Spiacere a tutti per non mentire a nessuno

Dal libro “Le chiavi pesanti” di Domenico Agasso, S.Paolo 1979 – pag.123 – 129

Venticinque giorni dopo scoppiò la vera bomba: fu pubblicata l’enciclica Humanae vitae, con la data del 25 luglio 1968. Una delle più brevi, 31 capitoletti, riassunti ancor più brevemente, in tre sole parole, dagli immediati commenti: «No alla pillola». Cioè “no” a sistemi anticoncezionali usati già in tutto il mondo, con grandioso impulso all’industria farmaceutica, e ormai familiari a molti cattolici. Di più: la “pillola” era penetrata anche nei confessionali, nei consigli o nei consensi dei sacerdoti a un gran numero di fedeli. Dal papa, naturalmente, nessuno si attendeva via libera a ogni forma di impedimento alle nascite.

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A 50 anni dal Concilio. Attualità del Vaticano II (quello vero)

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di Luca Del Pozzo

L’8 dicembre prossimo cadrà il 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. Ed è fin troppo facile prevedere la mole di articoli e commenti per rintuzzare una polemica mai sopita –  e che ha investito in pieno anche il recente Sinodo sulla famiglia dove, caso mai non fosse chiaro, si sono scontrate prima ancora che due opposte visioni sulla famiglia, due opposte visioni sulla chiesa e il suo rapporto con il mondo – su un evento che, comunque lo si guardi, ha cambiato il volto della Chiesa. Il che, di per sé, non è necessariamente un male, anzi.

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Diritti vs. desideri

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Pubblichiamo il testo che ho preparato per il mio intervento ad Atreju di sabato 26 settembre, e che non ricordo se ho pronunciato esattamente, mi sa di no perché mi hanno detto di tagliare prima ancora che aprissi bocca, ma non sapevo che tagliare così ho fatto secondo l’antica arte giapponese dell’origami (sono andata a caso), e anche perché ero un po’ in difficoltà per la platea molto diversa da quelle davanti alle quali parlo di solito (credo che il disorientamento fosse reciproco: mi guardavano come una marziana). Ne approfitto per dire che, e non è certo per prendere le distanze dal graditissimo invito che mi ha fatto Giorgia Meloni, il mio andare lì non significa in nessun modo un mio schierarmi nella politica intesa come appartenenza partitica. Ricordo che ad Atreju è andato anche Bertinotti. E io sarei andata anche alla festa dell’Unità o di qualsiasi altro schieramento che avesse avuto voglia di ascoltarmi (la verità è che non mi ha invitata nessun altro). Avrei detto esattamente le stesse cose in qualsiasi altro contesto (una difesa dell’Humanae Vitae alla festa di SEL sarebbe stata divertente, effettivamente…), e ne approfitto per chiarire, visto che qualcuno me lo ha chiesto, che non ho nessuna intenzione di fare politica attiva a un livello più alto della riunione condominiale e del consiglio di classe né ora né mai: non ne sarei capace e non mi piacerebbe farlo.     C.M. Continua a leggere “Diritti vs. desideri”

Liberi dalla “cronolatria”

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Paolo VI  Udienza Generale del 3 aprile 1968

«Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Matth. 24, 35).

[…] Che cosa è lo studio se non una ricerca di tante, belle e meravigliose verità? Ma che cosa vi dice, a questo proposito, la mentalità moderna, non esclusa quella scientifica? Vi dice che la verità non è immobile, non è definitiva, non è sicura; tanto che oggi si definisce la scuola piuttosto come una ricerca di verità, che non come possesso e conquista di verità. Infatti: tutto cambia, tutto progredisce, tutto si trasforma; il pensiero umano è caratterizzato dal suo movimento, dal suo procedimento storico, dal così detto storicismo, eretto a sistema fino a fare del tempo il generatore e il divoratore delle verità che la scuola viene, man mano, insegnando; la «cronolatria» domina la cultura, con questo risultato, che nulla più è certo, nulla stabile, nulla degno d’essere accettato e creduto come valore al quale si possa confidare la guida e il senso della vita. Continua a leggere “Liberi dalla “cronolatria””

Scambiare la propria cecità con la morte di Dio

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di Paolo VI

[…]  Oggi la verità è in crisi. Alla verità oggettiva, che ci dà il possesso conoscitivo della realtà, si sostituisce quella soggettiva: l’esperienza, la coscienza, la libera opinione personale, quando non sia la critica della nostra capacità di conoscere, di pensare validamente. La verità filosofica cede all’agnosticismo, allo scetticismo, allo «snobismo» del dubbio sistematico e negativo. Si studia, si cerca per demolire, per non trovare. Si preferisce il vuoto. Ce ne avverte il Vangelo: «Gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce» (Io. 3, 19). E con la crisi della verità filosofica (oh! dov’è svanita la nostra sana razionalità, la nostra philosophia perennis?) la verità religiosa è crollata in molti animi, che non hanno più saputo sostenere le grandi e solari affermazioni della scienza di Dio, della teologia naturale, e tanto meno quelle della teologia della rivelazione; gli occhi si sono annebbiati, poi accecati; e si è osato scambiare la propria cecità con la morte di Dio. Continua a leggere “Scambiare la propria cecità con la morte di Dio”

La storia (dei Martiri) si ripete…

Santi Martiri Carlo Lwanga e Compagni (memoria odierna)

cicaccjfdi Gianpiero Pettiti 

Fece un certo scalpore, nel 1920, la beatificazione da parte di Papa Benedetto XV di ventidue martiri di origine ugandese, forse perché allora, sicuramente più di ora, la gloria degli altari era legata a determinati canoni di razza, lingua e cultura. In effetti, si trattava dei primi sub-sahariani (dell’”Africa nera”, tanto per intenderci) ad essere riconosciuti martiri e, in quanto tali, venerati dalla Chiesa cattolica. Continua a leggere “La storia (dei Martiri) si ripete…”