Certi spot

kraft

di Raffaella Frullone

“Ci sono certi spot… e io ho.. come dire esperienze anche al di fuori dei confini nazionali, che io mi chiedo sarebbero messi in onda in altri paesi? Nel Regno Unito verrebbe mandato in onda questo spot? E’ la risposta è sicuramente no!”

Sguardo corrucciato, tono indignato, aria esasperata e consueta puzza sotto il naso (qualcuno dice rifatto) Laura Boldrini sciorina il suo disgusto nei confronti degli spot televisivi italiani, proprio non li tollera.

In effetti devono farle ribrezzo davvero, perché è evidente che non ne veda uno da decenni. Probabilmente  l’ultimo che ha visto è quello della Dolce Euchessina, poi ha deciso di vestire i panni della salvatrice della patria per mettere il mondo al riparo dalle catastrofi cui sarebbe andato inesorabilmente incontro: l’articolo “il” davanti a un Presidente donna, la mamma che serve in tavola, e il diritto ad esprimere un’opinione opposta alla sua.barilla

Se fosse rimasta una bambina come le altre, se fosse diventata una donna comune, normale, come tutte noi, se qualche volta si fosse data – orrore!- a cinque minuti di sano zapping, sarebbe incappata almeno una volta nel  papà Barilla che cucina   mentre mamma e figlia giocano a nascondino, nel  fidanzato amorevole che prepara findus l’orata al cartoccio Findus, in  Michele Bevilacqua che si diletta ai fornelli  con le Sottilette Kraft mentre la mamma lavora, e perfino in uno scultoreo  Antonio Banderas che riempie cornetti di cioccolato banderas chiuso nel Mulino Bianco… Probabilmente la Boldrini ha un filtro nel cavo della tv, perché come i comuni mortali sanno, questi non sono che un pugno di esempi in nel mare di spot in cui da anni gli attori maschi non solo cucinano, ma puliscono gli aloni sulle cabine della doccia, si confrontano sugli ammorbidenti,  si mettono perfino la Somatoline , e ammettiamolo: di molti di questi, tipo un imbarazzante  Flavio Montrucchio che carica la lavastovigliemontrucchio  con Fairy, ne avremmo fatto volentieri a meno.

Dovete quindi scusarla, perché si è persa 30 anni di spot, ma non solo in Italia, perché lei ha “come dire… anche esperienze al di fuori dall’Italia” e quando chiede con foga: “E ancor di più gli spot in cui vediamo che il corpo delle donna viene usato per pubblicizzare che cosa? Viaggi, yogurt, automobili, computer… ma in quale altro paese questo verrebbe tollerato?”, si è persa, per esempio, la finezza con cui la ragazza della porta accanto inglese assaggia  light and fit light e fit , o l’educanda pudica che pubblicizza  il Mullerliciousmuller  , o ancora lo  spot rigoroso e severo della Opelopel  dei tedeschi che si sa, sono sempre i primi della classe e non sgarrano mai.

E’ solo per una svista, dunque, che la terza carica dello stato ha bacchettato i bigottoni degli spot, ancorati ai vetusti modelli di famiglia, non certo per un mancato senso della realtà o ancora, come hanno insinuato i più maliziosi, per una mera questione ideologica. Siamo seri, secondo voi il Presidente della Camera italiana, una donna, potrebbe mai considerare degradante o svilente l’immagine di una mamma che serve in tavola?

Per fortuna ce ne siamo accorti tutti e a nessuno è venuto in mente di attaccare la Presidente per un lapsus su uno spot, e invece si è alzato il legittimo e doveroso coro di dissenso controquell’omofobo di Guido Barilla reo di aver dichiarato “Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale, non per mancanza di rispetto  ma perché non la penso come loro: la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale”.Apriti cielo. Le associazioni Glbt hanno dichiarato guerra ai carboidrati, hanno bandito i fusilli dai loro party e chiesto l’intervento della Corte Penale internazionale contro il patron di Barilla che si è spinto a dichiarare “se a loro piace la nostra pasta la mangeranno, altrimenti mangeranno un’altra pasta. Sono favorevole al matrimonio gay ma non all’adozione, da padre di più figli credo sia molto complesso tirare su dei bambini in una coppia dello stesso sesso”.

Sul coro di accuse contro Barilla registriamo il silenzio assenso della Boldrini, forse sta togliendo dalla dispensa le confezioni di pasta Barilla, così risolve anche il problema di chi la porta in tavola, oppure è impegnata affinché venga rispettato il diritto di tutti. Purché nei tutti non rientri un libero cittadino, imprenditore, che ritiene il ruolo di una donna che cucina importante, per i suoi spot e per la società.

111 pensieri su “Certi spot

  1. Penso che la “ministra” (sic!) Boldrini ne poteva trovare una valanga di esempi di pubblicità che, ad esempio, mercificano la donna (altro che la mamma-nonna-zia-amica-sorella-quel che volete) che serve in tavola…
    “Serve” è il termine giusto e non ci trovo nulla di scandaloso. Servizio intercambiabile in famiglia dato che normalmente, la mattina “servo” io la colazione, o il pranzo quando la moglie lavora, come spesso fa altrimenti uno dei figli…
    Ma da domani esigeremo essere appellati come “operatore o operatrice (ovviamente) del vettovagliamento”.

    Perché, dato il ruolo che ricopre il ministro Boldrini non fa piuttosto qualcosa (di concreto) per la tratta delle donne (di ogni etnia e età) che sono schiavizzate ogni santo giorno e notte, costrette alla prostituzione?

    Altro che creare assurdi neologismi o cassare spot patrialcal-femminofobi

    E naturalmente adesso parte il boicottaggio ai prodotti Barilla…

    R I D I C O L O (grazie “ministra”!) dubito in grosse ripercussioni, ma pensiamo a che anche solo due/tre dipendenti di codesta azienda dovessero perdere il lavoro…
    Se fossero “retrograde” famiglie dove la donna serve a tavola, peggio per loro, se fossero “al passo con i tempi” certo esulteranno (sic!)

    Ma in sostanza, per un imprenditore (come per chiunque), vietato oggi avere opinioni difformi dall’attuale dilagante “filosofia” (si fa per dire…).

  2. Saverio Maratti

    In effetti la sparata della Boldrini sulle pubblicità con le mamme che servono a tavola è davvero ridicola, per non dire stupida.

    Ciò detto la presidente ha però lamentato soprattutto altro.

    Ha lamentato l’indiscriminato, spudorato, continuo uso del corpo della donna nella pubblicità in Italia. E su questo ha ragione. Ho vissuto in Spagna, negli USA, in Canada ed in Francia ed ho passato lunghi periodi in Gran Bretagna ed in Australia, e devo dire che non ho riscontrato la stessa assillante presenza del corpo spogliato delle donne sui media, soprattuto nei varietà televisivi e nella pubblicità.

    Non ho mai capito il senso di mostrare signorine svestite far da vallette in tutti i varietà della sera. Le veline, le letterine. Trasmissioni tipo Drive in ? e non parliamo della irruzione di vallette e show girls in politica.

    Non dico che all’estero il corpo della donna non venga usato per operazioni di marketing, ma da noi si passa davvero ogni limite e si ha la sensazione che sia una cosa molto più radicata nella nostra cultura.

    Quanto alla storia della Barilla.

    Guido Barilla è stato certamente vittima di una “trappola” tesagli da quella pessima trasmissione radiofonica che è La Zanzara. Avrebbe comunque potuto uscire da questa impasse con una risposta meno discriminatoria. Si può apprezzare o disapprovare l’idea di una famiglia omosessuale….resta il fatto che, se si hanno davvero a cuore i bambini, si dovrebbe pensare a come si possono sentire tutti quei figli di famiglie omosessuali (e ce ne sono tanti, che ci piaccia o no) quando gli si dice “la vostra non è una famiglia”

    Non ho capito, fra le altre cose il discorso sui gay che “disturbano gli altri” (da Raffaela Frullone purtroppo non riportato) . E gli etero che “disturbano” invece andrebbero bene ?

    Viviamo (fortunatamente) in un paese (più o meno) democratico.
    Guido Barilla ha TUTTO il diritto di dire quel che gli pare, nel rispetto degli altri (e le sue parole sono state dure ma non offensive). E la gente ha tutto i diritto di dissentire e di esprimere il proprio dissenso non comprando più pasta Barilla.

    Io da oggi compro De Cecco

    1. Saverio Maratti

      Ma scusa Giusy, perchè scrivi questo ?

      GuidoBarilla ha tutto il diritto di dire quello che pensa.
      E la gente ha tutto il diritto di protestare.

      Del resto era stato lui a dire “mangiano. Se non gli piace quello che diciamo, faranno a meno di mangiarla e ne mangiano un’altra”.

      E la gente ha fatto questo. Gli ha fatto presente che da oggi in poi comprerà un’altra marca di pasta.

      Mica è stato costretto a chiedere scusa dalla legge. E’ chiaro che lo ha fatto per una semplice questione di marketing, per la valanga di proteste che Barilla ha ricevuto.

      Quando, parlando dei gay, ha detto “non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica” evidentemente dimenticava che ci sono migliaia di gay, che hanno milioni di madri, padri, fratelli, cugini, amici. In altre parole famiglie. E quando queste persone gli hanno detto che non mangeranno più la sua pasta si è rimangiato tutto.
      W la libertà!

      1. Giusi

        Già. Non è stato costretto a chiedere scusa dalla legge. Basta la lobby. Ci fosse stata la legge si sarebbe beccato un bel po’ di denunce.

          1. Giusi

            Indignati di cosa? Anch’io sono contraria a matrimonio e adozioni gay. E anche tanti gay lo sono. Sei indignato? Avrò il diritto di pensarla come voglio? O un domani dovrò essere arrestata per questo?

    2. Fiorella

      Concordo pienamente con te e con Zwirner, non esistera’ piu’ liberta’ di parola!
      Barilla è un colosso di azienda, penso abbia fatto le scuse per tacitare questa ignobile bagarre, e non credo abbia avuto paura di questo triste boicottaggio è delle famiglie sempre piu’ povere che ha paura!
      Continuero’ a comperare pasta Barilla in nome della liberta’ di opinione e di parola

  3. vengoanchio

    Scusate, per correttezza: il Sindaco, la Sindaca, l’Assessore, la Assessora, il Presidente,la Presidenta della Camera, o no?

  4. Esulando un attimo dallo stringente tema “pastaio”, mi verrebbe da chiedere: di che libertà parliamo quando uno deve cambiar abitudini e gusti, per far semplicemente cambiare idea (che poi non la certamente cambiata se non per il marketing…) ad una altro? Anzi in tanti hanno dovuto cambiare qualcosa (magari un prodotto che gli piaceva pure – se lo compravano…) per ottenere cosa?

    Mmmh forse non ho reso il concetto (è un po’ tardi per il mio unico neurone…) non mi riferisco alla libertà del sig. Barilla, ma a quella degli stessi “boicottatori”, che non si sono più sentiti liberi di comprare quel “marchio”.

    Che poi, non è che la pasta sia diventata più buona, più rispettosa dell’ambiente o meno….omofoba 😉
    Occupandomi anche di grafica, sto pensando di ideare e depositare un simbolo, da applicare ai più disparati prodotti: “Certificato di provenienza non-omofoba controllata” C.P.N.O.C

    Potrebbe avere un futuro… 😉 🙂

    1. Saverio Maratti

      Ciao Bariom,
      ma dobbiamo argomentare sempre io e te ?? 😉

      I “boicottatori”, a giudicare dal numero, semplicemente si sentono soddisfatti del loro diritto di esercitare la loro obiezione al pensiero di Barilla, e comprare un altro prodotto.

      Non ci credo che tu non sia disposto a modificare i tuoi gusti/abitudini nel nome di un giusto principio ! Buonanotte !

      1. “Sì, perché la «pretestualità» di cui sono vittime nella stampa gli omosessuali è precisamente del tipo razzista: e un esame linguistico operato sulla comparazione di articoli giornalistici scritti contro i negri, gli ebrei, i teddy boys (del resto a loro volta razzisti) e gli omosessuali, mi darebbe certamente ragione.”

        Pier Paolo Pasolini (quando l’omosessualità se la passava male)(

        1. Eccolo là…. io troverei qualche citazione del tempo in cui sull’autobus i neri non poteveno sedere o avevano posti destinati. Mi parebbe di un’attualità calzante…

          Oh Alvise, ti sei accorto che i tempi sono cambiati? (grazie a Dio per molte cose)

      2. @Saverio, fai bene a non crederci… 🙂

        Ma qual’è il principio qui? E soprattutto lo scopo ultimo?
        “Caro sig, Barilla hai fatto un’affermazione scorretta (molto soggettivo e opinabile), adesso “stai punito”! ” (come si diceva in caserma)
        Potrei capire il boicottaggio se la dichiarazine fosse stata: La mia pasta non vorrei fosse venduta a coppie “non tradizionali”… (o detto potrei perché anche qui… è la politica aziendale, o la dichiarazione del singolo per quanto in posizione di vertice)

        Dimmi un po’ Saverio se il “comandate in capo” della Società Autostrade (non mi sovviene adesso) fa un’affermazione tipo sig. Barilla, che fai, non prendi più l’autostrada?

        1. Saverio Maratti

          Ciao Bariom,

          >>Ma qual’è il principio qui? E soprattutto lo scopo ultimo?

          Il principio credo (posso in fondo solo parlare per me stesso) sia:

          • Esprimere il proprio dissenso rispetto a delle dichiarazioni, pubbliche, di una persona influente.
          • Rispondere all’invito di Guido Barilla “Se non gli piace quello che diciamo, faranno a meno di mangiarla e ne mangiano un’altra”, per dimostrare quanto ridicole le sue affermazioni sono state.

          Personalmente…penso che situazioni come questa (un tipo che dice sui media qualcosa di offensivo e viene sommerso da una valanga di proteste, per cui, anche solo per motivi di marketing, è costretto a ritrattare) aiutino a cambiare (in questo caso in positivo) l’opinione pubblica. E’ chiaro che la prossima volta un qualsiasi imprenditore/commerciante, ci penserà due volte prima di dire queste sciocchezze.

          Penso anche che spesso, quando la gente fa dichiarazioni come quelle di G. Barilla, pensa che gli omosessuali siano questa piccola comunità di marziani che vive chissà dove. Casi come questi invece fanno comprendere (come ho scritto prima) che ci sono migliaia di gay, che hanno milioni di madri, padri, fratelli, cugini, amici. In altre parole esseri umani, famiglie.

          >> se il “comandate in capo” della Società Autostrade (non mi sovviene adesso) fa un’affermazione tipo sig. Barilla, che fai, non prendi più l’autostrada

          Hmmm…bhe’, dovrei pensarci. Forse questo sarebbe uno di quei casi in cui ipocritamente dovrei ingoiare il rospo e rinunciare ad esercitare il mio ruolo di consumatore “cosciente” 😉

          Ti saluto con la solita stima.

    2. SilviaB

      @Bariom… tu scherzi, ma vedrai che si arriverà anche a questo… C.P.N.O.C !
      Un bel bollino e via all’acquisto sicuro!
      Sono grafico anch’io, quasi quasi ti rubo l’idea!

  5. Angelo

    scusate, ma se domani vado al supermercato e compro la pasta barilla (perchè magari è pure in offerta)
    mi accuseranno di essere omofobo?

  6. Alessandro

    Ma che volete boicottare?

    Barilla s’è già cosparso di cenere il capo zazzeruto, ha reso pubblica professione di fede nel politicamente corretto omosessualista, s’è prosternato (pasta e ceci alla ginocchia) alla dittatura antiomonegativa, s’è detto financo disposto a essere debitamente rieducato alla Verità tutta intera dai Custodi dell’antiomonegatività:

    “Ho sentito le innumerevoli reazioni alle mie parole in tutto il mondo, e mi hanno reso molto triste – ha continuato con tono serio e dispiaciuto – È chiaro che ho molto da imparare sul vivace dibattito sull’evoluzione della famiglia.
    Nelle prossime settimane incontrerò alcuni membri dei gruppi che rappresentano nel modo migliore l’evoluzione della famiglia, inclusi coloro che ho offeso con le mie parole.
    La nostra missione è quella di aiutare le Persone, ogni singola Persona, a vivere meglio, portando ogni giorno nella loro vita il benessere e la gioia del mangiare bene. Diamo valore e rispettiamo la Famiglia, intesa come entità che comprende chiunque. La diversità, in ogni sua forma, è un chiaro obiettivo che l’azienda si è proposta.”

    Che deve fare ancora per ottenere la riabilitazione, la remissione della scomunica?

      1. C’è un certo amaro divertimento nel pensare a quante volte tutti questi grandi inquisitori e somme ierofantesse del politicamente corretto avranno enunciato il sublime «disapprovo quel che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo» (purché tu lo faccia da solo, di notte, al buio, nell’angolo più remoto della tua cantina e usando l’alfabeto dei sordomuti …).

  7. Anonimo

    Da quanto ho letto, in realtà Laura Boldrini non “sciorina il suo disgusto nei confronti degli spot televisivi italiani”, (quindi di tutti gli spot, come questo articolo suggerisce in più punti) ma solo verso alcuni di questi.

    E l’elenco delle pubblicità che è stato fatto (nelle quali ci sono uomini che cucinano, puliscono ecc.) di certo contraddice ciò che l’articolista sostiene che la Boldrini abbia detto (e cioè che tutte le pubblicità in Italia sostengano un’immagine stereotipata del ruolo della donna), rafforzando questa interpretazione a mio avviso arbitraria delle sue parole.

    In realtà, però, non contraddice quanto la Boldrini ha effettivamente dichiarato (“Ci sono certi spot ecc. “), così come tra l’altro riportato all’inizio dell’articolo stesso. E, obiettivamente, in Italia ci sono pubblicità dove viene mercificato il corpo femminile (e pure dove il ruolo delle donne viene stereotipato).

    Queste pubblicità verrebbero messe in onda all’estero? Molte delle prime (e alcune delle seconde, anche perché spesso non corrispondenti alle realtà dei paesi stessi) sicuramente no, e questo in numerosi paesi.

    Da anni la TV italiana è “famosa” all’estero per l’inutile esibizione del corpo femminile a ogni ora, cosa che diverse nazioni hanno vietato (o, più raramente, hanno limitato a orari ultra-notturni).

    Quindi mi sembra proprio che la svista sia più dell’articolista (che ha fatto dire alla Boldrini cose non dette) che non della Presidente(ssa) della Camera.

    1. Sull’esposizione del corpo femminile, nono posso che trovarmi d’accordo con Anonimo, in questo caso… lo accennavo nel mio primissimo commento, ma va con onestà detta anche un’altra – scomoda – verità: esiste un legge della domanda e dell’offerta.

      Se da domani tutte le varie soubrette, attrici, conduttrici, veline, ballerine, modelle quel che vi vine in mente, riducessero drasticamente i cm di visibilità del loro corpo (per sanissimi laici principi, ancor prima che religiosi) e/o comunque l’uso che dei loro corpi fa l’industria dell’immagine o dell’intrattenimento, il problema non sussisterebbe.
      Rimpallare sempre le “colpe” o le responsabilità al “sistema” equivale il più delle volte a non cambiarlo per nulla ed accettare supinamente lo “status quo”.

      Ne vale il triste: “se non fai così, non fai carriera…”. Dipende nuovamente da quale scegli debba essere la tua carriera o cosa mettere in gioco per essa (vale per qualunque carriera e per qualunque individuo).

  8. Sara

    Il post di Raffaella è davvero bello e trovo veramente utile ogni intervento che riesca a smascherare la a volte ingenua ideologizzazione che muove certe uscite, stavolta della Boldrini, ma sempre più frequenti da parte di molti.

    Stavo poi per commentare che io, anziché boicottare la Barilla, ne avrei volentieri aumentato il consumo, ma poi, dopo aver letto le scuse del patron…. be’… farò così: ne aumenterò comunque il consumo, nella speranza che la rettifica sia stata fatta solo per triste convenienza (Giusi, concordo con te) e non per reale convinzione.

  9. JoeTurner

    Le scuse di Barilla sono qualcosa di inquietante e terribilmente dannoso facendo passare l’idea che in quelle parole semplici e tutto sommato banali ci fosse qualcosa di cui scusarsi; ma c’è una lezione da trarre in questa storia (io per primo) e cioè che rispondere agli isterismi delle associazioni gay con altri isterismi, tuffarsi a capofitto nelle polemiche e nella guerra degli hashtag non porta da nessuna parte. La battaglia per la difesa della famiglia è una cosa terribilmente seria e va fatta seriamente e da gente seria e non bisogna più ergere a paladino il primo parruccone che passa.

    1. Giusi

      Io, infatti, nel mio piccolo, la pasta Barilla non la compravo (perchè la trovo di scarsa qualità) e non mi sono affrettata a proclamare che l’avrei comprata proprio per non fare come loro. Compro, se mi piace, anche da un gay. Ci mancherebbe!

    2. Concordo, Joe…
      Peraltro verebbe da dire: “ragazzi ma quanto siete permalosi! Vi offendete per così poco?”. La forza delle vostre idee appare ben poca cosa, di conseguenza…

    3. Sara

      Certamente la battaglia è giusto venga fatta ad altri livelli, ma nel mio piccolo io cerco sempre, se posso e riesco, di adeguare le mie scelte (di qualunque tipo, dunque – perché no? – adesso anche quelle sulla pasta) alle mie convinzioni: se davvero Barilla si dichiarasse per la famiglia, non vedo perché non dovrei preferirne i prodotti, indipendentemente dalla forza delle mie idee (che, peraltro, stimo fortissime, in quanto corrispondenti a Verità).

  10. Barilla, Telecom, Dolce e Gabbana, Richard-Ginori, Ilva (e buoni ultimi, gli squadroni di imprenditori creditori di uno Stato debitore insolvente impunito e impunibile). In epoca di crisi economica il nostro establishment politico economico e socio-culturale non ha proprio nulla di più urgente da fare, a parte non attaccare, demolire, intralciare, demonizzare e mandare sul lastrico l’economia italiana?

      1. Lo so bene (e mi sono pure astenuta dal menzionare il Monte…). Ma trovo particolarmente spudorato il modo in cui tutti costoro non si peritano minimamente di dimostrarsi per quello che sono: fantocci eterodiretti piazzati là dove stanno e profumatamente pagati (da noi) per aprire falle sempre più grosse nella nostra navicella in tempesta. 😦

  11. Eccolo là…. io troverei qualche citazione del tempo in cui sull’autobus i neri non poteveno sedere o avevano posti destinati. Mi parebbe di un’attualità calzante…

    Oh Alvise!

  12. Ecco come è, è che siamo, TUTTI, impregnati di televisione e pubblicità e giornalismo asservito, ecco perché oggi, io continuo a dire, siamo banalmente tutti uguali, tutti sappaimo tutto della pasta Barilla e del Signor Barilla e della sua imbecilittà e questo ci rende. immancabilmente, tutti uguali. Quanto, alla Chiesa, bisognava, quando (forse) si era ancora in tempo, negli anni 70, che la Chiesa, si trasformasse, se voleva davvero fare qualcosa per la “salvezza” umana, in forza di opposizione totale, radicale, al progetto della nuova borghesia che mirava alla trasformazione antropologica dell’Uomo, alla sua radicale alienazione economica e culturale. La Chiesa doveva passare all’opposizione, per evitare questa fine ingloriosa che l’ha ridotta (nella pratica) a puro formalismo e folklore.

    1. SilviaB

      Comunque dire che la Chiesa sia solo “puro formalismo e folklore” è veramente OFFENSIVO, lei sta spesso al limite della bestemmia.
      Folklore sarà lei, non la Chiesa di Gesù Cristo.
      Che diamine!

  13. Giorgio

    Ma davvero è così scandalosa l’uscita della ministra (sic)? Non sarebbe più giusto se le donne della pubblicità fossero anche veterinarie o avvocatesse o dirigessero aziende, come gli uomini? E si riparassero un po’ di più dal freddo?

    1. Giusi

      Perchè non ci sono? L’uscita della presidenta (una volta per tutte non è ministra) è ideologica. Riporto il pensiero di Selvaggia Lucarelli una donna che non sempre condivido ma che perlomeno pensa, è intelligente ed è anche ironica:

      “Non vorrei deludere la Boldrini secondo la quale non se ne può più di questi spot svilenti in cui le donne sparecchiano la tavola,ma negli ultimi spot Barilla lui fa la spesa, cucina, taglia le verdure, spadella e serve in tavola mentre la moglie cazzeggia con la figlia sul tappeto.”
      Barilla Spot 2013 – Dove c’è pasta c’è…Fantasia!
      http://www.youtube.com
      Subscribe: http://bit.ly/14hHA1I

  14. La rivoluzione del sistema d’informazioni, per mezzo della televisione, e ora della RETE, il TUTTO ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del comprare. Un edonismo post-moderno (cosiddetto) ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane. Vedi i libri che che compra la gente, i film che guarda, la musica che ascolta, le macchine che usa, i divani che siede, le lavatrici e le lavapiatti che intasa, la roba che mangia, le case che abita, le parole che usa, ii discorsi che imita, le cose che dice senza avere bisogno più di pensarle….

    1. Alessandro

      “E’ la cosiddetta civiltà dei «consumi», o consumismo, che comporta tanti «scarti» e «rifiuti». Un oggetto posseduto, e già superato da un altro più perfetto, è messo da parte, senza tener conto del suo possibile valore permanente per sé o in favore di un altro essere umano più povero.
      Tutti noi tocchiamo con mano i tristi effetti di questa cieca sottomissione al puro consumo: prima di tutto, una forma di materialismo crasso, e al tempo stesso una radicale insoddisfazione, perché si comprende subito che – se non si è premuniti contro il dilagare dei messaggi pubblicitari e l’offerta incessante e tentatrice dei prodotti – quanto più si possiede tanto più si desidera mentre le aspirazioni più profonde restano insoddisfatte e forse anche soffocate.”

      (Giovanni Paolo II, Lett. Encn Sollicitudo rei socialis, 28)

      “Allora i cuori s’induriscono e gli spiriti si chiudono, gli uomini non s’incontrano più per amicizia, ma spinti dall’interesse, il quale ha buon giuoco nel metterli gli uni contro gli altri e nel disunirli. La ricerca esclusiva dell’avere diventa così un ostacolo alla crescita dell’essere e si oppone alla sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l’avarizia è la forma più evidente del sottosviluppo morale.
      Se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un «umanesimo» nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso, assumendo i valori superiori di amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane.
      Meno umane: le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall’egoismo. Meno umane: le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, dallo sfruttamento dei lavoratori che dall’ingiustizia delle transazioni.
      Più umane: l’ascesa dalla miseria verso il possesso del necessario, la vittoria sui flagelli sociali, l’ampliamento delle conoscenze, l’acquisizione della cultura. Più umane, altresì: l’accresciuta considerazione della dignità degli altri, l’orientarsi verso lo spirito di povertà (cf. Mt 5, 3), la cooperazione al bene comune, la volontà di pace. Più umane, ancora: il riconoscimento da parte dell’uomo dei valori supremi, e di Dio che ne è la sorgente e il termine.”

      (Paolo VI, Populorum progressio, 20-1)

      “Mentre vasti strati di popolazione non riescono ancora a soddisfare i loro bisogni primari, ci si sforza di crearne di superflui. Ci si può allora chiedere, con ragione, se nonostante tutte le sue conquiste, l’uomo non rivolga contro se stesso i risultati della sua attività. Dopo aver affermato un necessario dominio sulla natura, non diventa ora schiavo degli oggetti che produce?”

      (Paolo VI, Octogesima Adveniens, 9)

    2. …volevo chiudere questo discorso qui sopra con le parole che dico sempre e che così suoneranno ancora più chiare: in questa situazione ci siamo tutti, ci si vive dentro tutti uguale e uguali. Il resto sono chiacchiere!

      1. Alessandro

        No, concludi un’analisi in parte condivisibile con una considerazione qualunquista. Ci sono persone che si sottraggono al rincretinimento di massa, e non sono certo solo credenti e cattolici.

          1. Noi – tutti – la prova vivente – è vero quello che dico – eccezioni(SE CI SONO)non ne conosco (SIC!!)

            Alvise ma ti ascolti mentre parli/scrivi? Cos’è “così parlò Zarathustra”?

            E tutto viene smentito da quel “se ci sono – tra parentesi non ha importanza – non le conosco”, perché semplicemente NON LE CONOSCI e perciò NON è vero quello che dici.

            Per come vedi tu il mondo e l’Uomo poi, sarebbe pretendere di conoscere l’inconoscibile!

            Buonanotte Alvise e sogni d’oro (spero…) 😉

            1. Anche contro me stesso, ovviamente, quando affermo quasiasi cosa assoluta o relativa:
              Ho orrore di tutte le verità assolute,delle loro applicazioni totali,dei loro presunti detentori d’ogni risma.Prendete una verità,portatela con cautela ad altezza d’uomo,guardate chi colpisce,chi uccide,cosa risparmia,cosa elimina,annusatela a lungo,accertatevi che non puzzi di cadavere,assaggiatela tenendola un po’ sulla lingua,ma siate sempre pronti a sputarla immediatamente.L’uomo libero è questo :il diritto di sputare.

              1. Giusi

                Infatti. Anch’io disprezzo le verità assolute degli uomini. L’unica Verità è quella di Dio. “Io sono la Via, la Verità e la Vita”.

              2. Prendiamo per buono che l’uomo libero si riconosca dalla su “libertà di sputare” (cosa in vero poco elegante ed ancora meno esercitata dalle donne – grazie a Dio…), certo è che la “verità” già “masticata” e risputata ha ben poco della (ipotetica) verità iniziale…

                Buona cosa sarà poi non “sputarla in faccia ad altri” e per sé stessi applicare la saggia regola marinaresca di non sputare… controvento! 😉

  15. Il direttore del giornale Avvenire furbescamente (per dire) scrive:

    …”se picchiassero me e mia moglie, dovrebbe contare meno di un eguale trattamento riservato a due persone omosessuali: perché?”

  16. 61Angeloextralarge

    Ok! Tornerò alla pasta fatta a mano… sperando che le galline non abbiano problemi omofobi e omosessuali, e facciano ancora le uova… Altrimenti nemmeno quella. 😉

      1. 61Angeloextralarge

        Finora non si è mai lamentato nessuno, e nessuno è ricorso al medico o al Pronto soccorso per intossicazione da alimenti…
        Beh, ‘na volta toccherà fa ‘na cena tra amici… che so… quelli di qualche blog a me cari…
        Menù da decidere ma i cappelletti sono già previsti a causa mia, di Karin e di Andreas… 😉

      1. 61Angeloextralarge

        Viviana: gnocchi… orecchiette… cavatelli… e giù di lì… Di fame non moriremo di sicuro. 😀

  17. 61Angeloextralarge

    In effetti mi ricordo che mia nonna faceva la sfoglia sempre… se aveva le uova le metteva, altrimenti solo acqua e farina.

  18. Giorgio

    Giusi a me è chiaro che la Boldrini è Presidente della Camera dei Deputati e non ministra. Per questo ho messo tra parentesi “sic”. Noto che vari frequentatori di questo blog non sanno che cosa significhi questa parolina latina e che la usano del tutto a sproposito.

    1. Giusi

      Scusa non l’avevo visto. Si è vero. Ho sempre avuto l’impressione che a volte venga scambiata (non parlo del blog, in generale) con il sigh dei cartoni animati!

    2. @Giorgio, diciamo che – presumi – non sappiano e forse anche altri l’hanno usata come tu hai fatto per “comune intendere” o per il suono onomatopeico che appunto rimanda al “sigh” fumettistico che cita Giusi… 😉

  19. restifar

    Ho appena visto la Littizzetto impegnata una pesante satira, naturalmente, di sinistra contro Guido Barilla. Alla fine ha chiuso affermando che una famiglia comunque composta, inclusi i gay e persino la gallina di Banderas, purchè vi sia l’amore è una famiglia. Ovviamente alla base del suo pensiero vi sono principi che risentono di una ideologia materialista. Sono convinto che con la Littizzetto si possa dialogare, anche se il suo amico Fazio è politcamente e rigidamente schierato: tanto bravo come intervistatore, quanto “chiuso” nel suo credo laico. La Boldrini, diversamente dai due, non mi sembra che abbia idee molto precise e recita a braccio per sostenere l’unico interesse che sin qui ha palesato: la sua persona. Il dato di fondo è che la presenza di cattolici nei media è quasi assente e l’opinione pubblica è narcotizzata da messaggi che contribuiscono a far crescere convinzioni che contrastano con la morale, la logica ed il buon senso. Su queste regna poi incontrastato il dio Denaro e la ricerca del successo personale.

    1. Alessandro

      Restifar, sarei molto meno ottimista sulla possibilità di dialogare con la Littizzetto e sulle idee poco chiare della Boldrini, che si sta comportando né più e né meno come una determinata propagandista delle convinzioni che allignano nel partito di cui è espressione, Sel.

  20. vale

    ecco,dopo il capo cosparso di cenere del Barilla di turno sappiamo alcune cose:
    se passa la legge al senato chiunque potra diventare un appestato sociale se non parla in modo politicamente corretto.
    non so se comprerò Barilla. talvolta capita. di sicuro non compreràò quella dei due o tre concorrenti che -come avvoltoi- si sono lanciati a dire: noi non siamo come lui( il Barilla).
    se poi qualcuno/a mi offre pici cacio e pepe fatti in casa( ma van bene anche tagliatelle al ragù, paglia e fieno alla papalina, tortellini panna e prosciutto,risotto al gorgonzola,ecc….) gli omaggio un megapacco di Barilla….
    (che almeno ha avuto l’ingenuità di dire quel che pensa).

    naturalmente, mangiando-ma anche il resto della giornata-, non si guarda la litizzetto, non si ascolta la zanzara, e non si pronuncia la parola “boldrini”….

  21. fortebraccio

    Ciao a tutti.

    ho letto uno spunto interessante sulla questione: http://www.ilpost.it/enricosola/2013/09/26/comestracuocereunbrand/

    In estrema sintesi:
    1 – Barilla ha diritto di scegliere la declinazione di famiglia che più le aggrada
    2 – L’errore [1] di Barilla è stato trasformare in un’espressione divisiva quella che è una scelta (tanto criticabile quanto diffusa) comune nella pubblicità italiana.
    3 – [L’errore 2] è la pretesa di elevare una marca a ente che si permette di esprimere la sua opinione su cosa va e cosa non va nella società. Cosa legittima ma a doppio taglio, perché se le tue idee non piacciono ai tuoi consumatori, questi ultimi ti salutano.

    Infine: la retromarcia è stata dettata probabilmente da BarillaUS, che agisce in un mercato molto più “attento” a certe sollecitazioni (provate a guardare su google o twitter e vedrete).
    Insomma, una questione di soldi prima che di principi. Ma un’impresa quello fa.

    In ultima analisi, non ha vinto “il politicamente corretto”, ma proprio quelle scelte di consumo che ogni consumatore fa (o potrebbe fare) in ragione dell’identificazione col marchio. Tutte cose molto reali, come la spesa quotidiana, non astratte.

    capitolo Boldrini: mi pare che lei sia piuttosto coerente col suo ruolo e con le sue precedenti dichiarazioni/posizioni (vedi miss italia). E comunque è proprio della politica dare delle indicazioni, promuovere (nel bene e nel male) certi atteggiamenti (omofobia, feminicidio, razzismo, accoglienza, tolleranza eccetera). Boldrini come Calderoli, chi da Bergamo, chi Monte Citorio.
    I pittori coi quadri, registi/sceneggiaotri coi film, eccetera. Gli elettori col voto.

  22. vale

    l’errore non è di marketing. casomai il marketing,gli azionisti, ecc. lo hanno obbligato alle scuse.
    il politicamente corretto è la vulgata che prevede le famiglie di ogni tipologia. ed il boicottaggio ventilato da gruppi,associazioni e singole persone ai suoi prodotti è una delle tecniche indicata da Sharp nel suo libro su come abbattere un regime( consultabile e scaricabile liberamente su internet) per colpire il potere. in questo caso si colpisce il maggior produttore italiano-mi pare- perché non la pensa come te. legittimo. un po’ meno sbeffeggiarlo ed additarlo al pubblico ludibrio( altra tecnica ricordata da sharp) per quel che pensa.
    più politicamente corretto di così ….
    boldrini è la terza carica dello stato. divrebbe unire anziché dividere.e comunque apparire al di sopra delle parti. calderoli fa parte di un partito.
    se non si è in grado di capire la differenza…..

    1. fortebraccio

      Un’azienda vende, il marketing è parte del processo organizzativo/decisionale di un’azienda.
      Se la mia azienda non vuole fare un prodotto di nicchia, ma vuole rivolgersi ad il più ampio pubblico possibile, non può non tener conto delle aspirazioni/proiezioni del proprio bacino di consumatori. Evidentemente Barilla vuole vendere anche ai gay, nonostante si voglia far rappresentare solo da famiglie di tipo “tradizionale”.
      Ma l’articolo linkato spiega meglio di quanto possa fare io le logiche (di marketing) che stan dietro alla “ritirata”.

      La Boldrini approfitta dello scranno per far politica “positiva” cercando di influenzare un’atteggiamento che ritiene sbagliato. Come Fini che dichiarò il fascismo il “male assoluto” (smentendo se stesso come capo-partito del MSI-AN, ma con più forza vista la sua carica). La Destra protestò. Univa o divideva?
      Comunque Boldrini dice: esiste anche quel modello, non solo. Non solo! Anzi, mi pare che quello non sia neanche più il modello reale prevalente. Perché certi fenomeni (come l’enorme differenziale della disoccupazione femminile) sono accentuati da quel modello, quando lo si percepisce come unico modello di donna nella società.
      Calderoli è vicepresidente del Senato (prima Ministro), mica un peones che passava di lì per caso.

      1. Alessandro

        No, la Boldrini mette sullo stesso piano, al capitolo “rappresentazioni avvilenti della donna”, lo spot con la mamma che porta in tavola la pastasciutta a marito e figli e lo spot con la seminuda ammiccante usata per reclamizzare l’automobile.

        Mettere sullo stesso piano cose che non c’entrano niente l’una con l’altra, e ritenere che sia degradante rappresentare una donna che mette in tavola il cibo per i suoi cari, significa esseri poco lucidi (per usare eufemismo) e avere l’intelletto ottenebrato dai fumi dell’ideologia vendoliana.

      2. vale

        la politica “positiva”(o sieropositiva) della boldrini la vedi solo te. non per nulla utilizzi lo pseudonimo di un democristiano diventato comunista.in quanto a calderoli la vicepresidenza viene considerata una carica di secondo grado( ed eminentemente”politica” in quanto divisa, generalmente,tra maggioranza ed opposizione( e sono 4 i vicepresidenti). stanno perfino dietro al presidente della corte costituzionale e -nelle cerimonie- persino dopo ai cardinali( che sono considerati di 1° grado).va bene ciurlare nel manico, ma d’altronde….

  23. fortebraccio

    velocemente:
    – tutt’alpiù sarei amleto che usurpa il nome del deciso cugino (non mi pare di avere la battuta pronta – che poi qui mi parrebbe parecchio sprecata visto come siete suscettibili)
    – Se uno è esponente di spicco di maggioranza per 16 anni (opposizione alla necessità), più volte nella compagine di governo, poi “casualmente” vicepresidente della camera, credo non sia sbagliato dire che è un’importante esponente politico – o no? Dopo i cardinali ma prima dei vescovi? E’ abbastanza essere prima dei vescovi? Dopo i vescovi e prima dei monsignori? Qual è l’equivalente ecclesiale per te sufficiente per essere autorevole?
    – “positivo” voleva essere sinonimo di “propositivo”. La presidente della Camera ha fatto una dichiarazione cercando anche di proporre una visione alternativa. Alternativa, in aggiunta. Cosa vi spaventa nella plausibilità di avere più modelli oltre a quello della massaia? Non è possibile ottenere pienezza di realizzazione al di là di quell’esperienza?
    – Si Alessandro, pare che la Boldrini veda solo spot in cui le donne sono svestite; se vestite, ammiccanti; o serve in casa. Ah, ci sono anche quelle in cui sono afflitte da cattivi odori; stipsi; dilaniate dalle doppie punte… sarà che non guardo molta tv, ma a memoria sono queste… E al cinema (made in italy) le cose non vanno di certo meglio!
    – @ Bariom: giusto. Non si deve più comprare il “marchio” Boldrini. Le battaglie vanno combattute con le giuste armi. Nel caso della politca, il voto.

    POI
    cercare di chiarire il pensiero della Boldrini (inquadrandolo in un percorso -o traiettoria- legando più dichiarazioni, fatti, interviste eccetera) non vuol dire supportarlo (e cito il profilo twitter della Nostra), bensì evitare che ci si disperda in commenti non attinenti (tutt’al più proporre punti di vista diversi per una discussione che da quel fatto prende spunto).

    1. @Fortebraccio, “… che poi qui mi parrebbe parecchio sprecata visto come siete suscettibili”

      A me queste generalizzazioni stanno sempre molto antipatiche… “qui” qui dove? Qui chi? Tutti? Tutti nella massa indistinta? Tutti insieme appassionatamente?

      Mi viene poi da ridere sentir parlare di “nostra” suscettibilità dopo aver ascoltato l’incriminata e incriminante – intervista (chiamiamola così anche se ha be npoco a che fare con il giornalismo) di Barilla e il “can can” che ne è scaturito, con “alte grida e stracciamento di vesti”…

      Ciao “forte” (ueh, sei forte tu… 😉 – interpreta bene la “colta” citazione.

  24. Giuseppe

    Insomma,ognuno dice la sua.Io ho una domanda da rivolgere alla mediocre e palesemente inadatta al ruolo, tal Laura Boldrini:chi deve cucinare?

  25. Giorgio

    Grazie Giusi, leggo il tuo commento in ritardo, hai ragione la usano come nei fumetti, per fortuna qualcuno mi capisce! 🙂

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