di Olivier Rey* (Pubblicato su Etudes, n°4182, febbraio 2013, p.187-197, per la traduzione di Andrea Piccolo)
Che gli esseri umani non siano il prodotto di tre miliardi e mezzo di anni di mutazioni e di selezione naturale praticati sul vivente, ecco cosa non è facile sostenere un secolo e mezzo dopo la pubblicazione de L’Origine delle specie, settant’anni dopo la confluenza del darwinismo e della genetica nella teoria sintetica dell’evoluzione. Ciononostante, è possibile affermare una cosa simile senza tuttavia indossare la veste del creazionista di turno, né votarsi a una di quelle controversie assurde che appassionano il nostro tempo. Da un lato, l’integrismo darwiniano, alla Dawkins: «La vita intelligente su un pianeta giunge a maturità quando per la prima volta arriva a cogliere il senso della sua propria esistenza. […]
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