di Costanza Miriano
Con le immagini di Tor Vergata ancora negli occhi, pensavo di potercela fare, piena di entusiasmo e di gioia (un milione di ragazzi in adorazione del Santissimo, e un Papa in ginocchio per un tempo interminabile in un silenzio surreale sono una scorta di gioia non dico infinita, ma parecchio duratura sì). E così ho aperto quella porta. Sono entrata in camera delle figlie adolescenti, partite.
E niente, non avrei dovuto. Si è reso necessario l’intervento dei corpi scelti, gli Incursori della Marina, per trovare le scrivanie sepolte da oggetti stratificati, provenienti da diverse epoche della loro esistenza (come hanno fatto, che pulisco sempre?). Pur avendo avuto una vita finora a dire il vero non ancora lunghissima, sono riuscite ad accumulare una quantità sorprendente di detriti e cose inutili, arrotolate intrecciate impolverate sgangherate inceppate macchiate. Il primo pensiero è stato: quando tornano le accoppo.
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