Quelli che “Tutti leggono la Croce? IO NO”

di autori vari

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di  Francesco Natale

I letterati così come i lettori della Settimana Enigmistica lo ricorderanno: Farinata degli Uberti. Colui che, ergendosi sprezzante da sepolcro di fuoco “Tien l’Inferno in gran dispitto”. Uno degli sconfitti per eccellenza, in eterna e vana ricerca di una ormai perduta dignità spirituale in quel dell’Oltretomba. Perché, al di là della comprensibile infatuazione letteraria che la sua figura può suscitare, a Satana non gliene può fregare di meno della scarsa considerazione che Farinata dimostra nei confronti della sua “ospitalità”.

Più prosaicamente esiste oggi una moderna forma della “sindrome di Farinata”, chiamiamola così: quella del batterista frustrato. Lo riconoscerete subito: incensate un disco a caso dei Primal Fear e sottolineate la stratosferica perizia tecnica di Aquiles Priester, il loro attuale drummer, e vi sentirete in automatico rispondere: “Si. Ok. Ma queste cose le facevano già i Toto 30 anni fa con più groove e meno banalità”. Formula espressiva che implica: 1) Io so comunque suonare meglio di Priester e di Porcaro messi assieme; 2) Nessuno ha ancora capito come e quanto io lo sappia fare meglio; 3) Continuo a non capire come sia possibile che ai miei concerti alla bocciofila di Calvari, presso la Polisportiva Don Femore, non venga mai nessuno.

Sconfittismo allo stato puro, livore malcelato verso “chi fa”, accidia non temperata dal salutare argine dell’ozio: perché il batterista frustrato NON ozia mai. Lavora anzi con tetragono stachanovismo al fine di erodere ed ossidare il proprio prossimo per farne un suo simile. Voi siete la sua tartina, il suo disagio profondissimo e radicato è la marmellata con la quale egli vuole ricoprirvi.

Ora, come molti di voi sapranno, dal 13 Gennaio scorso è uscito un nuovo quotidiano: “La Croce”, diretto da Mario Adinolfi. Quotidiano non “confessionale” ma di chiara ispirazione Cattolica.

Io, come moltissimi altri, da pessimo Cattolico ed eccellente peccatore ho esclamato: “Finalmente!”. Perché, senza entrare nel merito della linea editoriale e dei contenuti (compratelo e leggetelo: fate prima e, garantisco, NON ne resterete delusi. In nulla), ritenevo e ritengo che La Croce vada a riempire una nicchia troppo a lungo rimasta vuota o comunque mal riempita. Una nicchia di mercato, certamente, ma non solo: si pone come punto di riferimento, come “casa comune” se vogliamo, come fenomeno fortemente aggregativo di quella innumerevole moltitudine di Cattolici (e non solo) troppo a lungo lasciati soli o, peggio, in balia del disorientamento generato da altri “media” di settore più attenti alle lusinghe del mondo “progressista” che alla retta dottrina. Un’operazione, quindi, salutare nei presupposti così come negli esiti.

Questo, ovviamente, non implica che tutti debbano leggere La Croce, che tutti debbano apprezzarne la linea editoriale, che tutti debbano astenersi dal criticare, e pesantemente magari, tale iniziativa.

Ci mancherebbe.

Ma…si, c’è sempre un “ma”.

Non ho potuto fare a meno di riscontrare come e quanto le “critiche” più acri, spietate, sprezzanti, spesso stupide ed inconsistenti, sempre livorose, siano provenute da certa parte, minoritaria ma consistente, del Cattolicesimo sedicente “oltranzista”.

Non mi stupisce che il lettore medio di Repubblica o il consumatore compulsivo di libri di Augias si esprima in certi termini nei confronti de La Croce. Nemmeno mi stupisce, se è per quello, che l’abbonato a Famiglia Cristiana munito di santino d’ordinanza di Don Sciortino veda il nuovo quotidiano come il fumo negli occhi.

E’ triste invece rilevare come Cattolici di buona formazione, di intelletto non comune, di Fede in apparenza solida si siano ridotti a biascicare il “patois” spregiativo di un Eugenio Scalfari qualsiasi. Il comune leidmotiv è, sfumatura più, sfumatura meno, sempre il medesimo: operazione editoriale fuori tempo massimo, ormai è tutto finito, non è comunque questa la strada giusta, troppo giovanilismo, Cattolici inconsistenti che vorrebbero insegnare ai Cattolici “veri” come comportarsi.

Nuovamente, sconfittismo allo stato puro al quale si aggiunge l’elemento non trascurabile del “IO avrei saputo far meglio e di più”. Eccoci di fronte al nostro “batterista Farinata” il cui “genio” e il cui “talento” continuano, inspiegabilmente, a non essere riconosciuti, ma, nonostante ciò, pretende di tenere il mondo intero “in gran dispitto”. Sostanzialmente inascoltato, bontà sua.

Di molti ho letto i commenti, altri li conosco di persona e quindi ci ho discusso vis-a-vis. Un’esperienza, Iddio mi perdonerà, estenuante peggio di una riunione di condominio a Scampia o della raccolta manuale dei pistilli di zafferano in Abruzzo.

Ho riscontrato la precisa volontà di spegnere e dissolvere ogni possibile entusiasmo, per infantile che potesse essere. I miei interlocutori, guarda caso tutti “sedevacantisti” e spregiatori di Papa Bergoglio, sono riusciti a coniugare ad un fatalismo peggio che protestante (“E’ tutto finito”) l’invidia pura nei confronti di chi ha fatto e sta facendo (se Bene o male si vedrà: intanto fanno), verso chi con coraggio e umiltà ha deciso di dare vita ad un progetto comune, partendo da un presupposto a mio giudizio assai salutare: trasformare in arcipelago tantissime “isole” fino a ieri abbandonate a loro stesse, ignorate, la cui voce è rimasta troppo a lungo inascoltata o non ha comunque avuto alcun canale di comunicazione.

Geni, magari, questi Farinata in erba, la cui “genialità” resta autoconfinata nelle catacombe della nevrosi. Una nevrosi che certamente può dipendere in parte da vicende umane ed emotive senz’altro poco felici, da super-ego costruiti in provetta e fasulli quanto una banconota da tre Euro, dall’aver forse troppo letto e letto male, confermando così quanto diceva Giovannino Guareschi quando affermava che “troppa cultura può far male”. Una nevrosi che, per altra parte, dipende secondo me dall’incapacità di gestire correttamente i colossali flussi informazionali ai quali siamo tutti quotidianamente sottoposti: notizie che si sovrappongono a notizie e si incrociano con altre notizie. Simultaneamente e da tutto il mondo. Un fenomeno che può dare l’idea, qualora ci si sia autoconvinti di avere un solido apparato critico, di essere quasi onnipotenti ed onniscienti. Una conoscenza putativa, quindi, che non porta nessuna gioia e nessuna consolazione, ma che anzi rafforza la convinzione di essere ormai prossimi agli Ultimi Giorni, scenario per altro ipotizzato in tempi non sospetti, ovvero circa 30 anni fa, da Michael Crichton. Esemplificativo quanto uno dei suddetti mi ha risposto alla domanda: “Hai letto La Croce?”.

Risposta: “Ma cosa vuoi che me ne freghi?!? Ti rendi conto che la Banca Nazionale Thailandese ha aumentato dello 0,25 il tasso di sconto?!?!? E’ finita. Finita, ti dico”.

No: francamente non me ne rendo conto. Tutto quello che mi è venuto da rispondere è stato, alla romanesca: “Ah! E ‘sticazzi non ce lo metti?”

Ad maiora

 

fonte: spaccavetri

124 commenti to “Quelli che “Tutti leggono la Croce? IO NO””

  1. Io leggo la Croce e a Dio piacendo continuerò a leggerla. Da diverso tempo seguo questo gruppo di persone di buona volonta’ che potranno anche sbagliare, ma come detto nell’articolo, almeno fanno. Ogni critica presuppone una proposta concreta alternativa e migliore, altrimenti è meglio tacere, si fa più bella figura. Ma non dimentichiamoci che nel nostro mondo, anche il nostro mondo cattolico, l’invidia muove tutto. Ogni critica, ogni giudizio negativo è mosso dall’invidia.

  2. Articolo geniale, e non nel senso dei geni frustrati citati lassopra, che conosco bene sia in quanto altrettanto pessimo cattolico che in quanto onesto musicista! Quella del ‘saperla meglio’ è una tentazione da cui nessuno è immune, e articoli come questo fanno tenere alto il tiro. Grazie.

  3. Sono abbonata a “La Croce” e quando posso compro anche la carta così poi posso regalarla a qualcuno… Ho incontrato Mario Adinolfi a Bolzano in un momento in cui pensavo che fosse davvero “tutto perduto”; mi sentivo sconfitta e spaventata. Quando mi sono fatta autografare il libro, Mario mi ha detto “No che non è tutto perduto! C’è ancora tanto che possiamo fare!”. Beh, mi ha ridato fiducia e speranza e mi ha fatto sentire che non ero sola. Quando leggo La Croce mi sento a casa perché questo giornale annuncia la Verità. E la Verità ci rende liberi, liberi dalla paura che ormai il mondo sta andando a rotoli e non rimane piu’ nulla da fare… Grazie Mario & Co. Vi ricordo sempre nelle mie preghiere! Con affetto

  4. Costanza io la Croce la leggerei volentieri. Ma mi pare un po’ caro il giornale. Mi spiego. Io oramai di giornali di carta non ne leggo. Lo leggerei volentieri online. Assieme a Lettera 43 , l’Intraprendente , L’Indipendenza ed il Miglio Verde (http://www.miglioverde.eu/).
    Il Miglio Verde è solo online e solo a pagamento. 25€ l’anno. Venticinque.
    La croce annuale costa 180€. Ora io capisco anche che non sono la stessa cosa, ma per un abbonamento online io son disposto a spendere fino a 10€/mese. Non fosse altro perché non ho mai il tempo di sviscerare tutto un quotidiano, ma solo alcuni articoli. La mia giornata è di 24 ore…..
    Cordialmente

  5. …per qunto, almeno, rigurdante Farinata delli Uberti, se qolcheduno, succed, che della poesi non ne cpisca un cazzo, cazzi sua!,,

  6. La Croce è proprio un bel giornale. Pensato bene, scritto bene. Lo dico perché lo leggo con piacere, e questo non capitava più ormai con altri quotidiani. È un giornale che insegna, mi aiuta a capire, contemporaneamente mi rappresenta e mi da voce. È un giornale illuminato e illuminante perché sta dalla parte del bello e del buono, del vero e del giusto. Un giornale che vuol far la mia battaglia, non senza di me, anche grazie a me.
    Il 2014 è stato un anno strano, ho speso dei soldi inutilmente, ma, dopo una certa riflessione mi sono abbonato alla Croce, scoprendo di fare un investimento. Prima spendevo soldi in altri giornali, impossibili da leggere, lontani da me, semplicemente lontani da me. Ora, a casa, durante colazione, scarico nel mio tablet tutti i giorni in cui esce il mio quotidiano, con comodità, serenità, desiderio di in/formazione .
    Bellissimi i doni di Dio.
    Grazie a chi sta conducendo questa battaglia. Altro che spazi editoriali chiusi! Era necessario un quotidiano così!

  7. Noi ci terremmo a leggerlo ma a Courmayeur , pur essedo un ottimo bacino d’utenza , non arriva ….potete sollecitare il distributore …grazie B.M.

  8. E’ un peccato che non arrivi in tutte le edicole ma solo nelle citta’!……..

  9. L’ha ribloggato su paolabellettie ha commentato:
    Troppo bello!

  10. KEEP CALM….E LEGGI “LA CROCE” 😉

  11. io ho sposato in pieno la causa. Lo compro sempre o dovunque. Lo leggo sempre e ovunque. Lo “dimentico” in posti strategici…vedi mai che qualcuno ci butta l’occhio su!
    Un’unica piccola richiesta (puramente materiale,ma si sa, siamo fatti anche di questo): visto il prezzo non economicissimo per un quotidiano,non è che potreste aggiungerci un paio di fogli?

  12. Se tra noi cattolici mettessimo metà dell’impegno che profondiamo a menarci tra di noi nell’annunciare il Vangelo, le chiese dovrebbero fare doppi turni.
    Io la chiamo la sindrome dei Boanerghes, uno a destra e l’altro a sinistra e gli altri sotto. Ahimé, ancora non ce ne siamo liberati.
    PS: Croce in provincia! Così non devo mandare i droni a procurarm il cartaceo!

  13. non arriva nelle edicole della mia città,in puglia ….per me non è un problema, sono abbonata ma …serve anche il cartaceo per regalare copie e far conoscere un ottimo giornale ad amici e non

    • Basta che non diventi un giornale dove dei cattolici criticano i cattolici che criticano altri cattolici (o il Papa).

  14. Premetto di non avere ancora letto la Croce e che è da poco tempo che seguo il blog di Costanza (della quale però ho letto i tre libri che nel complesso mi sono piaciuti). Non posso però fare a meno di rilevare, dopo aver letto questo articolo, che, purtroppo, anche chi sostiene il nuovo quotidiano, sentendosi dalla parte del giusto e difendendo un’iniziativa in cui crede fortemente, manchi di rispetto per il lavoro altrui, altrettanto meritevole di considerazione anche se non condiviso (mi riferisco allo sprezzante riferimento al settimanale Famiglia Cristiana ed ancor peggio al suo direttore don Sciortino). Perchè noi cattolici dobbiamo essere sempre sulla difensiva, arroccarci sulle nostre posizioni? Spesso mi chiedo cosa pensi Dio di tutto questo… ma crediamo davvero che Dio abbia bisogno di essere “difeso”? Lui che può tutto e continua ad operare nella storia, qui ed ora, in ogni parte del mondo? Noi possiamo solo provare ad imitare suo Figlio e amare e rispettare, tutti quanti, non solo quelli che la pensano come noi, proprio come ha fatto lui. Anche quando lo accusavano, lui non si è difeso, è rimasto in silenzio ed è stato messo in croce: ha dato la sua vita, prendendo su di se il male di tutti, proprio perchè ama tutti, senza etichette. Grazie per la pazienza!

  15. La Croce lo leggo e lo consiglio vivamente.

    Faccio solo un appunto.

    Adinolfi scrive:

    “Dal punto di vista della fede poi Prodi rivendicava una posizione da “cattolico adulto”, cioè completamente sganciata nell’azione politica da un riferimento all’ispirazione cristiana… Si può tranquillamente dire, però, che l’accoppiata Renzi-Mattarella è di altra pasta. Sì, continueranno da parte del presidente del Consiglio i vaghi accenni a una necessità di varare leggi che vadano nella direzione del matrimonio omosessuale “con un altro nome”. Dovrà pure tenere buoni gli Ivan Scalfarotto, le Paola Concia, gli Aurelio Mancuso vari.”

    Insomma, Renzi non sarebbe il tipico “cattolico adulto” alla Prodi. Renzi sarebbe – rincara Adinolfi – “un cattolico vero” (“Quel che è certo è che in questo 31 gennaio 2015 l’Italia volta pagina e lo fa con due figli di don Sturzo e due cattolici veri nei ruoli di maggior peso.”).

    Ebbene, a mio avviso su questo Adinolfi prende una topica gigantesca, s’illude e sarà presto disilluso. Son convinto che Renzi sia “cattolico adulto” tanto quanto Prodi e se ne distingua solo per uno spregiudicato e sfrontato pragmatismo (il patto del Nazareno sarebbe ripugnato a Prodi ma è un autentico capolavoro di astuzia politica, con cui Renzi ha ampliato a dismisura la propria egemonia sulla vita politica italiana, riuscendo nei fatti ad assumere il controllo dei voti parlamentari forzisti con l’illudere Berlusconi di essere ancora centrale e insostituibile per il Paese). Son convinto che la dottrina sociale della Chiesa interessi Renzi nella misura in cui gli possa servire a conservare la propria egemonia politica.

    Il tempo dirà se – come mi auguro – mi sbaglio, o se – come penso – la Croce dovrà andare allo scontro frontale con Renzi.

    Mi sembra più centrata l’analisi di Sapelli sul sussidiario:

    http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2015/2/1/SERGIO-MATTARELLA-Il-nuovo-potere-dei-democristiani-religiosi-e-renziani-/578224/

  16. D’accordo con Anto (poco sopra).
    Il riferimento sprezzante verso chi legge Famiglia Cristiana, con il seguito “E’ triste invece rilevare come Cattolici di buona formazione, di intelletto non comune, di Fede in apparenza solida…” (come a dire che chi legge Famiglia Cristiana non ha una buona formazione o una fede solida), è offensivo e stupido e spietato esattamente come i commenti contro “La Croce” fatti dai cattolici oltranzisti.
    Io sono abbonato a Famiglia Cristiana e leggo “La Croce”. E ho letto anche tutti i libri di Costanza. Con quali parametri potrò essere classificato? Cattoprogressista anomalo? Cattolico schizofrenico?
    Smettiamola di giudicarci e insultarci a vicenda, come se le diverse sensibilità degli altri, magari anche verso temi sociali oltre che etici, non siano altro che spazzatura.
    Non arriveremo mai al “che siano una cosa sola” se non cominciamo a rispettarci, e a riconoscere come un dono la ricchezza della varietà di carismi e sensibilità nella Chiesa.

  17. Avevo le mani bucate e mi sono abbonata. Continuo ad avere le mani bucate, per cui se riuscite a farlo arrivare nella Baja Marca, comprerò delle copie da distribuire.

    • Sull’argomento è interessante l’articolo di Robi Ronza pubblicato oggi dalla Bussola “Viva Mattarella?”(mi scuso, ma non so fare il collegamento).

      • Grazie; lo leggerò appena riesco a collegarmi alla Bussola (oggi non ci riesco, tanto che stavo cominciando a far congetture complottistico-hackeristiche…;-) )

        • @senmweb..
          già letto. e il fatto che Scalfari sia entusiasta dell’elezione, mi fa leggermentissimamente preoccupare…

            • @senmweb…

              p.s.avevo un tarlo che mi rodeva e sono andato a controllare.
              prova a digitare: corte costituzionale 162 2014.
              poi leggi direttamente. per comodità riporto il succo ( sostanzialmente il via libera all’eterologa):

              Per Questi Motivi
              LA CORTE COSTITUZIONALE

              1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui stabilisce per la coppia di cui all’art. 5, comma 1, della medesima legge, il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilità o infertilità assolute ed irreversibili;

              SENTENZA N. 162

              ANNO 2014

              REPUBBLICA ITALIANA
              IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
              LA CORTE COSTITUZIONALE

              composta dai signori: Presidente: Gaetano SILVESTRI; Giudici : Luigi MAZZELLA, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO,

              • Nero su bianco e molto istruttivo.
                Noto che che anche l’unica signora dell’onorando consesso risulta «cattolica ma non molto pubblicamente schierata in quanto tale» (https://robironza.wordpress.com/2015/01/28/una-donna-al-quirinale-lipotesi-marta-cartabia/)

                Quanto al verde (quello delle foglie) chi vuole continuare a spendersi per testimoniare che le foglie continuano a essere di quel colore farà bene a non porre troppa fiducia negli appoggi delle alte corti di quaggiù.

                • In due parole: se la legge Scalfarotto arriva a Mattarella la firma. Bisognerebbe che non gli arrivasse.

                  • Possiamo solo dire: che sei cattolico a fare? Capirai che soddisfazione!

                    • Il mio “Appunto” era in risposta al commento di Giusi 3 febbraio 2015 alle 11:50 (legge Scalfarotto).

                      Invece @ Giusi 3 febbraio 2015 alle 11:51 “che sei cattolico a fare”, una bella citazione
                      «Cristiano cattolico è chi il cristiano cattolico fa (parafrasando Forrest Gump). Un sedicente cattolico che promuove in “pensieri parole opere o omissione” leggi che vanno contro la vita e il diritto naturale agisce contro il Magistero della Chiesa Cattolica espresso in parecchie encicliche a partire dalla Humanae Vitae. Non chi mi dice “Signore, Signore” ma chi fa le opere del Padre mio, diceva Qualcuno. Poi, in cuor suo se la vedrà con Colui che solo conosce il cuore dell’uomo meglio dello stesso proprietario di tal cuore, non sta’ a noi giudicare.» (LidiaB a Berlicche, https://berlicche.wordpress.com/2015/01/29/il-secreto-dellurna/#comment-69359)

                    • @ Senm_webmrs e Giusi

                      ma Signore mie, un Giudice costituzionale non è chiamato a verificare la cattolicità o la giustezza delle leggi, ma, semplicemente, la loro conformità al dettato costituzionale.
                      Deve semplicemente valutare se un testo sia logicamente conforme ad un altro. Questo è il suo ruolo. Se proprio uno non se la sente, per le sue convinzioni religiose, può sempre dimettersi o, al limite, autosospendersi per un certo periodo, come fece re Baldovino, per non firmare la legge belga sull’aborto (un escamotage si trova quasi sempre…..).
                      Se io faccio l’attore non posso lamentarmi se mi viene assegnato il ruolo di un personaggio malvagio: semplicemente non accetto quel contratto. A69

                • Si, vabbè, ma che significa, per un giudice costituzionale, risultare «cattolica ma non molto pubblicamente schierata in quanto tale»?
                  Cosa dovrebbe fare per schierarsi pubblicamente in quanto tale? Nel suo mestiere, intendo.

                  • Un giudice costituzionale potrebbe mostrare di essere cattolico ad esempio non pronunciandosi per l’illegittimità costituzionale del divieto di ricorso alla fecondazione eterologa stabilito dalla legge 40/2004. E questo vale pure per il giudice costituzionale Sergio Mattarella.
                    Ma per la verità non è nemmeno questione di essere cattolici o non. Spalancando le porte all’eterologa in nome della Costituzione, la Corte – contravvenendo al proprio grave ufficio, quello di vegliare sul rispetto della Carta – ha vulnerato la Costituzione stessa. Ci vuole una buona dose di faccia tosta (e di piccino ossequio allo “spirito del tempo”) per inventarsi che la Costituzione italiana possa compatire la liceità del ricorso all’eterologa.

                    • @ Alessandro

                      e quale articolo della Cost. sarebbe stato vulnerato, ammettendo l’eterologa? A69

                    • e quale articolo della Costituzione sarebbe stato vulnerato non ammettendo l’eterologa? Il giudice costituzionale con quella sentenza è uscito fuori dai limiti del suo ruolo esprimendo un giudizio di merito anziché un mero giudizio tecnico di compatibilità con il dettame costituzionale.

                    • Si, è vero, però, tornando al discorso sul ruolo del Presidente della Repubblica, teniamo conto che in Italia ha un valore pressoché simbolico. Perciò Mattarella non solleverà le sorti del Paese, e neppure le affonderà.
                      E, dal punto di vista simbolico, va anche tenuto conto le possibili alternative attuali a Mattarella: non mi pare ce ne fossero molte (realistiche, intendo). E dei nomi che venivano citati nella rosa dei papabili (almeno dai giornali) vedevo nomi più preoccupanti

                    • la sentenza della Consulta poggia su una interpretazione creativa, e quindi, fallace dell’art. 32 (sulla “tutela della salute”), già operante quando si giudicò non incostituzionale la 194/78. In aggiunta, la sentenza sull’eterologa opera un’interpretazione creativa di alcuni artt. (2, 3 e 31) per configurare un “diritto ad autodeterminarsi” che (creativamente, appunto) ricomprenda il diritto ad avere un figlio, anche con l’eterologa.

                      “poiché la legge 194 ha un impianto ipocritamente terapeutico – le varie indicazioni all’aborto rilevano in quanto hanno una ricaduta sulla “salute” della gestante – l’estensione del concetto di “salute” e il contestuale richiamo alla tutela di essa di cui all’art. 32 Cost., hanno reso l’aborto “costituzionale”.

                      Il di più della sentenza n. 162 è il riconoscimento di fondamento costituzionale alla “libertà di autodeterminarsi” in ordine alla formazione di una famiglia con figli; l’identità di logica con la disciplina dell’aborto è evidente pure qui: se la “libertà di autodeterminarsi”, unito alla nozione lata di “salute”, ha un peso tale da avere la meglio sulla vita di un figlio che già esiste e che ha il solo limite di essere troppo giovane, è ovvio che incida parallelamente sulla possibilità di avere un figlio con gameti estranei alla coppia.
                      Il dato comune è che il figlio è un oggetto: un oggetto da rimuovere, benché essere umano a tutti gli effetti, se ha avuto la cattiva idea di essere concepito in contrasto con un’autodeterminazione che andava nella direzione opposta; un oggetto da ottenere perfino col patrimonio genetico – e quindi con l’identità – di altri, se l’autodeterminazione si volge al suo conseguimento.”

                      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cosi-la-cortecostituzionaletratta-il-figliocome-oggetto-9449.htm

                  • Non posso che rispondere con un’altra citazione (vizio, lo so :-), ma mi è sembrata molto azzeccata).
                    «Cristiano cattolico è chi il cristiano cattolico fa (parafrasando Forrest Gump). Un sedicente cattolico che promuove in “pensieri parole opere o omissione” leggi che vanno contro la vita e il diritto naturale agisce contro il Magistero della Chiesa Cattolica espresso in parecchie encicliche a partire dalla Humanae Vitae. Non chi mi dice “Signore, Signore” ma chi fa le opere del Padre mio, diceva Qualcuno. Poi, in cuor suo se la vedrà con Colui che solo conosce il cuore dell’uomo meglio dello stesso proprietario di tal cuore, non sta’ a noi giudicare.» (Lidia B a Berlicche, https://berlicche.wordpress.com/2015/01/29/il-secreto-dellurna/#comment-69359)

                    • Mattarella, presidente della Repubblica italiana. 3 febbraio 2015. discorso di inizio del settennato : “Garantire la Costituzione significa Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva”.
                      Al mio paese il diritto civile alla sfera personale e affettiva significa matrimonio omosessuale e leggi contro presunte omofobie, leggi Legge Scalfarotto. Un parlar da cattolico maturo, non c’è che dire.

                    • Del mito del dopo-alluvione di Firenze fa parte un – forse leggendario e certo irriverente – scambio di battute. C’era qualcuno che diceva «Speriamo che Dio ci aiuti» e qualcun altro che rispondeva «Se non ci aiuta bisognerà fare qualche viaggio in più».
                      Mi sa che bisognerà fare qualche viaggio in più…

                    • Giusi, questa frase di Mattarella non fa che confermare l’analisi che la cronista parlamentare Elisa Calessi fa su Facebook:

                      RENZI PRONTO A MOLLARE ALFANO PER LE UNIONI CIVILI

                      Non ha visto, né sentito Angelino Alfano. E non intende fare nulla per ricucire. Al punto che di buon mattino, intervenendo a Rtl, Matteo Renzi ha mandato a dire al suo alleato di governo che dei travagli interni a Ncd non se ne cura. «L’elezione del Capo dello Stato», ha spiegato, «mette il turbo, non rallenta le riforme». Quindi, «avanti tutta, io non passo i prossimi mesi a parlare con i partitini, ma tra gli italiani per rimettere in moto il Paese. Chi deve leccarsi le ferite lo faccia». Per il resto, «le regole si scrivono insieme, Forza Italia continuerà a scriverle con noi, io credo». E, sulla scia di quanto già detto dal ministro Boschi, si è lasciato le porte aperte sulla norma del 3%. «Stiamo valutando, vedremo se cambiarla e come». Attendista con Fi, durissimo con l’alleato di governo. Un atteggiamento che non è spiegabile, però, solo con l’irritazione per la partita del Quirinale.
                      Le ragioni, infatti, sono politiche. Nei prossimi giorni il premier vuole accelerare su unioni civili e divorzio breve. I due disegni di legge sono già incardinati in commissione Giustizia al Senato, pronti per essere votati ed approdare in Aula. Su entrambi Ncd è contraria. L’idea di Renzi è di farli approvare da una «maggioranza alla Mattarella»: si parte da Pd e Sel, per allargare a chi ci sta (ex grillini, liberali di Fi e M5S). Visto che lo schema ha funzionato per l’elezione di Sergio Mattarella, gli conviene replicarlo, finché è “caldo”, su due provvedimenti che, solo nel recinto della maggioranza di governo, avrebbero vita dura. Non solo. In questo modo prosegue nel prosciugamento della minoranza interna, gia messa fuori gioco nella partita per il Quirinale. Questo (momentaneo) spostamento a sinistra avrà oggi, poi, la sua pohto opportunity, nell’incontro con il nuovo leader della sinistra radicale, Alexis Tsipras, che vedrà alle 17.
                      Il ddl sulle unioni civili parte dal testo della senatrice Monica Cirinnà, Pd, ma vi sono confluiti quelli del renziano doc Andrea Marcucci e di Giuseppe Lumia, sempre Pd. Uno dei nodi da sciogliere è se estendere il riconoscimento alle coppie eterosessuali, come vorrebbe il fronte più laico del Pd, o se fermarsi, più pragmaticamente, a un istituto riservato ai gay, che è la linea di Marcucci e anche di Renzi. Poi c’è il problema se mantenere nel testo la stepchild adoption, cioè la possibilità da parte di uno dei due conviventi gay di adottare il figlio dell’altro, in caso di morte di questo. E qui sono gli stessi renziani ad essere divisi. C’è un fronte cattolico contrario ed è rappresentato dalla senatrice Emma Fattorini, storica delle religioni, ma anche dal vicepresidente del gruppo, Stefano Lepri, renziano della prima ora. Poi c’è il divorzio breve, che doveva essere inserito nel disegno di legge Orlando, ma è stato stralciato.
                      Dopo il giuramento del presidente della Repubblica, entrambi i provvedimenti finiranno l’iter e arriveranno in Aula. E, se tutto va secondo i piani, la maggioranza alla Mattarella li farà diventare legge. E un presidente cattolico li firmerà. Con buona pace di Alfano.

  18. Io leggo La Croce e mi piace. E complimenti a Francesco Natale per i gusti musicali: Aquiles Priester è un gran batterista…

  19. Ho fatto l’abbonamento on line alla Croce. Considero Adinolfi un dono della Provvidenza.
    Detto questo, non ho per nulla apprezzato l’attacco alla Nuova Bussola quotidiana che anche leggo quotidianamente
    Che senso ha questa caduta di stile? Questo dipsendio di energie per affermare il proprio punto di vista su una questione quanto mai opinabile? Su una questione cui tra breve si avrà risposta, e purtroppo non credo sarà quella attesa da Adinolfi? E’ scandaloso che la si pensi diversamente far cattolici in questioni che non attengono al dogma e alla morale?In certis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas, altrimenti la nostra opinione diventa un idolo.
    Spero che questo appello, attraverso Costanza Miriano, giunga ad Adinolfi.

    • Anch’io leggo la Nuova Bussola quotidiana e secondo me la caduta di stile è stata la loro, e anche piuttosto grave. Non perché mi aspetti chissà che dal nuovo Presidente, ma gli attacchi a priori e a scatola chiusa non mi entusiasmano, proprio perché tra breve si avrà la risposta. Poi è questione di opinioni, naturalmente. Trovo molto condivisibile quanto scritto da Adinolfi nell’editorialino di oggi. E per quanto mi riguarda chiudo qui.

      • Anch’io apprezzo l’appello all’unità dei cattolici propugnato dalla Croce. Peccato che arrivi con qualche numero di ritardo e dopo aver punzecchiato di qua e di là altri cattolici.

  20. Quelli che “Tutti leggono la Croce? IO NO”: come Galantino……

    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2015/02/galantino-il-sibillino/

  21. cmq la più bellina che ho letto è sul sito di http://www.rinocammilleri.com/

    Quando arrivò al governo Monti tutti esultarono perché era sobrio, riservato, vestiva di grigio e portava il loden. E sappiamo com’è andata.
    Ora abbiamo un presidente sobrio, riservato, che veste di grigio e porta il loden.
    «Gran Dio, benedite l’Italia» (copyright Pio IX).

  22. in compenso abbiamo un nuovo beato: Mons.Oscar Romero

    • ma veramente ho letto su wikipedia che è in corso (sollecitata da papa Francesco) la causa di beatificazione, ma che non è ancora conclusa. E’ vero?
      Eventualmente, se da parte di qualcuno ci fossero resistenze, si potrebbe ripiegare (per contentare quel “qualcuno”) sul maggiore R. d’Aubuisson, salvadoregno anche lui………………..A69

      • Mi correggo (ho guardato meglio): il papa ha firmato il documento ieri, manca solo la cerimonia formale di beatificazione.
        D’Abuisson non ha avuto fortuna. A69

        • Hai perso una preziosa occasione per stare zitto.

          • @ Vanni
            se il commento sul nuovo beato, delle 17,39, NON era ironico, hai ragione: ho perso una buona occasione per stare zitto.
            se, invece quel commento ERA ironico, allora la medesima buona occasione l’hai persa te.
            Tutto sta nel chiarire la natura più o meno ironica di quel commento…………….. A69

            • No, caro. L’occasione persa etc. si riferisce al fatto che hai contestato la veridicità di una notizia già ampiamente divulgata. E su questo non ci piove. Quanto all’ironia di Vale, io non l’ho colta, ma sarà lei, o lui, a risponderti in proposito.

              • @ Vanni

                ti assicuro che io rispondevo alla rienuta ironia di Vale, non contestavo la notizia in sè (che, anzi, giudico positivamente). Ma finiamola qui. A69

          • Volevo dire con il mio commento, forse un po’ troppo sferzante, che non mi sembra bello non rallegrarsi per la beatificazione di un martire che ha lottato per i derelitti di un continente, purtroppo tanto derelitto. A69

          • @ Admin

            mi avete bannato? Se lo avete fatto, ditemelo subito che me ne vado, senza proferir parola. A69

            • A69 ti ho semplicemente messo in moderazione. La provocazione sul maggiore R. d’Aubuisson mi è sembrata proprio inutile e gratuita.

              • @ Admin

                hai ragione! Hai ragione! Ho esagerato. Però ho avuto l’impressione che il commento delle 17,39 fosse ironico o velatamente critico. E, non mi sembrava bello, essere critici o ironici verso la beatificazione di uno che, in fin dei conti, ha dato la vita per la povera gente. Io forse, nel replicare, sono stato un po’ troppo sferzante, ma, come dicevano i latini: “reus non habet stateram in manu”. A69

              • Anch’io francamente non l’ho capita

    • http://unacasasullaroccia.com/2015/02/04/il-doppio-martirio-di-oscar-arnulfo-romero/

      A proposito del beato Oscar Romero, se qualcuno è interessato. Ma non so se funziona il link.

      • @ Vanni

        il commento di “unacasasullaroccia” mi lascia un po’ perplesso. C’è del vero, indubbiamente, nel fatto che certi marxisti abbiano cercato di strumentalizzare la figura di Romero, ma ci sono anche delle esagerazioni, come quella dei governi americani che avrebbero appoggiato la nascita di governi comunisti in america latina. Del resto, di una notizia proveniente da un senatore estremista dell’ultradestra americana e da un uomo dell’OAS (insomma, da gente che ha ancora in mente il complotto giudo-pluto-demo-massonico di hitleriana memoria), c’è poco da fidarsi: quando si va a controllare le fonti di questi complottisti ci si accorge sempre che si tratta di illazioni, di documenti di dubbia provenienza, di “veline” che “dicono e non dicono” o di testimonianze “de relato”. A69

  23. @vanni. Mi spieghi perché’ A69 avrebbe dovuto stare zitto?

    • Perché ha fatto un’inutile provocazione che si è subito rimangiata. Una figuraccia.

      • Per Rosanna.
        E comunque non ho inteso dire che “doveva” stare zitto ( chi sono io per farlo?), ma che sarebbe stato meglio per lui, in quel caso, tacere, invece che contestare immediatamente una notizia senza prima verificarla. Questo il senso, arcinoto, dell’espressione “perdere un’occasione per etc”. Soddisfatta?

        • @ admin

          mi è consentito difendermi (senza spirito di polemica) per chiarire e correggere il senso di quello che avevo scritto?
          A69

          • @ Rosanna e Vanni

            senza spirito di polemica e SOLO per chiarire. Mi era sembrato (se così non era, fate conto che non abbia scritto nulla) che, nel post precedente al mio, ci fosse una velata ironia sulla beatificazione di mons. Romero. Ora, ci possono essere beatificazioni che possono essere discusse e giudicate inopportune, ma non mi pare certamente il caso di mons. Romero.
            Non mi pareva bello fare dell’ironia sulla beatificazione di un uomo che ha lottato, fino al martirio, per i derelitti del suo paese. Ecco tutto. A69

  24. l’ironia di chi?

    • @ vale

      mi era SEMBRATO che il tuo commento del 3 ore 17,39 fosse lievemente ironico. Se così non era, ritiro TUTTO quanto ho scritto. A69

  25. Ma secondo voi un vero cattolico sarebbe stato eletto? Cioè un cattolico che è contro il divorzio, l’eterologa, la 194, le future unione gay ,contro la legge sull’omofobia avrebbe fatto carriera? Non credo. Con ciò non voglio dare limiti alla Divina Provvidenza che può sempre convertire e può farci stupire. Resterei comunque con i piedi per terra almeno finchè non si ha motivo di esultare . Chissà perchè il giornale la Croce è così contento. Vabbè che ormai siamo in un momentaccio dove persino gli uomini di Chiesa mettono in dubbio le Verità di Fede e scivolano sul sacramento del matrimonio, pertanto ci siamo abituati a tutto e ci accontentiamo molto, ma molto, ma molto e ci basta una bella frase simil cattolica per farci gridare al santo subito, però io aspetterei di vedere come lavorano assieme questi due “cattolici” ( Renzi e Mattarella) sperando che Ardinolfi non abbia preso lucciole per lanterne, ovvero democristiani per cattolici.
    La coerenza tra il dire ed il fare è un valore importante per un cattolico? O basta parlar bene o scrivere bene?

  26. Posso far presente un cosa? Nell’articolo si dice che la critica al giornale la Croce viene specialmente dai cattolici oltranzisti (boh! cosa significa cattolici oltranzisti? O si è cattolici o non lo si è, non è che esistono cattolici un po’ cattolici, cattolici un po’ più cattolici e poi quelli oltranzisti), beh! facendo finta che esistono i cattolici oltranzisti (perciò esistono di riflesso anche i cattolici poco cattolici) forse so perchè potrebbero criticare la Croce. Non tanto perchè si batte contro i matrimoni gay, contro le addozioni a persone dello stesso sesso, ma forse perchè gli oltranzisti si aspettavano che chi critica tali cose e promuove la famiglia come Dio l’ha voluta, sia almeno coerente nel modo di vivere ciò che professa. Forse dico, io non sono una cattolica oltranzista e nemmeno semicattolica, cerco di essere solo cattolica e pertanto mi vien da pensare che se si vuol parlare di famiglia e la si vuole difendere, quanto meno bisogna darne l’esempio concreto, non divorziando e non risposandosi. Siamo tutti peccatori, ma la coerenza è importante per un cattolico e se si è capita l’importanza della famiglia e del sacramento del matrimonio e si vuole fare giustamente il nostro dovere per difendere ciò che Dio ci ha donato, lo si faccia almeno vivendo ciò che affermiamo. Di persone che parlano da cattolici e vivono da liberali siamo pieni, per questo forse gli oltranzisti sono un po’ pepessi o dubbiosi. però si può sempre stupirli facendosi santi.

    • @ Annarita

      Beh………… essere cattolici non è soltanto un “quid”, è anche un “quantum”: c’è chi lo è di più chi di meno. Può non piacere, ma nei fatti è così. E per oltranzista si intende uno che lo è parecchio e che accetterebbe di buon grado uno Stato apertamente confessionale. Se poi, qualcuno vuol proporre un’altra definizione, si faccia avanti! A69

    • Non intendo ergermi a paladina di Adinolfi che peraltro non ne ha bisogno ma mi pare che la sua conversione sia intervenuta dopo il secondo matrimonio. Non è che sia facile mollare moglie e bambina piccola e tornare dalla prima moglie. Inoltre ha dichiarto che non pretenderebbe mai di fare la comunione. Io ho conosciuto due persone in situazione analoga cioè conveertitosi dopo il divorzio di lei e la convivenza con figlia piccola di entrambi. Di loro so, perchè li conosco, che hanno convissuto come fratello e sorella (per non traumatizzare la bambina con una separazione) fino all’annullamento del primo matrimonio di lei (parlo di anni). Adesso si sono sposati. Io non so cosa stia facendo Adinolfi, so che se si intraprende un cammino autentico di conversione diventa un’esigenza interiore essere conseguenziali, so, per averlo letto, che è seguito da Padre Maurizio Botta per cui non facciamogli il processo: ci sono fatti che sa solo lui e che non è tenuto a sbandierare. Io non sono d’accordo con tutto quello che dice (es. Mattarella) ma gli sono grata per l’opera meritoria che fa girando tutta l’Italia per parlare di aborto, eutanasia etc..

      • Io vedo tutte le domeniche a messa Mario, però mi accorgo che c’è solo alla fine perché si mette sempre in fondo alla chiesa e non fa la comunione. E’ molto dignitoso e serio nel suo cammino di fede.
        A chiedere conto dei nostri sbagli e della nostra condotta per fortuna sarà Dio, anche perché se Dio avesse lasciato fare agli uomini temo che ci saremmo giocati come minimo san Paolo, sant’Agostino e san Francesco.

  27. Giusi, nessuno dice che essere cattolici è facile, ma per essere cattolici quanto meno bisogna ripettare i 10 comandamenti, almeno dico. Ardinolfi non è l’unico che si è convertito dopo uno sbaglio,( si è convertito solo dopo il 2013?prima non era cattolico?), ma la soluzione c’è sempre, altrimenti Dio ci chiederebbe l’impossibile per farci santi e per andare in Paradiso. Comunque sia la mia non è una critica alla persona, che magari vive in piena castità ora che si è convertito, io volevo solo dire che è difficile essere credibili se si fanno certe battaglie, quando non si è coerenti con ciò che si dice. A parlare si è buoni tutti, anche a fare raduni e conferenze molti riescono a farlo, ma a vivere con coerenza la nostra Fede (il modo più efficace per convertire anche gli altri) è più difficile, ma si deve fare, è il nostro dovere, non ci si salva in altro modo. Possiamo cadere e ricadere, ma Dio ci ha dato le ancore di salvataggio, che sono i sacramenti. Ma Giusi dimmi onestamente come fai ad usare di tali salvagenti se ti metti in condizione di non volerlo o poterlo fare? Perchè la confessione è valida solo se sei pentito e pertanto vuoi cambiare vita, la Comunione puoi riceverla solo se sei in grazia di Dio. Dunque mi dici come una persona malata, che non prende le medicine può salvarsi e può salvare gli altri? Credi che sia possibile una vita senza nutrirsi di Gesù e senza nutrirsi dei sacramenti che Lui ci ha donato, credi che siamo così forti? Dunque mi scuso, ma credo poco a buone battaglie, fatte in questo modo, dove Dio non è al primo posto, a volte temo che più della gloria di Dio si ricerchi la propria vana gloria, perchè se si vuol servire Dio lo si serve prima nei nostri piccoli, inignificanti e noiosi doveri. Il sacramento del matrimonio è indissolubile fino alla morte di uno dei due coniugi, il comcubinaggio è peccato anche per Ardinolfi e per qualsiasi ottima persona che magari fa tanto bene nel mondo. Questo non lo invento io, ma l’ha sempre insegnato la Chiesa almeno fino l’ultimo vergognoso Sinodo.
    Condivido tutto riguardo la difesa del matrimnio, dei bambini e la battaglia contro le nuove ideologie del gender, ma ribadisco la perplessità verso l’incoerenza, forse sarò oltranzista, ma credo che o si è con Gesù o si è contro e per essere con Gesù bisogna rispettare i 10 comandamenti. Per questo quando leggo commenti rispetto il giornale la Croce e vedo scritto: il giornale degli ultra cattolici, mi viene tanta tristezza. Sarò un’idealista, ma per me i cattolici ultra, sono quelli disposti anche al martirio pur di servire Dio come Dio comanda.

    • Annarita per essere cattolici non basta essere battezzati. Da quello che ho capito sta seguendo un percorso spirituale da poco. Io so che quando su facebook cominciai a leggere gli estratti del libro Voglio la mamma strabuzzai gli occhi e li rilessi di nuovo perchè me lo ricordavo come uno di sinistra e pure antipatico! Mi ricordo che pensai. che bello! Il buon senso trascende anche il credo religioso. Poi cominciai a postarli qua. Credo di aver capito (mi corregga admin se sbaglio) che la stessa conoscenza con Costanza e Padre Botta sia intervenuta dopo. Gli vogliamo lasciare tempo a ‘sto omo? Che deve fare? Cacciare di casa seconda moglie e figlioletta?

    • @Annarita: criticare e giudicare Adinolfi (o chiunque altro) in base alle sue (presunte) incoerenze morali non è essere oltranzisti: è semplicemente moralismo.
      Disquisire se Dio è al primo posto nel cuore di un altro significa ergersi a giudici, cosa che può fare solo Dio.

      Io, personalmente, temo più i “duri e puri” che i peccatori.

      • Sottoscrivo in toto… 😉

      • Bisognerebbe ricordare ai “puri e duri” alcune cose. Intanto che i divorziati risposati non sono scomunicati. Sono battezzati in comunione con la Chiesa. Una comunione non piena e imperfetta, ma pur sempre una vera comunione. Praticamente tutti i documenti recenti della Chiesa ricordano che si tratta di soggetti ecclesiali attivi, che non sono affatto esclusi dalla comunione con la Chiesa, non devono essere emarginati e devono lasciarsi coinvolgere nelle opere materiali e spirituali di carità che edificano il corpo ecclesiale. (Cfr. la Nota su “La pastorale dei divorziati risposati di quanti vivono in situazioni matrimoniali irregolari o difficili, n. 16, nn. 21-23).

        « I divorziati risposati sono e rimangono suoi membri [della Chiesa], perché hanno ricevuto il battesimo e conservano la fede cristiana. Certo, una nuova unione dopo il divorzio costituisce un disordine morale, che contrasta con precise esigenze derivanti dalla fede, ma questo non deve precludere l’impegno della preghiera né la testimonianza operosa della carità » (Giovanni Paolo II, “Discorso ai partecipanti alla XIII assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della Famiglia”).

        Il fedele divorziato risposato non è escluso dalla salvezza: « [La Chiesa] Con ferma fiducia essa crede che, anche quanti si sono allontanati dal comandamento del Signore ed in tale stato tuttora vivono, potranno ottenere da Dio la grazia della conversione e della salvezza, se avranno perseverato nella preghiera, nella penitenza e nella carità » (“Familiaris consortio”, n. 84).

        Anzi, il fedele divorziato risposato a suo modo può dare una grande testimonianza, stando a quanto scriveva un certo Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, nella Introduzione al documento “Sulla pastorale dei divorziati risposati”: « Se i fedeli che si trovano in tale situazione [con la conseguenza di non essere ammessi alla sacra comunione, NdC], la accolgono con convinzione interiore, essi rendono con questo a loro modo testimonianza all’indissolubilità del matrimonio e alla loro fedeltà alla Chiesa. Certamente in tal modo viene anche loro continuamente richiamata alla coscienza la necessità della conversione » (p. 15). La Lettera dei vescovi della Chiesa cattolica circa la recezione della comunione eucaristica da parte dei fedeli divorziati risposati (n. 9) conferma questo giudizio: attenersi all’ordinamento della Chiesa e rispettarlo « è ciò che veramente giova al bene spirituale dei fedeli interessati ».

        Sarebbe da chiedersi se quanti criticano ogni tre per due papi e vescovi, pur avendo una situazione canonicamente regolare, possono dire di avere lo stesso spirito di amore per la Chiesa. Sarebbe un utile esame di coscienza. Sono domande da farsi, credo, prima di mettersi a questionare sulle incoerenze altrui. So che Mario Adinolfi vive con grande sofferenza l’impossibilità di accedere ai sacramenti, ma so anche che accetta, da figlio fedele, l’ordinamento della Chiesa. E io di fronte a questa testimonianza sofferta non posso che levarmi il cappello, cosa che non farò mai di fronte ai dispensatori di patenti di “cattolicità” che in questi giorni lo stanno bersagliando per via della sua condizione personale.

    • Perché tutto quest’improvviso interesse per la “santità” di Adinolfi? Evidentemente perché è il direttore di un quotidiano dichiaratamente cattolico, La Croce.
      L’argomento portato da alcuni è: la situazione matrimoniale di Adinolfi è irregolare, quindi questa “irregolarità” finirà per contagiare anche il quotidiano, stornandolo dall’ortodossia cattolica.
      Argomento fallacissimo, al quale va obiettato che:

      1) non è impossibile che chi si trova in una situazione matrimoniale irregolare diriga un giornale che contrasta strenuamente una visione della famiglia incompatibile con il cattolicesimo
      2) è talmente vero 1, che guardacaso accade (e “ab esse ad posse datur illatio”) che il quotidiano La Croce (leggerlo per crederlo) contrasti strenuamente una visione della famiglia incompatibile con il cattolicesimo e sia diretto da un uomo che si trova in una situazione matrimoniale irregolare.

      Forse che il lettore schizzinoso preferirebbe un giornale sciapo, sbiadito, ancorché cattolicamente irreprensibile e con un direttore col matrimonio in regola? Personalmente no.

      Quanto ad Adinolfi, ha tutto il diritto a non essere fatto segno di pubblico dibattito sulla sua “santità”.

      • In senso generale poi, non si può dimenticare che se la conversione avviene dopo un discreto tratto di strada terrena, possono restare tracce indelebili o situazioni non facilmente “rispristinabili” secondo la morale cattolica (morale alta – non moralismo…) conseguenza dei propri errori, dei propri peccati o anche di una incolpevole ignoranza… (che forse un omicida – situazione difficile da “ripristinare” o a cui porre rimedio – non può aspirare alla santità?)

        Se si vuole cerare la “fedina pulita” sin dalla nascita, per molti si fa fatica e sbaglia di grosso chi crede di averla perché ha sempre vissuto come si usa dire, “all’ombra del campanile”, o perché la stessa Grazia di Dio ci ha impedito di compiere “li peggio peccati pubblici” che si possono immaginare.

        E chi dice di essere senza peccato, fa di Cristo un bugiardo
        E chi crede di stare in piedi (per grazia di Dio), badi piuttosto a non cadere… che già il giudizio è grave caduta 😉

      • Hai ragione. Ho detto quel poco che so per riequilibrare la situazione. Ma l’ho detto pure con un po’ di disagio.

  28. Giusto Admin sarà solo Dio a giudicarci e spesso chi appare più colpevole in realtà difronte a Dio risulterà meno colpevole, perchè Dio guarda i cuori oltre ai fatti. Ribadisco Ardinolfi sta facendo una buona battaglia, non è l’unico, conosco persone che già 30 anni fa andavano in giro per l’Italia a parlare contro l’aborto e a fare ottime conferenze sulla massoneria e sull’evoluzionismo. Non è disistima verso la persona è perplessità verso l’incoerenza. Con ciò non metto limiti alla Grazia di Dio che trasforma le vite. Spesso inoltre Dio preferisce usare i più piccoli, gli ultimi, anche i più peccatori per fare cose grandi e farci capire che è solo Lui che agisce e salva. Con questo credo bisogna aver sempre davanti alla mente che chi salva è Dio e che prima di ogni altra battaglia buona e dovuta, bisogna sistemare le cose con il Buon Dio che sempre aiuta gli umili e quelli che cercano e vogliono la verità. S.Paolo, S.Agostino etc, diventarono così grandi perchè abbandonarono tutto per seguire Dio e certamente abbandonarono il peccato, si convertirono realmente e S.paolo potè dire: Non sono più io che vivo, ma il Cristo vive in me..

  29. Per carità, di uomini dall’animo buono e con buone intenzioni è lastricato l’Inferno. Non metto in dubbio la bella opera che fa, il coraggio, la fatica, non metto in dubbio nulla di questo, farà centomilavolte più di me, ma Giusi io auguro con tutto il cuore ad Ardinolfi e a tutti gli uomini di buona volontà come lui, di avere talmente amore per il buon Dio da voler essere in tutto conformi alla sua legge. Ecco, non è disprezzo per l’opera altrui, il mio è la paura che dietro tanto lavoro ardente per cause buone venga a mancare il principio di ogni nostra azione che è l’amore sopra ogni cosa verso Dio e l’amore si dimostra vivendo conformemente alla sua legge. C’è qualcosa, qualche ideale,qualche creatura che può stare sul nostro cuore sopra a Dio, tanto da farci rinunciare a Lui? Questo mi spaventa Giusi. Bisogna vigilare su noi stessi, che un’opera buona non sia fatta per far piacere a noi stessi, ma a Dio. Sai ho visto amici con bellissimi talenti e grandi intelligenze fare cose grandi, buone e belle, ma lo facevano per Dio?, Probabilmente lo credevano, ma siccome il principio dopo un po’ (se non da subito) non era più Dio, ma un certo amor proprio, alla fine il castello è crollato e hanno perso anche la Fede. Sai perchè? perchè non erano realmente disposti a cambiare a diventare l’uomo nuovo. Non erano pronti a sopportare la banalità di una vita normale, senza riflettori e alle prime difficoltà e delusioni hanno salutato la loro opera e lasciato completamente Dio. Per questo rimango un po’ perplessa, ma auguro tanta fortuna a questa opera e specialmente auguro la santità di vita.

    • @Annarita, vale però la pena meditare con attenzione queste parole:

      «Ora, noi sappiamo che tutto ciò che dice la legge lo dice per quelli che sono sotto la legge, perché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio. Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.
      Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c’è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati, nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.
      Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede. Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge. Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani! Poiché non c’è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi. Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient’affatto, anzi confermiamo la legge.»

      Romani 3:19-21

    • Io penso Annarita che tutti ogni giorno facciamo i conti con le nostre fragilità e questi rischi di cui tu parli li può correre Adinolfi come un altro “in regola con le norme del concorso”. Quello del piano di sotto è sempre in agguato come leone ruggente cercando chi divorare. Ma non possiamo fare un processo alle intenzioni.

      • … o alle possibili future cadute

      • .

        Bariom:..io, per esempio, per parlare un pochino anche di me, non ci ho nessuno né al piano di sotto… né a quello di sopra. Mi ritengo fortunato!

        • Hai ragione: le assemblee condominiali sono uno strazio!

        • Eh si sei fortunato… io rimpiango un po’ la mia gioventù dove sempre ho avuto grandi case senza coinquilini.

          Ma ti dirò oggi che ho “Qualcuno sopra” e “qualcuno sotto” sono ancora più contento…
          L’inquilino el piano di sotto è una vera bestia! Ma l’Inquilino del piano di sopra è un Gran Signore… anzi per la verità è il Signore del mio e di tutti gli altri condominii e palazzi e ha incluso il mio appartamento nella Sua Reggia (giacché oggi lavoro alla Sua vigna con i miei miseri mezzi). Non di rado passa del tempo qui nel mio appartamento… anzi oserei dire che la Sua è un presenza costante…

          Pensa, ho persino sentinelle alla mia porta che mi preservan dalle incursione di quella bestia dell’inquilino di sotto! 😉

  30. Perdonate se rispondo solo ora a quanti si sono sentiti “punti” da talune mie affermazioni contenute nell’articolo in questione. Innanzitutto una precisazione: quell’ “oltranzisti” riferito a certuni Cattolici è stato messo tra virgolette a fini meramente “narrativi”, non per attribuire a questo o quel interlocutore una patente, una casella nello schedario o una qualificazione dispregiativa. Denota al più una attitudine specifica che non coinvolge tanto la Fede quanto più il modo di esprimerla nel contesto dialettico. Veniamo al “punctum dolens” di “Famiglia Cristiana”: io, personalmente, non nutro grandissima simpatia nei confronti di suddetta testata. E, in qualche misura, rivendico il mio diritto a non farmela piacere per ragioni non necessariamente razionali, ragionevoli, oggettive o comunque condivisibili. Ragioni che sono mie e che non coinvolgono in minima misura Costanza, chi amministra questo blog, Mario Adinolfi o altri che non siano il sottoscritto. Non ho “perdonato” in passato l’endorsement sfacciato che detta rivista fece per Romano Prodi, non ho condiviso diversi aspetti della linea editoriale portata avanti da Sciortino e soci, non ho apprezzato le critiche più volte mosse dalle pagine di FC così come dai suoi numerosissimi lettori alla categoria dei cosiddetti “atei devoti” così come a credenti impegnati nella “buona battaglia” quali il compiantissimo Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi (ai loro libri, soprattutto, più che alle persone in sé). A volte, lo ammetto, ho faticato a far “quadrare il cerchio”, forse e molto probabilmente per limiti personali di carattere culturale e teologico, per via di certe articolesse e certi editoriali nei quali ho trovato molto difficile comprendere quale valenza effettiva attribuire a parole quali “tolleranza”, “dialogo”, “comprensione”, “impegno sociale”, “accoglienza”, non riuscendo a capire se tali concetti in sé e per sé positivi rappresentassero un contenitore privo di contenuto, una soffusa “agenda politica” o, più probabilmente, una libera e legittima interpretazione del Vangelo applicato. Vero è che ho riscontrato personalmente (e, ripeto, si tratta di esperienza empirica mia: non obbligatoriamente condivisibile, non cogentemente e necessariamente comune a tutti) un certo “fastidio” nei confronti del nuovo quotidiano da parte di chi si riconosce, e legittimamente, in una ben precisa linea editoriale, il quale lettore spesso e volentieri ha avvertito la nuova iniziativa editoriale come una sorta di “usurpazione” di uno spazio “di proprietà” esclusiva. Pur motteggiando mi sembrava altrettanto legittimo (se non doveroso) rispondere. A modo mio e con tutti i pregi eventuali e i difetti conclamati che la mia “retorica” comprende. Ciò detto, rileggendo taluni commenti, comunque utili e stimolanti in ogni caso, non ho potuto fare a meno di rilevare da parte di taluni l’attitudine cui ho fatto specifico riferimento nel mio articolo: cavillare immediatamente appena il “concorrente” neppure è partito, ma è ancora ai blocchi di partenza e attende il BANG! dello starter. E’ questa è esattamente l’attitudine che ho “denunciato”: prevedere l’obbligo di infiniti “test di idoneità”, di minore o maggiore aderenza “morale” del “corridore” prima che questo sia ammesso all’agone, del “secondo me” che non è più libera espressione di legittima opinione ma potenziale conventio ad excludendum. Io, personalmente, apprezzo maggiormente chi rompe gli indugi e “fa”. Magari sbagliando, magari sparando a casaccio e confidando nella Divina Provvidenza al fine di imbroccarne almeno una di striscio. Se qualcuno si è sentito offeso o straccionato chiedo venia e mi scuso: il mio “stile” è questo. E sono ben conscio del fatto che non si possa piacere a tutti (pessimo segno, solitamente). Non me ne vogliano i “detrattori” pertanto, che richiedono, a loro modo giustamente, gentilezza nel dire, comprensione, volontà di unire e non di “dividere”, umiltà, tolleranza, amore incondizionato per il prossimo senza se e senza ma. Io, purtroppo, sono solo Cristiano. NON Cristo in persona…

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