L’irrinunciabile potenza del Battesimo

di Costanza Miriano

Una sedicenne a Grosseto venerdì scorso in prima fila alla presentazione del mio ultimo libro (e già questa di per sé sarebbe una bella notizia, ben sei ragazzi giovani, non so se retribuiti per ascoltarmi… ) mi ha fatto una domanda a cui non mi avevano mai chiesto di rispondere. Si sa che i ragazzi hanno una marcia in più. Comunque mi ha chiesto: “Qual è la cosa a cui non rinunceresti mai?” Lì, all’improvviso, su due piedi, senza prepararmi, mi è venuto da dire solo “il battesimo”.

Poi mi sono detta: sono d’accordo con me stessa. Perché effettivamente a pensarci tutto, tutto il resto viene dopo. Col battesimo abbiamo il potere di diventare figli di Dio. Figli amatissimi dall’Amore in persona. Figli di Dio, dunque di chi ha creato l’universo. Il battesimo ci dà la possibilità di vivere per sempre, e di vivere in una relazione d’amore.

Sarebbe bello ricordarcene, e non perdere mai lo stupore e la gratitudine, come Giuseppina Bakhita, che quando sentì da alcune suore che qualcuno poteva dare del tu a Dio, a quello che ha creato le galassie e i ghiacciai, e che addirittura poteva chiamarlo Padre, non sta più nella pelle. E quando si rende conto che anche lei, attraverso ii battesimo, può fare lo stesso, impazzisce di gioia. Non è che io lo pensi davvero sempre: la maggior parte del tempo mi lamento di stupidaggini. Però dirlo mi ha fatto bene. E così ieri ci ripensavo mentre cucinavo. “A ma’, chette ridi? Stai da sola, a girà la zuppa de carciofi! Sei matta?” Non ho potuto dire che sorridevo perché sono battezzata, avevo paura di quello che mi avrebbe detto la pargola.

 

5 pensieri su “L’irrinunciabile potenza del Battesimo

  1. Quando ti leggo sorrido sempre per la tua semplicità, schiettezza e sincerità. Sai? Ricordi quando ci hai consigliato il libro “LUI ED IO” l’ho ricevuto in regalo insieme al tuo “Si salvi chi vuole” per i miei 80 anni e mi allietano le giornate da quando sono rimasta vedova. Grazie di tutto.

  2. Evidentemente anche io, che ho 83 anni, conservo ancora una marcia in più come come quel simpatico e perspicace ragazzo che le ha rivolto quella intelligente e intrigante domanda. Io avrei risposto : la Fede, la cui strada ci viene aperta col Battesimo. E allora ringrazio il Signore.

  3. Baback Falamaki

    Sai, io avrei detto “FEDE”, ma il Battesimo apre le porte anceh ad essa. Io la fede l’ho avuta da adolescente e non battezzato, ma ogni volta ho detto che avrei tanto desiderato avelo ricevuto, il Battesimo. Non si ha idea dell’efficacia dei Sacramenti… Un mega abbraccio, grazie del post su FB che mi ha allietato la giornata stamattina! Bob

  4. C’è solo un “piccolo” inghippo.. per molti, moltissimi soprattutto oggi, il Battesimo resta “lettera morta”.

    E si badi bene, non è un giudizio, visto che anche il sottoscritto era un tempo tra costoro. Il Battesimo si dona ai piccoli, ma sulla fede dei Genitori, ma quanti poi educano alla fede i propri figli?

    Quanti lo chiedono per “tradizione” se non addirittura per un retaggio scaramantico? E quanti avendolo ricevuto, crescendo lo mettono a frutto e sono consapevoli della grazia ricevuta?

    Perché il Battesimo è Sacramento e non “magia”, che viene impartito un sola volta e se non “coltivato”, riamane come “seme dormiente”, che attende di crescere e dare frutto. A questo dovrebbe servire il Catechismo dato ai piccoli, ma sappiamo quanto questo risulti mediamente inefficace (n.b. non “inutile”).

    La realtà è che senza dover tornare al Battesimo dei primi secoli, quando erano gli adulti consapevoli, che lo chiedevano per entrare nella Chiesa abbandonando il loro paganesimo, è rarissima la pastorale, la formazione, per gli adulti battezzati si, ma dimentichi del loro Battesimo.

    Perché essere consci della “irrinunciabile potenza del Battesimo”, significa aver già fatto dei bei passi avanti nella propria formazione cristiana.

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