Proseguiamo il nostro cammino sui sette peccati capitali.
offriamo alla lettura di tutti questa profonda catechesi sulla lussuria (grazie alla trascrizione di Trascrizione di Silvia Polselli ), ricordiamo che quella sulla sarà tenuta lunedì 9 gennaio – di solito ogni primo lunedì del mese – al Battistero di San Giovanni in Laterano (ingresso dalla Lateranense, con possibilità di parcheggio), alle 21. Questa volta parleremo dell’INVIDIA.
Alle 20.30 per chi vuole, ci vediamo in una saletta affacciata sullo stesso piazzale (seguite la luce e la caciara) per condividere un panino e soprattutto due chiacchiere, per presentarci e salutarci.
L’Avvento è la venuta, ma è anche l’attesa. Ieri è iniziato un nuovo anno, comincia con l’attesa e la venuta di Gesù. Che è sempre nuovo, attuale, presente. Il tempo che comincia oggi non è la commemorazione della venuta di Gesù, ma è davvero una nuova venuta e insieme una nuova attesa, della comunione completa con lui, oggi, adesso, nel mio cuore; e della parusia.
La candela della corona che accendiamo oggi è la luce di Gesù che illumina il nostro cuore, ma anche il riaccendersi dell’attesa. E l’attesa si alimenta, come dice Gesù proprio nell’ultimo Vangelo dell’anno, quello di ieri, “vegliando in ogni momento e pregando”.
Per questo anno di incontri dopo il Capitolo generale sulla confessione noi al capitolo romano (scopiazzando i mitici confratelli bolognesi) abbiamo programmato i primi sette incontri sui peccati capitali. Gli incontri si svolgono al battistero di San Giovanni in Laterano, il primo lunedì del mese, con spuntino iniziale per fare due chiacchiere alle 20.15/30, e inizio della catechesi alle 21; a finire adorazione e compieta.
Qui la trascrizione del primo incontro, tenuto da don Antonio Grappone sulla superbia (cosa che non mi riguarda minimamente, anche se è difficile essere umili quando si è me).
Il prossimo sarà lunedì 7 novembre.
Per questa volta ci sposteremo in sala Tiberiade – stesso cortile del retro del Battistero dal quale entriamo di solito – perché all’ultimo incontro eravamo in troppi per la chiesa, per le prossime si vedrà. Si può parcheggiare.
L’incontro sull’avarizia sarà tenuto da padre Marco Pavan.
CATECHESI del 3 Ottobre di don Antonio Grappone: I sette peccati capitali e il peccato della Superbia.
Sapete che le pie donne del monastero wi-fi, qui presenti, hanno pensato di fare i vizi capitali, agganciandosi anche un po’ al tema di quest’anno che è stata la confessione. Quindi trattasi di peccati, vizi e cose del genere…quindi c’entra la confessione e a me è toccata la superbia.
Non pensate che sia a caso… già una monaca in particolare del monastero wi-fi sostiene che sia un mio tratto caratteristico…e in effetti la conosco bene “sta’ roba”!
Grazie a tutti quelli che sono partiti per venire qui, che si sono scomodati, che hanno speso tempo energie anche soldi per essere qui. Il Signore ci chiede sempre di partire da dove siamo, perché non possiamo cambiare, convertirci se non ci prendiamo anche la scomodità di partire: Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio, dice il salmo. La storia che Dio fa con noi comincia sempre con una partenza.
Arriveremo in oltre tremila a San Pietro, sabato: i numeri continuano a crescere, visto che ci si può iscrivere fino alla fine. Nel fattempo direi che è tutto pronto per accoglierci, grazie a un meraviglioso lavoro di squadra (di un gruppo di donne che da anni lavora insieme senza marcare il territorio, e senza litigare, neanche quando si tratta di scegliere il colore delle giacche, il che è una chiara prova dell’esistenza di Dio).
Chi non si fosse ancora iscritto può farlo qui, mentre tutte le notizie logistiche sono su questo nuovo sito, appena inaugurato grazie al super lavoro di Emanuele Ercoli:
Piano piano lo miglioreremo, mettendoci foto e articoli e la nostra storia, ma intanto qui potete scaricare badge e libretti e tutto quello che serve per seguire la giornata del 24. Alcuni non stanno ricevendo la mail di conferma con il link al materiale da stampare, quindi andando sul sito potete prendere tutto il necessario per non essere inglobati nella fila dei turisti e seguire la messa e cantare. Vi chiediamo comunque di iscrivervi perché dobbiamo avere i numeri più o meno esatti per poter mettere il giusto numero di sedie.
Ma insomma, sembra che anche quest’anno i preparativi siano arrivati alla fine: tanti di noi hanno fatto qualcosa per poter accogliere tutti al meglio. Chi ha infiocchettato medagliette, chi ha scritto bigliettini con la Parola da pescare, chi ha organizzato l’accoglienza dei relatori, chi ha messo in piedi lo staff, una miriade di cose sotto la regia della instancabile Monica.
E se qualcosa non sarà pronto, pazienza. Non importa perché la grazia che pioverà su di noi sarà più grande e stupefacente delle belle parole delle catechesi, dei canti riusciti, delle file composte, dei sacchetti con i regali che prepareremo venerdì. Quello che conta è che ognuno di noi è stato chiamato per nome, personalmente, a un incontro speciale con l’amore di Dio che muore – letteralmente – dal desiderio di abbracciarci in tutte e nostre debolezze, di prendere il fango del male che abbiamo fatto, di guarire le nostre anime, di aiutarci a guarire dalle ferite e a rimediare a quello che abbiamo fatto agli altri, impegnandoci per sanare le loro. Dio può rimettere i peccati e questo miracolo è il più grande di tutti. Dio vuole incontrarci. La confessione è una specie di fenomeno fisico, una reazione chimica, una esplosione che cambia la natura di cui siamo fatti.
Non vedo l’ora che arrivi il 24 settembre. Primo perché avremo finito di organizzare e la bionda iperattiva la smetterà di lavorare tanto – temiamo tutti per le sue coronarie – e magari dormirà due minuti; secondo, anzi, primo bis, perché sarà una giornata bellissima. Più leggo il programma, più non vedo l’ora di ascoltare, e di farmi inondare dalla grazia che, ne sono certa, scenderà abbondante su tutti coloro che apriranno il cuore, in presenza o in collegamento (speriamo che si possa fare).
Quando Gesù rimette i peccati al paralitico di Cafarnao, la gente intorno ride di lui. È una cosa troppo enorme rimettere i peccati, gli dicono. Non ci crediamo. E allora, per convincerli che lui ha il potere di fare tutto, il Signore guarisce il paralitico. Noi forse – io di sicuro – abbiamo perso lo stupore di fronte a questa cosa. Abbiamo lasciato che duemila anni lasciassero sul nostro cuore uno spesso strato di polvere anestetizzaznte, ma se davvero ci fermiamo a pensare un po’, la confessione è una cosa incredibile. Ed è stata istituita da Gesù, appena risorto, come prima azione. Cioè: Dio fatto uomo, morto, è risorto, che già è una cosa che la testa ti si incarta, e la prima cosa che ha fatto è stata quella di dare il potere di rimettere i peccati. Una cosa da far girare la testa.
Sabato 28 maggio sono tornata da Milano – dove si è tenuto il secondo Capitolo del Monastero milanese, in pratica una giornata di lodi, messa, rosario, adorazione, e catechesi sul tema della preghiera, aperta a tutti – con un sorriso largo e il cuore pieno di gioia: vedere tante amiche che si sono date da fare, in squadra, senza protagonismi, senza leader, solo per invitare altre persone a venire in chiesa per ascoltare roba buona e pregare insieme, per me è un segno dell’esistenza di Dio. Questo è il femminismo che mi piace. Donne che si mettono insieme, fanno lavoro di gruppo, e lo fanno bene (quando si lavora con amore le cose vengono magnificamente) per far emergere altre persone, e per permettere a tutti di ascoltarle.
Stavamo aspettando il momento opportuno, quello in cui avremmo potuto dare tutti i dettagli, ma siccome manca sempre un pezzo, intanto abbiamo deciso di aprire le iscrizioni per il prossimo Capitolo Generale del Monastero wi-fi, perché oggi è Santa Maria Ausiliatrice, e si sa che siamo sempre in cerca di raccomandazioni (chi meglio di quell’intrallazzona?).
Lucidiamo i rosari, aggiorniamo i brevarii, apriamo le orecchie, sfoderiamo le piume e i tacchi, sabato a Milano c’è il monastero Wi-Fi, capitolo generale del nord. Sono felicissima e spero di abbracciare tanti amici e di ascoltare un sacco di roba buona.
(Si è ammessi anche senza piume e tacchi, siamo monaci molto aperti di vedute: va bene anche la gente sana di mente).
C’è qualcosa di miracoloso in questi piccoli gruppi di fratelli in Cristo che si vedono per pregare insieme. Senza protagonisti, senza leader carismatici, con il solo desiderio di essere più attaccati a Cristo, più alla Chiesa. Credo che dopo questi anni di sconvolgimento, in un clima generale di stanchezza, quasi depressione a tratti, vedere dei germogli del colore dell’erba a primavera è una cosa che scalda il cuore. Non sappiamo ancora che piantina sia, né tanto meno che frutti porterà. Però cerchiamo di curarla.
Sono finalmente aperte le iscrizioni per il secondo capitolo generale del Monastero WiFi di Milano!
La data è quella già comunicata, sabato 28 maggio prossimo, e il luogo è l’Opera Don Orione di via Caterina da Forlì 19, con cui negli anni è cresciuto un rapporto di amicizia e reciproca stima.
Si parte alle 9:00 e si chiude alle 17:00. Per tutta la giornata il filo conduttore sarà la preghiera, pilastro e sostegno delle nostre vite e delle nostre giornate e unico antidoto al male in questi tempi faticosi.
A Roma ci vedremo oggi 4 aprile al Battistero di San Giovanni in Laterano alle 20.30, avremo la catechesi di don Paolo Prosperi, un sacerdote della Fraternità San Carlo davvero super super, sul tema della preghiera.
A Milano l’appuntamento è alle 20.45 all’Opera Don Orione, e dalle 19.15 si può cenare (monasterowifimilano@gmail.com), mentre a Lecce don Flavio vi aspetta al Duomo alle 19.30.
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MONASTERO WI-FI: TRASCRIZIONE della CATECHESI 7 MARZO 2022
didon Gerardo Di Paolo
Battistero di San Giovanni in Laterano
Attenendomi alle indicazioni date da Costanza, questa sera in qualche modo entriamo nella riflessione sulla quarta parte legata alla preghiera. Gli articoli del Catechismo della chiesa Cattolica sono dal 2697 al 2724: non è una grande mole di contenuti, però è interessante.
Continuando un po’ questa riflessione, abbiamo capito che la preghiera è la vita del cuore nuovo. Se andiamo a sfogliare le pagine delle lettere di san Paolo, il grande apostolo delle genti, troviamo scritta anche questa espressione: ”Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è assiso Cristo, alla destra del Padre”.
In diverse parti d’Italia ci stanno chiedendo come dare vita a piccoli “monasteri wifi” locali, cioè luoghi di incontro e di preghiera ispirati al nostro annuale Capitolo generale.
Stiamo cercando di capire come organizzarci… Posto che chiunque voglia trovarsi per pregare può farlo come preferisce, ovvissimamente, è anche ovvio che se qualcuno desidera innestarsi nel nostro Monastero wi-fi e prenderne il nome, è bene che le scelte siano condivise con noi, semplicemente parlandone insieme. Con una mail o una telefonata.
L’intento è stare sempre più dentro la Chiesa, per ravvivarla così come è, senza far nascere nuove spiritualità, quindi sempre con l’appoggio dei sacerdoti, e, se c’è, dei vescovi o cardinali locali.
Speriamo di aggiornarvi presto sulle realtà locali, in certe città stiamo cercando sacerdoti, in altre li abbiamo trovati.
Intanto, per chi vuole cominciare a seguire questo cammino di un anno sulla preghiera, che seguirà il Catechismo della Chiesa Cattolica, mettiamo qui a disposizione l’audio e la trascrizione della catechesi fatta sulla prima parte del CCC da don Pierangelo Pedretti, padre spirituale del Monastero, e incaricato di guidare gli incontri di Roma.
“Se gli uomini potessero scegliere ogni cosa da soli, per prima cosa vorrei il ritorno del padre”, dice nell’Odissea Telemaco, parlando del padre Ulisse.
In questa epoca senza padri, è questa la vera emergenza, e dunque anche senza figli, la mia cara amica Monica Marini, anima e braccia e cuore del nostro Monastero wi-fi, è stata fortunata, ha avuto un padre speciale, Giorgio Marini. Anche lui è stato fortunato, perché ha avuto una figlia speciale, che con la mamma e i fratelli lo ha coccolato e accudito e seguito fino all’ultimo giorno. Che è stato sabato 9 ottobre.
Con cosa torno a casa, dopo la giornata del 2 ottobre a san Pietro?
Piena di grazia, nel senso di un regalo gratuito, immeritato, con la certezza che Dio è una persona vera e viva, più viva di me adesso, che vuole incontrarmi, e con un sacco di voglia di pregare per renderlo possibile; con la certezza che c’è un popolo di fratelli in cammino; con la certezza che la Chiesa è una madre che accoglie, davvero. Se dovessi cercare una parola sola, direi consolazione. Ma perché cercarne una sola, quando posso usarne qualche migliaio?
Quindi, poiché vorrei condividere questo regalo con più persone possibili, proverei a rispiegare ancora una volta cos’è il monastero wi-fi, e cosa è successo a san Pietro sabato scorso.
Sono passati due anni dal primo capitolo generale del Monastero wi-fi, il 19 gennaio ’19, e oltre ad avere una nostalgia tremenda di quegli abbracci tra amici, di quei baci dati a cuor leggero, di quella gioia e di quella grazia palpabile che tutti abbiamo ricevuto, di quello spirito da fratelli che davvero si tagliava col coltello, si può dire, ho la certezza, che quella avventura non si è interrotta. Anzi, è stata un segno profetico, pensato dallo Spirito proprio per questo tempo speciale. E di cui adesso dobbiamo avere cura di non sprecare i semi, anzi, di farli germogliare nella terra nuova che ci è stata data in questo strano tempo.
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