Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai

di admin @CostanzaMBlog

il blog di Costanza Miriano

soffocare

di Costanza Miriano

Mezza cieca lo sono stata sempre (le ore sul Rocci, le nottate a scrivere e prima anche gli allattamenti non hanno certo aiutato), ma di solito dissimulo con una certa classe. A parte quando mi rompo un braccio e una gamba contemporaneamente andando a sbattere su un palo (a piedi).

Ma negli ultimi tempi mi aggiro per le strade strizzando gli occhi, cercando di leggere quello che dicono le magliette delle persone. A volte le pedino, ma è un po’ complicato, perché se le raggiungi da dietro comunque non riesci a leggere, dovresti superare di molto, poi girarti di scatto e sbirciare quando ce le hai di fronte. Voi direste, come mio marito, che se ne può anche fare a meno. Che non è necessario leggerle tutte. Che quella che raffigura tutti i possibili umori di Darth Vader non è imprescindibile (lo so, la faccia è…

View original post 554 altre parole

29 commenti to “Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai”

  1. Per tutti noi e in tutte la varie circostanze della vita vi e’ un detto sempre valido: Di necessita’ virtu’. Chi piu’ chi meno abbiamo, prima o poi, la constatazione di dover far nostra questa perenne saggezza popolare. Paul

  2. c’e’ sempre una scelta…

    Altrimenti chi sopporterebbe le frustate e lo scherno del tempo
    le ingiurie degli oppressori, le insolenze dei superbi,
    le ferite dell’amore disprezzato,
    le lungaggini della legge, l’arroganza dei burocrati
    e i calci che i giusti e i mansueti
    ricevono dagli indegni.
    Qualora si potesse far stornare il conto con un semplice pugnale,
    chi vorrebbe portare dei pesi
    per gemere e sudare
    sotto il carico di una vita logorante
    se la paura di qualche cosa dopo la morte,
    il paese inesplorato dal quale nessun viandante ritorna,
    non frenasse la nostra volontà,
    facendoci preferire i mali che sopportiamo
    ad altri che non conosciamo?
    Così la coscienza ci fa tutti vili
    e così il colore innato della risolutezza,
    lo si rovina con una squallida gettata di pensiero
    e le imprese d’alto grado e il momento,
    proprio per questo, cambiano il loro corso
    e perdono persino il loro nome di azioni.

    Se siamo vili, e’ un problema nostro. Ma la scelta c’e’. Sempre.

    • Certo, ma secondo lo Shakespeare, la scelta più vile sarebbe quella di continuare a vivere, mentre quella coraggiosa sarebbe il suicidio………………….almeno se ho capito qualcosa del monologo di Amleto (dopo averci riflettuto a lungo). A69

      • Mmmm, ma a leggere guardandosi allo specchio si rischia di prendere lucciole per lanterne.

        • Perchè, hai da proporre un’altra lettura (magari conforme agli insegnamenti della chiesa cattolica) del monologo del principe di Danimarca? Sono proprio curioso di sentirla. A69

      • Ah se l’ha detto Shakespeare…

        Nella realtà credo sia vero esattamente l’opposto.
        Potremmo anche riandare al buon Elia e alla lettura di domenica scorsa….

        • Lele ha citato Shakespeare, e segnatamente il monologo di Amleto ed io, SU QUELLO, ho risposto. A69

        • Anche se A69 ti dimostrerà con dovizia di citazioni che non è vero, lasciati servire: Shakespeare era cattolico 😉

          • wbmrs:

            …non avrebbe potuto essere il genio che era, se non fosse stato cattolico!
            Trovatemi un genio che non fosse cattolico (dopo l’avvento del cattolicesimo ovviamente)!
            Una ragione perché non ce n’è (geni non cattolici) ci dovrà pure essere!
            O ve la devo dire io?

          • Prove decisive non ce ne sono.
            Ci sono, invece, in opere come Enrico VIII e Re Giovanni, notevoli accenti anticattolici (che sembrano sinceri e sentiti a leggerli). Inoltre non saprei proprio immaginare un’interpretazione in senso cattolico di quella esaltazione della non esistenza e della disperazione che è il monologo di Amleto. Questo è quello che so io.
            Poi se ci sono altri documenti, che non conosco, sarò ben lieto di visionarli. A69

            • Poi spero che non mi porterete a sostegno della tesi della cattolicità di Shakespeare, il buon Giacobbo………(vorrei sperare……………..!).
              Piero Angela va bene, Alessandro Barbero pure, ma Giacobbo, risparmiatemelo!! A69

              • Ovviamente parlo di Roberto Giacobbo, come divulgatore non come persona (che non mi riguarda). A69

                • Se siamo fermi al Signor Shakespeare andiamo veramente molto bene e un progresso mentale non indifferente. Continuiamo cosi’ e capiremo molto della vita e del suo fine ultimo quando ci troveremo di fronte a Dio per giudicarsi a riguaro della nostra affiliazione shakesperiana come possibile base per la nostra vita eterna. Paul

                • Neanche lei la prenda come un’offesa personale: ho finalmente riconosciuto che nella vita ci sono poche cose più stupide che cercare di ribattere colpo su colpo ai tuttologi. Non mi duole annunciare che questa è la fine. Io me ne vado. La saluto dal più profondo del cuore. Addio.

                  • @ senm_webmrs

                    Mi auguro che non abbandoni il blog per colpa mia. La cosa mi dispiacerebbe (anche perchè, mi creda, non l’ho fatto apposta!). Con immutata considerazione. A69

                    • @ senm_webrs

                      la esorto anzi (e cordialmente), signora, a restare nel blog. Pensi che, pur essendo oltremodo polemico, (riconosco i miei difetti) ho sempre interloquito con cortesia ed educazione ed ho dovuto, recentemente, in questa sede, sopportare un interlocutore che mi ha letteralmente aggredito, e, nonostante ciò, sono rimasto nel blog……….A69

                  • @senmweb
                    dicevo che era tempo perso…

  3. …coraggiose ce n’è tante di scelte, non solo quella che suggeriscono la Miriano e le persone che lei ha ascoltato raccontare che loro hanno fatto la scelta che lei dice che tutti si dovrebbe fare (in caso di matrimonio)!

    • D’altronde ci sono tanti tipi di “coraggio”, come se coraggio è anche saper vincere le proprie paure, ciò che per uno è “normale amministrazione” per l’altro è “atto estremo di coraggio”…

      Ma non è Alvise che dicendo che “c’è n’è tante di scelte” questo sminuisca di valore di altre di cui si parla…

      Questa mi pare sia sempre al fine la tua logica (se di logica possiamo parlare…)

  4. Dalle tante libere risposte che leggo mi vengono in mente le parole di Cristo: chi mi ama prenda la sua croce e mi segua. Ora non so chi vuol applicare il significato reale e spirituale di queste eterne parole e chi no. Corollario: a ognuno di noi scegliere la soluzione giusta che due sbagli non fanno una risposta accettabile e compatibile con: ama il prossimo/nemico tuo come te stesso. Non ho ancora sentito/letto dalla catechesi Cristiana che ci siano eccezioni. Facile a sciverlo/dirlo molto difficile praticarlo, ma chi l’ha detto sa perfettamete di cosa parlava. Paul

  5. Bariom:

    …sì, hai ragione, nessuna scelta coraggiosa sminuisce il valore di un’altra coraggiosa
    (ammesso che siano coraggiose tutte e due) (e che se ne possa avere la certezza)
    (del resto anche un vigliacco bisogna pure che abbia il modo e il tempo di riscattarsi)
    (lungo il corso della vita) (cosiddetta)

  6. Molto bello! Grazie

  7. A voia a campa’ con la mente umana che pensa di ragionare alla sua maniera lo aveva capito anche San Paolo: futile. Chissa’ quando l’umanita’ lo capira’. Il servo che vuol fare da padrone. Paul

  8. Mala tempora currunt e nella cultura diffusa della vita religiosa si perdono anche le nozioni basilari. Sulla pagina linkata, della casa editrice che si intitola nientemeno a Dante Alighieri, Padre Lorenzo Rocci è definito “un monaco gesuita”. Da quando in qua i gesuiti sono monaci? Rocci fu docente, e per un certo periodo rettore, nel Nobile Collegio Mondragone, prestigiosa istituzione formativa della Compagnia di Gesù. Una vita tutt’altro che monastica.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: