Archive for dicembre, 2016

31 dicembre 2016

Te Deum laudo per mio marito

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Te Deum laudo per mio marito, che è rimasto ancora quest’anno con me, nonostante dopo centomila chilometri di corsa le giunture di una vecchia signora andrebbero rottamate per legge.

Te Deum laudo per come tronca le mie lamentele, ascoltandomi solo quando serve (va be’, qualche volta anche un po’ meno, tipo quando gli parlo dei prof dei figli, e adesso non sappiamo con quale insegnante ha parlato: l’ho mandato da quella di latino e mi è tornato riferendomi di un tema di italiano che lui non ha mai fatto, e comunque lo sconosciuto ragazzo di cui parlava quella signora – chi sarà stata? – ha preso 8 e mezzo).

Te Deum laudo per le volte in cui invece le mie lamentele le ascolta, e cerca una soluzione pratica e si dimentica sempre che io invece volevo un complimento, ti lodo perché ha ragione lui, i complimenti non mi servono, le soluzioni pratiche moltissimo, i complimenti sono gratis, le soluzioni pratiche costano, i complimenti alimentano solo la mia vanità, le soluzioni pratiche fanno il mio vero bene.

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29 dicembre 2016

Anno nuovo, sia fatta la Tua volontà

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Oggi ero al telefono con un’amica – si sa, questo è tempo di bilanci e di propositi, e BISOGNA per forza sentirsi – e siccome siamo donne andiamo subito al cuore della questione, prendiamo sempre sul serio la reciproca domanda “come va?” (che invece, si sa, per l’uomo è un distratto intercalare).

Va che dobbiamo sempre di più imparare a vivere consegnate. Chiediamo ogni giorno nel padre Nostro che sia fatta la sua volontà, ma in realtà non è che ci interessi moltissimo conoscerla, se non è proprio aderente alla nostra, se il suo progetto è impegnativo o doloroso o faticoso. Invece la volontà di Dio dovrebbe essere oggetto e fine di tutte le nostre preghiere. Solo così la preghiera e la vita diventano unitarie, mai ci separano da noi stessi.

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25 dicembre 2016

Ricordati (di) Chi sei

di autori vari

di Leone Magno

Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.

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24 dicembre 2016

Lettera di Natale

di autori vari

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Lunedì 19 dicembre 2016

Ecco vi annuncio una gande gioia, che sarà di tutto il popolo. Oggi è nato il Salvatore, il Cristo Signore!”(vangelo di Luca).

 

“Salvatore”, benvenuto.

Mi chiamo Carlo e abito a Douala, la più grande città del Camerun.

Come molti degli abitanti di questa città non sono nato qui, quest’anno vi trascorrerò il mio settimo Natale.

Douala è una città piena di contraddizioni, è la capitale economica del paese ma la maggioranza della gente dice che non ci sono i soldi. In tanti vengono alla ricerca di un lavoro ma alla fine sono sfruttati da coloro che i soldi ce li hanno davvero.

Douala è la città dei giovani, ma i giovani non hanno voce e soffrono della malattia chiamata “individualismo”. Tante ragazze sono sfruttate dai ragazzi e poi abbandonate con il frutto del loro grembo. I quartieri sono sporchi e non curati eppure i giovani potrebbero fare qualcosa.

Douala è una città di mare, ma la gente di mare, i pescatori non ne approfittano appieno perché non hanno la mentalità del risparmio.

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24 dicembre 2016

Emergenze teologiche

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano  

A una mamma capita di affrontare emergenze teologiche affettando la carne o infliggendo minestroni. L’altra sera, appunto, una delle mie bambine, cinque anni, mi ha chiesto a bruciapelo: “mamma, chi non crede in Gesù bambino ma solo in babbo Natale va all’inferno?” Poiché sono stata io, non posso negarlo, a raccontarle che Gesù ha detto “chi crede in me avrà la vita eterna”,  mi sono trovata costretta a rispondere l’unica cosa che non mettesse in discussione la mia coerenza. “Be’, sì, se lo rifiuta fino alla fine sì”. “Oddio! Quindi anche la mia amichetta?” Di nuovo, in nome della coerenza ho dovuto dire che sì, è così, anche se l’amichetta ha quattro anni, ed è ancora in tempo per cambiare idea.

D’altra parte è scritto nel Vangelo, e non voglio essere io ad avere la responsabilità di averlo addomesticato. “Anzi, tu devi essere così buona con lei da convincerla a venire dalla tua parte”. Mia figlia è una minuscola donna di parola, è la stessa bambina che va nel panico se qualche volta mi sfugge l’espressione “lo giuro”, che, come è detto sempre nel Vangelo, non si deve usare mai (il vostro sì sia sì…).

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22 dicembre 2016

Alcuni segni di sanità teologica e pastorale

di autori vari

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di Giacomo Biffi

La rassegna delle più diffuse “idolatrie” non deve indurci a credere che tutto sia traviato nella cristianità e non ci siano più veri adoratori del Dio vivo. Bisogna anzi riconoscere che lo Spirito Santo è all’opera oggi più che mai e riesce coi suoi inattesi prodigi ad alleviare gli effetti nefasti di una insipienza ecclesiale che ha raggiunto ai nostri giorni vertici di eccezione.

E così le comunità cristiane, svigorite e disanimate da un’acutissima mondanizzazione, ricevono vitalità e conforto dall’incontro con persone, gruppi, movimenti che, con varie forme e colorazioni spirituali diverse, sinceramente si determinano a una generosa adesione all’Evangelo e a una totale partecipazione all’evento salvifico.

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21 dicembre 2016

Con don Giussani in Terra Santa sulle tracce di Cristo

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Detengo il record mondiale assoluto di persona alla quale è stato più volte spiegato il conflitto israelo palestinese, invano. Mi impegno, ascolto, ci provo, ma niente. Immaginate dunque in che situazione mi trovo: Luigi Amicone mi ha chiesto di presentare con lui il suo libro Sulle tracce di Cristo”, che ripercorre l’unico viaggio che fece don Giussani in terra Santa, nel 1986, dunque trenta anni fa. So pochissimo di Terra Santa, so pochissimo di Don Giussani, ho letto pochissimo del libro di Amicone perché lo comprerò giovedì alla presentazione (in libreria non c’è, e online non mi sarebbe arrivato in tempo).

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20 dicembre 2016

Un pescivendolo nel diorama

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di Emanuele Fant  per Credere

Dalle mie parti c’è un negozio di addobbi natalizi dove puoi fare la foto sulla slitta, comprare finti ghiaccioli, selezionare centrotavola invernali. Noi ci andiamo perché i bambini iniziano ogni nuovo Avvento come se fosse il primo, quindi dobbiamo perlomeno rinnovare qualche pallina dell’albero.

Quest’anno ho assistito a un fatto strano. Un enorme plastico riproduceva il villaggio di Natale, rendendo più appetibili le singole confezioni in vendita sugli scaffali intorno: la giostra con i cavallini, il negozio di dolciumi, i lampioni di foggia ottocentesca che nascondono una lampadina led.

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19 dicembre 2016

Sulle tracce di Cristo

di Costanza Miriano

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Il fatto è che è realmente esistito uno che diceva di essere Dio, nato sotto Augusto, morto sotto Tiberio. O diceva la verità, o era un pazzo bugiardo, ma non si può dire di amare il suo insegnamento non credendo alla sua risurrezione.
Ogni tanto qualcuno parte per la Terra Santa sulle tracce del fatto storico realmente avvenuto. Don Giussani ci andò una sola volta, nel 1986, e il libro  SULLE TRACCE DI CRISTO di Luigi Amicone che racconta il suo viaggio viene ripubblicato oggi, trenta anni dopo.

Ne parleremo giovedì 22 dicembre a Roma, la sera in una parrocchia (san Giovanni Battista De Rossi), alle 14,30 invece a Montecitorio insieme ad Alfredo Mantovano e a me (trafelata post recita natalizia). Siccome si tratta della Camera dei Deputati bisogna dare il nome prima (e non venire in ciabatte e accappatoio alla grande Lebowski). Chi pensa di venire lo scriva qui sotto, nei commenti, per favore. Non serve il curriculum per entrare alla Camera .

Entrata da Via della Missione, 8.

19 dicembre 2016

Santi in mezzo a noi

di autori vari

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di Federico Robbe

Da un paio di mesi ho cambiato lavoro. E come sempre, all’inizio, ci si muove un po’ a tentoni, cercando di capire in fretta ma sbagliando mille volte. E quando tutto sembra andare storto prevale una gran fatica. Così a volte uno si abbatte, inutile negarlo, e la sera torna a casa col muso. O con la testa altrove. Al termine di una di queste giornate di fuoco mi sono rimesso al computer per rispondere ad alcune mail. Nella posta in arrivo mi cade l’occhio su un messaggio che mi era sfuggito. Racconta di una persona in un paese vicino al mio, che non conoscevo direttamente, pur avendo in mente la sua vicenda. Una mamma a cui era morto un figlio in un incidente stradale, circa un anno fa. Era uno dei suoi quattro figli, trentenne, investito mentre stava rientrando a casa in moto.

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18 dicembre 2016

Una vecchiaia vigorosa

di admin @CostanzaMBlog

quercia_secolare_nottoria_norcialavpidi Innocenza Laguri

Arrivo alla messa prefestiva di sabato 28 agosto portando in modo depresso il peso della mia età, come dice un lavoro sociologico che, come spesso (non sempre) scopre l’acqua calda: le persone sui settant’anni  si sentono vecchie quando arrivano gli acciacchi. Io arrivo a messa dopo aver iniziato una cura per combattere un’alta pressione agli occhi che mi ha causato mal di testa fastidioso e invalidante , cura cui sono arrivata a)autofacendomi una anamnesi  con l’aiuto del pc  b) rivolgendomi all’oculista. La cura mi rimbecillisce, dà un po’ di nausea e vertigini e si inserisce nell’esperienza depressiva del giorno precedente quando sono stata “ costretta” , sempre con tali sintomi, a vedere pure  la mia immagine nello specchio di un ottico (che ingrandisce, forse, rughe e occhiaie ) per il cambio occhiali.

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16 dicembre 2016

Catechismo, il problema è la fede degli adulti

di autori vari

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di Benedetta Frigerio

Fare catechismo ai bambini? “Sembra che oggi i preti abbiano molto altro di meglio da fare”. E’ così che padre Maurizio Botta, sacerdote della parrocchia di Santa Maria in Valicella a Roma, ha cominciato a novembre la presentazione del suo libro di catechismo “Le domande grandi dei bambini” (ed. Itaca, 127 pagine, 10 euro) a una platea di prelati e catechisti presso l’eremo dei Santi Pietro e Paolo di Bienno. Ma proprio perché il libro è una provocazione innanzitutto alla fede degli adulti, visibilmente colpiti dall’intervento di padre Botta, e siccome dalle domande dei presenti è emerso il bisogno di punti di richiamo innanzitutto a loro, il lavoro proseguirà. Presso l’Eremo di Bienno, i catechisti e i sacerdoti si troveranno a guardare insieme i filmati ideati da Botta e Lonardo visibili sul canale youtube “Catechisti Roma”. In attesa del secondo volume di preparazione alla Cresima (in uscita l’estate prossima) e di un incontro conclusivo con il sacerdote romano. 

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15 dicembre 2016

Difendiamo oggi i bambini dalle bugie di domani

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Ancora una volta sul web c’è chi dà patenti di misericordiosità. Io, ovviamente, non sono misericordiosa, perché ho attaccato il neo ministro Fedeli. Invece bisogna offrire appoggio, e collaborazione, e testimoniare senza opporsi. Ma al male, non alle persone, BISOGNA opporsi. E’ vero, abbiamo scherzato tutti sulla sua non laurea, ma molti senza parole offensive (io per esempio ho diffuso un invito alla sua fantomatica festa di laurea in un autogrill: saremo in più di dodicimila, io porto le patatine), e personalmente trovo molto deprimente che qualcuno pensi di sembrare più importante con una laurea (alcune tra le persone che stimo più al mondo non ce l’hanno).

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14 dicembre 2016

Amatrice nell’attesa della nascita

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

A volte i santi te li vedi arrivare così, con una giacchetta nera di taglio maschile, le mani indurite dalla vita all’aria aperta, le guance arrossate dal freddo. Gabriella mi è venuta incontro ad Amatrice senza tanti convenevoli. Cercavo qualcuno che mi parlasse di come si può vivere la spiritualità senza chiese, nella devastazione più totale. Immaginavo una donna emotiva e comunicativa – ero lì per fare delle riprese per la notte di Natale, e si sa che la lacrima si porta molto bene in video. Invece lei fa poche concessioni alle emozioni, ma dice la cosa giusta.

Quest’anno Natale avrà il senso che deve avere davvero. Noi non abbiamo più niente, non abbiamo le nostre cose, non abbiamo il calore di una casa, abbiamo perso delle persone. Noi la aspettiamo questa nascita.

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13 dicembre 2016

“Questo Natale ad Aleppo avrà un altro profumo”

di admin @CostanzaMBlog

 

 

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“La città di Aleppo finalmente sta per essere completamente liberata e unificata dopo quattro lunghi anni di divisione e di morte seminata da diversi gruppi armati siriani e non”. La testimonianza diretta giunge a ZENIT da mons. Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino.

Mentre lui parla, di sottofondo è nitido il suono dei colpi di mortaio. Stavolta però, rispetto ai mesi scorsi, è un sibilo di speranza, giacché testimonia l’assedio da parte dell’esercito siriano nella parte orientale della città, fino a poche settimane fa una roccaforte dei gruppi cosiddetti “ribelli”.

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12 dicembre 2016

Aborto e altri rimedi

di autori vari

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di Benedetta Moreschini

 La mia amica ha abortito. Me lo dice mandandomi una valanga di lunghissimi sms dopo mesi interi senza sentirci. Aborto terapeutico. Non capisco. Gli sms continuano ad arrivare e si accavallano ai miei di risposta. Non ci capisco niente. Basta, ti vengo a trovare. Dopo anni che non ci vediamo  sono a casa sua. Confusamente mi racconta tutto, parla e non si ricorda ciò che ha appena detto, è assente, come se vivesse in una realtà parallela. Mi dice che va vanti a forza di ansiolitici e antidepressivi. Continua a ripetermi la parola chiave, un parolone altisonante che fa paura solo a sentirlo e che è stato la causa di tutto: citomegalovirus. L’ha contratto all’inizio della gravidanza. Le hanno  fatto profezie apocalittiche, l’hanno messa davanti a scenari paurosi che lei, da sola, non poteva sostenere: ritardo di sviluppo, cecità, sordità, ritardo mentale del feto. Lei ha cercato per settimane, paralizzata sul divano, informazioni su questo terribile sconosciuto. Informazioni sbagliate da fonti sbagliate.

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9 dicembre 2016

Il capolinea della libertà e l’inizio della reazione. E non è solo antipolitica

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Hanno una strana idea di libertà, in Francia, dunque. Fare vignette in cui le tre Persone della Trinità hanno rapporti sodomitici è libertà espressiva, anzi è creatività e umorismo, e nessuno deve sentirsi offeso. Dire a una donna che si è pronti ad aiutarla affinché, se se la sente, faccia nascere suo figlio è un reato, punibile col carcere fino a due anni.

L’altro ieri è dunque passato anche al Senato francese, seppur modificato, il testo della legge che metterà il bavaglio a tutti i mezzi di comunicazione, compresi i siti internet, che cercano di salvare qualche donna e qualche bambino dalla carneficina quotidiana. Contro il genocidio censurato e finanziato dallo stato un manipolo di volenterosi oppone, si badi bene, non una azione o una resistenza attiva, ma semplicemente, mitemente, parole, consigli, offerta di aiuto pratico, informazioni. Tutte le donne che conosco, se sono passate attraverso il dolore dell’aborto, dicono di non essersi rese conto di quello che stavano facendo, tutte, dopo, dicono con strazio “magari qualcuno mi avesse fermata”. Ecco, da oggi i prolife francesi non potranno più provarci, a fermarle.

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8 dicembre 2016

Essere spose

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano, dal libro QUANDO ERAVAMO FEMMINE

Care le mie piccole donne,

ogni tanto nelle giornate frenetiche che ben conoscete, quando torno dal dentista trascinando di peso Livia nella mia corsa, praticamente buttandomi sotto i tir per attraversare la strada e tentare di entrare nel negozietto del cinese prima della vecchietta cicciona che stara li, me lo sento, almeno sette minuti a scegliere un rocchetto di filo – ≪ma io, signora, devo comprare le ghirlande per il lavoretto della prole e poi fiondarmi a casa, infilare in una borsa tre mutande, lenti a contatto e un po’ di cioccolata e cercare di prendere un treno per Parma, quindi mi perdonerà cara se la ribalto con una gomitata ≫.

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