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Vorrei commentare solo l’ultima frase dell’articolo (per quanto riguarda il resto lascio agli altri il commento): “ma la natura non perdona”.
Ora io mi chiedo: ma quando mai la natura ha perdonato? Quando ha smesso di propinarci disgrazie, malattie, catastrofi, climi impossibili, sporcizia, ecc.?
Sia che l’abbiamo rispettata oppure no, essa non ha mai mancato di ferirci e offenderci in mille modi.
Vorrei, al fine di spiegarmi meglio, riportare un brano dal “Dialogo della natura e di un islandese” di G. Leopardi (dalle “Operette morali”).
Cosi dice l’islandese alla natura: “Mi risolvo a conchiudere che tu sei nemica scoperta degli uomini, e degli altri animali, e di tutte le opere tue; che ora ci indsidii, ora ci minacci ora ci assalti ora ci percuoti ora ci laceri; e sempre o ci offendi o ci perseguiti…..”
Ma così risponde la natura all’islandese: “Quando vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n’avveggo, se non rarissime volte: come ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei”.
E’ vero: la chiusa dell’articolo del sig. Pugni, dice una grande verità. A69