Meriam deve vivere

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di Antonio Sanfrancesco

«Ti abbiamo dato tre giorni di tempo per rinunciare, ma insisti nel non voler ritornare all’Islam. Ti condanno a morte per impiccagione». Con queste parole il giudice Abbas Mohammed Al-Khalifa di un tribunale di Kharthoum, in Sudan, ha condannato a morte per apostasia – anche se, di fatto, non c’è stata nessuna apostasia – una donna cristiana, incinta di otto mesi e con un bimbo piccolo. Verrà impiccata ma la pena prevede anche cento frustrate.

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