Quel che, di Verona, è fin troppo visibile

il blog di Giulia Bovassi

Pubblicato su Il Pensiero Forte

Questo articolo ha il fine di estraniarsi nettamente dalle premonizioni e, certamente, dalle descrizioni diffuse per la maggior parte da coloro che Verona l’hanno vista mediante uno schermo, sia esso bacheca social, home page di qualche testata giornalistica, talk show e via dicendo. Vorrei scrivere quanto ho visto, sentito e vissuto personalmente in qualità di uditrice, ma prima di tutto in quanto essere umano, al quale è stato fatto il dono della vita; di figlia, frutto dell’unione sponsale di un padre e di una madre; di donna, poiché ogni cellula del mio organismo contiene traccia della mia identità sessuale XX, in dotazione fin dalla nascita e oggettivamente innegabile; di moglie, perché ho liberamente scelto di amare e lasciarmi amare; di potenziale madre, per i figli che Dio vorrà donarci; di componente essenziale, alla pari di mio marito, del nucleo familiare nato da sei mesi esatti…

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3 pensieri su “Quel che, di Verona, è fin troppo visibile

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  2. Alessia

    Grazie per l’articolo molto denso e vivo (e ai precedenti di Miriano sul tema)!
    Insieme alla gratitudine per l’evento veronese, mi viene peró anche un po’ di amarezza… non tanto per la falsa campagna mediatica o di certe figure o associazioni, ma nel vedere i cattolici divisi su questioni così cruciali; penso a confronti con amici che avrebbero voluto sentire discorsi diversi e più forti (ma diversi e forti in cosa??), penso al Popolo della famiglia che ha indicato la non partecipazione al congresso, penso a commenti critici da siti cattolici che vedono solo il fallimento dell’evento dopo alcune dichiarazioni sull’intoccabilitá di certi “diritti acquisiti”. Su quest’ultimo punto son d’accordo sull’errore dell’abbassare l’asticella… Ma… Non si può buttar via tutto. E questo articolo me lo conferma. Interventi come quello di don Di Noto sono forse spazzatura? Famiglie con bimbi piccoli o disabili che si alzano alle tre del mattino per essere alla giornata di domenica sono gente che si accontenta o si fa imbrogliare o ipocrita o che non ha chiari i principi non negoziabili? Il congresso ha fatto scoprire le carte rispetto a certi contenuti e persone e ha dato modo a molte (specialmente le famiglie di domenica) di essere vere testimonianze.
    Ok certamente rilevare anche i punti deboli, da migliorare… Ma poi? Che fare? Mi sembra che manchi spesso in chi critica da cattolico una parte propositiva-costruttiva (come ad esempio invece ha tentato di fare http://lanuovabq.it/it/politica-ancora-inaffidabile-per-il-voto-serve-una-lobby). Ossia se poi vogliamo concretizzare a livello di legge alcuni obiettivi, abbiamo bisogno dei politici. E alcuni hanno accettato di venire e tentare una via. Ok non sono perfetti, ma poi anche da parte nostra c’è da “evangelizzarli” sull’unica Via, essere da pungolo… In modo da non disperdere le voci (e futuri voti), facendo così il gioco del nemico… Insomma far viaggiare insieme un percorso educativo-culturale e un percorso politico.
    Grazie ancora per l’articolo…un occhio prezioso da chi ha partecipato.

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