di Costanza Miriano
Dunque se qualcuno vorrà insegnare cose su contenuti sensibili a dei bambini, dovrà avere il consenso dei genitori. I genitori dovranno essere informati. Mi sembra il minimo. Eppure ci sono voluti dieci anni di battaglie. Dieci anni in cui siamo scesi in piazza, abbiamo fatto convegni, marce, manifestazioni (due pure grandine, come il Family day), incontri, dibattiti.
Dieci anni di lavoro, soprattutto per gli amici di ProVita che non hanno mai mollato (GRAZIE) e di tanti altri che si sono esposti, anni di capillare presenza sul territorio, come per le Sentinelle in piedi. Tutto per ribadire un diritto fondamentale, e cioè quello alla libertà educativa dei genitori. Strano che quelli che dicono di difendere una sessualità libera da qualsiasi condizionamento – “io sono del sesso che mi sento” “io posso decidere se ammazzare il bambino che ho in grembo” “le minorenni possono abortire con una pillola senza ricetta e senza dirlo ai genitori” – quelli che vogliono, sostanzialmente, solo insegnare a non prendersi malattie e non far nascere bambini, i paladini della cosiddetta libertà, vogliano negare la libertà educativa ai genitori. La libertà che si intende quando si cerca di far entrare l’educazione sessuale nelle scuole è solo la libertà di fare sesso, presto e senza conseguenze. Purché non ci sia violenza contro una donna (che mi pare il minimo sindacale), tutto il resto è ammesso. Voglio vedere invece se proponessimo di andare a insegnare la Teologia del corpo nelle scuole: la castità, il no alla contraccezione, i metodi naturali, il sesso benedetto dal sacramento. Ci direbbero che manipoliamo i bambini. Giusto. Su queste scelte ci deve essere una vera libertà educativa. Grazie dunque al ddl Valditara passato oggi alla Camera (speriamo nel Senato), e grazie a tutti coloro che si sono mobilitati in questi anni. I figli non sono dello Stato, I genitori finché sono minori hanno il diritto di essere informati e di concedere o negare il consenso.

Tutte le dittature hanno pretesto di togliere ai genitori il diritto di educare (si pensi a Sparta, per esempio). Quando sento chi si oppone a questo DDL, penso che la dittatura non sia un rischio scomparso….
Grazie Costanza.
A proposito dei genitori … ieri sento la dichiarazione del giudice che ha disposto l’allontanamento dei “bambini del bosco” … “i bambini non sono dei genitori” … e di chi dovrebbero essere? Dello stato?
Stanno emergendo delle notizie sempre più preoccupanti riguardo la cosidetta famiglia nel bosco.. i bambini non sanno leggere, sono indietro nel percorso scolastico. Prima di tuffarsi in modo acritico nella polemica contro il tribunale che ha deciso l’allontanamento dei bambini, meglio conoscere bene le cose. I genitori non sono proprietari dei figli, ma responsabili… È una cosa diversa. Quando non esercitano bene la loro responsabilità, è giusto che prevalga l’interesse del minore
Se qualcuno vuole sapere in che modo il consenso può essere “estorto” e tutto alla luce del sole e in modo perfettamente legale mi contatti e glielo dimostro.
Buongiorno Beatrice, in che modo?
Buon Sant’Ambrogio.
https://www.ilsussidiario.net/news/santambrogio-la-difesa-di-cristo-vivo-viene-prima-di-ogni-calcolo/2912045/
Fra poco non ci sarà piú piú problema.8,3 milioni di persone sotto i 16 anni.incluso 1milione circa bambini stranieri.65 milioni di pet. Ciao core.
Le famiglie cattoliche tradizionaliste e di destra non tengono conto di un aspetto: che molti contesti familiari hanno una tale fragilità da non essere in grado di esprimere con consapevolezza il consenso. E sono proprio le famiglie nelle quali vi è più esigenza di un’educazione affettiva dei figli. Chi è attrezzato potrà sempre correggere, sempre che ve ne siano, eventuali deviazioni in questi percorsi educativi. Ma non è accettabile che vengano privati di essi i bambini e ragazzi delle famiglie dove vi è confusione su queste tematiche e grandi sono i rischi di una crescita distorta relativamente all’evoluzione psicoaffettiva.
Quindi, mi faccia capire, siccome alcuni non sono “attrezzati” togliamo la possibilità a tutti e lasciamo l’educazione anche su questo punto all’arbitrio dello Stato, che notoriamente mette in cattedra sempre fior di educatori. A questo punto scegliamo anche chi è “attrezzato” per votare, così siamo tutti più tranquilli…
Credo che il l suo discorso sia troppo sofisticato per il livello di questo blog, incluso la sua creatrice. Il terrore ridicolo che hai bambini vengano insegnate pratiche affettive che li portano alla omosessualità permea tutti i retropensieri di articolisti e commentatori, che fanno finta di trovare ragioni teologiche o logiche ad un timore omofobico. Ovvio che ci siano delle famiglie totalmente inadatte ad un insegnamento affettivo, e lo stato potrebbe dare un contributo prezioso…ma è più importante per questi commentatori che i loro figli non apprendano a scuola che esistono realtà affettive non binarie, piuttosto che imparare il rispetto e la conoscenza del proprio corpo. Questi figli lo impareranno dalla strada e da internet , e quando qualcuno di loro finirà in questura, per aver picchiato la fidanzata , questi genitori saranno sempre in prima linea a prendersela con la società o la fidanzata stessa che lo trattava male. Quando poi sarà la fidanzata ad essere la loro figlia , invocheranno la pena di morte per il figlio di altri.
quando ho letto “il discorso troppo sofisticato per il livello di questo blog” mi sono incuriosito sperando di trovare profondità e saggezza nel commento, ma quando alla riga successiva ho letto “che hai bambini vengano…” ho pensato fosse meglio lasciare perdere.
Saró ancora piú stringato dell’admin: arrivato ai binari ho pensato subito: eccone un altro. Di pataccaro.Buone feste. A lei.Agli altri Buon Natale.che è meglio.
Non vorrei ritornare a polemizzare come facevo anni fa, ma lei me le tira fuori:cosa vuol dire tradizionalista e di destra? Ebbasta con questa pippa della fragilità( che, poi, che vuol dire?) Dall’utilizzo dei termini( tematiche incluse) deduco che lei è uno dei tanti che dovrebbero scrivere lettere su famiglia pagana o avvenire.il nulla al cubo.
Contenta lei se difficoltà economiche, educative, relazionali sono “pippe”. Se solo si avesse l’onestà intellettuale di guardarsi intorno, si vedrebbe come la fragilità è assai diffusa nelle famiglie. Per questo, ripeto, è giusto che sia lo stato a farsi carico di tali situazioni, anche a livello educativo.
Per la propaganda, 50 o 60 anni fa (e oltre) il consenso sarebbe stato un ostacolo davvero difficile da superare: la gente “pensava”… ma oggi, se “pensa”, lo fa con la propria testa?
E’ una vittoria (sacrosanta) ma di Pirro, virtuale ma non sostanziale… All’inizio ci sarà qualche risultato ma poi cambierà poco o nulla e i “loro” obbiettivi saranno raggiunti.
I genitori dovrebbero educare i figli ad essere orgogliosi di essere diversi, a non aver paura di essere esclusi, a rimanere integri nonostante le lusinghe, a sopportare le privazioni, a pensare davvero.
Altre soluzioni non ne vedo. E francamente penso che realisticamente non ce ne siano…