Correre contro il diavolo

La scorsa settimana abbiamo pubblicato il post Un demone nella nuvola. Ne è nata una bella discussione sul diavolo, il male, l’inferno con tanti interessantissimi commenti; uno in particolare ci è sembrato significativo ed essendo un po’ lungo e arrivato a tarda sera abbiamo pensato di riproporlo oggi come post. 

di Roberto Brega

A che serve credere nel diavolo? A cos’è che serve credere in Satana?  Ma se noi siamo buoni (suvvia, per quanto lo possiamo noi poveri disgraziati), se ci impegnamo a non fare il male e a essere persone decenti e cosivvia, ed essere il meno infelici possibili ciascuno con la sua credenza o senza; ma perché sforzarsi di credere in una cosa così da film dell’orrore? Non si può fare il bene e basta? O anche credere in qualche Dio, che ciascuno c’ha il suo, via senza essere sempre i soliti fanatici, che poi tutti amano odiano lavorano dormono giocano copulano e via così? Perché volersi opprimere in codesta maniera? continua a leggere

Chi insegna ancora ai bambini le preghiere a memoria?

di Giovanni Lindo Ferretti    

Due volte l’anno cambia l’ora, lo so c’è molto di peggio ma il mio ritmo
vitale non gradisce e un diffuso malumore mi avvolge: divento intrattabile,
arrogante, sgradevole a me stesso. Poi alzo gli occhi ai monti tra squarci di
basse nuvole, la nebbia risale le valli, resto incantato dalla bellezza della
Creazione; recito le preghiere che ho imparato da bambino con la stessa
intenzione e ben altra consapevolezza; canto il Salve Regina con le Litanie, il
Te Deum e ritrovo, con fatica, il mio posto tra le Creature. Sono poche le
persone che conosco, a cui voglio bene, che insegnano, hanno insegnato, le
preghiere ai propri figli: non le conoscono proprio o hanno voluto dimenticarle come ingombranti residuali di secoli bui. continua a leggere

Sulla stessa barca

by Cyrano

Non è molto diverso da un ascensore, ma del resto un modo di dire del tipo “siamo tutti nello stesso ascensore” non attecchirebbe, se non altro perché il più delle volte nella vita ti puoi scansare, almeno un pochino, dall’ascella puzzolente sotto cui avessi la ventura di capitare. continua a leggere

Il nostro caro angelo

di Costanza Miriano

A proposito di parole e fatti, di blog e vita.

Quando Gesù lo ha invitato a seguirlo, Pietro prima aveva ascoltato una delle predicazioni del Maestro, che, per parlare a tutti quelli che stavano sulle rive del lago, si era messo su una barca di quel gruppetto di pescatori. Il Vangelo non lo dice, ma è lecito pensare che il pratico e non giovanissimo pescatore non sia rimasto particolarmente colpito dalle parole del Signore. Gli presta la sua barca, ma rimane in disparte. continua a leggere