La Croce e le rose

san valentino

di Costanza Miriano

Sarà che sono di Perugia, e san Valentino è il patrono di Terni, e si sa che il campanilismo provinciale raggiunge agilmente le vette del ridicolo; sarà che ero la ragazzina secca e lunga a cui nessuno regalava cioccolatini; sarà che Mister Right per lunghi anni è sembrato introvabile, dovendo rispettare canoni di perfezione elevatissimi – leggermente più affascinante del Grande Gatsby, leggermente più bravo a scrivere di Michel Houellebecq, leggermente più brillante dei fratelli Marx messi insieme…

Insomma, San Valentino io non l’ho mai festeggiato, e alla notizia dell’incontro del Papa con i fidanzati ho avuto un moto di perplessità. Mi sono chiesta cosa c’entri una cosa molto seria come l’amicizia con il Dio incarnato che muore in croce per noi con le rose, i cioccolatini, gli apostrofi rosa tra le parole ti amo.

Niente. Ovviamente non c’entra niente. Ma è tutto lì il senso dell’amore. Se c’è un luogo dove è davvero possibile dare un senso alla festa dei fidanzati, uno solo, questo è ai piedi della croce. Il fatto è che solo l’amore di Dio rende possibile una cosa così improbabile, assurda, ardua e folle come l’amore tra un uomo e una donna. L’amore per sempre. È totalmente irragionevole, su, siamo seri. Chi può davvero credere che quelle cose che adesso trovi irresistibili, il modo di muovere le mani, di distogliere lo sguardo, di dire pronto al telefono, tra venti anni non ti daranno ai nervi? Chi può pensare che l’uomo o la donna che rispondono al tuo bisogno di oggi – che sia desiderio di protezione, istinto materno o voglia di leggerezza – saranno ancora giusti domani, quando sarai un uomo o una donna diversa? Chi può pensare di adattarsi a una creatura appartenente a un’altra specie – maschile o femminile – e che non parla neanche la stessa lingua (basti pensare alla apparentemente innocua locuzione “ciao come va?” che per un uomo è una formula di cortesia, mentre per una donna è l’invito ad aprire gli anfratti del proprio cuore per spiegare con dovizia di particolari, esattamente, “come va” la sua vita in quel momento, tanto che come è noto certi uomini evitano accuratamente di lasciarsela sfuggire di bocca, per paura di dover ascoltare la risposta).

CHARLIE BROWN, SNOOPYDio. Solo Dio può dire per sempre. E allora, adesso che ci penso, passando sopra all’avversione per le valentine col pizzo che come Charlie Brown ho sempre atteso invano, se c’è un luogo dove ha senso festeggiare l’amore, è solo nel cuore della Chiesa. L’amore come lo intende tutta la cultura occidentale, ormai divenuta planetaria – emozione, desiderio di conquista, gusto della scoperta – è solo l’inizio, ma l’amore come capacità eroica di dare la vita tutta intera per l’altro, questo non può che venire da Dio. Sarà un amore capace di sopravvivere alla fine o almeno alla trasformazione delle emozioni, sarà capace di mettere una croce – è inevitabile che avvenga, anche nel più riuscito dei matrimoni – sui desideri del proprio cuore, sarà anche capace di affrontare rinunce crudeli, amputazioni di sé, potature, a volte del centro del cuore sanguinante, sarà capace di capire che un uomo e una donna sono sempre due povertà che si donano l’una all’altra, piene di difetti, di ferite, di affetti sballati.

Il mondo dice all’uomo di ascoltare il suo cuore senza esitare. È rimasta solo la Chiesa a dire all’uomo la verità, ed è fondamentale che continui a farlo, perché mai come oggi è stata vox clamans in deserto: siamo creature ferite, malcerte, insicure, infedeli. Noi sappiamo che dal cuore dell’uomo viene una valanga di cose sulle quali non possiamo sempre fare affidamento. Il cuore ci fa desiderare, cioè alzare lo sguardo verso le stelle. Ma il desiderio è una parte dell’amore. L’amore è un giudizio, una scelta, una decisione, un comandamento. Il primo dei comandamenti di Dio all’uomo è appunto Shemà, Israel. Ascolta Israele. Ascolta un’altra fonte di informazione su te stesso, ascolta qualcuno che è più grande di te, e vede più lontano. Karol Wojtyla, quando da vescovo seguiva le coppie di fidanzati, le ammoniva: non dire “ti amo”, dì piuttosto “partecipo con te dell’amore di Dio”.

fonte> Avvenire 14 febbraio 2014

36 pensieri su “La Croce e le rose

  1. …te lo chiedo perchè sento che è giusto chiedertelo ora subito dato il profondo e sincero sentimento che mi sembra ci sia nell’articolo che hai scritto: ma accetterai di essere pagata per questo? Che ci siano persone pagate per scrivere cose di parte, false, disoneste, infamanti, calunniose, con la pretesa della maggior intelligenza possibile eccetra, questo arrivo a capirlo…
    Ma te non sei come loro!!!

    1. Ma che stai addì? Cioè devono essere pagati solo i giornalisti e gli scrittori che scrivono delle schifezze che possibilmente facciano schifo a loro per primi? Ma ‘ste cose ti vengono da sobrio o dopo esserti fatto di qualsiasi cosa?

        1. LIRReverendo

          Cosa intendi?
          a. Grosso uccello rapace della famiglia accipitridi (Harpia harpyia), proprio dell’America Centr. e Merid., che gli Indiani cacciano per impadronirsi delle penne, di cui si fanno ornamenti.
          b. Nome usato popolarmente per indicare parecchi rapaci (per es., l’avvoltoio degli agnelli, il falco di palude, il falco pescatore, ecc.).
          c. Genere di pipistrelli della famiglia pteropodidi (lat. scient. Harpyia).
          d. Nome di alcune farfalle notturne appartenenti al genere Cerura della famiglia dei notodontidi; è comune in Italia l’a. vinula (Cerura vinula), più rara l’a. bifida (Cerura bifida).
          Quale per correttezza?
          Ace LIRReverendo

  2. cristiana

    Credo invece che le coppie di fidanzati debbano dirsi” ti amo”. Le persone hanno paura di dire “ti amo” non ne hanno piu’ il coraggio. “Ti amo da morire”, come ce lo dice continuamente Cristo sulla croce.

  3. Annalisa

    Sarà che io oggi festeggio san Cirillo e Metodio protettori d’Europa… no? Però ho fatto una torta con i cuori a mio marito…

  4. Maria elena

    Mio marito me lo ricorda sempre che l’amore tra di noi viene da Gesù Cristo….edè vero! Quello umano arriva al…per me una settimana dopo il matrimonio!!!!

  5. don Stefano Colombo

    Alla padrona di casa ed ai lettori tanti auguri per la festa dei grandi fratelli santi Cirillo e Metodio, copatroni d’Europa. La relazione (e, si spera, la riunione) con le Chiese Ortodosse mi interessa personalmente assai piu’ delle relazioni tra fidanzatini, cuoricini, fiorellini, carini, … ed aggiungete voi tutti gli …ini che vi invadono la mente come perniciosa melassa pensando al Valentine’s Day (qui in America il “Saint” se lo sono ingoiato da mo’).

    1. Sara

      Giustissimo festeggiare i Santi Cirillo e Metodio, ma anche San Valentino è una festa cattolica: si tratta di festeggiare un Santo Vescovo, per giunta molto importante per le coppie che si amano in Cristo!

  6. sonja b.

    Già, sempre qui. L’amore è un mistero che si conquista passo passo con la volontà. Si parla sempre poco di come siano fallaci le emozioni e come esse non siano la bilancia dove “soppesare” il cuore. Fra l’altro si dovrebbe pensare più concretamente alla Chiesa come Maestra dei sentimenti e lo dico perchè nonostante matrimoni falliti dopo anni e naufragati dopo pochi mesi di matrimonio le coppie vogliono ancora sposarsi ed in Chiesa, al di là della bella scenografia perché la Chiesa è per l’Uomo e non contro.Grazie, bell’articolo!

  7. Stefania cristiana

    Che male c’è a festeggiare San Valentino? Perplessi di che? Pure perplessi che il Papa ha incontrato dei giovani fidanzati? E perché mai? Dio è la forza che si manifesta nella fatica, nell’impegno dello stare insieme trasformandoli in GIOIA. E questo è meraviglioso. Senza offesa ma che pizza, devono essere così pesanti i cristiani? Dio rende leggero l’animo, il pensiero, il giudizio e le fatiche, se c’è peso, se si è cristiani pizzosi e pesanti è perché c’è più uomo che Dio.

      1. Stefania cristiana

        Se ti corrisponde mi sa che c’è molta gioia nel tuo cuore.Con Dio è così! E questo Papa meraviglioso ce lo insegna. Che bello il messaggio del Papa ai fidanzati che hanno postato qui nei commenti! Lo dico solo per la mia esperienza, ho solo da imparare io.

  8. Aleph

    Sono sposata da sei anni, quindi non posso che approvare questo pezzo. Un po’ di respiro tra tante smancerie soffocanti che popolano la festa San Valentino… Però ammetto di averli fatti lo stesso i dolcetti a forma di cuore per mio marito!

  9. Lucia

    Non ho mai festeggiato S Valentino nemmeno io, mi viene la pellagra al solo pensiero di unicorni di peluche e altre boiate, però sono stata contenta di aver letto quello che ha detto il papa. In particolare questo:

    “Ma c’è qualcosa che tu hai detto e che voglio prendere al volo, perché non voglio lasciarla passare. Il matrimonio è anche un lavoro di tutti i giorni, potrei dire un lavoro artigianale, un lavoro di oreficeria, perché il marito ha il compito di fare più donna la moglie e la moglie ha il compito di fare più uomo il marito. Crescere anche in umanità, come uomo e come donna. E questo si fa tra voi. Questo si chiama crescere insieme. Questo non viene dall’aria! Il Signore lo benedice, ma viene dalla vostre mani, dai vostri atteggiamenti, dal modo di vivere, dal modo di amarvi. Farci crescere! Sempre fare in modo che l’altro cresca. Lavorare per questo. E così, non so, penso a te che un giorno andrai per la strada del tuo paese e la gente dirà: “Ma guarda quella che bella donna, che forte!…”. “Col marito che ha, si capisce!”. E anche a te: “Guarda quello, com’è!…”. “Con la moglie che ha, si capisce!”. E’ questo, arrivare a questo: farci crescere insieme, l’uno l’altro. E i figli avranno questa eredità di aver avuto un papà e una mamma che sono cresciuti insieme, facendosi – l’un l’altro – più uomo e più donna!”
    Dal DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
    AI FIDANZATI CHE SI PREPARANO AL MATRIMONIO
    Piazza San Pietro
    Venerdì, 14 febbraio 2014

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