Paolo la fede e la gabbietta

Questo lo ha scritto il mio migliore amico maschio (un ossimoro: possono una mela e un cavaturaccioli essere amici? Uno pneumatico e una melanzana? Un maschio e una femmina? Sì, talora possono). Si chiama Paolo Piras, e lo sopporto dalla scuola di giornalismo, cioè dal ’94. Non l’ho mai percosso.

di Paolo Piras 

“Non hai idea. Poco fa la tata è scivolata sulla trottola giapponese e il suo malleolo ora è buono per il brodo, Bernardo è uscito dalla doccia insaponato fino agli occhi e prima di trovare l’asciugamano ha lasciato impronte indelebili sul parquet, Tommaso ha abbattuto la porta a vetri col pallone giallorosso nuovo e meno male che i cocci sono arrivati dopo lo svarione della tata altrimenti ora ti avrei chiamato da Regina Coeli, Livia ha rubato la bambola rosa di Lavinia – anche la sua in realtà è rosa, ma più tenue – e ora stanno piangendo all’unisono qui a fianco alla cornetta (me n’ero fatto un’idea, ndr). Ma dimmi di te: quando lo fate, un figlio?”


Ecco, questa è la prassi logica di Costanza. E nonostante la sua razionalità sia pari a quella di un Sapientino Clementoni dimenticato per un’ora nella bacinella della candeggina, con tenerezza devo dire che la sua capacità di cogliere nel segno è inspiegabilmente… non alta, no, calmi, ma almeno superiore alla probabilità statistica accertata di beccarci parlando a caso.
Questo, in effetti, è un miracolo. (Non me ne vanterei in giro, al posto tuo, ti prevengo).
Quando ho letto il libro della mia amica di sempre, ho rapidamente concluso tre cose:

1- che non sono d’accordo con l’85 per cento delle cose che scrive;

2- che le scrive – però, molto, molto bene;

3- che la via che percorre per raggiungere le conclusioni che non condivido mi dà in omaggio tante riflessioni, tante diramazioni di pensiero strade da esplorare con attenzione.
Io non credo. Non ne sono orgoglioso, no. Credevo da piccolo, avevo un parroco meraviglioso – don Italo, grazie, bello che ancora ci si senta, neanch’io dimentico – , da chierichetto roteavo l’incensiere come un ninja il nunchaku. Non mi fiondo, oggi, a corpo morto addosso a chi ha la Fede. Non amo, certo, chi si tappa le orecchie al mondo, chi si dissolve nella religione in modo miope e mutila la propria capacità di fare bene per la paura di farsi male. Ma questi guasti sono distribuiti uniformemente dentro e fuori le chiese. Cerco nell’altro la buona fede, e su questa base tiro poi su i muri.
Ogni tanto litigo con la mia amica unica. Ma parecchio, e su cose serie, non sulle sue collane cariche di ciondoli improponibili che neanche Sant’Agata a Catania (può essere che l’ultima volta avessi appesa al collo una gabbia d’oro, con sedili rossi, praticamente in scala 1:1?). Soffro quando il suo scagliarsi – in buona fede, l’ho detto? – contro i vari ‘nemici di Dio’ le fa perdere di vista, mi pare, la sua vocazione a capire, ad accogliere chi soffre.
Perché chi sbaglia soffre. Chi cerca soffre. E si ha un bel dire che la Verità è lì, chiara e scritta, che non è negoziabile e che quindi sei tu a dover andare da lei. Logica inoppugnabile: ma a quel punto non mi serve la chiesa, mi serve un tabellone luminoso, tipo Società Autostrade, solo più grosso, molto più grosso.
Personalmente, soffro di non avere alcuna risposta se non quella che mi nasce dal bene (Bene) che può albergarmi dentro. Faccio una strada tortuosa e non vedo il traguardo, né sono sicuro che capirei com’è fatto – ho anzi una profonda, intatta paura dello striscione dell’Ultimo Chilometro. Ma vorrei tanto che, su questa strada, qualcuno venisse a trovarmi, non solo per darmi parole scritte già una volta per tutte sul Grande Tabellone. Che stia con me, che con me inciampi e si perda per carrarecce (ho sempre sognato di usare questa parola, l’ho letta solo in tutti i manuali di dizione), che mangi e beva con me. Che sia al mondo.
Costanza lo sa. Con me smette spesso i suoi panni blindati di cavalieressa della fede. La temperie non aiuta, ciascuno tira a sé anche queste polemiche per farne guerricciole da cortile magari politico. Ma non ci perdiamo mai di vista, anche se navighiamo in acque diverse e – va detto – ugualmente biliose; dai nostri navigli, nei rispettivi laghetti agitati, continuiamo a guardarci negli occhi, e a sorriderci.

P.

Caro Paolo, respingo ogni addebito. La gabbietta appesa al collo non era a grandezza naturale, e conteneva un sobrio uccellino fuxia (o fuzzichi, direbbero le mie bambine). Comunque, grazie.

Nota bene: Questo post il mio amico me lo ha regalato quando l’altra sera l’ho travolto sotto una valanga di sono-in-ritardo-non-ce-la-faccio, e giù l’elenco di contrattempi. “Come posso aiutarti?” – ha risposto, essendo un uomo, appena è riuscito ad aprire bocca. “Scrivimi un post” E vatti a immaginare che lo avrebbe fatto davvero!

C.

69 pensieri su “Paolo la fede e la gabbietta

  1. Luigi

    La mia bambina il fuxia lo chiama fuschia.
    Paolo, stasera sono piuttosto brillo come capita ogni tanto. Cena con amici e poi si va un po’ di qua e un po’ di la per far vedere che abbiamo ancora un po’ di fisico. Ora sono a casa, la testa mi gira e le dita battono da sole sulla tastiera. Ti dico la prima cosa che mi viene in mente e forse è anche l’ultima dato che gli occhi mi si stanno chiudendo. La vita è solo una, non c’è il replay. Costanza non la conosci per un caso fortuito. Ciao Paolo, buona notte

  2. Fefral

    Si può essere amici tra un uomo e una donna? Assolutamente sì!

    vorrei tanto che, su questa strada, qualcuno venisse a trovarmi, non solo per darmi parole scritte già una volta per tutte sul Grande Tabellone. Che stia con me, che con me inciampi e si perda per carrarecce (ho sempre sognato di usare questa parola, l’ho letta solo in tutti i manuali di dizione), che mangi e beva con me. Che sia al mondo.
    È una splendida descrizione dell’amicizia. Camminare insieme, mangiare e bere, in conclusione farsi compagnia, è questo essere amici. E quando si viaggia insieme uomo e donna si scoprono tante di quelle cose in più lungo il percorso che si arriva all’ultimo km quasi senza avvertire la stanchezza. E chissà che camminando a un certo punto succeda come a un paio di discepoli sulla strada per emmaus.

    Primo round con gli amici andato, giornata intensa, pesante, bella, commovente, a tratti delirante. Ma ho addosso un peso che non dovrei avere. Buon sabato

      1. Fefral

        Non ho mangiato troppo, ma ho bevuto parecchio. Ma il peso che ho non è qualcosa di fisico. Mi carico di preoccupazioni e non credo che questo sia il senso dell’amicizia.

  3. stb

    Paolo Piras santo subito, giacché
    a) fa parte di quella fucina pensante che è il mitico TG3
    b) è amico del Genio cosmico
    c) ha scritto un post molto bello: quest’homo viator in cerca della verità ricorda molto Pascal

  4. Io non so chi sia il Paolo Piras, quello che vorrei dirgli è che:non a proposito della materia, ma della forma, che a lui piace, a me, altre volte, e glielo dico anche a lui,a me, dicevo, è sembrato di notare che sempre (inevitabilmente? per il fatto che è il tono giusto in questa situazione relativa al libro?) viene inserita, scusate, uso anche io il linguaggio in uso, la modalità Costanza, la scrittura in “modalità Costanza” già presente ormai su tutti i computer, da scaricare: l’elaborato procede per accumulazione-accumualativa di pseudo-avventure-catastrofucce-familiar- casareccio-romano-urbane-lupacchiottesche (color o fucsia o verde fluorescente, per capirsi, da cartoleria de CENTOCELLE,
    der TUFELLO) dove si trovano tutte queste rappresentazioni comiche adesive di questa realtà che viviamo avventurosamente, ma tanto buoni, Coyote buoni, cadute con ingessature comiche, incubi di automobili nelle code, eccetra, come già stato fatto notare (da me, l’idiota della famiglia!). Questa è la forma, ma anche la materia! La materia non sono le EDIZIONI PAOLINE, S: GENNARO, Padre EMIDIO, quelle sono al massimo (tanto non entrano dentro al discorso fucsia-verde)delle annotazioni a margine di, o, tipo fumetto, “Gesù, intanto…”, ecco, questo è il mio saluto a Paolo Piras, che, mi sembra, per quello che vale che lo dica io, persona intelligente e simpatica.

    1. paulbratter

      il tasto “modalità costanza” sta a Costanza come il traduttore inglese di google sta a William Shakespeare!

  5. ANCORA IO: PAOLO: avevo un amico, una volta, a Firenze, Alessandro PIras, professione Scenografo, come ci teneva a farlo sapere e l’aveva fatto scrivere sulla carta d’identità “SCENOGRAFO” dipomato all’ACCADEMIA; pittore
    che dire geniale è dire poco, incisore, disegnatore, tutto, quasi completamente pazzo, dotato di un guardaroba immenso che teneva in casa della sua mamma, divisee da aviatore di diverse epoche e aviazioni, e così marima, esercito, etc. cappottoni da diplomatico russo,impermeabili inglesi di alta classe, copricapi, tibetani, con paraorecchi di pelo giallo, pellicce, bastoni,
    scarpe, babbucce di ogni tipo, un vero DANDY fine a se stesso, dedito a sostanze di ogni tipo, senza limiti, bevitore, affascinatore di donne con le quali poi si giaceva ebbro e incapace di copulare, e poi rideva, e loro ne erano pazze, ora morto, buttatosi in Arno dal Ponte S. TRINITA’, che noi qui si pronuncia “SANTATRINITA” senza l’accento in fondo, Alessandro Piras, pittore, artista.

  6. Caro Paolo, allora non sono sola!
    E non per niente mi chiamo Paola anche io.
    Ho conosciuta la sua vena scorpionica solo attraverso il blog, perchè direttamente l’ho sempre percepita coccolissima, dolcissima e affettuosisssima e delle sue unghie avevo notato solo lo smalto (a parte che una bottiglietta turchese
    , che a lei non andava a genio, l’ha regalata a mia figlia Dalila che lo mette con orgoglio quando la sua prof di chitarra le dà qualche giorno di tregua).
    Insomma, visto l’affetto e la stima che ha per te, posso rimanere nel gruppo e in fila anche io!
    L’unica cosa che le invidio, però, è che a me il mio amico unico mi ha scritto ultimamente 12 parole qui sul blog e adesso chissà quando ci sarà la nuova eclissi di Urano…
    Sniff..però , forse, in qualche scatola tarlata, ho ancora le lettere che ci scambiavamo in adolescenza…chi lo sa..

    Ah, comunque : gli spettacoli dei miei sono andati bene.
    Sto attraversando un periodo davvero brutto brutto.
    Cara Genoveffa non mi dimentico della bibliografia promessa.
    Mia nipote Chiara il fucsia lo chiamava fuzzia.

    Baci a tutti

    1. E una bimba che avevo alla scuola materna che si Chiamava Ylenia una volta , colorando, mi disse: ma maestra qui abbiamo solo rosa scuro ma a me mi serve il rosa schiaro!!!!

    2. Cara Paola, cari tutti,
      siamo a casa! Ieri sera ci hanno finalmente dimesso, pura felicità!
      (abbiamo appena finito di saltare sul lettone!)
      Conto sempre sulla bibliografia, e sull’incontrarvi fine-giugno-primi-di-luglio.
      Genni

      1. Laura C.

        Sono proprio felice per questa bella, bellissima, meravigliosa notizia! Vi auguro ogni bene, di cuore…

      2. Alberto Conti

        Come Enrico V, Filippo ha combattuto la sua battaglia con Cristo a fianco, e così come i “fortunati pochi” della battaglia di S. Crispino ha vinto il nemico.

        “Si canti ora il Non nobis Domine ed il Te Deum”

      3. DaniCor

        Che bello Genni!!!! Sono contentissima per voi! Un baciotto da parte mia al tuo Filippo!

  7. Miriam

    hai l’amico che ti meriti, cara Costanza.
    L’ho apprezzato moltissimo e credo sia uno dei grandi doni della vita, di cui non saremo mai abbastanza grati, avere un amico del genere. Col quale mi pare hai molte cose in comune, ad eccezione della Fede. Quanto alla sua mi sembra solo “sotto traccia”!

  8. DaniCor

    Ciao tutti! Ciao Paolo!
    Ben arrivato!!!!
    “Non amo, certo, chi si tappa le orecchie al mondo, chi si dissolve nella religione in modo miope e mutila la propria capacità di fare bene per la paura di farsi male. ”
    Sembra di sentire un mio amico ieri a pranzo “ma tu sei troppo rigida nel modo in cui vedi il mondo”. Mi consola che la teorica della sottomissione abbia questi slanci di paladina della verità !!! Non è facile mantenere i toni tranquilli, secie con gli amici veri, perché certe cose uno vorrebbe infilare a forza dentro la testa di chi vuol bene. Ma non è possibile! Bisogna camminare insieme, come dici tu, e far venire fuori piano piano l’essenza dell’altro. La fede, quando uno la cerca, arriva, basta non precludersi la possibilità a priori.
    Poi, se sei come quel mio amico con il quale do il meglio del mio lato “Kill Bill” della fede, allora la stuzzicherai da morire sui tuoi punti dolenti, solo per vedere che cosa dice lai e se riesce a sciogliere quel nodo che da solo non ce la fai.
    Un saluto dalla extracomunitaria del gruppo!!!

  9. stb

    ma, momento momento: ‘cavalieressa’: non è che per caso anche il dott. Piras avrebbe una maturità classica?

  10. Alessandro

    Vabbé allora oggi la carogna la faccio io.

    “E si ha un bel dire che la Verità è lì, chiara e scritta, che non è negoziabile e che quindi sei tu a dover andare da lei”.
    Questo qui sarebbe la descrizione del cristianesimo? Al massimo la parodia del cristianesimo, un cristianesimo in sedicesimo, un simulacro esangue! Questo cristianesimo sta al Cristianesimo come il piantone di Giovanni Paolo II in stazione termini sta al Giovanni Paolo II in carne ed ossa. Per il cristiano la Verità è una persona, Gesù Cristo, che viene verso di te per salvarti (s’è incarnato per te, per te è morto e risorto. Nessun amico può fare per te niente di più, né può immaginare di farlo).

    “Ma vorrei tanto che, su questa strada, qualcuno venisse a trovarmi, non solo per darmi parole scritte già una volta per tutte sul Grande Tabellone”
    Appunto. Se si accantona la visione tarocca e farlocca del cristianesimo “Grande Tabellone, Verità che sta lì e tu devi andare da lei”, allora ci si può accorgere che quel Qualcuno di cui dicevo è da un pezzo che sta alla tua porta per visitarti, basta aprirgliela sennò non è colpa sua se rimane fuori. E la porta si apre solo dall’interno.

    Cristo è sempre a fianco di ogni uomo, sulla superstrada sulla mulattiera sulla “carrareccia”, quando mangi e quando bevi, per vie tortuose dal primo all’ultimo chilometro. Difficile (e bellissimo: godimento puro, misto a lacrime e sudore e sangue) è accorgersene, accettare la compagnia e farsene trasformare. Farsi pure perdonare dal compagno, che da tempo frequento e tradisco non di rado (ma lui è fedelissimo, non tronca mai, anche se ne avrebbe ben donde).

    Son stato cavaliere intransigente della Fede? Non so, ma questo mi ispirava l’intervento di Paolo (che saluto con stima) e questo dovevo scrivere.

    1. isabella

      Avvisate Ratzinger che può andare un po’ in vacanza: adesso la teologia l’insegna alessandro

  11. Alessandro

    Un’ultima cosa poi mi taccio: ma perché mai ci dovrebbe essere contrasto tra difendere le ragioni della propria fede ed essere empatici accoglienti ecc. ? Io sopporto me stesso e il prossimo perché ho un po’ di fede, altrimenti maltratterei me stesso e, alla paulbratter, sfascerei a mazzate le auto parcheggiate in doppia fila e prederei a pedate l’amabile signora che mi dice “chiamo il telefono azzurro” perché vede il mio pargolo piangere per non so che lollipop negato…

    1. Al 100% d’accordo con te, Alessandro, però è anche vero che la Verità con la V maiuscola non è negoziabile, e o la accetti e la accogli, o la rifiuti, non ci sono mezze misure, non puoi dire “prendo questa parte perché mi si addice e questa un po’ più scomoda la lascio a qualcun altro”.

      1. Alessandro

        Perfettamente d’accordo con te, la Verità non è negoziabile, Cristo non è negoziabile, o lo segui o lo molli, chi mette mano all’aratro a poi si volge indietro non è degno del Regno. Il tutto è detto magnificamente al capitolo 6 di Giovanni, che comincia con le folle plaudenti che si riempiono la pancia con il pane moltiplicato da Gesù; poi Gesù “piazza” un discorso teologico da vertigini in cui spiega che solo Lui è il Pane della vita e solo in lui c’è salvezza (“Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui”), quelli che lo seguono cominciano a vacillare dinanzi al comando di una sequela tanto ardua e rivoluzionaria e si registrano le prime defezioni (“Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?”). Allora Gesù, anziché ammorbidire il linguaggio duro e concetti urticanti, rincara la dose (“conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: “Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono”). Niente “volemose bene”, “cerchiamo ciò che unisce e non ciò che ci divide”, “smussiamo gli angoli”: davanti allo scandalo dei discepoli Gesù non arretra di un millimetro, non reagisce annacquando la verità ma presentandola tutta intera, dicendo chiaro e tondo che davanti a lui ci sono molti increduli (“Ma vi sono alcuni tra voi che non credono”). Prevedibile esito: parecchi lo mollano (“Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui”). Si badi: a mollarlo non sono frequentatori occasionali, ma proprio i suoi discepoli, cioè quelli che più avevano familiarità con lui. A questo punto un capopolo, per evitare di rimanere senza seguito, avrebbe corretto il tiro, ma Gesù va dritto per la sua strada, non ritratta alcunché di quello che ha detto e fatto, ed anzi mette alla prova i dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”. Pietro una volta tanto azzecca la risposta “Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Gesù non si commuove, non gli dice “bravo, tu sì che capisci, non come quelli che m’hanno piantato”, ma gli fa notare che non sta facendo se non il suo dovere, che ci mancherebbe pure che uno dei Dodici che si è scelti personalmente gli volti le spalle (“Rispose Gesù: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici?”). Ma uno lo tradirà. Insomma, in Gv 6 si passa dalla folla inneggiante ai quattro gatti, di cui uno in procinto di tradire il Maestro. Poi nel Getsemani sarà tutto solo mentre gli altri s’abbioccano, e poi sul Golgota è abbandonato da tutti. Ma lui è andato avanti, non ha cercato compromessi, non ha negoziato sulla Verità.
        Ecco, mi sono dilungato, sono stato “peso” (come dice Alvise), ma per dire che sono d’accordissimo con te Genoveffa.

        E un bacione a Filippo, e una carezza dal Nazareno!

      2. paulbratter

        grande Alessandro, interessantissima la tua lettura. Ma non è che per caso sei uno dei misteriosi autori scelti da Costanza?

      3. Alessandro

        Ti ringrazio, paulbratter, troppo generoso. No, Costanza è sottomessa ma mica scema, vuole sopravvivere al blog non demolirlo….

      4. Laura C.

        Uau, Alessandro… mi colpisce la familiarità con cui parli delle Scritture! Grazie

  12. Condivido in pieno il desiderio di Paolo: “…vorrei tanto che, su questa strada, qualcuno venisse a trovarmi, non solo per darmi parole scritte già una volta per tutte sul Grande Tabellone. Che stia con me,… che mangi e beva con me. Che sia al mondo.”

    Io ho fede in Gesù non perchè ho visto un tabellone e neanche perchè ho letto il manuale d’istruzioni, e soprattutto non perchè sono buono, coerente, generoso ecc. Ho fede in Gesù perchè Lui mi ha incontrato e si è messo al mio fianco in modo misterioso, ma concreto, con le facce di persone precise, persone finalmente umane come mai mi sarei immaginato.
    Mi ha fatto capire che Lui è venuto in questo mondo per stare con me, per mangiare e bere con me, per camminare con me (a volte non ci credo ancora che è proprio per me).

    E ora io Lo desidero tutti i giorni perchè ho bisogno del Suo abbraccio, anche se poi tante volte sono io a tenerlo lontano e penso di farcela da solo.
    Ripeto: condivido in pieno il desiderio di Paolo, anzi da quando L’ho incontrato il desiderio è ancora + grande e urgente!!

    1. Questa del mangiare la carne (di LUI) e bere il sangue (di LUI)mi ha sempre fatto pensare a alcuni libri di storia delle credenze religose o sovrannaturali (p.e. FRAZER)dove si passano in rassegna miti di tutto il mondo e di tutti i tempi tra i quali, tra i riti
      sulla mangiatura di un dio, il Cristianesimo, allora me lo spiego come una tra le tante visioni strane dell’uomo, ce ne ha avuti di tutti tipi l’uomo di questi miti (anche ora) morte del dio, ritorno del dio, mangiatura del dio, paradisi,inferni, etc.lo so , dico cose scontate, ma, da questo punto di vista, della carne e del sangue in pasto, vedo il cristianesimo come un mito tra gli altri, né più né meno.

  13. Laura C.

    Beh, ben trovato Paolo… Applicherò la proprietà transitiva (se ricordo ancora qualcosa dalle elementari!): io mi fido di Costanza, Costanza si fida di te, quindi io mi fiderò di te!
    Quando ci fu il terremoto nel Friuli, mi sembra nel 76, si sentì perfettamente anche qui a Bolzano; all’epoca ero alle elementari. Certamente sapevo cosa fosse un terremoto – la terra che trema, in estrema sintesi. Ma fu solo quando mi trovai in mezzo ad una scossa , e solo allora che capii che cosa fosse realmente un terremoto. Dico questo perché sapere che Dio ti ama è una cosa, ma sperimentarlo concretamente nella tua vita è tutta un’altra faccenda : la tua vita cambia, nulla è più come prima! Ti ringrazio, ti auguro di incontrarti con l’Amore di Gesù Cristo risorto e, dato che ormai fai parte del blog, pregherò anche per te!

    1. Ma, abbi pazienza, LAURA!!!
      Ma come si fa a accogliere una persona in un blog augurandogli di incontrarsi con Gesù Cristo Risorto.
      Ma cosa c’entra? Che maniera è questa di saltare addosso a una persona dicendo che Dio ti ama e cose del genere? O sono io che non capisco? E’ normale rivolgersi a uno e parlargli di Dio così a ruota libera, senza ritegno? Probabilmente Paolo Piras dirà che sì, va bene anche così, che lui è stato invitato,e quindi accetta quello che può essere il linguaggio di questo blog, ma però, ci tengo a dirlo, questo non è un blog confessionale della fede di Cristo,dove uno può aprire la tromba di Gesù,senza riguardo, o mi sbaglio, c’è un tempo per Iddio e un tempo per le cose, credo, normali di noi semplici disgraziati!!!

      1. Alberto Conti

        e poi: Dio è tutto in tutto.

        rassegnati Alvise per noi “integralisti cattolici” Dio c’entra con tutto: c’è un tempo per ogni cosa (per amare, morire, cantare, combattere, ecc. come dice la Bibbia) ma SEMPRE INSIEME A DIO

    2. Luigi

      Bolzano dunque. Quindi arrivi comodamenti a Ortisei quando parli di Dolomiti o ti addentri anche nelle Dolomiti venete e friulane?

      1. Laura C.

        Quest’anno ho fatto lo stagionale Ortler Skiarena, cioè zona Sarentino, Corno del Renon, Senales, Solda, Merano 2000, val d’Ultimo; in queste zone ho sciato parecchio! Poi sono stata diverse volte a Obereggen (20 minuti da Bz), qualche volta a passo S.Pellegrino, Fedaia… E siccome mia madre è di Canove (vicino ad Asiago, provincia di Vicenza) e lì ha una casa, ho sciato anche al Verena, ad Asiago e alle Melette di Gallio… queste sono le uniche incursioni in terra veneta.! Mia figlia rimane a Canove con i nonni gran parte dell’estate e io e mio marito facciamo avanti e indietro da lì…

  14. PRESUNZIONE DI INTELLIGENZA: ce l’ha Francesco MERLO che conclude il suo “pezzo” su “la Repubblica” di oggi in questo modo:
    “C’è una sola certezza in questa tragedia: è morto il figlio di un padre affettuoso, vittima dell’amore di suo padre. Sul lago Trasimeno le luci dell’amore sono diventate così abbaglianti da oscurrare la vista”(!!!!!!)
    Ma chi lo fa lavorare questo MERLO?!?!?

  15. Alberto Conti

    visto che siete tutti seri io non resisto dal postare la mitica scena di Harry ti presento Sally (non la condivido ma mi piace un sacco)

  16. Alberto Conti

    Alessio ha già detto, meglio, tutto quello che avrei potuto dire io, aggiungo solo questa lettera che don Julian Carron ci ha letto agli ultimi esercizi della Fraternità di Comunione e Liberazione:

    “In questo momento sento proprio il bisogno di parlare con te, adesso che quelle domande che per tanto ho tenuto nascoste dentro di me, rinchiuse e incatenate, sono finalmente esplose. Finalmente… Tutto ha cospirato e cospira contro di me, tutto, persino mia madre mi diceva: “Stai tranquilla, passerà questa tristezza; oppure: “Non ci pensare”… Ma non è mai passata e non ho mai smesso di pensarci perché è una necessità di senso attanagliante, che non mi lascia e senza demordere mi tormenta ogni giorno, in ogni momento, senza tregua. Tutti hanno cercato di addomesticarmi, di tranquillizzarmi, di non farmi soffrire e rendere tutto più sopportabile, di sedare un cuore inquieto che però non ha mai avuto intenzione di smettere di desiderare e di chiedere di più. Poi sei arrivato tu. Io non ho mai avuto un amico come te. Solo tu non ti sei spaventato né scandalizzato davanti al mio dolore e davanti alla mia richiesta di infinito. Nessuno mi ha mai guardata così. Il mio cuore ha tremato, ha vibrato come non mai. Sono stata improvvisamente invasa dall’amara consapevolezza che finora nessuno mi ha mai guardata come desideravo davvero, tutti hanno messo da parte la mia scomoda urgenza, condividendo con me tutto tranne ciò che era indispensabile. Ma una vita che non considera la mia umanità, le mie richieste più viscerali e intime, non è vita, e non è neanche morte, è solo un pianto disperato. Io non posso mettere da parte la mia ricerca di senso, altrimenti soffoco, non posso proprio andare avanti, tutto è uguale, piatto, inutile, noioso e terribilmente insopportabile. L’incontro con te ha creato in me una pretesa nei confronti della mia vita intera, di ogni secondo, e io non voglio più vivere per nulla di meno. Hai accesso in me una passione, un gusto mai assaporato. Io ho bisogno accanto a me di persone che siano all’altezza del pensiero che domina la mia vita, con le quali io possa in ogni momento mettere a tema ciò che realmente vale. Io voglio stare con te perché non mi riduci, non mi neghi, non mi mortifichi, non mi consoli e non cerchi di darmi una risposta, non cerchi di distrarmi o di tirarmi su il morale, ma condividi con me l’attesa, la domanda, la nobiltà del nostro dolore, la grandezza di questo desiderio sconfinato e la sproporzione che crea. Io ho bisogno di te perché mi fai guardare in faccia e mi fai stare di fronte a questo terribile ma caro dolore, a questo terribile ma caro pensiero che mi rende così umana”

  17. PAULBRATTER:NON AVEVO LETTO IL TUO COMMENTO SILLA MODALITA’…ma io parlavo solo della sua “maniera” di scrivere,non della sua straordinaria personalità in assoluto!!!

      1. isabella

        tenderei ad escludere che la dott.ssa miriano abbia un amante. Ove mai, minimo minimo brad pitt

  18. DaniCor

    Fine settimana con modalità maratona inserita già da ieri ( come ho scritto sul post di ieri alle 2 di notte). Vi leggo ora da un compleanno bimbi da far scoppiare la testa nel quale mio figlio non ha toccato cibo ma solo il pallone ( sono fatti con lo stampino sti maschietti)!
    Ma come dice Alessandro per spiegare la sua passione per il calcio ( il mio non il teologo del blog, che oggi è da standing ovation):
    “mamma, la palla fa parte di noi ( maschi)” indicando con il dito le sue!

    1. Alessandro

      “mamma, la palla fa parte di noi (maschi)” indicando con il dito le sue!”

      Spero che i due babbei (come direbbe Alvi’) che non rivelano al figlio di che sesso è (ne parlavamo sul blog qualche giorno fa) si sentano rivolgere questa constatazione dal loro rampollo alla prima festa di compleanno utile…

  19. Francesca Miriano

    First:W Filippo a casa a saltare sul lettone.
    Poi: Alvise a Medjugorie e un senza Dio che posta sul blog. Queste sono notizione, l’affare pare ingrossarsi e diventare vieppiù interessante.Scusate ma oggi non ci sto con la testa e non mi riesce nè di scherzare nè di essere seria.Attendo ansiosa gli sviluppi.Un saluto a tutti soprattutto: Paola, Daniela e Genevieve( a me piace così : ti immagino bellissima).

    1. Troppo buona, beh, avendo scelto questo nick in effetti posso dire che sono meglio della vera Genoveffa, il che è già qualcosa!
      Grazie davvero per l’appoggio, le preghiere e il fatto che “chiacchierare” ha fatto passare più velocemente questi ultimi giorni in ospedale, che forse non saranno stati gli ultimi, ma più ci si allontana dal trapianto, meglio è.

      1. Fefral

        Sto riuscendo solo ora a leggere del ritorno a casa. Bellissimo!!!! Ti mando un abbraccio da mamma a mamma

    2. DaniCor

      Grazie per il saluto!!! Un abbraccio forte (anche se per il momento solo spirituale) anche a te!

  20. Alessandro

    Ringrazio tutti coloro che, con generosità molto maggiore dei miei meriti, hanno espresso apprezzamento per quanto ho scritto oggi. Rassicuro Isabella: BXVI trascorrerà brevi e operose vacanze a Castel Gandolfo con il timone della barca di Pietro saldamente in mano (spero per lunghi anni ancora)…

    Per punizione nei prossimi giorni vi sorbirete come al solito qualche spezzone dei Simpson e qualche fesseria che mi passa per la testa.

    Buona domenica a tutte/i (anche a chi non ha manco per niente apprezzato quello che ho scritto, mica me la prendo…)!

  21. Luigi

    Paolo scrive:
    “Soffro quando il suo scagliarsi – in buona fede, l’ho detto? – contro i vari ‘nemici di Dio’ le fa perdere di vista, mi pare, la sua vocazione a capire, ad accogliere chi soffre.
    Perché chi sbaglia soffre. Chi cerca soffre”

    Non è chiarissimo questo, cioè tu soffri quando lei sbagliando si comporta male con gli altri e quindi tu soffri della sua incoerenza? Oppure tu soffri perché lei dice che sbagli e quindi in qualche modo riconosci di essere nell’errore? O soffri perché ti ha ferito nell’orgoglio?
    Perché chi cerca soffre? Siamo tutti alla ricerca. E’ un po’ generico come concetto. Cosa stai ricercando esattamente? Io ora come ora sto cercando di vivere bene facendo le piccole cose che quotidianamente mi si presentano davanti, non sto assolutamente cercando risposte teologiche, sento fortemente l’Amore di Dio e vorrei che lo sentissero tutti.

  22. giuliana zimucci

    Caro Paolo,
    vorrei solo dirti che ho grande stima di te perchè sei amico di Costanza e già questo dice molto.
    E poi finalmente sento una parola sensata su quello che è davvero la vita. Sei stato conciso ma hai sintetizzato benissimo la vera condizione umana: la ricerca di una compagnia. Anche per me la fede che ho imparato da ragazzina in parrocchia è stata per molti anni solo un cartellone luminoso, una indicazione morale che non aveva alcuna necessità delle pratiche rituali. E se avessi continuato a vedere solo quel cartellone luminoso mi sarei rotta parecchio le scatole, perchè quando poi cominci a vedere le strade traverse, magari molto allettanti, di quella autostrada, di sicuro le avrei provate tutte. Chi me lo fa fare di rimanere su una monotona autostrada, magari ben illuminata, ma sempre diritta, quando ci stanno tante deviazioni con promesse più fascinose? se la fede avesse continuato a rimanere un manualetto di bon ton morale, lo avrei di certo buttato alle ortiche. E invece.
    Invece quella compagnia di cui tu parli, che tu tanto vorresti, C’E’. Questa è stata la grande novità della mia vita. Finalmente mi si è presentata. La cercavo non tanto consapevolmente, ma quando l’ho intravista mi ci sono aggrappata con tutte le forze. Ha dei volti precisi, sono degli amici. Lo scandalo è che sono persone come me, imprecise e zoppicanti come me, ma a loro volta sono attaccati tenacemente a una storia che si chiama Cristianesimo ed è accaduta 2000 anni fa e continua a riaccadere oggi. Da un mese circa porto mio figlio più grande ad un oratorio a Roma, facendomi per questo 40km+40 ogni settimana. Lì sta con ragazzi che cercano con canti e letture di insegnare cosa è per loro questa storia. Non è un catechismo, ma la condivisione di un tempo libero. Non hanno un libro o un manualetto ma stanno insieme tra giochi e merenda. Ho deciso di portarlo lì perchè alla sua età non credo che dirgli tante parole sull’essere buoni possa servire, di certo continuerebbe a rompere i giochi al fratello o si strapperebbero i capelli. Ma forse è più utile se vede coi suoi occhi, sente con i piedi giocando a calcetto, che la compagnia che è vera per i suoi genitori può essere vera anche per lui, e con il tempo vedrà una continuità. Poi potrà anche dire di no, ma spero con tutto il cuore che la domanda, la ricerca di quell’amico che faccia la strada con lui non l’abbandoni mai. La vita sarà sempre una lotta, ma sarebbe una lotta vana e disperata se non avessimo nemmeno la speranza di incontrare qualcuno con cui camminare.

  23. A GRAN VOCEEEE!!!!: ho trovato, la settimana scorsa, su Il Venerdì di Repubblica, una foto in copertina di BRADD PITT: barba appena accennata sul mento, lineamenti perfetti, anche troppo, occhi zaffireggianti con pagliuzze verdi dorate,capello biondo da eroe greco piéveloce, ma che me state a di’, aoooooh!!!!

    1. Alessandro

      “lineamenti perfetti, anche troppo, occhi zaffireggianti con pagliuzze verdi dorate”…

      Tutto merito dei ritocchini al computer. Dal vivo Brad ha la pancetta, le zampe di gallina, l’unghia incarnita e pure l’alitosi.

  24. Fefral

    Ciao a tutti! Solo un saluto! Sono in partenza, stanca ma in pace e col desiderio profondo di tornare a casa. Grazie per le preghiere. I frutti verranno, spero :-). Grazie anche per le cose che scrivete: è bello leggere le vite di persone vere, indipendentemente dalle loro idee. Buona domenica da una Milano oggi meravigliosa

  25. SE IO PORREBBE ESSE QUARCHEDUNA DE VOARTRE DONNE DER BLOGGHE NUMME DARESSEE PACE FIN’ A QUANNO NU L’VESSE A AVECCELO, TUTTO MIO, PROPRIO, ARMENO UNA VORTA, BRADDE(PITT), ARTRO CHE RITOCCHINI!!!!!!

  26. Luigi

    Rubo una citazione di Oscar Wilde (uno dei miei scrittori preferiti che sono sicuro di incontrare in paradiso) e che mi da qualche speranza di andarvi anch’io in veste di peccatore santizzato:
    «La Chiesa cattolica è soltanto per i santi e i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana».
    Il resto di un bell’articolo su di lui si trova qui:
    http://labussolaquotidiana.com/ita/articoli-il-cristianesimo-fiabesco-di-oscar-wilde-1997.htm

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