Una fiaccolata a Bibbiano per chiedere verità e giustizia

di Costanza Miriano

Mi dispiace, non sono riuscita a scrivere che qualche post su facebook su Bibbiano, perché proprio mi si blocca il cervello, mi si chiude lo stomaco, mi si spezza il cuore. Non riesco a leggere oltre un certo punto. Non sono riuscita a guardare neanche mezzo video. Non riesco a dire nulla di intelligente, anzi, che dico, non riesco a dire niente. D’altra parte se ti raccontano che hanno sgozzato dei bambini e tu sai che è già successo e non puoi fare niente per fermare la lama, che puoi dire? Per come la vedo io strappare un figlio ai genitori con l’inganno, distruggerne anche il ricordo, affidarli ad altri che nella migliore delle ipotesi non li amano come i genitori (nella peggiore volevano i soldi dell’affido) è come sgozzarlo, quel bambino. Ti hanno detto che è successo, ti muore il grido in gola…

 

I miei figli mi prendono in giro perché da venti anni, da quando invento racconti per loro (le dodicenni me li chiedono ancora), racconto sempre la stessa storia: un bambino che si perde o viene rapito, i genitori che lo cercano. Può cambiare il luogo – il bosco o una città – il colpevole – un mostro o un killer – i particolari – i vestiti direbbe Sally a Harry… – cambia tutto, ma il fatto rimane quello: una mamma che perde suo figlio. È stato il mio modo per esorcizzare la mia più grande paura da quando ho figli. La vicenda di Bibbiano per ogni mamma è la paura delle paure, l’incubo che diventa realtà, ed è peggio di come noi avevamo potuto immaginarlo.

Ci sarebbe l’aggravante di un sistema contro cui sembrava impossibile ribellarsi – la macchina della burocrazia – perché un serial killer che ti strappa un figlio puoi sempre inseguirlo e ammazzarlo di botte, invece di fronte a un sistema – assistenti sociali, psichiatri, giudici, autorità locali – puoi solo impazzire, ti sembra di stare nel Processo di Kafka, solo che la vittima è tuo figlio. Ci sarebbe l’aggravante di vedere che a far del male ai bambini sono persone che vanno nelle scuole a insegnare cosa è l’amore. Ci sarebbe l’aggravante dell’ideologia lgbt a cui aderivano alcuni degli indagati, con un’idea folle dell’amore, con un’ostilità cieca nei confronti della famiglia naturale. Ci sarebbe qualcosa di indicibile, e continuo a dire ci sarebbe perché spero che non sia vero altrimenti sarebbe qualcosa di demoniaco.

E noi, che per decenni ci siamo dovuti sorbire le lodi degli asili modello Reggio Emilia, noi che adesso assistiamo attoniti al silenzio quasi totale dei media mainstreaming (che quando non tacciono, provano a confondere le acque o addirittura ironizzare, “e allora Bibbiano?”), noi che sappiamo che se l’amministrazione coinvolta fosse stata di destra questa storia avrebbe preso le prime pagine per i prossimi venticinque anni, non parliamo poi di cosa sarebbe successo se un prete fosse stato tra i colpevoli (invece uno, accusato, è morto di crepacuore e allora va tutto bene), noi che vediamo chiaramente come l’esperimento mostruoso sia germogliato su un terreno di odio alla famiglia naturale, un terreno concimato abbondantemente e da decenni da una informazione tutta schierata a sinistra, noi che sappiamo tutto questo, innanzitutto siamo molto riconoscenti a chi sta conducendo questa indagine. Ma soprattutto chiediamo ai mezzi di comunicazione di accendere i riflettori su questa mostruosità, ma non una torcia, qui serve un faro, e che la luce non si spenga mai più.

Per questo domani sera, 20 luglio, alle 20 ci sarà a Bibbiano una fiaccolata. Mi dispiace, non credo proprio che riuscirò a esserci, ma se avete amici in quelle zone, per favore, chiedete che portino una candela anche per me. Non lasciamo soli quei bambini, quei genitori, chiediamo che sia fatta giustizia, e che la deportazione dei bambini non possa più neanche essere pensata.

 

***

ANGELI&DEMONI FIACCOLATA E PRESIDIO AL COMUNE DI BIBBIANO

20 Luglio dalle ore 20:00 alle 22:30

 Bibbiano Reggio Emilia42021 Bibbiano

 

101 pensieri su “Una fiaccolata a Bibbiano per chiedere verità e giustizia

  1. Giuseppe

    A proposito di silenzio, la Chiesa che dice ? (oltre a chiedere perdono per gli ecclesiastici colpevoli di pedofilia etc etc etc)

    1. Il vescovo locale un’intervista l’ha rilasciata:

      https://www.avvenire.it/attualita/pagine/avanza-la-cultura-antifamiglia

      E qui coglie davvero la presenza negativa della cosiddetta cultura Lgbt?
      Purtroppo, in taluni casi, questa cultura partecipa di questo attacco alla famiglia, che vede come una contraddizione ai diritti dei singoli. Una famiglia vera invece custodisce i diritti di tutti e i doveri di tutti qualunque siano gli orientamenti religiosi, culturali e sessuali dei propri figli.

      C’è qualche cedimento e debolezza nel linguaggio (“in taluni casi”? “qualunque siano gli orientamenti sessuali”?), ma si può dire che il messaggio sia arrivato. Però mi risulta sia l’unico: e gli altri vescovi dell’Emilia Romagna? In quella regione il PD vuol votare la legge “contro l’omotransnegatività”, che metterebbe un bavaglio alle critiche verso le associazioni LGBT. Va fermata a tutti i costi? Nel frattempo il vescovo Zuppi è impegnato a far propaganda indiretta per il PD.

      1. Giuseppe

        Camisasca se non erro, un anno fa ha presieduto una veglia pro-lgbt.

        Penso che tu lo sappia meglio di me.

        (Gli do atto di aver anche inviato una lettera contro le degenerazioni liturgiche, ma come si dice degli orologi guasti…)

        1. Sì, l’ha presieduta. Poi ha anche detto qualche verità cattolica, tant’è che gli LGBT che pure hanno partecipato hanno protestato. Non so dirti se ricade in quella che chiamo la categoria dei vescovi “democristiani” (un colpo al cerchio e uno alla botte, in omaggio al dialogo) oppure dei “vorrei ma non posso” (ricattati, ricattabili, timorosi di perdere il posto, eccetera). Il prete che organizzò la veglia, don Cugini, recentemente ha chiesto un anno di sospensione dal ministero (non so cosa voglia dire di preciso, non sapevo manco che si potesse fare), il che probabilmente sta ad indicare delle tensioni interne alla curia. Ma è tutto un caos.

    1. Giorgio

      La pentola Rossa scoppia di sporcizia, il coperchio fatica a chiudere ;la puzza di zolfo esce e soffocherà i figli del Cornuto che credono di essere i migliori. Una prece e un abbraccio ai bimbi e ai loro genitori (padri e madri, non LGTCDBHZ).

  2. rosa

    …..affidarli ad altri che nella migliore delle ipotesi non li amano come i genitori (nella peggiore volevano i soldi dell’affido)
    Come al solito sei troppo buona!
    La frase corretta per me è ….affidarli ad altri che nella migliore delle ipotesi volevano i soldi dell’affido (nella peggiore volevano i soldi dell’affido e li odiano) .
    Da queste parti in terronia c’è stata una cosa simile….. ma un collega avvocato molto intelligente a cui le cose non quadravano, fece fare una perizie ex novo dalla suocera, e tutto si blocco sul nascere.

  3. vale

    “prima di interrompere causa disgusto” di m. blondet.( dal suo sito)

    tra l’altro:

    “,,,,Si è visto il buio, orrendo sistema totalitario dei bambini strappati ai genitori per far trionfare l’ideologia LGBT, il dominio dell’anormale sui normali.

    Questi poteri hanno bisogno di durare al potere, di censurare le informazioni orrende che li accusano, per non finire in galera, per di mantenere posti e prebende che occupano illegittimamente coi loro trucchi – e strapagati nella moneta forte che non meritano, e che sta strangolando gli italiani reali.,,,,”

  4. Lara Gallina

    Grazie Costanza. Servirebbero più persone che, come te, hanno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome senza paura delle conseguenze.
    Come dice il mio padre spirituale, e ritengo abbia assolutamente ragione, viviamo in una società e in una cultura che odia i bambini,che non si rende conto delle gravi conseguenze che portano questi soprusi ai piccoli e ai fragili. Vi consiglio la lettura dello psicothriller “Gli eredi” di W.Dorn: attraverso il genere letterario dello psicothriller l’autore (un genio secondo me!) fa vedere quali possono essere le conseguemze degli abusi sui piccoli.
    Buona giornata!

    1. Flora Cremaschi

      “Si , proprio giusto !!!!! Condivido; che questa luce porti tantissima speranza , pace e tanta speranza. La luce è amore e testimone per l’esecuzione del MALE.Preghiamo , Preghiamo!!!!tutti insieme ….dall’alto ci sono pure i nostri cari…che ci sono vicini…..

  5. Roberta Viero

    Lanciamo una proposta: ad esempio accendere una candela sui balconi domani sera….non sarà come una fiaccolata, ma qualcuno si chiederà o ci chiederà il perchè e allora possiamo diffondere la notizia, la consapevolezza e aumentare le preghiere per chi ha subito tali violenze. Costanza, se la proposta parte da te, si diffonderà velocemente e ovunque. Se a qualcuno viene in mente un altro simbolo….proviamoci!!!!

  6. Francesco Paolo Vatti

    Tutto vero. Ma è solo la punta di un iceberg: di storie di questo tipo (magari meno eclatanti e non con la stessa serialità), purtroppo, ne ho sentite tante, soprattutto fra i padri separati…
    Come già abbiamo visto per Lambert, Charlie e altri, lo stato si arroga il diritto di vita e di morte sugli individui. Forse, dovremmo cominciare a richiedergli di meno (in Italia siamo abituati a richiedere l’intervento dello Stato per tutto e guai se non abbiamo tutto gratuitamente) e a trovare migliori canali alternativi, lasciando allo Stato il compito di regolatore della pubblica convivenza…

  7. vale

    mi sa che toccherà ritornare al “sodalitium pianum” di monsignor benigni….

    e,naturalmente, colpirli nel portafoglio. discernere,con oculatezza, a chi dare.

  8. Pettene Alessandro

    La stragrande maggioranza dell’informazione è nelle mani di lobby che da diversi anni e in modo progressivo tentano di rovesciare “il comune senso della morale umana (non dico cattolica, che è anche spirituale )” nel nome di una libertà individuale che dovrebbe liberarci dai limiti che la stessa comune morale impone. E allora? Ecco il percorso raccomandato: la libertà di essere omosessuali, di svincolarsi da impegni matrimoniali ritenuti limitativi della personalità, di togliere la vita ad una persona in nome della sensibilità umana, di liberare la donna dalle proprie responsabilità nella procreazione, di gestire non solo l’educazione dei minori ma anche le loro vite, di volere l’uomo padrone del proprio destino nell’assunzione di droghe, tollerato e tutelato nella commissione di furti, rapine, omicidi, violazione di leggi. Oggi siamo ancor più avanti in questo percorso: tutto ciò viene definito dai media come “politicamente corretto” e guai, dico guai, a chi mette in discussione questo modo di pensare e di agire, espressione di vera civiltà(?). Sono però fiducioso nella coscienza che questo popolo sta riacquistando, schifato proprio dalle degenerazioni ed esagerazioni di queste fanatiche lobby, e, con l’aiuto del Signore che ci vuole sempre bene, trovi il coraggio e decida per il “non plus ultra”.
    Alessandro

  9. Silvia

    Sono completamente d’accordo con la tua analisi cara Costanza.
    È una vicenda agghiacciante, un incubo ad occhi aperti che non può non disgustare.
    Per onestá di cronaca e di coscienza ne dovrebbero scrivere tutti i giornali a lungo.
    Tutti i media dovrebbero essere concordi nel voler far venire a galla ogni responsabilità, anche a tutela di tutti coloro che lavorano con correttezza in un settore così delicato.

    Mi auguro che la giustizia riesca a compiere bene il suo compito e, quando le evidenze saranno ancor piú chiare, si abbia il coraggio di chiamare il male con il suo nome.

    Andrebbe istituito un “Giorno della Memoria” per evitare che certe nefandezze si possano mai ripetere.

  10. Luigi

    Due modeste osservazioni:

    “[…] nella peggiore volevano i soldi dell’affido […]”

    Magari fosse questa, l’ipotesi peggiore.

    […] perché un serial killer che ti strappa un figlio puoi sempre inseguirlo e ammazzarlo di botte, invece di fronte a un sistema – assistenti sociali, psichiatri, giudici, autorità locali – puoi solo impazzire […]”

    Questo solo perché, con luciferina precauzione, si è tolto prima di mezzo il padre di famiglia; quello che, per citare ancora una volta Jünger, in caso di necessità si sarebbe NON METAFORICAMENTE fatto sulla soglia di casa brandendo l’ascia, spalleggiato dai figli maschi (ovvero, i futuri padri di famiglia).

    Ho però una speranza.
    Che all’italiano medio, nonostante tutto, continui a importare più dei figli che dei soldi del Cremlino.

    Ciao.
    Luigi

  11. Klaus B

    “Magari fosse questa l’ipotesi peggiore”: sono d’accordo, è la stessa cosa che ho pensato io leggendo quella frase. Purtroppo c’è stato ben di peggio.
    Va apprezzata la presa di posizione di Laura Pausini, l’unico personaggio pubblico “non di destra” che si è esposto sulla questione, a parte Federica Sciarelli, che questa volta ha dimostrato una grande correttezza professionale; ma comunque è – appunto – il suo mestiere, mentre la Pausini non era in alcun modo chiamata in causa e non credo proprio che ne possa trarre alcun vantaggio, anzi.

      1. Cavaliere di San Michele

        Nek ha dimostrato fin dall’inizio di non allinearsi al pensiero dominante… Vedi “In te”.

      1. Massimo Burato

        Sono genitore affidatario della zona e sto vivendo la situazione con dispiacere nel vedere come i giornali hanno esasperato i toni usando i soliti titoloni da caccia alle streghe.
        Nella vicenda sono coinvolte persone e famiglie per bene che mettono il loro tempo e il loro amore a disposizione di bambini e famiglie meno fortunate, tempo e amore che nessun rimborso spese possa ripagare.
        A Bibbiano non si fanno elettroshock e non si inducono finti ricordi nei bambini, semmai alcuni operatori possono aver peccato di eccesso di zelo in situazioni sempre molto complesse. Chi abbiamo in affido attualmente ha rischiato anche di non nascere.
        Mi dispiace che persone di spessore si lascino andare a commenti duri su situazioni che, palesemente, non hanno approfondito a sufficienza.
        Sinceramente attendo l’esito delle indagini ma penso che il tutto si risolverà con qualche condanna per i problemi di amministrazione e nulla di più.
        Massimo

        1. giovi

          Con tutto il rispetto, signor Burato, ma quando questo signor Foti dice che una bambina su 5 è abusata in famiglia entro i 18 anni, per cui è necessario sottrarre alla famiglia queste minori, dice una cosa talmente abnorme , che non c’è bisogno di alcuno che esasperi i toni.
          Poi, abbia pazienza, anche io ho avuto dei bambini in affido e di sicuro non lo si fa per guadagnare, almeno per prassi, ma ho conosciuto anche il giro delle case-famiglia e che sia un business non c’ è dubbio alcuno, dato che solo in una casa con 6/7 bambini , ci sono stipendi da pagare, a turni di 8 ore di almeno 5 operatori al giorno, due per due turni al giorno, uno per il turno notturno, più la cuoca, più la donna delle pulizie, più il responsabile esterno, più tutte le attività collaterali.
          Che poi una persona di spessore come lei trovi normale che dei bambini vengano strappati ai genitori ( e ormai di testimonianze , con tanto di video, se ne accumulano parecchie, sono tremende, non ha proprio letto nulla in proposito ? ) , alcuni addirittura per essere affidati ad una coppia lesbica, mi dispiace molto.
          Credo che qui di tutto si stia parlando che di criticare l’istituto dell’affido in sé , tanto meno si stiano criticando le famiglie che abbiano preso in affido i bambini per disposizione del giudice.
          Infine, me lo lasci dire, la sua chiosa finale è veramente desolante.

          1. Il sig. Burato ci deve delle risposte, che sono state sollecitate da giovi.

            Per quanto riguarda l’elettroshock, citato inopportunamente da certi giornali, riporto un estratto della prof. De Mari (da LNBQ):


            A Bibbiano dichiarano di aver usato la tecnica EMDR, con l’ausilio di una stimolazione elettronica ottenuta tramite gli stimolatori elettronici EMDR prodotti dalla NeuroTek Corporation. L’elettroshock non c’entra nulla. Per fortuna. Ci sono abbastanza crimini anche così.

            La tecnica EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è una tecnica psicofisica per la desensibilizzazione dei postumi dei traumi o di esperienze stressanti, basata su una stimolazione bilaterale degli emisferi ottenuta preferenzialmente mediante il movimento orizzontale degli occhi, da cui il nome. Molto raramente è usata l’apparecchiatura neuroTek, in Italia quasi sconosciuta: l’EMDR nasce sfruttando il movimento orizzontale degli occhi simile a quello del sonno REM; dall’inglese Rapid Eye Movement. Testimonio, perché la uso, che, se usata correttamente, l’EMDR può avere risultati spettacolari e velocissimi nella risoluzione del disturbo post traumatico da stress. Durante l’EMDR addirittura si hanno modificazioni dell’elettroencefalogramma, è una cura vera che funziona veramente, come è una cura vera somministrare la digitale ed eseguire un intervento chirurgico, e come ogni cura vera, digitale e intervento chirurgico, se usata male può fare danni.

            Deve essere usata in maniera rigorosa. Ha risultati spettacolari e veloci proprio perché causa una modificazione del cervello, l’aumento di sinapsi in alcune zone. Durante la stimolazione bilaterale il terapeuta deve restare rigorosamente in silenzio. È una fase di stimolazione cerebrale. Se durante questa fase il terapeuta parla, suggerisce, inventa, può essere semplicemente fastidioso ma potrebbe creare e instillare false memorie. Una terapia e un interrogatorio devono essere fatte sempre con domande neutre e aperte (Cosa è successo? Come ti sei sentito?), mai con domande che possano suggerire qualcosa (qualcuno ti ha toccato? Quella persona ti ha fatto male?) altrimenti c’è il rischio di creare false memorie. Il cervello compiacente, e quello dei bambini un po’ lo è, non osa contraddire, dire no. In EMDR questo rischio aumenta, come già dimostrato in letteratura (clicca qui).

            La tecnica EMDR deve essere appresa in maniera rigorosa e applicata in maniera altrettanto rigorosa. La dottoressa Isabel Fernandez, presidente della Società EMDR, afferma che gli psicologi della onlus Hansel e Gretel non abbiano mai fatto nemmeno il corso base di EMDR, almeno non in Italia, e che non fossero iscritti all’associazione EMDR. Gli psicologi della onlus Hansel e Gretel sono quelli che si sono occupati dei casi di Bibbiano dopo essere stati implicati nell’atroce caso della Bassa Modenese, dove a causa di false memorie in bambini, famiglie sono state smembrate, innocenti hanno fatto anni di prigione e ci sono state morti per suicidio e infarto. La storia è ricostruita nel podcast in 7 puntate Veleno, prodotto da Rai 3.

          2. Perché diversamente a Bibbiano avrebbero un altro problema dato l’alta percentuale di abusi sui minori…

            Poi è evidente che l’intenzione NON è quella di fare di tutta l’erba un fascio e che quindi ogni singolo operatore sociale o peggio ancora, ogni famiglia che si è aperta all’affido, sono corrotti o malamente intrallazzati…

            Chi ha esperienze del tutto positive non può che essere in pace con la sua coscienza e grato a Dio, ma se ci sono anche solo uno/due/tre (o peggio più) casi come quelli su cui si indaga, e aderenze e connivenze, non si può che TUTTI, sperare vi venga posto fine e anche che la giustizia sanzioni chi ne è a vario titolo responsabile.

  12. giovi

    Hanno scarcerato uno psicologo coinvolto in questa vicenda, Claudio Foti.
    Questo signore, oggi, in un’intervista sul sito di Repubblica, afferma che

    “le statistiche dicono che una bambina su cinque è abusata sessualmente prima dei 18 anni».

    https://www.repubblica.it/cronaca/2019/07/20/news/l_inchiesta_choc_di_bibbiano_lo_psicologo_scarcerato_su_di_me_solo_fango_io_quei_bimbi_li_ho_salvati_-231603038/?ref=RHPPLF-BH-I231578990-C8-P8-S1.8-T1

    Ora, a me sembra una cosa totalmente assurda, pazzesca , inaudita e mi pare ovvio, a partire da questa premessa, pensare che la famiglia sia un luogo da cui strappare più figli possibile.
    E mi chiedo come mai questa affermazione, che una bambina su 5 è abusata prima dei 18 anni, quindi abusata in famiglia, non sia stigmatizzata da nessuna parte sul web, nessuno ne parli.
    Sempre che non mi sia sfuggito.

    1. È come dici. Hanno iniziato qualche anno fa a sparare fesserie come “la famiglia è il luogo dove si perpetrano più violenze”, il tutto supportato dallo storytelling del femminicidio, e ora portano avanti il lavoro.

      1. Francesco Paolo Vatti

        Ma, anche se fosse vero che una bimba su cinque viene abusata (cosa che non corrisponde a quello che vedo in giro, francamente), come farebbero a essere sicuri che la famiglia cui viene assegnata non attui gli stessi comportamenti?

        1. giovi

          Francesco, certo che non corrisponde , sono cifre assurde, che più assurde non si può !
          Alla tua obiezione , giustissima, potrebbero però rispondere che proprio per questo cercano di affidare più bambini possibile, quelli strappati alle famiglie, a due donne o due uomini, perché sono più affidabili !
          Siamo al rovesciamento della logica e dell’esperienza !

          1. Francesco Paolo Vatti

            Il fatto è che, come ritenuti esperti, sono autoreferenziali ed è difficile smontare la loro perizia….

            1. giovi

              No, è facilissimo smontare la perizia, lo ha già fatto Giovanardi

              https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/24/giovanardi-idea-dopo-angeli-demoni-stop-incarico-cismai_oXFRHQaxCQeAmdN2J3vgIJ.html

              ma onestamente sarei capace di smontarla pure io, come mamma, se me lo permettessero !

              E’ vero che questi supposti esperti ( Foti è uno psicologo nemmeno laureato in psicologia ! ) sono auto-referenziali, ma senza appoggi politici e ideologici non avrebbero avuto vita così facile

                1. giovi

                  A occhio, ovviamente , non saprei rendermene conto, ma la casa famiglia che ho frequentato , che ospitava dai 6 ai 12 bambini/ragazzini /mamme aveva cinque operatori assunti a tempo pieno, più altri due operatori che coprivano la domenica e le ferie dei cinque, più un responsabile esterno , che faceva da riferimento ( cioè, riunioni su riunioni e qualche visita sporadica ) anche delle altre case ,credo altre 3 case, del circuito ( facente capo a un prete super-progressista , pure piuttosto famoso ), più una cuoca assunta, più psicologi esterni, non assunti, ma che qualcuno avrà pagato.
                  Alla fine, questi operatori, maschi e femmine , non erano nemmeno tanto male, si impegnavano e volevano bene ai bambini, ma i bambini si ritrovavano ad andare a dormire con uno di loro, si svegliavano con un altro, tornavano da scuola e c’era ancora un’altra persona, dato che i turni sono di circa 8 ore , come per tutti i lavoratori.
                  Mi ricordo di aver spesso pensato che quei soldi versati dallo Stato avrebbero fatto molto, molto, molto comodo ai genitori a cui i figli erano stati tolti, perché molti, anche se non tutti, dei problemi dei genitori derivavano proprio dalla mancanza di denaro per tirarli su decentemente.
                  Infatti, non mi sembra di aver mai constatato o letto o sentito che questi bambini in casa famiglia provengano da famiglie sufficientemente abbienti, ma solo da famiglie povere , comunque in difficoltà economiche, che arrancano.
                  E dico pure che si tratta di famiglie che difficilmente hanno le risorse per rivolgersi ad un avvocato e difendersi.

                  1. Luigi

                    “Mi ricordo di aver spesso pensato che quei soldi versati dallo Stato avrebbero fatto molto, molto, molto comodo ai genitori a cui i figli erano stati tolti”

                    Questo sarebbe ovvio e perfino lapalissiano; se vigessero ancora un poco di buon senso ed onestà.
                    Ma così non è, per cui se una famiglia è in difficoltà non la si aiuta, ma la si sfascia.
                    Perché nove volte su dieci, portarle via i figli significa questo.

                    Nell’infanzia ricordo, nel mio paese, una famiglia decisamente malmessa.
                    Una dozzina di figli, problemi economici, ignoranza… eppure nessuno le portò via i bambini.
                    Solo che allora funzionava così: sapendo del problema, tutti bene o male davano il loro aiuto tenendo i bambini a turno, comprando generi alimentari, trovando un qualche lavoretto ai figli più grandi.

                    Troppo semplice. Meglio il bolscevismo applicato.

                    1. “Ma così non è, per cui se una famiglia è in difficoltà non la si aiuta, ma la si sfascia.”

                      Verissimo. Ho avuto carissimi amici con 7 figli e il solo lavoro (precario) del padre, che hanno rischiato di brutto l’intervento dei servizi sociali con allontanamento di uno, due, tre figli solo perché secondo l’assistente sociale, non avevano quanto necessario …

                      Cosa? Un padre e una madre amorevoli che mandavano tutti a scuola (mica sui marciapiedi) però magari con le scarpe smesse del fratello più grande – come avveniva in molte case di qualche generazione fa compresa la mia – o non avevano nulla di firmato… e erano tutti bene in carne, nessuno sottonutrito.

                      Che abbiano aiutato il padre a trovare un lavoro stabile o ad avere aiuti economici, in una ridente cittadina in territorio “rosso” governato dal PD, macché… li avrebbero alleggeriti di figli.

        2. Luigi

          “anche se fosse vero che una bimba su cinque viene abusata”

          Ma non lo è.

          Come non era vero che l’aborto clandestino fosse la prima causa di morte, 45 anni fa, per le donne italiane. Come non lo è, oggi, il “femminicidio” (sic!!!).
          Come non è vero che una donna su due subisce violenza.
          Come non è vero che…

          Sparano menzogne di una tale assurdità che solo il costituire un sistema chiuso e autoreferenziale permette, a lor signori, di continuare a farlo e pure di essere presi in parola.
          Quando del resto si legge che a Bibbiano, al più, c’è stato l’eccesso di zelo di qualche operatore…

          Continuare a presuppore la buona fede è impossibile.
          Non quando uno dei principali esponenti della coalizione contro la vita se ne va in giro col cartello “Dio patria famiglia – che vita di m.”. Non quando, pochissimi mesi or sono, si sono scaricate tonnellate di liquame contro il Congresso delle famiglie di Verona.

          Hanno uno scopo ben preciso – togliere alla famiglia ogni responsabilità in tema riproduttivo ed educativo – per arrivare al programma previsto ne “Il mondo nuovo” di Huxley: la perpetuazione della specie compito esclusivo dello Stato.

          Ciao.
          Luigi

    2. Emanuele

      La famiglia è il nemico e deve essere sconfitto con ogni arma

      “Calunniate, calunniate; qualcosa resterà”

    1. Un grande segno contro Bibbiano …..combattiamo per la giustizia, e per gli genitori di questi figli.
      non ho parola tanto la vicenda è diabolico.
      E crudele.
      preghiamo per loro.
      Che Dio le assisti.

  13. Klaus B

    Su La Verità di oggi ci sono due articoli eccellenti. Uno di Claudio Risè, che illustra le radici ideologiche di questa guerra alla famiglia riconducendole alla psicanalisi freudiana. Uno di Francsco Borgonovo, secondo il quale se il Presidente del Tribunale dei Minori dei Bologna, Giuseppe Spadaro, si convince di essere stato tratto in inganno, insieme ai suoi colleghi, da psicologi e assistenti sociali, non è tipo da mollare la presa finché non gliela avrà fatta pagare. Ha già dichiarato che lui e gli altri giudici sono parte lesa in questa vicenda.

    1. Marina Umbra

      Tratti in inganno…..non penso!!! Intanto il peggiore Lor Signori lo hanno scarcerato e può anche esercitare!!!!

      1. Non confondiamo il giudizio post-processuale dalla valutazione sulla carcerazione preventiva, che dipende da un magistrato diverso.

        Detto questo, torno ad un ragionamento generale. Come ha scritto Klaus, ci sono “radici ideologiche” ben precise di questa guerra alla famiglia, che partono da lontano e passano attraverso l’ideologia LGBT. Sono ben documentate. Ora il passaggio che sto per fare richiede un po’ di prudenza, perché la dottoressa De Mari è stata denunciata su questa cosa, comunque diciamo che riporto senza commentare un’affermazione di Mario Mieli citata da Wikipedia:

        http://archive.is/VdcGS


        «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica.. La società repressiva eterosessuale costringe il bambino al periodo di latenza; ma il periodo di latenza non è che l’introduzione mortifera all’ergastolo di una «vita» latente. La pederastia, invece, «è una freccia di libidine scagliata verso il feto» (Francesco Ascoli)»
        (Elementi di critica omosessuale, pag. 62, 2002)

        Ognuno può trarre le conclusioni da sé.

        Tornando a Bibbiano, RadioSpada ha pubblicato un archivio sul caso:

        https://www.radiospada.org/2019/07/e-noi-pubblichiamo-il-nostro-archivio/

        e le convinzioni ideologiche delle persone coinvolte sono ben documentate da discorsi e testi resi pubblici. Indipendentemente dalle responsabilità penali e civili, che tocca ai magistrati individuare, sono già evidenti quelle politiche, perché sono chiare le affiliazioni politiche delle persone che hanno portato avanti e giustificato ideologicamente questo schifo. In tutto questo pantano il PD emiliano-romagnolo sta portando avanti caparbiamente un disegno di legge “sull’omotransfobia” che ha l’evidente scopo di mettere il bavaglio alle voci critiche

        Ora questo caso per me ha un valore di spartiacque: prima le trame anti-famiglia permettevano di giudicare i politici e gli ideologi che tirano le fila di questo schifo. Vista però la massa di gente che nonostante questo schifo oggi non solo non è indignata, non solo non scende in piazza per chiedere giustizia, non solo non vuol vedere gli evidenti legami ideologici, ma continua a sostenere quella parte politica e arriva persino ad accusare di strumentalizzazione chi, come noi, sta denunciando queste cose… allora ecco che il giudizio deve estendersi a queste persone. Non mi dite che “vengono ingannate”, perché non è possibile: appoggiano, e appoggiano scientemente.

        1. Si, ha ragione Fabrizio, l’impostazione politico-ideologica diventa elemento fondante quando si tratta di giudicare i fatti, perché inevitabilmente chi ha certe impostazioni (PD e compagnia cantante) tende – ammettiamo anche il grande beneficio della buona fede – a giustificare con segno positivo non tanto il fatto specifico in sé (su questi fatti poi spero proprio di no), ma taluni fatti anche gravi, come “incidenti di percorso”, che nulla toglirebbero alla validità dello schema che si persegue.

          Io entro raramente almeno quanto a commenti qui, nelle questioni partitiche più che politiche, ma sempre più mi domando come possa un Cristiano aderire a certi partiti che perseguono certe idee (e non sto indicando l’alternativa, ognuno se la veda da sé).

          Già me lo domandavo “l’altro ieri”, oggi più che mai.

          Ho conosciuto diversi cattolici, di per sé persone molto coerenti rispetto la fede se sganciata dalla politica, ma che non comprendo la enorme DICOTOMIA di una posizione simile.

          Poi c’erano (ci sono) quelli che credono di cambiare le cose “dall’interno” che non si rendono conto che cercano di arrestare una valanga con in mano una pala!

  14. Chiara bellani

    Le vicende del Forteto e di Finale Emilia sono ancor più sconvolgenti e ancor più oscurate dai media e dai partiti di sinistra.
    Bisogna trovare tutti i modi per non far cadere in un buco nero questi crimini, la nostra gente, le nostre famiglie devono essere aiutate a comprendere fino a dove una certa ideologia antifamilistica può arrivare

  15. Restifar

    Da quello che si legge su questa triste vicenda emerge chiaramente che i crimini sono stati commessi e reiterati nel tempo grazie ad una burocrazia colpevolmente disattenta e distratta dalle trame di un clan di professionisti organizzati. Il sindaco del PD è certamente estraneo alle azioni di costoro e gli vengono addebitati solo irregolarità amministrative. Ma è legittimo chiedersi se un pubblico funzionario deve limitarsi a controllare le carte e non abbia il dovere di accertarsi di come vengono gestiti certi affari, specialmente quando coinvolgono soggetti deboli e, ancor di più, quando riguardano le famiglie. Lo stesso principio vale, naturalmente, per tutte le funzioni che sono coinvolte in questo tragedia. Colpisce, in particolare, il ruolo “compresso” dei magistrati e si comprende lo spirito di rivalsa dei giudici di Bologna che si sentono traditi non solo e non tanto dall’infedeltà di alcuni individui, ma principalmente da un sistema che non è certo coerente nell’attribuire adeguati margini di discrezionalità in alcune materie nelle quali l’apprezzamento personale e diretto deve concorrere e non essere subordinato a tecnicismi e pareri di esperti. Quando si parla di una burocrazia lenta e macchinosa che mette in ginocchio il paese con tanti tentacoli che strangolano ogni settore spesso non si comprende che tra questi vi sono anche quelli che possono favorire processi kafkiani come questi. Credo che la complessità di questa triste e grave vicenda meriterebbe, oltre ad un pressing dei media che ancora latita, interventi ministeriali per accertare i nodi deboli delle normative e procedure che regolano la materia.

  16. Marina Umbra

    Il problema non sono le leggi sono le persone. Qualunque magistrato veramente interessato alla Verità e non alla Carriera si sarebbe accorto solo dai numeri che c’era del marcio. Ma quelli erano SOLO BAMBINI….

  17. Enrico Locatelli

    Grazie Costanza,
    capisco che le parole e i sentimenti si congelino di fronte a tanto orrore. Non ci sono ironia né umorismo che possano applicarsi di fronte a tanto male. Ma bisogna combattere, come tu fai. Sappi di avere il sostegno di tutte le persone che hanno un cuore nel petto, e anche il mio. Coraggio!

  18. vale

    @marina umbra

    appunto. interessato alla verità.

    leggere intervista a un ex magistrato e oggi avvocato su “libero” oggi pag.11
    “un affare da 5 miliardi dietro le case famiglia”

    sempre da libero a pag.9 intervsita a galli della loggia

    ” la credibilità della magistratura era in caduta libera già da prima ( dello scandalo csm, nota mia ) e non potrebbe essere diversamente visto il cattivo funzionamento della giustizia stessa..

    Non esistono ospedali cattivi con medici rispettati. e così è per i tribunali.”

    e anche carlo nordio, ex magistrato, intervistato a pag.6 -in merito ad altre situazioni- afferma che” è vero che la credibilità della magistratura è ai minimi storici….”

  19. Klaus B

    Dall’articolo di Borgonovo, di cui continuo a raccomandare la lettura, si desume che in tutto i magistrati coinvolti sono 6, che avrebbero dovuto controllare la situazione di diverse migliaia di bambini. In questa situazione è comprensibile che abbiano potuto affidarsi alle valutazioni degli “esperti”, anche perché sono laureati in Giurisprudenza e non in Psicologia, finché non hanno avuto sentore che qualche cosa non andava.
    Da quel momento, a scoperchiare la pentola sono stati loro, perché l’orrore, per quanto ne so, è emerso grazie a indagini giudiziarie. Senza essere un sostenitore a oltranza della nostra magistratura in generale, ritengo che in questo caso possiamo avere fiducia fino a un’eventuale prova contraria che non credo vi sarà.
    La questione seria, ora, è piuttosto un’altra: quanti casi Bibbiano non ancora emersi ci sono e ci sono stati in Italia?

    1. L’articolo di Borgonovo l’ho letto. Ma ho letto anche questo articolo di tre anni fa, che ben fa capire quale sia l’orientamento ideologico del giudice su bambini e genitori LGBT:

      https://www.corriere.it/politica/16_febbraio_11/intervista-al-presidente-del-tribunale-dei-minori-di-bologna-giuseppe-spadaro-sulle-unioni-civili-d3c8c4da-d0bb-11e5-9819-2c2b53be318b.shtml

      Tutta l’intervista è “illuminante”, ma riporto solo un paio di passaggi per brevità:


      Le coppie dello stesso sesso, però, «rompono» il principio biologico della filiazione: qualcuno sostiene che ciò le renda meno famiglie. È d’accordo?

      «Sia la legge che la società separano sempre più spesso la relazione genitoriale dal solo vincolo biologico. C’è una genitorialità genetica, una gestazionale (come avviene per le madri che ricorrono alla donazione degli ovuli), e infine una genitorialità sociale e psicologica; è quest’ultimo il caso in cui il bambino percepisce il ruolo genitoriale svolto dall’adulto indipendentemente dal vincolo biologico. La genitorialità sociale ricomprende anche i genitori adottivi omosessuali e il partner omosessuale del genitore biologico, una condizione che ha ricevuto tutela legislativa già in molte giurisdizioni».

      Il Tribunale per i minorenni di Bologna che lei presiede ha confermato l’affido di una bimba a una coppia di uomini: in base a quali principi?

      «Il nostro punto di partenza è stato che una coppia omosessuale stabilmente convivente può essere considerata famiglia idonea a candidarsi come affidataria: non vi è alcuna ragione — se non il pregiudizio — per ritenere che un ambiente familiare omosessuale possa essere pregiudizievole del sereno sviluppo di un bambino. Il criterio di valutazione non può che essere, com’è stato, quello dell’interesse del minore».

      Mi sembra più che sufficiente, no? Ripeto solo una mia vecchia massima, che non possiamo più permetterci di essere ingenui. Può darsi che il magistrato ora si renda conto degli effetti devastanti del sistema e voglia tirarsene fuori: ma le sue stesse dichiarazioni di tre anni fa mostrano una totale non comprensione di cosa sia una famiglia e dei danni che derivano dai tentativi di snaturarla.

      La questione del tecnicismo (i giudici devono fidarsi dei tecnici, in questo caso gli assistenti sociali, e come fanno a capire se sono disonesti?) è una questione vera, ma banale. Nella stragrande maggioranza dei casi l’attività di un magistrato oggi si fonda sul parere di tecnici, e non sto parlando solo di assistenti sociali (possono essere chimici, ingegneri, fisici, medici, tutto quel che ci vuole). Dunque è abbastanza evidente che si pone il problema della loro affidabilità. La responsabilità del magistrato è proprio anche quella di valutare i tecnici: se così non fosse, allora tanto varrebbe far giudicare direttamente i tecnici.

      A questo proposito, e a parziale discolpa dei magistrati, pare che effettivamente un articolo del CC permetta in certi casi ai tecnici di decidere senza neanche passare dal magistrato. Lo sostiene il sen. Malan che spiega come l’articolo 403 del CC dia sostanzialmente un potere eccessivo agli assistenti sociali (generalmente detesto i video, ma sono solo due minuti e non ho trovato una trascrizione):

      L’articolo è stato approvato nel 2017, dal governo a maggioranza PD – tanto per tornare alle responsabilità politiche di questa situazione.

      http://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/gi0592.pdf

      1. “…non vi è alcuna ragione — se non il pregiudizio…”

        Ecco liquidata in quattro e quattrotto la questione e naturalmnte qualunque altra ragione (e ce ne sono anche di psicologicamente valutabili) è dettata da pregiudizio. Già bollato chi le sostiene…

      2. Alberto

        Si fa riferimento ad un disegno di Legge avente come primo proponente l’onorevole Agostinelli del M5S che è stato discusso in Commissione, ma non è mai arrivato alla Camera. Quindi l’on. Malan si è confuso o ha dato un’informazione errata. La modifica dell’art. 403 del Codice Civile non è mai avvenuta. Purtroppo la polemica politica sta creando un polverone tale per cui si affermano molte cose inesatte che andrebbero verificate con più attenzione. Il documento indicato è l’illustrazione della proposta di modifica.

        Art. 403 “Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o è allevato in locali insalubri o pericolosi, oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere alla educazione di lui, la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione”.

        Questa è la situazione attuale. Non ci trovo nulla di disdicevole, anche perché il soggetto del collocamento è “la pubblica autorità”.

      3. giovi

        Grazie, Fabrizio, di questa intervista.
        Ormai parole come quelle del giudice sono comuni da sentire, ma io non riesco ad abituarmici.
        Mi dico: ma questa gente ha figli ? Ha mai avuto a che fare da vicino con un bambino ? Sono loro che sono imbottiti di pregiudizi ed ideologia !
        Tempo fa, ebbi uno scambio di mail con la direttrice di “donna moderna “, credo il settimanale più venduto d’Italia, sempre in prima linea su matrimonio gay, gender , compravendita , anche se regalarli è meglio, di bambini.
        Feci notare alla signora che lei, così “avanti” nel promuovere l’acquisto o il regalo dei figli altrui a coppie di uomini o donne, magnificava spesso la sua bella famiglia con due bambine e un padre e le chiedevo se avrebbe mai affidato le SUE figlie a due uomini , se mai avesse pensato, quando era incinta, di poterle vendere !
        Non ebbi risposta sul punto, naturalmente, ma mi tagliò tutte le domande scomode, facendomi passare sul giornale per una retrograda medioevale bigotta sgranarosari, come dice Vialli !
        Pochi mesi dopo, un bell’articolo su quanto sia importante, per le SUE figlie , andare alla radice della storia familiare, di come siano moltissimo interessate ai nonni, agli zii e ai cugini !
        Certo, le SUE figlie possono permetterselo, sono tutelate dall’essere private del padre e della madre, dall’essere private delle loro origini, hanno in famiglia tutti i mezzi culturali ed economici , non come i bambini poveri che vengono dati in pasto a coppie di uomini o donne, bambini che sulla loro pelle devono giocoforza superare il “pregiudizio” di non aver bisogno di un padre e una madre per crescere bene !
        Spero che questa vicenda di Bibbiano . almeno, come dice fabrizio, faccia aprire gli occhi a molti.
        Anche sul fatto, sbandierato in continuazione in questi anni, che non si trovano famiglie disposte ad accogliere i bambini altrimenti condannati alla casa famiglia: mi pare ovvio come la scelta di due donne sia stata ideologica, proprio contro la famiglia, in questi casi, come in tutti gli altri.

        1. Giovi, le rivoluzioni necessitano sempre di avere tutti gli uomini giusti ai posti giusti (sempre per citare Valli)…

          Comunque possiamo pregare perché le persone che hanno sbagliato davanti a questi fatti terribili riconoscano l’errore e lo correggano, se sono in condizioni di farlo.

          Segnalo questa petizione appena arrivatami contro la legge-bavaglio dell’Emilia Romagna, che si voterà domani:

          https://www.sosragazzi.net/petizione-omotransnegativita/

            1. E ancora:

              http://www.lanuovabq.it/it/paglia-via-alle-purghe-cancellato-giovanni-paolo-ii

              Soppresso l’insegnamento di Teologia morale: d’altronde per propalare il “love is love” non serve. Valli recentemente ha pubblicato la lettera di un prete che ci ha raccontato – in realtà è una conferma di cose note da tempo – che in seminario insegnano che la metafisica non serve più.


              Se «la realtà è Cristo», come afferma san Paolo, è da qui che bisogna partire per dare senso al matrimonio e forza alla famiglia.

              È l’esatto contrario dell’approccio oggi proposto e riferito ad Amoris Laetitia. La realtà da cui partire non è più Cristo, ma la situazione, le fragilità della famiglia. Significativo è ciò che gli insegnanti dell’Istituto, in tutto il mondo, esterrefatti si sono sentiti ripetere in questi tempi dal nuovo preside, monsignor Sequeri, a proposito del cosiddetto “nuovo paradigma”: abbiamo elaborato per tanti anni una teologia del matrimonio ma non della famiglia – ama dire -, perché abbiamo sempre pensato alla famiglia radicata sul matrimonio; invece oggi dobbiamo pensare alle realtà di famiglia che non sempre nascono dal matrimonio, ci sono tante forme di familiarità e tutte hanno dei valori.

                1. giovi

                  1) Ora Fabrizio mi redarguirà sulle mie letture e avrà pure ragione, perché è uscito un articolo sul sussidiario veramente inaccettabile :
                  https://www.ilsussidiario.net/news/caso-bibbiano-perche-sacrificare-i-bambini-a-una-famiglia-astratta-e-strumentale/1908241/
                  Quello che manca in questo articolo, del giornalista Bernardini, che pure stimo ( stimavo ? ) è il mettersi dalla parte dei bambini, ma veramente dalla parte dei bambini.
                  Disgustoso, mi scuso per l’aggettivo, ma non ne trovo altri, il valorizzare il desiderio di paternità e maternità gay, in quanto l’interesse principale da difendere è quello dei bambini e non si possono usare i bambini per accogliere i desideri degli adulti !
                  Come ho già detto, anche io ho avuto dei bambini in affido, negli anni, e mi aveva colpito tantissimo il desiderio di questi figli di avere accanto una mamma e un papà. Di solito,in generale, questi bambini vengono da famiglie distrutte, in cui non sono presenti un padre e una madre, a volte nessuno dei due, e noi , nemmeno nell’affido, che dovrebbe permettere loro di sperimentare vosa sia una famiglia sana, diamo loro questa possibilità , perché “esistono” tanti tipi di famiglia ?
                  Mi ricordo con tenerezza e struggimento, che è stato da noi per un breve periodo e che era stato abbandonato dalla mamma, che in casa, casa in cui ero presente soprattutto io, per la maggior parte del tempo, chiedeva sempre di mio marito, aveva proprio bisogno di vederci insieme !
                  E questo bambino, vero, con nome e cognome, avrebbe dovuto essere sacrificato per un affido a due uomini o due donne ???
                  Bernardini, mi spiace, non avresti voluto il bene dei bambini che hai preso in affido , auspicando per loro, con facce e vite vere, di essere privati dell’amore di un papà e di una mamma !

                  1. giovi

                    2) Poi, come il signor Burato, questa difesa dell’istituto dell’affido, che non mi sembra affatto messo in discussione da questa vicenda di Bibbiano, almeno non in quanto ho letto io !
                    Quello che è messo in discussione è un sistema malato, che strappava ( sì, .strappava, Bernardini, è il verbo giusto !!! ) i bambini a famiglie magari bisognose di aiuto, ma che potevano essere aiutate senza mettere in campo un’ideologia contro la famiglia di per sé.
                    E il fatto del business c’è, inutile negarlo , a partire dalle case-famiglia, a tutto un giro di consulenze e figure che ruotano attorno alle problematiche di famiglie povere in tanti sensi e quando c’è un business, ci possono essere deviazioni, non bisogna negare la realtà.
                    Nella mi esperienza ho avuto a che fare con qualche deviazione, non ai livelli di Bibbiano, grazie a Dio, ma di cose ne ho viste, altroché se ne ho viste.
                    Per esempio colloqui , parlo di decine di colloqui, negli anni, anche di due ore ogni volta, con due assistenti sociali per volta, pagate dal comune, quindi da noi, in cui francamente non era necessari la presenza di due operatrici ogni volta, alla fine si divagava pure molto, le ore scorrevano a fiumi.
                    Per esempio colloqui “protetti”dei genitori naturali dei bambini che avevamo in affido che non avevano alcun bisogno di essere “protetti”, manco il genitore in difficoltà fosse un delinquente e manco ci fosse la necessità di impegnare una serie infinita di figure per assistere a colloqui tra un padre e un figlio !
                    E pure la tendenza della case famiglie a non mollare i bambini, l’ho constatata : per loro sono “pane” !
                    Voglio dire, l’esperienza dell’affido familiare è un’esperienza che arricchisce famiglie e bambini, è un’esperienza di gratuità , di crescita, di amore, ma non dobbiamo censurare nulla, non dobbiamo fare difese d’ufficio di nulla: se i bambini strappati alle famiglie, stanno tornando, vuol dire che erano stati strappati ingiustamente , può accadere !
                    Certo, mi sarebbe piaciuto avere un contraddittorio leale col Bernardini, ma , purtroppo, il contraddittorio è stato soppresso su sussidiario e io non sono nessuno per vedermi pubblicato un contributo : spero ci siano figure autorevoli che possano dire la loro in quel contesto.

                    1. giovi

                      Mi scuso per i refusi, ho scritto molto in fretta , sono una mamma sconvolta dalla vicenda e dalla difesa d’ufficio, da parte di un cattolico, di personaggi loschi.

                    2. giovi

                      https://www.ilsussidiario.net/news/affidi-illeciti-bibbiano-4-bimbi-tornano-in-famiglia-riabbraccio-figli-strappati/1908150/
                      Ho trovato quest’articolo di ieri sul sussidiario , piuttosto di cronaca , che di giudizio culturale, ma comunque chiarissimo : Bernardini l’avrà letto ?
                      Se due giornalisti scrivono sul medesimo tema, sulla stessa testata, da lettrice mi aspetterei che quelli che intervengono in seguito ne tengano conto, prima di pubblicare un cumulo di stupidaggini ideologiche, sul nulla.

                    3. @Giovi 13:53

                      Si chiama “dibbbattito”: si scrivono cose opposte, ognuno dei due ignora l’altro, e alla fine è tutto contemporaneamente vero e cattolico, perché siamo un’unica grande Chiesa.

                  2. Mah…

                    L’articolo parte dal presupposto, del tutto sballato a mio avviso, che vi sia un strumentalizzazione del “caso Bibbiano” con lo scopo di attaccare l’istituto dell’affido (??)…
                    C’è persino l’indignazione personale da ex genitore affidatario come se sotto accusa ci fossero tout court tuta la “categoria”.

                    Poi ecco sbucare l’apertura per “tutti i tipi di famiglia” perché anche lui, come tanti conoscono tante singole coppie tanto brave e soprattutto con tanto desiderio di avere figli… come se questo desiderio fosse l’unico e il solo parametro per giustificare sempre e comunque affidi e/o adozioni.

                    1. L’articolo parte dal presupposto, del tutto sballato a mio avviso, che vi sia un strumentalizzazione del “caso Bibbiano” con lo scopo di attaccare l’istituto dell’affido (??)…

                      … e la strumentalizzazione, invece, è proprio inventarsi che qualcuno stia attaccando l’istituto dell’affido in sé, cosa che non si legge da nessuna parte. Se le stanno inventando tutte. Ma questo lo capisco benissimo: è una lotta per la sopravvivenza, perché se questo coperchio salta e fa saltare tutti i coperchi collegati non è solo questione di un po’ di gente che finisce in galera e qualche carriera politica finita, ma salta tutto un sistema socio-culturale, ben radicato nel sedicente cattolicesimo, e salta definitivamente, rovinando in modo definitivo la reputazione di molti. Noi ci angosciamo per le sorti dei bambini e delle famiglie, loro combattono per difendere le proprie posizioni.

                      PS Il tizio era già da tempo nella mia lista nera.
                      PS2 Sul “Il Sussidiario” non infierisco, che tanto auto-infierisce da sé.

                    2. Francesco Paolo Vatti

                      Partecipo da anni a una lista internet sulla paternità: di casi come quelli avvenuti a Bibbiano, purtroppo, ne esistono diversi, soprattutto a carico dei padri che vengono spesso accusati di molestie o violenze sessuali sui figli e per anni sperimentano un vero e proprio calvario giudiziario, andando in galera talora (con le conseguenze che potete immaginare, data l’accusa), per poi essere dichiarati innocenti dopo anni, aver perso il rapporto col figlio e via di seguito. Denunciare questo, non vuol dire essere contro l’affido (che è sacrosanto, in certi casi!), ma essere contro l’abuso per spettacolarizzazione o per lucro.
                      Mi dà veramente fastidio che i desideri, pur legittimi, ma in un contesto sbagliato, di paternità/maternità di chi vive una relazione omosessuale vengano difesi da giornali sedicenti cattolici. Conosco anche io omosessuali che sono bravissime persone, e allora? Mi va benissimo bere un bicchiere con loro e chiacchierare del più e del meno, ma non sarei contento che i miei figli venissero affidati a uno di loro, perché sarebbe una situazione monca, con conseguenze negative sulla loro crescita.

              1. Luca 11,23

                Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

                E questa Parola riporto nello specifico per coloro che CONOSCONO Cristo e lo pongono in “second’ordine” (vedi quanto ha riportato @Fabrizio)

          1. Francesco Paolo Vatti

            Meno male questa petizione l’ha messa lei qui: l’avevo ricevuta, ma non l’avevo guardata credendo che fosse la solita menata sul web….

  20. Klaus B

    La mia fiducia si riferiva solo al fatto che i giudici di Bologna non si fermeranno nell’indagare su chi li ha ingannati. Questo concerne esclusivamente l’aspetto delle indebite sottrazioni dei bambini alle famiglie. Sul punto, spero e credo che le indagini e le azioni giudiziarie non si fermeranno per tentativi di insabbiamento da parte di chicchessia.
    E va dato atto, comunque, che a far emergere la piaga sono stati gli stessi giudici, non – per dire – la stampa e neanche, per quanto ne ho capito, esposti o denunce presentati dai cittadini.
    Altro discorso è quello dell’ideologia che combatte la famiglia tradizionale, dalla quale il magistrato nell’intervista citata si mostra, diciamo così, alquanto influenzato. E partendo da un punto di vista simile – oltre alla questione di principio, ovviamente inaccettabile – è chiaro che si può essere più facilmente esposti a dare eccessiva fiducia a esperti che puntano nella stessa direzione.
    In ogni caso, non v’è dubbio che spetti al giudice trarre le conclusioni e che i periti siano solo periti. Quello che intendevo dire è solo che, se si tratta di pochi giudici a fonte di migliaia di casi, è abbastanza difficile che questo possa avvenire appieno con il necessario approfondimento. Forse, però, si potevano fare dei controlli a campione; o, piuttosto, li si poteva fare prima, dato che la questione, purtroppo, dura da anni.
    E qui ritorno al punto per me più dolente: ci sono altri casi simili che non sono emersi? purtroppo temo di sì.

  21. vale

    tanto per dire quanto si interessavano, gli addetti ai lavori, della situazione ( e non facciamo finta di credere che in un paesone ingrandito come bibbiano o reggio emilia non si sapesse nulla ), vi viene fuori che :

    CRONACHE
    Mercoledì, 24 luglio 2019 – 14:25:00
    Esclusivo. Foti il guru di Bibbiano. Non ha neanche la laurea in Psicologia
    Claudio Foti ha una laurea in Lettere e grazie ad una sanatoria è iscritto all’Ordine degli Psicologi. C’è anche questo dietro la storia di Bibbiano.

    …Dopo “Lettere” Foti ha all’attivo solo delle “Maratone e gruppi di psicodramma” e un “tirocinio in qualità di psicologo”, presso il “servizio di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara”.

    Come fa a fare un tirocinio in ospedale, in neuropsichiatria infantile un soggetto che ha solo la laurea in Lettere? E’ uno “psicodrammista”, c’è scritto nel curriculum. In seguito ha fatto tantissimi corsi ma questi non possono essere equiparabili ad una Laurea.

    …Perché sia possibile ce lo spiegano vari Ordini regionali degli Psicologi contattati e soprattutto quello del Piemonte, al quale Foti risulta iscritto dal 1989.

    “E’ iscritto come articolo 32”, ci dicono al telefono. “E’ ufficiale? Ce lo può confermare?”, chiediamo. “Si, è un articolo 32, Legge n. 56 del 1989”.

    Cosa sia questo articolo di legge lo raccontano, sul loro sito, gli psicologi del gruppo “SRM Psicologia” che dagli anni ‘80 si occupano di promozione e tutela delle scienze psicologiche: “Molti psicologi, soprattutto tra quelli iscritti all’Albo con art. 32 o con Art. 34, hanno lauree diverse, come una laurea in sociologia, biologia, filosofia, scienze politiche, giurisprudenza ecc., e ci sono alcuni che non hanno laurea ma soltanto un diploma.

    Questo è stato l’effetto di una sanatoria. La legge che regola la professione di psicologo esiste soltanto dal 1989. Infatti prima dell’istituzione dell’Ordine Professionale la psicologia e la psicoterapia erano attività non regolamentate.

    Molti psicologi art. 32 o art. 34 infatti prima di essere dei veri psicologi, erano soltanto degli psicoterapeuti spesso autodefinitisi tali. Poi grazie alla sanatoria sono diventati psicologi.”

    Grazie alla sanatoria del 1989, governo Dc a guida Ciriaco De Mita con alla sanità Carlo Donat-Cattin, i tanti psicoterapeuti che si autodefinivano tali hanno potuto iscriversi all’Ordine degli psicologi, se per un certo numero di anni precedenti erano stati riconosciuti come tali dagli enti pubblici. Il governo regolarizzò così un quadro caotico in cui chiunque esercitava la professione di psicologo.
    …Claudio Foti, che si definisce “direttore scientifico del Centro Studi “Hansel e Gretel”, nel 1982 diventa “giudice onorario” per il Tribunale dei minori di Torino. Nell’89 è già docente all’Istituto di Psicoterapia psicoanalitica – Torino” e nel 1992 insegna educazione sessuale ai bambini delle scuole medie. Poi una carriera folgorante, forte nella sua collaborazione con gli enti pubblici.”

    chiaro,no,come funziona?

    ( da “affariitaliani.it )

  22. vale

    e anche, per capire il funzionamento del “sistema” e che ideologia ci sia dietro:

    “il foglio” di oggi pag.1 e inserto 1.
    “il vero partito di bibbiano.
    una rete di psicologi e onlus ossessionati dalla caccia ai mostri che non lo erano( come poi dimostrato dai tribunali). il giustizialismo applicato all’infanzia: trasformare gli abusi presunti in abusi reali. contro le regole e lo stato di diritto.”

    ( siccome la firma è una ciliegia, suppongo sia Cerasa. il direttore de il foglio)


  23. Il Consiglio superiore della magistratura e la Scuola superiore della magistratura hanno promosso per anni corsi di formazione per i magistrati italiani incentrati sulle idee (non riconosciute dalla comunità scientifica) del Cismai, l’associazione al centro di decine di processi per presunti abusi su minori poi conclusi con clamorose assoluzioni e ora coinvolta nel caso di Bibbiano.

    Ma non è tutto. Il Foglio, infatti, è in grado di rivelare che sia Gloria Soavi, presidente del Cismai, sia Claudio Foti hanno avuto la possibilità di formare anche magistrati. La prima risulta essere stata tra i relatori di un corso di formazione di tre giorni (15-17 gennaio 2018) dedicato alla “pratica del processo minorile e civile”, organizzato a Scandicci dalla Scuola superiore della magistratura, alla quale dal 2006 è attribuita la formazione iniziale e permanente delle toghe, ma questo potrebbe non essere stato l’unico coinvolgimento di Soavi nei corsi della Scuola. Dall’altra parte, Claudio Foti è stato relatore di incontri di studio promossi dal Consiglio superiore della magistratura per ben sette anni (1990, 2001, 2003 e dal 2006 al 2009). Alcuni di questi corsi sono stati riservati a magistrati in tirocinio, cioè a magistrati che stavano svolgendo il loro percorso di formazione dopo il superamento del concorso, prima di essere destinati a svolgere le funzioni di requirenti e giudici dei minori.

    Insomma, dopo la Bassa modenese e Reggio Emilia, anche Salerno pare una polveriera pronta a esplodere. Ma la principale domanda da porsi è: perché il Csm e la Scuola superiore della magistratura hanno aperto le porte a una metodologia non riconosciuta dalla comunità scientifica, permettendo ai magistrati di formarsi su questo approccio?

    https://www.ilfoglio.it/giustizia/2019/07/24/news/come-ti-plasmo-il-giudice-antiabusi-266705/

    1. blaspas59

      Perchè secondo i magistrati loro devono “fare giustizia”. Dovrebbero prima capire che loro devono applicare la legge, cosa molto più semplice e che non habisogno di corsi di formazione.

  24. vale

    della serie: è sempre colpa di qualcun altro:

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/errori-gravi-ma-noi-siamo-diversi

    e, siccome, in cauda venenum::

    https://www.reggionline.com/matteo-renzi-arriva-festareggio-suo-ultimo-libro/

    Gli altri appuntamenti di sabato 2 settembre

    “Cittadini in pericolo: la psicoterapia specializzata per interrompere la catena”.

    è il titolo del terzo incontro organizzato da Sinonimia Teatro Cultura Bellezza sulla terapia specializzata dei minori maltrattati. L’appuntamento, in Piazza Grande ore 20, sarà aperto dal video “Quando la notte abita il giorno” a cura di Sinonimia.

    Interverranno
    Claudio Foti, psicoterapeuta del Centro Hansel e Gretel di Torino,
    Gloria Soavi, presidente del Coordinamento Italiano Servizi Maltrattamento all’Infanzia e
    Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano con delega ai Servizi Sociali. Modera Fadia Bassmaji di Sinonimia.

    1 settembre 2017

    prosit

  25. Sarei curioso di saperne di più su quali sono i legami tra la “Hansel e Gretel”, del Foti, in cui si perpretavano gli abusi, e la Pontificia Università Auxilium. Credo che il pavido, e colpevole, silenzio sulla faccenda da parte delle autorità ecclesiastiche (a partire dall’ultraprogressista arcivescovo di Torino) procedano anche da questo, oltre che dalla consustanzialità tra CEI e PD, giusto?

    1. Per esempio:

      http://archive.is/UAfAU

      La sofferenza del bambino non è stata concettualizzata, ma piuttosto vissuta e rivissuta al Convegno, che si è svolto sabato 28 aprile a Roma presso la Facoltà pontificia Auxilium. Il Convegno organizzato dal Centro Studi Hansel e Gretel e dalla Facoltà – con l’adesione di Rompere il silenzio. La voce dei bambini” aveva come titolo: “Sofferenza del bambino, ascolto empatico e intelligenza emotiva”. Uno degli obiettivi del convegno era la presentazione del Master che partirà a Roma sulla gestione e sullo sviluppo delle risorse emotive dall’ottobre 2018.

      Nonostante la data scelta tra due ponti erano presenti circa 120 persone. Ha aperto il convegno Suor Pina Del Core, Preside della facoltà Pontifica Auxilium di Scienze dell’Educazione che ha accennato al rapporto di collaborazione che da alcuni anni la facoltà tiene con il Centro Studi Hansel e Gretel. Nel suo saluto suor Pina Del Core ha sottolineato l’importanza della rete attorno ai soggetti più fragili e ha accennato alla dimensione antropologica ed etica dell’impegno professionale e sociale a favore dei bambini.

      La relazione introduttiva è stata presentata da Claudio Foti. Ha portato storie relative all’ascolto empatico, all’ascolto emotivo e all’ascolto attivo, definendo la prospettiva teorica su cui si muove il Centro Studi Hansel e Gretel di cui è direttore scientifico e Rompere il silenzio, di cui è presidente. Ha proposto un significato dell’ascolto centrato sull’impegno a far circolare nel cuore ciò che entra nella mente attraverso l’orecchio. Ha inoltre presentato la sua teoria basata sulle cinque A: ascolto, apertura, accoglienza, accettazione, attenzione. Qualcuno dal pubblico ha proposto di aggiungere la parola “amore”.

      Che teneri, eh? Ma mica c’era solo Foti.


      L’intervento di Nadia Bolognini sul tema “Cura delle emozioni e riciclaggio della sofferenza” è stato particolarmente toccante e coinvolgente sul piano cognitivo e sul piano emotivo. Nadia Bolognini è la direttrice dell’area evolutiva del Centro Studi Hansel e Gretel. Molti di coloro che ascoltavano si sono fortemente commossi e commuovendosi hanno appreso che la psicoterapia è amore che si fa tecnica, coerenza comunicativa, capacità di portare alla pensabilità i vissuti emotivi più sconvolgenti di paura, angoscia, eccitazione, rabbia dei bambini traumatizzati.

      Sempre più teneri.

      https://www.gospanews.net/2019/07/10/bambini-di-bibbiano-le-terapie-hansel-e-gretel-promosse-dalla-suora-fan-pd/

      Magistrati e Carabinieri emiliani hanno così messo sotto controllo i colloqui scoprendo che gli stessi terapeuti avrebbero sottoposto a vessazioni psico-emotive per accusare i familiari e giustificare le sedute lucrose per i gestori dell’onlus Hansel e Gretel di Moncalieri (To), da anni guardata con sospetto nel settore, ma nonostante ciò patrocinata dal Comune di Torino e persino dalla Pontificia Facoltà Auxilium di Roma, presieduta da una sorella fan della sinistra, come lei stessa si rivela su Twitter rilanciando i tweet di esponenti Pd e di Sea Watch Italy a favore della capitana Carola Rackete.

      Gira che ti rigira, sempre lì andiamo a parare.

      Oggi, su Avvenire e Vatican News, è scattato il “soccorso rosso”: bisogna fare chiarezza, ma non “strumentalizzare politicamente”.

      1. Questo è l’account Twitter di suor Pina:

        Possiamo trovare roba tipo: ONU Agenda 2030, Camilleri, Cortile dei Gentili, David Sassoli, Bartolomeo Sorge, Vito Mancuso, Amnesty International, Huffigton Post (“viva Carola, fermate quel vigliacco di Salvini”), Enzo Bianchi, Gino Strada, Fabio Fazio, Libera (don Ciotti), Gentiloni, eccetera.

        Ah, ovviamente NEANCHE UN TWEET SU BIBBIANO (eppure l’ultimo tweet è del 22 luglio).

            1. Nota il tweet del 22 luglio di suor Pina: è un retweet di Agenda 2030 dell’ONU. Si è già discusso più volte di come sia un’agenda anticristica, giusto giusto programmata per il bimillenario della Redenzione. Ma, andando più in dettaglio, nota l’hashtag #EducationTransformsLives. Ecco cosa vuol dire:

              https://en.unesco.org/news/are-education-systems-lgbti-inclusive-unesco-teams-youth-organization-find-out

              Come al solito, in questi casi ci sono due possibilità: o sanno con chi hanno a che fare, e allora sono complici. Oppure non lo sanno, e allora sono ingenui, e allora vadano a fare un altro lavoro.

              Quello che mi sorprende è che nessun giornalista abbia contattato l’Auxilium per avere spiegazioni; ma forse non ci perdono tempo, sapendo che molto probabilmente non avranno nessuna risposta.

  26. Klaus B

    Assolutamente da leggere l’articolo della solita, grandissima Silvana De Mari sulla Verità di oggi. E anche l’intervista di Borgonovo al prof. Camerini su quella di ieri. A parte chiarimenti a proposito di Foti, la cui attività scientifica è definita del tutto insufficiente, la cosa che mi ha sconvolto è stata l’apprendere che, secondo lo stesso Camerini, NON ESISTONO indicatori di maltrattamenti e abusi (nel senso di evidenze comportamentali, per dirla, forse, impropriamente). Ma, se non erro, sono stati organizzati numerosi corsi di aggiornamento per insegnanti della materna e primaria sul riconoscimento di questi indicatori. Ed è ovvio che l’insegnante che riconosca tali indicatori sia tenuto, deontologicamente, alla segnalazione a chi di dovere. Il problema, a quanto pare, è solo che la cosa da riconoscere non esiste.

  27. Marina

    Ciao Costanza,
    ottimo articolo, complimenti! Propongo di seguire in merito a questa vicenda i video della Dott.sa De Mari.

    1. Me lo ricordo bene, e questo aumenta il mio disgusto. Disgusto che diventa nausea quando leggo e rifletto sulle disgustose dichiarazioni del Foti di qualche giorno fa: uno come lui, poi di fatto prosciolto dalle originarie accuse, poteva dichiarare con una tale arroganza che era colpa dei giudici se venivano “suggestionati dalle perizie degli psicologi” (?!) e che era colpa della destra italiana tutta la vicenda solo se avesse avuto la consapevolezza di essere protetti da agganci, nella politica e nei media, situati anche in alto. Io ho paura che i colpevoli saranno difficili da condannare definitivamente e da punire secondo giustizia, come pure scovare e punire tutti coloro che sono stati complici e hanno favorito questo sistema, profondamente radicato nell’ideologia liberal-comunista, contraria alla famiglia ed al cristianesimo. Purtroppo, e mi scuso se lo ripeto, sono le conseguenze dell’ideologia dell’egemonia culturale di Gramsci, che dominano il mondo della cultura, della politica e della giustizia italiani (e ora anche ecclesiali) da 70 anni a questa parte.

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