Perché Courage non va a Dublino?

di Costanza Miriano

“Glielo dica al Papa quanto male fa la presenza di Martin a Dublino!” – mi supplica un giovane parroco di periferia.

“Guardi che lei mi sopravvaluta parecchio, io mica ci parlo con il Papa, e tra l’altro neanche so se lui riesce a seguire tutto nei minimi dettagli. Saprà davvero che Martin va a parlare a Dublino? E nel caso, probabilmente quello che gli risulta è che va a insegnare a far sentire accolte le persone omosessuali. Lui ci tiene tanto all’accoglienza, e forse non sa che quel sacerdote è un militante dei (cosiddetti) diritti (dei cosiddetti) LGBT, un acronimo molto rivelatore della sua posizione, a cui lui ha deciso di intitolare un libro e la sua relazione. Martin non dice mai che gli atti omosessuali sono disordinati, anzi ha affermato che il Catechismo in certi suoi passaggi può indurre al suicidio. Ma forse il Papa questo non lo sa”. Continua a leggere “Perché Courage non va a Dublino?”

“Le famiglie devono reagire a colonizzazione ideologica”

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Papa Francesco 14 giugno 2015

dal discorso di apertura del convegno della diocesi di Roma

Come sapete, da alcuni anni stiamo riflettendo e ci interroghiamo su come trasmettere la fede alle nuove generazioni della città che, a seguito di alcune ben note vicende, ha bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. E questo è un compito molto forte. La nostra città deve rinascere moralmente e spiritualmente, perché sembra che tutto sia lo stesso, che tutto sia relativo; che il Vangelo è sì una bella storia di cose belle, è bello leggerlo, ma rimane lì, un’idea. E non tocca il cuore! La nostra città ha bisogno di questa rinascita. E questo impegno è tanto importante quando parliamo di educazione dei ragazzi e dei giovani, per la quale i primi responsabili siete voi genitori. I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. Continua a leggere ““Le famiglie devono reagire a colonizzazione ideologica””

Famiglie sfinite

Udienza generale di Papa Francesco

di Costanza Miriano

Ieri le parole del Papa mi hanno commossa. Quando ha chiesto di pregare per le famiglie sfinite e stanche mi è sembrato di capire il senso della sua sollecitudine, il senso del Sinodo, forse, anche.

Il Papa sa bene quanto è dura la realtà qui fuori. Il matrimonio, la fedeltà a una sola persona, a una sola vita, a una sola scelta, per sempre, per tutta la vita non è naturale, e infatti i discepoli quando Gesù gliene parla dicono “non conviene sposarsi”. È vero, la stabilità è necessaria ai figli, e infatti nei secoli si è cercato di organizzare la famiglia stabilmente, in modo che potesse durare. L’idea dell’amore romantico, e poi della morale borghese che si è sovrapposta a quella cristiana, hanno introdotto nella cultura l’idea che il matrimonio fosse naturale, ma oggi non possiamo più dire questo. Continua a leggere “Famiglie sfinite”

Il caso McCartney e altri pensieri

di Francesca Nardini

La sera vogliamo rilassarci, è anche giusto.

Non si può vivere solo di passatempi socialmente utili, come leggere l’ultimo libro di Costanza, o di urgenze imprescindibili tipo convincere un marito di quanto sia importante sapere se Paul McCartney, quello vero, sia morto nel 1966 – per inciso, infatti, non trovo giusto chiudere il caso dicendo “tanto sarebbe il sosia ad avere avuto successo”, in quanto vorrei capire quanto il passaggio dal vero al falso Paul abbia avuto impatto sul mio quoziente intellettivo. Ma non possiamo farne una causa quotidiana, no. Siamo fatti anche di pause, di momenti in cui il pensiero va messo a riposo, l’organizzazione tralasciata, il tempo sprecato… vogliamo il relax. Continua a leggere “Il caso McCartney e altri pensieri”