Uno dei tanti

di Cyrano

L’altro giorno, in metropolitana, ho rivisto dopo anni Clark Kent: a dirla tutta non gli assomigliava molto (i capelli ormai sale e pepe, un pizzico di pancetta e la barba rasata con una certa approssimazione), però non mi sbagliavo, era proprio lui. continua a leggere

Like a Virgin

 

di Cyrano

Prima di tutto devo mettere le mani avanti e dire che, no, di solito non lo faccio: non compro mai Il Venerdì di Repubblica (e neanche mi faccio un dovere di leggerlo assiduamente, a dirla tutta).

Due settimane fa, però continua a leggere

Accendete le luci

di Cyrano

Il mio parroco lo dice ogni anno, più o meno in questo periodo, che il vero difetto del Natale è che è il tempo liturgico più breve dell’anno. Inutile che si stia lì a precisare che probabilmente sta intendendo piuttosto l’arco che va dalla prima domenica di Avvento al Battesimo del Signore: queste sciocchezze libresche le sa come e meglio di me; quello di cui parla lui, invece, è la magia che c’è nell’aria, negli odori, nei colori, perfino nel freddo. È una cosa che diversi amici visibilmente indifferenti a Dio dicono di sentire “allo stesso modo” (vabbè…) continua a leggere

L’eretico

di Cyrano

Allora, che effetto vi fa?

Il titolo, intendo. È che avrei bisogno di capire che corde pizzichi oggidì una parola del genere per esercitare il fascino che evidentemente esercita. Me lo chiedevo pochi giorni fa in una libreria del centro continua a leggere

«…la donna sua più cara»

di Cyrano

È vero, nonostante abbiamo gli occhi tutti barricati di travi, perlustrare capillarmente gli occhi altrui alla ricerca di pagliuzze ci riesce indicibilmente meno sgradevole che liberare i nostri. “Meno sgradevole”, però, non significa “gradevole”, e tantomeno “gioioso”, perché dare piacere è una cosa che difetti, peccati e vizi proprio non riescono a fare, per quanto la promettano. continua a leggere

Il dogma di morte

Il tema dell’aborto proposto ieri da Laura, com’era prevedibile, ha provocato molte reazioni e commenti. Per continuare a parlarne abbiamo pensato di ripartire dal commento di ieri di Cyrano che vi riproponiamo come post.

 

Perdonatemi ma, se ho capito qualcosa di cos’è un dogma, direi che dogmi sono l’incarnazione del Verbo, la divina maternità, l’Unitrinità di Dio, la risurrezione della carne, l’Immacolata concezione e cose simili…
Ora non voglio mettermi a discutere sull’essenza del dogma (e anche lì ci sarebbe molto da dire), ma vorrei che qualcuno mi spiegasse un’altra cosa: perché si tira così spesso in ballo una parola tanto difficile e ambigua, specie nel confronto coi “laici” (tra l’altro, laico sono io, gli atei e gli agnostici usino le loro parole!)? continua a leggere

Niente politica: siamo fessi!

di Cyrano

I sampietrini li hanno rimessi presto a posto: si può tornare a passeggiare, per le vie di Roma. Era surreale, il giorno dopo l’I-day, quello che si parava agli occhi di chi è andato a fare il suo bravo sopralluogo in centro.

Carcasse d’auto incenerite, cocci di vetro per strada, pali stroncati e cancelli sfondati: «Wow, stanno girando un film su Nasiriyya all’ombra del Colosseo! Che idea!», ma è inutile sforzarsi di rileggere i fatti. Una pubblicità importuna stava là a insegnarmi che «facts are the enemy of truth», però niente all’intorno parlava degli ideali balordi e puri di Don Chisciotte. continua a leggere

Stringent Trans-mission

di Cyrano

Non è vero che non ci piace girare per compere, a noi uomini. È che accompagnare le Rossane (non le caramelle) per negozi è un temibile esame mascherato da pomeriggio distensivo: «Davvero ti piace questo colore? … E queste scarpe?! … Cioè, fammi capire, tu mi vedi così?!». Alla meglio ce la caviamo con un’assoluzione con condizionale: «Vabbe’, però in fondo tu mi devi perdonare le ripartenze in seconda e la frizione grattuggiata…». continua a leggere

Di Narciso, di Eco e d’altre sciocchezze

di Cyrano

Bisogna meditare lungamente sulla triste sorte di Eco…

Fermi un istante, però: non ce l’ho col povero Umberto – ha ricevuto nei giorni scorsi i colpi che gli spettavano, e a quelli non mi va d’aggiungere un inutile sfregio. Nell’associazione di idee avrà giocato qualcosa l’omonimia, ma m’era tornata in mente, invece, la disavventura della sventurata spasimante del bel Narciso, e se Umberto ha qualcosa in comune con lei è solo il fatto che ormai il suo nome si spande in lungo e in largo “senza sostanza” continua a leggere

Sulla stessa barca

by Cyrano

Non è molto diverso da un ascensore, ma del resto un modo di dire del tipo “siamo tutti nello stesso ascensore” non attecchirebbe, se non altro perché il più delle volte nella vita ti puoi scansare, almeno un pochino, dall’ascella puzzolente sotto cui avessi la ventura di capitare. continua a leggere

Per non morire, cambiare

di Cyrano

Una delle cose che trovo più noiose al mondo è spiegarmi con chi non ha voglia di cambiare. Non solo “di capire”, perché non è vero che si può capire tutto, né che si deve farlo; quello che mi esaspera fino a farmi perdere la voglia di “confrontarmi” (che parola à la page ho scritto, eh?) è avere a che fare con persone palesemente immuni dal brivido che la verità sa darti quando intuisci che incontrarla potrebbe (forse) cambiarti.

Certo, quando alle medie favoleggiavo tra me e me di studiare filosofia pensavo che la filosofia fosse in fondo quella dei bigini di De Crescenzo continua a leggere

Luce e polvere

di Cyrano

Uno non può prendersi due giorni (contati) di distensione senza dover poi constatare, rientrando nel blog, che qui nel frattempo c’è da riaggiornarsi su più fronti: «Ma che è – ho scritto a Costanza – Second Life?!» – «Second Life è un gioco di simulazione online che spopolò qualche anno fa…» – «Ecco, appunto: non ti stavo chiedendo cos’era, ma se per caso il blog è diventato qualcosa del genere». continua a leggere

A perpetua memoria

di Cyrano

Ora dobbiamo dircelo francamente: quanti sono i luoghi che si possono seriamente preferire a un bel cimitero? Certo, cinema, ristoranti, discoteche e piste da sci sono posti fantastici ma, insomma, vuoi mettere un bel cimitero?! Capisco che uno storca il naso (per non pensare ad altro…), ma non sto parlando di quei grigi cimiteri industriali che crescono a mo’ di metastasi nelle nostre grandi città continua a leggere

La vera religione

di Cyrano

Ci sono cose che s’imparano solo nelle profumerie, e certo non nelle biblioteche. Ce ne sono poi altre che non s’imparano neanche in profumeria (figuriamoci nelle biblioteche!): per esempio, tutti quelli che annusano cartine e si spruzzano infiniti campioni su infiniti punti di due soli semplici polsi stanno veramente capendo che profumo acquistano, in quella sarabanda olfattiva? E poi, se una commessa di uno di quei posti trovasse, tornando a casa, una fuga di gas, riuscirebbe ad accorgersene? continua a leggere

Dovendo fare qualcosa…?

di Cyrano

Mi s’è rovesciata la boccetta turchese: è successo un’altra volta, a furia di leggere tanto inchiostro rosa versato sul famigerato tema “lui&lei” (o devo dire anche “lei&lui”, per non scontentare i garantisti?). Non mi s’è rovesciata sul foglio, si capisce, ma in testa, e adesso è tutto impiastrato di quei pensieri, là dentro. Un po’ come quando da bambini c’è capitata per la prima volta in mano una penna stilografica, e abbiamo avuto il piacere di scoprire che, premendo la punta verso il basso, il foglio veniva allagato da un mare d’inchiostro. continua a leggere

Pensare a matita

di Cyrano

Poche storie: per pensare ci vuole la matita, la penna va bene per i bigliettini d’auguri. Di per sé non basta neanche una matita qualunque: intanto non mi concentro se non ho una matita portamine – qualcuno mi spieghi come è possibile annotare un libro col pensiero assillante che a ogni millimetro, impercettibilmente ma inesorabilmente, il tratto della matita si sta allargando! continua a leggere