Rivoglio Mario

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E così un’altra volta Facebook censura Mario Adinolfi, questa volta in maniera anche più radicale e grave bloccando pagina e profilo personale, per questo in segno di solidarietà abbiamo deciso di ripubblicare il capitolo 14 di “Voglio la mamma” -I venti punti , con la sintesi delle tematiche affrontate nel libro. 

 Capitolo 14 di Voglio la mamma – I 20 punti

di Mario Adinolfi

Giunti verso la fine di questa strada compiuta insieme, credo sia necessario racchiudere quel che si è provato a dire in venti punti che rappresentano principi irrinunciabili che ritengo non solo non debbano essere negoziabili, ma necessitino un’attività di proselitismo per ricondurre il dibattito intellettuale e politico sui temi tabù che abbiamo affrontato dentro i confini di una razionalità condivisa, lontano dall’impazzimento modaiolo che sembra avere la meglio in questa fase.

 

1. Non esiste l’individuo, esiste la persona, dunque l’individuo in relazione con altri individui. La relazione primigenia, archetipica e intangibile, è quella tra madre e figlio. Negarla è negare la radice dell’essere umano.

2. La libertà individuale è un totem che non necessita di tutele e non genera diritti. Al contrario, la libertà personale, dunque la libertà degli individui in relazione con gli altri, è preziosa e va ampliata senza che nuovi diritti ledano però l’essere umano in radice.

3. La libertà personale da tutelare in via prioritaria è quella dei soggetti più deboli: bambini, malati, anziani.

4. Il primo diritto è il diritto a vivere.

5. Non esiste un diritto all’aborto, esiste un diritto alla nascita. L’aborto è sempre una tragedia e un fallimento, come tale va trattato e con ogni sforzo possibile evitato.

6. I diritti prioritari da tutelare sono quelli della libertà personale, dunque relazionale, per eccellenza: i diritti della famiglia.

7. Non esistono le famiglie, esiste la famiglia: cellula base del tessuto sociale, composta da un nucleo affettivo stabile aperto in potenza alla procreazione. In natura la procreazione avviene con l’unione di un uomo e di una donna. E’ questa la base di un nucleo familiare propriamente detto.

8. L’omosessualità è una tendenza sessuale ovviamente legittima, i cui legami affettivi stabili possono essere tutelati da istituti giuridici, ma nettamente distinti dal matrimonio.

9. La rottura della sacralità e dell’unicità dell’istituto matrimoniale come unione di un uomo e di una donna, porta inevitabilmente e logicamente alla estensione dell’istituto stesso ad ogni forma di legame affettivo stabile. La legittimazione di poligamia, poliandria, unioni a sette, otto, dieci o venti persone, sarebbe dietro l’angolo con conseguenze letali per il tessuto sociale e la stabilità finanziaria degli Stati.

10. Non esiste l’omogenitorialità. Non esiste la genitorialità. Esistono la maternità e la paternità.

11. Negare a un bambino il diritto ad avere una madre e un padre, sostituendoli con il “genitore 1″ e “genitore 2″, è una forma estrema di violenza su un soggetto debole.

12. La sfera sessuale di un minore è intangibile e sono intollerabili le norme che prevedono la non procedibilità d’ufficio contro le persone che hanno rapporti sessuali con bambini di dieci anni e assumono per libero il consenso all’atto sessuale di ragazzini di quattordici anni.

13. Il turismo sessuale degli occidentali avente per oggetto in particolare le minorenni e i minorenni asiatici, è una violenza orrenda che merita il peggiore stigma sociale.

14. La variazione dell’identità sessuale di una persona dovrebbe essere prevista in casi del tutto eccezionali. Il mercimonio del corpo di una persona spesso in una finta fase di transizione da un’identità sessuale all’altra, grazie alla quale si ottiene maggiore attenzione e successo nel mercato della prostituzione, è un’attitudine che va combattuta.

15. La compravendita del corpo femminile, nella forma estrema della compravendita della maternità e dell’orrendo “affitto” dell’utero, che fa leva sullo stato di bisogno della donna per toglierle anche l’elemento più intimo della propria identità sessuale, va vietato da ogni normativa.

16. Tra due gay ricchi che fanno strappare dal seno della madre il neonato appena partorito per far finta di essere madre e padre, e il neonato così platealmente violato fin dai suoi primi istanti di vita, chiunque non abbia un bidet al posto del cuore sta con il neonato. E con sua madre.

17. L’eutanasia infantile è una procedura nazista e il protocollo di Groningen è un documento fondativo di una nuova pericolosa eugenetica discriminatoria e razzista.

18. Le diagnosi prenatali hanno fatto crollare nei paesi Occidentali le nascite di albini, affetti da sindrome di Down e da altre alterazioni cromosomiche. E’ intollerabile questa strage di persone affette da minime disabilità.

19. La morte non è mai “dolce”. L’instaurazione di norme che prevedano l’eliminazione delle persone in condizione di difficoltà grave fisica o psichica, secondo il labile e mutevole principio che la loro sarebbe una “vita non degna di essere vissuta”, apre la strada all’inferno.

20. Al centro della difesa della vita e della persona c’è la donna. Il futuro della razza umana ha le forme di una madre. Così è, così è sempre stato, così sempre sarà.

***

Su Facebook si sta ricreando la comunità Rivoglio la mamma
https://www.facebook.com/rivogliolamamma?fref=ts

***

Mario Adinolfi oggi, 20 giugno 2014:

Avete ragione voi

Ieri sera, mentre ero ospite alla Zanzara di Radio 24, per rispondere alla quotidiana mitragliata di insulti che un esponente LGBT aveva avuto la grazia di rivolgermi (nel caso Vladimir Luxuria, secondo cui avrei scritto Voglio la mamma per “trovarmi un lavoro, il lavoro di omofobo”, detto da lui, che con il lavoro di travestito c’ha campato in vari modi fino al Parlamento, l’Isola dei Famosi e il Grande Fratello), ho scoperto che il mio profilo Facebook e quello di VLM erano stati chiusi d’imperio.
A Giuseppe Cruciani e David Parenzo, che volevano minimizzare, spiegavo che negarmi la possibilità di esprimermi via social network, dato peraltro che gli amici di VLM erano diventati 23mila, era come se a loro fosse stata tolta la trasmissione. Avrebbero minimizzato?
Voglio la mamma è uscito tre mesi fa, da meno di due mesi abbiamo cominciato a costituire i circoli, da allora è stato un susseguirsi di insulti, dispetti, contestazioni, censure, minacce e il tutto nel silenzio assoluto dei media, con l’obbligo delle tv di non parlare mai di VLM, dei giornali di non recensirlo, del ceto intellettuale di oscillare tra la derisione dell’autore e l’accusa insopportabile di omofobia o addirittura parafascismo. Le librerie hanno cominciato a boicottare la diffusione e per fortuna abbiamo attivato l’email adinolfivogliolamamma@gmail.com dove migliaia di persone hanno ordinato VLM per averlo subito a casa, aggirando così ostacoli e lentezze.
Vi assicuro però che è faticoso. Leggere anche colleghi blogger, giornalisti o scrittori “liberali” esultare per la chiusura del mio piccolo spazio sul web di libera espressione del pensiero mi ha fatto capire che forse tutta questa fatica è graffiare il muro con le unghie. Ho subito sgarbi anche da persone che consideravo amiche, che da me hanno ricevuto molto, adesso sono un po’ stanco. Che vi devo dire, avete ragione voi. Continuate così, tappando la bocca a chi la pensa diversamente da voi sulla famiglia, sulle ragioni del nascere, dell’amare, del morire, otterrete il risultato che vi state prefiggendo: dimostrare che due più due non fa quattro.
Io stacco, almeno per un po’. VLM e io stesso non meritavamo tutto quello che siamo stati e siamo costretti quotidianamente a subire. Adesso togliamo il disturbo, troverete sicuramente qualcun altro da offendere, odiare, minacciare, censurare, mettere a tacere.
Buona continuazione.
***

****AGGIORNAMENTO (h 11:55 20 giugno) da facebook****

Hanno oscurato per 24 ore questa pagina, per la seconda volta in 20 giorni è stato dato l’attacco alla nostra libertà di pensiero. Ma ancora una volta, Voglio La Mamma vince. Grazie a tutti per la mobilitazione, vogliono intimidirci ma non ci riusciranno.

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72 pensieri su “Rivoglio Mario

  1. Alvaro

    E quando “qualcuno” parlera’ di cosa significa essere “cattolico” per il nuovo eroe della sinistra italiana ovvero ovvero “fonzarelli” da Firenze? E
    E’ arrivato un’altro “cattolico” adulto come se poi gli “adulti” fossero meglio dei “bambini”, e chi lo dice?
    Una qualche ricerca su interviste di qualche anno fa di “fonzarelli” non sarebbe male per scoprire o riscoprire certe inclinazioni e certe idee del vincitore, per adesso, sul carro del quale TUTTI, stanno cercando di salire.
    Quando in questo paese si crescera’ mentalmente e non si andra’ dietro al primo “illusionista” sara’ sempre troppo tardi.
    Alvaro.

  2. Luca Zacchi

    L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Rivoglio la Mamma e Mario Adinolfi. E non voglio leggi come la Scalfarotto che, se ce ne fosse stato bisogno ora è chiarissimo, sono leggi contro la libertà di espressione. Il figlio ha diritto ad avere un padre ed una madre. Le coppie non hanno alcun diritto ad un figlio. La vita è un dono di Dio e non di una provetta!

  3. Francesca

    Perchè ciascuno di noi non pubblica sul proprio profilo tutti i capitoli di Voglio La Mamma? Non potranno censurarci tutti, almeno fino a che non passa la Scalfarotto…..

    1. Sara

      Io non ho un profilo facebook (e mi guardo bene da averne uno), perciò esprimo qui la mia vicinanza ad Adinolfi: grazie a lui e a tutti quelli che, pur subendo le naturali conseguenze della dittatura gender (che, dunque, almeno nel modo di agire segue la natura del suo essere…), continuano a far sentire la loro voce. Sursum corda!

  4. Pingback: Ed ecco a voi: il capitolo 14! « FERMENTI CATTOLICI VIVI

  5. Tra gli italiani finiti all’indice – scienziati, filosofi, pensatori, scrittori, economisti – vi sono stati Vittorio Alfieri, Pietro Aretino, Cesare Beccaria, Boccaccio, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Dante, Gabriele D’Annunzio, Antonio Fogazzaro, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giovanni Gentile, Giulio Cesare Vanini, Francesco Guicciardini, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Ada Negri, Petrarca, Enea Silvio Piccolomini (papa Pio II), Giovanni Pico della Mirandola, Adeodato Ressi, Girolamo Savonarola, Luigi Settembrini, Tommaso Stigliani, Niccolò Tommaseo, Pietro Siciliani, Pietro Verri e Antonio Rosmini. Tra gli ultimi ad entrare nella lista sono stati Simone de Beauvoir, André Gide, Jean-Paul Sartre, Alberto Moravia, Aldo Capitini.

          1. Roberto

            Ma guarda! E io che avevo capito che lo stratagemma retorico con il quale i liberali pretesero e pretendono di buttare fuori a calci dalla vita pubblica il cattolicesimo fosse proprio la storiella della censura (come se finire all’Indice significasse seduta stante venire oscurati, cosa peraltro non vera).
            Ma se la sostanza della questione è invece solo di stabilire chi può decidere di censurare che cosa, allora rivoglio subito l’Indice!!

  6. L’ha ribloggato su la Via affettivae ha commentato:
    C’è uno strisciante nuovo squadrismo a servizio del pensiero unico al quale resistere, fatto con manganelli mediatici e bombing sui social network. Libertà e democrazia non sopravvivono nell’indifferenza.

  7. Anna

    E se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi sulla veridicità del rischio del Decreto Scalfarotto, direi che li ha fugati. La libertà d’espressione e di pensiero sono valori ormai demodè.

      1. Thelonious

        come già è stato citato in passato in questo blog proprio da Costanza, direi che val la pena riproporre in questo caso un sonetto di Trilussa: “ER CIRCOLO DEL LIBBERO PENSIERO”

        Un gatto bianco, ch’era presidente
        der Circolo der Libbero Pensiero
        sentì che un gatto nero,
        libero pensatore come lui,
        je faceva la critica
        riguardo a la politica
        ch’era contraria a li pensieri sui.

        “Giacche nun badi alli fattacci tui,
        -Je disse er gatto bianco inviperito-,
        rassegnerai le proprie dimissione
        e uscirai da le file der partito:
        che qui la poi pensà liberamente
        come te pare a te, ma a condizione
        che t’associ a l’idee der presidente
        e a le proposte de la commissione!”
        “E’ vero, ho torto, ho aggito malamente…”
        Rispose er gatto nero.
        E pe restà ner Libero Pensiero
        Da quela vorta nun pensò più gnente

  8. admin

    Mario Adinolfi oggi sul suo blog:

    Avete ragione voi
    20 giugno 2014

    Ieri sera, mentre ero ospite alla Zanzara di Radio 24, per rispondere alla quotidiana mitragliata di insulti che un esponente LGBT aveva avuto la grazia di rivolgermi (nel caso Vladimir Luxuria, secondo cui avrei scritto Voglio la mamma per “trovarmi un lavoro, il lavoro di omofobo”, detto da lui, che con il lavoro di travestito c’ha campato in vari modi fino al Parlamento, l’Isola dei Famosi e il Grande Fratello), ho scoperto che il mio profilo Facebook e quello di VLM erano stati chiusi d’imperio.

    A Giuseppe Cruciani e David Parenzo, che volevano minimizzare, spiegavo che negarmi la possibilità di esprimermi via social network, dato peraltro che gli amici di VLM erano diventati 23mila, era come se a loro fosse stata tolta la trasmissione. Avrebbero minimizzato?

    Voglio la mamma è uscito tre mesi fa, da meno di due mesi abbiamo cominciato a costituire i circoli, da allora è stato un susseguirsi di insulti, dispetti, contestazioni, censure, minacce e il tutto nel silenzio assoluto dei media, con l’obbligo delle tv di non parlare mai di VLM, dei giornali di non recensirlo, del ceto intellettuale di oscillare tra la derisione dell’autore e l’accusa insopportabile di omofobia o addirittura parafascismo. Le librerie hanno cominciato a boicottare la diffusione e per fortuna abbiamo attivato l’email adinolfivogliolamamma@gmail.com dove migliaia di persone hanno ordinato VLM per averlo subito a casa, aggirando così ostacoli e lentezze.

    Vi assicuro però che è faticoso. Leggere anche colleghi blogger, giornalisti o scrittori “liberali” esultare per la chiusura del mio piccolo spazio sul web di libera espressione del pensiero mi ha fatto capire che forse tutta questa fatica è graffiare il muro con le unghie. Ho subito sgarbi anche da persone che consideravo amiche, che da me hanno ricevuto molto, adesso sono un po’ stanco. Che vi devo dire, avete ragione voi. Continuate così, tappando la bocca a chi la pensa diversamente da voi sulla famiglia, sulle ragioni del nascere, dell’amare, del morire, otterrete il risultato che vi state prefiggendo: dimostrare che due più due non fa quattro.

    Io stacco, almeno per un po’. VLM e io stesso non meritavamo tutto quello che siamo stati e siamo costretti quotidianamente a subire. Adesso togliamo il disturbo, troverete sicuramente qualcun altro da offendere, odiare, minacciare, censurare, mettere a tacere.

    Buona continuazione.

    1. AdinolfI:

      ….la censura è merda! Ma però te te lo potevi anche risparmiare di dire che di questo passo, dopo i matrimoni omosessuali, potranno venire poi anche quelli tra uomini e altri animali. Abbi pazienza!

        1. Sulla Bussola di oggi c’è un breve articolo di Robi Ronza che parla d’altro
          http://www.lanuovabq.it/it/articoli-piu-che-lislam-e-da-temere-il-relativismo-9517.htm

          Ve lo segnalo per la considerazione finale, che c’entra col caso Adinolfi, con la storia della signora che ha sposato il delfino e con … (completate con qualsiasi altro recente esempio di perdita del centro, del senso e del ridicolo di cui abbiate avuto notizia)

          «[…] in quanto area di massima diffusione del relativismo l’Occidente ha pertanto da temere solo da se stesso. Di qui una correlativa responsabilità, anzi una vocazione che i cristiani occidentali hanno insieme a tutti coloro che comunque in Occidente fanno riferimento a ideali che si fondano sul cristianesimo: quella di far persistere tutto il meglio della cultura occidentale, che è poi l’architrave della cultura umana in genere, anche per conto della massa estenuata che li circonda.»

          Forza Adinolfi! Forza tutti noi!

          1. Sara

            A questo proposito, anche se mi pare di averlo già fatto tempo fa, consiglio “Contro i barbari” di Marcello Veneziani, un saggio per alcuni aspetti non più attualissimo, ma per altri profetico e tutto sommato ancora valido.

            1. Grazie. Non mi pare di averlo letto ma me lo procurerò.
              Ho dato un’occhiata ala descrizione che ne fa il sito http://www.ibs.it e mi ha colpito questa frase:

              «Per salvare la civiltà non basta però indicare un nemico assoluto o, al contrario, negare che esso esista, bisogna piuttosto “riconoscere in positivo” le nostre radici, la nostra storia e la nostra anima.»

              Mi ha colpito per la fortissima consonanza con una cosa che dice s. Giovanni Paolo II in «Memoria e identità», e cioè (cito a memoria) che se vogliamo veramente rispettare e accogliere quelli che sono diversi da noi dobbiamo essere pienamente consapevoli e custodi di ciò che rende noi diversi da loro (cioè le nostre radici, la nostra cultura, la nostra identità di popoli).

              1. Sara

                E allora, Viviana, dello stesso Veneziani ci sarebbe anche “Di padre in figlio. Elogio della Tradizione”, sulle radici da vivere e tramandare in positivo, cioè senza fare l’errore di considerare la Tradizione una cosa morta o una nostalgia del passato, poiché invece “il senso della Tradizione non sorge da una mancanza ma da una presenza fertile, in grado di generare il futuro”.

          2. webmrs:

            ….ammesso (etnocentricamente) che la cultura occidentale sia l’architrave eccetra, non è forse il (cosiddetto) relativismo uno dei risultati di questa cultura? O te forse volevi intendere solo, alla fine, il cristianesimo, e basta?

      1. #filosofiazzero

        Semplice capacita deduttiva.

        Matrimoni omosessuali -> poliandria/poligamia -> incesto -> di tutto un po’ -> umani animali -> umani cose

        Questo non vuol dire equiparare le persone omosessuali agli animali, assolutamente no! Sarebbe ovviamente schifoso.

        Significa che se togli di mezzo una evidenza oggettiva così importante e lapalissiana come il matrimonio uomo-donna dopo non potrai negare nessun altro tipo di legame perchè “basta l’amore”.

  9. Alessandro

    “La chiusura del profilo facebook di Mario Adinolfi, in realtà, non deve stupire più di tanto: la mannaia del politicamente corretto, ricorderete, si era già abbattuta sulla scrittrice Costanza Miriano e sulla pagina degli amici dell’avvocato Gianfranco Amato. Inevitabile quindi che prima o poi arrivasse anche il suo turno dato che, oltre che presunto omofobo, è pure vero uomo di sinistra e perciò doppiamente intollerabile per i piani di un sistema che mira a confinare gli oppositori di aborto libero, nozze gay ed utero in affitto negli scantinati dell’estremismo di destra.

    Amarezza sì ma nessuna sorpresa, dunque, per la chiusura del profilo facebook di Mario Adinolfi, che non solo dice cose scomode, ma ci ha scritto pure in libro dalla copertina rossa, “Voglio la mamma” (Youcanprint, 2014), che oltretutto – colpa davvero gravissima – vende bene. Quel che deve meravigliare, semmai, è che tutto questo possa accadere senza che a tanti venga il sospetto che forse l’eterofobia esiste davvero”.

    http://giulianoguzzo.wordpress.com/2014/06/20/forza-mario/

  10. giuliana75

    Alvise ma sei davvero così ingenuo o fingi? Una tizia non so in quale paese europeo ha appena sposato il suo delfino, con cui aveva già avuto rapporti sessuali (meglio non chiedersi come abbia fatto….). E non molti giorni fa qui da noi c’era già chi chiedeva i matrimoni poliamorosi. Il piano è sempre più inclinato. Possiamo pure riderci su ma qualcuno dati i itempi li prenderà sul serio….

      1. Giusi

        Allora Alvise è stato detto mille volte ma te lo ripeto: la Legge Scalfarotto viola il principio di tassatività della fattispecie penale previsto dalla Costituzione. Il reato di omofobia è un gran calderone riempibile da qualsiasi giudice illuminato su denuncia del Vladimiro di turno. Dire: sono contro il matrimonio gay, sono contro le adozioni gay, sono cattolico e pertanto ritengo che i rapporti sodomitici siano peccato può configurare il reato di omofobia. E’ chiaro?

                1. Diciamo che ci stanno provando alacremente.
                  Questa è la teoria della dittatura:
                  «Nella giornata dedicata alla Festa internazionale della Musica e dell’Arcobaleno, prevista per Sabato 21, ci saremmo aspettati che tutta la città di Siena risuonasse di tante melodie, di canzoni e di allegria. Purtroppo dobbiamo invece constatare una forte nota stonata, un’intera ora di questa particolare serata dedicata al silenzio delle “Sentinelle in Piedi”, giunte per la seconda volta in meno di un mese a Siena per le loro veglie, caratterizzate da un assordante silenzio che non lascia spazio a nessun tipo di confronto.» (http://www.ilcittadinoonline.it/news/173510/Il_Movimento_Pansessuale_contro_le_Sentinelle_in_Piedi.html)

                  e questa è l’applicazione pratica (gratificata dell’autorevole assistenza di un consigliere comunale e un segretario provinciale del partito di maggioranza)
                  http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2178:il-silenzio-delle-sentinelle-fa-piu-rumore-delle-stonature-dei-cantori&catid=36:il-bulino&Itemid=41

  11. Daniele Gulinello

    “Se ti buttano fuori dalla porta, puoi sempre entrare dalla finestra…”

    Proporrei al povero Mario di ribaltare la sua azione: se anche una buona parte dei 23mila followers della sua pagina si mettessero daccordo ed accettassero ti trasformare la propria pagina facebook in “UNA FINESTRA PER MARIO ADINOLFI”, su facebook non ci sarebbe una sola pagina che parla di VLM costantemente, ma migliaia…
    oppure (e forse questa è fantascenza), creare dei profili nuovi di zecca proprio per questa azione intitolandoli, perchè no, “UNA FINESTRA PER MARIO ADINOLFI”, dove pubblicare continuamente dei post che gentilmente Mario ci manderebbe via e-mail, non so se è una buona idea…io intanto comincio sul mio profilo.

  12. Giusi

    E speriamo che sia l’ultima!

    Voglio la mamma
    3 min ·

    Hanno oscurato per 24 ore questa pagina, per la seconda volta in 20 giorni è stato dato l’attacco alla nostra libertà di pensiero. Ma ancora una volta, VLM vince. Grazie a tutti per la mobilitazione, vogliono intimidirci ma non ci riusciranno.

    1. Giusi

      Le loro porcate non le bloccano mai! Esistono decine di pagine blasfeme, piene d’odio e di insulti ma stanno sempre là!

    2. Alessandro

      Quindi è stato un atto di censura intimidatoria: ti dimostrano che possono oscurarti e così sperano di farti sentire impotente e di indurti a desistere. Forse lorsignori dovrebbero pure considerare che questa strategia ha un effetto collaterale temibile per loro: un atto di censura intimidatoria come questo suscita immediatamente un‘ondata vastissima di simpatia per il censurato e la sua causa e di sdegno contro il censore. Risultato: le censure rafforzano Adinolfi e fanno conoscere le sue idee ben oltre la cerchia dei suoi abituali lettori. Valeva la pena di boicottarlo?

      1. Alessandro

        Inoltre, Adinolfi denuncia che quella gender è una dittatura intollerante che usa l’arma della censura: censurarlo equivale quindi ad avvalorare la sua tesi, a servirgli su un piatto d’argento la prova provata che ha ragione. Bell’autogoal per i censori LGBTetc., non c’è che dire!

  13. annarita

    Sinceramente sarebbe meglio boicottare Facebook, non penso si perda nulla di importante a non essere su facebook. Credo che finchè c’è qualcuno che mette la sua vita su facebook, il vincitore sia sempre facebook.

    1. Giusi

      Non sono d’accordo. Facebook ha una diffusione capillare. Perchè lasciargli il campo libero? Non si tratta di mettere la propria vita su facebook ma di fare circolare delle idee, di trovare alleati, di organizzare manifestazioni, incontri, convegni. Rinunziare a facebook significa privarsi di uno strumento molto utile. Perchè? Per lasciarlo in mano a loro? La censura ad Adinolfi gli si rivolta contro, mostrano il loro vero volto!

      1. Giancarlo

        Anch’io sono d’accordo con Giusi. Personalmente non uso mai facebook, anche se ho un profilo. Tuttavia facebook è uno spazio pubblico in cui tutti devono rispettare le regole.

    1. Giusi, sono contenta per la Francia. Purtroppo che loro siano rinsaviti non significa che l’Italia si risparmierà di tentare lo stesso esperimento. In Italia abbiamo una consolidata prassi per cui le riforme nate all’estero da noi vengono applicate quando già nei paesi d’origine si sono resi conto che non funzionano (v. la riforma sanitaria di fine Novecento).

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