovvie cose che ovvie non sono.

            1. Giancarlo

              @Anonimo filosofiazzero Clockwork

              Dunque non avrei argomentato i fatti esposti? Vediamo.

              “Primo fatto. L’omosessualità è solo un comportamento che non può essere in alcun modo ricondotto all’identità di una persona.” Confermo: l’unico modo per capire se una persona “è omosessuale” (meglio: adotta comportamenti omosessuali), è osservarne il comportamento e, questo, E’ UN FATTO. Hanno condotto studi di ogni genere ma nessuno è riuscito a ricondurre ad un fattore biologico il comportamento omosessuale; ALTRO FATTO. Insomma, sulla base degli studi fin qui condotti, l’omosessualità è un comportamento “scelto” dalla persona, quindi perfettamente modificabile, come, del resto, dimostrano i bisessuali o le tante persone che, nel corso della vita, hanno modificato i propri comportamenti sessuali; ULTERIORI FATTI.

              “Secondo fatto. Il comportamento omosessuale non è equivalente al comportamento eterosessuale.”. E’ NECESSARIO ARGOMENTARE? Il comportamento eterosessuale è fecondo e permette di realizzare alcune tra le più profonde aspirazioni connaturate all’essere persona. A livello sociale, la coppia eterosessuale è (l’unica) in grado di assicurare il futuro dell’umanità. IL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE, INVECE, FALLISCE TUTTI I RISULTATI (GLI OBBIETTIVI) naturalmente conseguiti dal comportamento eterosessuale. Scusate ma NON SONO FATTI, QUESTI? E’ solo una mia misera opinione che IL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE SIA NATURALMENTE STERILE? Non so, ditemi voi allora.

              “Terzo fatto. L’omosessualità costituisce, oggettivamente, una grave minaccia alla felicità ed alla realizzazione delle persone perché impedisce di fondare una famiglia e di costruire una rete di relazioni d’amore capace di accompagnarti e sostenerti per tutta la vita.” Di nuovo: c’è bisogno di argomentare? Non E’ UN FATTO che il comportamento omosessuale, se non corretto, porta a rinunciare alla famiglia e ad avere figli? E’ una mia opinione che Gianna Nannini ed Elton Jhon, se hanno voluto avere dei figli, HANNO DOVUTO RICORRERE ALLA FECONDAZIONE ARTIFICIALE?

              “Quarto fatto. L’ideologia gender nega i tre fatti precedenti e propone di assegnare a sentimenti e pulsioni, assolutamente privi di conseguenze sul piano biologico, lo stesso valore e lo stesso significato che ha un’unione sessuale potenzialmente feconda.”. NON E’ UN FATTO CHE ANCHE VOI, DA BUONI IDEOLOGHI, NEGHIATE I TRE FATTI PRECEDENTEMENTE ESPOSTI? E’ un fatto: negate i tre fatti precedenti.

              “Quinto fatto. La guerra verso l’omosessualità e verso l’ideologia gender, che noi cattolici siamo chiamati a combattere, non è mai stata diretta contro le persone. Al contrario, gli ideologi del gender ci chiamano omofobi e ci equiparano, senza giri di parole, a razzisti, antisemiti, xenofobi, fascisti, nazisti. Rivolgono quindi il loro odio non verso le nostre idee, ma contro la nostra persona.” L’Unione Europea considera l’omofobia analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo. Io, dunque, sono da considerare analogo al razzista, xenofobo, antisemita, sessista. NON E’ UN FATTO?

                1. Giancarlo

                  Se proprio devi rispondere, rispondi a tono, senza dire idiozie. Io non mi sono mai sognato di istigare all’odio degli omosessuali, casomai metto in guardia dall’omosessualità, che è un vizio che causa la depressione ed impedisce la realizzazione della propria mascolinità o femminilità.

                  Le persone sono maschi o femmine ed adottano (altro fatto che dovresti avere l’onestà di accettare, oppure di negare, ma con argomenti), nella stragrande maggioranza dei casi, un comportamento eterosessuale (per fortuna). Un’infima minoranza di persone, sempre maschi e femmine, adottano comportamenti omosessuali con gravi conseguenze che distruggono la loro vita e causano danni all’intera società.

                  1. Giancarlo

                    Non è un fatto che l’omosessualità non equivalga all’eterosessualità? E non è un fatto che il comportamento omosessuale non realizza la propria mascolinità o femminilità? Non è un fatto che l’omosessualità impedisce alla persona di realizzare alcune tra le più profonde aspirazioni, quali fondare una famiglia ed avere figli e nipoti con cui costruire una rete di relazioni d’amore che ti accompagnerà per tutta la vita?

                    Non sono, quelle che ho appena elencato, gravi conseguenze determinate dal comportamento omosessuale e capaci di distruggere la vita di una persona e di arrecare gravi danni all’intera società?

                    Non sono io che “presento” l’omosessualità come un comportamento NATURALMENTE STERILE E DEL TUTTO ESTRANEO ALLA PROCREAZIONE, è proprio l’omosessualità che non ha niente a che vedere con la famiglia e con i bambini.

                    1. …invece alcuni (non tutti, come non tutti gli eterosessuali vogliono una famiglia e dei figli) omosessuali vogliono una famiglia e dei bambini (ovviamente non attraverso il coito). Il che non impedisce a nessun altro di poter avere una famiglia e dei figli (e non arreca “gravi danni” all’intera società). E anche questi sono fatti.

                    2. Giancarlo

                      Tutti, o quasi tutti gli omosessuali desiderano una famiglia, perchè è una legittima e profonda aspirazione comune a tutte, o quasi tutte, le persone. Solo che PER VIA NATURALE NON POSSONO, e questo è un fatto ed un problema.

                      Ma allora è un fatto, si o no, che l’omosessualità è un comportamento che mette a rischio la realizzazione e la gioia delle persone?

                    3. Giancarlo:
                      …non lo so se gli omosessuali siano o non siano felici e per quali motivi. So che gli eterosessuali possono essere felici o infelici sia sposati e procreanti o non procreanti che non sposati procreanti o non procreanti eccetra. Per quanto riguarda la felicità (e infelicità) degli altri bisognerebbe prima chiedere agli altri. “Ognuno conosce di se stesso il bisogno”.

              1. Anonimo

                Grazie Giancarlo delle spiegazioni, spiegazioni che lasciano numerosi punti oscuri.
                Ne cito un paio:
                “l’unico modo per capire se una persona “è omosessuale” (meglio: adotta comportamenti omosessuali), è osservarne il comportamento”.

                Una cosa è essere omosessuali, un’altra è avere comportamenti omosessuali: una cosa non implica necessariamente l’altra. Tanto che anche la Chiesa Cattolica insegna che “Le persone omosessuali sono chiamate alla castità”, il che non avrebbe senso se, non avendo comportamenti omosessuali, diventasse solo per quello eterosessuale.

                ” Il comportamento omosessuale non è equivalente al comportamento eterosessuale”. Qui ha elencato una serie di motivi per cui i due comportamenti non sono uguali. Essere equivalenti (e quindi avere pari dignità) è un’altra cosa.

                Mi sfugge poi i motivi alla base dell’assioma “felicità solo con una famiglia”.

                Quanto alla lotta contro l’omofobia (= odio contro gli omosessuali, come xenofobia è l’odio contro lo straniero), la Chiesa non è omofoba, visto che prevede rispetto e di evitare ingiuste discriminazioni verso omosessuali, a differenza di alcuni suoi sedicenti seguaci

                1. Giancarlo

                  Non credo che ci siano punti oscuri nelle mie spiegazioni: è lei che fa finta di non capire.

                  Sul primo punto. Non ha senso la frase “essere omosessuali”. Come ho già spiegato, l’omosessualità non è rintracciabile nel nostro DNA, o nel nostro corpo. L’unico modo di parlare di omosessualità è quello di parlare di COMPORTAMENTO OMOSESSUALE. Vede, se voglio parlare di mascolinità, posso fare riferimento ai comportamenti, alle inclinazioni o alla psiche, ma posso indicare anche il corpo maschile, i suoi genitali, la sua forza fisica, il suo distinguersi e qualificarsi differentemente rispetto alla femminilità. L’omosessualità, invece, non distingue affatto le persone, non le qualifica come diverse. Se poniamo dieci persone, di cui una omosessuale, di fronte alla comunità scientifica, nessuno sarà in grado di individuare la persona omosessuale, per un semplice motivo: NON ESISTE LA PERSONA OMOSESSUALE, ESISTONO PERSONE CHE ADOTTANO COMPORTAMENTI OMOSESSUALI. La chiesa chiama TUTTI I BATTEZZATI a vivere la castità, non solo gli omosessuali. Chiamando a vivere nella castità, la chiesa chiede di MODIFICARE IL PROPRIO COMPORTAMENTO, NON LA PROPRIA PERSONA. Quindi anche la chiesa considera l’omosessualità un comportamento da modificare o contenere.

                  Sul secondo punto. La pari dignità fra tutte le persone è fuori discussione, caro amico. Io non ho mai messo in dubbio la pari dignità delle persone. Io nego che siano equivalenti la relazione eterosessuale e quella omosessuale. Esse sono DIVERSE NELLE MODALITA’, DIVERSE NELLE CONSEGUENZE (PERSONALI E SOCIALI), DIVERSE NEL SIGNIFICATO E DIVERSE NEL VALORE.

                  Terzo punto. Non ho mai detto che si può essere felici solo con la famiglia. Ho detto che avere una famiglia con figli e nipoti, con i quali costruire una rete di relazioni d’amore che ti accompagnerà per tutta la vita, è una universale e profonda aspirazione, comune a tutte le persone. Ma si possono trovare anche altre strade per la propria realizzazione e gioia.

                  Che la chiesa non sia omofoba (posto che abbia senso questa parola), può dirlo alto e forte, caro amico. Neanch’io odio gli omosessuali. Odio l’omosessualità.

              2. Daniele

                Le argomentazioni sono totalmente fallaci e quindi le tesi esposte infondate.

                Primo fatto. L’omosessualità è solo un comportamento che non può essere in alcun modo ricondotto all’identità di una persona. Non è così. Nel senso che il comportamento omosessuale è da ricondursi ad una tendenza; la tendenza ad essere sessualmente ed affettivamente attratti da persone dello stesso sesso. Non lo dico io. Lo dice la scienza. ed il buon senso. L’eziologia dell’omosessualità non è ancora chiara. E io credo che la cosa non debba interessarci. Una persona potrà scegliere di non porre in essere certi comportamenti. Ma determinate tendenze no.

                Il comportamento omosessuale non è equivalente al comportamento eterosessuale.”. E’ NECESSARIO ARGOMENTARE? Il comportamento eterosessuale è fecondo e permette di realizzare alcune tra le più profonde aspirazioni connaturate all’essere persona. Pertanto chiunque non abbia figli, nonostante sia fecondo, non realizza se stesso? E chi lo ha deciso? Lei? Anche il sacerdozio costituisce, oggettivamente, una grave minaccia alla felicità ed alla realizzazione delle persone? La sto buttando un po’ sul banale, ma ovviamente la questione è più seria e si intreccia con la profondità con cui si intende il concetto di realizzazione personale. Che non passa necessariamente attraverso la procreazione. Fortunatamente, l’essere umano porta con sè un bagaglio di bisogni e aspirazioni di natura spirituale che lo elevano dal resto del mondo animale e che rendono i fatti da lei addotti assolutamente insussistenti.

                Da qui una deduzione. Il comportamento omosessuale e, sul piano civile, tutte le rivendicazioni fatte da parte della minoranza omosessuale non levano niente alle persone eterosessuali, o comunque alla collettività nel suo complesso. Questo è un FATTO.

                Ho 25 anni, non so se avrò figli; ma sono appassionato degli studi che faccio e credo di essere felice di poter fare di questo la mia vita professionale. Ho scelto di seguire una mia vocazione al servizio verso il prossimo. Mi occupo di educazione (a titolo di volontariato), sotto vari punti di vista e tento, e spesso non riesco, di interessarmi per quanto possibile, a ciò che riguarda il bene comune. Ma, probabilmente, non avrò figli ( ovviamente non farò riferimento al mio orientamento sessuale perchè la cosa non deve riguardarvi…potrei essere eterosessuale, omosessuale bisessuale e via dicendo, penso che la cosa sia assolutamente irrilevante). Sono una minaccia per l’umanità? Davvero? Sto mettendo in pericolo la realizzazione della mia felicità? Affermare questo non è forse il frutto di una visione distorta della realtà?

                In ultimo

                Ad un certo punto lei fa riferimento alla battaglia contro l’omosessualità. Ed è proprio questo il punto. Nessun omosessuale fa una battaglia contro gli eterosessuali. mentre lei si sente chiamato ad una guerra contro qualcuno. Chi è che si pone in un atteggiamento aggressivo? Io sono tendenzialmente molto diffidente nei confronti di una proliferazione dei reati. Credo che sia davvero delicato trattare i cd “crimini d’odio” in quanto ci si muove su un terreno scivoloso. Quello del rapporto tra rispetto della dignità di ciascuno e,quindi, tutela di quella “pari dignità sociale” che costituisce uno dei beni supremi garantiti dalla Costituzione e rispetto della libertà di manifestazione del pensiero, un (se non “il”) caposaldo di ogni stato democratico di diritto. Ma penso anche un’altra cosa: che sia giunto il momento che il nostro ordinamento faccia una scelta, e dica una volta per tutte che, in questa guerra mossa da una sola parte verso un’altra, lo stato si schiera con gli omosessuali. Semplicemente per ragioni di giustizia.

                Chiedo scusa per la retorica che, in alcuni punti, mi è un po’ sfuggita di mano.

                1. Alessandro

                  Daniele,
                  quintali di retorica.

                  Torna alla realtà. Che è questa:

                  1) in Italia non esiste alcun allarme “omofobia” (niente guerre in corso contro gli omosessuali, se non nella fantasia di chi vuol credere che questa guerra ci sia)

                  http://giulianoguzzo.wordpress.com/2013/07/24/omofobia-lallarme-che-non-ce/

                  http://www.uccronline.it/2014/01/20/lomofobia-in-italia-solo-28-segnalazioni-allanno/

                  2) è stata approvato alla Camera, ed è all’esame del Senato, il ddl c.d. Scalfarotto che attenta a quel “rispetto della libertà di manifestazione del pensiero” che tu stesso riconosci doversi salvaguardare.

                  La guerra reale, in corso, è dunque alla libera manifestazione del pensiero, ed è dichiarata però da Scalfarotto e seguaci, non dal Vaticano.

                  1. Daniele

                    “niente guerre in corso contro gli omosessuali”. Io mi sono rifatto alle parole di tale Giancarlo.
                    Peraltro il mio commento rispondeva, principalmente, alle considerazioni sull’omosessualità fatte sempre da Giancarlo.
                    E non alla questione della fondatezza o meno del ddl Scalfarotto. Su cui ci sarebbe molto da discutere.

                2. Giancarlo

                  Certo Daniele: l’omosessualità è una tendenza, che si manifesta in un comportamento. Ma questa tendenza non è di origine genetica; comunque non può essere ricondotta all’essere in un modo, anziché in un altro. E’ una tendenza che trova la sua origine in un fallito processo di sviluppo della psiche, attraverso il quale, se tutto va bene, un maschio diventa uomo ed una femmina diventa donna. Che poi questa tendenza possa essere modificata lo testimoniano tante persone che hanno mutato il proprio comportamento sessuale, da omo ad etero o viceversa.

                  Sul secondo punto, anche lei, come il precedente anonimo, fa finta di non capire. Io non ho mai detto che chi non può avere figli non può essere felice: LEGGA BENE! Ho detto che il comportamento omosessuale, SE NON CORRETTO, impedisce oggettivamente la realizzazione di alcune fra le più profonde ed universali aspirazioni delle persone. Poi, è assolutamente ovvio che si possa vivere una vita piena e gioiosa anche senza figli.

                  Il terzo punto è importante. Il comportamento omosessuale, come dimostrano un’enormità di studi, è FORTEMENTE CORRELATO A DEPRESSIONE, ALCOLISMO, USO DI SOSTANZE STUPEFACIENTI, TENDENZA AL SUICIDIO. E questa stretta relazione non è dovuta all’omofobia, inesistente in Italia. Infatti, in tutto il mondo l’omosessualità è correlata a questa sindrome. Il motivo della stretta relazione tra omosessualità e tendenza al suicidio è ovvio: le persone omosessuali sanno bene, nel loro segreto, che il loro vizio li condurrà a fallire miseramente la realizzazione della loro vita. Dunque, il comportamento omosessuale è, prima di tutto, nemico delle persone omosessuali. Tuttavia occorre tener presente anche che toglie oggettivamente tante energie vitali alla crescita ed alla prosperità dell’umanità. Questo si che E’ UN FATTO INCONTESTABILE. Ma c’è di più. Le rivendicazioni che, in questi ultimi anni vanno trovando una sempre maggiore accoglienza, in particolare il matrimonio omosessuale, una volta recepite dall’ordinamento giuridico, DISTRUGGONO, NELLA TESTA DELLE PERSONE, IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA MATRIMONIO E, CON IL SIGNIFICATO, SI SMARRISCE ANCHE IL VALORE E LA PORTATA DEL MATRIMONIO. Se lei, come immagino, ha già smarrito il significato, il valore e la portata del matrimonio, ebbene, le ricordo che IL MATRIMONIO E’ UN ISTITUTO GIURIDICO VOLTO A DIFENDERE LA FAMIGLIA, che, notoriamente, SI DISTINGUE da tutte le altre forme di aggregazione, PER IL RUOLO INSOSTITUIBILE E DI IMPRESCINDIBILE VALORE CHE SVOLGE e che nessun’altra relazione umana può svolgere.

                  Sul resto non mi attardo: ha già risposto egregiamente Alessandro.

                  1. Daniele

                    “Ma questa tendenza non è di origine genetica”. Come avevo già ripetuto, l’eziologia dell’omosessualità non è nota agli studiosi. Non è che me lo sono inventato, me lo ha detto uno psicoterapeuta in quanto ciò è sostenuto dalla stragrande maggioranza del mondo scientifico. Oltretutto l’oms definisce l’orientamento una variante naturale del comportamento sessuale.

                    Che l’omosessualità sia una cosa da correggere è, ancora una volta, una sua valutazione. Qui vari link.

                    http://www.ordpsicologier.it/home.php?Lang=it&Item=terapie+riparat

                    http://www.ordinepsicologilazio.it/news/pagina186.html

                    http://www.osservatoriopsicologia.com/2010/05/22/terapie-riparative-dellomosessualita-la-posizione-dellordine-degli-psicologi-lombardia/

                    Il fatto che esistano studiosi e loro seguaci i quali sostengono posizioni avverse è un altro discorso. Ma,d’altro canto, ci sono persone che credono nella pranoterapia, ma questo non leva l’assoluta infondatezza delle tesi addotte. Che poi ci sono persone che erano gay e sono “diventate etero” è un altro discorso. Qui stiamo parlando della presunta necessità che si debba correggere l’omosessualità. Sostenerlo è FALSO ed estremamente pericoloso.

                    “occorre tener presente anche che (il comportamento omosessuale) toglie oggettivamente tante energie vitali alla crescita ed alla prosperità dell’umanità”. Come il celibato dei preti, dunque…

                    Purtroppo non ho molto tempo per articolare una risposta più completa e approfondita.

                    Un’ ultima cosa. Le rivendicazioni in materia di diritti civili, in primis il matrimonio per le persone omosessuali, distruggono nella SUA TESTA, il significato della parola matrimonio. Se due ragazzi o due ragazze avranno la possibilità di sposarsi in Italia (cosa che mi auguro possa avvenire quanto prima e per la quale mi betterò finchè posso) questo non impedisce a lei e a nessun altro di sposarsi. E, no, questo non vuol dire legittimare anche il matrimonio fra padre e figlio o altre assurde conseguenze che taluno paventa. Semplicemente perchè nessuno rivendica il matrimonio tra consanguinei.

                    “le persone omosessuali sanno bene, nel loro segreto, che il loro vizio li condurrà a fallire miseramente la realizzazione della loro vita”. Mi dispiace ma su certe valutazioni, la cui carica volgare e offensiva supera davvero ogni mia immaginazione, non riesco davvero a pronunciarmi. E quando dico che mi dispiace sono sincero. Ma proprio non ci riesco.

                    1. Daniele: sono assolutamente d’accordo con te!

                      Per quanto riguarda la frase che te citi la ricito anche io sotto perché tutti la leggano bene e si accorgano che è non solo da stronzi, ma campata in aria. Come farebbe qualcuno a sapere cosa pensano gli omosessuali nel “loro segreto” ? O forse Alessandro Giancarlo e altri basandosi sulle sole ricer che affidabili (che sono quelle che loro citano) sono in grado di “dimostrare” la infelicità necessaria degli omosessuali?

                      “le persone omosessuali sanno bene, nel loro segreto, che il loro vizio li condurrà a fallire miseramente la realizzazione della loro vita”.

                    2. admin

                      Alvise, la frase riporta da te e Daniele è di Giancarlo, chiedete conto quindi a Giancarlo senza tirare in ballo altri (nella fattispecie Alessandro).

                    3. Alessandro

                      Alvise, visto che mi hai tirato in ballo ti faccio notare che il minimo sindacale (ma proprio il minimo) per contestare sensatamente, ad esempio, le ricerche che ho citato sopra, sarebbe darci un’occhiata.
                      Tu invece di queste ricerche non sai nulla (zero di zero, buio, come il colore del tuo distintivo), né sai citare alcuna ricerca che ne contrasti validamente i risultati.
                      Quindi il tuo sdegnato obiettare contro gli esiti di questi studi è un imprecare a vanvera, per puro partito preso, per banale posa da bastian contrario, senza uno straccio di argomento a suffragio delle tue opinioni. Zero e ancora zero.

                    4. Alessandro

                      Daniele

                      “Qui stiamo parlando della presunta necessità che si debba correggere l’omosessualità. Sostenerlo è FALSO ed estremamente pericoloso.”

                      Affermazione infondatamente perentoria.
                      Senza andare a scomodare letteratura in materia, va contestata drasticamente l’impostazione metodologica che conduce alla tua affermazione, come fece tempo fa Francesco D’Agostino:

                      “Palma [presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi] non solo ha stigmatizzato come «scientificamente priva di fondamento» l’affermazione che l’orientamento sessuale di una persona si possa modificare, ma ha aggiunto che si tratta di un’affermazione «portatrice di un pericoloso pregiudizio sociale». Palma avrebbe dovuto essere più prudente e ricordarsi della sferzante affermazione di Lacan: «Degli omosessuali si parla. Gli omosessuali li si cura. Gli omosessuali non li si guarisce. E quello che c’è di più formidabile è che non li si guarisce nonostante siano assolutamente guaribili». Potranno non andare tanto di moda oggi, ma le tesi di Lacan e dei “neofreudiani”, che non hanno timore di considerare patologica (non immorale, né perversa) l’omosessualità, andrebbero prese più sul serio.

                      Così come andrebbe ricordato che, quando nell’ormai lontanissimo 1973 l’American Psychiatric Association ha cancellato l’omosessualità dal novero delle psicopatologie, la questione è stata semplicemente rimossa, non risolta, tanto più che questa cancellazione non avvenne a seguito di un adeguato dibattito scientifico, ma solo esortando – in modo epistemologicamente discutibile – gli iscritti all’Associazione a esprimersi, attraverso un voto, sull’opportunità di continuare a considerare l’omosessualità alla stregua di una malattia di rilevanza psichiatrica.
                      Su di una piattaforma di diecimila votanti (che ovviamente inglobava gli iscritti all’Associazione che non vollero partecipare al voto) si riscontrò una maggioranza non entusiasmante del 58% a favore della cancellazione dell’omosessualità dal celebre e contestato DSM, cioè dal manuale ufficiale di diagnostica dell’Associazione. Il rilievo mediatico della votazione ha indubbiamente messo in ombra la questione della sua consistenza scientifica.

                      Il punto più rilevante delle dichiarazioni del dottor Palma non è però quello che concerne la possibilità di considerare patologica o comunque fonte di disagio l’omosessualità, ma il fatto che, a suo avviso, chi osi esprimere questa opinione (ancorché condivisa da illustri studiosi) contribuirebbe ad attivare un «pericoloso pregiudizio sociale» contro gli omosessuali. Il dottor Palma non si rende evidentemente conto di come egli stia (mi auguro inconsapevolmente) portando acqua a un assurdo paradigma che porta alla dogmatizzazione del sapere: un paradigma, all’interno del quale alcune affermazioni, come appunto quelle che sostenessero che l’omosessualità è una malattia, andrebbero ritenute non solo fallaci (ma sappiamo che nella scienza tutte le teorie sono potenzialmente fallaci!), ma meritevoli di stigmatizzazione e repressione sociale, se non addirittura penale. Invece di esporre le ragioni per le quali si dovrebbero ritenere erronee le teorie di Giancarlo Cerrelli (e di altri che si muovono nella stessa direzione), Palma le espone al pubblico vituperio, dando per scientificamente consolidato e incontrovertibile ciò che non lo è affatto.”

                      http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/omofobia-la-lotta-alle-discriminazioni-non-si-fa-con-intimidazioni.aspx

                    5. Alessandro:

                      …te non fai che sventolare pezzi di documenti di “scienze” psicologiche e psicanalitiche come fossero dimostrazioni indiscutibili. E chi non sventola è un ignorante. Questa è la tua maniera di procedere, o sennò dici: allora dimostrami che te hai ragione e/o che io ho torto. Ma qui non si tratta di dimostrare nulla, Ma però nemmeno di dimostrare dimostrato quello che non è dimostrato e che non è dimostrabile (o lo è dimostrabile solo da te, e gli no?)!
                      E poi, tra le ipotesi, verrà scelta quella che verrà scelta, alla fine di un dibattito che potrebbe non avere, altrimenti, mai fine.

                    6. Alessandro

                      Alvise,
                      la tua maniera di procedere invece è ripetere all’infinito pervicacemente la tua opinione fondandola sul nulla. Hai detto mille volte che i “figli” di omosessuali non sono esposti a danni, mai una volta che ti sia sforzato di avvalorare con uno straccio di argomento questa affermazione. Nulla di nulla.
                      Naturalmente gli studi che cito, contrari alla tua opinione, li bolli pregiudizialmente come roba che vuole dimostrare l’indimostrabile, così hai agio di non prenderli nella minima considerazione, e di seguitare a propinare le tue opinioni basate sul nulla.
                      A me questo modo di procedere non interessa e spero non interessi a nessuno.

                    7. Giancarlo

                      @Alvise @Daniele @Admin

                      Volentieri aderisco all’invito esplicito di Admin a rispondere della mia frase: “ le persone omosessuali sanno bene, nel loro segreto, che il loro vizio li condurrà a fallire miseramente la realizzazione della loro vita.”. Chiarisco subito che questa è una mia personale opinione. Ma Admin mi darà atto che non ho mai preteso di presentarla come un fatto dimostrato. Immagino che sia ancora lecito esprimere proprie opinioni senza doversi sentire tacciato di stronzo.

                      Quello che mi preme sottolineare però, è il fatto che NON E’ MIA PERSONALE OPINIONE CHE L’OMOSESSUALITA’ SIA UN VIZIO. Su questo il catechismo della chiesa cattolica è molto chiaro: “Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che GLI ATTI DI OMOSESSUALITA’ SONO INTRINSECAMENTE DISORDINATI. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. IN NESSUN CASO POSSONO ESSERE APPROVATI.” Mi pare evidente che LA CHIESA CATTOLICA INSEGNA CHE L’OMOSESSUALITA’ E’ UN VIZIO.

                      Sul resto del confronto con Daniele, le posizioni sono chiare ed ognuno può farsi un giudizio.

                      Segnalo, ancora una volta, l’ottimo e sempre puntuale contributo di Alessandro: https://costanzamiriano.com/2014/04/05/il-caso-brendan-eich-negli-usa-un-motivo-in-piu-per-essere-a-piazza-del-pantheon-a-roma/#comment-77448

  5. …non credo che un cattolico in quanto cattolico possa essre automaticamente considerato razzista, fascista, xenofobo eccetra, lo potrebbe essere solo se (ma non in quanto cattolico) istigasse al razzismo, al nazismo, all’omofofia eccetra..
    Quindi l’eventuale odio non sarebbe contro la vostra persona cattolica o contro il cattolicesimo in quanto tale, ma contro il reato di istigazione (anche sembrasse una balordaggine questo presupposto reato) da chiunque esso fosse compiuto, anche da un musulmano, per esempio.

    1. mamalifed

      ma tu, Alvise, cosa pensi del post di Scaglione, di quello di Adinolfi e, in generale, dei casi Barilla ed Eich? nessuno dei 4 ha addotto argomenti “cattolici”, a me sembra sufficiente soffermarsi su un piano antropologico…

      1. …mamalifed:

        …io non è che ci ho un pensiero per quasiasi cosa succede. Anzi, esorterei tutti, me compreso, dall’astenersi dal pretendere poterci avere un pensiero su tutto (anche se detto da me può sembrare, o essere, contraddittorio).
        In generale penso che di fanatici e di stronzi (di ogni tipo) è pieno il mondo, che non si peritano di rompere le palle a destra e a manca fino a arrivare a far del male agli altri. Per quanto riguarda i matrimoni omosessuali non mi scandalizzo e non mi sembra che siano una sciagura per la nostra società che di sciagure ne ha ben altre! Ma questo è solo, ovviamente, un mio modo di classificare i fatti, ammesso che ci abbia valore la mia classificazione. Non mi sento, comunque, in nessun modo preoccupato (per i matrimoni omosessuali, le adozioni eccetra)
        Per quanto riguarda le leggi Mancino, Scalfarotto, eccetra, per quanto possano essere balorde e mal poste e pletoriche non mi danno l’impressione di essere “liberticide”.

        1. mamalifed

          sul fatto che una persona sia costretta a lasciare il posto di lavoro conquistato per merito a causa della contribuzione a una campagna referendaria di 8 anni prima, in nome della libertà di parola?

          1. ……colpa dei fanatici teste di cazzo! (ma potrà succedere anche un semplice impiegato o imprendiitorucolo anonimo, bollato come omosessuale o omofobo o razzista etc.?)
            O forse te pensi che ora cominceranno licenziamenti a tappeto? (oltre che condanne in tribunale?)

  6. ROSA

    Scusate, visto che noi (i non LGBTIAXZY) siamo il 99% non possiamo far niente?
    Un bella petizione, bloccare le comunicazioni che arrivano da mozilla ec.
    Personalmente ho cancellato Mozilla: vorrei farglielo sapere, ma non trovo link o cose del genere: qualcuno mi da una mano?
    Ps Complimenti a Costanza per lo speciale su GPII (anche stamane lo ho perso! evvai!) ma la sigla di coda della 1 puntata cosa è?

  7. admin

    http://www.tempi.it/oltre-400-sentinelle-in-piedi-a-roma-per-dire-no-al-ddl-omofobia#.U0B8_ah_ua8

    METTI UN POMERIGGIO IN PIEDI DA SENTINELLA AL PANTHEON
    di Mario Adinolfi

    Devo dire che verso il cinquantunesimo minuto in piedi fermo su un sampietrino del Pantheon dei rumorii alle ginocchia mi hanno fatto pensare: “Era proprio necessaria questa formula?”. Poi mi sono guardato i cinque-sei tristissimi contestatori venuti non ho capito a far cosa con i loro triangolini rosa, le barbette d’ordinanza, i sorrisini irridenti tutti identici e ho capito che era proprio questa formula a essere perfetta. Noi, in centinaia, silenziosi, a leggere. Loro, in pochissimi, spiazzati e privi di argomenti per rispondere. Perché noi eravamo là in piedi anche per loro, per la loro libertà.

    Le Sentinelle in Piedi – Roma hanno avuto un grande successo, sono ansioso di vedere le foto perché con il Pantheon alle spalle la veglia di libertà deve essere stata anche bellissima. Perché eravamo lì? Perché è già stata approvata dalla Camera e ora potrebbe essere approvata dal Senato una legge voluta dal partito di cui sono stato parlamentare fino a un anno fa e scritta da una persona non stupida, Ivan Scalfarotto, che però avrebbe come inevitabile conseguenza la fine della libertà di opinione in Italia in materia di famiglia e di temi etici. Io mi sono affrettato a scrivere un libro su questi temi perché se lo avessi fatto tra qualche mese avrei rischiato la galera e lo stigma sociale. Già due volte per le mie opinioni nel Pd sono stato deferito ai probiviri con l’accusa di omofobia. Se diventasse legge il ddl voluto da Scalfarotto, certamente un magistrato zelante sotto denuncia di qualche gay ostile alle mie idee in tema di famiglia si potrebbe inventare un “incitamento all’odio” omofobico, equipararmi a razzisti e antisemiti, additarmi al pubblico ludibrio, mandarmi in carcere per un anno e mezzo. Non è una chiacchiera. Ho scritto in questi giorni della vicenda di Brendan Eich, ho incontrato ieri Costanza Miriano e mi ha raccontato di come in Spagna sia stata minacciata di arresto e i suoi libri bruciati in piazza. In Italia vorrei veder salvaguardata la libertà d’espressione e la libertà di educazione dei figli. Per questo ho fatto la Sentinella a Roma con Silvia e Clara.

    La piazza era bella, piena di giovani, di donne, di libri importanti. Clara leggeva Peppa Pig, testo modello di famiglia naturale. Io un più complesso Gente non comune, di Eric Hobsbawm, uno storico marxista. L’ho portato perché racconta le lotte controvento di molti “uomini ai margini”, dai calzolai radicali ai maestri del jazz. Gente non comune, che non si conforma al mainstream: tutti cigni neri. E poi io, che marxista non sono e non sono mai stato, ho voluto dire che quella piazza è di tutti: cattolici, laici, persone di destra e di sinistra; c’erano preti santi e incalliti peccatori, tipo me. Tutti dobbiamo metterci in piedi, fare le sentinelle, per difendere la libertà di espressione. Anche di quelli che ci contestavano. Lo spiegava bene Brecht.

    Tra le centinaia di libri che le Sentinelle leggevano ho riconosciuto qualche copertina rossa di Voglio la mamma e mi avete scaldato il cuore. La cosa deve aver fatto bene anche alle ginocchia e sono arrivato in fondo alla prova. La lotta per la libertà costa fatica: mescolare la fatica fisica a quella dell’incomprensione di molti è stato utile. Ci saranno altre veglie in tutta Italia. Non perdetevele, avvistate le Sentinelle nella vostra città. E’ una esperienza di gioia e di riflessione non comune. Grazie, ragazzi.

  8. …che ognuno lotti (se vuole) per quello per cui crede che sia giusto lottare.

    (in quanto all'”esperienza di gioia e di riflessione non comune”: lasciamo perdere!)

    1. Angelina

      Perché lasciamo perdere? Non ha mica detto qualcosa di male. Mi sa che sei gioiofobo, caro Al.

  9. giancarlo

    Bello. Grazie a tutte le sentinelle. Anch’io voglio diventare sentinella. Come Mario: neanch’io piegherò le ginocchia.

    Abbasso l’ideologia, abbasso l’omosessualità. Via la Realtà.

  10. Giusi

    Interessante osservatorio settimanale di Adinolfi. Un bel servizio, Raccapricciante il punto 4:

    Mario Adinolfi

    Da oggi e ogni domenica sulla pagina di Voglio la mamma troverete la newsletter “Osservatorio settimanale Voglio la mamma” con notizie che riguardano i temi affrontati nei 15 capitoli del volume. Questo il primo numero della newsletter.

    OSSERVATORIO SETTIMANALE “VOGLIO LA MAMMA” numero 1.2014

    1. I libretti “Educare alla diversità” fatti distribuire dall’Unar nelle scuole, che sostenevano tra l’altro che la famiglia composta da madre-padre-figli sarebbe “uno stereotipo da pubblicità” e il sesso maschile e femminile “un’astrazione”, sono stati bloccati. Lo ha comunicato ufficialmente sabato 5 aprile 2014 Il direttore generale del Dipartimento per l’Istruzione del ministero dell’Istruzione, Giovanna Boda, incontrando il Fonags, il Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola. Protestano Arcigay, Arcilesbica, Certi Diritti, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno.

    2. Elementi settimanali di cristianofobia. Martedì 1 aprile 2014 sono stati uccisi quattro cristiani copti al Cairo, tra questi due donne, una delle quali giovanissima e colpevole di portare una piccola croce al collo. Mercoledì 2 aprile il Ceo di Mozilla Brendam Eich è stato costretto alle dimissioni per aver sostenuto nel 2008 con un piccolo finanziamento un referendum contro il matrimonio omosessuale. Sabato 5 aprile sono stati rapiti nel Nord del Camerun da fondamentalisti islamici due sacerdoti italiani e una suora canadese. Sempre sabato 5 aprile un tribunale del Punjab ha condannato a morte due cristiani per blasfemia, avrebbero inviato un sms insultante nei confronti di Maometto; i due risultano semianalfabeti e il cellulare da cui è partito l’sms non è il loro.

    3. Un’inchiesta della polizia postale di Genova sulla baby prostituzione maschile ha individuato cinque minorenni con età oscillante tra i 13 e i 17 anni che vendevano prestazioni omosessuali a un gruppo di clienti di età oscillante tra i 40 e i 60 anni. Un genovese 58enne è stato intercettato mentre si lamentava per aver avuto un rapporto con un minore che aveva già “i baffi” e chiedeva “carne fresca”. La rete si organizzava tramite un noto sito per incontri omosessuali.

    4. Claudio Giorlandino, presidente della fondazione Altamedica e ginecologo, lunedì 31 marzo ha lanciato l’allarme: i test di screening del Dna fetale nel sangue materno danno risultati completamente errati, evidenziando alterazioni cromosomiche o malformazioni assolutamente inesistenti, portando le donne a eventuali decisioni abortive su bambini sanissimi. Al centro delle polemiche test “che si fanno a 11 settimane, al costo di 800-900 euro, attraverso il prelievo di sangue materno che di solito viene inviato all’estero. Prescindendo da tutte le considerazioni scientifiche pro e contro tali test, sento il dovere etico di riferire la mia esperienza che, da sospetto, è divenuta allarme per quel che ho potuto documentare – afferma il ginecologo – Un allarme che presento come persona informata dei fatti sia all’opinione pubblica che alle autorità competenti che volessero prenderne visione”. Giorlandino prosegue: “Negli ultimi mesi si sono rivolte a me 8 gestanti che avevano avuto un test positivo per patologia fetale, prevalentemente da un unico centro di genetica, dopo essere state sottoposte a questi test di screening. Ho eseguito il test di conferma con amniocentesi o villocentesi riscontrando, con sbigottimento, che in 6 casi non venivano confermate le patologie: 5 feti sono risultati sani e su uno, verosimilmente anche sano, sono ancora in corso verifiche”. Queste pazienti hanno avuto la possibilità di venire a conoscenza dell’errore evitando, così, l’interruzione volontaria della gravidanza che si apprestavano ad eseguire.

    5. Mercoledì 2 aprile la presidente francese di Manif pour Tous ha inviato una lettera al presidente francese François Hollande per chiedergli di riflettere sulla lezione che i cittadini gli hanno impartito alle elezioni e di “lasciare in pace le famiglie”. Il nuovo premier nominato da Hollande, Manuel Valls, è noto per essere un duro oppositore della Manif e per essere favorevole all’utilizzo degli uteri in affitto. Valls è il responsabile dell’utilizzo dei gas lacrimogeni contro le famiglie radunate in piazza a Parigi il 24 marzo 2013 per protestare contro la legge sul matrimonio omosessuale nota come “mariage pour tous” che ha portato pochi mesi dopo Hollande al disastro elettorale. Alla manifestazione partecipavano migliaia di bambini.

    6. Intervenendo mercoledì 2 aprile alla trasmissione “Le Invasioni Barbariche” il sottosegretario Ivan Scalfarotto, relatore della legge cosiddetta antiomofobia, ha frontalmente contestato le iniziative delle Sentinelle in Piedi, paragonandole a quelle dei razzisti e dei segregazionisti americani, affermando che contro le posizioni pro-matrimonio omosessuale degli esponenti LGBT non deve essere previsto alcun contraddittorio, perché sarebbe come garantire il contraddittorio agli antisemiti. La risposta è stata la partecipazione di centinaia di Sentinelle in Piedi alla veglia di piazza del Pantheon sabato 5 aprile a Roma.

  11. admin

    FONDAMENTALISMO 2.0 –
    La colpa del top manager? Aver donato mille dollari di tasca sua, sei anni fa, al referendum californiano che voleva vietare i matrimoni fra omosessuali. La reazione è stata implacabile: il chief executive di Mozilla, il popolare browser (navigatore) Firefox, ha dovuto rassegnare le dimissioni…

    Federico Rampini per REPUBBLICA (!!!!)

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fondamentalismo-20-si-pu-essere-gay-e-schierarsi-contro-le-nozze-omosex-la-clamorosa-74982.htm

  12. vale

    si ripartirà sì con la dittatura. anche se qualche colpo a segno lo si riesce a mettere- sembra che il ministero abbia sospeso la distribuzione dei famigerati opuscoletti dell’unar nelle scuole- intanti io pago, direbbe totò.
    ma se poi per una che temporaneamente riesce,tanto ci riproveranno, poi ti leggi questa, ti cadon le braccia…

    I Vescovi britannici rassicurano i deputati cattolici: appoggiare il “matrimonio” omosessuale non impedirà loro di accedere alla Comunione.

    La Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles ha in questa settimana rassicurato i deputati cattolici che “non è in programma” di rifiutare loro la Comunione all’indomani del voto favorevole alla legge sul “matrimonio gay”, entrata in vigore martedì. Greg Pope, che coordina i rapporti della Conferenza con il Parlamento (ed è un ex deputato laburista), ha scritto ai parlamentari garantendo loro che le sanzioni canoniche previste per i “peccatori pubblici” e richiamate poco tempo fa dal Vescovo di Portsmouth, Philip Egan, non saranno loro applicate.
    La lettera è stata inviata con il pieno supporto dei Vescovi inglesi. Greg Pope è stato scelto come “ponte” tra la Chiesa Cattolica britannica e il Parlamento nonostante egli abbia costantemente, testardamente votato in palese opposizione al Magistero morale della Chiesa: ha infatti sostenuto l’aborto, la contraccezione artificiale e l’adozione da parte di coppie omosessuali. Dulcis in fundo, Greg Pope è stato anche nominato direttore del Catholic Education Service, col benestare di Malcolm McMahon, Arcivescovo di Liverpool.

    http://gloria.tv/?media=592390

  13. sebastiano

    Occorre non solo cambiare (sigh) firefox.
    Occorre anche fare una bella campagna per introdurre tanti a cambiare.
    Trovare tra le alternative qualcosa di sano, e segnarsi gli sponsor di firefox, così da isolarlo.
    La nostra azione, nei limiti del possibile, deve essere incisiva.

  14. sebastiano

    Sul browser da scegliere adesso:
    IE è comunque influenzato dalla fondazione gates, Chrome è del Grande Fratello Google, Firefox con maschera buonista (che miele avvelenato nelle dichiarazioni di circostanza) è attivista arcobaleno.
    Non so come è messo safari.
    Forse tornerò al mio amore di un tempo, Opera.

  15. Sara

    “La cosa straordinaria è che la Baker, in un comunicato, ha scritto che ”Firefox crede nell’uguaglianza e nella libertà di parola”. L’uguaglianza? Certo non quella di Eich rispetto a quella di chi invece è a favore delle nozze gay. La libertà di parola? di nuovo: certo non quella di Eich, che dovrebbe essere libero di essere a favore o contro quello che vuole.”

    E’ davvero incredibile come molti non riescano a vedere la distorsione, la manipolazione, la patente arroganza di questa dittatura ideologica!

  16. Alessandro

    Papa Francesco stamattina contro la “dittatura del pensiero unico”:

    “Ma “anche oggi – ha proseguito il Papa – c’è l’idolatria del pensiero unico”:

    “Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così, non sei moderno, non sei aperto o peggio. Tante volte dicono alcuni governanti: ‘Ma, io chiedo un aiuto, un aiuto finanziario per questo’, ‘Ma se tu vuoi questo aiuto, devi pensare così e devi fare questa legge, quell’altra, quell’altra…’ Anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente: prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio. Ed oggi Gesù è crocifisso un’altra volta”.

    L’esortazione del Signore “di fronte a questa dittatura – conclude il Papa – è lo stesso sempre: vigilare e pregare; non essere sciocchi, non comprare” cose “che non servono ed essere umili e pregare, perché il Signore sempre ci dia la libertà del cuore aperto, per ricevere la sua Parola che è promessa e gioia e alleanza! E con questa alleanza andare avanti”.

    http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/10/papa_francesco:_la_dittatura_del_pensiero_unico_uccide_la_libert%C3%A0_dei/it1-789510

  17. Giusi

    Bravo Mario Adinolfi! E’ andato alla Zanzara a gridare la verità! C’è anche l’audio

    Mario Adinolfi

    L’OFFENSIVA SENZA PRECEDENTI
    di Mario Adinolfi

    Ho scritto Voglio la mamma perché la vedevo arrivare. Ieri a La Zanzara, ospite di Giuseppe Cruciani e David Parenzo, l’ho gridato in maniera diretta: il mondo che un’offensiva senza precedenti fatto di leggi e sentenze (soprattutto sentenze) sta costruendo non mi piace per niente. La vedevo, è arrivata. L’offensiva senza precedenti.

    In due giorni: una sentenza di un giudice milanese ha legalizzato la compravendita di bambini e gli uteri in affitto, accettando che una 54enne si andasse a comprare un bambino figlio di un’altra donna indigente in India e lo dichiarasse figlio suo in Italia; una sentenza della Corte costituzionale ha devastato la legge 40 accettando che possano nascere figli semplicemente dall’unione di un ovocita e uno spermatozoo qualsiasi, negando dunque ai bambini il diritto ad avere un’identità e una radice rintracciabili; un altro giudice ha obbligato di trascrivere nei registri italiani i matrimoni gay celebrati all’estero. E’ successo tutto in 48 ore, mentre al Senato progrediva la legge liberticida cosiddetta “antiomofobia”. Contro tutto questo ho gridato ieri a La Zanzara.

    Negli stessi giorni in cui fregandosene della democrazia e del Parlamento, anzi umiliandolo, i giudici italiani scrivevano il nuovo diritto di famiglia che prevede i matrimoni gay e l’utero in affitto (basta fare tutto all’estero, poi all’italiana chiudiamo un occhio e facciamo valere le conseguenze qui), all’estero accadeva che il capo di Mozilla veniva costretto alle dimissioni dalla lobby omosessuale (era reo di aver dato mille dollari sei anni fa a un comitato referendario contrario al matrimonio omosex, referendum peraltro vinto dai cittadini e poi cassato dai giudici, tutto il mondo è paese) e una signora britannica perfettamente sana otteneva l’eutanasia in Svizzera perché il mondo era “troppo tecnologico”, nel plauso generale e con le strizzatine d’occhio delle associazionilucacoscioni varie.

    Non ho sbagliato racchiudendo in Voglio la mamma tutti i temi essenziali del nascere, dell’amare, del morire: in pochi giorni è emerso in tutta evidenza il filo rosso che unisce l’eutanasia al matrimonio gay, l’utero in affitto alla discriminazione verso chi non si adegua all’ideologia LGBT. I nuovi mali del mondo si affacciano tutti insieme, in un’offensiva senza precedenti. Ora la questione è resistere. Voglio la mamma ad oggi è l’unico testo che con parole semplici, dati inoppugnabili, riferimenti bibliografici precisi spiega perché e come si deve resistere a questa offensiva. Dotatevi di questo strumento, è fondamentale, è piccolo, è facile da leggere e da far leggere, sta in una tasca della vostra giacca. Non è propaganda commerciale, il libro potete leggerlo gratis sulla pagina Facebook, ma considero decisivo che chi vuole resistere all’offensiva si doti di una strumento agile per farlo e in giro attualmente non ne vedo altri. Se volete una o più copie a domicilio in pochi giorni scrivete a adinolfivogliolamamma@gmail.com e esiste anche la versione ebook a soli 3.99 euro (il cartaceo a domicilio costa 13 euro) che potete scaricare immediatamente da http://www.amazon.it e insomma, trovate un modo, ma usate Voglio la mamma per la ragione per cui l’ho scritto. Resistere all’offensiva senza precedenti in atto in questi giorni, in queste ore.

    E poi parlate. Commentate. Reagite. Persuadete. Se necessario, gridate. Padroneggiate prima per bene gli argomenti. Poi, resistete con ogni mezzo. Perché il mondo che ci stanno disegnando in queste ore e in questi giorni, passando sopra le nostre teste e sopra la democrazia, umiliando i soggetti più deboli e fottendosene dei loro diritti, a partire dai diritti dei più deboli tra tutti, i bambini, merita il vostro impegno di partigiani resistenti. Io ieri a La Zanzara ho provato a dirla chiara e semplice, anche alzando il tono della voce e chi vuole può riascoltare la puntata (primi venti minuti) a questo link http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idpuntata=gSLAKgY1e&date=2014-04-09&idprogramma=lazanzara facendolo anche girare.

    Io credo sia questo il modo di fare. Metto tutto me stesso, la mia faccia, il mio onore in una battaglia complessiva che considero essenziale. Se la consideri essenziale anche tu che stai leggendo in questo momento, diamoci la mano e resistiamo insieme.

    1. Si ottimo intervento.
      Bravo Adinolfi.

      E li ha pure zittiti… poi mi piace sottopancia Parenzo che dice che è offensivo – non è educato (SIC!) – dire “froci” al pari di apostrofare una persona come “ebreo” e poi ha iniziato la trasmissione tra urla e lazzi con “tutti quei bacchettoni che…”

      Parenzo: PRRRRRRRRRR (che sta per pernacchia)

        1. E la coppia de “il gatto e la volpe” (senza offesa per gatti e volpi) quando trovano qualcuno con la forza delle proprie convinzioni e un po’ di sana “veemenza” nell’affermarle, mette la coda tra le gambe e non regge manco più le redini della trasssmisssiOOOne 😉

          Eh, i Mario sono così… peccato che sia un nome in disuso 😉 🙂

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