di Costanza Miriano
Di solito a casa quando qualcuno guarda la tv le sfreccio come una meteora, facendo altro. Oppure mi fermo qualche secondo, do il mio parere (non richiesto), faccio una veloce critica, predìco un finale (lo sbaglio sempre), e poi ricomincio a fare quello che stavo facendo. Qualche sera fa, però, i pochi secondi si sono allungati. Sono diventati un minuto, poi due, da in piedi mi sono messa seduta sul bracciolo del divano. I minuti sono diventati dieci e il bracciolo è diventato cuscino. Alla fine ho deposto il cesto dei panni, e mi sono lasciata risucchiare. Mio marito stava guardando la serie sugli 883, Hanno ucciso l’uomo ragno. Non mi capita mai di rimanere avvinta da qualcosa, di solito mi interessa più fare una telefonata, leggere qualcosa, sbrigare un arretrato oppure, più spesso, vince l’Adalgisa, la cattivissima allenatrice immaginaria che abita dentro la mia testa e che mi spedisce a correre anche alle 11 di sera, se non l’ho fatto prima.
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