La bellezza vi renderà liberi

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di Massimiliano Coccia

C’è una cosa che mi piace fare più di tutte: togliere le erbacce. Alle volte lo faccio anche sui terrazzi degli amici, nei giardini comunali o nei cimiteri. Non posso vedere un fiore che quasi soffoca con l’ortica a lato, oppure un’edera che sale e magari ha un convolvolo che lo stritola. Quegli attentati alla bellezza non li porta qualcuno ma li genera la natura stessa, ingannando alle volte l’occhio più esperto, perché l’erbaccia somiglia quasi sempre alla pianta che vuole soffocare.

“Non li raccoglie quelli, che se chiamano pisciacani”, diceva spesso mio nonno riferendosi ai fiorellini gialli che infestano giardini e marciapiedi, un fiore che si sviluppa e sopravvive grazie a cotanto prodotto di scarto, che però ha come unico obiettivo quello di ammazzare le margherite bianche, perché la natura sa essere crudele con poco. Continua a leggere “La bellezza vi renderà liberi”

Può la bellezza più della morte

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di Massimiliano Coccia

Si inizia sempre da qualche parte o dall’inizio o dalla fine. O da una sconfitta o da una vittoria. Spesso i cammini più belli cominciano dalla privazione totale, dalla povertà assoluta, da una dimensione che fa più paura proprio perché è solitaria e angosciante secondo il metro medio della società contemporanea. Dobbiamo avere, dobbiamo mostrare, dobbiamo interfacciare la nostra splendida merce in prima pagina con i nostri avventori e quello schema fatto di antropocentrismo esasperato diventa il nostro metro di giudizio per tutto, per l’amore, per le menzogne che spesso diciamo a noi stessi e agli altri, per tutte le cose che abbiamo perso e non vogliamo ammetterlo, per quel desiderio di rivalsa sociale che travestiamo da generosità. Continua a leggere “Può la bellezza più della morte”