La forza della compagnia

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di Paolo Pugni

Sai perché non prevarranno? Le porte degli inferi intendo. Perché c’è sempre una compagnia che non molla. Perde, cade, s’arruffa. Litiga anche. Ma non molla. E mica perché ha in sé la forza, anzi. Proprio perché è debole. Perché non confida in sé. Ed è così forte che tutto sa volgere al bene, non grazie a sé, ma grazie a Colui per il Quale agisce, con errori, sbandamenti, colpe, ruzzoloni. Sempre rialzata. Continua a leggere “La forza della compagnia”

Stai sempre su Facebook

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di Paolo Pugni

C’era una volta Pickwick, no non quello del Circolo, ma la prima volta che Baricco mise piede in TV, per raccontare il bello della lettura. Allora diceva cosa sensate, non era ancora famoso e non giocava a fare Patrick Jane, il bello the The Mentalist. Allora una sera tira fuori questa faccenda del giovane Holden (se cliccate la vedete anche) e di come avesse questa capacità di guardare oltre, di andare sempre “più in là” (un po’ come spiega che si debba fare il nostro Montale in Maestrale). Continua a leggere “Stai sempre su Facebook”

Mogli e mamme per vocazione

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di Rossana Barbirato   con Eleonora Lancerotto e Sara Martini

Il matrimonio cristiano è una vocazione? La chiamata a vivere questo stato di vita si può paragonare alla vocazione alla vita consacrata o al sacerdozio?

San Giovanni Paolo II, nell’udienza del 18 agosto 1982, afferma che “il matrimonio corrisponde alla vocazione dei cristiani solo quando rispecchia l’amore che Cristo Sposo dona alla Chiesa sua Sposa, e che la Chiesa cerca di ricambiare in Cristo”. Il matrimonio cristiano, quindi, ha in sé un’esigenza radicale: chiede che gli sposi siano disposti e capaci di donarsi l’uno all’altro, di sacrificarsi, se necessario, a modello di Colui che non ha smesso di amare neanche quando era inchiodato alla croce.

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Te Deum Laudamus perché hai aggiunto agli amici tanti amici

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di Andrea Piccolo

Sul lato destro della stazione Porta Nuova di Torino, il lato destro guardando i binari, dissimulata tra la lunga fila di accessi che si aprono tutti uguali nella parete di marmo dallo stile austero, c’è una piccola cappella. Un gruppo che si occupava di assistenza ai barboni organizzava ogni mese la S. Messa in quella cappella e a me, da ragazzo, capitava di andarci. Continua a leggere “Te Deum Laudamus perché hai aggiunto agli amici tanti amici”

Il Genio del marketing

Israele 2014 - foto di Leonora Giovanazzi
Israele 2014 – foto di Leonora Giovanazzi

Costanza Miriano da facebook

Sul sito di Repubblica dicono “a parte che chi le ha consigliato il titolo è un genio del marketing, per il resto no comment”. Vorrei chiarire che:

a) Obbedire è meglio è preso dal Primo libro di Samuele, che è parola di Dio. Direi che Dio è un genio, sì, come minimo.

b) Di usare queste parole me lo ha suggerito Roberto Dal Bosco, che anche lui è un genio, seppure leggermente meno.

c) Non avevo intenti di marketing, e vorrei chiarire qui una volta per tutte che si guadagna decisamente di più facendo la baby sitter che la scrittrice, quanto al rapporto ore di lavoro/reddito, e che il marketing è l’ultimo, diciamo il penultimo dei miei pensieri (appena prima del calciomercato).

QUI  l’intervista a D di Repubblica

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Il Papa non è su Facebook

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di Paolo Pugni 

Confesso: mi innervosisce e non poco questa faccenda che ormai tutti siamo travolti dalla sindrome del pollice verso, non quello di Cesare ma quello di Zuckenberg. Che ormai tutto è un mi piace o non mi piace, segno peraltro che stiamo del tutto sostituendo le categorie di giusto e sbagliato, di vero e falso, con quelle appunto di gradimento alto o basso. Ora finché questo riguarda cose opinabili come la scelta di un presidente della Camera, delle performance di Buffon (quelle di Totti si sa sono eccellenti per definizione specie su questo blog) può anche andare bene, ma quando si comincia a riferirle al Papa e al suo agire allora mi intorbido.

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Il gioco delle ultime volontà

 di Raffaella Frullone

 Leggiamo la notizia dal Corriere della Sera “Da oggi è possibile fare testamento biologico, anche se solo simbolicamente, in rete. Grazie ad una applicazione di Facebook promossa dall’associazione Luca Coscioni e realizzata dalle agenzie Ninja LAB e Mikamai. L’applicazione si chiama The Last Wish (ovvero l’ultimo desiderio)”. Ora, siccome noi sappiamo che l’Associazione Luca Coscioni è sempre feconda quando si parla di genialate, decidiamo di capire di che cosa si tratta, e accediamo all’applicazione. continua a leggere