di Francesca Nardini
L’esercizio della volontà è accompagnato sempre da uno sforzo, o se vogliamo da un lavoro. E, come insegna la fisica, il lavoro provoca lo spostamento dei corpi cui è applicato, oggetti, persone… in senso più ampio, anche circostanze: non c’è atto di volontà che non modifichi l’intorno del soggetto e che non abbia su di lui un effetto liberatorio, di compimento del proprio essere. Ma quando la volontà si esprime, assistiamo alla nascita di una serie di reazioni, a livello conscio o inconscio, che non permettono ai nostri atti di essere definitivamente liberi. La stessa paura di non vedere realizzata la propria volontà è una forza opposta contro la quale, anche involontariamente, combattiamo. Continua a leggere “Arte dello sforzo ben diretto”
