L’ordine e l’intelligenza delle cose per fare la volontà di Dio

di Costanza Miriano

Trovo abbastanza insopportabile il tono che sui mezzi di comunicazione, soprattutto quelli cattolici, ha preso la discussione sul tema dell’immigrazione. Dico quelli cattolici perché a me di cosa pensano Soros e Repubblica e l’Espresso della “carità” importa pochissimo. Ma di come mettermi da cristiana di fronte al problema, invece, interessa molto. Ascolto quello che dice il Papa e me ne lascio interrogare, perché è il Papa e quello che dice mi interpella comunque. Proprio per questo cerco di leggere davvero le sue parole e di ignorare completamente il modo in cui vengono riportate disonestamente, o ancora peggio in cui vengono rilanciate dai suoi scudieri che vogliono essere più papisti del Papa e ogni tanto sbandano.

In sintesi, la questione è posta così, nella vulgata: se non sei a favore di un’apertura totale e incondizionata di tutti i porti e le frontiere non sei un cristiano, usi la croce in modo abusivo e sei fariseo.

Allora, sinceramente, le parole del Papa mi fanno bene, mi portano a chiedermi cosa sia possibile fare di più e meglio, e sono contenta se mi ricorda che siamo in continua conversione. Le parole di Famiglia Cristiana (con quella copertina stupida contro Salvini e tra l’altro graficamente tristissima), invece, no. D’altra parte, non ricordo una sola volta in tutta la mia vita in cui abbia letto in quel settimanale qualcosa che mi abbia fatto bene e sia stato utile, anzi per noi a casa Famiglia Cristiana è l’emblema di tutto ciò che è triste e deprimente, quel cristianesimo borghese che ti fa venir voglia di scappare e fidanzarti con un narcotrafficante colombiano perché una vita avventurosa e anche criminale è comunque meglio di una fede tiepida che sa di tuta in acetato la domenica e riffa parrocchiale.

Ma titoli a parte, entriamo nel merito: che fare rispetto alle masse che premono dall’Africa? Come si comporta un cristiano? Io non lo so, credo che la questione sia complicata, sinceramente. L’Italia, ha detto il Papa, ha già fatto moltissimo, e se la risposta “adesso basta” è troppo semplice, anche quella “chiunque arriva si accoglie” mi sembra piena di rischi, anche gravi.

Innanzitutto, i rifugiati, quelli che davvero scappano dalla guerra, quelli sì, vanno accolti sempre. Ma bisogna verificare che lo siano (ad alcuni prefetti in passato era stato chiesto di chiudere un occhio, per esempio). Mi capita di fare questa domanda ai ragazzi che stanno fuori dal supermercato tutto il giorno a chiedere l’euro del carrello – ma che vita è? – e loro rispondono spesso che nel loro paese non c’era nessuna guerra. Tra parentesi, anche lì, che fare? Visto che certamente si tratta di un racket, di posti assegnati da qualcun altro – provate voi a mettervi davanti a un supermercato che non è il “vostro” – bisogna darlo o no, l’euro? O forse è meglio aiutare le mense e gli alloggi della Caritas o delle parrocchie, ma dare a questi ragazzi l’indirizzo?

Quanto a quelli che non sono rifugiati, la questione è molto, molto più complessa. Bisogna capire cosa il paese di approdo possa offrire, e in questo senso il gesto di un ministro degli Interni che chiama alla responsabilità i suoi colleghi degli altri paesi dell’Unione Europea, affinché oltre a darci tanti pesi e balzelli si sobbarchino insieme a noi il peso dell’accoglienza mi sembra affatto un gesto satanico, ma anzi un atto di carità, se serve a dare più possibilità a chi approda (ci sono più paesi, più spazio, più posti di lavoro in dodici paesi occidentali che in uno solo, a occhio e croce). Può essere un gesto cristiano se serve a mettere regole certe stroncando il commercio di esseri umani e le torture a cui vengono sottoposti questi fratelli; se serve, infine, a non alimentare speranze illusorie. Se serve ad aiutare i missionari che stanno sul posto e ci implorano di non far partire i giovani uomini, perché non sanno cosa troveranno qui da noi, e non hanno nessuna speranza di elevarsi socialmente, ma anzi l’unico effetto di abbassare il costo dei lavori più umili.

Mi sembra insomma che fare il bene sia una cosa molto complicata, farlo in una questione planetaria sia davvero un’impresa, e tutte le semplificazioni sono dannose. Mi sembra intanto che si debba distinguere tra la dimensione privata e personale e quella pubblica e politica, in questo caso. Nel singolo caso, un cristiano si mette davanti alla situazione concreta che ha di fronte, e cerca di sopperire alle necessità. Non importa se quello che hai davanti ha la pelle scura o se invece è un padre italiano di tanti figli. Qualcuno bussa, e cerchi di aprire. Quando hai finito le risorse dici “mi dispiace, adesso non posso perché ho una famiglia e devo pensare a loro”. Nella carità ci vuole ordine, intelligenza, sapienza. Nella dimensione pubblica invece servono regole generali che siano anche capaci di programmare e di tenere conto di dimensioni grandi dei fenomeni, non del particolare che un singolo si trova ad affrontare.

Una volta mi ero affezionata a un ragazzo con una storia molto problematica: era il figlio di una prostituta e viveva con lei e un uomo diciamo molto, molto particolare, non posso dire di più. Volevo invitarlo a casa nostra qualche pomeriggio, per dargli un po’ di calore familiare e farlo giocare con i miei figli. Avevo intuito che gli sarebbe piaciuto da come accoglieva con stupore i miei sorrisi. Però era violento, forse aveva già fatto le prime esperienze di droga, di certo quelle col sesso. Bene, il mio padre spirituale me lo proibì senza alcuna esitazione, e con parole fermissime. Non sei in grado di aiutarlo, e rischieresti di fare un danno ai tuoi figli mettendotelo in casa (ero spesso sola coi bambini e questo ragazzino era più grosso di me).

Insomma, una mamma faccia la mamma, il ministro degli Interni faccia il ministro degli Interni. Aiutare l’Africa è una questione complessa, che ha a che fare con la cultura, la storia, il commercio di armi, lo sfruttamento delle risorse, e che non si risolve permettendo ai trafficanti di esseri umani di portare ragazzi pieni di forze a chiedere l’euro del carrello.

L’ordine e l’intelligenza delle cose è fondamentale anche per fare la volontà di Dio, che non è mai una cosa emotiva e superficiale. Io quando vedo un prelato che gira con l’autista (anche uno di questi che adesso fanno la morale sull’immigrazione) sinceramente non penso mai che sia uno scandalo: penso che se usa il suo tempo per fare cose importanti per il bene della Chiesa, è giusto che non lo perda a cercare parcheggio. È lo stesso principio per cui – avendo la grazia di poterlo fare, magari investendo tutti i risparmi su quello – mi sono fatta aiutare in casa quando avevo i bambini piccoli, perché altrimenti sarei stata tutto il tempo libero dal lavoro a stirare e pulire per terra, e io invece preferivo stare con i miei figli il più possibile (gli aiuti, comunque, non bastavano).

Altrimenti, ai prelati che ci fanno la morale direi che nella Cappella Sistina dormirebbero con delle brande centinaia di “migranti” (ma perché li chiamano migranti e non immigrati, per darci l’idea che sono solo di passaggio e farci meno paura?). E anche a piazza san Pietro si potrebbero mettere delle tende e concedere la cittadinanza vaticana a due/trecentomila persone, e tanto che ci siamo smettere di fare i controlli e chiedere i documenti per entrare dalla porta di sant’Anna, se i muri sono una cosa tanto brutta. E invece non lo dico, proprio per niente, perché certi muri servono, servono a custodire il bene comune in modo intelligente, e trovo giusto che la sede della Cattedra di Pietro sia preservata, ordinata e sicura, perché è un bene di tutti, e mi va bene anche pagare il biglietto a Castel Gandolfo perché chi custodisce la struttura ha diritto a uno stipendio. Se i seminari e gli istituti religiosi non vengono aperti senza criterio ai barboni lo trovo giusto, perché servono a formare sacerdoti, che a loro volta moltiplicheranno il bene.

Magari tante risorse inutilizzate della Chiesa potrebbero essere usate meglio, ma anche qui con intelligenza: gli affreschi antichi, segno di una fede tramandata per migliaia di anni vanno custoditi anche se costa, mentre invece il giornale dei paolini fatto dall’ex direttore di Novella 2000, visto che ha perso il 60% delle vendite si potrebbe anche chiudere, per dire. Chissà quanti posti letto entrano in redazione.

129 pensieri su “L’ordine e l’intelligenza delle cose per fare la volontà di Dio

  1. Stefano

    Grazie! Se ne avessi le capacità avrei potuto scrivere esattamente le sue stesse parole. Le condivido tutte e ciascuna.

    Solo che, non si offenda, avrei preferito sentirle pronunciare in maniera altrettanto chiara dalla CEI anziché da lei, dal mio parroco, da tanti (non tutti, assolutamente, per fortuna) sacerdoti e suore che scrivono e parlano anche in televisione. C’è caso che ciò che è arrivato a me sia un’interpretazione distorta, giornalistica, delle reali parole dei Vescovi italiani, ma certe frasi di qualche prete le ho sentite direttamente io e francamente più che sentimenti di carità cristiana mi hanno suscitato confusione quando non sentimenti di frustrazione e rabbia.

    Quanto a “Famiglia Cristiana”, evito di leggerla perché ogni volta che ci ho provato (lo ammetto, senza mai comprarla, sfogliata “a sbafo” in canonica) mi sono sempre domandato se “ci sono o ci fanno”.

  2. Stefano

    Grazie! Se ne avessi le capacità avrei potuto scrivere esattamente le sue stesse parole. Le condivido tutte e ciascuna.

    Solo che, non si offenda, avrei preferito sentirle pronunciare in maniera altrettanto chiara dalla CEI anziché da lei, dal mio parroco, da tanti (non tutti, assolutamente, per fortuna) sacerdoti e suore che scrivono e parlano anche in televisione. C’è caso che ciò che è arrivato a me sia un’interpretazione distorta, giornalistica, delle reali parole dei Vescovi italiani, ma certe frasi di qualche prete le ho sentite direttamente io e francamente più che sentimenti di carità cristiana mi hanno suscitato confusione quando non sentimenti di frustrazione e rabbia.

    Quanto a “Famiglia Cristiana”, evito di leggerla perché ogni volta che ci ho provato (lo ammetto, senza mai comprarla, sfogliata “a sbafo” in canonica) mi sono sempre domandato se “ci sono o ci fanno”.

  3. Maria Cardarelli

    Bene, approvo e condivido in pieno quanto sopradetto…non avrei saputo esporre meglio il mio pensiero…però i sorge spontanea una domanda : che sembra essere di stampo politico ma non lo è! Come è possibile x un vero cattolico, non solo credente e praticante…appoggiare le critiche che vengono mosse dalla sinistra all’attuale governo e non sentire mordere la coscienza, visto che la sinistra ha proposto e approvato nel tempo, e continua a provarci!le leggi più nefande che vanno contro la legge di Dio! BOH!

    1. Valter Ameglio

      Con lo stesso spirito che ha portato un paese come il nostro ad essere tra i più secolarizzati, benché governato da 60 anni da un partito che si definiva cristiano

      1. MARCO MURRU

        Grande! In tre righe hai saputo definire il cosiddetto “cattocomunismo”, o cattolicesimo liberal-democratico, vero è proprio cancro della Chiesa in Italia, responsabile dello svuotamento delle chiese da 50 anni a questa parte.

  4. Ana maria spotti

    Grazie Costanza!
    Sei sempre pronta ad affrontare i problemi con decisione e fermezza. Soprattutto con lo sguardo rivolto al Cielo! Ciò è la garanzia che ciò che scrivi non è dettato da pregiudizi ma dallo sguardo di Fede. Rassicura noi lettori e ci aiuta a guardare gli avvenimenti con rispetto alla verità.
    Grazie a Dio per il dono di persone come te!
    Nonna Anna Maria

  5. Silva Segalla

    Grazie! Sono i miei stessi pensieri solo che tu li sai scrivere. Anzi forse io sono un più terra terra, se il nostro Papa dice che bisogna accogliere è giusto che anche il suo paese lo faccia, quindi non avrei nulla sull’accoglienza in San Pietro o nei meravigliosi palazzi vaticani,però so che tu sei più saggia di me , per cui ti dico grazie che Dio ti benedica.

  6. catherine

    grazie, cara Costanza, come sempre arrivi tu e dici le cose che vanno dette… questo problema degli immigrati, è come dicevi, molto complesso, ma mi chiedo perché mai lo si pone sempre in modo “sentimentale”, mentre è un problema di regole tra stati, di ben altro… quando c’è un emergenza si risponde in un certo modo, d’accordo, ma l’emergenza non si può protrarre all’infinito, ad un certo punto bisogna un po’ ragionare e trovare soluzioni civili. comunque grazie per la tua voce in mezzo all’assurdo, tristemente assurdo.

  7. Francesca Solaroli

    Costanza subito dipo aver visto la copeŕtina di famiglia cristiana mi sono chiesta quanto ci avresti messo ha scrivere un pezzo su questa cosa ridicola a dir poco ….mi é piaciuto il tuo commento perché ormai se sei cristiano sei scemo o giu di lì, comunque sempliciotto da compatire.
    Del resto se la.stampa così detta laica ci conosce attraverso famiglia cristiana e l’avvenire come dargli torto…..Francesca

  8. Come al solito molta saggezza da mamma, senza andare dietro a fumisterie e teorie del tutto, ma tenendo bene in mente la complessità dei problemi.
    Devo dire però che c’è molta confusione sulla distinzione che esiste tra i rifugiati e chi “scappa dalle guerre”. Mi permetto di segnalare un mio pezzo che chiarisce i termini della questione: l’asilo politico non si dà a causa di guerre; un automatismo dell’accoglienza anzi incoraggerebbe gli aggressori a far scappare tutti dove dovranno essere accolti. La risposta alla guerra non può essere la fuga dei giovani maschi. Ricordo anche le statistiche secondo cui i veri rifugiati tra gli arrivi sono una sparuta minoranza.
    https://blumudus.it/2018/la-verita-sui-rifugiati/

  9. Anna maria

    Buona serata sono pienamente d’accordo su quanto scrivi. Anche perché trapela una concretezza e una visione equilibrata sul tema di cui io sono molto ignorante. Non mi piacciono pero i toni roboanti e le frasi fatte. Che si sentono in giro. Inoltre Quello che mi turba è la divisione che sembra ci sia tra di noi cattolici; è quello di sentire tanta rabbia contro gli immigrati anche da persone semplici e buone; e quello di conoscere atei dichiarati che si esprimono con veemenza sull’importanza di esporre la croce. Ogni giorno prgo lo i Spirito Santo che illumini me ed il mondo intero. Ciao Costanza
    Grazie

  10. I dati a disposizione dicono da più parti che non c’è più un’emergenza immigrazione in Italia, e se c’è stata, da qualche tempo non è più così… La percentuale degli immigrati in Italia è bassissima rispetto alla popolazione… Come mai si continua a parlare di immigrazione e a prendere misure così drastiche e confuse contro qs fenomeno proprio adesso che non è più un’emergenza… A me viene in mente soltanto una parola: propaganda, propaganda e ancora propaganda… Poi ognuno faccia le sue considerazioni…

    1. admin @CostanzaMBlog

      Lei forse fa riferimento ai dati fatti circolare nei giorni scorsi in maniera un po’ furbetta, dove risulterebbe che la Svezia accoglie più dell’Italia ma si tratta di dati riferiti ai “rifugiati” cioe quelli ai quali dopo anni viene riconosciuto lo status di rifugiato, una piccolissima parte del totale degli immigrati. Chi vuole manipolare l’informazione ha gioco facile facendo confusione con
      I termini immigrati, profughi e rifugiati usati come fossero sinonimi.

      1. No, mo riferivo all’emergenza, come dicevo, agli sbarchi… e non a queste “differenze”… Comunque io credo in un diritto all’immigrazione, in quanto chiunque parte semplicemente dal desiderio di migliorare la propria vita (non facevamo così anche noi un secolo fa? Non si fonda su questo principio di base la democrazia?… Per favore non ricacciamo la quarantena… ) e chi sono io per dire a qualcuno: “no, vai a casa tua che è è meglio, te lo assicuro io!”, chi sono io per rimandare indietro qualcuno verso un destino incerto (spesso di morte, come si è già verificato…), chi sono io, solo più fortunato perché sono nato in Italia, x arrogarmi questo diritto e pensare di gestire gli altri con un’opinione “corretta”… E comunque la sola anima del populismo è sempre stata “il nemico del popolo”, la percezione amplificata di una situazione di paura e incertezza… C’è un recente articolo del Foglio che ne parlava se non sbaglio (non Il Manifesto!)

        1. No, IO (nickname rivelatore). Non esiste un diritto propriamente detto all’immigrazione. Esistono risorse che non sono infinite. Tra queste c’è una concordia sociale che nasce dalla condivisione di valori comuni. Permettere che un numero arbitrario di persone che non possono o non vogliono integrarsi arrivi significa creare le condizioni per distruggere tutto quello che di buono le ha attirate. Dopo stanno più male tutti.
          Bisogna prima di tutto avere il coraggio intellettuale di accorgersi quando si parte da presupposti infondati.

        2. Bradamante

          e anche qui tiriamo in ballo fantomatici “diritti”. Non esistono diritti, esistono requisiti. Io sono nata in Italia, per l’appunto, potrei, come molti miei connazionali, essere attratta da Paesi in cui si sta meglio. Si può cambiare Paese? Certamente, ma mi sembra il minimo bussare alla porta, dimostrare di non essere un delinquente, di avere di che vivere, di non pesare sulle spalle dei contribuenti locali, esattamente come dovrei fare io se domani decidessi di emigrare in Svizzera per avere uno stipendio migliore, il che da solo non mi renderebbe una “migrante economica”. Queste trafile possono essere temporaneamente saltate in casi di grave e reale emergenza, leggi profughi di guerra in percolo di vita, perseguitati politici, con richiesta di asilo. Se non sei in stato di emergenza ma hai solo il desiderio (pur legittimo) di stare meglio, prego, ti metti in fila come gli altri. Altro che “sbarchi”. Tra l’altro è il segreto di Pulcinella che in mezzo a tali disperati si nascondano intenzionalmente delinquenti veri, che quelli no non avrebbero potuto prendere un aereo perché condannati per reati gravi, a volte alla pena di morte, e che approfittano per sparire nel fuggi fuggi generale. E noi manco gli chiediamo come si chiamano, perché è scortese e poco cristiano. e proposito di tutte le donne incinte che arrivano, chiediamo come sono rimaste incinte durante il viaggio.

        3. pino

          La casa dove vivo è stata comprata con i 40 anni quasi di emigrazione di mio nonno materno.
          Mio nonno, sebbene avesse un lavoro in Italia, decise di emigrare in USA.
          Però tieni presente un pò di cose:
          1-mio nonno fu Cavaliere di Vittorio Veneto;
          2-NON PRETESE mai di far diventare gli USA come l’Italia (allora un regno);
          3-mio nonno ebbe a che fare con la MANO NERA: mio nonno si imbarcò su un transatlatico come fuochista, arrivato a New York scese e non risalì; clandestino. Piccolo particolare la MANO NERA lo venne a sapere e lo “arrestò” perchè non aveva pagato i “diritti di sbarco” diciamo così.
          Ah dimenticavo mio nonno era un figlio dell’Annunziata: un trovatello !

    2. giovi

      Al di là di dati , manipolati o meno che siano, l’esperienza di vedere questi giovani uomini passare la giornata, davanti al supermercato, a chiedere l’elemosina, con turni di “lavoro” precisi , in ogni paese d’Italia, piccolo ( come il mio paese e tutti i paesi dei dintorni, ma proprio tutti ) o grande che sia, qualche domanda la fa porre , se sia un bene per queste migliaia e migliaia di ragazzi nel pieno della giovinezza buttare la vita così, essere indotti a buttare la vita così.
      Magari non c’è un’emergenza immigrazione per noi ( di per sé, il fastidio che arrecano questi uomini che mendicano è sopportabile, in altri contesti potrebbero esserci problemi più gravi )ma c’è una emergenza per questi uomini che mendicano, non possiamo impiparcene, come fossero bestie.

  11. Ah ecco, adesso ho capito!
    È la Nuova Novella 2000 !

    Io non leggo FC e quando vidi in diversi siti tale copertina-polemica fui anche attirata da un altro titolo che si vede lì:
    l’affascinante direttrice d’orchestra secondo Forbes tra i 100 leader del futuro.
    Mi chiesi: in che zenzo? Cioè che in futuro sarà tra i nostri leader cristiani o cattolici, o che? Oppure che noi dobbiamo leggere Forbes per restare informati sulle notizie cristiane?
    Insomma, ecco, non era chiarissimo… Perché poi, più sotto, nel commento a Salvini si diceva che era questione di… Vangelo.

    Nota.
    Molti complimenti da parte mia alla talentuosa Beatrice Venezi, ma mi sfuggiva il collegamento del titolo di FC col Vangelo…
    Se invece è un titolo da Novella 2000, ok, niente da eccepire 😁😁😁

    1. Kosmo

      Ah ecco, adesso ho capito!
      È la Nuova Novella 2000 !

      No. che nuova? E’ Novella2000!
      Il condirettore di FC era il direttore di Novella2000

  12. Marisa

    La strumentalizzazione del fattore immigrazione da parte della pseudosinistra è il solo argomento che hanno, colorato dai poco fantasiosi luoghi comuni, per riempirsi la bocca al fine di cercare di non farci pensare agli interessi di parte(?), che alimentava e forse ancora alimenta il traffico di esseri umani. Che sia emergenza o meno, chiediamolo ai siciliani, che accolgono e con generosità e carità aiutano( gli sbarchi continuano, Solo che ora non sono caricati sulle navi delle ONG ma arrivano con i barconi direttamente…ad es. a Pozzallo, per fare un nome?) tutti i giorni.
    Ma è cosi eretico dire che ci vogliono regole certe? Nel paese del ” fatta la legge, trovato l’inganno (si dice cosi?)”
    Probabilmente sì.

  13. Simonetta

    Cara Costanza, aspettavo proprio il tuo pensiero su questo problema, perchè mi attanaglia la coscienza. Mi sono chiesta se posso dire di essere cristiana, soprattutto dopo che ho letto i titoli di Famiglia Cristiana ‘la chiesa reagisce…si tratta del Vangelo’.
    Io non sto con la Chiesa allora, del resto questo anno ho devoluto l’8 per mille allo stato.
    Lasciando perdere le varie correnti di pensiero nella chiesa di oggi (che brutto periodo), mi sono chiesta e mi chiedo continuamente se sono cristiana a desiderare un freno a questo flusso inarrestabile di gente che questo stato non è in grado di gestire.
    Non è in grado di gestire i suoi problemi, avere giustizia è un miraggio, la gente che non ha soldi rinuncia a denunciare soprusi di ogni genere perché tanto sanno che i delinquenti resteranno impuniti, ne abbiamo abbastanza dei nostri poveri e dei nostri farabutti.
    Io non voglio questa gente, perché non troverà un posto dignitoso in un paese che non sa gestire i bisogni dei suoi cittadini più deboli, perché i soldi per il welfare sono sempre meno e molto probabilmente finiranno per fare una vita disonesta e miserabile.
    Una signora in una sala d’attesa ha detto: ‘Aiutare sì, quello che si può, ma Dio non ha detto di amare il prossimo PIÙ di te stesso, e io non sono disposta a togliere il pane dalla bocca dei miei figli per questa gente, che oltretutto non sai chi è, se sono buoni o delinquenti…’
    Ma poi, il buon samaritano che ha fatto? Ha soccorso, ha aiutato, ha fatto quello che era nelle sue possibilità, non si è rovinato. Se di bisognosi ne avesse trovato un centinaio? Che faceva?
    Da cristiana aiuto come posso chi incontro sul mio cammino, anche se sto diventando sempre più insensibile e arrabbiata, da cittadina mi auguro che le persone a cui ho dato il voto possano fare qualcosa, in grande, ma nel rispetto della possibilità della nazione.

  14. Davide Zanin

    Eh no Cara Costanza! Il Vangelo parla chiaro…”avevo sete e mi avete dato da bere…ero straniero e mi avete accolto…” E dice anche ” …se qualcuno ti percuote sulla guancia tu porgigli anche l’ altra” e dunque Salvini, da buon cristiano, deve smantellare subito carabinieri, polizia, esercito, guardia di finanza, polizia penitenziaria, giudici, avvocati, pubblici ministeri perchè nessuno di questi porge l altra guancia. Invito tutti alla misericordia nei confronti di malviventi, assassini, mafiosi, stupratori. Il ministero dell’ interno da oggi si chiami ministero della misericordia! Grazie Costanza di cuore e scustemi per lo sfogo.

  15. Rispetto il suo punto di vista, di cui condivido anche alcuni passaggi. Ma non posso condividere l’atteggiamento giustificatorio nei confronti di chi strumentalizza il Vangelo e il Rosario a grani verdi brandendoli a favore di telecamera in un comizio di parte. Come se fossero solo per alcuni. Anche questo è un po’ triste, no? E forse meriterebbe non solo un Vade Retro, ma parafrasando gli alleati del nostro ministro dell’interno, anche un sonoro Vaffa.

    1. Ma non posso condividere l’atteggiamento giustificatorio nei confronti di chi strumentalizza il Vangelo e il Rosario a grani verdi brandendoli a favore di telecamera in un comizio di parte.

      Vediamo di analizzare le affermazioni qua sopra una per una.

      “Comizio di parte”: perché, esistono comizi non di parte?
      “Brandendo”: il Rosario è effettivamente un arma e il termine è corretto.
      “strumentalizza il Vangelo”: dove, come, quando?

      Salvini ha usato il Rosario nella campagna elettorale per dare un messaggio chiaro: che avrebbe dato spazio alle richieste dei cattolici integrali, in contrapposizione ai cattolici adulterati.Tanto per dire Renzi non ha brandito il Rosario, forse perché non sa neanche cosa sia, ma si è presentato come cattolicissimo, è stato appoggiato da frotte di vescovi, ha persino fatto comizi (di parte, ovviamente) in certe chiese… e per lui che vaffa ci vuole? Per il momento, mi pare che la Lega stia applicando il programma che ha proposto in campagna elettorale, nei limiti che sono consentiti dall’alleanza con il M5S. Ripeto la domanda: dove sarebbero le strumentalizzazioni?

          1. @Kosmo

            Ormai i liberal-democratici stanno abbandonando la barca della liberal democrazia, visto che non serve più ai loro piani. Credo che si possa iniziare a suonare il requiem.

            1. Kosmo

              Oltre a questo, mi riferivo più in particolare agli pseudo-cattolici tipo ML65 che la menano, come quelli più sopra, con la “strumentalizzazione”( !!!! ) del Vangelo

      1. Non solo: il nostro arrogante ex premier si permise di dire che aveva “giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo” per giustificare l’abominevole legge Cirinnà, quando non si può essere cattolici e contemporaneamente non esserlo; non si può servire e Dio e Mammona. La verità è che Salvini non è un santo o il salvatore della Patria, ma a maggior ragione non lo sono Renzi e sodali, che hanno anzi fatto di tutto per distruggere quel poco che era sopravvissuto di cattolico (o che era stato faticosamente ricostruito al prezzo di tanto sacrifici, pera lo più ad opera di laici) negli ultimi anni.

    2. Il discorso in cui ha tirato fuori il rosario andrebbe ascoltato per intero. Non solo quello che ha passato il TG 1 e riportato repubblica. Sfido io a trovare un politico che è in grado di fare un discorso del genere e soprattutto a portare avanti capitava elettorale e governo con tutti contro dalle TV ai sindacati ai vescovi televisivi. È così facile capire che la nuova politica italiana va benissimo perché ha tutti contro dentro e fuori l’Italia. Vuol dire che da fastidio ai forti. Quelli che dicono di essere per il popolo e poi il popolo lo Bastonano.

    3. MARCO MURRU

      Ma a lei come fa a giudicare che Salvini non sia veramente un credente e che abbia strumentalizzato il Vangelo? Forse preferisce Renzi che, da cattolico dichiarato, ha affermato di aver giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo, anteponendo, di fatto, la legge umana a quella divina?

  16. Astore da Cerquapalmata

    Il problema del mettere in pratica il principio dell’accoglienza sta nel fatto che, pur dicendo tutti di voler aiutare i poveri, ognuno parte da presupposti diversi. E qui spesso entrano in campo le ideologie, una cosa vergognosa soprattutto se coinvolge dei Pastori.
    Opinioni diverse: c’è chi dice che tutti i migranti fuggono da morte certa, e c’è chi dice che i rifugiati e i poveri sono pochissimi.
    La verità probabilmente sta i mezzo ma, tra le due teorie, ma la più stupida è senz’altro quella che vuole milioni di migranti in Italia, non fosse altro perché così si favorisce la povertà dell’Africa, causata dalle stesse multinazionali e organizzazioni che, poi, dicono di volerli accogliere

  17. Luca Del Pozzo

    Letto e sottoscritto parola per parola, cara Costanza. Spiace dirlo ma su questa come su altre questioni si ha come l’impressione che la chiesa sia più interessata alla salvezza dell’economia che non all’economia della salvezza. Sul punto dell’immigrazione poi, sarebbe quanto mai opportuno rileggere cosa diceva S. Giovanni Paolo II nell’Ecclesia in Europa, straordinaria esortazione apostolica di grande attualità. Ne scrissi circa un anno fa, chi vuole può leggerlo qui https://www.ilfoglio.it/chiesa/2017/08/27/news/quelle-parole-dimenticate-di-giovanni-paolo-ii-su-islam-e-migranti-149663/

  18. Astore da Cerquapalmata

    Si voleva una Chiesa povera per i poveri e sembra che vada a finire che si favorisca una conventicola per ricchi.
    Si accolgono migranti quasi mai poveri e quasi sempre islamici ma per i poveri italiani c’è disinteresse. Che rimarrà? Un gruppetto di atei e ricchi radical chic che vogliono sostituire come leader maximo Fidel Castro con Papa Francesco

    1. Si voleva una Chiesa povera per i poveri e sembra che vada a finire che si favorisca una conventicola per ricchi.

      Come diceva qualcuno, la sinistra fa sempre l’interesse del grande capitale.

  19. Sonia Proietti Scorzoni

    Sig.a Costanza, è la prima volta che leggo un suo articolo e mi permetto di farle i complimenti pere essere riuscita ad esporre , in modo chiaro ed esaustivo , il pensiero mio e “ penso” di molti italiani che “ tacciono” solo per assenza di mezzi di divulgazione… condivido pienamente quanto esplicitato e la ringrazio di aver dato voce a quel popolo che, nel suo piccolo, sta tentanto di emergere dal fango in cui era stato sommerso…. grazie

  20. mauriziodones

    Grazie Costanza!
    Condivido con entusiasmo e struggimento.
    Hai descritto il sopravvento, nel “Mondo Piccolo” di Guareschi, dei don Chichì sui don Camillo.
    Confido, confidiamo,anche grazie a Te in una nuova significanza dei don Camillo.

    Maurizio del “monastero wi-fi”

  21. Rino

    F C è stata il giornale della mia Fanciullezza (55anni fa) lo distribuivano alcune ragazzine vicine di casa la Domenica e io lo leggevo con la fame di conoscenza che avevo in quegli anni. Ricordo bene la fascetta che compariva in copertina “abbiamo superato i sei milioni di lettori”… Ora forse saranno sessantamila, grazie a qualche sacerdote confuso che ancora lo promuove nella propria parrocchia.
    Ho disdetto l’abbonamento che avevo pagato per anni dopo il mio matrimonio perché i suoi contenuti non avevano nulla di cattolico anche per me che in quegli anni ero immerso nella cultura catto-comunista in quella rivista non trovavo nulla che valesse la lettura poiché in quella linea era molto più interessante leggere Repubblica o l’espresso. Ecco come mi spiego il titolo su Salvino… Essere più a sinistra di Repubblica o del Fatto quotidiano… È lì sperano di guadagnare qualche lettore.

  22. Andrea

    Come cristiano c’è un altro aspetto che mi interroga: accogliere con carità significa anche offrire quanto abbiamo di più caro, ovvero la fede in Cristo Perché invece ci viene quasi sempre predicato di accogliere come trovare una sistemazione e provvedere materialmente ma senza anche annunciare il vangelo a chi viene accolto?
    Non è missione di tutti i cristiani, consacrati e non ? Perché allora viene addirittura premesso che sarebbe offensivo (proselitismo) aspettarsi che chi accogliamo possa un giorno accogliere a sua volta il messaggio di Gesù,?

  23. Nadia

    Sono tante le cose che non mi quadrano, pur non avendo particolarmente apprezzato il titolo di FC in questione.
    Ad esempio perché identificare i migranti (sì, migranti visto che in buona parte qui da noi vorrebbero essere solo di passaggio!) con chi chiede l’euro fuori dai supermercati e non con chi qui da noi si “spezza la schiena” ogni giorno lavorando regolarmente?
    È perché si alimenta il sentimento di impossibilità di una piena integrazione senza far cenno alle tantissime esperienze positive nelle nostre parrocchie, nei nostri comuni, nelle nostre scuole..?
    Che dire poi di quanto scritto su Chiesa e Vaticano: si ha idea delle tante iniziative di accoglienza e progetti seri di accompagnamento che esistono senza certo aver bisogno di trasformare la Cappella Sistina in un dormitorio?
    Non si tratta qui di essere buonisti ma di smetterla di guardare all’altro con superiorità e di farsi seriamente interpellare dalla realtà così com’è non come la vorremmo stando chiusi nelle nostre belle case, parrocchie, città ordinate!!

    1. condivido in pieno e visto che la sig.a Miriano vorrebbe una vita avventurosa …. consiglio un viaggio in africa in alcune zone, poi forse la sottile distinzione tra migrante economico e richiedente asilo x motivi politici le sarà meno evidente ……

      a meno che MORIRE DI FAME SIA PREFERIBILE CHE MORIRE SOTTO LE BOMBE !

      1. A scrivere una scemenza in maiuscolo si aumenta solo la brutta figura che si fa.

        Dove sarebbero quelli che muoiono di fame? Non c’è bisogno di andare in Africa, basta solo leggere dei giornali missionari, per capire che la stragrande maggioranza dei migranti economici che arriva da noi non muore di fame: perché i morti di fame sono pelle ed ossa, non avrebbero i soldi per pagare la traversata, né la resistenza fisica per sopravvivere.

      2. admin @CostanzaMBlog

        Anna Bono, africanista, svela verità scomode sulle migrazioni di massa, danno per tutti i popoli

        Che i fenomeni migratori di questi anni dall’Africa rappresentano un dramma è ormai comprovato. Masse di persone si avventurano in viaggi disperati, affrontano lunghi e impervi percorsi a piedi, si riversano su barconi alquanto precari e, quando non finiscono negli ostili centri libici o inghiottiti dalle acque del Mediterraneo, giungono a destinazione senza trovare quell’Eldorado che avevano sognato. Ma se queste ondate migratorie svantaggiano i Paesi di emigrazione, quelli di immigrazione e soprattutto i migranti, bisognerebbe forse intervenire per porre un argine. Ma come? In Terris ne ha parlato con la prof.ssa Anna Bono, africanista ed ex ricercatore in Storia delle Istituzioni dell’Africa all’Università di Torino, autrice del saggio Migranti!? Migranti!? Migranti!? (ed. Segno, 2017). Secondo lei, per affrontare la questione, è fondamentale anzitutto sgombrare il campo dell’analisi da alcuni falsi miti che aleggiano ancora intorno a questo fenomeno.

        Prof.ssa Bono, anzitutto chi sono gli immigrati che arrivano in Europa dall’Africa?
        “Per lo più, oltre l’80 per cento, sono giovani maschi, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, che viaggiano da soli. Le coppie e le famiglie sono una minoranza. Provengono da una serie di Paesi dell’Africa subsahariana, anche se quest’anno c’è stato un picco di emigranti tunisini, con una prevalenza dall’Africa centrale e occidentale, da Paesi come Nigeria, Senegal, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana…”.

        Mediamente qual è la condizione sociale di queste persone?
        “Non è facile dirlo perché ci sono situazioni anche molto diverse tra loro. Va detto, comunque, che esiste sul tema dell’immigrazione un falso mito: la maggioranza non fugge da situazioni di estrema povertà. In genere sono persone provenienti da centri urbani, ed è lì che maturano l’idea di lasciare il Paese. Dunque mi sembra corretto sostenere che il grosso dei migranti appartenga al ceto medio: persone non ricche, ma nemmeno povere, in grado di pagare profumatamente chi organizza i viaggi”.

        E allora come matura l’idea di emigrare, se non si è in condizioni di povertà e non si vive in zone di conflitto?
        “Per rispondere ritengo importante citare il ministro dei Senegalesi all’Estero, che un paio d’anni fa ha detto in un’intervista: ‘Qui non parte gente che non ha nulla, parte gente che vuole di più’. L’idea diffusa in Africa è che basta arrivare in Europa per godere del benessere, senza considerare però che dietro la ricchezza prodotta ci sono dei sacrifici”.

        Come si alimenta questa illusione?
        “Ad alimentarla sono vari fattori. Uno su tutti: i trafficanti, che come è noto gestiscono la gran parte dei viaggi verso l’Europa. Sono loro che rafforzano questa idea, lo fanno ovviamente per procurarsi clienti. È utile sottolineare che il 13 giugno è stato pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) un rapporto dal quale emerge che nel 2016 queste organizzazioni criminali hanno trasportato almeno 2,5milioni di persone, delle quali quasi 400mila verso l’Italia, ricavandone in tutto da 5,5 a 7 miliardi di dollari. Il rapporto spiega dettagliatamente come funziona l’avvicinamento ai clienti, l’opera di convincimento, nonché quali sono le varie tariffe”.

        Esiste però un’opera di dissuasione da parte di chi è già arrivato in Europa e si è reso conto che il “Bengodi” era un’illusione?
        “Al contrario, chi arriva in Europa per lo più non fa altro che alimentare verso i propri parenti e amici in Africa l’idea che sia giunto ad un traguardo per cui vale la pena spendere e rischiare. La tendenza è quella di descrivere situazioni positive, anche quando non lo sono, per giustificare la propria scelta. Ma va detto che spesso, in effetti, chi arriva non ha nulla di cui lamentarsi: siccome quasi tutti chiedono e ottengono asilo, almeno nei primi anni godono di un sistema di protezione e di assistenza da far invidia a chi non è ancora partito”.

        D’accordo, ma le notizie delle traversate nel deserto, dei campi di detenzione libici, delle tragedie nel Mediterraneo non dovrebbero rappresentare un deterrente nei confronti di chi vuole partire?
        “Il punto è che queste situazioni le conosciamo più noi che loro. L’accesso ai mezzi d’informazione degli africani, anche di coloro che vivono nelle città, è molto limitato. Detto ciò, molti conoscono i rischi e sono disposti ad accettarli, così come non si può escludere che molti altri, magari in un primo momento intenzionati a partire, desistano proprio alla luce di queste tragedie. A tal proposito vorrei sottolineare l’importanza del lavoro di controinformazione che stanno svolgendo alcuni soggetti in Africa”.

        Prego…
        “Alcuni governi, così come molte conferenze episcopali africane, si stanno spendendo per spiegare ai giovani quanto costa, quanto si rischia e quanto poco si ottiene nel lungo periodo ad emigrare in Paesi dove non c’è occupazione né possibilità concreta di integrazione economica e sociale”.

        Quali governi stanno svolgendo questo lavoro?
        “Quello del Senegal, del Niger, dal 2014 anche quello del Mali, il quale sta facendo una forte propaganda per dimostrare che un Paese dal quale emigrano i suoi cittadini più giovani e forti non crescerà mai. E ancora: quello della Sierra Leone a partire dall’anno scorso e in collaborazione con le autorità religiose, sia quelle cristiane che islamiche. Sono piccoli passi in avanti che incoraggiano i giovani non a fuggire ma a restare per migliorare il proprio Paese”.

        E i rifugiati? Qual è il loro numero esatto?
        “L’ultimo rapporto dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) parla di oltre 60milioni di profughi in generale. Se poi parliamo di rifugiati, ovvero di persone che fuggono all’estero da guerre e persecuzioni, la cifra è di circa 20milioni. Di questi soltanto una minoranza esigua arriva in Italia, chiede asilo e lo ottiene: per quantificare, nel 2015 sono stati 3.555, nel 2016 4.940 e nel 2017 6.578”.

        Perché sono così pochi? L’idea diffusa è che i conflitti siano la principale causa delle emigrazioni…
        “Perché la maggior parte di chi fugge da una guerra trova asilo appena varca il confine, del resto la Convenzione di Ginevra prevede che il profugo chieda tempestivamente asilo nel primo Paese che ha firmato la Convenzione in cui mette piede. C’è poi un secondo motivo: chi fugge sotto la minaccia di persecuzione e di guerra cerca di rimanere il più vicino a casa perché l’idea è quella di tornarci il prima possibile”.

        Quanto incide sull’emigrazione anche lo sfruttamento delle risorse? Penso ad esempio al land grabbing, ossia l’accaparramento delle terre da parte di Paesi stranieri o industrie…
        “Sicuramente sono fattori che hanno una loro incidenza. Le responsabilità vanno trovate anzitutto nei governi africani, i quali – per restare al tema del land grabbing – preferiscono vendere le terre ad industrie o a Paesi che hanno fame di terre coltivabili (Cina, India, Arabia Saudita) incassando subito del denaro piuttosto che incentivare l’agricoltura locale anche tramite investimenti. L’Africa è ricca di risorse minerarie, penso al cobalto ma soprattutto al petrolio, il quale viene acquistato e pagato dalle compagnie, ma il problema è capire dove vanno a finire i soldi”.

        Dove?
        “Le do un dato: nel 2014 su 77miliardi di dollari che avrebbe dovuto incassare l’ente nazionale del petrolio nigeriano, 14 non sono mai stati depositati. Sono finiti in qualche conto corrente, mentre sarebbero dovuti servire per lo sviluppo sociale del Paese. La Nigeria, pur essendo il primo produttore di petrolio del Continente, importa il greggio già raffinato dall’estero. Tenga conto che l’Africa da oltre 20 anni registra una crescita economica notevole, e in prima fila ci sono i Paesi da cui proviene la maggior parte dei migranti, solo che queste risorse vengono dilapidate o se ne giovano poche elite”.

        Al recente Consiglio europeo gli Stati si sono impegnati a contribuire ulteriormente al Fondo Ue per l’Africa inviando altri 500milioni. È un modo per “aiutarli a casa loro” o per alimentare la corruzione di cui ha parlato?
        “Questi 500milioni sono un ulteriore quantitativo, che si aggiunge ai miliardi che ogni anno vengono destinati all’Africa dalla cooperazione allo sviluppo di Stati Uniti ed Europa. Infatti quando sento invocare un ‘piano Marshall’ per l’Africa resto basita, perché di risorse ne vengono già inviate in modo ingente, ma i destinatari, cioè i governi, sono poco affidabili. Le faccio un esempio: in Somalia, che è uno dei Paesi maggiormente assistiti, la Banca mondiale qualche anno fa ha dimostrato che ogni 10dollari che vengono elargiti al governo, 7 spariscono nel nulla”.

        Lei ha citato la Somalia, dove forte è la presenza del radicalismo islamico: è possibile che questi soldi che spariscono nel nulla finiscano ad arricchire i gruppi jihadisti?
        “Eh, chi lo sa… Certo è che questi gruppi hanno fonti di reddito molto robuste e sponsor molto potenti. Inoltre sono spesso invischiati in traffici illegali: spaccio di droga, di armi, bracconaggio. Anni fa si è scoperto che gli Al Shabaad della Somalia ottengono circa il 40 per cento dei proventi dalla vendita di zanne di elefante. Consideri che in Kenya c’è un detto: ‘Oggi è stato ucciso un elefante, domani sarà ucciso un uomo’, proprio per sottolineare la correlazione tra bracconaggio e terrorismo”.

        Una ricerca delle Nazioni Unite rivela che nel 2050 ci sarà un’ulteriore crescita demografica dell’Africa e un declino dell’Occidente. L’immigrazione di massa non sarà sempre più un fenomeno ineluttabile?
        “Anzitutto si tratta di proiezioni, non di dati certi. Non è affatto detto che tra trent’anni la situazione rimarrà la stessa di oggi in termini demografici. Delle buone politiche familiari e un cambio culturale potrebbero invertire la tendenza demografica in Occidente, così come è possibile in primo luogo che la popolazione africana non aumenterà come l’Onu prevede (già si registra una piccola variazione verso il basso rispetto ai pronostici di pochi anni fa) e poi che l’Africa diventi finalmente un continente in grado di svilupparsi e di convincere i propri giovani a non fuggire alimentando i traffici clandestini di migranti”.

        Parlando di Italia, come valuta le recenti polemiche tra il governo italiano e le ong?
        “A mio avviso il modus operandi di molte ong è molto discutibile, perché entrano in contatto diretto con i trafficanti e prevedono il trasbordo quasi in acque territoriali libiche per poi dirigersi verso l’Italia, anche se battono bandiera di un altro Stato e se il porto più vicino sarebbe altrove. Già il precedente governo, con il ministro Minniti, aveva sollevato il problema e aveva pensato di prendere provvedimenti. Il nuovo governo si sta dimostrando solo più determinato, ma l’intento è rimasto quello di far rispettare la sovranità nazionale e le leggi internazionali”.

        Non c’è il rischio, per mutuare il motto di una recente iniziativa, che chiudendo i porti “non si resti umani”?
        “L’Europa in generale, ma nello specifico l’Italia sono molto lontane dalla fase più prospera della loro storia: gli ultimi dati ci parlano di 5milioni di italiani in povertà assoluta e centinaia di migliaia di italiani emigrano all’estero, l’Italia è 20esima tra i Paesi di emigrazione. In questa situazione, è solo giusto impedire a delle persone di raggiungere un Paese che può assisterli nel breve periodo, ma che non è in grado di garantire loro un futuro dignitoso. Chi arriva dall’Africa in Italia ha remotissime possibilità di costruirsi una vita: il più delle volte è destinato a vivere di espedienti, a lavorare in nero e in condizioni disumane magari in qualche campo di pomodori oppure ad ingrossare le fila della criminalità organizzata”.

        Chiudere i porti dunque può essere un modo per scoraggiare i viaggi clandestini?
        “Esattamente. È importante che si alimenti il passaparola tra migranti stessi. Esistono tantissime testimonianze di giovani che hanno iniziato il viaggio verso l’Europa ma che non sono riusciti ad arrivare a destinazione, i quali affermano che se lo avessero saputo non avrebbero speso soldi e sprecato anni della propria vita per un’impresa così aleatoria. L’unico modo per scoraggiare questi progetti senza futuro è proprio quello di dimostrare che il viaggio della speranza è un’illusione, che a destinazione non si arriva: e chiudere i porti è il messaggio più netto che possa giungere”.

        FEDERICO CENCI

  24. Renzo

    Mi avete convinto a farmi l’abbonamento a famiglia crristia. Troppi commenti quasi anonomi di sostegno alle sua battute.mi Sto arrivando! Che sotto qualcosa ci cova. Spiegatemi dove volete sistemare 65 milioni di africani che nei prossimi anni emigreranno. Uno dei pochi posti a disposizione è l’Italia dove non ci saranno più figli indigeni. Qui al nord non ci sono badanti per i nostri anziani, lavoratori della faticosa terra. Il vade retro penso,voglia dire solo “stai attento Salvini non sei Dio quindi devi stare dietro . Punto.

    1. Semplice: non li sistemiamo. Dato che non hanno diritto di invadere l’Europa, se ne restino in Africa o sarenno rimpatriati, con le buone o con le cattive. Per quanto riguarda i lavoratori, garantite salari equi e che consentono di farsi una famiglia, anziché importare schiavi a basso costo, e poi ne riparliamo.

      1. Chiara Guidotti

        Scusi, noi abbiamo il diritto di invadere l’Africa? Eppure lo abbiamo fatto (depredandola per secoli di risorse umane e minerarie), e continuiamo a farlo. Depredandola di petrolio (delta del Niger), silicio per i nostri smartphone (Congo), olio di palma, frutta, cobalto, pietre preziose … E chi più ne ha più ne metta. Rimpatriamo tutti gli europei e gli americani, chiudiamo le compagnie petrolifere e torniamo ai cavalli. Solo allora accetterò di sentire frasi come “non hanno diritto di invaderci”.

          1. Scusi, noi abbiamo il diritto di invadere l’Africa? Eppure lo abbiamo fatto (depredandola per secoli di risorse umane e minerarie), e

            Allora, vediamo di fare ordine in tutto il pasticcio di cose che hai scritto. Primo: lo abbiamo fatto (come europei). Male. Poi siamo stati cacciati. In Algeria, roba di settant’anni fa, dopo la vittoria del FLN ai francesi (che si erano stabiliti in quel paese, si noti bene, da circa un secolo, erano 3/4 generazioni) venne detto “o la valigia o la bara”: o ve ne andate o vi ammazziamo. Per convincerli furono massacrati in qualche migliaio. In effetti se ne andarono tutti (già che c’erano gli islamici cacciarono pure gli ebrei). Questo tanto per chiarire che certi conti sono già stati pareggiati. GLi algerini, così come i libici ed altri, comunque si sono tenuti tutte le infrastrutture che gli europei hanno costruito in casa loro: anche questo va messo nel conto.

            Ora, per compensare un errore non se ne fa un altro: quindi è meglio che le invasioni finiscano. La depredazione di risorse umane, invece, continua ed è proprio quella contro cui il governo si sta battendo.

            continuiamo a farlo. Depredandola di petrolio (delta del Niger), silicio per i nostri smartphone (Congo), olio di palma, frutta, cobalto, pietre preziose …

            Allora, vediamo di mettere i puntini sulle “i”. “Depredare” vuol dire rubare. Tutti i beni citati vengono regolarmente venduti e comprati. I beni hanno un valore relativo all’uso che se ne può fare. Se il petrolio rimanesse in Nigeria, i locali ci farebbero i gargarismi. Idem per il cobalto e tutte le cose che diventano utili solo se usate da paesi con le tecnologie necessarie. La frutta e l’olio di palma venduti all’estero non vengono certo tolti dalla bocca degli indigeni, ma producono reddito. Su certi beni il prezzo di vendita non è probabilmente quello giusto (specialmente in agricoltura), su altri invece sì (il petrolio è regolato a livello globale). La Nigeria sarebbe ricchissima se fosse in grado di distribuire i proventi dei giacimenti di petrolio in modo onesto, ma non lo fa. È un paese indipendente, non è più una colonia. Ma qui sto ripetendo cose che sono anche già state riportate nel pezzo id Anna Bono, ed evidentemente non sono state neanche lette.

            E chi più ne ha più ne metta. Rimpatriamo tutti gli europei e gli americani, chiudiamo le compagnie petrolifere e torniamo ai cavalli. Solo allora accetterò di sentire frasi come “non hanno diritto di invaderci”.

            E su questa scemenza finale è inutile commentare.

  25. Ma Salvini è aggressivo o no?
    Nell’articolo parla solo di famiglia cristiana, brutta e cattiva, e magari lo sarà anche, ma quello che dice di Matteo, è vero o no?

    1. Ma Salvini è aggressivo o no?
      Nell’articolo parla solo di famiglia cristiana, brutta e cattiva, e magari lo sarà anche, ma quello che dice di Matteo, è vero o no?

      Questa è una domanda sensata, almeno entriamo nel merito della questione.

      Per quanto mi riguarda no. Ho letto anche una “spiegazione” del direttore di FC al Fatto Quotidiano: è piena di falsità e forzature. Salvini non è aggressivo, ma assertivo. Mi rendo conto che la maggior parte dei vescovi e probabilmente dei preti è così abituata a democristianizzeggiare, a fare un pappone unico di tutto e il contrario di tutto, che quando si vede di fronte uno che dice “sì sì no no” si spaventa. Ma il problema è di quei prelati, non dell’interlocutore. Sopra si citava giustamente Don Chichì: questi sono ancora peggio, perché sono i nipotini. Per non parlare dei prelati effeminati che abbondano e che certo non si trovano a proprio agio con un modo di fare virile.

      Ma qualche commentatore che approva almeno in parte l’articolo ce lo spieghi lui dove Salvini è “aggressivo”.

      1. Grazie della risposta.
        Lei ha avuto il coraggio di commentare la copertina, senza, almeno nel primo paragrafo, denigrare clero e aggregati.
        Ho letto velocemente l’articolo di FC, e mi sembra che parli di Vangelo e di aiuto alle persone in difficoltà.
        Che in questo caso si parli di persone che arrivano su barche traballanti, è un caso.
        Che ne muoiano a causa del viaggio, anche.
        Se FC ha preso una netta posizione, virile, lo ha fatto per questi poveretti.
        Ha fatto marketing per arrivare a farsi leggere? Può darsi.

        Salvini non è aggressivo, nel senso che non minaccia nessuno direttamente, ci mancherebbe, ma potrebbe anche prendere una posizione contro tutti gli “incidenti” con l’aria compressa (sarà il caldo che espande l’aria?).
        Così, tanto per ammosciare tutti quelli che gli danno dell’aggressivo.

        1. Le risulta che la polizia non stia indagando? Sia il delinquente che ha sparato alla bambina che l’aggressore del cameriere di colore sono stati individuati ed arrestati, oltretutto a tempo di record.

          Guardi che il ministro degli interni non è un entità morale che deve fare una dichiarazione pubblica per ogni reato che si compie in Italia: deve intervenire di persona dove ci sono situazioni che richiedono l’intervento della politica e non possono essere risolte con procedure all’ordine del giorno: come per esempio la gestione delle ONG, dei centri di accoglienza, gli accordi internazionali eccetera. Invece i fatti di cronaca nera si possono risolvere con procedure all’ordine del giorno, finché sono limitati e non dilagano. Per ora sono limitati: molto limitati. Molti meno di rapine, violenze ed omicidi commessi sia da italiani verso altri italiani, sia da clandestini verso altre persone.

  26. Ad esempio perché identificare i migranti (sì, migranti visto che in buona parte qui da noi vorrebbero essere solo di passaggio!) con chi chiede l’euro fuori dai supermercati e non con chi qui da noi si “spezza la schiena” ogni giorno lavorando regolarmente?

    Forse perché quelli che lavorano regolarmente sono pochissimi? Perché li vediamo sempre più numerosi a chiedere l’elemosina (con le cuffiette della musica)? Perché ne vedo ormai sempre più, mentre prima erano pochi, passare a farsi il giro dei bidoni della spazzatura in cerca di riciclare qualcosa?

    È perché si alimenta il sentimento di impossibilità di una piena integrazione senza far cenno alle tantissime esperienze positive nelle nostre parrocchie, nei nostri comuni, nelle nostre scuole..?

    Delle esperienze positive siamo bombardati su tutti i canali di regime: peccato che siano pochissime, e vogliono darci ad intendere che siano molte.

    Spiegatemi dove volete sistemare 65 milioni di africani che nei prossimi anni emigreranno.

    Tutti a casa tua. Comunque: chi te l’ha detto che verranno veramente qui? Soros? Obama? La Bonino? TINA: There Is No Alternative? Ma voi che vi credete intelligenti, proprio tutte ve le bevete? Verranno qui solo se tutti quei farabutti che ho appena citato, e i loro complici, continueranno a manovrare per farli partire. Ma si può impedire, iniziando a fare quello che sta facendo questo governo.

    1. Dimenticavo:

      Qui al nord non ci sono badanti per i nostri anziani, lavoratori della faticosa terra.
      Ma guarda, qui al nord dove sto io le badanti ci sono (lo so bene, perché negli ultimi anni ne abbiamo dovute cambiare sette per altri motivi). Sono in gran parte straniere, dell’est o dell’America Latina. Però devo dire che africane non ne ho mai viste.

      Anche la balla delle badanti è stata messa in giro di recente e tu sei uno di quelli che se l’è subito bevuta? Bad timing, questo articolo è di due giorni fa:

      https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/badanti_maschi_boom_italia-3877342.html

      Uomo. Italiano. Over 50. È questo il nuovo ritratto dei badanti in Italia. Secondo i dati più recenti relativi al settore, dal 2012 al 2017, il numero degli italiani over 50 impiegati in tale professione è, infatti, aumentato del 265%, passando da 1151 a 4200 unità. Una crescita record. A registrarla è la ricerca “Il valore del lavoro domestico” realizzata da Domina-Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico in collaborazione con la Fondazione Moressa. Il trend è chiaro. E se il picco si ha nella fascia over 50 – tra gli stranieri, si sale solo del 66% – l’aumento di uomini italiani è evidente in tutte le classi d’età. Tra gli under 30, la crescita è stata del 129%. Nella fascia 30-50 anni, è stata del 124%.
      […]
      Il trend interessa anche le donne. Il numero di badanti italiane over 50, tra 2012 e 2017, è salito del 144%. In generale, si è registrato un aumento del 97% di badanti di nazionalità italiana, a fronte di un calo del 4,5% di quelle straniere. Il cambiamento è visibile in tutto il Paese secondo percentuali differenti. Al Nord, la proporzione è 75% di stranieri e 25% di italiani. Nel Centro-Sud, invece, le distanze si riducono: gli italiani rappresentano tra il 43% e il 45% del settore. Caso unico, la Sardegna, dove ad essere di nazionalità italiana è il 75/80% dei lavoratori, perché, commenta Gasparrini, «è un’isola e quindi per gli stranieri è più complicato e più costoso tornare, ogni tanto, al Paese d’origine».

    2. Nadia

      Vivo in una grande città : nell’ospedale dove lavoro buona parte del personale infermieristico e assistenziale viene dall’Est Europa o dal Sud America ma anche dall’Africa, per una mia parente disabile ho trovato da anni una badante africana, gli operai che mi fanno i lavori di ristrutturazione non sono di origine italiana e nemmeno chi aiuta i miei anziani nelle faccende domestiche, i genitori dei compagni di classe dei miei figli vengono da mezzo mondo e lavorano qui, i ragazzini africani che ho avuto modo di seguire attraverso un’associazione hanno imparato e trovato un lavoro e con le loro “rimesse” aiutano i parenti a poter rimanere a casa in Africa…
      Questo è il mondo che vedo ogni giorno, questo quello che mi pare normale e vorrei …
      Poi certo non si può non vedere ed occorre combattere chi porta giovani e ragazzi a mendicare e/o spacciare, chi butta ragazzine sulle strade ed anche i clienti che ne approfittano, chi sfrutta manodopera sottopagata… : e questo con responsabilità fra di stranieri che di italiani!

      1. giovi

        Scusate se inondo, ma l’argomento mi coinvolge molto. Ecco, io non capisco Nadia e tanti altri, non solo qui, che tirano in ballo la provenienza straniera di persone che lavorano in Italia. Non capisco proprio cosa c’entri con l’articolo di Costanza, ma nemmeno cosa c’entri con le dichiarazioni e i fatti di Salvini. Si parla di immigrazione clandestina, illegale, promossa da trafficanti, da gente losca, che, appunto, butta su una strada le donne nigeriane e davanti ai supermercati, quando va bene, ragazzi nel fiore degli anni. La migliore amica di una mia figlia è cingalese, il padre fa il badante, assunto regolarmente, ma questo che c’entra coi barconi dall’Africa, contro la legge, barconi di gente ingannata e rovinata anche tanti che si proclamano loro paladini?
        Mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse, visto che non se ne può più di sentir parlare a sproposito di infermiere rumene regolari e atlete di pelle nera, italiane di diritto.

  27. Comunque io credo in un diritto all’immigrazione, in quanto chiunque parte semplicemente dal desiderio di migliorare la propria vita (non facevamo così anche noi un secolo fa? Non si fonda su questo principio di base la democrazia?… Per favore non ricacciamo la quarantena… ) e chi sono io per dire a qualcuno: “no, vai a casa tua che è è meglio, te lo assicuro io!”

    Ma è incredibile… “per favore non ricacciamo la quarantena”? La quarantena non c’entra niente, visto che è un provvedimento temporaneo, ma tui hai fatto una ricostruzione alla Walt Disney dell’emigrazione negli USA e noi “per favore” non dovremmo dirti che è tutta sbagliata?

    Primo: parliamo di un territorio immenso e praticamente vuoto, il cui governo richiamò masse di immigrati per colonizzarlo.
    Secondo: in realtà non sarebbe stato vuoto, perché c’erano gli indiani (erano però relativamente pochi). Comunque era casa loro. Quando arrivarono i primi coloni dall’Europa molti fecero grossomodo gli stessi discorsi: “non c’è bisogno di ricacciarli indietro, magari si può anche commerciare con loro, niente muri…” Dopo un paio di secoli gli indiani si trovarono da padroni di casa a confinati nelle riserve indiane. E il bello è che questa storia faceva molto “cool” negli ambienti radical-chic decenni fa, quando c’era da criticare il “mainstream” americano. Ora se la sono dimenticata tutti.
    Terzo: gli immigrati venivano selezionati uno per uno e i malati gravi non venivano messi in quarantena, ma rispediti in Europa via transatlantico, senza curarsi di rompere i vincoli familiari.
    Quarto: certamente la mafia italiana, quella russa, quella cinese, quella irlandese, eccetera, non nacquero negli USA, ma ci arrivarono con gli immigrati
    Quinto: masse di immigrati finirono a fare gli schiavi sottopagati nel nuovo mondo. È sempre così: le masse in movimento servono sempre a creare sacche di schiavitù.

    chi sono io per rimandare indietro qualcuno verso un destino incerto (spesso di morte, come si è già verificato…), chi sono io, solo più fortunato perché sono nato in Italia, x arrogarmi questo diritto e pensare di gestire gli altri con un’opinione “corretta”… E comunque la sola anima del populismo è sempre stata “il nemico del popolo”, la percezione amplificata di una situazione di paura e incertezza… C’è un recente articolo del Foglio che ne parlava se non sbaglio (non Il Manifesto!)

    Il Foglio è da tempo allineato alla linea di Soros & co., dunque non può essere preso a modello. Ma l’arrogante qui sei tu. Vuoi offrire casa tua a chi ha una casa più piccola? Fallo. Anzi, immagino che tu l’abbia già fatto, visto che vieni qui a fare il generoso. Magari puoi parlare della tua esperienza. Ma non ti puoi arrogare il diritto di offrire tutti i trecentocinquantamila chilometri quadrati del nostro territorio perché non sono tuoi.

    1. Beatrice

      @Fabrizio
      «Il Foglio è da tempo allineato alla linea di Soros & co.»

      È una cosa che ho notato anch’io: da un po’ di tempo fatico a capire se sto leggendo il Foglio o Repubblica. Sui principi non negoziabili ogni tanto qualche bel pezzo lo si legge ancora, ma sono rarità, perché il giornale è per lo più appiattito su un renzismo fanatico e oltranzista. Ferrara una volta lo apprezzavo (ricordo quando presentò il libro “questo Papa piace troppo” e concordai praticamente con quasi tutto quello che disse in quell’occasione), ma oggi è completamente un’altra persona rispetto al passato e penso che il punto più basso l’abbia toccato nell’appoggiare l’omicidio di Alfie Evans: https://www.panorama.it/news/esteri/alfie-evans-battaglia-pro-life/

      Comunque, proprio perché il Foglio appoggia oggi la linea Soros in tema di immigrazione, a maggior ragione risulta ancora più credibile questa lettera pubblicata a inizio luglio (parla dell’America, ma dice cose che possono benissimo valere anche per noi): https://www.ilfoglio.it/il-foglio-internazionale/2018/07/02/news/sono-un-immigrato-e-mia-moglie-e-una-immigrata-ma-il-dibattito-e-irrazionale-203298/

  28. Antonio Carbone

    Grazie di cuore, Costanza.
    Sempre puntuale e precisa nell’analizzare la realtà, alla luce del Vangelo.
    mi colpisce soprattutto quel “io cosa posso fare?”, la domanda di coscienza sulle possibilità del singolo
    Ricordiamoci vicendevolmente nella preghiera
    Antonio

  29. Manuela

    Grazie Costanza, sei una vera cristiana che non si adegua alle ideologie, ma cerca la verità del Vangelo negli accadimenti della vita .

  30. William

    Sono rimasto deluso da questo post. Per quanto non condivida la copertina di Famiglia Cristiana trovo davvero superficiale questo attacco al settimanale senza un minimo di analisi sui contenuti proposti e un confronto serio e concreto sui problemi che stanno attraversando l’Italia. Mi pare che procedere a ritmo di slogan (a partire dal ministro) non aiuti nessuno e rende ancor più complessa la possibilità di trovare insieme una buona strada. Abbiamo tutti i suoi libri in casa. Lei è una giornalista seria e ci deve aiutare, non alimentare divisione.

    1. admin @CostanzaMBlog

      Se permette di comunicazione ce ne intendiamo, fare quel tipo di copertina vuol dire voler fare sensazionalismo e comunicazione per slogan, questo volevano e questo hanno ottenuto, se si vuole fare analisi complesse si comunica in maniera diversa.

      1. William

        Infatti mi sarei aspettato questo da lei. Una critica anche aspra sulla copertina fatta per vendere ma al contempo un’analisi sul servizio interno e sulle scelte di Salvini. Non mi pare che la chiusura di “Famiglia cristiana” o la carriera del condirettore siano argomenti utili alla causa.

    2. giovi

      Certo è che ,con quella copertina ignobile, Famiglia cristiana, che i più nemmeno sapevano esistesse o esistesse ancora, si è guadagnata titoloni su tutti i media, sulla pelle di persone come gli immigrati clandestini, la cui sorte non è spendibile tanto quanto un attacco furioso al ministro Salvini.

  31. Questo è il mondo che vedo ogni giorno, questo quello che mi pare normale e vorrei …

    Io ho avuto colleghi di colore e dipendenti di colore (all’epoca in cui avevo un’azienda) sin dalla fine degli anni ’90. Poi con molti ho perso i contatti, ma è legittimo aspettarsi che si siano ben inseriti, che abbiano figli a scuola, eccetera. Ma quelli erano altri tempi: i flussi non erano come quelli attuali, non venivano pensando che fossimo il Bengodi, inoltre le prospettive generali dell’economia non erano così incerte.

    Poi esistono casi particolari ed esistono statistiche. Siccome parliamo di grandi numeri, è necessario ragionare con le statistiche. Una statistica particolarmente indicativa è la distribuzione della popolazione carceraria: relazionata al fatto che gli immigrati sono una minoranza, mostra una propensione al crimine notevolmente più elevata di quella degli italiani. Questo è un chiaro segnale che non si stanno integrando. Le cose, oltretutto, stanno ancora peggio di quanto dicono i numeri, perché è del tutto evidente che i delinquenti di piccolo calibro – ladri e piccoli spacciatori – ormai raramente entrano in carcere (il precedente governo ha astutamente fatto una riforma apposita).

    Non è neanche un caso italiano, perché la situazione è disastrosa in tutta l’Europa Occidentale: e lo è tanto di più quanto i paesi sono “avanti” con i numeri dell’immigrazione (vedasi p.es. Francia, Belgio, Gran Bretagna, Svezia). Di fronte a queste evidenze schiaccianti non si capisce il senso di parlare di quello che vorremmo: ragionare nel mondo dei sogni è tipico delle ideologie. La realtà è un’altra ed è in costante peggioramento.

    Mi pare che procedere a ritmo di slogan (a partire dal ministro) non aiuti nessuno e rende ancor più complessa la possibilità di trovare insieme una buona strada. Abbiamo tutti i suoi libri in casa. Lei è una giornalista seria e ci deve aiutare, non alimentare divisione.

    A parte il fatto che il ministro non sta ragionando solo a slogan (che in politica, purtroppo, sono inevitabili), ma ci sono già alcuni segni tangibili del suo operato, persino riportati da giornali come Il Corriere della Sera, che evidentemente non gli è favorevole… Se vogliamo fare un “confronto serio”, entriamo nei dettagli. Invece nei commenti critici qui vedo solo altri slogan e wishful thinking.

    Per esempio, la vogliamo piantare con questa storia dell’ “alimentare divisione”, senza specificare? Ma da chi siete andati a catechismo: dai democristiani? La divisione esiste nel mondo sin dall’inizio e ci sarà sino alla fine, e Cristo stesso ha detto che è venuto a portarla ed acuirla. Il mondo stesso finirà con una divisione definitiva ed eterna. Il Vangelo dice: 17 Allora egli si volse verso di loro e disse: «Che cos’è dunque ciò che è scritto: La pietra che i costruttori hanno scartata, è diventata testata d’angolo? 18 Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e a chi cadrà addosso, lo stritolerà» (ovviamente l’ultimo versetto è stato da tempo espunto dalla Liturgia).

    Dunque esistono divisioni cattive e divisioni opportune: dipende tutto dalla cosa su cui si incardinano.

    1. William

      La penso proprio come lei. A cosa serve accostare una copertina graffiante di Famiglia Cristiana al calo delle vendite del settimanale o alla provenienza del condirettore? Per me serve solo ad alimentare una divisione tra i cristiani che mettono la tuta la domenica mattina (???) E leggono famiglia Cristiana e quelli che invece hanno fonti ben più autorevoli (corriere o altro non importa), le uniche valide per giudicare l’operato del ministro.

      1. giovi

        Gentile William, si accosta il calo delle vendite di Famiglia cristiana alla copertina, in quanto mi suppone, su basi solide, che a Famiglia cristiana importi ben poco degli immigrati clandestini , anzi, della tratta degli immigrati clandestini, ma importi piuttosto una visibilità sulle pelle altrui ( non tanto sulla pelle di Salvini, che magari ne avrà pubblicità, ma sulla pelle dei giovani africani imbarcati dalle varie mafie , ripeto) e così la provenienza da novella2000 del condirettore fa pensare questo.
        Io capisco il suo intento di non alimentare divisioni tra cristiani, ma non si possono chiudere tutti e due gli occhi davanti a una copertina così provocatoria, così brutta, così offensiva, proprio da parte di chi ha il nome “cristiana” in ditta.
        Che poi, qualsiasi sia il contenuto nelle pagine interne, passa in secondo piano: è un effetto più che voluto, non ci si può lamentare dopo una copertina simile.

        1. Esplicitiamo un punto sulla copertina. “Vade retro Satana” ha due significati: quello letterale è “non crederti più bravo di Dio”, e trae origine dal suggerimento di Pietro a Cristo di evitare la Passione. Ma nel linguaggio corrente si dice nei confronti di una persona che si ritiene maligna. A FC dicono che loro intendevano il primo senso, ma questa affermazione non è congruente con la copertina che riprende l’immagine di un esorcismo da parte del Papa (la posizione del braccio è indicativa). È un messaggio viscido. La stampa cattolica deve differenziarsi perché noi siamo il sale della Terra, non può comportarsi come una qualsiasi rivista che si trova in edicola. E da questo punto di vista la scelta del direttore è rilevante, perché una rivista sceglie un direttore in base a quello che sa fare e al taglio che dà alla comunicazione.

          Quanto al perché lo abbiano fatto, non lo so. L’articolo citato di Mannhaimer dice cose congruenti con quello che si vede in giro, in questo momento il massimo di polarizzazione generata dai mass media è già stato raggiunto, ovvero nessuno cambia idea nei due schieramenti; dunque, queste mosse hanno solo l’effetto di compattare i due fronti. Io temo che sia una preparazione alla contrapposizione al calor bianco che vedremo tra qualche settimana, quando il governo verrà preso di mira dall’artiglieria pesante.

  32. Fabio

    Adesso non ho tempo di leggere tutti i commenti … però, dopo aver letto l’articolo, posso semplicemente dire che il periodo di chiusura, è semplicemente fantastico.
    Grazie Costanza!

  33. Concordo con la valutazione di Costanza che si debba stare coi piedi per terra. Comunque, secondo Mannheimer la copertina di FC non sposta un solo voto e anch’io credo che sia così. Ergo a FC potevano risparmiarsi la stupidaggine.
    Sarebbe più onorevole se FC si chiedesse come sono spesi i soldi del proprio Istituto e come contribuisce a risolvere il problema.
    Cari “Paolini” voi che cosa fate, in concreto? Purtroppo anche nella Chiesa troppi si riempiono la bocca di “fraternità” ma, pur potendo, fanno poco o nulla. Un po’ di coraggio evangelico applicato a se stessi non guasterebbe.
    Sempre Mannheimer rileva che l’insofferenza verso i migranti è in continua crescita. Salvini non è la causa, è l’effetto. La colpa è di chi ha organizzato un piano di gestione dell’immigrazione che sembra fatto apposta per favorire la criminalità, lasciare questi poveretti in un perenne limbo e portare l’Italia verso una crisi razzista.
    Ma anche negare che in Africa si stia male male male è ottusità. Di segno opposto.

  34. Maurizio

    Articolo stupendo.
    Se l’Italia fosse una ZATTERA di salvataggio , come per ogni nave che affonda, si può fare salire qualcuno.. magari caricarla anche un po oltre il limite ma poi bisogna andare perché mettendoci tutti sopra affonda e non si salva nessuno. La zattera Italia è al limite

    1. aleponte

      Gentile Maurizio,
      mi piace molto la metafora della zattera!
      In base a cosa questa zattera sarebbe “al limite”?
      Al sentire comune o a dati oggettivi?
      Nel primo caso, sarebbe utile capire se tale sentire è corretto, utilizzando dati oggettivi.
      Nel secondo caso, quali dati oggettivi?
      Grazie in anticipo

        1. aleponte

          Si, caro Pietro.
          Si utilizza tale espressione per un paese a crescita negativa.
          Mi puoi cortesemente fornire i dati del PIL dell’Italia negli anni 2015, 2016, 2017 e previsionali 2018 e 2019?
          Ti è chiara la differenza tra dato oggettivo e sentire comune?
          Se ti occorre, posso darti aiuto a riguardo, fammi sapere!

          1. Che dici, per esempio, dei cinque milioni di persone in situazione di povertà assoluta? Fonte Repubblica:

            http://www.repubblica.it/economia/2018/06/26/news/oltre_5_milioni_di_italiani_in_poverta_assoluta_record_dal_2005-200070179/

            Per capirci:

            Per “poveri assoluti”, l’Istat intende coloro che non possono affrontare la spesa mensile sufficiente ad acquistare beni e servizi considerati essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile (e che varia dunque in base ai componenti del nucleo e al territorio).

      1. Gentile aleponte, anch’io ho utilizzato in passato l’immagine della scialuppa di salvataggio, e ho poi scoperto che ero tutt’altro che il primo.
        Ma c’è un particolare cruciale: i mezzi materiali finiscono, è vero. Ed è vero che tendiamo a sottovalutare la nostra capacità di rispondere elasticamente alle crisi (non finisce il petrolio, la fame nel mondo non è aumentata ma diminuita al crescere della popolazione…).
        Ma i problemi sono più profondi quando riguardano il comportamento delle persone.
        Non ci mancano i mezzi materiali ma quelli culturali per integrare.
        Problema ancora più grosso, il tipico immigrato “da barcone” non è preparato né vuole davvero integrarsi.
        Problema più grosso di tutti, l’Islamico altro che integrarsi, vuole conquistarci. E nel vuoto culturale di oggi, si convertiranno all’Islam aggressivo anche la maggioranza degli immigrati da altre regioni extraeuropee. E pure molti Italiani pronti a saltare sul carro del vincitore.

  35. billyserrano

    Condivido l’articolo, ma mi sovviene una domanda:- ma, questi vescovi preti e cardinali che pretendono di gestire il “gregge” di Gesù, credono ancora al vangelo? Come possono predicare l’accoglienza se loro stessi non ospitano nessuno, se predicano la carità e solidarietà e vivono nel lusso, se commettono dei crimini di pedofilia e altro, e guardano al business come se fossero degli speculatori e non dei divulgatori del vangelo. Se invece di riprendere amorosamente (anche se in modo energico) un fratello, lo si tratta come un criminale, come quella pagina di famiglia cristiana, che di cristiano non ha nulla (oltre che di cattivo gusto), anzi è proprio in sintonia con belzebù. Allora davvero viene da dire:- prima togli la trave dal tuo occhio e io toglierò la pagliuzza dal mio.

  36. Pingback: COSTANZA MIRIANO A “FAMIGLIA CRISTIANA” — Blondet & Friends – Onda Lucana

  37. vale

    di quel che penso di famiglia pagana e del suo direttore ne dissi e ne parlammo tempo fa, se non ricordo male. vedo confermato tutto – se ce ne fosse stato bisogno- il peggio che già allora si pensava di tale testata.

    come sempre la sciùra Miriano scrive un articolo, oltreché leggibilissimo, pieno di cose di buon senso. che è quello oramai smarrito sia da buona parte della politica che della gerarchia ecclesiastica.

    aggiungo solo un paio di dettagli a quanto riportato dall’admin con l’intervista chiarificatrice riportata che ,dovrebbe,aprire un po’ gli occhi a quanti fanno finta di non vedere:

    una buona parte di costoro- i cosidetti migranti- utilizzano tale metodo, di migrare,s’intende, perché rende più difficile la reale identificazione ed espulsione. e prolungando per mesi o anni il soggiorno nel paese d’arrivo ( come prevedono i trattati internazionali: l’identificazione e l’accoglienza spetta al paese d’arrivo) danno modo di scomparire agevolmente.

    una parte di costoro sono finanziati da organizzazioni islamiche per aumentare i “blocchi” di residenti dove gli autoctoni diventano minoranza (ed anche in questo caso ,oramai, c’è documentazione sufficiente per provarlo) e dove, di fatto, vige oramai una legislazione differente da quella del paese ospitante.( ed anche in questo caso vi sono oramai innumerevoli esempi in varie parti d’europa).

    di fatto, almeno in parte, un’invasione pianificata silenziosa.

    1. @vale
      Ulteriore fatto interessante è questo, se verrà confermato:

      http://www.ilgiornale.it/news/politica/vieni-noi-viminale-taglia-spot-1559305.html

      In pratica, Salvini ha bloccato un programma di comunicazioni approvato dal precedente governo che pubblicizzava presso gli aspiranti migranti i servizi che il nostro paese mette loro a disposizione. Cioè, anziché (cito Anna Bono sopra) spendersi “per spiegare ai giovani quanto costa, quanto si rischia e quanto poco si ottiene nel lungo periodo ad emigrare in Paesi dove non c’è occupazione né possibilità concreta di integrazione economica e sociale”, si faceva tutto l’opposto: venite, venite da noi e starete bene. Il che dimostrerebbe per l’ennesima volta che non è un “fenomeno che non si può fermare”, che è un fenomeno alimentato sin nei minimi dettagli (basta ascoltare quello che dice la Bonino), e fin qui l’avevamo già capito; ma che la sinistra non lo subisce affatto, cercando di gestirlo alla meno peggio: invece è parte di coloro che lo fomentano.

    2. aleponte

      Gentile vale,
      quello che riporta mi appare assai inquietante!
      Le chiedo cortesemente qualche dettaglio riguardo le sue affermazioni, che potrà senza dubbio aiutarmi a meglio comprendere la situazione (o, meglio, “prire un po’ gli occhi a quanti fanno finta di non vedere”):
      1. “una buona parte di costoro- i cosidetti migranti- utilizzano tale metodo, di migrare,s’intende, perché rende più difficile la reale identificazione ed espulsione”: non mi è chiaro: più difficile rispetto a cosa? Una volta entrati regolarmente in una nazione, è estremamente semplice far perdere le proprie tracce. Allora perché vengono affrontati lunghi e poco pratici viaggi via mare? Mi aiuta cortesemente a capire?
      2. “una parte di costoro sono finanziati da organizzazioni islamiche per aumentare i “blocchi” di residenti dove gli autoctoni diventano minoranza”. Questo è davvero spaventoso! Mi può fornire i riferimenti della documentazione sufficiente per provarlo?
      3. “di fatto, almeno in parte, un’invasione pianificata silenziosa”: anche qui sarebbe utile capire a cosa si riferisce! Chi sta invadendo chi? L’Africa invade l’Europa? La Libia invade l’Italia? L’Islam invade il cristianesimo? No, l’ultima è poco credibile: ormai le nostre nazioni tutto sono tranne che cristiane!
      Grazie per i suoi chiarimenti!

      1. Pietro

        Forse perché se si entra legalmente si viene inseriti in un database con numero di documento, provenienza e dati antropometrici collegato con tutti i confini, gli aeroporti e le questure d’Italia che rendono più difficile la clandestinità e più semplice l’espulsione?

        1. aleponte

          Non mi è mai capitato di essere inserito in un database con i dati antropometrici, pur avendo fatto ingresso in diversi paesi europei ed extra-europei.
          Apprendo invece che in Italia esiste, come siamo avanti!
          Da quando è in vigore tale database?
          E’ utilizzato per tutte le nazioni o solo per alcuni paesi di provenienza?
          Quali dati antropometrici sono registrati?
          O forse non esiste?

      2. vale

        vede, le rispondo per pura cortesia e spero senza nessuna nota polemica,come promisi di fare su questo blog tempo fa dopo una diatriba con alvise alias filosofiazzero e nonostante la ridicolaggine del suo punto 3 che dimostra solo una cosa: non sa di cosa parla. e lo fa con la spocchia-ahimé comune- di chi ,come sentenziava ennio flaiano, ha poche idee ma confuse.

        perché, secondo lei, un “migrante” spende 3000 euro almeno più altri 2,3mila nei vari passaggi tra sahara,libia ecc.( e se non li sgancia lo mollano in mezo al sinai o al sahara) invece di prendersi un aereo( dal marocco- che conosco benino- alla francia o spagna o italia. costa pochissimo in rapporto a quello che spendono. e dico marocco poichè casablanca è una specie di hub per rotte aeree all’interno dell’africa dove si può comodamente partire tutti i giorni della settimana per qualsiasi destinazione europea.)

        il visto turistico vale tre mesi. non vi sono rischi di sorta. il problema è che si è identificati all’imbarco e all’arrivo. per cui si saprebbe esattamente da dove vieni e dove potresti essere rispedito.incluso il fatto che è facilmente accertabile se vieni da zone di “guerra” o no.oltre ad avere la certezza di chi dici di essere.

        in quanto ai riferimenti ne ho già citati in precedenti( anche di mesi o anni) risposte su questo sito.

        Potrei suggerirle di leggere i libri di bat ye’or( che riporta, per ogni affermazione, i documenti di ogni organizzazione musulmana che li ha prodotti,con relativi riferimenti) di souad sbai.

        per quanto riguarda i fratelli musulmani ed il loro progetto di “invasione” vale quanto trovato dalla polizia svizzera nel novembre del 2001 ( e conosciuto dai servizi di sicurezza come “il progetto”) e divenuto pubblico a seguito dell’articolo pubblicato su “le temps” dal giornalista svizzero sylvain besson e del suo libro pubblicato in francia nel 2005 LA CONQUETE DE L’OCCIDENT LE PROJET SECRET DES ISLAMISTES Paperback – 2005
        by SYLVAIN BESSON (Author)

        e, per coloro che non ci credono ancora:

        Il Progetto era parte della carta costitutiva dell’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani, ufficialmente istituita il 29 Luglio 1982.

        Riflette un precedente vasto piano d’azione che fu rivitalizzato negli anni 60 con l’immigrazione in Europa di numerosi intellettuali dei Fratelli Musulmani, specialmente Egiziani e Siriani.

        Il “Progetto” il documento dei
        Fratelli Musulmani per il Jihad Culturale
        di Patrick Poole, traduzione di Paolo Mantellini

        ( sull’autore dell’articolo P.Poole vedere ,per esempio, https://unconstrainedanalytics.org/patrick-poole/ )

        ( http://strategieislamichedinvasione.blogspot.com/ )

        se non basta ancora ricordarsi di quel che disse il Vescovo di Smirne:

        il 13 ottobre 1999, nel corso della secondo assemblea speciale per l’Europa del sinodo si alzò e disse: «Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”.
        https://www.tempi.it/con-le-vostre-leggi-democratiche-vi-invaderemo-con-le-nostre-leggi-religiose-vi-domineremo#.W18ic9Uzbcs

        1. aleponte

          Gentile vale,
          la ringrazio per la risposta, perché al di là della spocchia che vedo non manca nemmeno a lei (ma lo ammetto: il mio intervento è piuttosto spocchioso, su questo ha ragione!), mi riporta dei dati e degli argomenti che – senza ironia – aiutano a capire.
          Posso essere di opinione diversa dalla sua, ma di sicuro apprezzo il voler condividere idee e opinioni nella comune ricerca del bene.
          Dunque i migranti affrontano un viaggio così pericoloso per la paura di essere un giorno identificati (ma non basta bruciare il passaporto?) ed espulsi?
          Poco più di 1.800 persone sono morte nel Mediterraneo in questo 2018 perché avevano questo timore?
          Davvero l’ignoranza è la peggiore di tutte le miserie. Non sanno quanto raramente avviene l’identificazione e l’espulsione, per questo perdono la vita!
          Per quanto riguarda gli altri argomenti, mi cita delle posizioni piuttosto estremiste, come quelle di bat ye’or: diciamo che non ascolterei un pisano che parla male di un livornese, così come difficilmente potrei fidarmi di un sionista che parla male degli arabi…
          Per quanto riguarda il progetto di invasione da parte degli islamici, è interessante capire la religione degli immigrati: ad oggi, la maggior parte di essi non è islamica!
          http://www.ismu.org/wp-content/uploads/2018/03/Immigrati-e-religioni-in-Italia-2017_27.3.2018-1.pdf
          Ovviamente tutti gli stranieri non iscritti all’anagrafe non sono considerati, ma temo che parlare di invasione possa risultare piuttosto una forzatura!
          Per quanto riguarda il progetto da lei citato, temo che l’unica colpa sia la nostra: se i miei figli diventeranno musulmani non potrò prendermela con altri se non con me stesso e con la testimonianza non convincente che avrò saputo dare.
          Nella mia esperienza con i migranti al Sermig di Torino, non trovo “nemici” che mi vogliono indottrinare e rubare il lavoro, la religione o altro… trovo persone con i loro difetti – sovente amplificati dalla situazione di bisogno – e con i loro pregi.
          Vedo delle persone come me, alcuni migliori e altri peggiori.
          Una cultura che non vede l’altro come persona, che si scandalizza per Alfie Evans e non per i suoi coetanei che muoiono in mare, è una cultura in cui non mi riconosco.
          Nessun musulmano potrà togliermi la fede se non la perderò io stesso: ogni mio gesto di rifiuto, di razzismo e di odio mi allontana da Dio e – questo si – mi fa perdere la fede.

          1. Rino

            Aleponte, innanzitutto grazie per il tuo lavoro al Sermig… Grazie perché il tuo servizio è profumo di Cristo…. Mi resta però una domanda alla tua affermazione che nessuno degli islamici ha cercato di indottrinarti… Sarebbe la stessa cosa se invece di essere una piccola minoranza fossero la maggioranza?… A sentire i sacerdoti cattolici che vivono giornalmente la difficoltà di essere cristiani nei paesi a maggioranza mussulmana temo che non risponderebbero così seraficamente.

          2. Per quanto riguarda gli altri argomenti, mi cita delle posizioni piuttosto estremiste, come quelle di bat ye’or: diciamo che non ascolterei un pisano che parla male di un livornese, così come difficilmente potrei fidarmi di un sionista che parla male degli arabi…

            E se io ti rispondessi che non mi fido di uno che lavora al Sermig e parla bene degli immigrati, cosa mi risponderesti?

          3. vale

            guardi, more solito si citano “posizioni estremiste”.

            io non mi fido di uno che lavora al sermig che parla di migranti.

            vede, a me che il fatto o il documento tal dei tali lo citi bat ye’or piuttosto che la pravda di largo fochetti o lotta comunista, importa poco.

            (tra l’altro che vuol dire sionista che parla male degli arabi? gisèle littman era cittadina egiziana e poi britannica e residente in svizzera.lei sì è una migrante “obbligata” visto che a lei e alla sua famiglia tolsero la cittadinanza egiziana per motivi religiosi)

            mi leggo i documenti. chiunque li citi.

            e non ho mai affermato che la maggioranza sia di religione islamica.( ma una buona percentuale ,sì, visto che vengono da paesi quasi totalmente islamici)

            ( a margine: ha mai dato un occhiata ai documenti della oci ,( organizzazione della conferenza islamica. o dell’isesco – la versione islamica dell’unesco? o alla carta islamica dei diritti dell’uomo? al rapporto dell’unodc( nazioni unite controllo droga e prevenzione crimine) del 13 giugno del 2018 intitolato “studio mondiale sul contrabbando di migranti del 2018?)

            preferisce il discorso della Fallaci del 2005 quando le venne dato il premio “annie taylor award”?

            insomma, c’è una sua affermazione che sia basata su documenti, dati, fatti ( a parte le esperienze personali che tali rimangono)?

            in quanto all’altro che chiede perché verrebbero, rispondo con le parole di fred kuwormu, regista italiano di origini ghanesi 😦 riassumo) c’è una mafia nigeriana che pubblicizza nei villaggi che con 300 euro puoi venire in italia o altri paesi europei, salvo poi fregarli appena salgono sul furgone,,,, ogni passaggio di frontiera costa e costa pure il mantenimento per un anno ( altro che poche settimane di viaggio) ,costa caro. solo verso l’italia la mafia nigeriana muove almeno 600 milioni di euro all’anno, il tutto perché gli spacciano l’europa come il bengodi.

            e da alcuni paesi come mozambico,angola,kenya i cosidetti migranti sono pochissimi. perché
            .. con 5mila dolari è più facileaprire una piccola attività in molti paesi dell’africa che venire qui a mendicare… e se solo fosse veramente chiaro questo concetto il 90% delle persone non partirebbe neppure in aereo.

            vuole sapere perché vengono?

            per soldi.la stragrande maggioranza.perché sembra il paese di bengodi.: servizi gratis,sanità gratis,telefonino gratis,case – anche occupate- gratis, sistema giudiziario di un lassismo imbarazzante.

            si legga le risposte ridicole che danno alle trenta commissioni territoriali della commissione nazionale sul diritto d’asilo. e ,a detta degli stessi membri delle commissioni e dei magistrati che accolgono i ricorsi qualora venga rifiutata la richiesta,

            sono storie totalmente inventate e con uno schema ripetitivo.( come citava giudici, c’era anche un libretto che magnificava tutti i metodi e come ottenere i benefici. distribuito dalle ong)

            però, alla fine, restano ( tranne sporadici casi)come dimostra la sentenza del tribunale di venezia del 4 aprile 2018 in merito ad un cittadino del ghana; anche il giudice riconosce che ha raccontato balle. ma siccome il rapporto di human rights watch dice che nel paese vi sono restrizioni alla libertà di espressione e riunione pacifica, allora accetta la richiesta di asilo.

            e qui mi fermo poiché la questione, oltre che ot, è divenuta stucchevole.

      3. giovi

        Gentile aleponte, o chiunque lei sia, lei ci va mai al supermercato ?
        O in spiaggia ? O, semplicemente, a spasso per la sua città? Da parte mia, le posso dire che , in famiglia, abbiamo aiutato, economicamente e affettivamente , un ragazzo africano ventiseienne, venuto in Italia coi barconi più di tre-quattro anni fa. Non so nemmeno bene come funzioni l’assistenza a questi ragazzi, quanto costino alla comunità, so solo che dopo un tot di anni l’assistenza cessa. Il nostro ragazzo continua, come ha sempre fatto, a chiedere l’elemosina, ad importunare la gente,a trovarsi sistemazioni di fortuna, non potendo essere assunto da nessuno. ( posto che ne abbia minimamente voglia nei fatti, oltre che a parole ), essendo un immigrato illegale.
        La sua prospettiva dei prossimi anni è quella di continuare a chiedere l’elemosina, senza la minima intenzione di tornare in Africa, in un paese in cui non c’è nessuna guerra, ma “Italia bella” !
        Ci vogliamo interrogare su che vita sia la vita di questi ragazzi venuti in Italia contro la legge, che hanno dato soldi ad organizzazioni criminali e che mantengono mediatori culturali e ong e simili in Italia ?
        Io non capisco come un progressista, come immagino lei sia, non si interroghi affatto sulla tristissima sorte di queste migliaia e migliaia di giovani vite ( non ho dati , ma se tanto mi dà tanto, e se ogni supermercato in Italia è presidiato come minimo da 2 di questi giovani mendicanti, non credo che le cifre , ufficiali o non ufficiali, conta poco, possano essere così insignificanti come vuol far credere, peraltro cifre in aumento, come facilmente constatabile da chiunque ), per non parlare della sorte pure ben peggiore delle ragazze nigeriane costrette a prostituirsi.
        E lei a chiedersi accademicamente se c’è o non c’è una crisi immigratoria : ma quelle persone le ha mai guardate in faccia ? Non sono numeri.
        Menare il can per l’aia, come fa lei, non è di nessuna utilità per questa povera gente, ma solo propaganda sulla pelle altrui.

        1. aleponte

          Sono Alessandro,
          vivo a Torino e preferisco fare la spesa a Porta Palazzo, il più grande mercato all’aperto d’Europa: non essendo benestante, risparmio molto rispetto ai prezzi dei supermercati… non tutti possiamo permetterceli!
          Che triste il fatto che, solo perché non concordo con i commenti inseriti, sia messa in dubbio la mia identità e si creda che a scrivere sia un fake!
          Grazie per i suoi spunti, mi ricorderò dei suoi concetti avendo a che fare con gli immigrati al Sermig dove presto servizio come volontario.
          Mi interrogo su che vita fanno questi ragazzi, come lei.
          Ma provo a pensare anche dal loro punto di vista e non solo dal mio.
          Perché a 26 anni preferisci stare in Italia e non tornare nel tuo paese d’origine? Qui non c’è nessuno che se la prende con gli immigrati e si sta bene? Non credo che la vita sia molto facile per un immigrato…
          Ma forse chiedere l’elemosina qui è meglio della vita che si conduce nel paese d’origine: quale vita dunque hanno altrove? Non fanno bene a scappare e non scapperemmo anche noi?
          Parliamo poi delle cifre: ieri in chiesa ho trovato solo cristiani, su questo blog ho trovato almeno 100 cristiani: vuol dire che i cristiani sono in aumento, stiamo tornando maggioranza nel paese! Evviva!
          Ah no: la mia esperienza soggettiva non può essere usata per avere una visione realistica dell’esistenza, ma devo scontrarmi con i numeri per capire che noi cristiani siamo sempre meno!
          Stessa cosa per gli immigrati: sono diminuiti drasticamente nei primi 6 mesi del 2018, ma la percezione di molte persone è diversa.
          Ebbene, questa percezione è SBAGLIATA! Se l’ideologia non obnubilasse le menti, potremmo rendercene conto facilmente con i numeri che tanto le danno fastidio!
          Chi non si preoccupa della gente che muore in mare, chi dice prima gli italiani non ha pietà per la povera gente: nasconde il suo RAZZISMO e la sua INDIFFERENZA con dei falsi buoni sentimenti del tipo “aiutiamoli a casa loro”.
          No, quello che ci interessa è che ci lascino in pace, muoiano pure, ma lontano dai nostri occhi e non vengano a infastidirci.
          Rilegga questa sua frase: ” Il nostro ragazzo continua, come ha sempre fatto, a chiedere l’elemosina, ad importunare la gente,a trovarsi sistemazioni di fortuna, non potendo essere assunto da nessuno.”
          Il problema non è la vita del ragazzo, di cui pare non le interessi davvero nulla: il problema è che importuna noi benestanti!
          Non so se davvero questo ragazzo esiste, dai suoi scritti mi permetto di dubitarne come lei si è permesso di dubitare della mia identità: mancano troppi particolari (Africa? che nazione è?) per far credere ad un aiuto affettivo, dove l’affetto mai traspare dalle sue parole.

          1. giovi

            Signor Alessandro, lei è molto bravo con le parole e a rovesciare le frittate: spesso qui capitano fake, vista la sua notevole dimestichezza col web non dovrebbe scandalizzarsi, in fondo che lei viva o non viva a Torino non è documentato e nemmeno così importante, ma è lei che si è presentato in casa d’altri con la sua spocchia, non io, che sono una partecipante abituale.
            In ogni caso, mi conferma che lei non ha dimestichezza con la spesa e nemmeno di piccoli paesi, come il mio, che non hanno un mercato, ma solo piccoli o grandi supermercati , in cui stazionano ragazzi a turni fissi.
            E questo ragazzo che abbiamo cercato di aiutare ( che aiutiamo ancora ) importuna i passanti, non si può dire altrimenti, nonostante quelli con la puzza sotto il naso come lei, si sentono superiori ad aiutarli nelle ong ( forse), ma non ci hanno a che fare nella vita normale.
            Si sente tanto la sua distanza dai problemi di questi ragazzi, e dalla sofferenza di una mamma, quale io sono, che non si dà pace a vederli sfruttati.
            Mi dispiace, si nota solo un ego grande come un palazzo, anche se le sue povere argomentazioni, intellettualoidi e molto teoriche, mi hanno fatto capire come questi ragazzi si possano ridurre così, perché evidentemente non è l’unico a strumentalizzare i disagi altrui.
            Mi scusi, devo andare a preparare la cena, non ho tempo di incrociare ancora il fioretto del bel dire con gente tanto presa da se stessa come lei.

            1. giovi

              Un’ultima cosa, al volissimo: non si dovrebbe permettere di parlare di razzismo sul nulla. Lei è un grande maleducato , saccente, supponente e razzista dentro.

              1. giovi

                Ed è per colpa di saputelli (come lei che questi giovani muoiono in mare, anche per responsabilità di gente che , come lei, campa, politicamente, o anche economicamente, sulle loro disgrazie.
                Poi, lei dice che in questi ultimi 6 mesi in cui gli immigrati illegali sono diminuiti, dunque non fa che confermare che volendo si può metter fine alla tratta di questi schiavi moderni, che hanno fatto gola a molti in questi ultimi anni.
                Vengono illusi in patria che troveranno in Italia l’eldorado, come documentato in modo circostanziato anche sopra, e si ritrovano nei centri a contatto con volontari ( quelli che conosco io, hanno tutti cominciato come volontari, ora ci campano con stipendi dignitosi ) che ritengono dignitoso che passino il tempo a chiedere l’elemosina o prostituirsi.

  38. admin @CostanzaMBlog

    All’utente Pippi che continua a mandare commenti, anche molto critici, suggerirei di fornire una mail che non sia falsa, anche per dimostrare onestà intellettuale.

    1. Francesco Bua Corona

      Dato che mi si è chiesta una prova di onestà intellettuale, ho deciso di usare il mio nome vero (pippi è un soprannome che avevo da ragazzo). L’email non era volutamente falsa, forse avevo solo sbagliato a scriverla (o non so cosa, questa nuova email dovrebbe essere corretta).

      https://www.ilfoglio.it/politica/2018/07/22/news/la-strategia-di-salvini-sull-immigrazione-si-fonda-su-basi-deboli-ecco-cosa-potrebbe-andare-storto-206778/

      In questo articolo si legge:”Le morti sono aumentate. A giugno sono state 587 secondo l’Oim, il numero più alto da un anno a questa parte. A luglio 129, in tre naufragi differenti. Un numero che in un mese e mezzo ha già superato la metà dei decessi avvenuti da luglio 2017 fino all’insediamento del nuovo esecutivo, cioè da quando è stata intrapresa la nuova strategia di blocco delle partenze da parte di Minniti. Si tratta di 3,3 affogati al giorno con la strategia-Minniti, 16,2 con la strategia-Salvini. Se l’obiettivo era (anche) ridurre il valore assoluto degli annegati, è già seriamente compromesso.”

      Tutti i discorsi sul fatto che bisogna cercare di sfavorire l’immigrazione degli africani verso l’europa sono condivisibili, ma il problema della “strategia-salvini”, pur essendo una politica volta a sfavorire l’immigrazione (quindi in linea di principio buona), è che ha aumentato notevolmente i morti in mare.

      Ed è per questo motivo che non si può essere d’accordo con la politica di salvini

      1. admin @CostanzaMBlog

        il nickname non è un problema, può scegliere il nome che vuole è la mail che deve essere valida (e comunque rimane non pubblica).
        Saòuri

  39. Claudio D'Auria

    Ciao Costanza, grazie per l’articolo chiaro e ben scritto (come al solito). Solo una piccola critica aritmetica: è impossibile perdere il 600% di lettori, è impossibile aritmeticamente. Se passi da 1 milione di copie a zero, hai perso il 100% dei lettori (tutti). Perderne di più non si può.
    Un abbraccio. Claudio

  40. Pingback: NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI 30 LUGLIO 2018 - Detti e Scritti

  41. Cornelia Rimini

    A Costanza Miriano la sublime Serena Joy di Handmaid’s Tale (romanzo di M.Atwood e omonima serie televisiva) je spiccia casa!

  42. Marco Vibe

    Considerazioni chiare e realistiche, ma che poco hanno a che fare con l’articolo di Famiglia Cristina che evidentemente non è stato letto o è stato letto superficialmente. Le conclusioni che vengono tratte nell’articolo, infatti sono di un pressappochismo disarmante, per non parlare dell’evidente ma anche (correttamente) ben dichiarato pregiudizio nei confronti di Famiglia Cristiana. Peccato perché il resto dell’articolo risulterebbe anche apprezzabile.

    1. @Marco Vibe
      Io l’ho già scritto sopra: perché non commentate voi su quello che c’è nell’articolo di Famiglia Cristiana? Inizia tu: prendi le due critiche motivate a Salvini dentro l’articolo e spiegaci perché ritieni che siano fondate.

      1. giovi

        Si pretende che discutiamo su un articolo che nessuno ha letto e che si taccia di una copertina pessima di cui tutti parlano.

  43. Articolo prevedibile di una giornalista “cerchiobottiasta”. Nulla di nuovo. L’ho letto unicamente perché una persona mi ha inviato il link con un “qui la Miriano si è superata”. Ed allora, con molta buona volontà, ho letto il mallopposo articolo.
    Nulla di nuovo.
    Piuttosto mi preoccupa il nessun accenno (neppure fra i commenti) della vera e propria idolatria che sta nascendo in Italia. Come scrive l’ex giornalista del TG3, vicina all’Opus Dei, “cosa pensano Soros e Repubblica e l’Espresso della “carità” importa pochissimo”. Ed infatti è da cattolico che scrivo ai cattolici: possibile non ci si rende conto che sta nascendo una pericolosa fronda anti Papa Francesco (e, quel che è ancora peggiore, ANTICHIESA) ?
    Qualcuno si è letto le centinaia di tweet in perfetto stile anticlericale (“preti pedofili” ed altre ingiurie irripetibili: da bambino sono stato educato che le parolacce neppure si ripetono) che, inneggiando a Salvini, si ponevano ina una chiara posizione di sfida alla Chiesa?
    Io li ho letti. E sono preoccupato.
    E non solo per la situazione coniugale irregolare del leader leghista (non diversa da quella di Bossi e Berlusconi e Casini e Meloni) ma per cose prettamente politiche (la netta posizione in favore dei bordelli) e soprattutto per i pericolosi incontri con alcuni ecclesiastici, incluso un Porporato d’Oltreoceano) che chiaramente avversano il Vicario di Cristo.

    1. Rino

      Regina mundi….. o guardiano della rivoluzione?… O ispettore politico di sovietica memoria?
      Cerchiobottista rivolto a Costanza mi mancava….

    2. giovi

      Ma come si fa a discutere ad un livello così basso ? Pettegolezzi, insinuazioni, offese personali, niente di niente di niente che entri nel merito dell’articolo.
      In giro c’è un disagio pazzesco e molto preoccupante.

  44. io non mi fido di uno che lavora al sermig che parla di migranti.
    vede, a me che il fatto o il documento tal dei tali lo citi bat ye’or piuttosto che la pravda di largo fochetti o lotta comunista, importa poco. […] mi leggo i documenti. chiunque li citi.

    A beneficio di qualche lettore distratto, vorrei far presente che questo punto – sollevato anche da me ieri – è una questione fondamentale di metodo. Se uno ritiene di poter scaricare il contributo di una certa fonte per motivi pregiudiziali (in questo caso un’autrice ebrea e “sionista”, dunque di parte), allora tutti sono autorizzati a farlo. E il nostro Alessandro, essendosi presentato come di parte, si è quindi dato la zappa sui piedi. Ora io ritengo che non si sia reso conto della zappa che si stava dando sui piedi perché, come è stato anche evidenziato da giovi, la sua appartenenza a quell’organizzazione lo autorizza a ritenersi antropologicamente superiore. Questo è molto chiaro nel seguente passaggio:

    Chi non si preoccupa della gente che muore in mare, chi dice prima gli italiani non ha pietà per la povera gente: nasconde il suo RAZZISMO e la sua INDIFFERENZA con dei falsi buoni sentimenti del tipo “aiutiamoli a casa loro”. No, quello che ci interessa è che ci lascino in pace, muoiano pure, ma lontano dai nostri occhi e non vengano a infastidirci.

    Il giudizio è netto, bianco e nero: da una parte il Sermig e le altre ONG che vogliono che si accolga chiunque: in quanto filantropiche sono superiori e buone; dall’altro chiunque ponga dubbi di qualsiasi tipo è in malafede e lo fa solo per nascondere la sua indifferenza (per non dire di peggio) per quelli che “muoiono in mare” (argomento assolutamente farlocco, dal momento che i naufraghi vengono soccorsi esattamente come si faceva prima). Altro che “chi sono io per giudicare” (come al solito). Faccio sommessamente notare che la superiorità antropologica altro non è che la laicizzazione del comportamento del fariseo nel tempio che disprezza il pubblicano.

    Chiusa questa considerazione di metodo, c’è un altro punto da contestare. Alessandro ci dice che i profughi islamici da lui accuditi non hanno mai tentato di fare proselitismo. Gli credo sulla parola. Ma non sono sorpreso: mille e passa anni di storia ci dicono che gli islamici, quando sono una minoranza circoscritta, stanno tranquilli. Sono prudenti: non si lanciano in imprese per le quali non hanno i mezzi. Ma quando iniziano a raggiungere un certo punto, allora le condizioni cambiano e cambiano atteggiamento. Questo è stato ribadito anche da vari personaggi eminenti nella Chiesa, come il card. Burke (che suppongo non sia affidabile, perché tradizionalista):

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/lislam-pericolo-vogliono-sottometterci-armi-e-i-figli-1314051.html

    Fino a quando sono minoranza non possono insistere, ma quando diventano maggioranza devono applicare la sharia. Oggi ci sono enclave, interi quartieri, in Europa dove vige di fatto il regime musulmano».

    Casi concreti: Molenbeek, le banlieue, interi quartieri in Inghilterra (dove, grazie ad autorità compiacenti, le comunità islamiche si gestiscono con la sharia) e paesi della Scandinavia (in certi luoghi se provi ad organizzare un gay pride non trovi gente che protesta, denuncia o fa cerimonie di riparazione: ma gente che inizia subito a tirare sassate).

    Ci sono casi ancora più miserabili: profughi islamici che compiono atti di violenza su profughi cristiani (in questo caso si sentono già più forti e dunque non si trattengono), documentati da anni:

    https://www.tempi.it/inghilterra-francia-discriminano-i-cristiani-accoglienza-rifugiati

    Non si troverà nessun cristiano nei campi dell’Onu, perché sono stati attaccati e presi di mira dagli islamisti e cacciati da quei campi. Per questo cercano rifugio nelle case private, nelle chiese. […] Nei campi dell’Onu è diffusa la radicalizzazione e l’intimidazione. Così, la popolazione cristiana è stata costretta a fuggire dai campi

    E questo accade anche in Europa:

    http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/02/23/violenza-anti-cristiana-in-europa-un-record/

    Nell’ultimo anno in Germania si sono verificati quasi 100 attacchi catalogati come anti-cristiani (assalti a chiese o distruzioni vandaliche di simboli della cristianità); tra questi anche 14 casi di veri e propri crimini contro immigrati cristiani (sopratutto caldeo-iracheni e siriani) ad opera di profughi islamici.

    I dati sono stati pubblicati dalla BKA la Polizia Federale della Germania.

    L’episodio più grave, un omicidio a Prien in Baviera dove una donna afghana convertitasi al cristianesimo anni prima è stata assassinata a coltellate in strada davanti ai suoi due bambini, da un musulmano di 29 anni richiedente asilo. La ragione, secondo la corte che lo ha condannato all’ergastolo, era chiara: voleva punirla per aver cambiato fede. In molti paesi musulmani l’apostasia è considerato un reato punibile con la morte. […] La maggior parte degli attentati sventati dai Servizi tedeschi sono stati organizzati da richiedenti asilo.

    1. vale

      grazie giudici.
      spero sia piaciuta: la pravda di largo fochetti.

      ma siamo alle solite. poi si può e si deve criticare-a ragion veduta e non pregiudizialmente- il tal documento o l’altro. ( e per carità di patria ho omesso di citare i dati del ministero della giustizia sui reati e i carcerati extracomunitarii)
      ma almeno conoscerli.

  45. Alessandro

    Non condivido quanto affermato da Costanza. L’accoglienza ora – no- basta – grazie, seduti sopra il divano che ci ha donato la nostra opulenta società occidentale, quella si che la considererei cattocomunismo. Non vorrei che grazie al buon Salvini e demonizzando, a mio avviso, Famiglia Cristiana, ci pensassimo migliori di chi migra per necessità, convinti, noi, di essere migliori solo perchè nati in un paese ricco. Non ce lo siamo ne guadagnato ne meritato, di nascere in un paese ricco. Ci è stato dato poichè servissimo il porssimo, noi che possiamo. E ce ne verrà chiesto conto.
    Ultima nota, il Vescovo con l’autista che cerca posto non è da biasimare. Se guidasse lui come una scheggia per la città non avrebbe davvero modo di occuparsi di noi durante i numerosissimi, per chi li ha visti, spostamenti quotidiani.

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