La speranza non delude

Omelia di don Luca Civardi per la Commemorazione di tutti i fedeli defunti – Domenica 2 novembre 2025, Civate

Gb 19,1.23-27a; Sal 26; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40

La fede nella resurrezione ci aiuta ad attraversare la soglia della morte senza perdere la speranza. In questa breve frase è riassunta la prospettiva cristiana con cui oggi commemoriamo tutti i defunti. Nella nostra memoria si fanno vivi i ricordi, le voci, le parole, gli insegnamenti, le esperienze. Questa giornata ci tenta con il sapore amaro della nostalgia, del rimpianto e della tristezza. L’esperienza della morte è tanto comune a tutti, quanto dolorosa e incomprensibile, foriera di domande profonde e talvolta violente. Noi abbiamo il dono della fede: da questo dono cerchiamo di cogliere le indicazioni per non smarrire la gioia.

La speranza non delude. La frase, che fa da incipit alla bolla che indice il Giubileo che stiamo vivendo, spicca con particolare intensità nelle letture che la Liturgia della Chiesa ci propone in questo giorno. L’abbiamo ascoltata e ripetuta tante volte, ma senza cogliere il grande significato e la professione di fede che contiene. Oggi la nostra società ha tutto, ma è povera di speranza. I beni materiali anziché rassicurare impoveriscono, anziché nutrire inaridiscono: siamo spesso agitati fino alla disperazione per tutto questo. La ragione anziché farci maturare ci consegna al vizio e alla rivendicazione, anziché farci crescere nella sapienza ci disperde nella presunzione: siamo inorgogliti fino alla saccenza. Un mondo povero di speranza è un modo che ha perso la certezza della benevolenza di Dio, della sua provvidenza. Nella morte spesso veniamo tentati dalla strada della disperazione: la speranza che nasce dalla vittoria di Cristo sulla morte ci spinge a riconoscere il vero senso della vita.

 Che io non perda nulla. La morte è spesso associata alla perdita: sono molte le cose che si perdono: la dimensione corporea degli affetti, i suoni della familiarità, le abitudini. La morte ci fa perdere molto. Gesù, però, viene tra noi con una missione chiara: che nulla di ciò che il Padre gli ha dato vada perduto. Siamo spesso assaliti dalla tentazione di fidarci di questa perdita come spiegazione e senso della morte. Ci sentiamo quasi spogliati, impoveriti, mutilati: siamo poveri nella morte? Questa domanda ci consegna la sconcertante consapevolezza della fragilità umana. Ogni volta che celebro un funerale me ne rendo conto con forza. La nostra fede in Gesù, invece, ci annuncia che l’amore non si perde: l’amore non viene cancellato o ridotto, restando in modo indelebile dentro di noi, a volte nella forma dura ma sincera del dolore.  L’amore non perde nulla: è un legame indelebile, soprattutto nella morte. L’amore ci lega per sempre a chi abbiamo amato: per questo è necessario nutrire il nostro amore con la fede in Cristo, unico capace di vincere la morte con l’amore vero.

In questo giorno di ricordo, la speranza cristiana ci consente di riannodare e nutrire l’amore per chi è nella pace di Dio con la fede, in particolare nella celebrazione dell’Eucarestia che come uno squarcio nel tempo ci lascia entrare nell’eternità.

 

3 pensieri su “La speranza non delude

  1. Vale

    Il wilde che è in me ha preso il sopravvento. Non ho resistito alla tentazione. ( anche s.paolo ricordava,però, di fare il male che non voleva anziché il bene desiderato): ma che ci azzecca la critica della ragione con la speranza? ( s.Agostino e s. Tommaso d’acquino sono un poco perplessi, pare).

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