GCM: il Trattato ONU che sfida le Nazioni

Questo articolo non è molto omogeneo a quelli che di solito pubblichiamo, ma a me è sembrato molto interessante, anche perché, rispetto alla posta in gioco, mi pare se  ne sia parlato davvero pochissimo. 
Voi sapevate che secondo il trattato dell’Onu sul quale si è impegnato il precedente governo (ma l’attuale che farà, il 10 dicembre?) gli stati devono “fornire a tutti i cittadini chiare informazioni riguardo i benefici e le potenzialità dell’immigrazione” al fine di “dissipare narrazioni fuorivianti”? Io no, non lo sapevo. 
Cioè qui siamo ben oltre ciò che raccomanda il Papa – accogliere persone nel bisogno – e si passa a contrarre l’impegno di convincere i cittadini che l’immigrazione è tout court una cosa positiva. Parliamone.

di Francesco Dalmazio Casini 
Il 28 di dicembre avrà luogo a Marrakech la firma del trattato GCM(Global Compact for safe, orderly and regular migration), o “Patto di New York”, che si propone di essere una “pietra miliare” di un nuovo corso delle politiche migratorie mondiali. Il documento, che è il punto di arrivo di tre anni di consultazioni, si riallaccia alla Dichiarazione di New York per i Migranti e i Rifugiati(19 settembre 2016) e prevede(per il momento) anche la firma dell’Italia.

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