Triptorelina, qual è la posizione della Pontificia Accademia per la Vita?

di Costanza Miriano

Da pochi giorni in Italia tutti noi con le nostre tasse finanziamo una terribile pratica fatta sulla pelle dei bambini, ed è impossibile tacere. Mi riferisco alla questione ormai nota a quasi tutti della triptorelina.

Se siamo scesi in piazza contro le unioni civili, che riguardavano principalmente persone adulte, e solo di riflesso i bambini (almeno grazie al fatto che la stepchild adoption non è passata), se abbiamo combattuto contro il gender nelle scuole, mille volte di più, se la cosa non verrà fermata, bisognerà scendere in piazza contro la possibilità che a un bambino di 10, 12 anni venga dato un farmaco antitumorale che bombardi i suoi ormoni bloccandone lo sviluppo in attesa che si chiarisca le idee e decida se vuole procedere a un’operazione che modifichi i suoi genitali, e non il suo sesso (noi siamo o maschio o femmina in ogni nostra cellula). Esponendo il ragazzo a un rischio di suicidio venti volte superiore alla media. Questa è la triptorelina, un farmaco che blocca lo sviluppo in vista di un cambio di genitali, in Italia dal 2013, e da pochi giorni dispensabile gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale dopo una decisione dell’Agenzia del farmaco, appoggiata dal Comitato di Bioetica.

E se è gravissima la responsabilità politica – con l’eccezione di Simone Pillon (Lega), che ha fatto su questo una interrogazione parlamentare nel marzo 2018, Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia) e dell’Intergruppo Famiglia che si è riunito per occuparsene –, e se non possiamo che chiedere a gran voce al governo di intervenire per un ritiro in autotutela della Determina dell’Aifa del 25 febbraio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo (il ritiro è previsto dalla legge 241 del 1990), per noi cattolici – almeno per me interessata molto più all’idea di uomo proposta dalla Chiesa che alla politica – è infinitamente, incommensurabilmente più grave che alla Pontificia Accademia per la Vita non solo non siano balzati sulle sedie, non abbiano alzato barricate e acceso fuochi per la decisione dell’Aifa di inserire questo farmaco tra quelli pagati dal SSN, non si siano incatenati davanti alla sede dell’Aifa, ma non abbiano neppure corretto il tiro dopo che un suo membro, intervistato non da un sito qualsiasi, ma da Vatican News, ne ha dichiarato ammissibile l’uso, seppur solo in casi estremi. È importante un chiarimento serio e dettagliato dopo l’intervista rilasciata dalla professoressa Palazzani.

Chiediamo a gran voce, so di parlare in questo caso a nome di parecchie persone, che la Pontificia Accademia per la Vita prenda ufficialmente e apertamente una posizione chiara, più precisamente che prenda collegialmente le distanze dalle dichiarazioni rilasciate da un suo singolo membro. Che dica che quella è la sua opinione personale, legittima, ma non quella dell’Accademia Pontificia. Che la Pav (Pontificia Accademia per la Vita) ci dica esattamente come stanno le cose: non basta il chiarimento successivo all’intervista, in cui si sono ribaditi i limiti e i distinguo nell’uso. Ma è proprio ammettere che la risposta a chi non si sente bene col proprio sesso sia un farmaco che preluda a un’operazione, che è profondamente contrario all’antropologia cristiana. L’unica a levare la voce contro è stata Assuntina Morresi, isolata. E in questo momento di difficoltà sulla questione degli abusi la Chiesa non può permettersi ambiguità.

Altrimenti significa fare l’ennesimo passo nella direzione voluta dalla ben nota lobby lgbt così potente nella Chiesa. Per cui chiediamo, semplicemente: cosa pensa della questione la Pontificia Accademia per la Vita? Smentisce l’intervista di un suo membro, rilanciata dal sito di informazione ufficiale della Santa Sede?

C’è particolare bisogno di chiarezza, perché sdoganare questo farmaco – che sia a pagamento o meno è l’ultimo dei problemi – significa sposare in pieno l’ideologia gender, cioè ammettere che i casi in cui non si è a proprio agio con la propria identità sessuale possano essere risolti non andando a sciogliere il nodo esistenziale che li ha causati, ma con una operazione di cambio di genitali. Se la Chiesa dichiara questo, mina dalle basi più profonde la propria antropologia, cioè la definizione di uomo e donna. Allora anche l’omosessualità diventa una variante possibile della sessualità umana.

A cascata ne discende una serie di conseguenze. E allora hai voglia a mettere paletti, distinguo, limiti e precisazioni. D’altra parte sappiamo ormai – i radicali hanno fatto a scuola in questo – si parte dal caso limite, sempre rarissimo e gravissimo e specialissimo, si sfonda l’argine e poi via di discernimento. È stata la tecnica che ha permesso ai radicali di chiamare “conquista” sei milioni di aborti, ovviamente tutti fatti in casi molto estremi. Sei milioni di casi estremi.

La Chiesa è (era?) rimasta l’unica ad annunciare che si nasce maschio o femmina, e che se c’è un disagio con questo, bisogna indagarne le cause e agire su quelle, non sui sintomi. Ma ancora più grave: un bambino che sta diventando adulto può avere spesso momenti di grande fatica. La fatica va accompagnata e contenuta e gestita, non assecondata né ingigantita dalla preoccupazione dei grandi. Non si può permettere un intervento invasivo e pericolosissimo (e dagli effetti collaterali incerti). Soprattutto non in un contesto, come quello in cui viviamo, che amplifica queste incertezze, incoraggiando i ragazzi a scegliere chi sono come se fosse una scelta a disposizione. È di questo contesto che bisogna tenere conto. L’incoraggiamento della Chiesa, che per il resto, diciamolo, nessuno si fila, era l’ultima cosa di cui c’era bisogno. Il bollino di approvazione della Chiesa serve solo a lasciare le mani dei grandi libere. Ma se il sale perde sapore, a che serve?

La Chiesa deve sapere che è (era) rimasta una vox clamans in deserto, e in questo contesto culturale l’ultima cosa di cui c’è bisogno sono i distinguo e le aperture. Le stalle sono aperte, i buoi sono usciti, socchiudere il cancello è semplicemente ridicolo.

In generale, trascendendo la questione dell’intervista, se non vogliamo vedere un disegno delle lobby – che io peraltro vedo – come minimo c’è una inspiegabile mancanza di coraggio. La Chiesa non può mettersi a inseguire il mondo sul suo terreno, perché sarà sempre battuta sull’esperienza. E quale è il vantaggio? Sembrare moderna? Essere al passo coi tempi? Oppure limitare i danni? Lo abbiamo sperimentato tante volte, a cominciare dall’aborto. La politica di limitare i danni non funziona. Apri i cancelli, sdogani, togli la diga, e il sentire comune, prima piano piano poi macroscopicamente, cambia. Già oggi i ragazzi nelle scuole danno per assodato che la sessualità sia una scelta a loro disposizione. Ma stiamo parlando di bambini innocenti! Un bambino di 10 anni, che ne sa di cosa sia essere uomo? Permettere che si fermi il suo sviluppo è una follia e contraddice profondamente tutto ciò che la Chiesa (e, secondo me, il buon senso) dice all’uomo.

Ma magari ci siamo sbagliati, la Pav si esprimerà con una posizione netta, e noi saremo ben contenti di avere fatto inutilmente gli allarmisti. Saremo ben contenti di dire che ci siamo preoccupati troppo presto. Rimaniamo in fiduciosa attesa.

 

85 pensieri su “Triptorelina, qual è la posizione della Pontificia Accademia per la Vita?

  1. Pat61

    Quando ho sentito questa notizia ho pensato che era allucinante e che stiamo proprio toccando il fondo. Grazie Costanza per la chiarezza di questo articolo e come sempre perché dai voce ai nostri pensieri.
    Grazie.

  2. Maria Rita Marinetti

    Se lo stato deve essere laico allora anche quello pontificio, nella sua dimensione temporale, non può che allinearsi agli altri, per i suoi cittadini e per le relazioni internazionali. Solo così mi spiegherei la posizione della PAV nei confronti della triptorelina

    1. Rino

      Scusa Maria Rita.. Ma non mi sembra pertinente…cosa c’entra la triptorelina con le relazioni internazionali..?

  3. Smentisce l’intervista […] C’è particolare bisogno di chiarezza […]

    Sono sei anni che c’è bisogno di chiarezza e di smentire certe interviste. Ma il cattivo esempio viene dall’alto.

    In questa circostanza è molto più probabile che si abbiano risposte dalla politica che non dalla Santa Sede. Riscrivo: dalla politica italiana che non dalla politica vaticana, perché la Santa Sede si è ridotta a fare politica.

      1. Non poteva mancare.

        Comunque, in seconda battuta (perché rimane comunque più grave la posizione della Santa Sede rispetto a quella del governo), io vorrei avere una risposta anche da Salvini (anche per qualche altro provvedimento recente). Capisco benissimo che il governo è una coalizione con un partito giacobino da cui non ci si può attendere niente di buono, ma almeno vorrei che la Lega scaricasse le responsabilità sul M5S, tanto da farci capire che se un giorno la Lega dovesse governare in una coalizione di destra-e-basta queste cose non si ripeterebbero.

  4. Sara S

    Gentile signora Postigo,
    forse dobbiamo avere tutti un po´piu´di´pazienza perche´giudizi chiari e approfonditi e ufficiali hanno bisogno di tempo per essere elaborati seriamente e non inseguendo i tempi lampo che ci si puo´ permettere con interviste e opinioni peronali. Salta all ´occhio, pero´, l´ irresponsabilita´ di certe parole da parte di alcuni membri della PAV; che in quanto tali, hanno un peso ben diverso dall´opinione legittima di un comune cittadino. Inoltre mi ferisce anche sentire da lei “alcuni la pensiamo allo stesso modo”. Alcuni? CI sono cose non opinabili. La questione della triptorelina dovrebbe essere senza alcuna ommbra una di queste. Almeno all´interno della PAV . Mi scusi ma davvero rimango sconcertata.

  5. Costanza Miriano

    Carissima professoressa Postigo, grazie davvero per la sua risposta onesta e chiara. Ci solleva molto, moltissimo leggerla. Siamo certi che la verità verrà ristabilita.
    E grazie anche della considerazione.
    Aspettiamo dunque una posizione ufficiale dell’Accademia.

  6. Dr. Postigo, c’è una cosa che non capisco. La decisione del CNB sulla triptorelina è del 23 luglio 2018, se non erro, ovvero di circa otto mesi fa. Non mi sorprende che, se nessuno obietta, quando il CNB si esprime in un certo modo la politica non fa altro che mettere in pratica le posizioni espresse. Com’è possibile che in otto mesi la PAV non ha affrontato ufficialmente la questione e “avete saputo della polemica soltanto negli ultimi giorni”?

    PS Per non dire che la triptorelina è già usata in Gran Bretagna, se non erro, e la PAV ha giurisdizione planetaria: dunque l’argomento avrebbe dovuto essere affrontato da tempo.

  7. Alessandro

    Spero che la collaudata tecnica delle “Finestre di Overton” cui si accenna nel post rimanga bloccata al primo passaggio perché un’idea oggettivamente inaccettabile tale deve rimanere, altro che dichiarare la pratica ammissibile, sia pure in casi estremi! e quali sarebbero questi casi estremi?!
    Concordo nel vedere un disegno della nota lobby.

    1. vale

      discernimento,discernimento.

      valutare caso x caso.

      alla fine ,essendo tutti “casi” singoli, diverrà prassi.

      prosit

  8. Stefano Comanducci

    Buongiorno, Costanza

    Purtroppo anche Avvenire in un articolo di Luciano Moia “Farmaco gender, servono chiarezza e misericordia” sposa la politica della valutazione caso per caso proponendoci una Verità sempre più liquida…. il tema di fondo è sempre lo stesso da qualche tempo … valutazione caso per caso
    dialogo e discernimento…. il Magistero non viene più nominato meglio non scomodarlo …. come ci suggerisce Moia nel suo articolo citando Amoris laetitia, : «Non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero» …. peccato che il Vangelo ci dica in Matteo 5, 37 “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.” Alcuni nostri Pastori sembra vogliano valutare anche questo caso per caso.

    Stefano

    1. Francesco

      Una volta ho scritto al direttore di Avvenire che più leggo Moia più mi pento perché resta l’amaro in bocca… Una sgradevolezza che tocca anche molti altri interventi di Avvenire sui temi oggi sempre più discusso e discutibili … Risultato: non leggo più Avvenire (salvo rarissimi casi) per non restare turbato.

    2. Comunque devo dare atto a Moia che nel suo articolo su Avvenire è riuscito ad arrivare fino alla fine senza nemmeno una volta scrivere la parola magica “discernimento”. Non è da lui! 🙂

  9. Luca Del Pozzo

    Purtroppo questa vicenda della triptorelina non fa che confermare lo stato (volutamente?) confusionale in cui versa la Chiesa, o quantomeno alcuni suoi apparati. Siamo di fronte, scusate il gioco di parole, ad un Giano bifronte che nulla ha a che vedere col il genuino “et-et” cattolico. Nello specifico, non mi stupisce che un membro della PAV si sia espresso nei termini in cui si è espresso. Stiamo parlando, caso mai ce ne fossimo dimenticati, dello stesso organismo il cui presidente non molto tempo addietro elogiò pubblicamente Pannella (leggi bene: Pan-nel-la), e che sulla vicenda di Alfie Evans rilasciò una strabiliante intervista, mai smentita, in cui parlò di “accanimento terapeutico” (vedi qui maggiori dettagli https://www.ilfoglio.it/bioetica-e-diritti/2018/03/14/news/l-accanimento-tanatologico-su-alfie-evans-il-nuovo-charlie-gard-183911/). Serve altro?

    1. Siamo di fronte, scusate il gioco di parole, ad un Giano bifronte che nulla ha a che vedere col il genuino “et-et” cattolico.

      Davvero. Anzi, è proprio il suo opposto.

  10. Gabriella

    Quando succedono queste cose, mi sento proprio piccola piccola ….e sola……grazie Costanza che invece dai voce a tutti noi profondamente convinti che la soluzione sia chiedere aiuto a Cristo , veramente, che ama ognuno di noi , CASO PER CASO, oserei dire, e non ci lascia soli mai nelle lotte interne ed intime ma ci riempie di amore e l’amore smuove le montagne!
    Grazie!

    1. vale

      sì,certo.
      vagliate tutto e utilizzatelo caso per caso ( a me pareva trattenete ciò che è buono,ma forse è un testo un po’ datato…)

  11. Matteo

    Visto che leggo sempre volentieri i post di Costanza, visto che, in questo, si parla di scendere in piazza e, visto che a Verona si preannuncia una bellissima e festosa marcia per la famiglia (DOMENICA 31 marzo 2019)…

    Mi domando: sapete se le associazioni cattoliche italiane si stanno organizzando per confluire a Verona?
    Mi riferisco, ad esempio, a Nuovi orizzonti, comunione e liberazione, S.Egidio, Neocatecumenali, Caritas, Rinnovamento dello spirito, focolarini ecc ecc.

    Sarebbe importantissimo che i cittadini aderenti a questi gruppi/associazioni partecipassero in massa alla marcia per la famiglia di domenica 31 marzo .

    Del resto, dopo aver fatto i family day sotto il diluvio, una passeggiatina in un centro bello come quello veronese, dovrebbe essere per loro una scampagnata (se non addirittura un premio).
    Se, invece, i capi di queste associazioni non si sono mossi (perchè impegnati in cose più importanti), credo sarebbe opportuno che i singoli associati si muovano in autonomia, coinvolgendo più persone possibili.
    Della serie: basta “vescovi pilota” e – aggiungiamo – “responsabili/dirigenti accompagnatori”.

    PS: i piloti sarebbero comunque utili

  12. Francesco Paolo Vatti

    Penso che, se continua così, la Pontificia Accademia per la Vita sarebbe meglio chiuderla, ricordando la massima “se il tuo occhio ti dà scandalo, cavalo”. Da quando Mons. Paglia è andato a celebrare Pannella dai Radicali, elogiando lo spirito di Marco, credo che l’Accademia abbia perso credibilità per un cattolico. Me ne dispiace, perché ai tempi di Sgreccia era un’altra cosa.
    Allucinante che l’Aifa abbia potuto prendere una decisione aberrante di questo tipo! Mi pare contraddittorio bloccare la libera scelta sulle vaccinazioni e invocarla per questo farmaco che non può avere effetti positivi di nessun tipo, soprattutto andando a toccare il delicatissimo equilibrio ormonale in epoca di tempesta….
    Spero anche io (ma sono, ppurtroppo, pessimista) in una presa di distanza dell’Accademia.

  13. blaspas59

    Sembra ormai evidente che la maggior parte dell`attuale gerarchia vuole sdoganare l`omosessualitá come una variante lecita della sessualità umana.
    La domanda che rimane piuttosto è Cosa facciamo noi?

    1. giandreoli

      “Cosa facciamo?” La mia risposta è semplice e risoluta: attenersi al Magistero dei Papi precedenti, in particolare alla Familiaris Consortio. HumanaeVitae, Veritatis Splendor. E’ una dichiarazione di fedeltà da esprimere apertamente alla CEI e ai Vescovi, i quali, a loro volta, non potranno certo lamentarsi o accusare di eresia chi obbedisce al Magistero di Pontefici santi e rifiuta di seguire Amoris Laetitia, palesemente e volutamente ambigua. Dovremmo poi (i laici perché i Sacerdoti, di fronte ai loro Vescovi, tentennano) esortare Direttori d’anime e Confessori a rimanere, sì, fedeli al Magistero, ma a quello dei Papi ricordati. In diversi aspetti della sua dottrina, morale, pastorale ecumenica e interreligiosa, l’attuale pontificato è visibilmente in discontinuità con il magistero perenne, ed è responsabile di gravi disorientamenti tra i Fedeli. Ne sono una prova gli applausi che l’attuale Pontefice raccoglie dal mondo secolare e ateo, peraltro in forte calo anche questi.Detto questo, rimango amareggiato e dubbioso per la qualità degli studi e della formazione che si danno nelle Scuole teologiche e nei Seminari! Non c’è che da pregare.

      1. blaspas59

        Allora saremmo protestanti, perchè non avremmo piú una gerarchia ne u unica interpretazione della Scrittura.

        1. Allora saremmo protestanti, perchè non avremmo piú una gerarchia ne u unica interpretazione della Scrittura.

          Comprendo che il rischio di diventare protestanti è presente in qualsiasi direzione ci muoviamo, ma non è necessariamente una conseguenza di quel che ha scritto giandreoli. I protestanti negano la validità della gerarchia in sé, mentre qui si sta facendo presente l’indegnità contingente dei prelati. Indubbiamente è una posizione da tenere con molta cautela, perché può degenerare, ma in sé è molto diversa dal protestantesimo.

          1. Alessandro

            I protestanti negano I sacramenti, la Riconciliazione, l’Eucarestia. Noi con i Sacerdoti fedeli saremo sempre uniti a Cristo unico nostro Salvatore, con l’intercessione di Maria Santissima. Vedi le Locuzioni di don Gobbi con Maria Santissima. Libro Azzurro.

          2. blaspas59

            Mi sembra che molti pensino che ci siano soluzioni “personali”. Dentro il cattolicesimo le soluzioni sono sempre comunitarie. Dobbiamo cercare di sostenere e spingere la parte salvabile della gerarchia. Anche se questo facesse emergere lo sciama in atto.

            1. Dentro il cattolicesimo le soluzioni sono sempre comunitarie.

              Vero, anche se forse è meglio dire che bisogna rimanere “cum Ecclesia”. Questo non esclude soluzioni individuali (non individualistiche), e d’altro canto vuol dire che neanche tutte le soluzioni comunitarie sono corrette. Come abbiamo discusso qui in passato, è un problema che mi pare non sia affrontato da Dreher nell'”opzione Benedetto”.

              Come dici tu, ci serve una parte di gerarchia sana. Avercela, ce l’abbiamo, anche se è davvero piccola. Ma la dimensione non conta.

              1. blaspas59

                Non volevo usare l`espressione “eclesiale” perchè purtroppo oggi bisgna chiedersi quale chiesa? o dove sia la Chiesa?

                  1. blaspas59

                    Anche quando Pietro non fa il suo dovere? E poi in quale chiesa troviamo Pietro? In quella del prete che non recita il credo perche non ci crede?

                    1. Thelonious

                      Sì, la fedeltà alla cattedra di Pietro è fondamentale per un cattolico.
                      E, come dice giustamente Fabrizio, la Chiesa è Una (lo recitiamo nel credo). Tutto il resto è l’anti-chiesa.
                      Diversamente si è protestanti. Tutti gli scismi sono avvenuti più o meno così: gente che, scandalizzata da qualcosa nella Chiesa Cattolica, si separa proponendo “la strada vera”.
                      Meglio essere uniti ad un Papa imperfetto (sia pur nel dolore) che seguire un altro pastore (eventualmente migliore dal punto di vista delle qualità umane e, anche, apparentemente, della fedeltà) e lacerare ulteriormente il Corpo di Cristo.

                    2. blaspas59

                      Si si diventa protestanti ma tu sei unito a un Papa unito a un prete che non recita il credo? Che tiene a James Martin e Farrel sostenitori dell’omoeresia? Che protegge gli omosessuali della curia?

                    3. Si si diventa protestanti ma tu sei unito a un Papa unito a un prete che non recita il credo

                      Io sono unito all’Ufficio Papale, alla Cattedra di Pietro. Non sono unito all’uomo che ricopre l’ufficio e a quello che fa.

                      Il modo in cui sono arrivato a comprendere il dovere di correggere la comprensione popolare circa l’insegnamento della Chiesa e le dichiarazioni del papa è di distinguere, come la Chiesa ha sempre fatto, le parole dell’uomo che è il papa e le parole del Papa come vicario di Cristo in terra. Nel Medioevo, la Chiesa ha parlato dei due corpi del Papa: il corpo dell’uomo e il corpo del Vicario di Cristo.
                      (card. Burke)

                    4. blaspas59

                      distinguere, come la Chiesa ha sempre fatto, le parole dell’uomo che è il papa e le parole del Papa come vicario di Cristo in terra.

                      E come si distingue quando parla l’uno o l’altro? Lo decide ognuno? E i silenzi? E gli attegiamenti che parlano? Sono dell ‘ uomo o del vicario?

                    1. blaspas59

                      @Fabrizio ma quel prete è ancora al suo posto, sono usciti anche allora i suoi fedeli, il suo vescovo e i vescovi che sono in comunione con quel vescovo. Abbiamo due chiese. Prima lo ammetteremo meglio sarà.

            2. Alessandro

              non esistono e non ci sono “soluzioni personali” . La Chiesa di Cristo è indefettibile e come tale nulla e nessuno possono intaccarla. Noi come singoli credenti che con fede e amore e sacrificio ne facciamo parte SEMPRE dobbiamo accedere regolarmente ai sacramenti e avremo la forza di sopravvivere a questo supplizio. Dobbiamo rendere testimonianza. La gerarchia corrotta viene già purificata e i pochi buoni che sopravvivono renderanno Gloria al Padre nei nuovi tempi preannunciati da Maria. Suggerisco le catechesi del Venerabile Mons. Fulton Sheen che ha fotografato 60 anni fa i tempi di oggi, spiegando anche come fare a mantenere intatta la nostra Fede.
              http://www.iltimone.org/news-timone/12-trucchi-dellanticristo-secondo-fulton-sheen/

  14. giandreoli

    Dopo il pensionamento di mons Sgreccia, bene ancorato alla Magistero della Chiesa precedente, la PAV non rappresenta più né la morale cattolica né i cattolici. Lo affermo con vigore! Non solo per la presenza di membri dai principi morali dichiaratamente non cristiani ma per la stessa guida di vari Vescovi e Cattolici che ne fanno parte. E’ sufficiente il comportamento e le parole assunte da mons Paglia in occasione della morte di Alfie e il dibattito sviluppato attorno all’Humanae Vitae in nome di ipocriti “nuovi paradigmi interpretativi” (Moia) palesemente contrari alla morale di sempre e non manipolabile. Non c’è proprio nulla da chiarire. C’è solo innanzitutto da cambiare metà dei membri del PAV e, solo dopo, ritornare all’indirizzo datogli da san Giovanni Paolo II. Che pena!

    1. giovi

      Che poi, diciamola tutta, cosa conteneva di così “censurabile” ( immagino si tratti di autocensura, comunque ) il post della dottoressa Postigo ? Lo stupore davanti ad affermazioni della Palazzani che vanno contro tutto ciò che è stato affermato dalla PAV e da tutti gli scienziati cattolici, persino da Avvenire, per decenni, fino a 5 giorni fa !
      Mah !
      Quest’ideologia gender si sta rivelando potente e pericolosa al pari di altre ideologie tristemente famose.

  15. Enrico Zanetti

    Sono, se posso dir così, quasi “incantato” dalla sottigliezza e perfidia del male. Dall’astuzia subdola del serpente e dalla ferocia maligna dei lupi travestiti da agnelli che, senza più freni, hanno aperto la caccia verso i più deboli e innocenti. Ma ciò che più mi inquieta è che il pastore appare percosso e le pecore confuse e abbandonate. Grazie signora di esserci sentinella.

  16. La sparizione del post della dr. Postigo mi conferma nell’opinione che mi ero già fatto: ha ragione Vatti, la PAV è totalmente inaffidabile, se ne vada al diavolo e se c’è dentro qualcuno che ancora si reputa cattolico vero ne esca. Auspico che succeda come per il Pontificio istituto Giovanni Paolo II, diventato una buffonata sotto la direzione di Paglia: i veri cattolici si riuniscano in un’entità alternativa. Le “mosche bianche” e gli “alcuni di noi” contano poco; come tutti sanno quando ci sono presidenti e/o segretari stalinisti, sono quelli a dettare la linea.

    1. Matteo

      Scusa se mi intrometto. Ne so davvero poco di PAV e co, però a mio parere dimettersi sarebbe un autogol clamoroso.
      Sarebbe meglio che i “cattolici” (come li chiami tu) testimoniassero esplicitamente e a voce alta i loro pensieri.
      Tanto…male che vada…l’effetto sarebbe uguale a quello che si avrebbe avuto tramite le dimissioni. Ossia l’uscita di chi la pensava diversamente.
      Con un “dettaglio” mica di poco conto: sarebbe stato escluso ufficialmente perchè sosteneva tesi non condivise.

      Comunque, questo atteggiamento di testimonianza, non è richiesto solo ai componenti di questa o quella organizzazione, ma a tutti i cattolici, a prescindere dalla posizione ricoperta.
      “Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. “

    2. Kosmo

      Fabrizio,
      conferma pure che i blog “non strettamente appecoronati” e quelli che non slinguano sono posti STRETTAMENTE sotto controllo dagli Alti Papaveri e che molti troll che infesta(va)no i suddetti erano inviati da loro.

  17. Due pensieri in libertà, così, senza pretese : la vecchiaia arriva per tutti – se Dio vuole – ma il vissuto non è uguale per tutti.
    Ci sono anziani vispi, lucidi e attivi anche a 90 anni e ci sono anziani che a 80 anni si gettano su una poltrona e non si alzano più….per chi ci arriva.

    Mio padre vive con me da oramai 4 anni e ho notato in questi anni un visibile ed evidente cambiamento/declino : già verso gli 80/82 non riusciva a concentrarsi per più di un ora e poteva fare al massimo 2 visite mediche (è medico in pensione, visitava gratuitamente). Ecco, oggi come oggi (86 anni), ma già da un paio di anni, NON è più grado di visitare, ma, più in generale, ha perso proprio gran parte della memoria dinamica : a volte mi chiede ” Pierpà, come si chiamava di nome Puccini ?” oppure “Pierpaolo, i doni dello Spirito Santo sono 7, Sapienza, Intelletto, Consiglio, Scienza e poi, e poi ? ” e vi posso dire decine e decine di altri esempi. Lui stesso, quando svalvola o “perde colpi”, spesso mi ripete : “Senectus ipsa est morbus ! “. I discorsi articolati sono quasi impossibili, o perchè perde il filo principale del ragionamento o se ne va per un’altra via attinente per argomento ma non per logica, oppure sta pensando ad un’altra cosa per conto suo…… se parli normalmente ha difficoltà, DEVI parlare len-ta-men-te, scandendo le parole, e dice che non ti segue perchè non ci sente, ma quando vuole ci sente benissimo……

    Senza dire che poi è diventato quasi come “una bandiera” : lo si potrebbe convincere quasi di qualsiasi cosa , basta dirgliela solo con convinzione e con garbo….e questo vale non solo per i commenti dei fatti politici ( si vede praticamente tutti i telegiornali) ma anche per le questioni di Dottrina e di morale….tanto per capirci, io per lui sono “un giustiziere preconciliare ! ” solo perchè non mi giro di dietro al segno della pace, o perchè ho “rimproverato” mia moglie dicendole “non si dice mannaggia” .

    Voleva essere solo uno spunto…..intelligenti pauca

  18. admin @CostanzaMBlog

    Riguardo ai commenti di Elena Postigo non più visibili, capita a volte che l’autore di un commento, per varie ragioni, chieda poi in privato che il commento venga rimosso.

    1. Kosmo

      Nessuno, credo, ha messo in dubbio il fatto che l’autore abbia chiesto, in privato, di rimuoverlo.
      Il problema, credo, è PERCHE’…

      1. Il perché è intuibile: le è stato imposto.

        Ne approfitto per ripetere una parte di un mio commento che, tecnicamente, è finito cancellato in quanto nel sotto-filone di risposte alla dottoressa. Per rispettare la sua volontà di ritirare ciò che aveva scritto, mi limiterò a riportare un fatto che avevo citato senza contestualizzarlo nell’ambito della risposta della dottoressa.

        Ricordo che il primo pronunciamento in Italia sulla triptorelina è di fine luglio 2018 (Comitato Nazionale di Bioetica), per cui è abbastanza naturale che otto mesi dopo, in assenza di interventi contrastanti, la politica finisca per tradurlo in disposizioni pratiche. Mi chiedo per quali motivi la PAV non abbia trovato il tempo, in otto mesi, di mettere l’argomento all’ordine del giorno.

        Inoltre l’uso distorto di questo farmaco è previsto da tempo in Gran Bretagna – siccome la PAV ha giurisdizione su tutto il pianeta, è da molto tempo che avrebbe dovuto prendere posizione.

        Aggiungo che negli ultimi tempi in Gran Bretagna si è andati oltre: nel caso in cui bambini/ragazzi, magari intortati da quale pervertito che è andato ad “insegnare” nelle scuole, si mettono in testa di sottoporsi a trattamenti medici contro il volere dei genitori, beh lo stato sta sottraendo questi figli all’autorità delle famiglie:

        http://lanuovabq.it/it/contrari-al-cambio-di-sesso-dei-figli-ve-li-sottraggono

        1. Fabio

          Certamente questi sono i prossimi passi:
          – obbligo per i pediatri di prescriverlo (questo farmaco antitumorale blocca-sviluppo denominato triptorelina);
          – obbligo per i genitori di somministrarlo (il farmaco antitumorale blocca-sviluppo);
          – interdizione dei genitori dai figli se non accettano il blocco farmacologico.

          1. Kosmo

            interdizione dei genitori dai figli se non accettano il blocco farmacologico.

            Già succede in Gran Bretagna

    1. admin @CostanzaMBlog

      Possiamo dire, anche con un po’ di orgoglio, che forse era stata sottovalutata la visibilità di questo blog.

      1. giovi

        E dopo che è stata chiesta dall’autrice la rimozione di un post dal contenuto del tutto “normale” , nulla di rivoluzionario, direi, la visibilità è pure aumentata….
        Ma qua tocca citare Chesterton e lo sguainare le spade per difendere l’idea che le foglie siano verdi d’estate…

        Dottoressa Postigo, resista alle pressioni, che immagino pesantissime e, se pensa che un blog non sia poi un luogo adatto per difendere le sue idee, spero trovi il modo per farlo in via più ufficiale.

  19. giovi

    Un’ultima cosa , abbiate pazienza.
    Certo mi aspetto una difesa d’ufficio della pessima Palazzani da parte del girevolissimo e fluido Avvvenire, come da tanti sempre allineati al sentire comune, ma non da parte dei ragazzi di UCCR, che con i loro articoli sempre puntuali e documentati hanno fatto chiarezza sul gender in questi anni.
    Buttarla in politica, quando la politica c’entra poco in un pronunciamento gravissimo da parte di un membro cattolico della cattolica PAV ( come detto benissimo da Costanza ) mi sembra un arrampicarsi sugli specchi molto triste.
    Non si difende la Chiesa , e nemmeno il Papa, gettando fumo negli occhi.
    ( come UCCR ha fatto anche nella vicenda Viganò , ma almeno lì si trattava di un argomento direi inedito, si poteva nascondersi dietro a una questione di delicatezza o opportunità, non c’erano decine e decine di loro articoli a contraddire del tutto la pessima Palazzani )

    1. Kosmo

      ma non da parte dei ragazzi di UCCR, che con i loro articoli sempre puntuali e documentati hanno fatto chiarezza sul gender in questi anni.

      Sei ironica vero?
      Quano si fa dell’ironia si è usi a mettere le faccine, altrimenti non si capisce bene…

      1. giovi

        Kosmo, a me sembra che sul gender su UCCR siano sempre stati puntuali e documentati, hanno pubblicato caterve di articoli contro il gender, ne cito uno a caso, tra i mille:
        https://www.uccronline.it/2018/09/12/transgender-non-si-nasce-si-diventa-per-influenza-sociale-la-ricerca-e-sotto-attacco/
        Per questo mi fa effetto che la buttino in politica, invece che ribadire le loro convinzioni supportate da quintali di documentazioni scientifiche pubblicate anche da loro.
        In ogni caso, si può notare che tutta questa misericordia sbandierata a destra e a sinistra, viene sempre meno usata dai “misericordiosi” e il nemico principale sembrano proprio i cattolici non allineati: Cascioli sarà pure cattivissimo come lo dipingono su UCCR, , ma non si presenta come un agnellino, mentre proprio lui si prende insulti e offese a non finire dai ” misericordiosi” .
        Da UCCR rischiano di finire come il prete mediatico Leonardi, che si presenta come mite e aperto, mentre in realtà è feroce , tanto è vero che dal suo blog, che era frequentatissimo (aveva addirittura uno staff che lo moderava! ), sono scappati tutti e non commenta più nessuno, nemmeno le pie donne !

        1. Kosmo

          ma infatti la mia critica era al lecchinaggio dei suddetti, per cui se nelle Alte Sfere si “sdogana” quello che non si dovrebbe, loro comunque continuano a leccare anche se la cosa cozza fortemente con quello da loro scritto.
          E le loro relative arrampicate sugli specchi.
          Per il resto concordo su tutto: se hai notato non commentano più utenti del calibro di a-ethos=a-theos, Francesco Santoni, Stefano il Pediatra, Semlets, ecc…
          Sono ormai rimasti i “giannizzeri bergogliani” come li chiamo io…

  20. Per capire il contesto bisogna p.es. leggere qui (con foto annessa):

    https://www.marcotosatti.com/2019/03/14/il-pontefice-e-il-gruppo-lgbt-padre-cavalcoli-il-papa-non-puo-legittimare-la-sodomia/


    Cari amici di Stilum Curiae, è con grande piacere che pubblichiamo un breve commento di padre Giovanni Cavalcoli sulla photo opportunity che il Pontefice regnante si è concesso con un gruppo di cattolici attivisti LGBT condotti a Roma dall’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols. Uno schiaffo in faccia evidente a quei cattolici che vivono con fede e sofferenza le proprie tendenze omosessuali e che non vogliono accettare lo stile di vita omosessuale, che peraltro la Chiesa non ha mai accettato, e ancora – basta leggere il catechismo non accetta.Leggiamo padre Cavalcoli.

    Il Papa sta mostrando in modo sempre più chiaro l’inco[e]renza tra il suo magistero e la sua pastorale. E’ chiaro che come maestro della fede non può legittimare la sodomia, altrimenti sarebbe eretico, cosa impensabile, data l’infallibilità pontificia.
    Invece egli mostra chiaramente di mancare gravemente al suo ufficio pastorale lasciando credere o sospettare con le sue parole ambigue ed equivoche, le sue sleali ed astute reticenze, le sue opportunistiche negligenze e soprattutto con una condotta verso i sodomiti, di non volerli affatto correggere, dando al contrario tutta l’impressione, benchè falsa, di approvare la loro condotta.
    Ad aggravare la sua doppiezza e disonestà, egli evita sempre, dopo il fatto e le immancabili discussioni che sorgono, di chiarire con franchezza, senza rispetto umano o timore di dispiacere al mondo, la sua posizione, e di ribadire i sani princìpi della dottrina e della pastorale, così dafugare dubbi, sospetti e timori, da evitare lo scandalo e il turbamento nei fedeli e negli onesti, permettendo così ai sodomiti di credere che egli abbia abolito la proibizione della sodomia, compromettendo la propria credibilità, suscitando sdegno, dividendo la Chiesa e mettendo in crisi la stessa fede di molti fedeli.

    1. Chris R.

      Buonasera, se mi permette, oltre ad invitarLa a leggere il meno possibile quel sito – dove ho avuto modo di leggere perfino un Tosatti che aveva “riabilitato” un criminale comunista polacco solo per far polemiche con Spadaro – credo che la comunicazione di Padre Cavalcoli sia eufemisticamente da qualificarsi come delirio da senescenza. Vadano le sue riserve sul Papa che si fa fotografare col gruppetto di LGBT, ma dire che con ciò fa propaganda alla sodomia, quando non può neppur sapere se questi tizi la sodomia la pratichino, mi sembra un uscita veramente da folli. In termini giuridici si chiama diffamazione, sia a danno del Papa, sia a danno di quelle persone che magari sono più continenti di lui.
      La mia fede non è stata comunque messa in crisi .da quelle foto: conosco il Catechismo e conosco la distinzione tra omosessuale e atto omosessuale. Il Papa ha solo messo in pratica ciò che il Catechismo insegna, ossia carità e compassione verso queste persone, che qualche problemino nella vita devono pur averlo avuto, in aggiunta ai problemi ordinari che ha ciascuno di noi.
      Cordiali saluti.

  21. admin @CostanzaMBlog

    per la questione politica riporto qui un commento sulla bacheca facebook di Costanza del senatorere Franco Zaffini

    Citi alcuni colleghi, solo per questo ti informo che su mia proposta, la commissione sanità del Senato della Repubblica ha deciso, all’unanimità, di avviare una breve indagine e trasmettere in aula una risoluzione finale. Nelle mie intenzioni c’è la volontà di ottenere che il farmaco NON rientri tra quelli offerti e somministrati a carico del SSN. Vedremo quello che ne verrà fuori, ma al di là del risultato, quello che più conta è che si sia affermato il principio che certe decisioni, che intervengono così pesantemente sul minore, non possano essere prese fuori dal contesto parlamentare. Ciao.

    1. Kosmo

      Nelle mie intenzioni c’è la volontà di ottenere che il farmaco NON rientri tra quelli offerti e somministrati a carico del SSN.
      CHiedo scusa, ma nella mia ignoranza, si commettono due errori di fondo:
      1) il NON far rientrare il farmaco a carico del SSN, quando mi sembra venga utilizzato nei casi di tumore alla prostata. E i malati di tumore alla prostata sono così brutti?
      2) che venga lasciato solamente al minore il peso di dover decidere, senza neppure ascoltare i genitori. Come ha più sopra postato Fabrizio, già in Inghilterra (te pareva…) si comincia a togliere la potestà genitoriale se ci si oppone.

      1. giovi

        Ma no , Kosmo, l’indicazione della triptorelina per il tumore alla prostata non è in discussione: uno stesso farmaco può essere ammesso a carico del S.S.N. per una patologia e per un’altra no.

        1. Francesco Paolo Vatti

          Infatti c’è un farmaco che è gratuito se usato per il tumore alla prostata, ma è a pagamento se usato, per un quinto della dose, per arrestare la caduta dei capelli (mi pare si chiami propecia).

    2. Nelle mie intenzioni c’è la volontà di ottenere che il farmaco NON rientri tra quelli offerti e somministrati a carico del SSN. Vedremo quello che ne verrà fuori, ma al di là del risultato, quello che più conta è che si sia affermato il principio che certe decisioni, che intervengono così pesantemente sul minore, non possano essere prese fuori dal contesto parlamentare. Ciao.

      Grazie Costanza…speriamo speriamo…..( non mi ricordo dove l’avevo letto tanti anni fa che arriverà che i nostri figli saranno solo dello stato, e nessuna voce per i genitori, a guardare come sta andando il monde e tutto il resto, voglio sperare sperare che non sia vero, che non lo permetteremo ) ….forza….

  22. @Matteo Sarebbe meglio che i “cattolici” (come li chiami tu) testimoniassero esplicitamente e a voce alta i loro pensieri.
    Tanto…male che vada…l’effetto sarebbe uguale a quello che si avrebbe avuto tramite le dimissioni. Ossia l’uscita di chi la pensava diversamente.
    Con un “dettaglio” mica di poco conto: sarebbe stato escluso ufficialmente perchè sosteneva tesi non condivise.

    Va bene, sono d’accordo. Personalmente non pretendo neanche di insegnare ai cattolici della PAV cosa fare, ma mi permetto di dire che non è sufficiente fare le mosche bianche che esprimono contrarietà a titolo personale. Devono fare qualcosa di pubblico e visibile; devono dare testimonianza pubblica. Dopodiché finirebbe come dici tu. Ribadisco che c’è l’esempio della John Paul II Academy for Human Life (JAHLF), già concreto.

    @giovi
    Fare informazione puntuale e completa vuol dire fare come p.es. Luca del Pozzo, che denuncia la radice del problema all’interno della gerarchia. Sennò è tutto ridicolo ed inutile. Il prossimo Family Day non servirà a niente se non si farà davanti a Santa Marta oppure – per evitare problemi probabilmente irrisolvibili – nelle piazze davanti alle sedi episcopali. Ingenuità e clericalismo felpato sono inutili e dannosi.

  23. «La Chiesa aveva ragione a rifiutare le eccezioni: il mondo ha accettato le eccezioni ed esse sono diventate la regola.»

    Gilbert Keith Chesterton

  24. Chris R.

    Buongiorno,
    secondo me state facendo molto rumore per nulla.
    Anzitutto non mi sembra corretto dire che la Palazzani, nell’intervista a Vatican News, abbia espresso sue personali convinzioni. Mi sembra, invece, che abbia riepilogato le posizioni collettivamente espresse da CNB, senza in alcun modo esprimere pareri personali.
    Seconda cosa: nell’intervista si dà atto del fatto che il voto non è stato reso su questioni generali e di principio. La Palazzani ha fatto ben intendere che su questi temi i membri di CNB non avevano posizioni omogenee e che quindi si è scelto di NON rispondere al quesito dell’AIFA (se sia etico o no usare il farmaco), ma di formulare delle raccomandazioni prudenziali, anche abbastanza stringenti, tenuto conto che il farmaco viene già utilizzato per quegli scopi e che l’AIFA la determina l’avrebbe comunque assunta, essendo il parere di CNB non vincolante.
    E’ sulle raccomandazioni e solo su queste che c’è stata la convergenza dei voti e in alcun modo si legge nel parere che i membri abbiano espresso voto favorevole sull’eticità in sé dell’utilizzo del farmaco.
    Vorrei anche sottolineare che tanto la postilla della cattolica dissenziente, quanto le posizioni espresse da Scienza e Vita e Centro Livatino (quelle che ho letto io, almeno), si concentrano proprio sulla bontà o meno delle singole raccomandazioni (contestando, ad esempio, l’insufficienza di dati sul follow up, la discutibilità di un consenso informato reso da un bambino di 12 anni etc.), evidentemente sapendo che la questione di principio generale non sarebbe stata comunque messa ai voti.
    Il parere può legittimamente essere criticato per la tenuta delle varie raccomandazioni – ed io condivido alcune delle critiche che ho letto, soprattutto quella sul consenso – e sicuramente, come tutte le soluzioni di compromesso, è in buona misura un “pasticcio” un po’ scivoloso: sa molto di “se proprio lo devi fare, fallo in questo modo”. Da qui, però, a sostenere che tutti quelli che lo hanno votato (i cattolici) condividessero a monte l’eticità del farmaco e che, ancor più, questa sarebbe espressione dell’orientamento del Vaticano, mi sembra un’esagerazione assolutamente arbitraria.
    Vorrei sottolineare un dato che mi sembra sia passato un po’ sottotraccia: se si vuole ritenere che le raccomandazioni sottintendano una condivisione sull’eticità del farmaco, bisognerebbe anche precisare come sia dall’intervista sia dal parere emerga che tale eventuale condivisione si sarebbe limitata al caso in cui venga diagnosticata, in sede medico-psichiatrica, una tendenza al suicidio ed all’autolesionismo del fanciullo/a. Non è accettabile che questo elemento venga sottaciuto, anche perché, ho avuto personale esperienza di diagnosi di tendenze suicidiarie che poi, purtroppo, si sono tradotte in realtà.
    Credo serva un po’ più di equilibrio nella (pur legittima e sacrosanta) critica e che ci si dovrebbe astenere, in assenza di elementi certi, dal riferire responsabilità a soggetti terzi, ove responsabilità ve ne siano.
    Cordiali saluti.

  25. Francesco Paolo Vatti

    Vorrei tornare su chi dice che ci sono casi tristi, nei quali il farmaco potrebbe essere usato (mi pare Moia). Mi pare faccia confusione anche sull’aspetto fenomenologico. Alcuni miei conoscenti avevano avuto un bimbo. Dopo la nascita, qualcosa aveva lasciato perplessi i medici, che avevano fatto un’analisi dei cromosomi, scoprendo che aveva i geni di una femmina; mi pare avesse anche l’utero, ma potrei sbagliarmi. In quel caso, operare il bimbo non era stato un vero e proprio cambio di sesso, ma solo riportare il corpo in linea coi geni. In un caso come quello (peraltro molto raro, credo), certo che no c’è contrarietà. Ma non si tratta di scegliere il proprio sesso, bensì di rimuovere quella che è una vera e propria malformazione. Non c’è da usare farmaci come questo in quei casi. Il farmaco in questione serve solo a compiacere chi proclama il regno del gender. Non vedo, francamente, quali possano essere i casi cui Avvenire si riferisce…

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