Chi non è contro la famiglia è per la famiglia

di Costanza Miriano  da facebook

Vedo che sulla mia e su altre bacheche facebook ci si scanna su Verona, ovviamente richiamando all’unità dei cattolici. Io, che davvero non sono interessata alla politica ma molto al mio essere cattolica e all’unità, ho adottato questo metodo: chiunque faccia o dica qualcosa per mettere a tema la famiglia sta dalla mia parte. Quindi se c’è da marciare marcio, se c’è da leggere in piedi in silenzio faccio la sentinella, se c’è da dire il rosario in piazza vado. Al momento del voto mi regolo, ma non è quello che mi interessa. Mi interessa che la famiglia non è mai messa al centro del dibattito, e la vita non è mai aiutata. 


Non mi pare leale invitare all’unità facendo distinguo e accusando. Chi voleva andare a Verona è andato, gli altri no. Ma meglio tacere, anche perché meglio un raduno politico per la famiglia che il nulla.
Non mi paiono leali i preti che invitano alla pace e intanto lavorano dietro le quinte per il ritorno dei cattolici nel PD, non mi pare leale neppure chi fa il superiore.
Chi non è contro la famiglia è per la famiglia, e va sostenuto sempre e comunque, visto il contesto surreale in cui viviamo.
Io per esempio sono andata a marciare ma ho preferito non essere fra i relatori, proprio per la presenza dei politici: non perché abbia qualcosa contro ma perché non è il mio mestiere.

 

90 pensieri su “Chi non è contro la famiglia è per la famiglia

    1. Daniela Tovo

      Grazie. Avanti senza paura. Ieri c’ero anch’io. Una bellissima marcia. Non una parola fuori posto da parte di nessuno. Nessun cartello offensivo nei confronti di nessuno (almeno io non ne ho proprio visti). Tanta gente pacifica che testimoniava con semplicità , ma anche con fermezza ció in cui crede profondamente. Tutto qui. Il resto sono chiacchiere, calunnie, bugie e omissioni.
      Ancora grazie Costanza.

    2. Aldo

      Si, è la tipica lucidità di chi prega, fa una vita sacramentale e spirituale sana…
      L’unico modo per rimanere liberi in questi tempi…

    3. Marco Gesi

      Cara Costanza, molti tra quelli che sono contro la famiglia si sono recati a Verona; credendo di difenderla, non le hanno reso in verità un buon servizio. Le famiglie vanno difese anche quando non somigliano alla nostra. Soprattutto quando non somigliano alla nostra.

    4. Luigina Puglia

      Per favore, in quale zona di Roma Nord si sta organizzando una cellula di monastero Wi-Fi? Ho partecipato il 19 gennaio, spero di poter partecipare anche in ottobre.

  1. Brava Costanza. Io ero al congresso ed alla marcia, per il voto mi regolerò quando ci saranno le elezioni. Chi sarà più credibile per portare i principi non negoziabili in Europa avrà il mio voto.

  2. Anna Maria Panfili

    Grazie Costanza, garbo e chiarezza…potresti fare scuola su questo, anzi la stai già facendo

    1. Vito

      Grande Costanza, condivido pienamente il tuo commento, sei come sempre molto lucida e trasparente. Siamo per la famiglia e staremo sempre al fianco di chi la sostiene.

    2. Marina Umbra

      Io c’ero.. Sveglia ore 3 ….. Nel mio pulmann una famiglua con tre disabili gravi… Alla faccia di chi si è lamentato dell’orario. Nel pulmann un prete bravissimo che ci ha detto la Messa a Verona. Chi non c’era ha fatto la sua scelta…. Come dice Giosue’

  3. vale

    non finirà. leggere sul sito di blondet una sua ( della miriano) collega di avvenire cosa racconta.
    la macchina delle false verità o delle balle vere e proprie ( con in prima fila rep.,ovviamente,) è già al lavoro.

  4. MoglieMammaNonnaFelice

    Mi associo al 100% di quello che dici; certo ieri era imbarazzante( ma soprattutto ingiusto) essere catalogati come persone di destra solo perchè i politici che hanno parlato e partecipato appartenevano prevalentemente alla Lega, ma bisogna anche prendere atto che ad oggi, solo loro – oltre che rappresentare il governo attualmente in carica quindi ad ora l’interlocutore privilegiato per chi vuole cambiare la politica sulla famiglia – accettano di prendere posizioni chiare sulla famiglia e le questioni etiche
    E mi rammarica molto vedere e capire che molti cattolici, anzichè rallegrarsi per il fatto che, tra politici e laici, ci sia ancora qualcuno che difende i primari valori cristiani (ma non solo) ed impronti su essi le proprie scelte di vita, abbia scelto di non aderire per non sedere al tavolo con la Lega; si vede che bisogna essere aperti, disposti al dialogo, accoglienti e misericordiosi con tutti tranne che con quelli orientati a destra. Dubito che ci sarebbe stata questa alzata di scudi o i ” distinguo” su metodo e sostanza se il convegno avesse ospitato qualche politico di sinistra ( salvo verificare se c’è qualche politico di sinistra che condivida questi valori e li veda prioritari rispetto a tutti gli altri)

    1. Lucia

      Nessun politico ” cattolico ” di sinistra ha voluto partecipare .Solo disprezzo verso i leader della destra che sapevano ssarebbero stati presenti ? Temo di no , evidentemente nel pd i ” cattolici ” hanno perso il diritto di esprimersi a favore della famiglia e visto che era chiaro che dal vaticano non sarebbe arrivato nessun endorsement tutti hanno preferito declinare l ‘ invito .Questo secondo me la verita. PURTROPPO .Ma la vera tristezza e la Chiesa che ha dimostrato che l ‘ unica battaglia da fare per essa come ha detto Padre Spadaro e quella dei migranti.Ciao

  5. Boback

    Io domenica mattina ho preso e son venuto a Verona, alla.marcia e non al congresso, esattamente per i motivi che mi hanno portato ai Family Day. Istanze antropologiche che andavano tradotte in politica, e non svendute ai partiti.
    Bisogna aggregare e non dividere, e parlo da tesserato (2018) del PdF che propone il Reddito di Maternità, che si vuol presentare alle europee ma che a Verona non è venuto.
    Dal palco prima di partire niente di serio o meglio concreto come risultati e proposte ma una bellissima atmosfera.
    I giornalisti hanno più che altro cercato supporti alle idee(sic) dei loro padroni, vedere lo sfogo della Frullone.
    Di famiglia se ne è ben parlato ed anche cantato su tutti i tg ed era chiaro fosse quella naturale.
    Ora, come hai detto bene tu, è tempo di feconda unità e proposte sulle quali trovare consenso ed unità. Io spero sotto il manto di Maria.

  6. Chi non è cattolico, chi non ha idee come le vostre, chi fa altre scelte non ha diritto di esistere o di avere la libertà di poter scegliere ciò che ritiene meglio per se stesso?
    Io sono rispettosa di tutte le religioni e di tutte le idee degli altri ma una cosa non perdono ai cattolici e a quelli che cercano di imporre le loro idee, appunto l’Imposizione.
    Io non vado a dire ai cattolici che tipo di vita devono fare e mi aspetto che loro facciano lo stesso.
    Invece pare che molta gente dimentichi che esista e deve esistere il diritto alla libertà.
    Ognuno può seguire una religione o una filosofia di vita o un’idea politica. Ma non la deve imporre a tutti gli altri altrimenti è tirannia.
    E mi dispiace che proprio i cattolici che predicano tanto amore siano poi così negativi nei confronti degli altri.
    La religione e la politica non devono togliere a nessuno la libertà. Se uno vuole una famiglia tradizionale se la faccia. Se uno vuole un altro tipo di famiglia dev’esser libero di farlo.
    Non siamo in dittatura ma in questo modo si dimostra di voler imporre a tutti solo un’idea e basta.

    1. Rino

      Amleta con tutto il rispetto le tue parole mi sembrano quelle di Lucignolo …la nostra società non è il paese dei balocchi…non ancora grazie a Dio.

    2. Francesco Paolo Vatti

      Mi paiono, con tutto il dovuto rispetto, che ci sia una serie di accuse fuori bersaglio.
      Chi ha detto che non può esistere chi la pensa diverso dai cattolici? Chiaro che chi è cattolico, come tutti gli altri, difende le proprie idee e tende a proporle agli altri. Chi ha detto che lei non possa scegliere ciò che è meglio per lei? Poi ognuno si prende la libertà di approvare quello che approva e di disapprovare quello che non approva.
      Parafrasando Stalin, le chiedo: con quali divisioni ci imporremmo? Di quali mezzi coercitivi disporremmo noi cattolici? Io, personalmente, non ne vedo…E in questo attacco, contrariamente a quanto proclama, non vedo particolare rispetto. E non è vero che non dica ai cattolici cosa devono fare: è proprio quello che sta facendo il suo intervento.
      Inoltre, dire che si ritiene sbagliato un certo modo di vivere non è essere negativi nei confronti degli altri, ma indicare loro un pericolo, casomai.
      Se uno vuol fare qualcosa di diverso da una famiglia, faccia pure. Ma dovrebbe essere chiaro che con questo rifiuta il cattivo e il buono della famiglia, senza sottrarre niente a chi ha accettato gli oneri con gli onori…

    3. vale

      sarà anche vero che la libertà-tà-tà-tà ognuno se la intende come pare a lui/lei/altro.

      resta da capire perché mai non si chiede al bambino/a se preferisca una famiglia “tradizionale” o della nuova tipologia. e non gli si chiede nemmeno se vorrebbe nascere.

      capisco che la libertà-tà-tà-tà non la si può chiedere ad un lattante. qualcuno deve scegliere per lui/lei ( poi,forse,da grande ,deciderà di definirsi altro.)

      ma il tanto sbandierato principio di precauzione ( sbandierato da un certo mondo ambientallsta/progressista) esiste solo quando decide per sé stessa,a quanto pare.

      Non per chi non è ancora in grado di eventualmente opporsi alle sue scelte.
      ( anche perché ,nel caso dell’aborto, da morto diventa difficilotto dire che si sarebbe voluto nascere)

      lnon so cosa lei sappia effettivamente di religioni e ideologie( temo che in proposito lei abbia poche idee, ma confuse) .

      ma che vuol dire,poi?
      vale anche per il marxismo staliniano o leninista e per il nazismo e la sua eugenetica di origine anglosassone?
      vale anche per la religione azteca o maya dove si sacrificavano persone a migliaia?
      vale anche per i satanisti?
      e la pedofilia,vogliamo parlarne?capisco che dopo le uscite di Vendola e Mieli, per voi( e soprattutto nel nord europa) la pedofilia sia da considerarsi sdoganata.
      vale anche per l’islam che condanna a morte gli uomosessuali – vedi Brunei.( zalone dixit) ?

      per cui ,visto che non mi vuole imporre né la sua religione, né le sue idee,posso trattenermi dalla prossima denuncia dei redditi la quota per gli aborti,i cambi di sesso e quant’altro che passa il servizio sanitario nazionale sul quale non sono d’accordo? Posso trattenermi anche la quota di eventuali assegni familiari che vengano erogati a quelle che non ritengo famiglie? e pure per la fecondazione eterologa?

      in nome della libertà-tà-tà-tà.

      naturalmente.

      riporto,per la cronaca,parte di un articolo su “bastabugie” n.106 del 25 settembre 2009:

      Sul quotidiano comunista Liberazione in occasione del gay pride del 2007, si riporta un brano di Mieli intitolato “Poveri etero, repressi e infelici”, nel quale costui sostiene che la famiglia rovina la naturale disposizione del bambino all’omosessualità e alla perversione polimorfa, spingendolo e obbligandolo a “identificarsi con un modello mono-sessuale mutilato”.
      Contro l’eterosessualità, considerata una mutilazione della vita biologica umana, occorre “dar vita ad una visione del mondo completamente alternativa rispetto a quella maschile-eterosessuale”.

      Questa è l’ideologia gay, legata, a livello internazionale, all’Ilga (International Lesbian and Gay Association). Dell’ Ilga fa parte anche la Nambla, la North American Man-Boy Lovers Association, associazione americana di pedofili che reclama leggi che permettano il sesso fra adulti e bambini “consenzienti” (vedi Aldo Busi quando reclama la liceità legale del rapporto tra uomini adulti e tredicenni).
      L’ideologia gay ha come fine quello di affermare non solo la giustezza del rapporto omosessuale, ma se possibile la sua naturalità, deducendo da questa una ridefinizione della famiglia, che apra al riconoscimento della “famiglia” gay, e quindi all’adozione di figli.
      In svariati stati è ormai possibile alle coppie gay adottare bambini ed anche procedere all’utilizzo della Pma (o fecondazione artificiale), per prodursi un figlio in provetta. Lesbiche e gay che ricorrono alla Pma sono ormai sempre più numerosi in tutto il mondo.

      “E’ stato ristampato, per i tipi della Feltrinelli, il saggio “Elementi di critica omosessuale” scritto da Mario Mieli (1952-1983) e pubblicato la prima volta dalle Edizioni Einaudi nel 1977. Il testo, un Manifesto della “politica dell’esperienza”

      I bambini, secondo il pensiero di Mieli, possono “liberarsi” e trovare la realizzazione della loro “perversità poliforme” grazie anche ai pedofili, specie se omosessuali: “NOI CHECCHE RIVOLUZIONARIE SAPPIAMO VEDERE NEL BAMBINO …L’ESSERE UMANO POTENZIALMENTE LIBERO. NOI, SI, POSSIAMO AMARE I BAMBINI. POSSIAMO DESIDERARLI EROTICAMENTE RISPONDENDO ALLA LORO VOGLIA DI EROS (…), POSSIAMO FARE L’AMORE CON LORO”. (Corrispondenza Romana 862/04 del 26/06/04)

      Questo é il Mario Mieli divenuto vessillo della “cultura gay” che organizza “corsi contro il bullismo” nei Licei romani; questa é L’IDEOLOGIA DI UN MOVIMENTO CHE RIVENDICA, TRA L’ALTRO, IL “DIRITTO” AD ADOTTARE …BAMBINI.

      libertà-tà-tà-tà.

      1. sarà anche vero che la libertà-tà-tà-tà ognuno se la intende come pare a lui/lei/altro.

        Questo perché la libertà dei laici è libertà senza verità. Senza verità ci si può permettere di ridefinire le parole a piacimento, come “amore” e “famiglia”; ma anche “essere umano”, negandola ad un bambino non ancora nato. E ci odiano perché semplicemente esistendo noi ricordiamo cosa è la verità.

    4. Pamela

      Grazie cara Costanza, grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla marcia nella nostra città. Ieri ha vinto la virtù della temperanza, l’ho vista nei volti di tanti, con il sano orgoglio, col bel sorriso ed il volto segnato da tante fatiche e responsabilità, ma nessuna lamentazione o odio verso il prossimo, anzi.. che bello, che gioia tornare a casa con il ricordo di volti sconosciuti che vivono il nostro stesso presente e che ci danno la forza di continuare nella fedeltà ai nostri più sacrosanti valori.

    5. Giuseppe

      “Se uno vuole un altro tipo di famiglia dev’esser libero di farlo.”
      Quale sarebbe l’altro tipo di famiglia?

    6. Roberto

      Amleta, infatti la tutela della famiglia non è un tema “cattolico”. È un tema di interesse pubblico. Il discorso di chi dice “nessuno ti impedisce di farti una famiglia tradizionale ma lascia che anche chi la pensa diversamente se la possa fare” dimentica una cosa fondamentale. Ovvero, che i figli nascono solo da un uomo ed una donna. Ergo, l’unica formazione sociale che garantisce la sopravvivenza della comunità a sé stessa è la famiglia naturale. È solo questo il motivo per il quale merita un trattamento diverso. Perché è appunto diversa da qualsiasi altra forma di convivenza. Si trattano in modo uguale situazioni uguali ed in modo diverso situazioni diverse. Trattare in modo uguale (come vorrebbe Lei) situazioni diverse è una forma di discriminazione

  7. Laura Russo

    Ieri è stata una giornata meravigliosa! Ero li cn mio marito, i nostri 3 bimbi e la pancia che comincia a vedersi!!!!
    Grazie Costanza per la tua trasparenza! E grazie a chi ha realizzato, collaborato lavorato e partecipato a queste giornate importanti.
    Laura

  8. Sara

    Non potrei essere più d’accordo con Costanza…la politica non mi interessa, anzi sono sempre in difficoltà al momento del voto . Per questo quando una mia amica ha postato, nel nostro gruppetto whatsapp, la locandina della marcia “contro ogni forma di razzismo per una città aperta e solidale “ che si è svolta a Verona il 23/3, mi sono sentita contenta e fiera di abitare in una città tanto sensibile ai temi sociali da ospitare nell’arco di due settimane una marcia sull’accoglienza ed il Congresso della Famiglia… è stato solo quando una seconda amica ha chiesto se si trattasse della “risposta “ alla marcia della famiglia che ho sentito puzza di bruciato e mi sono documentata , scoprendo tristemente come per tante persone (laiche e non) la convinzione politica venga prima di tematiche come “famiglia “ “diritto alla vita” “libertà nella scelta educativa “,ecc.
    Anch’io ieri ero alla marcia e devo dire che (grazie a Dio) qualche prete l’ho visto…

    1. Pamela

      Grazie cara Costanza, grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla marcia nella nostra città. Ieri ha vinto la virtù della temperanza, l’ho vista nei volti di tanti, con il sano orgoglio, col bel sorriso ed il volto segnato da tante fatiche e responsabilità, ma nessuna lamentazione o odio verso il prossimo, anzi.. che bello, che gioia tornare a casa con il ricordo di volti sconosciuti che vivono il nostro stesso presente e che ci danno la forza di continuare nella fedeltà ai nostri più sacrosanti valori.

  9. Omar

    I preti pervasi dell’ideologia socialista o peggio, comunista, sono la mamma di tutti i mali. Un cristiano cattolico non può essere comunista. Tutto ciò che ha disgregato la famiglia (divorzio, aborto, ecc) ha radici nel marxismo leninista. Cosi dicasi per l’ateismo dilagante. Il profeta san Giovanni Paolo II ha infatti combattuto a fianco della Madonna il comunismo durante il suo pontificato. Dio ci benedica e ci liberi per sempre dal comunismo

    1. Thelonious

      @Omar il comunismo è stato ed è un male, ma NON è la radice di tutti i mali.
      La radice di tutti i mali non è immanente, ma è Satana.

    2. ROBERTO

      Direi: chi aderisce alle ideologie del Partito Radicale che ha pervaso la maggioranza dei partiti e a questi partiti,
      se è cattolico non vi può aderire, anzi per la Dottrina della Chiesa è fuori della Comunità Cristiana.La condanna è causata dalla libertà dell’uomo che sceglie il male e per questo si auto condanna.

      1. Giuseppe

        La naturale evoluzione derl comunismo é o la dittatura o il partito radicale. Tertium non datur.

  10. Matteo

    Ieri sono stato a Verona.
    Ha avuto modo di scambiare due parole con i genitori di due ragazzi tetraplegici.
    A parte il piacere nel parlarci assieme (erano persone semplici e serene), mi raccontavano che, per essere presenti a Verona, avevano fatto ore di pullman e, dopo la marcia, sarebbero ripartiti immediatamente. Questo con due figli disabili al seguito.
    Il tutto solo per testimoniare. Senza nessun recondito scopo politico o partitico.
    Da ieri io mi sto chiedendo: in tutto questo, dove sta il “metodo sbagliato”?
    A queste famiglie bisognerebbe fare un monumento.
    È stato invece necessario blindare una città del mondo occidentale per permettergli di testimoniare.

    1. Lucia

      Signor Matteo capisco il suo scoraggiamento , purtroppo la chiesa ufficiale ha fatto la sua scelta , non si levera in piedi come aveva assicurato San Giovanni Paolo 2 per la famiglia e per la vita se non quella dei migranti , ma solo in Italia, altrove la chiesa non si espone neanche per loro da cio che leggo in giro.In Peru c ‘ e stata una marcia biblica contro l ‘ aborto , da tenere presente che li solo il 10 %della popolazione e a favore dell ‘ aborto , ebbene il nuovo arcivescovo di Lima si e rifiutato di partecipare perche sarebbe notoriamente pro – aborto , e un pupillo del Papa….L ‘ arcivescovo emerito se ne e lamentato pubblicamente .Lo scandalo di questa scelta per i peruviani e stata ancora piu grande perche li l ‘ opposizione all’ aborto e bipartisan , destra, sinistra, nord , est.Ho letto inoltre che un nutrito gruppo lbgtq e stato o sara ricevuto dal Papa in vaticano.Problema di metodo visto che si saranno resi conto anche grazie al Congresso di Verona l ‘ ideologia lbgtq non e gradita a tutti i cattolici ? No , sembra che sia tutto a posto .E nelle continue richieste al governo italiano da parte del Papa di aprire i porti tenendo presente che adesso la Germania ha avuto il via libera dall ‘ ue a mandare tutti i migranti passati prima per l ‘ Italia nel nostro Paese che non riesce a tenere a bada quelli che si trovano attualmente nel nostro territorio Problemi di metodo ? Pare che anche qui non ce ne siano .I problemi sono solo dei cattolici non laicisti e non lbgtq .Ciao

  11. La famiglia sono i fondamenti, nulla di più saggio, e vero.
    Grazie Costanza e a tutti coloro che aderiscono e credono nella famiglia.
    Fondamentali per un unità come Dio comanda. Dio

    Ha Creato un uomo e una donna.
    Grazie.

    1. Marina Umbra


      Meraviglioso magnifico Gandolfini sono fiera di essere un soldato del suo esercito di Verità

  12. Chiara bellani

    Qualcuno di voi amici mi può consolare un po’? Ho appena letto Luciano Moia dell’Avvenire sul convegno di Verona …mi ha preso lo sconforto…
    Già le famiglie normali sono”gli umiliati e offesi” del nostro tempo, ma anche questo “fuoco amico”! E con che sarcasmo! E la questione del “Metodo “! E quale sarebbe di grazia quello giusto? Qui l’unico modo di “non essere divisivi “è quello di stare zitti!

    1. rosa

      Semplice: NON COMPRARLO! Io eliminato, anche il link dalla barra dei preferiti, da 4 anni + o -. Non ci passo manco di sbaglio. E Famiglia Cristiana ancor da prima.

    2. Francesco Paolo Vatti

      Ho letto anche io Moia e Tarquinio e sono rimasto male. Premetto che ho disdetto l’abbonamento proprio per le posizioni ambigue che è andato via via prendendo. Come si fa a preoccuparsi della divisione? Se non ci si divide su questo, su cosa lo si deve fare? Che Vangelo hanno letto tutti questi irenisti? E fra questi ci metto pure Mons. Bassetti…. Come dicevo pochi minuti fa al telefono con mia moglie: “se chi ci deve guidare è il primo a essersi perso, da che parte possiamo andare?”. E’ tutto molto complicato….
      Ma poi: si lamentano del fatto che la manifestazione sarebbe stata orientata, perché c’erano politici solo della Lega e di Fratelli d’Italia. E’ questo, dunque, il criterio? Non dovrebbero, invece, lamentarsi che i loro beniamini non ci fossero?

    3. Sul mio pullman, tornando da Verona ho chiesto per gioco se qualcuno avesse comperato Avvenire. Su 50 persone, zero lettori! 🙂 ma sarà un caso 🙂

  13. Marina Umbra

    Non abbeverarti a, quei pozzi.. Io ho scelto.. Solo parola di Dio e testimoni veri Gandolfini.. Mirano la NBQ.. Non ho tempo da perdere devo conquistare il Paradiso non perdere la pace

    1. Chiara Bellani

      Non mi abbevero piu’ a quel pozzo da due anni, dopo una vita da lettrice e sostenitrice del quotidiano.
      Non mi ci riconosco piu’.
      Come in tante altre cose della “nuova Chiesa”, del resto.
      Una sofferenza e un senso di sradicamento grande.
      Ho un cammino di fede che mi sostiene, ma sono crollati molti mondi e riferimenti ecclesiali che hanno costituito la mia giovinezza
      Io c’ero con mio marito e amici a Verona, ma mi è rimasto un senso di amarezza, non sono riuscita ad essere contenta della mia partecipazione. Se penso alla bella unità e al bel clima ecclesiale del primo Family Day, il confronto è veramente, veramente triste.

      1. Cara amica Costanza noi di notizie cristiane (di area Evangelica) ti seguiamo con affetto e dedizione, mi piacerebbe visto che ci sentiamo rappresentati da questo e altri articoli che tu hai scritto e in Considerazione del fatto che eravamo fianco a fianco a Verona da questo articolo in poi, quando é possibile, sostituissi la parola cattolica/i con Cristiana/i. Naturalmente lo diciamo solo ed esclusivamente con affetto e spirito propositivo. Dio ci benedica grandemente!

  14. vale

    @chiara bellani
    ho letto.
    fossi in lei non mi preoccuperei più di tanto. oltretutto sventola pure una ipotetica regia superiore ( magari è molto più superiore di quanto immagini)

    per rispondergli,qualora ne valesse la pena “complottiamo” un po’ anche noi:
    con le parole del fondo di Belpietro oggi su “la verità”( pagg.1 e 3):

    “…Dunque ,papa Francesco fa bene ad incontrare la delegazione gay e anche l’avvocato che ne patrocina i diritti.
    e però la scelta di organizzare un’udienza, ancorché privata, con gli emuli latinoamericani dell’arcigay pochi giorni dopo il Congresso mondiale delle famiglie,qualche dubbio lo fa sorgere.”

    così, il moia di turno, è servito non solo sul metodo. ma anche sul merito.

    prosit

  15. Io sono rientrato ora, dopo un tour de force (circa millecinquecento chilometri in una manciata di giorni, anche per lavoro). Sono stanco morto e ho un gran mal di testa, quindi ho tante cose in mente, ma finché non mi passa la cervicale poca voglia di scriverle.

    Prima di tutto però una domanda. Qui e là, in qualche articolo (e non Repubblica, né Avvenire, che non me ne fregherebbe niente), leggo che ci sono stati “talebani della famiglia” tra i relatori. L’ha detto anche mons. Zenti, il vescovo di Verona, che evidentemente è sotto pressione. Ovviamente, in puro stile clericale, nessuno ha detto chi sarebbero. Qualcuno l’ha capito? O è solo un patetico tentativo di cerchiobottismo?

  16. Costanza, sei “bersagliata” anche in un video di Repubblica: ora ho perso in link, comunque è un collage artatamente montato dei tre giorni di Verona. In un passaggio vengono inquadrati i tuoi libri. Puoi appuntarti un’altra medaglia.

  17. Jones

    Sarò rapido a causa dell’ora per me tarda e mi scuso quindi per lo stile troppo colloquiale. Io muovo attualmente da una prospettiva laica e tuttavia su vari temi mi ritrovo in parziale sintonia con parti del documento finale del Congresso e con alcuni intenti dell’iniziativa: sostegno alle famiglie numerose, alle donne che liberamente scelgono di allevare i figli (ed è un lavoro prezioso, ad oggi negletto, come sa chiunque guardi la realtà), sono anti-abortista (sebbene non sia favorevole ad un immediato divieto della cosiddetta IVG, che andrebbe preparato culturalmente); inoltre esercito una “opzione di mantenimento” (così la chiamo, cioè ho preferenza e ritengo debba esservi un favor legis) per la famiglia così come si è definita nella nostra cultura italiana. Ciò premesso, la campagna di odio che è stata scatenata contro il Congresso, con falsità che mi lasciano allibito. Pertanto, conscio che ben poco vale, manifesto la mia solidarietà a chi ha organizzato la “tre giorni”.

  18. Ho letto il tuo post su FB, Costanza:

    Sono d’accordo con il Papa e Parolin quando dicono che marciare e manifestare non sono metodi adatti alle gerarchie ecclesiastiche. Ci pensano i laici.

    A parte il fatto che il commento del Papa e di Parolin sono stati molto peggio di questo, per quale motivo marciare non è metodo adatto alle gerarchie ecclesiastiche? Direi che dipende da come è organizzata la marcia. Alla Marcia per la Vita qualche alto prelato partecipa (negli ultimi due anni il card. Burke, mons. Viganò, mons. Negri, mons. Schneider mi pare anche). Mi sembra clamoroso che chi lancia slogan come “i pastori con l’odore delle pecore” poi si guardi bene dal mescolarsi con le pecore. Abbiamo capito che questi slogan sono fregnacce: in realtà i “padri” ci stanno lasciando soli, impegnati a portare avanti ben altri programmi. Credo che certe assenze a Verona saranno più chiare quando vedremo la lista dei partiti che si presentano alle prossime Europee.

    E poi non è solo questione di marce: quando siamo andati per la strada a recitare rosari per Charlie Gard, dov’era il problema? Quanti vescovi si sono visti?

    PS Nel programma ufficiale di Verona, leggo che alla sessione plenaria finale c’erano il card. Burke e il card. Brandmüller. Qualcuno può confermare? Brandmüller mi risulta sia stato presente alla Messa.

        1. http://lanuovabq.it/it/guerra-sulla-famiglia-capi-in-fuga-ma-non-siamo-soli

          La storia della Catholica contempla innumerevoli vicende che hanno visto semplici, umili e coraggiosi membri del popolo di Dio compiere atti di eroismo fino al martirio nel più totale abbandono di pastori timidi, timorosi, vigliacchi, talvolta traditori, spesso più preoccupati di compiacere il mondo che nostro Signore.
          […]
          [N]ell’occasione, la Chiesa italiana si è semplicemente eclissata. Se si esclude il coraggioso intervento del Vescovo di Verona e di pochissimi altri suoi confratelli (noi abbiamo contato monsignor Negri, Cavina e D’Ercole), il resto dei vescovi si è disinteressato, vi ha snobbato quando non ha vissuto con malcelato fastidio l’evento veronese. Evidentemente, hanno priorità diverse, non essendo la difesa della famiglia e della vita dagli attacchi loro portati da divorzio, aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, rivoluzione del gender, utero in affitto, normalizzazione dell’omosessualità e della transessualità, meritevoli di essere posti al centro della loro missione pastorale. Ben che vada, sono derubricati a problemi “periferici”, essendo ben altro ciò per cui vale la pena spendersi e ciò per cui Cristo li ha voluti vescovi: accoglienza, migrazione, difesa dell’ambiente, controllo del clima, raccolta differenziata dei rifiuti e povertà materiali.
          […]
          Di fronte a questo drammatico scenario, è necessario – non solo, ma in primo luogo – coltivare, aumentare, fortificare la virtù della fede, intensificare la preghiera, la frequenza dei sacramenti, l’offerta di digiuni e sacrifici per invocare e suscitare l’aiuto di Dio. La battaglia infuria, i nostri capi sono fuggiti, ma non siamo soli: guardiamo a quella Donna la cui stirpe schiaccerà la testa del serpente. Questo, solo questo, non ci fa perdere la speranza.

  19. Cristina

    A proposito di metodo e sostanza, la domanda che dovremmo porci è cosa vogliamo ottenere. Se l’obiettivo è ottenere (non solo chiedere) leggi in favore della famiglia, allora bisogna riconoscere che qualche errore è stato fatto, sia di comunicazione che di posizionamento politico.
    Il congresso di Verona, complici il comportamento inqualificabile di tanti giornalisti e alcune scelte degli organizzatori, temo abbia reso un pessimo servizio alla causa della famiglia, rendendoci invisi dalla maggior parte della popolazione, scavando un fossato ancora più profondo che sarà più difficile colmare.
    La politica è da sempre l’arte del dialogo e del compromesso, perché per fare le leggi occorre convincere anche gli altri a votarle. Per convincere gli altri, intanto bisogna saper comunicare per farsi capire. Dopo Verona, al di fuori di alcune sigle prolife (non tutte tra l’altro…), che “percezione” rimane alla gente comune? Quella di un manipolo di estremisti di destra contrari al progresso, e tanti saluti ai problemi della famiglia, la cui soluzione si è allontanata dall’orizzonte politico perché chiunque vorrà proporre qualcosa sarà “impresentabile”.
    Cosa si è ottenuto, in concreto, per la famiglia? Niente. Perfino Salvini, vista la situazione, si è smarcato quasi su tutto (tranne che sulla lotta all’utero in affitto).

    Se ci concentrassimo su pochi obiettivi raggiungibili, ma di importanza decisiva per le famiglie con figli (diritto al part-time per le mamme, introduzione del quoziente familiare per l’IRPEF, reddito di maternità), mettendo per un po’ in stand by il resto, forse (sottolineo il “forse”) si potrebbe avere una maggioranza trasversale.

    A cosa è servito convocare il Family Day solo sul contrasto alla legge Cirinnà, senza proporre niente di concreto? A nulla. Non solo la legge c’è, ma il governo attuale non ha la minima intenzione di abrogarla (specialmente dopo Verona, tutti i politici unanimi affermano che i cosiddetti diritti civili non si toccano!). Qualcuno si sarà sentito soddisfatto per il “Renzi ci ricorderemo”, ma poi? Adesso è cambiato qualcosa? No. (per inciso, a qualcuno viene in mente di dire “Salvini ci ricorderemo” perché non è stata abrogata la legge?)

    Davvero pensiamo che per le famiglie la legge Cirinnà sia un danno maggiore della mancanza del quoziente familiare o del diritto al part-time?

    Chiediamoci qual è il nostro obiettivo, se l’affermazione di principi (assolutamente legittimo), o la soluzione di problemi concreti. Se l’obiettivo è il secondo, allora sono d’accordo con Parolin: il metodo è sbagliato.

    1. “… che “percezione” rimane alla gente comune? Quella di un manipolo di estremisti di destra contrari al progresso… ”

      E di questo chi dobbiamo ringraziare?!

      Qualunque cosa si fosse chiesta o proposta, il pre-linciaggio mediatico era già stato messo in atto e i risultati si sono ben visti.

      Veramente pensi il problema siano stati gli obiettivi o il “metodo”?
      Certo su questi si può poi discutere…

      1. Chiara bellani

        Anch’io penso che qualcosa non abbia “funzionato” con questo convegno.Interessanti certo le osservazioni di Cristina, però credo che la questione del “metodo” sollevata da Parolin e avvallata dal papa sia più banalmente la fissa del “non essere divisivi “, cercare a tutti costi di non essere “contro” ma” per” ,perché oggi il cristiano deve risultare simpatico e tanto buonino con tutti…
        Però concordo che bisogna tener conto del nuovo clima che c’è anche dentro la Chiesa ed essere doppiamente intelligenti e prudenti nel portare avanti le nostre iniziative, ma della Prudenza cristiana che è la scaltrezza del serpente( a cui ci richiama anche CRISTO) che, per salvare la testa, è disposto a lasciare la coda.
        Che il nostro dibattito serva ad aiutarci su questo!

        1. Oppure Chiara essere consapevoli (senza presunzione alcuna) di avere una funzione profetica…

          Che fine hanno fatto tutti i profeti, non ultimo Gesù Cristo?

          E perché? Perché non cercavano compromessi e dicevano quel che c’era da dire … con tono pacato? Neppure questa è condizione necessaria.
          Chi ascolta ha un orecchio aperto o chiuso (ammesso ascolti) e sente una parola “contro” o una parola “per”…

          Purtroppo sembra smarrita la funzione profetica nella Chiesa nella sua totalità, così chi riamane come grido nel deserto, è inviso ai più e tacciato di essere fondamentalista, troglodito, contro il progresso (bel progresso sta facendo l’Uomo), invasato.

          Ben vengano “scaltre strategie”, ma da queste può venire la Salvezza? Ho qualche dubbio…

        2. Lucia

          Credo che lei abbia ragione .Molti sembra non abbiano capito che all ‘ interno della chiesa ufficiale le istanze lbgtq e ormai anche quelle proaborto ed eutanasia abbiano vinto .Secondo me in futuro gli organizzatori di eventi profamily e prolife non devono piu invitare proprio vescovi e cardinali e tanto meno emissari del vaticano , per evitare tanto per incominciare dei rifiuti con scuse ridicole come ” metodo”oppure come ha detto padre spadaro ” niente war ” culturale , tranne quella dei migranti perche essi sono Cristo(!!!), gli altri 6 miliardi di persone evidentemente No.Ma anche per evitare quando partecipano di sentirsi dare dei trogloditi come mi pare abbia detto mons zenti .Anche la partecipazione dei politici dovrebbe essere pensata molto attentamente.Secondo il mio modesto parere politici e monsignori dovrebbero parteciparvi come semplici uditori per non essere assimilati alle loro posizioni ” politiche” contro la volonta degli organizzatori .Certo e triste che si sia giunti a questo punto , ma questa e la realta ….

    2. Matteo

      Ciao Cristina, non sono d’accordo con te. Ti spiego (magari sbaglio)

      1 – “A proposito di metodo e sostanza, la domanda che dovremmo porci è cosa vogliamo ottenere”
      Esatto. Io vorrei una collettività – chiamata stato – che tuteli alcuni diritti e istituti fondamentali: diritto alla vita, tutela della famiglia e diritto educativo dei figli. Faccio notare che sono tutti diritti e istituti che sono formalmente tutelati dalla costituzione e dai trattati internazionali.

      2 – Tu sostieni che “alcune scelte degli organizzatori hanno reso un pessimo servizio alla causa della famiglia”; quali? A quali scelte ti riferisci?
      Perché, onestamente, mettere sullo stesso piano alcune scelte degli organizzatori (senza neppure specificare quali) con “il comportamento inqualificabile di tanti giornalisti” non mi pare molto corretto.

      3 –Dici che la manifestazione di Verona ha avuto l’effetto di “rendendoci invisi dalla maggior parte della popolazione, scavando un fossato ancora più profondo che sarà più difficile colmare. Quella di un manipolo di estremisti di destra contrari al progresso”.
      Su questo non sono d’accordo. Sia te che io non possiamo provare ciò che hai sostenuto o contestarlo. Possiamo solo basarci sulle nostre sensazioni.
      La mia sensazione e esperienza personale mi fa osservare che sono andato ad entrambi i family day. In entrambe le manifestazioni ho lasciato a casa 3 persone a me vicine che non condividevano nulla di quelle manifestazioni. In sostanza, mi consideravano un “estremista”. Dopo pochi anni, quelle 3 persone hanno cambiato completamente idea e mi hanno accompagnato a Verona. A mio parere, quindi, per farla breve, questo genere di manifestazioni servono moltissimo in quanto smuovono molto le coscienze (forse per questo ricevono un fuoco incrociato senza precedenti).
      Altro effetto automatico di queste manifestazioni è che viene smascherato lo squadrismo e l’ipocrisia di alcuni che predicano sempre in merito al rispetto e all’accoglienza e poi non esitano ad attaccare in maniera violenta chiunque la pensi diversamente da loro.
      Ripeto, io a Verona ho camminato assieme a famiglie tranquillissime. Per poterci permettere di manifestare è stato necessario schierare i reparti antisommossa della celere. Alla faccia del rispetto e della tolleranza.

      4 – Cosa si è ottenuto, in concreto, per la famiglia? Dopo una manifestazione, difficilmente si ricava qualcosa immediatamente. Comunque già sentire alcuni capi di partito citare Chesterton o ricordare Charlie Gard è molto. Vedere gli stessi denunciare l’ideologia gender è moltissimo, visto che alcuni sostengono che manco esiste.
      Vedere inoltre i partiti che hanno criticato la manifestazione, affannarsi nell’annunciare proposte pro-famiglia (vedi proposte di legge di FI e PD e annunci 5stelle), mi conferma nella mia idea che questa manifestazione ha costretto a porre sul tavolo dell’agenda politica i temi di cui al punto 1. Il che non è poca cosa per una manifestazione di “sfigati”. Non è certamente sufficiente. Ma è una piccola goccia.

      5 – “A cosa è servito convocare il Family Day solo sul contrasto alla legge Cirinnà, senza proporre niente di concreto? A nulla.”
      Anche su questo non sono d’accordo. Forse non ti ricordi. C’erano alcuni deputati pd che prima del referendum, che davano per stravinto, avevano già annunciato che il passo immediatamente successivo sarebbe stata l’approvazione del matrimonio gay e il varo della legge contro “omofobia”. Inoltre, la legge cirinnà, inizialmente, prevedeva anche la stepchild adoption.
      Quindi i family day sono serviti molto: escludere la stepchild adoption e evitare che un certo tipo di politica continuasse nella sua agenda lgbt.
      Se permetti credo sia molto più importante evitare la stepchild adoption piuttosto che ricevere il quoziente famiglia. Il mio portafoglio né risentirà però, a livello generale, credo che ne guadagniamo tutti.
      È stato sufficiente e ora possiamo dormire tranquilli? Certo che no. Però non dobbiamo neppure scoraggiarci e puntare solo alle briciole, chiamandole problemi concreti. Né tantomeno mollare sul tema della tutela dei principi.
      A prescindere dal tema famiglia, sempre in generale, se tuteli i principi allora automaticamente risolvi i problemi concreti. Se invece cedi sul principio generale, sperando di portare a casa almeno la soluzione dei problemi concreti, allora hai già perso entrambi.
      Comunque, io sono dell’idea che si possa sia difendere i principi sia cercare le soluzioni ai problemi concreti (non sono un asceta relegato in cima ad una montagna. Sono padre di 2 figlie e assieme a mia moglie tentiamo ogni mese di far tornare i conti)

      1. Alessio_cima

        Io invece mi trovo molto d’accordo con Cristina, che secondo me ha centrato il punto e mi stupisco che tanti non si rendano conto di come queste iniziative, nonostante producano risultati spesso e volentieri controproducenti, continuino a mantenere lo stesso schema. Non è certo un caso.
        Un congresso che si chiama “WCF” (World Congress Family) ed è invece popolato di politici italiani che parlano per la maggior parte degli interventi della realtà italiana (L194, Legge sull’affido, statistiche italiane, etc etc) che cosa ha di veramente “mondiale” ?
        Che gliene importa al messicano o al filippino dell’intervento della senatrice M5S in dissenso con i suoi colleghi di parlamento? E’ come se un delegato italiano che andasse all’ONU a parlare della fame del mondo parlasse della situazione delle periferie di Palermo, o se Neil Armstrong , posando il primo passo sulla Luna, avesse detto “un piccolo passo per me , un grande passo per i cittadini di Wapakoneta” (che era il paese americano dove era nato) . Siamo malati di provincialismo e di campanilismo politico.
        La realtà è che si vuole a tutti i costi mantenere il muro contro muro , alimentandolo invece che smontandolo.
        Sinceramente nessuna persona che conosco è “contro” la famiglia naturale, e d’altra parte come potrebbe essere diversamente.
        E’ evidente che i problemi delle famiglie non sono certo i diritti o i vizi o anche i delitti degli altri. Sono semmai i diritti e i problemi propri, che sono principalmente economici ed organizzativi, oltre che ovviamente etici e religiosi, ma quello è un altro problema non certo statalizzabile
        Sul piano etico e religioso infatti non è certo lo stato che può agire, ma l’evangelizzazione deve fare la sua parte senza creare nemici , e con l’intenzione di avere domani almeno un aborto in meno di oggi, e non domani almeno una donna all’inferno in più di oggi, come sembra essere l’unico obiettivo, e l’unico risultato ottenibile da un atteggiamento accusatorio.
        Ovvio che i giornali e le TV si concentrino sulla parte più estremista, ma è anche ovvio che quando ad organizzare le manifestazioni sono gli stessi che spacciano l’idea che il problema della famiglia siano le unioni civili (e non tutto quello che ha ben elencato Cristina) , la connotazione politica emerge immediatamente, e copre tutto.
        Mi sembra che la creazione artificiale del nemico (da una parte e dall’altra parte ) sia l’unico scopo di queste manifestazioni, che hanno tutto di politica del consenso, e nulla di effetto positivo concreto sulla vita delle persone.
        Buona Giornata

        1. @Alessio Cima
          Tu hai scritto una marea di cazzate già l’altra volta e ti è andata bene che i commenti si sono chiusi in automatico. Vedo però che insisti.

          ma l’evangelizzazione deve fare la sua parte senza creare nemici
          Questo è impossibile ed è scritto nel Vangelo per parola di Cristo. Tu fai parte di una tua anti-chiesa, fatti tuoi, ma non venire a fingerti cattolico con questi discorsi.

          e con l’intenzione di avere domani almeno un aborto in meno di oggi, e non domani almeno una donna all’inferno in più di oggi, come sembra essere l’unico obiettivo, e l’unico risultato ottenibile da un atteggiamento accusatorio.
          E questo è un altro punto stupido, ma almeno offre uno spunto interessante. I sei milioni di bambini uccisi sono vittime innocenti, ma non sono quelli che sono messi peggio, perché di sicuro non finiscono all’inferno. Invece ci sono milioni di adulti che si sono macchiati di questo delitto, e questi possono finire all’inferno se non si pentono, dunque sono messi molto peggio di quei bambini abortiti. Metterli di fronte alle loro responsabilità è l’unico modo per salvare le loro anime.

          E tralascio altre scemenze che hai scritto, che sono l’antitesi del cattolicesimo.

          1. Francesco Paolo Vatti

            @Fabrizio Giudici “I sei milioni di bambini uccisi sono vittime innocenti, ma non sono quelli che sono messi peggio, perché di sicuro non finiscono all’inferno. Invece ci sono milioni di adulti che si sono macchiati di questo delitto, e questi possono finire all’inferno se non si pentono, dunque sono messi molto peggio di quei bambini abortiti. Metterli di fronte alle loro responsabilità è l’unico modo per salvare le loro anime.”

            Mi pare abbia centrato un punto molto importante e oggi quasi completamente dimenticato, persino fra molti cattolici. I provvedimenti disciplinari da parte della Gerarchia e le nostre contestazioni hanno, o almeno dovrebbero avere, lo scopo di aiutare il fratello a salvarsi. Certo, le esagerazioni e gli errori ci sono sempre stati. Ma questa resta la verità….

            1. almeno dovrebbero avere, lo scopo di aiutare il fratello a salvarsi

              Il problema è sempre la perdita di trascendente e l'”orizzontalizzazione”. Anche sull’aborto e sulla famiglia la rischiamo, se ci limitiamo a trattarlo come un problema di giustizia sociale. Ecco perché non ci si può limitare a parlare di questioni economiche e politiche, di aiuti alla famiglia o alle donne perché evitino quella strada, di affermazioni – ovviamente corrette – sul ruolo della famiglia per assicurare un futuro al nostro paese, eccetera… Tutto va bene, ma tutto si vene instaurare in Cristo. Per questo io trovo fenomenale quel passaggio della Jessen e per questo è stato importante che, tra i vari cartelli di taglio più o meno sociale, in piazza ci fossero anche striscioni come “Viva Cristo Re!”.

    3. Luigi

      “Dopo Verona, al di fuori di alcune sigle prolife (non tutte tra l’altro…), che “percezione” rimane alla gente comune? Quella di un manipolo di estremisti di destra contrari al progresso […]”

      Non ne sarei troppo convinto.

      La propaganda ha smesso di far presa, per questo devono sempre più incattivirla, avvelenarla, ingigantirla (ormai raccontano balle talmente clamorose ed evidenti, che perfino qualche manutengolo storce il naso).
      Ma più più aumentano il dosaggio, meno la gente ci crede.
      È il paradigma di “V per vendetta”, se lo hai mai visto.

      Come nel film, prima ci si beve ogni cosa che venga propinata: “l’ha detto la TV”.
      Ma quando si introduce il tarlo della diffidenza, questo scava e scava, indefesso, notte e giorno, anche quando sembra che dorma. Fino a che, pur in assenza di qualsiasi evidenza contraria, la “verità ufficiale” non viene più creduta, a priori.
      Basta leggersi lettere e commenti suoi quotidiani MSM per rendersene conto. Perfino sui più schierati qualcuno ha detto “va bene tutto, ma questa gente pensa che i bambini nascano sotto i cavoli?”.

      Tutti i media, ormai, parlano infatti tra loro, autoreferenzialmente. Nessuno forma più la propria opinione leggendo “La Repubblica” – basta dare un’occhiata alle statistiche di vendita – o guardando “Rai(fake)News24”, se non coloro che, semplicemente, vogliono essere solo confermati nell’opinione che già hanno (riassumibile nel “ma quanto sono bello-buono-e-bravo, tutti gli altri sono mostri inumani”). Per questo hanno fatto anche l’estremo tentativo di censurare la Rete.

      Sarà una speranza assurda, ma io credo che davvero la marea sia cambiata.
      Tutti dite che qualcosa non ha funzionato, io ho invece notato che per la prima volta in 40 anni si è messa in discussione la legge 194/78. Anche solo per dire “non si tocca”, ma è successo.
      Il nemico ha perso l’iniziativa, semplicemente.

      Ciao.
      Luigi

      P.S.: non serve il “Salvini-ce-ne-ricorderemo”, per il semplice fatto che è stato votato per mera tattica. La strategia rimane a un piano superiore.

      P.P.S.: la prudenza va bene finché non diventa scusa per l’inerzia.

  20. giandreoli

    La latitanza di Vescovi e Parrocchie al Congresso di Verona, come cattolico, mi ha sorpreso. Io non li ho visti, o se dicono che c’erano, erano invisibili. Ma come osservatore mi ha fatto anche sorridere. Un sorriso amaro però, tengo a specificare. Una contraddizione? No. Lo spiego. Terminato il Congresso ho cercato di trarne alcune conclusioni. Tra le altre, mi è tornata alla mente la crisi della grave denatalità, crisi che non possiamo ovviamente attribuire a Dio ma a noi, al nostro dover fare più figli, e sappiamo come: non certo con i preservativi o affitti, ma con l’amore tra papà e mamma, luogo dell’Amore fecondo di Dio. Per analogia il pensiero mi ha portato alla carenza penosa dei Sacerdoti. Anche questa una grave denatalità, ma del grembo della Chiesa. Di nuovo pochi figli. Ma come può sperare di superare la crisi una Chiesa nella quale vi sono Vescovi e Teologi che vanno “costruendo ponti” (che vuol dire?) con convivenze innaturali, concepimento in alambicco, contraccettivi, con la vocazione degli sposati o di “pastori e pastore” di altre “confessioni” cristiane? Qualcuno me lo dice? Ecco spiegato il sorriso amaro.

  21. Se permetti credo sia molto più importante evitare la stepchild adoption piuttosto che ricevere il quoziente famiglia. Il mio portafoglio né risentirà però, a livello generale, credo che ne guadagniamo tutti.
    […]
    A prescindere dal tema famiglia, sempre in generale, se tuteli i principi allora automaticamente risolvi i problemi concreti. Se invece cedi sul principio generale, sperando di portare a casa almeno la soluzione dei problemi concreti, allora hai già perso entrambi.

    Esatto. La lezione che dobbiamo imparare è che è proprio la strategia del compromesso, messa in piedi negli ultimi decenni, che ci ha ridotto così. Un cattolico non può adattarsi al compromesso sui princìpi non negoziabili! È un tradimento di Cristo! Ecco perché siamo sprofondati in questo abisso, e ci è sprofondata per prima la gerarchia della Chiesa, che l’ha messo in pratica per primo e lo propone persino dottrinalmente. Il mondo ci disprezza? È quello che ci ha profetizzato Cristo: vuol dire che stiamo facendo la cosa giusta. Oppure qualcuno qui vuol dire che possiamo fare le cose “meglio” di come Cristo ci ha detto? Che possiamo essere fedeli e avere contemporaneamente la stima del mondo? È questa “l’obiezione di metodo”: che i lor signori porporati vogliono fare i piacioni ed essere accolti ad applausi in qualsiasi contesto vadano. Ma questo è un comportamento anti-cristico, altro che Cristo.

    Gandolfini ha detto una cosa importantissima nelle ultime battute del suo discorso conclusivo: che un cattolico non può votare primariamente sulla TAV o sul Ponte Morandi, ma prima di tutto deve votare sulle questioni fondamentali. È demenziale pensare di negoziare qualche vantaggio concreto (giustissimo, come i bonus familiari) barattandolo con la tacita approvazione di tutto lo schifo che ci stanno proponendo/imponendo. In questa guerra non si fanno prigionieri: l’altra parte lo capisce benissimo. Lo spiega bene Fontana:

    http://www.lanuovabq.it/it/verona-segna-il-ritorno-dei-principi-non-negoziabili

    I temi trattati al Congresso mondiale delle Famiglie ribadiscono, pur in assenza di un richiamo diretto, l’importanza dei principi non negoziabili. L’evento veronese ha sfatato l’illusione di certo cattolicesimo “dialogante” che pretende di essere solo “per” e non “contro”: impossibile, perché chi è “per” la famiglia deve dire inevitabilmente no a tutto ciò che va “contro” di essa.
    […]
    Ora, i fatti verificatisi attorno al Congresso hanno completamente sfatato questa illusione pastoralista. Mentre le “anime belle” del cattolicesimo non ostile rimproveravano gli organizzatori del Congresso e i partecipanti, gli altri – ossia coloro verso cui si sarebbe dovuto aprire un dialogo – puntavano le loro artiglierie e sparavano a man salva; preparavano i loro agguati e i loro trabocchetti, mobilitavano le loro truppe pagandone il viaggio in pullman a Verona per manifestare, aggredivano, insultavano e denigravano, seminavano bugie, mobilitavano conduttrici e conduttori della Rai, precettavano gli intellettuali di grido… insomma facevano la guerra. Nei confronti di questo bombardamento belligerante, nessuna delle “anime belle” è intervenuta con parole di condanna o di dissociazione, anzi hanno continuato a criticare gli organizzatori del Congresso perché non avevano gettato “ponti” e perché avevano usato stili ostili.

    Il Congresso di Verona, per questi motivi, è stato la confutazione piena del cattolicesimo pastoralmente (e pregiudizialmente) dialogante, ha ribadito che per dialogare bisogna essere in due e se l’altro spara non è possibile mettersi a dialogare con lui, che è in atto una lotta non disciplinata da nessuna regola – Carl Schmitt direbbe una “lotta partigiana” – e che la controparte mette in campo tutte le sue potenti legioni. È una lotta in cui, come in ogni lotta, ci sono le defezioni e i tradimenti. Una lotta in cui, come in ogni lotta, il pericolo principale è il “fronte interno”. La richiesta del dialogo sistematico e preventivo è – per usare una espressione militare – una forma di connivenza col nemico.

    E poi se Salvini e la Meloni cadono gravemente cianciando di “progresso” e “sacrosanti diritti civili”, bene, vuol dire che il congresso è servito anche a chiarire questo punto: che sono i due partiti che meglio ci rappresentano al momento, ma sono ancora molto lontani dal rappresentarci seriamente. In questo modo eviteremo di fare confusione.

  22. ROBERTO

    Papa Francesco disse: del Forum delle famiglie non me ne sono occupato.Ne sono rimasto sconvolto!

  23. Elisabetta

    Buongiorno, vorrei dare la mia interpretazione riguardo alla questione del “metodo”, ci ho molto riflettuto in questi giorni. Premetto che nel 1978, anno del referendum sulla legge sull’aborto, avevo 17 anni, ed ho partecipato attivamente alla campagna elettorale per l’abrogazione della legge, con volantinaggi, affissione di manifesti etc etc prendendomi la mia bella e consistente dose di parolacce ed insulti, a scuola e per strada. Vengo, come formazione e carattere, da posizioni che potremmo definire “identitarie” su questo tema. Credo però che oggi questo approccio, rispetto ad applicazioni politiche, sia controproducente quando non dannoso. Questo perchè nella società italiana culturalmente i radicali e il loro individualismo hanno non vinto, ma stravinto. Si è anche visto in questi giorni: non solo i grillini, il pd, ed altre formazioni di sinistra o radicali sono contrarie ad una revisione della legge sull’aborto, ma nemmeno lega e forza italia ci pensano minimamente. Fanno un po’ di ammuina per prendere voti alle elezioni, ma al dunque, nulla! Finché non ci sarà una modifica culturale ampia nella società sarà così: la politica segue, non può precedere. Non funziona. Allora, cosa si può fare intanto, a livello prettamente politico? Il possibile, sfruttando posizioni su cui ci sia condivisione. Sulla dignità di persona del feto questa condivisione non c’è, c’è però, almeno con alcuni, sulla necessità di evitare un trauma così grande alle donne che abortiscono. In parole povere, bisogna cercare collaborazione perchè lo Stato cominci ad attivare politiche di sostegno alle donne incinte in difficoltà, secondo l’approccio dei CAV, . Naturalmente ci vuole disponibilità della “controparte” ideologica, e questa non è scontata, ma forse se si evitano parole ed atteggiamenti di un certo tipo c’è qualche possibilità in più. Perchè l’importante è lo scopo: che delle donne possano non abortire, che dei bimbi possano nascere.

    1. Matteo

      Ciao Elisabetta.
      Tu dici: “ma forse se si evitano parole ed atteggiamenti di un certo tipo”. quali parole o atteggiamenti non dovevano essere dette o tenuti?

    2. Francesco Paolo Vatti

      Prima di tutto una curiosità: 17 anni nel 1978 o quando ci fu il referendum sull’aborto (1982)? Mi interessa, perché ne compii 18 pochi mesi dopo il referendum….
      Ci sono degli aspetti del suo messaggio che mi lasciano un po’ perplesso. Da un lato, dice che il cambio deve avvenire prima nella società e poi nella politica. Benché sia convinto che la legge poi cambi il costume e a volte, come nel caso del divorzio e dell’aborto, favorisce e legittima pratiche fino a quel momento deprecate e socialmente inaccettabile, però penso che sia vero che ci voglia un certo movimento di opinione pubblica che o deve essere maggioritario o deve comunque essere importante, per poter far sì che lo diventi. E sono d’accordo anche sul fatto che oggi sull’aborto, e ancora di più sul divorzio, non ci siano i numeri per raggiungere il risultato che vorremmo. D’altro lato, però, dice che manifestare, far presente il nostro punto di vista, sarebbe controproducente. Mi domando, però, cosa potremmo fare per cambiare il clima culturale, se iniziative come la marcia non si possono fare… Come facciamo a far vedere che ci siamo, che si possono vedere le cose in maniera diversa dalla maggioranza acritica.
      Francamente, se guardo ai nostri nemici, i radicali, vedo che non si fanno problemi di questo tipo. E devo dire che sono molto più motivati di noi cristiani, che, francamente (e lo dico prima di tutto a me) siamo un po’ dormienti…

    3. Elisabetta, la questione “identitaria”, frontale, contro l’aborto ci fu nel 1978 e poi basta. La gerarchia ecclesiastica, in realtà, aveva già mollato:

      http://www.bastabugie.it/it/stampa_raw_articoli.php?id=5544


      Tra i miei ricordi [scrive il prof. De Mattei] di quel periodo c’è un incontro che avemmo, nel 1979, con mons. Luigi Maverna, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, per chiedere un appoggio, anche tacito e indiretto ma benevolo, alla raccolta di firme che Alleanza Cattolica intendeva avviare per un referendum abrogativo della legge 194 sull’aborto, appena approvata. Come risposta, il prelato ci manifestò la totale indisponibilità, presente e futura, della CEI nei confronti di chi intendesse promuovere un referendum contro l’aborto. Alle nostre obiezioni, rispose con un «Fate voi», stringendosi le spalle. La ragione era chiara. La CEI, allora presieduta dal cardinale Antonio Poma, appoggiava discretamente il compromesso storico e voleva evitare la politica degli “steccati” o, come oggi, si dice, dei “muri contrapposti”. Il referendum “divideva” e la strategia che da allora a oggi si seguì, fu quella della mediazione e del compromesso.
      La linea della Conferenza Episcopale era la medesima della Segreteria di Stato e Giovanni Paolo II, malgrado la sua categorica opposizione all’aborto, non riuscì a modificarla. Nel corso degli anni
      Ottanta, grazie alla professoressa Wanda Poltawska, molto vicina a Giovanni Paolo II, incontrai più volte il segretario del Papa, mons. Stanisław Dziwisz, che ascoltò sempre con cortesia e attenzione le mie perorazioni a favore dell’abrogazione della legge 194. Giovanni Paolo II non voleva interferire però negli affari politici italiani e aveva delegato alla Segreteria di Stato questo compito. Nella mattinata del 22 maggio 1980, incontrai, con Giovanni Cantoni e Agostino Sanfratello di Alleanza Cattolica, su presentazione di mons. Dziwisz, mons. Achille Silvestrini, Segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa. Silvestrini era succeduto nel 1973 al cardinale Agostino Casaroli nella carica di segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici per la Chiesa e di Casaroli era stretto collaboratore, ma soprattutto era “figlio spirituale” di mons. Salvatore Baldassarri. arcivescovo “rosso” di Ravenna, destituito da Paolo VI per il suo ultraprogressismo. Nel corso del colloquio esponemmo l’urgenza di un referendum abrogativo sostenuto dall’indispensabile cooperazione di almeno una parte adeguata dei vescovi italiani, ai fini di raccogliere le 500.000 firme occorrenti. Mons. Silvestrini, con tono mellifluo, ci oppose la considerazione dell’inopportunità di tale referendum antiabortista, perché esso avrebbe causato, secondo la sua espressione, una dannosa “contro-catechesi” abortista, nel senso che, per reazione all’anti-abortismo dei cattolici, gli abortisti avrebbero moltiplicato il loro impegno a favore dell’aborto. […] Mons. Silvestrini disse che “anche il partito” (si riferiva alla Democrazia Cristiana) sarebbe stato avverso all’ipotesi di referendum antiabortista. Come stupirsene, rispondemmo, se tale partito favorì la legge in parlamento e alcuni fra i suoi maggiori esponenti firmarono tale legge, assumendosene la piena responsabilità morale e politica? In realtà parlavamo due linguaggi diversi e non c’era possibilità di dialogo. Alla fine, la Segreteria di Stato e la Conferenza episcopale approvarono debolmente una richiesta di referendum del Movimento per la Vita che accettava l’aborto terapeutico e la contraccezione.

      Per quarant’anni non si è andati avanti su quella strada, ma si è proprio cercato il compromesso che suggerisci tu. Quello che proponi, infatti, non è una strategia nuova, ma vecchia e fallimentare. Se avessi letto i commenti sopra, in molti l’hanno già scritto. Ed è proprio questo il motivo per cui gli altri sono su posizioni di predominio culturale (uso questa frase appositamente e non “hanno vinto” e tantomeno “hanno stravinto”).

      La strategia del CAV, d’altronde, è certamente corretta ed è pure questa stata portata avanti per quarant’anni. Ma è ingenuo non notare che la parte avversa la vede come fumo negli occhi, dialogo o non dialogo: perché in questi quarant’anni l’aborto da “necessità” è diventato “diritto umano”, dunque i CAV ed affini operano contro questi fantomatici diritti umani. La base comune, su questo campo d’altronde, c’è proprio con Lega e FdI che a Verona hanno proprio proposto strategie di riduzione del danno.

      Se però ora ci muoviamo dal piano pratico a quello spirituale, addivenire a compromessi sulla Verità anche per un buon fine come quello di limitare l’aborto è un peccato grave che ha conseguenze. A dimostrazione sono state scritte pagine e pagine di dottrina sociale della Chiesa, ma faccio prima a citare Gianna Jessen, che nelle sue conferenze dice papale papale che la lotta contro l’aborto non si fa perché è un ideale e perché è bello salvare bambini e mamme, ma perché si ama Cristo. Dunque, prima si proclama la Verità tutta intera, senza compromessi, tutto il resto arriva di conseguenza. Se non si fa, non arriva niente; anzi, arriva l’opposto.

      1. Francesco Paolo Vatti

        Molto interessante. L’unica cosa che non condivido è in una parte della ricostruzione storica: i referendum del 1982 furono due: uno è quello riportato da Fabrizio Giudici, che lasciava contraccezione e aborto terapeutico, ma l’altro, quello principale, abrogava la legge interamente e le firme furono raccolte per tutti e due dal MpV.
        Per il resto, sono d’accordo su tutto.

  24. Carla casabassa

    Purtroppo non è vero che abortire sia sempre un così grave trauma per la donna. So di situazioni in cui non c’è nessuna ragione economica né sociale, eppure si fanno tranquillamente ( o quasi) tre o quattro aborti, perchèési hanno già due figli e in terzo non è contemplato nella politica della famiglia.
    Non è certamente un piacere, dopo tutto è sempre un’operazione, ma si affronta come una seccatura, un “non se ne può fare a meno”
    E non solo da quando c’è il libero aborto, ma già quando era irregolare e illegale c’era abbondanza di levatrici e medici che per somme tutto sommato modiche (in confronto con la spesa e il disagio di avere e tirare su un figlio) praticavano l’aborto in modo sicuro e senza rischi
    Ho sentito, e avevo allora tredici anni e capivo si e no, una giovane signora, moglie di un medico che diceva “tanti figli, mamma povera” per giustificarsi di non volere il terzo bambino
    Anche nei casi in cui succedeva che qualcosa andasse storto, in genere per aborti fai da te, col tipico ferro da calza, difficilmente i medici dell’ospedale denunciavano la donna, perché pensavano che non fosse il caso di mandare in prigione una poveretta, che magari aveva anche già otto figli, ed era al ventesimo aborto (so almeno di due casi così, negli anni cinquanta-
    sessanta)
    Per altro, se un male è diffuso, non ha senso renderlo legale.
    Perché allora non legalizzare l’omicidio? Dopotutto se uno ammazza qualcuno ha le sue buone ragioni. O il furto (per quanto, data l’indulgenza attuale….)
    Insomma, nell’umanità c’è molto male, a volte mescolato col bene nella stessa persona, e se non si crede a Qualcosa di superiore non c’è ragione per non essere egoisti.
    Anche noi cristiani lo sappiamo benissimo e lo sentiamo (almeno, io lo sento) benissimo in noi stessi e fatichiamo per non cedere
    E’ logico che quanti, e sono tanti, non credono per nulla o solo a volte (ne esistono e si ritengono cristian), siano furibondi nel veder messe in discussioni le loro certezze, perché in realtà certezze non sono, anzi, si mascherano dietro queste per giustificarsi, in fondo sanno benissimo che è Male, ma occorre placare la coscienza
    E a furia di fare la coscienza si assopisce, ma un po’ si fa sentire e fa star male
    Perché hanno fatto, con tutti i mezzi possibili tutto questo cancan? Se sono così sicuri potevano lasciare fare il Congresso di Verona senza neppure parlarne, molto meno pubblicità
    Cosa temono? Non abbiamo certo le divisioni di staliniana memoria già citate, né media che ci sostengano. E’ della Verità che hanno paura, di dover ammettere che l’aborto, legale o no è male e basta

  25. giulia

    Come ho già riferito, segundo il filo di Carla casabassa sulla MASCHERA messasi in faccia dagli abortisti, la Mussolini lo ha proprio detto:
    “Maledetta l’ecografia! l’ecografia ci ha rovinato”!
    Il che fa capire che, pur rendendosi conto che non possono più raccontare la balla del grumolo di cellule, gli abortisti si incaponiscono con puro e vero SADISMO a volere decidere della vita altrui!

    1. @giulia
      È vero. Non ritrovo il link (dico quello che mi ricordo, magari qualcuno lo ritrova: sito inglese, mi pare “quaranta ore per la vita”, registrazione di dibattito televisivo), comunque durante un dibattito televisivo un “pro-choice” ha ammesso che l’aborto è omicidio, ma che prevale il diritto di scelta. D’altronde l’aborto al nono mese di cui il governatore di NY Cuomo non può non essere omicidio, in modo del tutto evidente. Loro lo sanno benissimo, lo sanno da quarant’anni.

      Tornando a Verona, due pezzi interessanti:

      https://berlicche.wordpress.com/2019/04/01/dove-eravate/
      https://berlicche.wordpress.com/2019/04/02/noi-che-brancoliamo/

  26. giandreoli

    Faccio presente ai lettori che il titolo messo da Costanza al suo articolo: “chi non è contro la famglia è per la famiglia”, che in modo altrettanto ovvio può essere ridetto in “chi è per la famiglia non è contro la famiglia”, non suppone né la parola né il concetto di “compromesso” o “mediazione”, troppo spesso menzionato in vari post. Appartiene più al linguaggio macchiavellico che evangelico.

    1. admin @CostanzaMBlog

      Mi dispiace contraddirla ma appartiene proprio al linguaggio di Cristo

      In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi».

      Mc 9,38-40

          1. Letteralmente pare “il titolo del post”, ma qui scriviamo in modo colloquiale e potrebbe non essere così; non mi torna con quello che ha scritto precedentemente. @giandreoli, puoi chiarire?

  27. Matteo

    A seguito del WCF, le esternazioni pro-famiglia e pro-vita si sprecano.
    Così, tanto per citare gli ultimi interventi:

    1 – Su avvenire, oggi, si racconta dell’incontro fra DePalo e DiMaio per “potenziare” gli assegni familiari
    2 – Il Pdf presenta una proposta di legge sul reddito di maternità, di cui da notizia quasi in tempo reale TV2000 (tv dei vescovi). Sono curioso di vedere, da qui alle europee, quanto spazio avrà il PDF nei media episcopali. Son proprio curioso. Poi andrò anche a confrontare quanto spazio gli era stato concesso prima che il pdf esprimesse aperte critiche al WCF.
    3 – proposta della lega su adottabilità del feto
    4 – PD e Forza Italia depositano una proposta di legge per sostegno famiglie

    Visto che comunque, concordo con il moto “chi non è contro la famiglie è per la famiglia” e con buona pace delle tesi “non è servito a niente” “non è così che si fa” “fascistiiiiiii” ecc ecc, propongo di convocare il WCF in seduta permanente e a tempo indeterminato 😉

    1. @Matteo
      Concordo. E rilancio: visto questo evidente slancio d’affetto per il PdF, c’è da attendersi altro. Per esempio: il PdF l’anno scorso è andato molto lontano dalla soglia del 3%; ha perso pezzi (un fondatore) e votanti (molti dei quali oggi votano Lega o FdI). Però la soglia ora è del 4%: come pensano di raggiungerla? Mi viene in mente: facendo un listone con persone già note sul territorio, come un po’ di ex-dc-udc-eccetera. Voglio proprio vedere chi salta fuori. Se fossero persone tipo Lupi, ci sarebbe da ridere.

  28. Beatrice

    Ho tantissime cose da fare e non dovrei essere qui a scrivere su questo blog, però vorrei dare anch’io la mia testimonianza. Sono stata alla marcia finale di Verona con i miei genitori e dei nostri amici veneti e confermo quanto già detto da altri: intorno a me ho visto tantissimi volti felici e sereni di cristiani veri, e sottolineo veri, pronti a qualsiasi sacrificio per seguire Cristo, ho visto bellissime coppie e famiglie che avrei voluto conoscere ad una ad una personalmente e frequentare nella mia quotidianità, ho visto anche alcuni preti e suore (pochi in verità) che venivano accolti da chiunque in modo festoso e con l’espressione “tenete duro”.

    Come mi era successo al Family Day del 2016, ho vissuto sulla mia pelle la bellissima esperienza di sentirmi parte di un’immensa famiglia di persone che cercano solo, come possono, di rimanere fedeli a ciò in cui credono, a dispetto di tutto e tutti. In un mondo che prova in tutti i modi di convincerti che sei estremista, sfigato, medievale (ma dovrebbe essere un insulto?), insomma dalla parte sbagliata della storia, vedere intorno a me tante persone tutt’altro che sfigate ed estremiste mi ha fatto sentire meno sola nelle mie convinzioni. In un mondo impazzito che vuole a tutti i costi farti credere che ad essere pazzo sei tu, solo perché cerchi di conservare un po’ di buon senso, è bello vedere di non essere gli unici a lottare per resistere all’ondata di follia da cui siamo ogni giorno di più travolti. Quindi non ho dubbi sul fatto che sia stata un’esperienza positiva che rifarei mille altre volte.

    Poi torno a casa ed è a quel punto che arriva la delusione. Che fatica dover leggere tantissime critiche anche da fonti insospettabili! Già è dura resistere davanti al fuoco martellante di praticamente tutto il sistema mediatico e culturale odierno, ma dover subire le mitragliate anche da persone che si credevano amiche è davvero avvilente. A tutti quei cattolici che criticano il congresso mi viene da chiedere: ma voi credete veramente che per i nemici della famiglia e della vita esiste un modo accettabile in cui possiamo difendere i nostri “principi non negoziabili”? A loro dà proprio fastidio la nostra esistenza, non la tollerano più e ora che sono in una posizione di forza (perché il potere e l’opinione pubblica è dalla loro parte) sanno di non dover più fingere di accettare le nostre posizioni per spirito democratico (la loro visione è “i nazisti e i fascio-cattolici si possono picchiare e reprimere perché minano diritti fondamentali” e questo odio nella marcia transfemminista lo si è visto bene).

    Il congresso non era un problema per la presenza di esponenti della lega o di relatori improbabili (questi ultimi poi molto spesso erano balle montate ad arte dai media ostili, cioè quasi tutti). No, no, il congresso era un problema proprio per la sua esistenza, perché per molti oggi è inconcepibile il fatto che esistano persone che non credono nella ideologia del “love is love” con le sue nefaste conseguenze (il farmaco che blocca la pubertà è solo una delle ultime). Per molti è inaccettabile che ci sia ancora chi si ostina a non ritenere l’aborto libero una bellissima conquista sociale dell’umanità. Le nostre idee non sono più tollerate nel consesso della gente civile e progredita (un’impresa di pompe funebri in una vignetta di facebook ci ha paragonato agli australopitechi).

    Ai cattolici allora mi viene da chiedere: quindi che facciamo? D’ora in avanti ci auto-censuriamo per quieto vivere e lasciamo andare il mondo in malora come sembra voler fare? Abbandoniamo per sempre questioni fondamentali come la vita e la famiglia per non disturbare i potenti e i tanti cittadini che non la pensano come noi? Davvero credete sia quello che vuole Gesù? Uno che a causa delle verità testimoniate è stato messo in croce? E tutte le schiere di martiri cosa sono stati? Degli individui poco furbi e prudenti che avrebbero dovuto mettere al centro della loro vita il dialogo? Davvero dobbiamo immolare tutto sull’altare di questo dialogo onnipresente che in certi ambienti cattolici puzza tanto di resa totale al nemico (come si vede sta succedendo in Cina)?

    Dite quello che volete, ma quando c’erano Giovanni Paolo II e Benedetto XVI difendere la vita e la famiglia era più facile. Non che non mancassero attacchi violenti da certa stampa o da certi ambienti della cultura e dello spettacolo, però il fatto di avere le spalle coperte da Santa Romana Chiesa un po’ ci proteggeva da tutto quel bombardamento avversario. Certo, poi succedeva che quei Papi pagassero le conseguenze per il loro coinvolgimento nelle battaglie a difesa della famiglia e della vita (per esempio Ligabue si rifiutò di incontrare Giovanni Paolo II, mica come adesso che da Leonardo di Caprio in poi sono tutti lì a fare la fila per essere ricevuti a Santa Marta, per non parlare poi di quando a Benedetto XVI fu impedito di parlare all’università La Sapienza di Roma).

    Oggi invece, in questa difficilissima battaglia contro la cultura dell’edonismo sfrenato e della morte, non solo ci sentiamo completamente abbandonati, ma di fatto lo siamo abbandonati e se ne sono accorti tutti. Veniamo trattati da estremisti e delegittimati dai nostri stessi pastori (quando Parolin parla di modi sbagliati in fondo vuole dire questo, che usiamo metodi “estremi”, “radicali”, che danneggiano invece che aiutare, mentre il vescovo di Verona Zenti sull’immancabile Repubblica ci ha proprio definito senza mezzi termini “talebani”, cioè saremmo come quegli islamici che lapidano le adultere e costringono le donne a indossare il burqa, ma te pare?).

    Già siamo in minoranza nella società, ma in questo modo anche quei cattolici che condividerebbero le nostre idee si sentono frenati dal partecipare a iniziative di questo tipo per non essere considerati estremisti e per non fare qualcosa di sgradito alla Chiesa. Oggi c’è da avere paura a dire di voler difendere la vita e la famiglia non solo in presenza di atei, ma anche in presenza di cattolici, laici o consacrati che sia, una situazione inimmaginabile fino a qualche tempo fa e le cose tendono a peggiorare sempre di più.

    A furia di zittirci per non disturbare chi non la pensa come noi sulle questioni di bioetica ci ritroviamo con l’eutanasia senza obiezione di coscienza per i medici (per ora è solo permessa in forma passiva dal testamento biologico, ma tutti i segnali dicono che ci ritroveremo a breve persino il suicidio assistito), con psicologi che vengono processati se osano dire che il bambino ha bisogno di mamma e papà per crescere sano (vedere qui: https://www.tempi.it/caso-ricci-prosciolto-dopo-tre-anni-la-mia-liberta-condizionata/ ), con unioni civili e annesse trascrizioni di figli avuti tramite utero in affitto, con i siti prolife messi al bando in Francia perché minerebbero il diritto all’aborto delle donne (tra quanto succederà anche a noi?). Queste sono solo alcune delle forme di persecuzione verso i cristiani attuate ora in Occidente, e in Italia siamo persino messi meglio di altri Paesi ora come ora. E in questa situazione in cui la nostra libertà viene già minacciata in svariati modi ci vengono a dire che dovremmo cedere un altro po’ di questa libertà? Ma che davero davero?

    Nel film “Capitan America. Civil War” la guerra civile tra supereroi si scatena perché alcuni accettano di sottostare agli ordini imposti dalle organizzazioni internazionali, mentre una piccola frangia guidata da Capitan America sostiene che se vogliono salvare le persone devono rimanere indipendenti. Ecco, mi sembra un po’ quello che sta accadendo alla Chiesa, sempre più attenta a non scontentare non solo organizzazioni come l’ONU, ma anche i vari governi (pure se dittatoriali come in Cina). Capitan America nel fumetto giustifica la sua condotta con un discorso che mi sembra calzare a pennello anche per noi cristiani che non ci vogliamo piegare al pensiero unico dominante, noi “talebani” della vita e della famiglia. Qui si può leggere in inglese: https://9gag.com/gag/agVzKjK/sharon-carter-said-this-quote-in-captain-america-civil-war-it-immediately-reminded-me-of-this
    E tradotto dice così:

    ˂i˃ Non importa cosa dice la stampa, non importa cosa dicono i politici o il popolo. Non importa se l’intero Paese decide che qualcosa di sbagliato è giusto. Questa Nazione è stata fondata su un principio sopra a tutti: il dovere di alzarsi in piedi per ciò in cui crediamo, a dispetto delle avversità o delle conseguenze. Quando il popolo e la stampa e l’intero mondo ti dice di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti a terra come un albero di fianco al fiume della verità e di dire all’intero mondo “No, ti sposti tu”. ˂/i˃

    1. Francesco Paolo Vatti

      “ma quando c’erano Giovanni Paolo II e Benedetto XVI difendere la vita e la famiglia era più facile. Non che non mancassero attacchi violenti da certa stampa o da certi ambienti della cultura e dello spettacolo, però il fatto di avere le spalle coperte da Santa Romana Chiesa un po’ ci proteggeva da tutto quel bombardamento avversario. ”

      Tristemente verissimo!

    2. Lucia

      Cara Beatrice hai ragione , chi e per la vita e per la famiglia naturale credente e non , e assolutamente minoritario nella societa e cio che e peggio nella chiesa odierna .Ma c ‘ e chi non vuole accettare questa realta e parla ancora di non essere divisivi , di essere dialoganti , di mantenere un basso profilo .Per aver detto questo su ‘ Aleteia” mi sono sentita accusare dai fans di Papa Francesco e pro – dialogo di essere una pessima cattolica, di fare chiacchiericcio e di essere causa insieme a chi come noi esprime queste idee , della crisi odierna ….Senza parole .La chiesa sta scandalizzando milioni di cattolici e la colpa sarebbe mia e sua , signora Beatrice ….Siamo alla follia o meglio si realizzato cio che disse Chesterton.

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