Lettera aperta di padre Maurizio Botta a Mario Adinolfi

Riceviamo da padre Maurizio Botta

Caro Mario,

tu ormai un po’ mi conosci, sai che come sacerdote desidero al di sopra di tutto che le persone trovino Gesù e quando la loro coscienza non è rettamente formata esulto nel vedere che accettino di aprirsi e confrontarsi con il Catechismo e il Magistero della Chiesa. Questo mi accade ogni giorno ed è per me prezioso. Mi stanno a cuore tutte le anime e la fede in Gesù verrà sempre prima di ogni appartenenza politica. Per questo motivo ho sempre il timore che qualcuno possa, seppur per un lecito e doveroso ragionamento politico, rimanere scandalizzato.

Conosco bene i limiti che il mio essere sacerdote mi impone. Ma su questo punto ho assistito, in anni più o meno passati, a interventi pubblici di uomini di Chiesa così forti, da non riuscire a non sorridere per l’indignazione di alcuni davanti a un appello umile con cui 200 sacerdoti, religiosi e religiose hanno voluto sostenerti. Dice un proverbio: vino e sdegno rendono manifesto ogni disegno.

La mia è una lettera pubblica di un amico che incoraggia un amico. Anzi, che sente il bisogno di dire alcune verità mai dette sull’uomo Mario Adinolfi.

Non penso tu sia un santo, ma sicuramente molto migliore di tanti più magri e pettinati. Ho imparato a conoscere anche alcuni tuoi difetti di cui abbiamo parlato tante volte: un certo gusto romano da “bullo” per la polemica, per la scazzottata dialettica plateale, l’esagerazione di certe espressioni, l’utilizzo ogni tanto un po’ parziale di alcuni fatti che mi ha portato a ricordarti bonariamente che Machiavelli non sarà mai cristiano, ma, ed è un “ma” grande come una montagna, tutto quello che ho visto in te, mi sembra nel panorama politico che abbiamo subito in questi anni il gioco dei ragazzi che sparano palline di carta con la cerbottana. Preferisco te che alla Don Camillo, magari ogni tanto sbagliando, attacchi al muro verbalmente anche aggressivamente l’avversario, ma che credi in quello che dici, rispetto alla persona “perbene”, apparentemente mansueta, ma che viene a più riprese sorpresa a mentire pubblicamente e che nel segreto coltiva livore e invidia. La violenza dei pavidi che si avvicinano al forte e lo punzecchiano mille volte come zanzare per godersi poi lo spettacolo di vederlo scatenato io la detesto. Quanti piccoli uomini ci sono in giro. Quanta assenza di virilità.

Non mi stupisce quindi di come pochissimi si siano scandalizzati per la violenza brutale contro di te di questi anni. Penso alla molestia sessuale subita durante una presentazione pubblica a Novara. Penso alla violenza dei commenti contro di te ogni secondo su Internet con auguri di morte a te e ai tuoi cari solo per le tue idee. Davanti a questa violenza, questa sì dittatoriale, non ho mai visto scese in campo di Presidenti della Camera. Penso al recente episodio vergognoso a Sky. Se fosse successo con una donna, con una persona con tendenza omosessuale, con uno straniero ci sarebbero stati licenziamenti. Il mio senso di giustizia ribolle nel vedere che con te si possa dire tutto e umiliarti senza ritegno. Penso alle cose che tutti dimenticano e sulle quali anzi sorridono, solo perché sei tu, perché intanto tu sei Mario Adinolfi. Penso alla violenza di fotografarti per la strada anche quando eri per mano con la tua piccola bimba. Non avremmo tollerato una violenza così contro nessun’altro. La tua tenerezza come padre penso sia stata all’origine della fiducia reciproca inziale tra noi. Ti ho sentito urlare durissimo contro persone che pensavi stessero sbagliando o contro persone che consideravi sleali, mai contro una persona in difficoltà per un difetto fisico. Anche questo mi porta a stimarti.

Tu non mi hai mai usato quando per anni ho dovuto sentire la litania di tanti uomini perbene: “attento ad Adinolfi…”. Voglio circostanziare questa affermazione.

Hai sempre vissuto da cristiano con dignità la tua condizione di divorziato e risposato, partecipando alla Messa domenicale e facendo la comunione di desiderio al momento della comunione. Al termine della Messa avrei voluto tante volte farti un breve saluto, ma ti era già volatilizzato con agilità insospettabile.

Non mi hai nemmeno mai chiesto di poter far raccogliere le firme al termine di qualche incontro qui da noi per poterti presentare alle prossime elezioni del 4 Marzo. Quando qualcuno del Popolo della famiglia mi ha chiesto gentilmente di poterlo fare al termine di uno dei Cinque Passi, davanti al mio no motivato, nemmeno allora mi è arrivata una tua telefonata o un bonario rimprovero. Queste firme segno di serietà politica e di competenza sono state raccolte una per una, senza scoraggiarsi, mettendoci la faccia e senza aiuti. Non mi hai mai chiesto uno spazio per un solo incontro di approfondimento politico alla Chiesa Nuova.

Quando hai chiesto a Costanza Miriano, a Marco Scicchitano e a me di affiancarti nella presentazione del tuo libro O capiamo o moriamo del 14 Ottobre 2017, anche in quell’occasione, si può vedere nel video ufficiale, nemmeno un simbolo di partito sul tavolo per avere qualche foto utile per le elezioni.

Non mi hai nemmeno informato che alcuni confratelli stavano facendosi promotori di un appello perché sai che il campo della politica è scivoloso e hai troppo rispetto della missione sacerdotale per fare pressioni per sollecitare un aiuto come questo.

Come cittadino mi riservo una considerazione conclusiva. Mi sembra che incredibilmente le piazze dei Family Day  non siano state mai rappresentate. Mi sembra che ci siano stati e ci siano singoli uomini in alcuni partiti che sono rimasti coerenti umanamente e politicamente rispetto alle istanze di quelle piazze, e per essi anche se sconfitti, è doveroso avere rispetto, ma è evidente come non ci sia nessuno che abbia voluto incarnare in modo organico e diretto la sensibilità della folla del Circo Massimo del 2016 (Un milione? I numeri contano poco visto che nessun partito o sindacato avrebbe mai potuto riempirla così).

Continuerò a fare come ho sempre fatto. Nelle catechesi, nella Santa Messa a maggior ragione, non darò mai indicazioni di voto. Sarò sempre netto, però, a formare le coscienze secondo le indicazioni del Catechismo e della Dottrina Sociale della Chiesa. Continuerò a non dare nemmeno in privato indicazioni di voto. Inviterò a discernere e confrontare. Non posso dire “votate per” e non lo farò. Ma come pastore volevo dirti che benedico il tuo impegno e da amico ti dico: in bocca la lupo caro Mario.

Con affetto

Padre Maurizio Botta

126 pensieri su “Lettera aperta di padre Maurizio Botta a Mario Adinolfi

  1. Mi chiedo perché abbia voluto che fosse pubblicata in questo blog e non in un luogo letto da cattolici di ogni sorta: è un vero peccato che venga letta solo dai supporter di Costanza Miriano.

    1. admin @CostanzaMBlog

      La lettera può essere ripresa e ripubblicata da chiunque, però penso di poter dire che questo blog è un po’ più di una “fanzine”.

      1. Grazie.

        Non so se è di più, perché non la seguo da tempo, ma è assolutamente percepita come una fanzine: non potrebbe essere altrimenti con un dominio siffatto.

  2. Jacopo

    Mi sembra un endorsement che finge di non essere un endorsement. Fa una lunga sviolinata di una persona per poi concludere “non dico di votare per”. Capisco l’amicizia personale, ma allora sarebbe dovuta essere una lettera privata. Se si vogliono rendere pubblici questi concetti sarebbe stato molto più onesto dare un appoggio esplicito, senza troppe maschere, al partito di Adinolfi.
    Tutto questo senza entrare nel merito dell’opportunità di votare o meno questo partito.

    1. La penso proprio come lei…visto che Adinolfi proclama principi religiosi e visto che è così tanto osteggiato ,tu prete dovresti prendere con coraggio un dichiarato appoggio invece di trincerarsi in un vigliacco neutralismo ……non so che farmene dei complimenti che rimangono solo in teoria..vorrei più fatti e meno parole.

  3. Salve
    Condivido in toto il commento di Jacopo. Desideravo altresì – non so però se è troppo lungo per un blog – condividere l’intervento di Francesco Agnoli sulla sua pagina Facebook, che penso dia un’idea chiara della situazione:

    C’è una grande divisione nel mondo pro vita e famiglia, in Italia. Vorrei dire cosa penso, una volta per tutte e non tornarci più sopra:
    1) gli artefici dei Family day sono stati tanti, ma il più importante è stato Massimo Gandolfini (è stato lui il tramite con i neocatecumenali, cioè con la maggioranza delle persone in piazza). Alcuni dicono che abbia poi sbagliato alcune mosse: può darsi, ma è molto facile dirlo da fuori. Gandolfini ha subito pressioni ecclesiastiche e politiche inimmaginabili. Le ha subite lui e soltanto lui, perchè era lui il portavoce. Ha pagato di persona la persecuzione galantiniana e molto altro. E’ un uomo schivo, padre di 7 figli, non ama la notorietà, ma ha girato l’Italia come e più di altri, senza vantare alcuna medaglia al petto come fanno altri;
    2) non credo, nel 2017, ad un partito cattolico che va da solo: per me è un modo per ghettizzarci e rimanere totalmente irrilevanti; nella vita di tutti in giorni i cattolici vivono fianco a fianco con gli altri, non si cambia la società in altro modo che contaminandola, cioè convertendoci e convertendola;
    3) non credo ad un partito che nasce in quattro e quattr’otto con due soli leader che partono di scatto: c’è un errore di metodo che secondo me è un errore più profondo. Chi vuole costruire qualcosa per il bene comune, non ha quella fretta, nè quel protagonismo, coinvolge più persone sin dal principio ecc…
    4) non credo ad un partito che non si allea con nessuno, perchè va da solo: duro e puro, fino a quando? Se il PDf entra in parlamento deve allearsi con qualcuno, altrimenti non fa nulla. Del resto prima di fondare il PDF, i suoi leader erano in altri partiti o ne cercavano assiduamente la collaborazione. Eppure tutta la campagna odierna è incentrata sul presentare centro destra e centro sinistra come fossero, sui principi non negoziabili, la medesima cosa. Lo si fa con il sofisma di ripetere infinite volte alcuni nomi impresentabili, come se nei grandi partiti vi fossero mai stati solo e soltanto dei “presentabili”; poi magari, a voce, si fa come Gianfranco Amato, l’ala destra del partito, che ad autorevoli personaggi che gli chiedono: “Ma cosa potete fare da soli?”, risponde: “avremo una pattuglia di deputati necessari al centro destra per aver la maggioranza, da poter così condizionare” (ma davvero 15-20 deputati potrebbero condizionare il centro destra, se esso fosse la stessa cosa del centro sinistra?)
    5) non credo ad un partito che non ha possibilità alcuna di superare il 3 per cento: per me il voto utile ha un gran senso, perchè se butto via il mio voto, aiuto a vincere chi ha nel programma adozioni gay, eutanasia attiva, droga libera, legge Scalfarotto… Perchè se a Roma non voto Federico Iadiccicco (pro life da sempre, nonostante il tentativo di Adinolfi di screditarlo, perchè ama screditare gli altri -vedi Roccella, Quagliariello, Giovanardi, per accreditare se stesso), voto Emma Bonino…
    6) non mi basta un partito che dice di avere a cuore i principi non negoziabili, con un ottimo statuto, e che poi non li rispetta a partire dal suo leader, la cui vita personale non è per me autorevole. Se voto un partito “normale”, non esigo da tutti i suoi rappresentanti pieno rispetto dei miei valori e la coerenza. Lo faccio invece se quel partito si presenta come l’incarnazione di quei valori, se chiede l’appoggio di preti e suore, se tira in ballo, in più occasioni Dio stesso (starei anche più attento a “non nominare il nome di Dio invano”, perchè anche la Dc è partita cristiana ed è finita come sappiamo…; troppe volte ho letto i fondatori parlare del Pdf come una “ispirazione divina”, di cui addirittura esisterebbe un “Artefice”)
    7) non credo ad un leader che ogni istante attacca coloro che hanno cambiato casacca e che nella sua vita ne ha cambiate molteplici, militando nel Pd, dimostrando simpatia per i radicali, Veltroni, Gentiloni, Scalfarotto ecc. Chi ha un certo passato, personale e politico, dovrebbe mostrare un minimo di umiltà, più ancora degli altri. Dovrebbe averla ricordando anche che non è opportuno dare ogni giorno lezione a tanti che fanno certe battaglie da circa 15 anni prima di lui, e che spesso hanno pagato, in silenzio, nella carriera, nei tribunali..
    8) credo che il leader di un partito come il PDF dovrebbe smettere di alimentare una vera e propria mitologia su di sè: quella che lo presenta come il vero artefice dei Family day, o che lo dipinge come uno che ha lasciato carriera certa nel Pd renziano, per lottare a mani nude contro tutti. Ho già avuto modo di dirlo ad Adinolfi in un dialogo su facebook, dopo un suo ennesimo attacco, ingiusto, verso un ottimo deputato, che a suo dire vuole solo la poltrona mentre lui vi avrebbe rinunciato: “non è vero che hai lasciato il Pd, e cioè poltrona e carriera, come fai spesso credere, per il Pdf o in generale per i valori. Hai lasciato il Pd a fine 2012, per schierarti con Mario Monti, che tra il resto sembrava vincente. Ed io ho il diritto di fidarmi molto poco di chi è stato con Veltroni, Renzi, Monti ecc, ed ora pontifica sulla vita politica di altre persone del tutto degne, screditandole”. Renzi e Monti sono per me il peggio, in politica, che si possa immaginare…

    9) concludo con un ultimo pensiero: non condivido quasi mai il modo con cui alcuni leader del PDF portano avanti la battaglia, soprattutto in tv. Quel modo è per me urticante, aggressivo, fastidioso. A me piacerebbe un leader forse più scaltro politicamente di Gandolfini (ma l’acutezza politica andrebbe poi a scapito dell’onestà?) ma con la sua competenza, la sua calma, la sua fermezza, il suo rispetto dell’avversario. La sua vita a parlare per lui.
    Chi urla e sbraita in tv, sempre a favore di telecamere, senza neppure guardare in faccia il suo avversario, mi sembra faccia il gioco di chi vuole presentare certe posizioni morali come illegittime, violente, soprassate.
    In passato ho espresso alcune di queste critiche, e Adinolfi mi ha risposto malignando su miei presunti interessi indicibili (che lui conosce, ha scritto, ma non vuole dire): è troppo spesso il suo metodo.
    Per conto mio so di poter sbagliare, ma so anche che di interessi indicibili non ce ne sono. E so anche che è una materia OPINABILe, su cui non mi sarei espresso se non avessi letto troppe dichiarazioni dogmatiche in materia. Detto questo, ricordato che STIMO molti militanti del PDF per il loro impegno e il loro coraggio, aggiungo che non interverrò più sull’argomento… almeno sino al 4 marzo. Neppure rispondendo a questo post, cui spero si possa rispondere anche dissentendo, ma senza il fanatismo che ho visto tante volte in questi mesi.

    1. PaulBratter

      Premesso che non ho ancora deciso se votare Pdf (anzi probabilmente non lo farò semplicemente perché sui temi economici e di politica estera ho una visione del tutto diversa da Mario), riguardo questa analisi di Agnoli mi sento di fare e di farmi qualche domanda:
      se è vero che il più rappresentativo di quello che fu il comitato è Gandolfini (ma ho i miei dubbi è stato in realtà Kiko Arguello anche se non era nel comitato), perché non si presenta Gandolfini e, eventualmente, come capolista? Credo che le piazze dei Family Day valgono almeno un Gandolfini capolista, o invece valgono un (uno) qualsiasi membro del comitato al quarto posto in un collegio della Brianza?
      Personalmente ritengo che questa triste faida si sarebbe potuto evitare se il comitato finito il mandato di organizzare i FD 2015 e 2016, a legge Cirinnà ormai approvata, si fosse sciolto (infatti Costanza diede le dimissioni subito dopo https://costanzamiriano.com/2016/03/19/una-decisione-importante/ ), anche perché non si è mai capito qual era e qual è il suo scopo (se era tenere in caldo un posto di quarta fila con la Lega è indecente).

    2. @Lacapanna
      Grazie per aver riportato lo scritto di Agnoli (io non seguo fb, twitter, ecc.) Praticamente è ciò che penso anch’io.
      E al momento non ho proprio idea di chi votare… 😶

      Colgo l’occasione per riprendere una frase di Agnoli, togliendola dal suo contesto di ragionamento politico ed inviandola all’utente Bariom (visto che ormai “litighiamo” annosamente) perché tale affermazione di Agnoli esprime efficacemente anche la mia posizione –
      solo in altro ambito (che Bariom conosce). Anch’io di frequente, e dolorosamente, mi trovo ad essere giudicata così:

      “mi ha risposto malignando su miei presunti interessi indicibili (che lui conosce, ha scritto, ma non vuole dire): è troppo spesso il suo metodo.
      Per conto mio so di poter sbagliare, ma so anche che di interessi indicibili non ce ne sono. (…) Detto questo, ricordato che STIMO molti militanti del (…)

      Shalom

      1. Ripeto…

        Ti sarei grato se la smettessi di citarmi anche a sproposito… (e con il solo fine di ribadire le tue personali convinzioni considerazioni).

        Di ciò che sono (eventualmente) convinto io se poi sicuramente convinta tu, ma non è affatto detto ciò corrisponda alla realtà.

        Anche perché in modo pedante e ineducato, anche per chi legge ti rifai a conversazioni (in gran parte private), di cui chi legge appunto non sa nulla.

        Trovo la tua condotta non abbia aggettivi adatti per essere definita
        (e adesso parti pure con il piagnisteo vittimistico).

        1. Ripeto anch’io il mio messaggio:

          Ok, ricevuto Bariom.
          Comunque la mia mano rimane sempre tesa e disponibile.
          Prima di chiudere definitivamente ti ricordo che io avevo GIÀ chiuso definitivamente diversi mesi fa, e poi TU hai preso un’iniziativa verso di me (sul mio blog). Pensavo fosse un segnale (o segno) di una certa riapertura di dialogo.
          Non lo era. Ok.
          Mi scuso anche con Costanza, con Admin e con gli altri utenti per queste conversazioni “private” tra me e Bariom.

          (comunque è normale che nei blog si instaurino a volte tra utenti dei botta-risposta più specifici su questioni particolari. “Particolari” si fa per dire, in quanto esprimono sempre – almeno per quanto mi riguarda – delle problematicità all’interno della nostra Chiesa … e quindi esprimono, per quanto mi riguarda, l’impegno cristiano di fare il possibile per portare il nostro contributo alla soluzione. Poi tutto è in mano a Lui).

    3. gli artefici dei Family day sono stati tanti, ma il più importante è stato Massimo Gandolfini (è stato lui il tramite con i neocatecumenali, cioè con la maggioranza delle persone in piazza).

      Dal punto di vista della piazza di quel giorno (cui appartenevo), probabilmente sì.
      Ma sfido io Agnoli a chiedere all’uomo della strada chi sia Gandolfini e chi sia Adinolfi…

      Alcuni dicono che abbia poi sbagliato alcune mosse: può darsi, ma è molto facile dirlo da fuori. Gandolfini ha subito pressioni ecclesiastiche e politiche inimmaginabili. Le ha subite lui e soltanto lui, perchè era lui il portavoce. Ha pagato di persona la persecuzione galantiniana e molto altro.

      Curioso che si voglia “contaminare” gli altri partiti (con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: Unioni Incivili, divorzio breve, eutanasia di Stato chiamata Biotestamento et cetera… ma non ci si faccia problemi a parlare di “persecuzione” riferendosi al Segretario della CEI. La fedeltà alla Chiesa è secondaria rispetto all’amicizia con chi è fuori dalla Chiesa ci è palesemente ostile?

      2) non credo, nel 2017, ad un partito cattolico che va da solo: per me è un modo per ghettizzarci e rimanere totalmente irrilevanti

      Davvero si pensa che integrandosi in un partito che ha messo tra le proprie fila l’Avv. Bongiorno si possa diventare rilevanti? E ricordo che uno dei più stretti collaboratori di Gandolfini, Simone Pillon, è proprio candidato con la Lega…

      nella vita di tutti in giorni i cattolici vivono fianco a fianco con gli altri, non si cambia la società in altro modo che contaminandola, cioè convertendoci e convertendola

      Si pensa davvero di convertirla consentendo di essere inseriti come contentino come ultimi della lista nella Lega?!

      3) non credo ad un partito che nasce in quattro e quattr’otto con due soli leader che partono di scatto: c’è un errore di metodo che secondo me è un errore più profondo.

      Concordo, per questo spererei che Agnoli collaborasse, anziché tentare goffamente di “contaminare” chi si dichiara già cattolico, ma cattolico non è.

      Chi vuole costruire qualcosa per il bene comune, non ha quella fretta, né quel protagonismo, coinvolge più persone sin dal principio ecc…

      Non si può certo dire che Adinolfi e Amato abbiano negato il coinvolgimento degli altri membri organizzatori del Family Day.
      Bisogna poi intendersi su cosa sia “fretta”: attendere il miraggio di venire ascoltati in uno dei partiti esistenti quanti anni prima di dire che è un proposito fallimentare?

      Naturalmente neanch’io amo certi proclami di Adinolfi, né il suo protagonismo. Né amo il fatto che sua figlia sia candidata alle Regionali laziali, né amo il candidato scelto per le Regionali laziali. Ma lo ritengo senza alcun dubbio l’unico degno di un voto che non mi faccia venire scrupoli di coscienza di sorta.

      Se il PDf entra in parlamento deve allearsi con qualcuno, altrimenti non fa nulla.

      È ben diverso mediare forti della presenza di 15-20 parlamentari di altro partito, piuttosto che con un paio di parlamentari dentro un partito che ti considera uno strano fenomeno da baraccone. Il peso politico è nettamente superiore.

      Eppure tutta la campagna odierna è incentrata sul presentare centro destra e centro sinistra come fossero, sui principi non negoziabili, la medesima cosa.

      È forse falso? In cosa consisterebbe la differenza tra un male e un minor male? Non portano forse entrambi all’Inferno?

      poi magari, a voce, si fa come Gianfranco Amato, l’ala destra del partito, che ad autorevoli personaggi che gli chiedono: “Ma cosa potete fare da soli?”, risponde: “avremo una pattuglia di deputati necessari al centro destra per aver la maggioranza, da poter così condizionare” (ma davvero 15-20 deputati potrebbero condizionare il centro destra, se esso fosse la stessa cosa del centro sinistra?)

      Assolutamente sì, se l’esito del voto sarà come molti prevedono…

      5) non credo ad un partito che non ha possibilità alcuna di superare il 3 per cento: per me il voto utile ha un gran senso, perchè se butto via il mio voto, aiuto a vincere chi ha nel programma adozioni gay, eutanasia attiva, droga libera, legge Scalfarotto…

      Sveglia! Le adozioni gay sono già un fatto, grazie alla Cirinnà e a giudici imbarazzanti.
      L’eutanasia attiva è già un fatto grazie al Biotestamento (un giudice può decidere la tua morte nonostante il parere contrario dei tuoi cari)… Legge Scalfarotto e droga libera non sono mai state seriamente osteggiate dal Centro Destra, così come non lo sono state neppure le Unioni Incivili e le altre leggi immonde di questa Legislatura.

      Perchè se a Roma non voto Federico Iadiccicco (pro life da sempre, nonostante il tentativo di Adinolfi di screditarlo, perchè ama screditare gli altri -vedi Roccella, Quagliariello, Giovanardi, per accreditare se stesso), voto Emma Bonino…

      Come si può da cattolici votare Fratelli d’Italia? Come si può? 😦

      6) non mi basta un partito che dice di avere a cuore i principi non negoziabili, con un ottimo statuto, e che poi non li rispetta a partire dal suo leader, la cui vita personale non è per me autorevole. Se voto un partito “normale”, non esigo da tutti i suoi rappresentanti pieno rispetto dei miei valori e la coerenza. Lo faccio invece se quel partito si presenta come l’incarnazione di quei valori

      Agnoli evidentemente è in grado di leggere il cuore di Mario e conoscere il suo foro interno. Sapere perché non richiede una dichiarazione di nullità del suo matrimonio… Forse dovrebbe rileggere il caro Papa emerito, rileggere le pagine in cui parlò dei casi in cui non è umanamente possibile arrivare ad una dichiarazione di nullità, nonostante in foro interno essi non siano mai stati marito e moglie.

      non è opportuno dare ogni giorno lezione a tanti che fanno certe battaglie da circa 15 anni prima di lui, e che spesso hanno pagato, in silenzio, nella carriera, nei tribunali…

      Pensare che il Buon Ladrone è l’unico che siamo certi si sia salvato… Agnoli dovrebbe ricordarlo.

      “non è vero che hai lasciato il Pd, e cioè poltrona e carriera, come fai spesso credere, per il Pdf o in generale per i valori. Hai lasciato il Pd a fine 2012, per schierarti con Mario Monti, che tra il resto sembrava vincente”.

      Monti vincente?!? Qui Agnoli diviene persino surreale…

      Neppure rispondendo a questo post, cui spero si possa rispondere anche dissentendo, ma senza il fanatismo che ho visto tante volte in questi mesi.

      Se Adinolfi ha esagerato nei confronti di Agnoli, non mi sembra che Agnoli si sia sottratto al dileggio… 😦

  4. @jacopo e @lacapannadellozioblog mi pare padre Maurizio Botta spieghi molto bene il perché non appoggia pubblicamente, non si fa sostenitore, non invita a votare questo o quello e personalmente é scelta che apprezzo e condivido nelle sue motivazioni profonde. Voi potete non condividerle o semplicemente non comprenderle, ma non tacciarle di ipocrisia o scelta di comodo o disonestà intellettuale.

    1. Jacopo

      @Bariom. Ti ripeto che non voglio entrare nel merito della discussione pro o contro il PDF. Ma non mi sembra assolutamente una lettera che “non appoggia pubblicamente”. E’ esattamente quello: un sostegno pubblico (perché pubblicato qui e non inviato privatamente) e personale (perché parla molto di Mario Adinolfi, degli attacchi che ha ricevuto, del suo modo di fare politica, della sua dialettica, dell’opportunità di trovare una rappresentanza politica al popolo del family day, etc etc etc). Trovo veramente fastidioso quel volersi nascondere dietro al “… non do indicazioni di voto…”. Non mi sembra onesto da parte di un uomo sempre franco e diretto come Botta

      1. E io NON sono entrato nel merito pro o contro PDF.

        Quanto alle tue considerazioni, le hai semplicemente ribadite e io ribadisco per contro le mie trovando io fastidiose le tue.

        Stiamo come prima ( liberi e …belli 😛 )

      2. Certo che è una difesa pubblica, Jacopo: ma una difesa della persona e una espressione di stima. Non è campagna elettorale, ma il desiderio di difendere un amico spesso al centro di polemiche feroci (non del tutto incolpevolmente: lo dice anche padre Maurizio che è un suo difetto). Non so, sarà che trovo la politica molto meno interessante dell’umanità, io non la leggo così questa lettera.

        1. @Costanza. È lo stesso per me: è già tanto che sono informata delle elezioni… perché quando odo il termine “politica” cambio canale o pagina (sbagliando, lo so).

          Però devo dire che l’effetto della lettera su di me è stato lo stesso riportato da Jacopo: un ‘endorsement che finge di non essere un endorsement’.
          Lo dico come fan di Padre Maurizio, una fan che non solo compra i suoi libri (+Lonardo) ma che scrive recensioni entusiaste online (se leggete una recensione di “francesca” quella sono io), e che se li porta in giro e che trova scuse per propinarli, ops, proporli a tutti, ovunque. Ecco giusto per spiegare da che parte sto. Ma lo stesso ho ricevuto quell’impressione / impatto dal suo scritto.

          Può essere che non fosse nelle sue intenzioni ma alla fine credo che risulti così alla maggioranza di chi lo legge… D’altronde si dice che nella comunicazione si deve considerare come “messaggio” quello che giunge al destinatario e non propriamente quello delle intenzioni del mittente. In teoria le due cose dovrebbero coincidere. In pratica spesso tutti noi compiamo qualche errorino e il messaggio finale risulta un po’ diverso.
          (solitamente non a causa delle parole ma del contesto).

          Ma questa cosa non è che sia tanto grave. Se si apre bocca sulla politica (o su un personaggio politico) è inevitabile venire incasellati da qualche parte.
          (a me capita coi movimenti religiosi quindi capisco il problema. Ad esempio Bariom è convinto che io sia “contro il suo gruppo” per partito preso o per pregiudizio o altro che non so).

          1. Ti sarei grato se la smettessi di citarmi anche a sproposito… (e con il solo fine di ribadire le tue personali convinzioni considerazioni).

            Di ciò che sono (eventualmente) convinto io se poi sicuramente convinta tu, ma non è affatto detto ciò corrisponda alla realtà.

            1. Ok, ricevuto Bariom.
              Comunque la mia mano rimane sempre tesa e disponibile.
              Prima di chiudere definitivamente ti ricordo che io avevo GIÀ chiuso definitivamente diversi mesi fa, e poi TU hai preso un’iniziativa verso di me (sul mio blog). Pensavo fosse un segnale (o segno) di una certa riapertura di dialogo.
              Non lo era. Ok.
              Mi scuso anche con Costanza, con Admin e con gli altri utenti per queste conversazioni “private” tra me e Bariom.

              1. Avevi inteso bene, ma da subito hai persino dubitato ti avessi riconosciuta e la tua ultima parola rispetto il tuo blog, mi chiedeva in sostanza: “cosa vai cercando?”

                Se quella era una mano tesa…

                P.S. non sono ancora affetto da Alzheimer e quindi non necessito di aiuto nel “ricordare”.
                Il tuo “ti ricordo” – di nuovo – ha il solo scopo di sottolineare pubblicamente, cose che pubbliche non erano, ma questo è il tuo stile.
                😉

                1. @Bariom. Sono sempre state cose pubbliche perché si sono svolte su blog pubblici e perché il mio blog è pubblico (ed è pubblicamente che mi hai contattata, visto che avevi pure la mia mail privata in alternativa).

                  La tua continua accusa che io metta ” in pubblico cose private” è molto offensiva, e già te l’ho detto altre volte. Certo, si tratta di una specie di conversazione “privata – esclusiva” tra me e te agli occhi di altri utenti, e di questo ci scusiamo. Ma NON si tratta di “cose private” nel senso che io sveli segreti privati!!!
                  E se la smetti TU con queste accuse mi fai un grande favore.

                  Riguardo il tuo contattarmi per “parlare d’altro” (salvo poi darmi ripetutamente della fasulla in mala fede) , e un parlare d’altro volendo cacciare la polvere sotto il tappeto: no, non m’interessa , hai ragione. Il bene è seguire Cristo e la Sua Chiesa. Non fare finta di niente e avallare qualsiasi cosa “in nome del dialogo”.

                  Se tu ritieni che io mi sia impegnata (tra tutti i miei impegni) in attacchi personali e/o gruppali, fatti tuoi.
                  Solo, fai un favore: smetti TU di rigirare frittate.

                  Il mio “ti ricordo” ti ricordava pubblicamente cose già pubbliche, oltre a ricordarti (anche) che Gesù e la Chiesa NON sono cose private.

                  Altro “ricordino”? Ai tempi, anni fa, NON ho chiesto io contatti privati con te
                  ma hai chiesto TU la mia mail privata ad un comune amico dopo che avevi letto un mio accenno che ‘sembrava’ rivolto al ‘tuo gruppo’ in un blog pubblico.
                  Ora, per quanto mi riguarda, certe cose sono PUBBLICHE perché riguardano la Chiesa. E di certo io non ho MAI scritto IN PUBBLICO dei tuoi fatti personali-privati!! Quindi se la smetti con questa tua INFAMANTE velata accusa , magari è meglio.

                  Ciao.

                  P.s. infatti, dopo tutte le tue rinnovate accuse, ti chiesi di nuovo: ” ma tu che vai cercando?”. Mia domanda sincera alla quale non rispondesti.

                  1. @Francesca
                    Nota di metodo. Dai miei scambi ormai anche datati con Bariom si evince che non ho preclusioni nei suoi confronti, gli do’ torto anche pesantemente quando penso che abbia torto, e lo sostengo pienamente quando penso che abbia ragione. Dai nostri scambi recenti, vedi che tengo lo stesso atteggiamento con te. Quindi non ho preferenze né per l’uno ne per l’altro.

                    Ora, a proposito vostri ripetuti scambi delle ultime ore: non so se sono cose pubbliche o private, ma io posso dirti che – absit iniuria verbis – non ci sto capendo un cacchio; peggio ancora, non sto capendo se è roba che dovrebbe interessarmi o no. Penso di non essere l’unico. Quindi, ne trarrei la deduzione che il contributo di questi scambi è scarso.

                    1. Concordo Fabrizio. Grazie del contributo.
                      Sono consapevole che “non si capisce un cacchio”.

                      Mi limito consapevolmente al non far capire un cacchio perché quando l’ho fatto capire sono stata censurata a destra e a manca.
                      (Eventualmente chi ha seguito il discorso Eucaristia capirà vagamente qualcosa. Forse sì, forse no. In pratica si tratta di una coerenza, o incoerenza, esistente, o non esistente, all’interno della Chiesa. In altre parole, in generale: dobbiamo sempre seguire la retta dottrina della Chiesa oppure ci sono eccezioni? Secondo me NON ci sono eccezioni per un cattolico. Se ci sono: eccoci all’attuale situazione spirituale, sociale, politica, ecc. ).

                      Ma sono io che adesso preferisco chiuderla qui. Ci medito in silenzio e traggo le mie conclusioni.
                      Grazie.

        2. «sarà che trovo la politica molto meno interessante dell’umanità»

          Secondo me sbagli, perché la politica è espressione piena di umanità. L’inflazionata (e deformata) frase del beato Paolo VI a ricordarlo.

  5. vale

    Penso che lacapannadellozio…. meriti una risposta di Adinolfi.

    quanto al resto faccio notare che siccome prima o poi da qualche parte tocca iniziare,ben sia venuta la nascita del pdf. e che anche la lega,ai tempi, iniziò con numeri da prefisso telefonico.

    Penso che,al contrario, la nascita di un movimento o partito che si richiami esplicitamente ai valori cristiani sia necessaria,vista l’irrilevanza dei così detti cattolici,per non parlare di quelli”adulti” che di cristiano e tantomeno cattolico han fatto nulla nei varii partiti o movimenti nei quali si sono intruppati o sono stati cooptati come foglia di fico.

    oltretutto noto come tutti coloro che hanno guardato con sufficienza al pdf preferendo un tipo di movimentismo o di influenza esercitata in altro modo non hanno alcun risultato da portare. e basti guardare alle ultime leggi su vita e testamento biologico et similia.

    come diceva qualcun altro: che fare? finite tutte le altre opzioni , l’unico mezzo pratico-per agire nella politica- era un partito.

    1. Sordello

      @Vale Di cristiano ha veramente ben poco il PdF. Una patina di facciata…ma la realtà è sotto gli occhi di tutti.

      1. Karmell

        La realtà è che è l’unico partito che dichiaratamente si ispira alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica: nessun altro partito lo fa (e nessun altro partito lo fa perché farlo vuol dire perdere voti: un Paese senza aborto, senza divorzio, senza prostituzione, senza unioni civili e eutanasia non lo vogliono neanche la maggior parte dei battezzati..).

        1. @Karmell: esattamente, Karmell.

          La mentalità omicida, edonista, relativistica e via discorrendo propalata dai vari Radicali/comunisti nostrani ha ormai contagiato buona parte di noi battezzati, per questo tanti cattolici non trovano nulla di male nel votare partiti che propongono leggi immorali e immonde, Agnoli incluso 😦

        2. Sordello

          Se per definirsi cattolico, basta che un partito faccia copia&incolla della DSC e ripeta versetti biblici, siamo messi male. Questo partito è nato non su una volontà di costruire comune e le divisioni di cui è stato portatore, ben prima dell’annuncio della nascita del partito della famiglia, ne sono una prova evidente.

      2. vale

        non so quale sia la facciata alla quale ti riferisci, ma alcuni punti sono irrinunciabili.mi par di capire. se poi sia “fuffa” o recitazione, lo si vedrà.
        quelli che ho conosciuto non mi pare stiano recitando una parte.

        aggiungo che se si va a leggere i discorsi politici di Sturzo anch’egli aveva ben presente che la politica, come han detto altri, è sangue e merda. illludersi di -spero poche volte-non trascendere verbalmente o fare scelte e valutazioni sbagliate fa parte della faccenda.

        e siccome di alternative non mi pare ce ne siano tante – e comunque non in tutti i collegi – questo mettere le mani avanti sul fatto che non siano quel che dicono di essere e rappresentare lo trovo prematuro se non ingeneroso.

        anche io- come Bratter sopra- non condivido alcune scelte economiche e di politica estera. e ne ho tratto personalmente le conseguenze.
        staremo a vedere.

        e la chiudo con la politica. seguendo il saggio consiglio della sciùra Miriano: vado ad interessarmi di cose serie ( per lei il colore dello smalto.) ho sentito dire che producono palline da golf al grafene…. 🙂

        1. Sordello

          La facciata alla quale mi riferisco è ciò su cui maggiormente punta Mario, l’apparire. Per questo necessità di ripetere ogni 3×2 che cristiani come lui non se ne trovano al mondo, per questo necessità di attaccare tutti, per poi fare la vittima appena riceve una critica, per questo racconta sempre e solo una parte della versione dei fatti…e potrei continuare.

  6. Corrado

    Bellissima lettera, sincera e anche commovente. La nascita del Pdf segna l’inizio di una nuova forma di fare politica.

  7. Condivido il commento di Bariom, così come mi è piaciuto l’intervento di Padre Botta.

    Senza voler entrare (almeno per ora, vedrò che piega prende la discussione) nella questione PdF vs CNDF (dico solo che personalmente sono tra quanti sono presi nel dubbio su cosa fare, perché ognuno dei due approcci ha chiari vantaggi e svantaggi), faccio presente che il commento di Padre Botta prende origine dalla l’indignazione di alcuni ecc…; non so chi siano, in quanto non ho letto niente di esplicito (né ora voglio rovinarmi la settimana sin dall’inizio andandolo a cercare), ma mi immagino perfettamente cosa ci sia scritto (poi magari dopo vi dico perché la mia è un po’ più dell’immaginazione). E mi immagino che abbiano da ridire sia per gli appelli di voto al PdF che ai partiti sostenuti dal CNDF, mentre non abbiano niente da dire sugli inviti evidenti della gerarchia a votare per gli invotabili (PD in testa).

    Dunque, almeno in questa circostanza, direi che stiamo tutti sulla stessa barca.

  8. Giulia Mirto

    Ma non sono riuscita a capire dove si presenta Adinolfi. E con quale partito si “apparenta” il suo…

  9. Sordello

    Spiace che P. Maurizio si sia esposto così tanto a favore del PdF. Che ognuno scelga chi sostenere, rimane un giusto diritto di tutti, ma gli uomini di Chiesa non dovrebbero mai (tranne in casi eccezionali e non è certo questo) esporsi così esplicitamente riguardo ad un partito. Con questo gesto, anche se sicuramente involontario, i muri si alzano ancora di più e l’amarezza aumenta.

  10. Sine sole....

    Condivido quello che ha detto sulla bq Agnoli!!!!! Avevo fatto anche io la stessa analisi con tutti i se ed i ma del caso . Quest’anno poter tanti motivi non si può sbagliare !
    Sono molto perplessa… ma penso di scegliere così perché dopo che ho visto come si è finito con DAT…. penso che sia meglio rischiare con gli altri.
    Per pdf penso che se non si apparenta con qualcuno di questi partiti è inutile…. Non si può perdere nemmeno un voto !

  11. Poiché mi stanno dicendo che la presenza della lettera di padre Maurizio sul mio blog è un endorsement, vorrei precisare che se avessi voluto prendere parte l’avrei presa apertamente. A me sembra una lettera di un amico che dice alcune cose positive e altre negative di un amico. Non dice: se siete cattolici votate Pdf. Non dice neanche “voto Pdf” (e so che non lo dice proprio a nessuno, neanche ai suoi, a quelli dell’Oratorio). Mi sembra che dica però che c’è del buono in quella avventura. E non che sia l’unica valida.
    Io non litigherei mai per la politica, lo farei per la visione dell’uomo, per questioni di fondo, sulle quali noi di quel popolo siamo tutti d’accordo.
    Al massimo si può litigare sul colore dello smalto. Cose più serie, insomma.

    1. @ Costanza Miriano….Concordo ..grazie e buona giornata…..pace e bene…

      PS ammonire va sempre bene …..litigare no…..perché siamo tutti diversi del’uno e del altro…ci vuole sempre discernimento che non sempre è subito, il tempo lavora per tutti……Ciao Costanza….

    2. Sordello

      Le parole di P. Maurizio sono fin troppo chiare. Non entro nel campo del rapporto personale (ci mancherebbe altro), ma se avesse voluto sostenerlo senza destare questi sospetti, non avrebbe scelto questa modalità. Non dico che l’abbia scelta per dire di votare Mario, ma questa presa di posizione – con giudizi espliciti per nulla velati indirizzati ad altri, lo fa quantomeno pensare. Anche P. Maurizio sbaglia e spero che le reazioni avute da molti lo facciano riflettere.

  12. Visto che la piega è stata presa, allora dico la mia.

    Siccome sto per fare una critica alla partigianeria deprivata delle richieste virtù cristiane, in questo caso in primis una buona dose di oggettività e razionalità, completo lo scenario personale, per dimostrare che io non parteggio per nessuna delle sue parti.

    Il mio desiderio (non impossibile, ma certamente improbabile) vedrebbe questo esito elettorale: Salvini premier e PdF che supera la soglia di sbarramento. Come comportarmi in modo coerente con questo desiderio, non lo so ancora, o perlomeno ho grandi margini di dubbio. Alle ultime comunali genovesi me la sono cavata con il voto disgiunto; ora sto cercando di capire se ha senso votare Lega all’uninominale e PdF al proporzionale. La decisione la prenderò comunque all’ultimo momento, cercando di valutare la situazione che si presenterà sui probabili rapporti di forza.

    Sempre per trasparenza, vi dico che negli ultimi mesi ho avuto modo di conoscere molte persone impegnate politicamente in entrambi i campi (CNDF e PdF); ho partecipato a qualche meeting del PdF e ho dedicato un’ora di volontariato alla raccolta di firme. Non avrei problemi a fare volontariato per il CNDF se se ne presentasse l’opportunità.

    Detto questo, la questione per me si riassume semplicemente nei semplici punti:

    * il PdF potrebbe essere più affidabile, proprio perché è partito cattolico e non apparentato, ma rischia grosso di far disperdere il voto;
    * l’approccio CNDF è molto più probabilmente efficace, ma può ambire ad obiettivi molto limitati perché puoi avere quante firme di “fedeltà” vuoi, ma sappiamo bene che alla fine vincono le direttive di partito.

    Se la questione è semplice, la soluzione è complessa, in realtà non penso che nessuno abbia basi razionali per provare che la propria scelta è superiore all’altra. Dunque, la “contrapposizione” è inevitabile; la “faida” si potrebbe evitare con atteggiamenti personali responsabili. Ad esempio eviterei accuse generiche al PdF di non essere sufficientemente in linea con la dottrina, visto che Lega e FdI sono evidentemente peggio; così come, dall’altra parte, non sottovaluterei il concreto rischio di non sfondare la barriera del 3%.

    1. Scusa Fabrizio, domanda da ignorante: dov’è che quel partito non sarebbe “in linea con la dottrina”? Sempre per la questione dell’ “irregolarità” matrimoniale di Adinolfi? ( che poi non è irregolare in quanto si comporta come ordina la Chiesa, mi pare).

      1. Anche le questioni personali sono spesso sollevate (come se le posizioni matrimoniali di Salvini e Meloni fossero regolari). Ma lasciando perdere quel fronte, vedi p.es. qua sopra il commento di Sordello e la risposta di Karmell. Ovviamente, non va chiesto a me dove il partito sarebbe incoerente con la dottrina: bisognerebbe chiedere a chi lo contesta su quel fronte (la risposta con
        i puntini sulle i, poi, è quella di Karmell).

    2. Alessandro

      @Fabrizio

      Scrivi: “Alle ultime comunali genovesi me la sono cavata con il voto disgiunto; ora sto cercando di capire se ha senso votare Lega all’uninominale e PdF al proporzionale.”

      Se non mi sbaglio, non è possibile votare Lega all’uninominale e PdF al proporzionale (mentre è possibile votare, ad es., Lega alla Camera e PdF al Senato).

      Infatti, ogni elettore avrà una sola scheda per ogni ramo del parlamento, con la quale si esprime il voto sia per l’uninominale sia per il proporzionale.
      Quindi, se voti PdF al proporzionale (cioè, se apponi la croce sul simbolo del PdF) automaticamente il tuo voto va anche al candidato Pdf all’uninominale, visto che il Pdf non è in coalizione con la Lega e quindi il voto al Pdf non può trasferirsi automaticamente a un ipotetico candidato leghista all’uninominale.
      Correggetemi se sbaglio.

      “Su ognuna delle due schede possono essere apposte al massimo due X: una per il candidato all’uninominale, l’altra sul simbolo del partito prescelto per il proporzionale.
      Non è ammesso il voto disgiunto (uninominale di un partito e proporzionale di un altro partito / coalizione) e non sono possibili le preferenze (i nomi accanto ai simboli dei partiti nella parte proporzionale sono inseriti solo per dare un’informazione in più agli elettori).
      Se si barra solo sul simbolo del partito, il voto si estende al candidato per l’uninominale appoggiato dal partito prescelto.
      Le schede, per i maggiori di venticinque anni, sono due: una per la camera e una per il senato.”

      https://www.studiocataldi.it/articoli/29062-elezioni-4-marzo-guida-pratica-al-voto.asp

      1. @Alessandro
        Io, come al solito, ti ringrazio. Evidentemente di questa ********* di legge elettorale (e poi avevano il coraggio di “porcappellare” quella precedente) non ci ho ancora capito un tubo. Quindi ti ringrazio ancora più sentitamente perché il mio commento precedente ha aumentato la confusione.

        Rimane la possibilità di votare diversamente per le due camere, oppure – nel caso in famiglia si sia in sintonia tra più persone – stabilire una sorta di ripartizione dei relativi voti.

        1. Kosmo

          @Fabrizio:
          ricordo a tutti noi che il tanto esecrato “Porcellum” aveva una base PROPORZIONALE con un premio di maggioranza, per cui soltanto chi EFFETTIVAMENTE PRENDEVA più voti dell’altro (e all’interno della coalizione si rispettavano le proporzioni) VINCEVA e aveva il premio di maggioranza. Fatto sta che il presidente Ciampi, per mantenere il “carattere regionale” del Senato, pretese che il computo di questo “premio di maggioranza” si effettuasse a livello regionale al Senato. Fu definito tale dal suo maggiore autore appunto perchè poi con quelle successive modifiche (e quelle pretese dai centristi dell’UDC allo scopo di potersi accapparrare sempre tutto il sottobosco governativo) venne completamente snaturata.

    3. Giusi

      Sostanzialmente la penso come Fabrizio. Non ho nulla contro il PDF, mi sono anche recata a svariati incontri a Padova ma temo non raggiungerà il 3%. Non penso che destra e sinistra siano la stessa cosa come, evidentemente per motivi elettorali, vorrebbe far credere anche il PDF. Per quanto riguarda la faida interna mi chiamo fuori e non la reggo. Andava evitata e non si può sentire! Su facebook amministro un gruppo, per motivi di servizio (nei confronti di una causa che ritengo giusta), di oltre ottomila persone e in costante crescita dove ospito sia chi posta Adinolfi sia chi posta Salvini o la Meloni. Inevitabilmente, anche se per fortuna non troppo (non è un gruppo politico), anche lì ogni tanto cominciano gli scannamenti che cerco in qualche modo di non far degenerare. Mi viene proprio l’orticaria! Personalmente voterò Salvini. Un’altra legislatura con i comunisti non la reggo.

  13. A proposito delle cinque W (where, who, what, when, why) tradotte come Chi, Dove, Quando, Come, Quando), l’ABC del giornalismo…
    Non si parla di Dove, in questo blog, che QUA siamo, a CASA! Semmai si parla del Chi, e Padre Botta ha detto che le critiche sul personale a Mario lasciano il tempo che trovano, è tutto palese, talmente è grosso che non potrebbe nascondere nulla… Talmente palese che l’incoraggiamento a Mario non poteva essere che messo su questo Blog, tra “amici”, il cui aiuto è necessario, ed in un momento di sconforto è stato fondamentale, dopo striscioni di minaccia di morte.
    Adinolfi canta fuori dal coro DNF, e si è raccolto intorno un coro di persone, alle quali è stata negata la risposta all’istanza antropologica che nessun partito “tradizionale” sa cogliere, perché arroccati sulla difesa di interessi sempre più indistinti e vaghi, senza la visione sul futuro che anche la Chiesa sembra aver perso, ed ecco perché cent’anni fa una mossa come la creazione del PdF l’ha fatta un certo don Sturzo,in barba alla Chiesa ed al Non Expedit, fondando un Partito Popolare che anni dopo ha lasciato il posto alla DC.
    Io mi auguro che noi vinciamo quanto basta a costringere il cdx a fare ciò che dovrebbe, nato dopo tangentopoli dal moto di coloro che non volevano “morire comunisti”, e cioè schiavi: ora il popolo del Family Day sa di non voler morire massone, relativista, allontanato individualmente dal Creatore (la nostra fede che viene svenduta), dal Creato (la famiglia, un’economia di creazione e commercio di cose fatte da uomini per uomini non da automi per consumatori compulsivi), da se stessi (identificazione coi propri desideri, ovviamente comandati da società, mass media, influencer etc, confusi su Chi si è, Dove si va, Perché si va o sta, sul Quando muoversi).
    A queste domande hanno risposto alcuni saggi e valorosi, che hanno offerto come risposta se stessi, e, per come la vedo io, Dio li ha moltiplicati, e continua a moltiplicarci.

  14. A Costanza Miriano…
    Grazie per aver accettato con umiltà, ironia e buon umore (che Dio te lo possa mantenere) di essere strumento di Dio per non solo difendere ma soprattutto promuovere il Suo Progetto su ciascuno di noi Suoi amici, sul nostro essere famiglia, sul nostro essere Compagnia dell’Agnello.

  15. ho tanto desiderio di ascoltare dal vivo le sue omelie….peccato sono lontano !!! non mi meraviglia la sua lettera….. è logica e normale per un sacerdote pieno di Spirito Santo …

  16. Qualcuno sa rispondere a questa domanda, che per me è veramente fuori portata… Se il PdF riesce a superare per un soffio il 3%, ovvero ottiene il minimo necessario, qual’è la forbice di parlamentari che potrebbe mandare alle camere?

    1. Alessandro

      @Fabrizio

      Ti posso riportare la risposta di Adinolfi, che ritengo ragionevole (o meglio, non ne conosco una confutazione stringente… ma sono prontissimo a fare ammenda, beninteso):

      “Altre fake news assortite? […] Che se pure dovessimo ottenere il 3% “con due o tre eletti non faranno nulla”. Falso, con il 3% si ottengono almeno venti parlamentari, non due o tre.”

      http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2018/01/25/politica/basta-fake-news-sul-pdf

      1. Alessandro

        Giustifico quello che ho scritto con due conti a spanne.

        Il 64% circa dei seggi sarà assegnato col proporzionale. Per la precisione (escludendo l’estero), 386 alla Camera e 193 al Senato:
        https://www.agi.it/politica/elezioni_2018_vademecum_rosatellum-3389548/news/2018-01-22/

        Alla Camera: il 3% di 386 è 12 circa.
        Al Senato: il 3% di 193 è 6 circa.

        12+6 = 20
        Ecco perché mi pare ragionevole quanto affermato da Adinolfi, e cioè che, tra Camera e Senato, chi centra il 3% elegge una ventina di parlamentari…

        1. Alessandro

          ahahahahahaah… ho scritto una stupidaggine clamorosa, scusate tutti.

          Ovviamente:

          12+6 = 18 (NON 20!!!)

          Comunque, il ragionamento non cambia… sempre una ventina circa di parlamentari sono…

  17. Matteo

    Si tratta di una lettera pubblica,
    certamente le intenzioni erano altre, ma non si poteva non pensare che si sarebbe generato il sospetto di una presa di posizione politica.
    In modo particolare il rischio altissimo di fraintendimento lo vedo in questa frase:
    “Sarò sempre netto, però, a formare le coscienze secondo le indicazioni del Catechismo e della Dottrina Sociale della Chiesa” che nel contesto di questa lettera, nel pieno di una campagna elettorale, per quanto ineccepibile, potrebbe sembrare proprio quell’indicazione di voto che si dichiara di non voler dare.
    Questa mia breve considerazione è scritta al netto delle mie opinioni personali sulla figura pubblica di Mario Adinolfi e sulle istanze portate avanti dal suo partito politico.

    Matteo

    1. admin @CostanzaMBlog

      Un articolo che non merita altra risposta se non il video con l’intervista a don Carrega: INEQUIVOCABILE!

  18. vale

    @admin
    grazie per il video.
    pensavo si fosse già superata ampiamente la soglia del ridicolo.
    a quanto pare così non era.
    siccome la novità ( le unioni omosessuali) vengono recepite prima dalla pastorale che dal magistero, intanto cominciamo il percorso. come a dire: vedrete che prima o poi cambierà anche il magistero. perché in realtà non c’è contrasto con il catechismo. è che si muovono- pastorale e magistero- a velocità differenti.

    bene. un bel 2000 anni di insegnamento ( inclusi gli apostoli, S.Paolo e il Fondatore della Chiesa, per la cronaca Gesù ) su questo tema totalmente errati.

    son cambiati i tempi,ci si deve adeguare.
    ma costui ed il suo vescovo son luterani?

  19. Grazie Costanza. Vedendo il video ci si rende conto meglio. E` peggio di quel che già immaginavo.
    Il vertice del casino è quando parla della fedeltà nella relazione omosessuale che non riguarda necessariamente gli atti omosessuali.
    Non riesco a immaginare una relazione omosessuale senza nessun atto omosessuale…

  20. Lumpy

    Cara Costanza, caro don Botta,

    ho troppa stima di voi per credere che non vi siate accorti che la lettera rappresenta una forma di endorsement, seppur velato, da parte di don Botta. Così come credo che Costanza intuisca il valore che può avere la scelta di ospitare tale lettera sulle pagine di un blog che (come ha scritto Guido stesso) ha un pubblico di una certa consistenza. Se lei pensasse di raggiungere i 24 lettori manzoniani, non avrebbe lanciato l’iniziativa
    delle mail pro HV, no?

    Proprio per questo, perché siamo tra persone intelligenti e tutti quanti conosciamo il valore e l’impatto di questo impagabile blog, mi unisco pubblicamente al coro di chi, francamente, si trova a disagio di fronte a tale endorsement, seppur colposo o preterintenzionale. Sì, voi sostenete che il vostro non è un appoggio, ma una sorta di dichiarazione di non belligeranza, un dire “non fa bene, ma neppure fa male”, come un bicchiere di vino durante i pasti. é vero anche che la piazza del Circo Massimo (a cui ho partecipato) non aveva rappresentanza, ma questo è accaduto proprio perché la piazza del circo massimo doveva essere (ed è stata) trasversale: i nostri figli sono in pericolo e le mamme e i papà di buona volontà hanno risposto. Credenti o no, di destra come di sinistra, il messaggio del Circo Massimo era condivisibile da tutti quanti avessero buonsenso e raziocinio: no all’utero in affitto, no a una società fluida e senza radici e certezze. Migliaia e migliaia di mamme e papà si sono riversati a Roma, senza vescovi pilota e a costo di grandi sacrifici economici, per dare una risposta forte a quel specifico tema. Il modo in cui il Pdf è nato mi pare sinceramente interpretare quella piazza proprio come la dipingono gli avversari: una massa informe e senza testa che, proprio come si è riversata a Roma in massa, altrettanto in massa avrebbe acriticamente seguito lo sventolio di una bandiera politica in cui vi fossero alcune parole-civetta. Non voglio entrare nel merito del Mario Adinolfi uomo e fedele: mi limito a dire che al Mario Adinolfi politico di lungo corso, la sterminata piazza del FD ha fatto subito troppa gola e il tentativo di metterci sopra il cappello, nella speranza che gli altri inghiottissero il boccone amaro e seguissero, per me è stato troppo, troppo palese. Difficile che un politico tanto esperto e ambizioso, che è pure stato tra i padri fondatori di uno dei principali partiti italiani, abbia “sorpassato a destra” gli altri per semplice entusiasmo. Ha visto un tesoro (elettorale) davanti agli occhi e ha provato ad intestarselo. Ci mancava solo che Adinolfi dicesse “Gandolfini stai sereno” e le analogie con la pessima politica c’erano tutte.

    Seconda perplessità: il pdf si presenta come nuovo quanto a contenuti, ma purtroppo, in quanto a forma della politica, è come gli altri, se non peggio degli altri. Ha ragione padre Botta quando ricorda che Santo Machiavelli non esiste. No, il fine per me non giustifica i mezzi. E noi siamo nel mondo, ma non del mondo: non possiamo fare come il mondo in politica semplicemente “perché tutti lo fanno”. Dove è la nostra diversità? Dove è il nostro essere sale della terra? Il pdf teoricamente dovrebbe portare una ventata di aria fresca, incarnare lo spirito gioioso e costruttivo delle famiglie, ma nella realtà vedo Adinolfi urlare e aggredire nei più beceri salotti televisivi, leggo post grondanti d’astio su Facebook. E poi all’occorrenza menzogne, illazioni contro chi non è d’accordo, vittimismo, piccole parentopoli, personalismi. Come è stata gestita la questione di quel giornalista de La croce, ora dirigente pdf, che è stato beccato a copiare molti articoli? Con una risposta degna della più logora politica italiana: “ha tanto da fare, non può scrivere tutto”. E delle mezze bugie fatte passare per verità? il voler sempre dire che è colpa degli altri? Le liste infarcite di gente quasi a caso, giusto per fare numero? Qui a Torino abbiamo avuto l’esperienza del pdf alle comunali: pessima. Per gestione, per tentativo di accaparramento di posti da parte di ambiziosi-mai-sopiti della politica, per la sordità con cui hanno ignorato i dubbi delle persone che più o meno gravitavano in quell’ambito, per l’arroganza di attendersi un endorsement sulla fiducia anche da parte di religiosi salvo poi vomitare fiele a tutto tondo quando questo endorsement “al buio” non arrivava.
    Certo, riconosco che intorno alla dirigenza vi sia un operoso affaccendarsi di persone per bene e motivate. Ma né nei modi, né nell’atteggiamento vedo nella dirigenza una qualche differenza con “il resto”, né come atteggiamento, né come modo di fare.

    1. @lumpy
      Mi è stato riferito cosa è successo a Torino e ho potuto leggere qualcosa a proposito. Capisco perfettamente lo sconcerto. Per il resto, sono d’accordo su molte cose che hai scritto, su altre meno ma – come ho già scritto – su questo argomento non credo che nessuno possa avere argomenti particolarmente convincenti, e quindi non commento.

      C’è però una cosa che vorrei approfondire, anche perché ha valenza generale.

      Ha ragione padre Botta quando ricorda che Santo Machiavelli non esiste. No, il fine per me non giustifica i mezzi. E noi siamo nel mondo, ma non del mondo: non possiamo fare come il mondo in politica semplicemente “perché tutti lo fanno”. Dove è la nostra diversità? Dove è il nostro essere sale della terra? Il pdf teoricamente dovrebbe portare una ventata di aria fresca, incarnare lo spirito gioioso e costruttivo delle famiglie, ma nella realtà vedo Adinolfi urlare e aggredire nei più beceri salotti televisivi, leggo post grondanti d’astio su Facebook. E poi all’occorrenza menzogne, illazioni contro chi non è d’accordo, vittimismo, piccole parentopoli, personalismi.

      Premetto che mi mancano dei riferimenti: niente Facebook (salvo rare eccezioni, per lo più quando qualcuno segnala un post) e assolutamente mi tengo lontanissimo dai talk show televisivi.

      I punti qui sono due. Primo: capire se il PdF è “allo stesso livello” o “peggio” degli altri. Se è “peggio”, hai senz’altro ragione. Se è “allo stesso livello”, posto che son d’accordo che non esiste San Machiavelli e che certe forzature veramente mi infastidiscono (sono anche chiaramente riferite nel discorso di Padre Botta), faccio presente però che (a meno che uno decida di non votare, il che obiettivamente è qualcosa su cui invece penso di avere validi argomenti per contestare) qui si tratta di votare in uno spettro molto ristretto di possibilità. Se il PdF non è “peggio” di Lega o FdI, non capisco perché quello che non si accetta nel PdF si può accettare negli altri partiti. Tanto per capirci: per quanto mi riguarda, desidererei molto meglio di Trump per gli USA e di Putin per la Russia; allo stato delle cose, però, bisogna solo ringraziare il Cielo che Trump governi gli USA e Putin la Russia.

      Secondo punto. Quale sarebbe il nostro ideale di politico cattolico? Uno perfetto che non dice mai parolacce, non s’incazza mai, non alza mai la voce, tutto fair-play? Non credo che tu intenda questo (magari però mi sbaglio), ma dove sta il limite? Tanto per dirne una, ho l’impressione che molti contemporanei si scandalizzerebbero di certi aspetti della disputa teologica tra San Bernardo e Piero Abelardo: fu uno scontro anche al calor bianco e certe mosse di San Bernardo potrebbero essere considerate non fair-play secondo certi standard di oggi.

      Ma soprattutto è l’impostazione – credo sia ormai inevitabile – del sistema liberal-democratico, con i suoi giochi di potere, ad essere molto fuori dalle regole cattoliche. Se è così, le scelte sono due: il non expedit (con tutto ciò che ne deriva) oppure il doversi rassegnare a sporcarsi un po’. Io non seguo il calcio da quindici anni, tuttavia tra le ultime cose che mi ricordo è che una squadra può anche avere una pattuglia di fuoriclasse, se però si scontra con una che gioca duro e li sega senza tanti complimenti (e l’arbitro non fa il suo mestiere), quelli proprio non riescono a giocare una palla.

      Ripeto: dovremmo quindi definire un po’ meglio quale sarebbe il limite dello “sporcarsi un po’” oltre il quale riteniamo la cosa inaccettabile.

      1. Se il PdF non è “peggio” di Lega o FdI, non capisco perché quello che non si accetta nel PdF si può accettare negli altri partiti

        Si può accettare (forse) perché fin dall’inizio i normali partiti non si propongono di rappresentare la dottrina cattolica “pura”.
        Se un partito punta più alto in teoria deve (dovrebbe) rispondere alla gente con criteri più elevati.

        (mi scuso per il mio linguaggio non-politichese).

        1. Obiezione prevedibile, ma il “purismo” è roba da ariani.

          Comunque: da qui si arriva al seguente punto paradossale. Prendiamo Tizio, singolo esponente cattolico che decide di candidarsi per un partito. Si presuppone che Tizio sia “puro”, altrimenti tutto il discorso sulla purezza cade. Dunque, se Tizio si candida per il PdF, che è “puro” nei desideri, ma non nella realtà, è un problema. Se si candida per Lega o FdI, che non sono “puri” né nei desideri, né nella realtà, invece non è un problema.

          Si noti che candidarsi per un partito vuol dire sottomettersi alle direttive della sua segreteria, o rassegnarsi ad esserne espulso (se uno è stato già eletto, questo non comporterebbe la decadenza dalla carica elettiva, ma certamente depotenzierebbe notevolmente ogni margine di azione).

          1. “Obiezione prevedibile, ma il “purismo” è roba da ariani.”

            Esatto.
            Ma il “purismo” lo pretendono forse gli (ignari) elettori oppure lo propone il partito presentandolo come Programma?
            (domanda retorica)

            Se qualcuno lo lancia come programma non è che deve lamentarsi se la gente (per caso) risponde di conseguenza…
            (anche perché il “purismo” attualmente tutti lo intendono come gli va… e quindi lo richiedono ai “candidati puristi” secondo il proprio gusto. E anche qua: perché lamentarsi?)

  21. Leonardo

    Premetto che ho il massimo rispetto di Adinolfi e del suo spendersi per dare rappresentanza ai valori cattolici,al costo di fare da bersaglio agli insulti più beceri, sarà anche un politico ambizioso, ma penso gli si debba riconoscere che avrebbe potuto trovare vie più comode per assecondare la sua ambizione. Ho votato Pdf in occasione dell’ultima tornata amministrativa, ma non lo voterò alle prossime politiche, perché non posso essere d’accordo con la scelta di correre in solitaria. Dopo la terrificante legislatura della Cirinnà e della teoria del gender, credo che la priorità politica per un cattolico sia quella di assestare la batosta più robusta possibile alle forze politiche fautrici di questa deriva, cosa che con tutta evidenza, il voto al Pdf non consente di fare. Nei collegi uninominali, che sono poi quelli dove si deciderà chi vincerà le elezioni, ogni voto dato al Pdf (o a qualsiasi altra forza il cui candidato non ha palesemente chanches di arrivar primo) è oggettivamente un voto che avvantaggia i candidati che hanno nel programma di completare il lavoro fatto dalla Cirinnà, o magari togliere l’obiezione di coscienza per l’aborto. La teoria poi che eventuali deputati pdf saranno determinanti è quanto meno opinabile nei numeri e facilmente ribaltabile, chi lo dice che non si può essere altrettanto, o forse più, determinanti, all’interno di una coalizione, ponendo paletti ben precisi ed invalicabili, come condicio sine qua non dell’alleanza? Il fatto che Alfano non l’abbia fatto non vuol certo dire che non lo possa fare qualcun altro, meno legato alle poltrone e più ai valori!

  22. Nadia

    Non capisco una sola cosa e i commenti qui sopra non fanno che confermare: PERCHÉ noi cattolici siamo sempre così divisi (a volte su cose più serie, a volte spacchiamo proprio “un capello in 4”)? I nostri avversari sono compatti e unanimi a voler introdurre ogni schifezza e nefandezza x legge. E NOI??? Non facciamo che bisticciare come galline x un chicco di grano! Contaminare i partiti o formarne uno nostro? Bel dilemma, ma la soluzione non sta certo nello scannarci tra noi mentre il nostro Avversario gongola…..

  23. exdemocristianononpentito

    Tornando alla lettera, vorrei sottoscrivere in pieno quanto ha detto Karmell sopra: “La realtà è che è l’unico partito che dichiaratamente si ispira alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica: nessun altro partito lo fa (e nessun altro partito lo fa perché farlo vuol dire perdere voti: un Paese senza aborto,”senza divorzio, senza prostituzione, senza unioni civili e eutanasia non lo vogliono neanche la maggior parte dei battezzati”
    Ha pienamente ragione.

    Poi vorrei dire una cosa riguardo all’aggressione (palpeggiamento) subita dall’Adinolfi…mah!? secondo me è l’azione di un cretino, di un povero di spirito: basta osservare il personaggio.
    Quindi io non darei eccessiva importanza al fatto.
    Certamente se dietro di lui c’erano le “Jene” o qualcuno di simile, la cosa cambia aspetto, ma sapete, per esperienza, so che gli scemi sanno agire di loro iniziativa per fare le loro scemate.

    1. Luigi

      “Quindi io non darei eccessiva importanza al fatto”

      Se così fosse per tutti, sarei d’accordo con te.

      Ma sappiamo bene che questi comportamenti sono invece sfruttati a corrente alternata, per cui se ad esempio su FB minacciano di morte Salvini allora va tutto bene e nessuno ha niente da dire – anzi, se l’è pure cercata – ma se accade lo stesso con Boldrini, apriti Cielo! Via con le manifestazioni e gli attestasti di solidarietà e il “no pasaran!”…

      Io dico solo una cosa: ci sono zaffate di incipiente guerra civile, in Italia e non solo, che tolgono letteralmente il respiro.
      Un poco mi stupisco che tu, che già ne hai vista una negli anni Settanta, non sia preoccupato.
      E in quel frangente i sacrifici umani non erano ancora giunti al livello attuale.

      Ciao.
      Luigi

      1. exdemocristianononpentito

        Ehh……i toni violenti, offese, manifestazioni e contromanifestazioni provengono da tutte le parti…lasciamo perdere.
        La moderazione è ormai moneta fuori corso e dappertutto.

  24. MARCO PAOLA

    In generale tendo a credere a quel che vedo e tendo a dar per certo che quel che ho visto esser Bello sia Bello.
    Vi ricordate come sussultavamo di Gioia durante il FD?
    E che felicità fare il selfy con Adinolfi (almeno io con i miei Amici).
    Lì c’era Gesù. Mi ricordo.
    Ora è plausibile che quello che abbiamo visto e toccato era solo apparenza? Ora Adinolfi è spocchioso ed orgoglioso? Anche Amato. Così e stop?
    Se è così io non ho alcuna speranza perché veramente mi sono ingannato e quindi è ovvio che mi ingannerò. Dunque tristezza. Ma si capisce qualcosa o sono matto?
    Dopodiché le altre considerazioni …ok …

    Bisogna chiedersi: il voto al PDF impedisce effettivamente alle Meloni di turno di andare in Parlamento? Non è che invece rischia di spostare di poco i numeri (non solo togliendoli a Selvini o Meloni, ma forse anche a M5S ..come mio fratello) divenendo forse un ago importante della bilancia in tal modo la presenza di un Amato e compa in Parlamento?
    Vedere Amato in Parlamento penso sarebbe veramente divertente!
    Io stimo moltissimo Pillon, ma il quarto posto di Pillon sotto alla Bongiorno ha senso?
    Funziona la strategia del “contaminare i partiti”?
    Tu (un tu generico) che voti persone che già fin d’ora dovranno sottostare a logiche di partito e agli inciuci dei poteri forti, ricorda che la Salvezza viene dalla croce di Cristo. Non da un’egemonia politica.
    Le ragioni per votare altri partiti sono le stesse per cui abbiamo votato Lupi e molti di gran lunga peggio di Lupi. Ha funzionato?
    Cosa ci rimane? Ci rimane SOLO la felicità della testimonianza di Cristo.

    DEUS CARITAS EST: «Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell’emergenza e sembra spingere unicamente all’azione. Lasciarsi assorbire dalle attività rischia di far perdere alla preghiera la sua specificità cristiana e la sua vera efficacia».

    C’è un partito che si è consacrato al cuore immacolato di Maria?

    O anche: quando ci ripetiamo i criteri con cui si opta per un partito o un altro, come cristiani, a partire dalla Dottrina Sociale della Chiesa, c’è un partito che incarni questa indicazione?

    Sento tante obbiezioni sul PdF.. molto simili, mi pare, alla diatriba neo-ciellina della contrapposizione tra testimonianza pubblica e testimonianza privata. O anche si dice che hanno spostato l’attenzione dall’umano alla politica o in altre parole che non sanno che la Salvezza viene dalla croce di Cristo.

    Dico: in qualche modo il FD era già in sé un movimento che aveva una rilevanza diciamo “politica”, mi ricordo come urlavamo “RENZI CI RICORDEREMO”, quindi anche partitica.

    Ma al di là di questo, guardando la vita di un Gianfranco Amato, ma perché no, anche di un Adinolfi, di un Celsi ..ecc. ..non è affatto vero che la loro vita mostra che hanno messo la speranza tutta nel Parlamento. Mostra che hanno dato la vita per testimoniare precisamente Gesù Cristo, il nostro Signore. A voi non pare? Hanno tradito dite? A me sinceramente non pare. Certo è che snobbandoli (non dico i qui presenti, ma tutti quelli che li trattano con sufficienza e sospetto …fino a cosa? Fino a non dire mai una parola per promuoverli. Esattamente questo è il punto) … snobbandoli, non tenendo conto di come sussultava di Gioia il cuore – e a me ancora ora – quando li sentivamo parlare, in sostanza remano contro e non contribuiscono nemmeno un po’ a far si che il 3% famoso si avveri. Perché appunto: in Parlamento sarebbe Bellissimo avere un Amato. E per le generazioni future, avere lì un Amato (e compa) …non è uguale. È la possibilità di sentire una Voce, che è la Voce che io amo. Non ho altro Amore. Diciamo sempre che le leggi creano cultura (alias: l’aborto è legale? Diventa pensiero comune, cultura. Il divorzio è legale? Diventa pensiero comune, cultura. L’eutanasia è legale? Diventa pensiero comune, cultura. ..ecc. – pensa che la moda tra i ragazzini anche alla scuola La Traccia di Maria e Tommaso è dirsi froci). Allora perché non è fare cultura essere in Parlamento? Mi sembra assurdo. E mi sembra assurdo a questo punto tentare di mettere persone “cattoliche” in Parlamento. Perché volere lì una Roccella? …a me pare (PARE) tutta una contraddizione l’obbiezione al PdF.

  25. @Francesca
    Infatti bisogna chiarirsi, mi pare che diversi abbiano prospettive diverse. Quello su cui non si può transigere è la purezza del programma: mirare alto, come è stato ripetuto in questi giorni su altri argomenti. E il programma non può che essere la Dottrina Sociale della Chiesa. Quello su cui – secondo me – si può transigere è la purezza delle persone, perché siamo tutti fatti di legno storto. Non c’è incoerenza, perché sappiamo tutti di essere portatori di idee non nostre, di essere indegni portatori, e nonostante la nostra indegnità Cristo ci ha dato questo mandato.

    Ma – e qui torno alla mia domanda di ieri sera – ovviamente con questo non intendo dire che si può giustificare tutto nelle persone. Dunque, dove deve stare il limite?

    @Bariom
    Ho letto il pezzo di Fumaneri. In tutta onestà, non mi è piaciuto un gran che, nonostante molti spunti interessanti. Mi pare il solito esercizio intellettualistico di portare acqua ad un mulino partendo da questioni corrette, ma deviandole e facendo una serie di salti logici non tollerabili. Qui la tesi principale (sintetizzo) è che il lobbismo sarebbe di destra, la destra è autoritaria e quindi non va bene, il lobbismo non è coerente con il cattolicesimo.

    Quello che spicca subito sono certe omissioni strumentali (cito Padre Botta: l’utilizzo ogni tanto un po’ parziale di alcuni fatti), che francamente trovo insopportabili: dice Fumaneri che Action Française fu condannata da Pio XI nel 1926; ma perché non dice che la condanna fu tolta da Pio XII nel 1939? Dunque, la questione Action Française (che ha certo molte problematicità) è un po’ troppo complessa per essere chiusa semplicisticamente e portata dentro la discussione di questi giorni.

    La parte condivisibile è l’inizio dell’ultima pagina, quando vengono mosse critiche puntuali a certi atteggiamenti troppo “benevolenti” del CNDF nei confronti di molte uscite stonate di partiti del centrodestra: dai tweet di Maroni alla questione case chiuse, eccetera. Il “rischio subalternità” è veramente il problema principale. Penso che sia questo il ferro da battere: come ci si difende? Le lobby esercitano azione di bastone e carota nei confronti dei partiti. Una, per esempio, è di carattere finanziario (lecito o illecito). A noi, poveracci e pezzenti in confronto alle lobby a cui ci opponiamo, questa strada è esclusa. Bastone e carota per eccellenza sono Inferno e Paradiso, ma figuriamoci se possiamo parlarne – e poi ammetto che le persone a cui ci rivogliamo se ne fregano. Rimangono bastone e carota elettorali: ti porto voti, se non manterrai i patti ti toglierò i voti. Ora, sia Adinolfi che Gandolfini questo argomento l’hanno tirato fuori p.es. nel caso del referendum di novembre 2016: effettivamente il #renziciricorderemo della piazza si è verificato. Rimane da vedere quanto però sia dipeso da noi (Renzi ha fatto incazzare tutto il Paese con le sue sparate) e, soprattutto, quanto questo sia percepito da lor signori. Qui non si può ignorare che la CEI e non solo remano contro di noi, con messaggi totalmente contrari ai nostri. Ma il problema principale è con il bastone: se il CNDF candida sue persone in certi partiti, se dovesse attualizzare la ritorsione, essa coinvolgerebbe i suoi stessi candidati. Che dirà loro ad un certo punto: dimettiti? Non ricandidarti? È evidente la pressione a cui queste persone verranno poste, perché i partiti potrebbero lunsingarle con il classico “accontentati di poter fare qualcosa piuttosto che niente”. Queste persone, messe nella condizione di dover sottostare a due gerarchie (il Comitato e la segreteria di partito) come reagiranno?

    1. Luigi

      “Mi pare il solito esercizio intellettualistico di portare acqua ad un mulino partendo da questioni corrette, ma deviandole e facendo una serie di salti logici non tollerabili”

      Uno risalta su tutti, fra questi salti logici: confondere il principio di autorità con l’autoritarismo, l’antiparlamentarismo, la destra e infine – massì, scoliamo il bicchiere fino alla feccia – il totalitarismo.

      A parte che autoritarismi, dittature e totalitarismi sono stati anche, e ancor più, di sinistra che non di destra, mi chiedo come si possa mettere il “Per Me Reges Regnant” – fondamento del principio di autorità – sullo stesso piano di dittatori plebei, tribunali del “poppolo” e democrazie parlamentari.

      È meglio lasciar fuori dalle polemicuzze partitiche concetti che hanno innervato civiltà millenarie, e che in tutta evidenza noi contemporanei nemmeno riusciamo a concepire razionalmente – figurarsi realizzarle…

      Ciao.
      Luigi

    2. Giusta domanda (e anche analisi)…

      E’ comunque l’annoso problema dei cattolici (anche convinti e coerenti) che militando nelle sinistre pensavano di cambiare le cose “dall’interno”.

      Non mi pare si siano visti grandi cambiamenti in meglio, per lo meno e rispetto i valori non negoziabili.

    3. @Fabrizio.
      Io invece ho apprezzato l’articolo di Emiliano Fumaneri, tanto che ho commentato. (tra parentesi: io non ci vedo quelle “indicazioni di voto” che ci vedi tu – e se anche ci fossero non invalidano l’ottima disamina).
      Nella sua risposta al mio commento annuncia ai lettori un prossimo post interessante. Quindi stay tuned!

      Riguardo alla questione in sospeso che ponevi:
      “Ma ovviamente con questo non intendo dire che si può giustificare tutto nelle persone. Dunque, dove deve stare il limite?”

      Beh, io adesso così su due piedi non saprei dare una risposta teorica, ma… Tanto per dire: dov’è che un De Gasperi e uno Sturzo ponevano il limite? Non essendo io esperta di politica (ed è mia grossa mancanza) non conosco le loro teorizzazioni, ma magari tu sì. Dove ponevano il limite personaggi come loro o altri rappresentativi del cattolicesimo in politica?
      —– ——- ———

      OT rispetto al topic, ma IT rispetto alla vita:
      Buona conversione quaresimale a tutti !

      1. @Francesca
        Io non ho parlato di “indicazioni di voto”, né per quanto riguarda l’articolo di Padre Botta, né a quello di Fumaneri. Anche perché non ne sarei per niente scandalizzato, né se le indicazioni di voto arrivassero da un prete (Botta per quanto mi riguarda non le ha date; qualche decina di preti liguri, per esempio, sì, in un documento pubblico, e non vedo il problema), né da Fumaneri et al.

        La disanima non può essere ottima, nella sua interezza, nel momento in cui è omissiva e un po’ tendenziosa, come ho chiaramente indicato.

        Quanto al limite, io non lo so definire in termini condivisibili da tutti. Posso dire che, per quanto mi riguarda, Adinolfi, con tutti i suoi difetti, ci rientra dentro. La questione PdF a questo punto, per me, è tutta nel verificare la sua efficacia, anche nell’ottica di alcune giuste critiche che sono state esposte qua sopra; ma visto che ormai mancano tre settimane al voto e potremo acquisire un dato di fatto, tanto vale aspettare questo breve lasso di tempo.

        Non prenderei comunque De Gasperi come esempio, anche se meno peggio di quelli che sono arrivati dopo.

          1. @Francesca Nel senso: fammi i nomi.
            Eehhhhhh…. bella domanda. Francamente ho i miei dubbi che si sia mai raggiunta la sufficienza, per lo meno nel dopoguerra. Il Don Sturzo che hai citato probabilmente è un nome (io ne ho un’opinione positiva; però vorrei leggere qualche analisi basata anche su opinioni contrapposte per comprendere meglio). In tutta onestà mi vien da dire che, finito il non expedit, non abbiamo mai trovato veramente una quadra. Abbiamo avuto qualche possibilità di imbroccare la strada giusta, ma non ci siamo mai riusciti; sennò non saremmo al punto in cui siamo. Io inizio a dubitare che sia possibile trovarla, la quadra, in questo contesto politico. Il motivo? Tutto troppo instabile e in evoluzione troppo rapida. Il contesto all’epoca di Don Sturzo (intendo dire quando iniziò) era diverso da quello del dopoguerra, e quindi se un Don Sturzo poteva funzionare prima, non poteva funzionare dopo. Chi pretende di seguire il cambiamento giorno per giorno diventa modernista e non è più cattolico; chi cerca giustamente di stare radicato nella fede, pur senza cadere nell’immobilismo, è continuamente spiazzato.

            Comunque, ora abbiamo un nuovo punto di snodo con le prossime elezioni. Abbiamo due opzioni contrastanti (CNDF e PdF) e vedremo alla prova dei fatti quale ne esce meglio (metto però le mani avanti: ovviamente, il 4 marzo è un punto di snodo e nient’affatto un punto finale; ma dovrebbe comunque venirne fuori qualche punto fermo).

            @Zamax
            Lo stato “laico”, per definizione, non riconosce una religione in particolare, ma le considera tutte alla pari (se va bene e non degrada in “laicista”). Questo è in piena contraddizione con la Regalità Sociale di Cristo. Tant’è che BXVI, quando parlava di “buona laicità” poi invitava poi anche i non credenti a “vivere come se Dio esistesse”, chiara contrapposizione a “etsi deus non daretur”, nota locuzione usata per sostenere l’idea che sia possibile avere una morale e una società naturalista, non fondata su Dio, ma su [riempire la casella a piacere]; che poi è il disastroso presente che stiamo vivendo. Ma la “buona laicità” di BXVI di fatto non è una laicità nel senso corretto del termine. A me non piace quando vedo altri che ridefiniscono la semantica delle parole del mio vocabolario, e quindi preferisco non farlo neanch’io con il vocabolario degli altri.

            Nei tempi passati, quando vigeva il modello delle “due spade”, ovvero fino a quano Lutero non scassò tutto, l’Impero era un’entità ben separata dalla Chiesa, ma si riconosceva sottomesso a Cristo. Re ed imperatori riconoscevano di prendere autorità da Cristo, non dal popolo o da fantomatiche Dichiarazioni di Diritti Universali, non si capisce bene fondate su cosa (cioè, in realtà si capisce benissimo). Ovviamente la Storia era piena di farabutti che poi razzolavano male, e nei fatti poi non ci credevano, ma questa è un altra faccenda.

            1. Fabrizio. E allora praticamente ci ha ragione il Zamax.
              Da una parte i “puristi” dicono che “questa è la città di Caino, mentre quella di Abele non sta in questo mondo” – e dall’altra affermano che il perfetto puro partito cattolico (in grado teoricamente di costruire la città di Abele) è soltanto uno.
              È una contraddizione.

              Per non essere contraddittori (e qualunque partito si voti) bisogna ammettere ciò che dice Zamax come presupposto.
              La Chiesa stessa è perfetta in sè ma spesso imperfetta se consideriamo delle singole azioni “governative”.

              Il Regno inizia qui, è già iniziato qui, (non siamo nel “regno di caino”!) … ma non potrà mai essere perfetto come esclusivo regno terreno. Da questa realtà teologica il cattolico dovrebbe comprendere anche la funzione della politica-partitica terrena.

              1. Fabrizio. E allora praticamente ci ha ragione il Zamax.

                Francamente, non riesco a seguirti. L’aspetto del purismo è stato sollevato in modo contrapposto in questa discussione: a favore del PdF (anche da me), sostenendo che non si può pretendere la perfezione da Adinolfi, e a critica del PdF, sostenendo p.es. che ha torto Adinolfi a ritenersi più puro degli altri. Quindi non vedo come se ne possano trarre conclusioni. Non mi stupisco: il discorso del purismo porta sempre ad accuse incrociate, dalle quali non si esce fuori. Io infatti mi sono tirato subito fuori dal purismo, semmai ribaltando su altri la domanda su cosa si ritiene accettabile e cosa no (e nessuno mi ha risposto in senso assoluto, qualcuno si è limitato ad esprimere la sua rispettabile posizione personale, ovvio perché come ho scritto prima è difficile trovare posizioni condivise), spostando l’attenzione sull’efficacia.

                Ma non c’entra niente con altre cose, tipo la Consacrazione a Maria… Onestamente, sta venendo fuori un bel guazzabuglio.

                1. Eh sì infatti Fabrizio tu in teoria sei contro il “purismo” ma poi…

                  (il guazzabuglio è solo la comunicazione via internet, non sempre precisa nei termini che usiamo)

            2. Ma scusa, se tu su un argomento così delicato usi i vocaboli in modo così tranciante, come si fa a capirti, dato che perfino il termine “laicità” è incomprensibile al di fuori della civiltà nata dal cristianesimo? Non che non l’avessi intuito in qualche modo, ma volevo mettere in evidenza dove potesse portare lo sviluppo coerente di certi argomenti anti-laicisti che oggi per reazione al laicismo attuale trionfano nel mondo tradizionalista. Faccio notare, peraltro, che sarebbe saggia politica non farsi sottrarre la primogenitura culturale di concetti come laicità dalla concorrenza anti-cristica della pseudo-religione dei Diritti dell’Uomo: sarebbe un puntare i piedi, quello sì cazzuto, sugli stessi capisaldi del pensiero laicista. Inoltre, è ovvio che la “sottomissione a Cristo” oggi non può prendere le forme di quelle dell’epoca medievale, epoca nella quale, nonostante tale magnifica sottomissione, l’indipendenza della Chiesa fu in pericolo, e la Chiesa stessa strapazzata, non meno che nell’epoca cosiddetta moderna. Tanto è vero che poi Lutero si ribellò alla Chiesa e si arrese ai Principi, non in nome di qualche laicità, ma in nome del cristianesimo, giacché anche nel migliore dei casi, anche il mondo più formalmente sottomesso a Cristo, sarà sempre il mondo, e non qualche entità cripto-millenaristica: cioè un mondo dove i cristiani, in una misura o nell’altra, saranno sempre perseguitati, magari in nome di Cristo. Pensare che possa essere tanto ma tanto più bello di quello di oggi è una pericolosa illusione.

              1. @Francesca
                Non uscire con frasi come “Tu sei contro il purismo e poi…”: la mia posizione è stata chiarita in modo palese. Io sono contro il purismo quando ci riferisce alle persone e alle loro vite private, nonché a certi aspetti di tattica politica; sono “purista” contro i compromessi quando si parla delle cose pratiche da fare, ovvero delle strategie politiche; dei valori non negoziabili e della necessaria comprensione dell’incapacità di fare le cose senza la Grazia divina. Sono due piani totalmente diversi.

                La sintesi della mia posizione sulla diatriba PdF vs CNDF è chiaramente espressa dai due punti asteriscati del mio commento “12 febbraio 2018 alle 13:12”. Su questo punto ho chiaramente detto di non essere in grado di sostenere su nessuna base oggettiva quale sarà la strategia vincente.

                Detto in ulteriore sintesi, visto che questo thread sta avviandosi all conclusione: io aspetto il 4 marzo e vedrò quanti eletti ci saranno nelle file del CNDF e quanti nel PdF. Prima sintesi da tirare. Poi si vedrà quanto conteranno, tenendo presente che ho i miei dubbi che la coalizione di cdx resisterà dopo le elezioni (non avrò capito niende del Rosatellum, se non un punto: le coalizioni servono solo fino al voto, per i meccanismi di conteggio; dopo non valgono più niente e ognuno è libero di fare quel che vuole; i programmi di Berlusconi sono largamente incompatibili con quelli di Salvini e Meloni, e molto più compatibili con quelli di Renzi). Quindi, secondo punto di sintesi, vedremo se si dovrà tornare a votare o se ci sarà un governo, e quali formazioni ne faranno parte (per me è molto probabile che tutti i rappresentanti del Family Day, CNDF e PdF, si troveranno all’opposizione). Poi tutto quello che succederà dopo (quanto gli eletti saranno fedeli o no, soggetti ad imposizioni o no) è impossibile anche solo da impotizzare ora, e staremo a vedere man mano che la matassa si dipana.

                Alla fine, tra Adinolfi e Gandolfini & seguaci, non mi frega niente chi è il meno stronzo, il più ambizioso, il meno bluffatore eccetera. Mi interessa vedere quanto avranno dimostrato di essere efficaci.

                @Zamax
                usi i vocaboli in modo così tranciante
                Io semplicemente non pretendo di definire da me i vocaboli. Il valore del termine “laicità” avrà pure radici cristiane, ma è stato totalmente ridefinito dalla Rivoluzione Francese e l’Europa moderna, politicamente e culturalmente, è frutto della Rivoluzione Francese, non delle radici cristiane. Per esempio, anche il termine “progresso” ha un suo significato bello e condivisibile, ma ha subìto una ridefinizione e “progressista” vuol dire una cosa ben precisa. Entrambe le definizioni sono ormai consolidate e mi pare assurdo pensare, nell’immediato, di contrastarle. Tentando di farlo si aumenta il caos e non si fa chiarezza. Il tradizionalismo in questo caso non c’entra niente: il documento che ho linkato prima cita anche tutti i papi post-conciliari.

                Inoltre, è ovvio che la “sottomissione a Cristo” oggi non può prendere le forme di quelle dell’epoca medievale, epoca nella quale, nonostante tale magnifica sottomissione, l’indipendenza della Chiesa fu in pericolo, e la Chiesa stessa strapazzata, non meno che nell’epoca cosiddetta moderna.

                Ovvio, non so oggi cosa sia ovvio. Tante cose date per ovvie poi non si sono rivelate tali. Per me è solo ovvio che la situazione attuale non può essere sostenibile. Per il resto dell’obiezione, non ho mai detto che prima di Lutero ci fosse il Paradiso in Terra.

  26. sweety

    Certo che a realtà, a volte, è ben strana. Pensavo ai manifesti della Meloni per la famiglia tradizionale, e alle dichiarazioni programmatiche del PdF, e poi ai leader: Salvini, Meloni, Adinolfi, Berlusconi – tutti quanti in situazioni matrimoniali irregolari (la Meloni si commuove in TV dicendo che per la politica dovrà trascurare la figlia e io mi chiedo, ma quale ideale di famiglia sta difendendo, se già in partenza sa che trascurerà la prole per il lavoro…?)
    Poi uno guarda dall’altra parte: Renzi, Gentiloni, Bersani, Grasso – tutti quanti con famiglie regolarissime, solo un matrimonio, figli. Guarda caso il leader in situazione irregolare è proprio Casini, il “cattolico”.
    Mi chiedo se ci sia qualche conclusione da trarre da questa situazione paradossale…o è solo un caso? Probabilmente uno deve solo guardare ai programmi senza guardare alle vite personali dei leader…certo che i post di Renzi su Facebook in cui fa vedere la tavola apparecchiata dai tre figli per la colazione del suo compleanno a me danno proprio l’idea della vita familiare che desidero per me, al contrario della Meloni che dice che non vedrà la figlia per lavoro e boh. Non ci capisco niente.

    1. E’ vero @sweety un bel guazzabuglio… quindi a cosa guardare?
      Alle vite personali o alle vite (con relative decisioni prese di posizione) istituzionali?

      Quanto alle “belle famiglie unite” – che mi auguro di tutto cuore rimangano tali – temo le abbiano avute anche taluni rappresentanti del peggio che l’uomo ricordi… 😉

      1. sweety

        certo, @Bariom, concordo, però la discrepanza fra vita istituzionale e vita personale è davvero impressionante. Mi chiedo se ci sia qualcosa da capire, da tutto ciò.

        1. Adolfo

          Probabilmente il motivo va ricercato nella strategia demoniaca. Voglio dire che il demonio, intelligentissimo com’è, non fa lavori inutili.

          Un sinistroide con famiglia “regolarissima” riuscirà a intercettare molti voti cattolici (di cattolici in buona fede, dico)… anche se, nel suo intimo, adora Satana (e dunque propone leggi anti-Dio e anti-uomo).

          Al contrario: un politico che, almeno in parte, ha la sincera intenzione di ispirarsi alla DSC, viene “colpito” (ossia: tentato… e spesso la tentazione va a buon fine, come ben vediamo) nella sfera privata. In tal modo, almeno all’apparenza, è più “affidabile” un politico descritto al paragrafo precedente.

          Si tratta sempre dei classici cavalli di Troia, che oggi come oggi vengono abbondantemente utilizzati pure da molta gerarchia ecclesiastica: “cambia solo la pastorale, ma la Dottrina non viene toccata”.

          Ovvio che un cattolico dotato di una certa prudenza dovrebbe “guardare ai fatti”… eppure molti non lo fanno. Mi torna in mente una frase, mi pare di Fabrizio, che diceva approssimativamente che molti, con tutto quanto ribaltato contemporaneamente (a livello proprio dottrinale, e non certo pastorale), insistono a voler pensare che non ci siano problemi.

          Veramente in molti casi si realizza il proverbio: truffatore e truffato sono spesso complici.

  27. lumpy

    @Fabrizio Giudici e più in generale a tutti quelli che hanno trattato questo tema.

    innanzitutto ribadisco come le mie perplessità sul pdf nascano in larga parte da come si sono comportati a Torino per la comunali e dalla gestione quotidiana della comunicazione sui social. Una persona che ambisce a cariche istituzionali e per di più presentandosi come di ispirazione cattolica, non può farne un uso così aggressivo e malevolo, né abbandonarsi ogni due per tre a pubbliche “rese dei conti” con chi non è d’accordo, accusando, insinuando, aizzando i propri alla cagnara social. Soprattutto quando questa cagnara viene scatenata non contro avversari politici, che si saprebbero difendere, ma contro ex-amici, potenziali simpatizzanti, gente normale che esprime perplessità. Se Adinolfi incrocia le lame social con Monica Cirinnà è un conto, se invece si scatena (o scatena i suoi…) contro semplici simpatizzanti oppure (ex) amici del CDNF, beh, questo è quasi bullismo. A molti non darà fastidio, ma a me sì: anche nel pugilato si combatte tra categorie coerenti.

    E neppure amo la gestione “pokeristica” della comunicazione del pdf: Adinolfi, da bravo giocatore professionista, bluffa e rilancia di continuo: se qualcosa va male e in mano ha carte perdenti, da bravo giocatore raddoppia la puntata e urla più forte. Non c’è nulla di male, ma a me tutto questo non piace. E neppure mi piace essere zittita con la retorica del “o mangi questa minestra o salti dalla finestra” e cioè che del pdf si debbano ingollare anche gli aspetti più controversi (parentopoli, personalismi, scurrilità diffusa) sulla base del “O noi o Soros”.

    Non ho una soluzione a questo dilemma, come tanti. Mi limito solo a dire che questa è stata una grande, grandissima occasione persa di costruire qualcosa di serio e reale dopo i FD. Ma per farlo c’era bisogno di tempo e discussione, un processo che (forse) avrebbe portato a una leadership diversa e forse proprio per questo non è stato avviato. Le persone che mi mettono di fronte al fatto compiuto dicendo “e ora mangia!” non piacciono molto. Ugualmente credo che una bugia, anche quando viene ripetuta 100 volte, continui a essere una bugia. Così come tutti ci sgoliamo a dire che l’utero in affitto anche se lo chiamano “gestazione per altri” rimane una bugia, allo stesso modo chi raffazzona una lista comunale zittendo le perplessità di tutti perché “non c’è tempo, dobbiamo posizionarci, dobbiamo intercettare il voto del FD, alle questioni di fondo penseremo dopo” e il giorno dopo aver preso un numero umiliante di voti, rilancia e grida più forte “siamo il quarto polo, il 3% è vicino” aggredendo violentissimamente quanti, anche elettori pdf, sollevavano perplessità, beh, a me non piace. Così come i grillini saltano sul palco e strillano “onestà onestà” e la folla li applaude, salvo poi essere pure loro peggio degli altri (vedi rimborsopoli), allo stesso modo non mi basta che qualcuno salga sul palco a strillare le parole slogan del FD se poi dietro non c’è un piano, non c’è una struttura, non c’è un progetto se non quello di dare visibilità al capo e ai suoi due-tre colonnelli.

  28. Michele

    Come tantissimi di noi stimo sia Adinolfi sia Botta. La lettera è bella e simpatica. È e rimane un attestato di stima e di amicizia. La politica però è un’altra cosa. Come tutte le scienze e le arti umane può piacere o non piacere, può essere compresa o incompresa, ma ha le sue regole ed i suoi manuali, che ne’ Adinolfi ne’ Botta conoscono e tantomeno seguono. Più grave per Adinolfi, meno per Botta. Gravissimo per i tanti cattolici italiani ormai ininfluenti nella vita politica del nostro Paese. È Caino e non Abele che fonda la città. La politica serve quaggiù a governare la città di Caino, perché quella di Abele è lassù che ci aspetta. E senza Macchiavelli non esiste politica. I cattolici sono stati protagonisti energici e positivi, da Costantino ad Andreotti, quando hanno accettato queste banali verità, rifuggendo moralismi e velleitarismi.

  29. Giusi

    Lumpy io non so cosa sia successo a Torino e non lo voglio sapere ma a me ad esempio sono arrivati a dire che non votando PDF bisogna rendere conto a Dio perché è l’unico partito che si è consacrato al Cuore Immacolato di Maria. Ecco io queste uscite proprio non le reggo. Non ce la posso fare. Al partito degli esseri perfettissimi non credo. Abbiamo tutti il peccato originale.

    1. MARCO PAOLA

      In realtà mi pare che la preghiera di consacrazione che il PdF sta pregando dica: “..NON GUARDARE LA NOSTRA MISERIA”, anzi Le chiede di “accoglierci quali tuoi figli pentiti” …quindi mi pare che la preghiera di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria che recitano nel PdF tenga conto del peccato originale di cui anche loro sono portatori. Non direi quindi che pregano e nel contempo si sentano esseri perfettissimi. Se non si vogliono fare illazioni, ma si vuole rimanere nel merito della consacrazione del PdF.
      Qua un link che ho trovato ora al volo: https://www.facebook.com/Popolodellafamigliavr/posts/1932134817012965

      Deus caritas est: «Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell’emergenza e sembra spingere unicamente all’azione. Lasciarsi assorbire dalle attività rischia di far perdere alla preghiera la sua specificità cristiana e la sua vera efficacia». ..che già riportavo nel mio commento più sopra.

      1. Mi scusi, non vorrei sembrare irriverente, ma a lei pare normale che i membri o i sostenitori di un partito politico, a nome del partito – “Noi, Popolo della Famiglia” – si “vogliano consacrare al Cuore Immacolato di Maria”? Non sente che in questo mescolare sacro e profano c’è un fondo maleodorante di presunzione, di apocalittismo, di leggerezza e di impudenza, che ricorda paradossalmente il fariseismo di certe esibizioni tipiche delle sette protestanti americane? Non si avvede che c’è qualcosa di ridicolo e caricaturale in tutto ciò? Non vede che è l’altra faccia della medaglia di quel cattolicesimo adulto da cui proviene il suo profeta?

        1. a lei pare normale che i membri o i sostenitori di un partito politico, a nome del partito – “Noi, Popolo della Famiglia” – si “vogliano consacrare al Cuore Immacolato di Maria”?

          No, anzi: mi pare del tutto normale. Mi pare anormale che un politico cattolico non lo faccia (o non faccia qualcosa di simile) e pretenda di fare qualcosa di buono.

          Altra cosa è minacciare l’inferno se uno non vota PdF, come sopra riportato, ma non si può accusare un’intera organizzazione degli eccessi di alcuni.

            1. Come tra stato e chiesa vi è una distinzione, così è tra vita politica e vita religiosa. Non vi è una vera separazione, perché la verità è una e quindi la morale è una, ma vi è una distinzione giacché stato e chiesa hanno fini diversi, anche se quello del primo è solo intermedio al fine dello stesso Sommo Bene. Il fatto che la politica sia solo un fine intermedio propedeutico ad un fine ultimo che è il Sommo Bene, cioè Dio, significa anche che questo fine intermedio determina la sua specificità: se il fine intermedio fosse interamente assorbito dal fine ultimo esso perderebbe la sua specificità e non sarebbe più un fine intermedio. Se la politica e lo stato fossero assolutamente assorbiti dal fine ultimo essi perderebbero la loro specificità. Il bene comune, che è il loro fine, da raggiungere (auspicabilmente, anche se ciò non sarà mai possibile perfettamente) nel rispetto delle verità naturali e divine (e ciò è propedeutico al Sommo Bene) arriva fino ad un certo punto, e riguarda sia il grano sia la zizzania. Uno non entra in un partito (non è certo il mio caso, a scanso d’equivoci) come entra nella Chiesa. Vi entra tenendosi le mani libere, almeno su certi temi cruciali. Non lo sposa, né si fa carico delle opinioni e dei comportamenti dei suoi colleghi. Vi entra in base a considerazioni che ritiene ragionevoli e sempre imperfette. Per un cattolico le più importanti sono quelle concernenti il rispetto della legge naturale, sul quale, peraltro, bene o male può e DEVE cercare di trovare convergenze anche con chi propriamente cattolico non è. Se io fossi un politico ai cattolici non prometterei proprio un bel nulla, tranne l’impegno. I cattolici adulti non fanno politica perché tutto il loro comportamento a cominciare dalle scelte a monte è una resa imbellettata e opportunistica, sulla base della “separazione” tra stato e chiesa. Il Popolo della Famiglia, invece, non solo non separa, ma nemmeno distingue, e così si pone fuori dalla politica. Ma cos’è questa specie di preghiera di partito?

              1. Ma tutta questa risposta cosa c’entra con la Consacrazione al Cuore di Maria? Non hai risposto al punto che ti ho fatto presente: senza bisogno di fare tante costruzioni mentali, rimane che un cattolico, qualsiasi cosa faccia, anche il politico, non otterrà niente senza l’aiuto soprannaturale, perché noi siamo solo strumenti della Grazia. Se uno pensa di fare tutto da solo, non concluderà niente. Questo può essere compreso da un singolo cattolico che si candida p.es. nella Lega, senza che sia necessario che la Lega riconosca questa cosa a livello organizzativo (se non altro perché la Lega non è un partito confessionale); ma può anche essere compreso da un partito che si struttura esplicitamente in quel senso, se decide di essere confessionale. Se ad uno non piace, non entra in quel partito e siamo tutti contenti. Non c’entra niente tirare in ballo lo stato, perché un singolo partito non è lo stato.

                Se poi vogliamo tirare fuori lo stato, pur essendo un discorso a parte: per me lo stato laico è un fallimento. Io credo nella Regalità Sociale di Cristo, che vuol dire riconoscere che lo stato non è in grado di raggiungere gli scopi che si prefigge se non è ordinato a Gesù Cristo. Questa non è un’invenzione mia, o di altri, o un’esagerazione come sicuramente sta per scriver exdc, ma parte della Dottrina Sociale della Chiesa, che nessuno ha abrogato (né potrà farlo), ma della quale semplicemente si sta facendo finta che non esista:

                http://www.vanthuanobservatory.org/ita/la-regalita-sociale-di-cristo-e-la-dottrina-sociale-della-chiesa/

                1. Ma guarda che la Dottrina Sociale nel riconoscimento della Regalità si attua nei modi che io ho sopra espressi (e l’articolo che hai linkato indirettamente lo conferma). E guarda che lo stato è sempre laico, anche quando è confessionale. E’ Cristo che ha distinto ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio. E’ per questo che mi sono dilungato su distinzioni, fini intermedi, ordinati sempre al Sommo Bene ecc. ecc. Qui mi pare si faccia confusione. Quanto al Pdf: 1) chiamarlo partito confessionale mi pare poco, visto il settarismo esaltato da Chiesa degli Ultimi Giorni o giù di lì; 2) che serve, oggi, un partito confessionale? a fare confusione, a disperdere le forze, a chiudersi in una ridotta, per pura gratificazione e nessun costrutto? 3) Non contesto certo l’aiuto soprannaturale ma contesto che lo si chieda attraverso una “specie di preghiera di partito”.

              2. ” i cattolici adulti non fanno politica perché tutto il loro comportamento a cominciare dalle scelte a monte è una resa imbellettata e opportunistica, sulla base della “separazione” tra stato e chiesa. ” Quindi si lasci la politica ai cattolici NON adulti (magari un po’ adulteri…), quelli “così così” ??

                1. In politica la scelta perfetta non esiste mai, perché questa è la natura della politica. L’offerta della scelta perfetta è quasi sempre un imbroglio. Il Pdf la offre, ma a prezzo di contribuire all’isolamento e all’irrilevanza. Chi lo voterà si sentirà bene, e il suo capo meglio ancora: ma è una gratificazione in fondo egoistica e distruttiva, fatta salva la buona fede di molti. La scelta invece deve essere ragionata, e fatta in base al quadro complessivo della situazione. Per parlar chiaro, quando il puttaniere Berlusconi fu fatto fuori nel 2011, a gioire in campo cattolico furono in molti: molti di quelli ormai iscritti idealmente al partito di Repubblica, ma non pochi di quelli che a “destra” (diciamo così) ingenuamente speravano nella rinascita di un conservatorismo politico timorato, virtuoso ecc. ecc: insomma, il centrodestra “perbene”, versione cattolica. Io, nel mio piccolo, o piccolissimo, li ammonii che senza il bastione Berlusconi sarebbe crollato tutto: come puntualmente è avvenuto. E difatti dopo 7 anni siamo ancora qui ad aggrapparsi all’architrave berlusconiana: ma è colpa sua? Questa è la realtà. E la Chiesa, tacitamente o no, in passato ha fatto mille volte mostra di realismo. Il cattolicissimo Filippo II, re di Spagna nei giorni di Lepanto, era un piccolo sultano da questo punto di vista, come ci raccontarono con grazia tutta diplomatica gli ambasciatori veneti alla sua corte.

                  1. Scusa ma non trovo una risposta che sia diretta alla mia domanda…

                    O meglio quel che mi pare di capire è: “la politica è una cosa sporca. Se siamo cattolici adulti, lasciamo che qualcun altro si sporchi le mani…”.

        2. MARCO PAOLA

          Ma guardi, sinceramente no.
          Vedo che l’unica evidenza è che le sue sono supposizioni, ipotesi o illazioni. Questo lo vedo con evidenza. O meglio, potrebbe anche essere come dice Lei, ma vedo anche che potrebbe benissimo non esserlo. La parola “illazioni” definisce bene, penso, quel che Lei dice e ipotizza.

          DAL DIZIONARIO:

          illazione[il-la-zió-ne] s.f.

          1 Ragionamento con cui si trae una conseguenza da una o più premesse che possono essere anche false: procedere per illazioni

          2 Supposizione arbitraria: lasciar perdere le i.

          Quel che vedo con chiarezza invece è l’esperienza fatta, quella che io ho fatto al Family Day. Lei c’è stato?
          Guardi che non voglio in alcun modo essere offensivo, dico solo, per onestà, che le sue obbiezioni ..sono supposte. Ossia non sembrano a me (senza altri dati) frutto di una esperienza di bene fatta.
          Nel mio primo intervento ho cercato di descrivere l’esperienza fatta al FD cercando (seppur succintamente) di dire che è stata un’esperienza di bene reale.
          Comunque non me ne voglia. Qua si dialoga …o ci si prova.

  30. Io, essendo cattivissimo, di Adinolfi ho sempre avuto una pessima opinione. Recentemente di questo bel tipo ho scritto: “La ragione remota della nascita del personalissimo partitino del popolo al 100% cattolico è che a Mario Adinolfi non riuscì di diventare un cattolico adulto di successo: non per mancanza di talento, ma per troppa ambizione. Ritenendosi in gambissima e più sveglio del 99,99% del genere umano, l’ex democristiano di sinistra e co-fondatore del Partito Democratico non ha mai sopportato di essere il N° 2 di qualcosa o qualcuno, figuriamoci il N° 78 o 84. Dopo essersi guardato un po’ attorno (alle elezioni 2013 votò Scelta Civica alla Camera e M5S al Senato), da giocatore di poker qual è decise allora di buttarsi con determinazione dalla parte del cattolicesimo non adulto: all’uopo scrisse un libro/manifesto dal titolo appropriato, Voglio la mamma, per poi iniziare la crociata vera e propria con il lancio del quotidiano La Croce, e per finire in bellezza fondando il partito con la tecnica del colpo di stato, cioè trafficando nell’ombra e mettendo i suoi amici dell’organizzazione dei Family Day di fronte allo scippo compiuto. Il tutto messo in opera con la giovialità fredda e manipolatrice di un uomo che – lo credo fermamente – non crede assolutamente a nulla. L’ipocrisia del cattolico adulto sta nel giustificarsi a posteriori con la teoria del male minore facendo di proposito a monte il male maggiore con scelte politiche assurde che lo condannano all’irrilevanza; Adinolfi, che di quella scuola di potere è figlio, fa di proposito lo stesso in nome del bene maggiore: il primo resta un membro della nomenklatura, il secondo resta a capo della sua setta.” Ma i guai di oggi erano prevedibili già all’indomani del golpe. Il problema della conciliazione delle due linee politiche (in solitaria o in gruppo) nemmeno si pone perché la logica della nascita del Pdf è di natura rivoluzionaria: o prendo tutto o quello che non prendo lo accuso di controrivoluzione. Io lo intesi subito:https://zamax.wordpress.com/2016/03/11/sul-golpe-di-adinolfi-a-futura-memoria/

        1. MARCO PAOLA

          In FORZA ITALIA ad esempio, mi pare che ci siano:
          • Olimpia Tarzia,
          • Claudia Prochietto,
          • Lucio Malan
          ..che sono candidati pro vita e famiglia.
          Bisogna vedere la reale possibilità che salgano in Parlamento queste persone.

          Diversamente io dico PDF sempre e comunque. 🙂

          Nel centrodestra chi individuiamo? ..mi pare …

          QUARTO POLO
          • Eugenia Roccella,
          • Gaetano Quagliariello,
          • Matteo Forte,
          • Luigi Amicone

          LEGA
          • Lorenzo Fontana,
          • Simone Pillon,
          • Vito Comencini,
          • Giancarlo Cerrelli,
          • Giancarlo Giorgietti,
          • Lorenzo Gasperini,
          • Alessandro Pagano,
          • Massimiliano Fedriga

          FRATELLI D’ITALIA
          • Federico Iadicicco,
          • Carlo Fidanza,
          • Giovanni Donzelli

          Però chiedo un aiuto per due questioni fondamentali e puntuali:
          1 – individuiamo nomi, cognomi e curriculum dei candidati votabili secondo i criteri della Dotrina Sociale della Chiesa.
          2 – vediamo le reali possibilità e posizionamenti e confrontiamoci su questo. Per reali possibilità intendo, come esempio: votando un Pillon voto inevitabilmente e contemporaneamente la Bongiorno, giusto? Sì è giusto purtroppo. Intendo questo livello di dettaglio se c’è qualcuno in grado di aiutare. Tks

  31. Pingback: PopoloDellaFamigliaPadova.org

  32. Di politica non me ne intendo molto, ma nel mio piccolo ascolto, per votare il meno peggio….

    Come fai.. fai male….almeno io penso cosi, mi ricordo un detto che dicevano gli anziani di una volta…non c’è nulla di più sporco della politica…prima la loro poltrona…poi .. se mai per il popolo
    E questo da quando mondo è…
    Anche li ci vuole un grande discernimento, e non è facile..(..le eliti ci sono e disturbano il vero bene sociale, gli altri sono tutti sotto controllo sotto un cerchio di persone malvagi ….io ho capito questo, forze mi sbaglio ?? non lo so…)

    Apriti O cielo…..

I commenti sono chiusi.