Il punto di vista di Dio

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Dal discorso del Santo Padre  BENEDETTO XVI ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio  “COR UNUM” – 19 gennaio 2013

[…]  Oggi si condivide sempre più un sentire comune circa l’inalienabile dignità di ogni essere umano e la reciproca e interdipendente responsabilità verso di esso; e ciò a vantaggio della vera civiltà, la civiltà dell’amore. D’altro canto, purtroppo, anche il nostro tempo conosce ombre che oscurano il progetto di Dio.

Mi riferisco soprattutto ad una tragica riduzione antropologica che ripropone l’antico materialismo edonista, a cui si aggiunge però un “prometeismo tecnologico”. Dal connubio tra una visione materialistica dell’uomo e il grande sviluppo della tecnologia emerge un’antropologia nel suo fondo atea. Essa presuppone che l’uomo si riduca a funzioni autonome, la mente al cervello, la storia umana ad un destino di autorealizzazione. Tutto ciò prescindendo da Dio, dalla dimensione propriamente spirituale e dall’orizzonte ultraterreno. Nella prospettiva di un uomo privato della sua anima e dunque di una relazione personale con il Creatore, ciò che è tecnicamente possibile diventa moralmente lecito, ogni esperimento risulta accettabile, ogni politica demografica consentita, ogni manipolazione legittimata. L’insidia più temibile di questa corrente di pensiero è di fatto l’assolutizzazione dell’uomo: l’uomo vuole essere ab-solutus, sciolto da ogni legame e da ogni costituzione naturale. Egli pretende di essere indipendente e pensa che nella sola affermazione di sé stia la sua felicità. «L’uomo contesta la propria natura … Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura» (Discorso alla Curia romana, 21 dicembre 2012). Si tratta di una radicale negazione della creaturalità e filialità dell’uomo, che finisce in una drammatica solitudine.

La fede e il sano discernimento cristiano ci inducono perciò a prestare un’attenzione profetica a questa problematica etica e alla mentalità che vi è sottesa. La giusta collaborazione con istanze internazionali nel campo dello sviluppo e della promozione umana non deve farci chiudere gli occhi di fronte a queste gravi ideologie, e i Pastori della Chiesa – la quale è «colonna e sostegno della verità» (1 Tm 3,15) – hanno il dovere di mettere in guardia da queste derive tanto i fedeli cattolici quanto ogni persona di buona volontà e di retta ragione. Si tratta infatti  di una deriva negativa per l’uomo, anche se si traveste di buoni sentimenti all’insegna di un presunto progresso, o di presunti diritti, o di un presunto umanesimo. Di fronte a questa riduzione antropologica, quale compito spetta ad ogni cristiano, e in particolare a voi, impegnati in attività caritative, e dunque in rapporto diretto con tanti altri attori sociali? Certamente dobbiamo esercitare una vigilanza critica e, a volte, ricusare finanziamenti e collaborazioni che, direttamente o indirettamente, favoriscano azioni o progetti in contrasto con l’antropologia cristiana. Ma positivamente la Chiesa è sempre impegnata a promuovere l’uomo secondo il disegno di Dio, nella sua integrale dignità, nel rispetto della  sua duplice dimensione verticale e orizzontale. A questo tende anche l’azione di sviluppo degli organismi ecclesiali. La visione cristiana dell’uomo infatti è un grande sì alla dignità della persona chiamata all’intima comunione con Dio, una comunione filiale, umile e fiduciosa. L’essere umano non è né individuo a sé stante né elemento anonimo nella collettività, bensì persona singolare e irripetibile, intrinsecamente ordinata alla relazione e alla socialità. Perciò la Chiesa ribadisce il suo grande sì alla dignità e bellezza del matrimonio come espressione di fedele e feconda alleanza tra uomo e donna, e il no a filosofie come quella del gender si motiva per il fatto che la reciprocità tra maschile e femminile è espressione della bellezza della natura voluta dal Creatore.

fonte> vatican.va

25 pensieri su “Il punto di vista di Dio

  1. Mario G.

    Grazie admin per aver rilanciato le parole del Santo Padre anche in questo “salotto” (buono) di Costanza e dei suoi fans.
    Fans che però non riescono a commentare o confutare ciò che vi è esposto.

    Un saluto particolare a Costanza!

        1. admin

          è vero c’è un errore:

          1Timoteo 3:15
          […] affinché tu sappia, nel caso che dovessi tardare, come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.

  2. vale

    più chiaro di come lo dice il Papa:
    il suo grande sì alla dignità e bellezza del matrimonio come espressione di fedele e feconda alleanza tra uomo e donna, e il no a filosofie come quella del gender si motiva per il fatto che la reciprocità tra maschile e femminile è espressione della bellezza della natura voluta dal Creatore

    sarà per questo che la perfida albione sta per votare-tra qualche mese,come ricorda l’elefantino sul foglio di oggi- il “bill” sul matrimonio libero per tutti( al momento sembra sia escluso solo quello tra esseri umani ed animali).
    con la “splendida” motivazione del suo ministro della cultura(!):”crediamo che il matrimonio sia una buona cosa e vogliamo incoraggiare più coppie( coppie?sarà mica una discriminazione-orrore,proprio loro,i progressisti al cubo- tra i credenti di religioni che praticano la poligamia?) ad unirsi.”
    a proposito: siete pronti, per il 2016, ad indicare di che “gender”siete sulla nuova carta d’identità europea?
    poi uno dice che in Italia e non solo ci si sposa sempre meno perché c’è una “confusione” di ruoli.
    chiamarla “confusione” mi pare riduttivo….

  3. 61Angeloextralarge

    Grazie per questo post! Smack! 😀
    Quoto Benedetto XVI come migliore autore di post! 😉
    Come autore, non è tanto da commentare quanto da meditare. Leggere…. rileggere… e leggere ancora. E, ovviamente, cercare di mettee in pratica quello che scrive.
    Che vogliamo aggiungere alle sue parole? O vogliamo forse contraddirlo?

  4. Ma ve lo immaginate Cristo fare un discorso del genere alle umili “folle stanche e sfinite” del suo tempo? … ma chi l’avrebbe capito? … (cfr. anche 1Corinzi 1:26-29) …

    1. Filippo Maria

      “Perciò la Chiesa ribadisce il suo grande sì alla dignità e bellezza del matrimonio come espressione di fedele e feconda alleanza tra uomo e donna, e il no a filosofie come quella del gender si motiva per il fatto che la reciprocità tra maschile e femminile è espressione della bellezza della natura voluta dal Creatore”.

      Questo lo capirebbe pure un bambino…

    2. Giusi

      Peraltro non stava parlando alle umili “folle stanche e sfinite” ma alla plenaria del Pontificio Consiglio “Cor Unum”. Ho dato un’occhiata al tuo blog, a chi si rivolge ai camalli di Genova?

  5. Sono andato anche io a curiosare da Roberto S., questo è il suo autoritratto:

    “VIAGGIATORE ACCOMPAGNATO”

    “Sono un marito innamorato, papà di due splendidi bambini e di mestiere mi occupo di vendite e marketing presso una zincheria. Appassionato di sport (arti marziali e mountain bike su tutti) , di arte (nelle sue moltplici forme) e di scrittura”

    Non so se Roberto creda o non creda in Dio, per me non è importante, il fatto è che in questo luminoso autoritratto la parola Dio non compare nemmeno una volta!!! .

    1. Alessandro

      “Papa Benedetto XVI, nato Joseph Aloisius Ratzinger (in latino: Benedictus XVI; Marktl, 16 aprile 1927), è dal 19 aprile 2005 il vescovo di Roma e il 265º papa della Chiesa cattolica. In quanto tale, è sommo pontefice della Chiesa universale, sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice”

      Credo che Benedetto XVI creda in Dio, ma il fatto è che in questo luminoso ritratto la parola Dio non compare nemmeno una volta!!!

        1. …è con ciò:
          1) se Roberto S. non credesse in Dio, avremmo una prova di una famiglia felice (mi sembra) senza credere in Dio.
          2)se ci credesse avremmo una prova di una persona che di certo non parla di Dio a raffica. Come Ratzinger, riportato da Alessandro, che effettivamente non lo nomina nemmeno una volta, Non come la Miriano e altri fedeli deisti.

          1. Che assioma sconvolgente!! Una rivelazione!!

            Alvise sei una palla… Noi saremo monotoni (ai tuoi occhi, e non si capisce perchè non ci abbandoni al nostro destino), ma tu sei proprio un palla!

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