Gli adulti hanno paura di educare

sex-education

Intervista di Pietro Vernizzi a Costanza Miriano  per Il Sussidiario

“All’origine della proposta inglese di abbassare ai 15 anni l’age of consent, cioè l’età a partire dalla quale un adolescente è considerato pienamente consenziente nei confronti di qualsiasi attività sessuale, c’è la volontà di sgravare i genitori dal problema dell’educazione”. Lo afferma Costanza Miriano, giornalista e autrice dei libri “Sposati e sii sottomessa” e “Sposala e muori per lei”. L’obiettivo della proposta inglese è ridurre dai 16 ai 15 anni l’età a partire dalla quale un teenager può ricevere informazioni sulla contraccezione e sull’aborto. Di fatto però il limite dei 16 anni finora, almeno sul piano teorico, aveva scoraggiato il coinvolgimento sessuale dei minorenni al di sotto di questa età. L’idea è partita da un’intervista del professor John Ashton, preside della facoltà di Salute Pubblica, e per ora il premier David Cameron si è detto contrario.

La proposta di abbassare l’età al di sotto della quale gli atti sessuali sono ritenuti normali, parte da un cambiamento già in atto nella società o mira a provocarlo?

Il cambiamento in atto già esiste, in quanto viviamo in una società pansessualista dove i ragazzi sono iper-stimolati anche a età molto precoci. Ad allarmarmi è però soprattutto l’assenza degli adulti. Questi ultimi anziché indirizzare, incanalare, educare e mostrare la possibilità di una bellezza più grande, si preoccupano solamente di evitare conseguenze negative che nella loro mente egoista sono gravidanze indesiderate o malattie. E’ molto più facile illustrare le tecniche di contraccezione e di aborto, piuttosto che educare al vero significato. La proposta del professor Ashton è quindi un modo per disimpegnarsi e autogiustificare le proprie condotte sbagliate. All’origine c’è un’assenza di senso che questi adulti vivono in prima persona.

In che termini parla di un’assenza di senso?

Per molte persone la sessualità, essendo ormai slegata dal concepimento e dal rapporto con la vita, non ha più alcun senso. Questi adulti non riescono a insegnare un senso che loro per primi non hanno scoperto.

Insomma il vero problema non sono gli adolescenti ma i loro genitori?

Sì, tanto è vero che il fine ultimo di questa proposta è sgravare gli adulti dal problema dell’educazione. Non c’è nessun amore nei confronti di questi 15enni, si vuole soltanto offrire loro delle tecniche. A mancare ancora una volta è l’autorevolezza e la credibilità degli adulti.

Anche in Italia si sono avuti diversi campanelli d’allarme come il fenomeno delle “baby-squillo” e delle “ragazze-doccia”. Lei che cosa ne pensa?

Anche in questo caso il problema prima ancora che i ragazzi sono i loro genitori. Nella classe di mio figlio, che ha 13 anni, si è tenuta una lezione sull’utilizzo dei preservativi. Ho sollecitato l’intervento degli altri genitori, ma nessuno ha trovato nulla da ridire anzi erano ben contenti di demandare alla scuola il compito educativo.

Per quale motivo si sono tenute queste lezioni?

La cornice normativa che le ha permesse sono le linee guida del ministero per la diffusione della teoria del genere, le quali si basano appunto su una teoria illustrata come se fosse una scienza. Non sono però state sottoposte a nessun tipo di voto e si sta pensando di impugnarle. Così come è indispensabile rispettare i non credenti che non desiderano che i loro figli partecipino alle lezioni di religione, così anche i genitori credenti hanno ugualmente dei diritti.

Il problema non riguarda quindi solo l’Inghilterra?

Assolutamente no. E non è giusto che i genitori siano “espropriati” del compito educativo senza neanche chiedere loro un consenso.

Che idea si è fatta invece delle polemiche che hanno accompagnato la pubblicazione del libro “Sposati e sii sottomessa” in lingua spagnola?

Al fondo c’è il fatto che nessuno di quanti hanno protestato, per sua stessa ammissione, aveva letto il libro. A turbare molto è stata la parola “sottomessa”. Di sicuro c’è una forte resistenza culturale a tutto ciò che va contro l’autodeterminazione e la libertà senza vincoli. Comprendo la reazione di chi non ha il nostro retaggio culturale, meno gli insulti e l’aggressività.

Si è trattato solo di un malinteso o di una differenza culturale di fondo?

Il punto centrale del mio libro è che la dolcezza e la mitezza possono aiutare le coppie a uscire dalla logica del dominio, che sembra vincente nelle relazioni. Occorre uscire da una logica di potere, o nel migliore dei casi di contrattazione tra due poteri che si scontrano. Uscire da questa logica ed entrare in quella dell’accoglienza, dolcezza e mitezza può favorire un progresso che non è un ritorno al passato, ma una maturazione e un passo in avanti per le coppie e per le persone. Ritengo quindi che non si sia trattato soltanto di un malinteso sulla parola, ma di un modo completamente diverso di concepire i rapporti.

fonte: Ilsussidiario.net

85 pensieri su “Gli adulti hanno paura di educare

  1. Galsuinda

    Soy profesora en España. hace unos 15 años protesté por lo que supuse que era una intromisión del Instituto en la educación sexual de los hijos que corresponde a los padres. Desde la directiva se me informó de que ¡eran los padres los que lo habían pedido! Esa y otras experiencias coinciden con lo que Vd dice, muchos padres han abandonado en la escuela su tarea de educar.

  2. fortebraccio

    Gli inglesi hanno un serio problema con il sesso tra adolescenti. Ce l’han sempre avuto, anche 50 anni fa.
    Credo che l’Inghilterra sia il paese europeo con la più bassa età per il “primo rapporto”.
    Anzi, non credevo neanche che il limite fosse ancora 16 anni, viste le premesse.
    Vi suggerirei un film interessante di Ken Loach: Sweet sixsteen (il tema trattato è molto più ampio, ma rende bene l’idea).
    Cmq, gli inglesi direi sono una peculiarità, un mondo a parte rispetto ai continentali.

    Questo non toglie forza al discorso sulla rimozione delle responsabilità.
    Personalmente credo che sia giusto che la scuola si faccia carico dell’educazione sessuale. Penso anche che sarebbe meglio farla separata: le ragazze prima, i ragazzi dopo; ma mi rendo conto che sia una cosa irrealizzabile.
    Qual è l’età per la profilassi da HPV? Ecco, uno/due anni dopo va introdotta anche l’educazione sessuale a scuola.
    E’ principalmente una questione di salute: prima delle gravidanze, c’è da evitare che i ragazzi si prendano certe brutte malattie (che mica esiste solo l’HIV, eh! Anzi, magari ci fosse solo quello…).

    Ma questo non sposta di un millimetro il dovere all’educazione morale da parte dei genitori.
    Lo stesso discorso vale anche per l’insegnamento della filosofia, educazione civica e l’ora di religione.
    Perché ditemi: chi aspetta che ad insegnare le preghiere sia il prete a scuola?
    Daiiii…
    Non si espropria nessuno, al massimo si pungola al dialogo. Sempre nell’interesse del minore.
    Ora devo dire che non conosco i meccanismi che regolano l’inserimento o l’esclusione degli argomenti di studio all’interno dei programmi. Non so se ci voglia un voto, o se il ministero debba interpellare i genitori in via preventiva e con esito vincolante.
    Ma una cosa la so: la libertà di scelta non può estendersi a qualsiasi argomento di ogni programma: vogliamo mettere ai voti la fisica, l’evoluzionismo, la storia, la filosofia? Cancelliamo Bonifacio VIII, quasi tutti i papi rinascimentali, Galileo e Keplero, Darwin, Nietzsche, Freud e Marx… poi?
    Non esageriamo.

    (per inciso: “una lezione sull’uso del preservativo” è una cosa idiota. Un corso di educazione sessuale all’interno di un più ampio programma di educazione alla salute è tutt’altro).

    1. fbbdev

      Caro Fortebraccio, il problema è che in molte scuole l’educazione sessuale si traduce esclusivamente in lezione sull’uso del preservativo. Io ho avuto la fortuna di un corso serio tenuto da medici in un contesto di educazione alla salute, ma non è così per tutti, ed è totalmente inutile se non è accompagnato dall’educazione in famiglia.
      Non mettiamo ai voti la fisica, l’evoluzionismo, la storia, la filosofia, mettiamo ai voti la preservativologia.

      1. Se ho capito bene dice che una quindicina di anni fa aveva espresso la propria contrarietà all’introduzione dell’educazione sessuale a scuola, perché le sembrava che così la scuola si intromettesse in un compito che spetta ai genitori. Tuttavia le fu risposto che erano proprio i genitori a richiederla. Questa e altre esperienze la inducono a dar ragione a Costanza sul fatto che molti genitori hanno scaricato sulla scuola i loro compiti di educatori (credo).

        1. Gracias. Introducción a la educación, no. enseñan sexo irresponsable, reparto de condones. Ahora es mucho peor. El problema es muy antiguo.

          Galsuinda

      2. Lalla

        “Insegno in Spagna. Circa 15 anni fa protestai per quella che pensavo fosse un’intrusione dell’Istituto nell’educazione sessuale dei figli, che spetta ai genitori. Poi la direzione mi informò che erano i genitori che l’avevano chiesto! Questa e altre esperienze corrispondono a quello che lei dice, molti genitori hanno lasciato alla scuola il loro compito di educare.” Spero di non aver mal interpretato.

    2. sara s

      L’educazione sessuale a scuola… non stiamo parlando di un corso di giardinaggio! Accostare questi due termini è già di per sé ridicolo, quasi quanto parlare di “educazione all’affettività”, semplicemente perché riduce il sesso a un elenco di informazioni tecniche, cui affiancare, nel migliore dei casi, informazioni tecniche di tipo psicologico, giusto per non passare per degli abbietti materialisti o squallidi gaudenti. Quindi verrà a scuola “l’esperto” che infilerà il preservativo nel microfono in aula magna per farti vedere come si fa, e l’ora dopo la psicologa dei miei stivali ti farà un bel discorsino sui sentimenti e l’innamoramento. I ragazzi ascolteranno questi adulti patetici e in cuor loro spereranno di non crescere mai, se crescere dà questi bei risultati.
      L’educazione sessuale così intesa – non c’è altro modo di intenderla, al fondo, dentro alle più svariate sfumature di pornografia e sentimentalismo moralista – ci basterebbe se noi adulti reputassimo il sesso come un modo di trarre piacere e toh, ma sì, anche di darlo, diciamolo così non sembriamo troppo egoisti. Il piacere poi, si sa, è tale se non fa incorrere in certi rischi. Come si impara a degustare il vino senza ubriacarsi e risolvere un sommo piacere in una notte sul water, così impariamo a godere il corpo altrui e mio senza pericolo di complicazioni, malattie e gravidanze.
      Però l’esperienza dimostra che questa è la schiuma della verità di cui vigliaccamente ci accontentiamo (direbbe il fenomenale Mel Gibson dell'”uomo senza volto”). La verità invece è che l’educazione sessuale è dentro una vita, e dentro un rapporto di bene totale e complessivo sulla propria persona. Per questo accade in famiglia. Accade, dico, non “deve essere svolta”, perchè non si tratta di un ciclo di incontri, di spiegazioni tecniche, di lezioncine ad hoc. E’ dentro la vita quotidiana che io imparo ad amare l’altro, a partire da quando devo dividere i miei giochi e miei genitori; passando per quel lettone che appartiene soltanto a mamma e papà; cogliendo una carezza tra loro, mentre si apparecchia, o una richiesta di perdono dopo una litigata; vedendo le lacrime della mamma perchè ha perso un bambino, che ora è in cielo e ricordiamo ogni sera nelle preghiere; scoprendo che la pancia della mamma è ora di nuovo misteriosamente piena di un altro misterioso essere che attendiamo tutti con trepidazione; e si potrebbe continuare all’infinito.
      Ringrazio i miei genitori perchè si opposero, quando la cosiddetta educazione sessuale era facoltativa, a che io partecipassi, unica su più di mille studenti al liceo. Immaginate il disagio, le occhiate, le battutine più o meno esplicite! Però difesero il compito proprio della famiglia, insostituibile, nel crescere la loro figlia, che a loro apparteneva, e attraverso di loro a Dio, e di certo non allo Stato.

    3. Perdón. Entiendo pero no sé escribir bien. No quiero confusiones. Gracias

      En España la edad de consentimiento es 13 años. Un grave problema con los abusadores.

      Educar y enseñar no es la misma cosa.

      Educa la familia, enseña la escuela.

      Creo que con Google se podrá traducir.

  3. giuly

    Giorni fa mi è capitato di sentire in tv un sacerdote, abituale frequentatore di quella trasmissione, dire che l’educazione sessuale dovrebbe essere materia obbligatoria a scuola. Inutile aggiungere che mi son cadute le braccia a terra.

    1. Giusi

      Dev’essere lo stesso che ha detto che, visto che ormai ci si sposa tardi, non ha più senso la castità prematrimoniale.

    2. Il problema e cosa dovrebbe essere insegnato durante questa “educazione”…
      Dubito molto la castità, ad esempio… ma neppure come “possibile” alternativa 😐

      1. sara s

        No, io penso che il problema, prima ancora che il contenuto, sia proprio affidare alla Stato e alla scuola un compito che non compete loro. Sia dire, in ultima analisi: questo uomo è un tuo prodotto e quindi un tuo schiavo, fanne ciò che vuoi.

  4. vale

    per quanto riguarda l’evoluzionismo e darwin, son fole. non c’è bisogno del voto.:
    ( ho espunto alcuni link non direttamente riferiti all’argomento. qualcuno può essermi sfuggito.ovviamente da un sito politicamente scorretto).
    Ricerca “darwin”
    http://www.bastabugie.it/it/ricerca.php
    LE TEORIE DI DARWIN E DEI SUOI SEGUACI SONO INSOSTENIBILI SIA PER LA FILOSOFIA CHE PER LA SCIENZA
    Grande apprezzamento per la conferenza del professor Roberto De Mattei in occasione del 4° Giorno del Timone della Toscana
    di Giano Colli – Fonte: Redazione di BastaBugie
    GREGOR MENDEL, IL PADRE DELLA GENETICA, IL SACERDOTE CHE HA SMENTITO SCIENTIFICAMENTE IL DARWINISMO
    Nella ereditarietà dei caratteri non c’è nessun caso, non c’è nessuna selezione naturale, ma solo moduli matematici che seguono una logica ferrea (e provata sperimentalmente!)
    di Marco Respinti – Fonte: La Bussola Quotidiana
    IL DECLINO DI DARWIN: BASE STORICA E IDEOLOGICA DEL MITO EVOLUZIONISTA
    Il mito dell’evoluzione non nacque da nuove scoperte o indagini effettuate, ma venne concepito dalla forma mentis dell’illuminismo razionalista e del liberalismo progressista, conseguenti alla rivoluzione francese
    di Giuseppe Sermonti e Roberto Fondi – Fonte: http://www.amiciziacristiana.it
    LETTERE ALLA REDAZIONE: GRANDE SUCCESSO DEL DVD DIVULGATIVO ANTI-EVOLUZIONISTA
    Viene inviato per posta con la scheda divulgativa che distrugge le (finte) certezze del darwinismo
    di Giano Colli – Fonte: Redazione di BastaBugie
    NON C’E’ NULLA CHE POSSA FAVORIRE DI PIU’ IL COLLASSO DEL DARWINISMO CHE IL PROGRESSO DELLA SCIENZA

    Fonte: Corrispondenza Romana
    ECCO DOVE SBAGLIA CHI VUOLE SALVARE CON LA TEOLOGIA L’EVOLUZIONISMO DI DARWIN (CHE NON RIESCE A PORTARE NEANCHE UNA PROVA SCIENTIFICA)

    di Roberto de Mattei – Fonte: Il Foglio
    EVOLUZIONISMO, IL TRAMONTO DI UN’IPOTESI: IL VERO OBIETTIVO DI CHI DIFENDE DARWIN E’ CRITICARE LA CHIESA

    di Roberto De Mattei – Fonte: Corrispondenza Romana
    EVOLUZIONISMO, IL TRAMONTO DI UN’IPOTESI: VIETATO CRITICARE DARWIN ORMAI DIVENTATO UN DOGMA (ANTISCIENTIFICO)

    di Roberto de Mattei – Fonte: Il Foglio del 2/12/2009
    IL TRAMONTO DEL DARWINISMO
    Quando vogliono zittire i veri scienziati
    di Fausto Carioti – Fonte: Libero
    DARWINISMO, L’ARIANESIMO DEL XX SECOLO

    di Roberto de Mattei – Fonte: 3 aprile 2009
    EVOLUZIONISMO: BILANCIO CRITICO E RISPOSTA A DARWIN

    Fonte: Corrispondenza Romana
    L’ASSURDITÀ DEL DARWINISMO SOCIALE
    Quando Darwin chiedeva di evitare il matrimonio per poveri e malati
    di Antonio Gaspari – Fonte: 11 febbraio 2009
    LA CENSURA LAICISTA CONTRO UN GRANDE SCIENZIATO, CON IL DIFETTO DI ESSERE PRO-VITA E CONTRO DARWIN

    Fonte: fonte non disponibile
    WALLACE, L’ALTRO DARWIN
    Coautore della teoria della selezione naturale, lo scienziato gallese si convinse che l’uomo non è solo figlio del caso
    Fonte:
    PROCESSO A DARWIN
    L’ideologia con pretesa di oggettività è accusata di incongruenze, falsità e luoghi comuni
    di Maurizio Stefanini – Fonte: Il Foglio
    IL DIO DI MICHELANGELO E LA BARBA DI DARWIN

    di Antonio Gaspari – Fonte: Zenit
    PIO XII AVEVA RAGIONE: SIAMO FIGLI DI ADAMO ED EVA
    Il monogenismo, in accordo con la scienza, afferma che tutto il genere umano discende da un’unica coppia
    di Tommaso Scandroglio – Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana di Roberto de Mattei – Fonte: Il Foglio
    USCIRE DALLA CRISI? L’UNICO MODO E’ FARE FIGLI
    Intervista a Ettore Gotti Tedeschi, precursore della lotta alla denatalità, ormai diventata emergenza mondiale
    di Costanza Miriano – Fonte: Blog di Costanza Miriano
    AVERE LA FEDE NON E’ COME VINCERE AL GRATTA E VINCI
    Nel libriccino ”L’Abc della fede” l’arcivescovo emerito di Bologna offre una proposta sintetica per l’Anno della Fede
    di Giacomo Biffi – Fonte: Avvenire
    MARGARET THATCHER: IL DENARO PUBBLICO NON ESISTE, C’E’ SOLO IL DENARO PROVENIENTE DALLE TASSE
    Lo Stato non ha nessuna fonte di denaro e se pensi che qualcun altro pagherà, sappi che quel qualcun altro sei tu
    di Marco Respinti – Fonte: Libero
    MENDEL DAY: DOVEROSO RICORDO DEL MONACO, PADRE DELLA GENETICA
    Amava la natura, il canto liturgico, la Bibbia, l’amore per gli altri… e gli esperimenti scientifici (ecco un video di Agnoli)
    di Francesco Agnoli – Fonte: Libertà e Persona
    di Giovanna Arcuri – Fonte: La nuova Bussola Quotidiana
    IL FISICO MARIANO ARTIGAS CONFUTA LE TESI PSEUDO-SCIENTIFICHE DI STEVEN HAWKING E DI RICHARD DAWKINS
    Nel bel libro divulgativo ”Le frontiere dell’evoluzionismo” dimostra che molti discorsi degli evoluzionisti sono infarciti di ipotesi indimostrate presentate come dogmi
    di Salvatore Canto – Fonte: Unione Cristiani Cattolici Razionali
    LETTERE ALLA REDAZIONE: IL DIBATTITO SULL’EVOLUZIONISMO TRA I NOSTRI LETTORI
    Innoltre vi presentiamo il video nel quale Odifreddi rinnega l’UAAR e si converte al cristianesimo (ma è uno scherzo)
    di Giano Colli – Fonte: Redazione di BastaBugie
    BENEDETTO XVI: ”L’UOMO NON E’ IL PRODOTTO CASUALE DELL’EVOLUZIONE, MA DELL’AMORE CREATORE E REDENTORE DI DIO, CHE DA’ SENSO ALLA VITA”
    E Giovanni Paolo II: ”Le teorie dell’evoluzione che considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva sono incompatibili con la verità dell’uomo; esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona”
    di Mauro Faverzani – Fonte: Corrispondenza Romana
    NO ESPERIMENTI SULLE SCIMMIE PERCHE’ SONO NOSTRE SORELLE (SI SUGLI EMBRIONI UMANI): PAROLA DI VERONESI
    L’uomo discende dalla scimmia? E la scimmia da chi discende? Dalla giraffa? Dal rinoceronte? E poi: perché le scimmie che vediamo non si sono evolute?
    di Rino Cammilleri – Fonte: La Bussola Quotidiana
    LE FALSE IDEE DEL CATASTROFISMO AMBIENTALISTA: INQUINAMENTO, CO2, ESAURIMENTO DELLE RISORSE, ECC.
    Riccardo Cascioli, direttore de La Bussola Quotidiana, invita a non considerare l’uomo come cancro del pianeta terra, ma come una risorsa per il creato
    di Giano Colli – Fonte: Redazione di BastaBugie
    AUGIAS TIRA FUORI LA VESPA PER DIRE CHE DIO E’ SADICO
    Chissà se ha un gatto, bestiola sadica alla quale si fanno le coccole, ma avete visto come gioca col topo prima di ammazzarlo?
    di Rino Cammilleri – Fonte: La Bussola Quotidiana
    NEL FILM ”PAUL” GLI EVOLUZIONISTI ARRUOLANO ANCHE I MARZIANI
    Doppiato da Elio e le Storie Tese, ecco il film americano che prende in giro i cattolici come retrogradi e antiscientifici
    di Andrea Piersanti – Fonte: Newsletter di Scienza & Vita
    LETTERE ALLA REDAZIONE: DOPO IL CLAMOROSO SUCCESSO DEL DVD ”EVOLUZIONISMO FALLITO”, ECCO ALTRI DVD
    Prodotti dalla coraggiosa casa editrice Mimep-Docete una serie di dvd irrinunciabili per chi vuole combattere le bugie della cultura dominante
    di Giano Colli – Fonte: Redazione di BastaBugie
    da Corrispondenza Romana
    IL CARTELLONE PUBBLICITARIO CON TRE UOMINI E TRE DONNE NUDI CON LA TESTA DI ANIMALI
    Si vuole parificare la dignità degli esseri umani con quella degli animali
    di Gianfranco Amato – Fonte: Ilsussidiario.net
    DE MATTEI E ODIFREDDI A CONFRONTO SUL TRAMONTO DELLA FANTASIOSA IPOTESI DELL’EVOLUZIONISMO

    da Corrispondenza Romana
    di Antonio Gaspari – Fonte: L’Ottimista
    CONVEGNO SCIENTIFICO SULL’EVOLUZIONISMO: NULLA PIU’ CHE UNA IPOTESI ACCADEMICA

    da Corrispondenza Romana
    GIORNATA DELLA TERRA
    Obiettivo eliminazione dell’uomo
    di Riccardo Cascioli – Fonte: 22-4-2009
    L’ORIGINE DELL’UNIVERSO PER IL CRISTIANO NON È UNA DISPUTA TRA CREAZIONISTI ED EVOLUZIONISTI

    di Carlo Levanti – Fonte: 11 gennaio 2009
    LA SPAGNA APPROVA UNA LEGGE CONTRO NATURA PER DARE DIRITTI UMANI A GORILLA, SCIMPANZÉ, ORANGHI.

    di Roberto de Mattei – Fonte: fonte non disponibile
    L’EVOLUZIONE? NON ESCLUDE IL DIO CREATORE

    di Benedetto XVI – Fonte: Avvenire

  5. vale

    @ giusi
    non ho sbagliato post perché era una risposta a fortebraccio che spaccia come verità notorie bischerate pseudoscientifiche.
    li ho chiamati link perché, di solito,cliccandoci sopra, funzionano. vai su bussolaquotidiana, clicca: cerca con la parola darwin , e ti esce il tutto…. 🙂 e anche di più…
    bye

    1. vale

      @ giusi
      te sei una utente registrata…( io non lo riesco a leggere), cmq sì. avevo letto su altro sito qualcosa di simile. almeno nel titolo… è il continuare a spacciare per verità e scienza ciò che verità e scienza non è. oramai dovrebbe essere chiaro a chiunque non abbia pregiudizi che l’evoluzionismo, così come comunemente inteso, è una bufala. è solo una posizione filosofica priva di riscontri scientifici che la avvallino. ma tant’è.
      è, in fondo, una delle tecniche di disimformazione più utilizzate: infilare in un discorso apparentemente “ragionevole” delle falsità per renderle verosimili e credibili.
      nulla di nuovo.

      1. Giusi

        Si Vale hai ragione. Infatti ho chiesto ad Admin di eliminare quel post. Sono negata per la scienza e per la tecnica. Comunque vai su Totus Tuus, registrati (è gratis) e cliccando su libri scaricabili gratis c’è di tutto compresi diversi testi sull’evoluzionismo.

  6. giuly

    Ma scusate, la scuola dovrebbe fare prima di tutto il suo dovere di istruire sulle conoscenze. Io non sono andata a scuola un secolo fa, e ho imparato alle medie come sono fatti maschi e femmine (ovviamente mia madre si è premurata a casa di educarmi “sentimentalmente”, come si suol dire oggi, cioè alle differenze psicologiche e ai confini del pudore); poi al liceo si sono affrontate la riproduzione e la anatomia. In quinta liceo hanno ccominciato a introdurre lezioni di sessuologia, con tanto di invito di ginecologi, si parlava di pillole e profilattici, una prof propose di mettere il distributore di condom nell’istituto, ma per fortuna i genitori e altri insegnanti si opposero. Vedo che negli ultimi 20 anni si è invece rotto ogni indugio, si parla di sesso come delle varietà dei panini di mac, e sempre più precocemente, addirittura ai 13enni. Sarò arretrata ma io rimango basita. Ma saranno cavolacci miei come voglio affrontare questi argomenti coi miei figli!!! La scuola faccia e bene il suo mestiere, che io faccio il mio. La scuola fa schifo, si perde tempo in progetti, proposte, discussioni, assemblee, consigli di classe, ecc ecc, e non si assolve mai ai compiti principali, cioè istruire nelle materie basilari. O vogliamo che i nostri ragazzi sappiano come infilarsi un profilattico ma non ci frega niente che conoscano la differenza tra preposizioni e proposizioni, o tra una equazione e una funzione? Ah, bene, molti genitori invece alzano spallucce e lasciano fare…..ma ci pensano mai alla devastazione psicologica a cui saranno soggetti i loro filgi e figlie quando si saranno abbondantemente buttati via , avranno trombato a destra e sinistra o peggio alcuni avranno abortito?! Ora tutti si strappano le vesti per le baby squillo (che stanno un po’ ovunque, mica solo ai Parioli…), ma questa non è altro che la carta tornasole di questi ultimi 20 anni di sfascio. Sta crescendo una generazione di persone già bruciate.

    1. Eh già. E purtroppo in tanti, come il bravo Fortebraccio (o la brava, chissà…), si scaldano col pannicello dell’educazione sessuale di cui dovrebbe farsi carico la scuola. Perché ovvio, il problema delle “baby squillo dei Parioli” è che nella loro scuola quell’insegnamento gli è mancato.

      1. Lalla

        Adesso siamo già oltre l’educazione sessuale, è l’educazione di genere a scuola la nuova frontiera. A quanto pare il tutto procede a grandi passi…Non mi capacito di come i genitori siano indifferenti, quasi che la difesa della libertà di educazione fosse una faccenda per i soliti bigotti come noi. Che il senso critico sia così spento da far andare bene qualunque cosa alla maggioranza, purché appaia
        “al passo con i tempi”? Bei tempi…

        1. Inoltre, dato il tipo di “lezioni pratiche” che vengono prospettate, anche per i bambini dell’asilo, mi sembra che lo scopo prioritario dell’educazione di genere non sia esattamente quello di debellare il fenomeno della prostituzione minorile.

      1. giuly

        Grazie Giusy! E io a mia volta ringrazio Sara s. per il suo commento, molto più bello del mio, in cui ha detto proprio quel che penso. Anche io se dovessero esserci lezioni di quel genere non manderò i miei figli a scuola, a costo di farmi dare occhiatacce da altri genitori o insegnanti. Non vedo perché non ci debba essere la facoltà di avvalersi di queste “discipline” visto che c’è liberta di scelta pure sull’ora di religione…

        1. sara s

          grazie e anch’io concordo con voi: che a scuola s’insegni a leggere , a scrivere e a far di conto! Sul non mandare i figli a qs corsi di “salute”… purtroppo le cose si stanno complicando di non poco, ed è argomento di discussione scottante e attuale tra me e mio marito, visto che a breve manderemo la nostra prima figlia alle elementari qui ad Amburgo, dove ancora non conosciamo bene la situazione come in Italia.Mio marito ha cercato di capire se alle elementari ci sarà, e se sarà obbligatoria, l’educazione sessuale. La risposta è sì, ma ci ha agghiacciato leggere che recentemente cinque famiglie battiste che si erano opposte sono finite in guai molto seri e non hanno vinto il ricorso, perchè, questa è la motivazione, possono pur sempre impartire i loro valori nel dopo scuola e nel weekend… qui inoltro lo sconcertante documento.
          http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=271352669562568
          noi speriamo nel buon senso delle persone, che viene prima delle leggi: Ma questa è la situazione: ci stanno cucinando a puntino, e ho la sensazione che vogliano rubarci i nostri figli, decidendo loro cosa e come e quando fargli il lavaggio del cervello. “Loro” chi, poi, sarebbe interessante saperlo!
          A questo punto è interessante chiederci come dobbiamo porci noi genitori, anche concretamente, perchè scappare non si può nè si deve. La base sicura, prima di ogni decisione, è che crescere questi bambini spetta a noi e nessuno può toglierci questa greve e splendida responsabilità, nè la tv, nè i nonni, nè la babysitter o la scuola, neppure i preti, tutti supporti più o meno utili nella misura giusta da noi stabilita. E’ a noi che Dio ha deciso di affidare questi piccoli, attraverso noi sono suoi (per fortuna, perché altrimenti non si dormirebbe per l’angoscia)

          1. sara s

            Te scrivi:
            “Anzi, non esiste del tutto «la contraccezione» neutra.”

            Ma, credo, potrebbe esistere che venisse spiegato ai giovani che esiste anche la possibilità della contracceszione.
            Poi uno farà come crede.

            p.s. lo Stato a Amburgo è cattivo? Sapeste qui!

            1. sara s

              ti sei confuso, della contraccezione neutra non l’ho scritto io , anche se sono d’accordo.
              Lo Stato qui non “è cattivo”, governano bene e si vive meglio che in Italia, nostalgia a parte (d’altronde se siamo qui è perché qui abbiamo la possibilità di vivere bene e addirittura far dei figli!). Ciò non vuol dire che tutto ciò che da qui proviene vada bene, mi sembra banale affermarlo.

  7. 61Angeloextralarge

    “La proposta di abbassare l’età al di sotto della quale gli atti sessuali sono ritenuti normali”… Il termine “normale” sta ad indicare che non sarà più punibile chi fa sesso con un/una quindicenne? Se è così, e spero proprio di aver capito male e/o di essere la solita ignorante… questo significa che i pedofili stanno sghignazzando gia? Per non parlare di quei quaranta(cinquantenni che hanno la fissa delle baby… 😦

  8. “Insomma il vero problema non sono gli adolescenti ma i loro genitori?

    Sì, tanto è vero che il fine ultimo di questa proposta è sgravare gli adulti dal problema dell’educazione. Non c’è nessun amore nei confronti di questi 15enni, si vuole soltanto offrire loro delle tecniche. A mancare ancora una volta è l’autorevolezza e la credibilità degli adulti.

    Anche in Italia si sono avuti diversi campanelli d’allarme come il fenomeno delle “baby-squillo” e delle “ragazze-doccia”. Lei che cosa ne pensa?

    Anche in questo caso il problema prima ancora che i ragazzi sono i loro genitori. Nella classe di mio figlio, che ha 13 anni, si è tenuta una lezione sull’utilizzo dei preservativi. Ho sollecitato l’intervento degli altri genitori, ma nessuno ha trovato nulla da ridire anzi erano ben contenti di demandare alla scuola il compito educativo.

    Sottoscrivo in toto queste risposte/considerazioni fatte da Costanza e, tanto per non riscrivere da capo cose già dette, mi permetto di riportare un mio precedente intervento:

    8 giugno 2013 alle 14:17

    “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo afferma che “la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” (articolo 16.3) e che “i genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli” (articolo 26.3). Nel ratificare la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, gli Stati hanno sottoscritto di “rispettare la libertà dei genitori (…) di assicurare ai propri figli un’educazione religiosa e morale conforme alle loro convinzioni” (articolo 18.4). In modo ancora più esplicito, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo afferma che “nell’esercizio elle sue funzioni in materia di istruzione e insegnamento, lo Stato deve rispettare il diritto dei genitori di fornire questi ultimi secondo le proprie convinzioni filosofiche e religiose” (protocollo, articolo 2).”

    “conforme alle loro convinzioni” significa letteralmente che, se anche io fossi convinto che “gli asini volano” (e questa mia convinzione non viola alcuna legge… non per nulla si vogliono introdurre leggi “da hoc”), io ho il diritto ad insegnarlo ai miei figli, come quello di tutelarli da ogni insegnamento diverso.

    Qui si aprirebbe la facile polemica “ma allora io che sono gay perché non posso insegnare ai miei figli (figli ?) che… ecc, ecc. E qui si comprende un altro dei motivi del perché la “decostruzione” vuole in primo luogo partire dai concetti di “famiglia” – “genitori” – “padre” – “madre” e via discorrendo…

    Senza arrivare agli estremi (demenziali) che in Francia si prospettano, anche in Italia nelle scuole di diverso grato e tipo, più volte vi sono state iniziative e incontri con gli alunni, in orario di lezione, che pretendevano di “insegnare” ai nostri figli qualcosa che lede il diritto di cui sopra (perché ricordiamocelo la sessualità e anche i presunti “tecnicismi” che la riguardano – tipo “ma insegnare l’uso di un preservativo è solo dare un’informazione…” – appartengono alla sfera dell’etica e della morale, che sono prerogativa dell’insegnamento dei genitori), iniziative e incontri dai quali – semplicemente (ma non è detto che sia sempre semplice) – i nostri figli debbono essere preservati… punto!. Questa è la prima cosa, per cominciare…

    Questo è quello che ho sempre fatto con i miei figli, che non è, e non deve essere, si badi bene, “non toccare certe problematiche” 😦 , ma, anzi, educarli in ogni età, secondo la loro età, dando la corretta (secondo le nostre convinzioni – vedi sopra) visone della sessualità, dalla complementarietà, del dono bello e prezioso della corporeità con tutte le sue differenze, fisiche, psicologiche e spirituali che Uomo e Donna portano con sé (grazie a Dio 😉 ).
    …………………………………………………

    Concludo dicendo che è vero che lasciare alla scuola certi argomenti è per molti adulti il classico “lasciare ad altri togliere le castagne dal fuoco”, ma questo non sta a dimostrare spesso cattiva volontà o menefreghismo su un’importante tema dell’educazione, ma solo quanto molti adulti oggi, siano assolutamente incapaci essi stessi, di motivare, orientare, modificare (se necessario) le loro scelte su questo specifico ambito del vivere, né a comprenderne la reale portata e le reali conseguenze.
    Quindi se per loro stessi il campo della sessualità, oltre che dominato dai sentimenti (altrettanto difficilmente gestibili) lo è dalle semplici “pulsioni” che sembrano non avere direzione etica come potranno indicare una direzione ad altri fossero anche i propri figli?
    Ma sentimenti e pulsioni (di qualunque genere), senza un’Etica e soprattutto l’Eros senza lAgape, più che rendere liberi (come si pretenderebbe), rendono schiavi, più o meno legati da lacci e lacciuoli.. se non da vere e proprie catene. 😐

  9. Sarò malpensante e dietrologa, ma per me tutte queste attività da fare a scuola sono un modo che mettere soldini nelle tasche dei formatori, dei quali si annoverano le più svariate qualifiche in ogni campo dello scibile.
    Ma davvero pensiamo che i ragazzi nel 2013 abbiano bisogno di sapere come si usa un preservativo… suvvia formatori, vi esponete al ridicolo di spiegarlo solo per i soldini.
    Come si usa un preservativo lo sanno tutti, ma se capitano ancora gravidanza indesiderate o girano ancora malattie sessualmente trasmissibili è segno che la conoscenza delle tecniche di per sè non serve a nulla

    1. @a.s., credo ci sia “dietro” molto di più dei semplici soldini… 😉

      Che la mera tecnica di per sé (in questo come altri campi) risolva il “problema”, anche in una visione agnostica e laica, è certamente una pia illusione. Ma tant’è, molti ne sono ancora fermamente convinti.

  10. Giancarlo

    L’educazione sessuale, così come è comunemente intesa, è una contraddizione in termini. Infatti l’educazione sessuale non si preoccupa affatto di spiegare cos’è la sessualità, quale il suo significato. Si limita semplicemente a fornire istruzioni su come evitare malattie e gravidanze, dimenticando di dire che le malattie, all’interno di una relazione d’amore, sono automaticamente escluse, mentre le gravidanze fanno parte integrante del rapporto sessuale.

    Ho tre figli, di sedici, quattordici e dodici anni, ai quali cerco di insegnare che la sessualità ha un senso, un significato biologico, psicologico e spirituale. Insegno loro ad essere responsabili, a godere liberamente e gioiosamente della sessualità, senza paura delle malattie, senza preclusioni alla vita, avendo rispetto per la persona che si ama e costruendo una relazione destinata ad accogliere nuove persone e a durare per sempre.

    Educazione sessuale? No grazie, preferisco amare.

  11. vale

    aridaje,era una risposta a fortebraccio che dava per scontato fossero vere e non da sottoporre a voto delle “verità” come evoluzionismo e darwin….

  12. “Con gabbia di Faraday si intende qualunque sistema costituito da un contenitore in materiale elettricamente conduttore (o cavo conduttore) in grado di isolare l’ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico presente al suo esterno, per quanto intenso questo possa essere.”

    Per la sana educazione del fanciullo (cattolico o meno).
    1Occorrebbe un apparato simile alla gabbia suddetta attraverso il quale impedire l’ingresso, nell’abiente di crescita del fanciullo, di nocive influenze esterne, di ogni genere.
    2 qualora non si fossero potute evitare in nessun modo le sopraddette influenze esterne, rientrare al più presto nella gabbia di Faraday domestica (omologata dalla parrocchia) dove personale specializzato (preferibilmente i genitori) provvederà alla decontaminazione mentale.

    1. Giancarlo

      Per la sana educazione dei fanciulli bastano due genitori forti e coraggiosi, che non abbiano paura di educare (come dice il titolo dell’articolo). Nell’educazione sessuale non c’è niente di educativo. Io educo i miei figli alla responsabilità, all’amore tutto intero (senza barriere o preclusioni) ed alla vita. Educo i miei figli a vivere la sessualità in tutta la sua dirompente e naturale vitalità, senza se e senza ma. Educo i miei figli a costruire relazioni d’amore, non convivenze a termine. Educo i miei figli alla felicità, al piacere senza la paura, al senso ed al significato del sentimento e della passione.

      Lei, invece, preferisce mettere un preservativo in tasca ai suoi figli?

  13. Giancarlo, trovo scritto sul testo che hai messo:

    “In altre parole, la scienza non può escludere a priori l’intervento di una Volontà creatrice che abbia portato all’esistenza il più antico antenato comune di tutti i viventi.”

    Ma la scienza non si sogna di escludere un bel nulla! Tantomeno l’esistenza di una Volontà creatrice! Non è di sua competenza! Come sarebbe infatti possibile “dimostrare” che qualcosa non esiste? Io, per esempio, non ci credo nel demonio, ma non lo posso dimostrare che non esiste! Eccetra…

    1. Giancarlo

      Ottimo! Spiegalo a Pievani ed a quelli dell’UAAR (che organizzano i Darwin day) che la scienza non può in alcun modo escludere l’esistenza di Dio.

  14. Giovanni da Patmos

    Mi domando che utilità abbia una simile iniziativa.
    C’è già il corso di scienze e il programma prevede la trattazione dell’apparato riproduttivo maschile e femminile.
    Ciò basta e avanza.

  15. fortebraccio

    Grazie Giancarlo, ottimo link, peccato che dica esattamente il contrario di quanto affermi – e proprio in prima pagina: vedi Dialogo tra Fede e Ragione.

    Citerei due frasi:
    – [a sostegno del fatto che il darwinismo scientifico sia una teoria scientifica -con i suoi pregi e difetti- e non una chiacchera da bar]: “esistono molti biologi darwinisti cattolici (per citarne solo qualcuno, ricordiamo Francisco Ayala, Fiorenzo Facchini, Stanley Miller). D’altro canto, lo stesso Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, il premio Nobel Werner Arber, è un convinto darwinista.”
    – [altra cosa è il] “darwinismo filosofico: un principio esplicativo della Realtà che è basato sul materialismo (nega quindi l’esistenza di Dio e di ogni forma di trascendenza); e in quanto tale, dunque, è una rispettabile posizione metafisica – che però, in sé e per sé, non può ritenersi migliore o preferibile a qualunque altra posizione metafisica.”

    Cioè: quando si parla di scienza, o si citano risultati solidi -preferibilmente pubblicati da riviste con serio metodo di peer review- o sennò si fa opera, cabaret (con parrucche e rossetto di dubbia qualità).
    [e prima che qualcuno lo dica: sì, esistono persone dubbie e scorrette anche nel campo della scienza, ma solitamente vengono scoperte -proprio grazie al metodo scientifico galileano- ed emarginate; non osannate perché “scomode” o “ruvide”].

    La scienza non è questione di provare qualche verità, ma piuttosto di provare ad immaginarsi dove sbagliamo e dove stanno gli errori.
    “In altre parole, la scienza non può escludere a priori l’intervento di una Volontà creatrice che abbia portato all’esistenza il più antico antenato comune di tutti i viventi.”
    Mi pare chiaro, no?

    [anzi direi di leggere il post “10-100-1000 CS, contro gli errori della scienza.”]

    1. Giancarlo

      Ho l’impressione che lei stia facendo un pò’ di confusione. Comunque non è questo il posto giusto per parlare di darwinismo e non andrò oltre in questa polemica. Tuttavia, se è interessato all’argomento del darwinismo, venga a conoscere http://www.enzopennetta.it/ (Critica Scientifica), si faccia un’idea di quello che si sostiene a proposito del darwinismo. Poi ne riparliamo.

      Saluti e… l’aspetto su Critica Scientifica.

      1. filosofiazzero
        20 novembre 2013 alle 18:21
        Giancarlo, trovo scritto sul testo che hai messo:

        “In altre parole, la scienza non può escludere a priori l’intervento di una Volontà creatrice che abbia portato all’esistenza il più antico antenato comune di tutti i viventi.”

        Ma la scienza non si sogna di escludere un bel nulla! Tantomeno l’esistenza di una Volontà creatrice! Non è di sua competenza! Come sarebbe infatti possibile “dimostrare” che qualcosa non esiste? Io, per esempio, non ci credo nel demonio, ma non lo posso dimostrare che non esiste! Eccetra…

        E’ quello che ti ho scritto ieri a proposito del link che hai rimesso ora…
        Anche i cattolici hanno l’arterio?

        1. Giancarlo

          Siamo d’accordo sul fatto che la scienza sperimentale non può dimostrare che Dio non esiste; se è per questo non può dimostrare nemmeno che Dio esiste. In realtà la scienza sperimentale non può dire alcunché su Dio, per un semplice motivo: ambito della scienza sperimentale è la materia. E basta. Nondimeno, ci sono tanti scientisti, vedi Stephen Hawking, Richard Dawkins, Telmo Pievani, Piergiorgio Odifreddi e tanti altri, i quali non ci mettono neanche un secondo a tirare conclusioni indebite (Dio non esiste, cioè un affermazione filosofica) da dati di ambito scientifico sperimentale.

          Lo stesso darwinismo viene utilizzato a sproposito dai soliti noti, soprattutto in Italia, per fare seguire affermazioni filosofiche del tutto indebite. In realtà, su Critica Scientifica, non ci si limita a contestare le indebite affermazioni filosofiche ma si entra nel merito e si fa a pezzi tutta la teoria, a partire dalla sua pretesa scientificità.

  16. Ad ogni modo, alla fine, da ultimo, stringi stringi, sembrerebbe che il vostro cattolicesimo consistesse in questo:

    1Siete sposati in chiesa
    2Non siete divorziati
    3Non avete mai abortito
    4Non usate il preservativo (o quant’altro)
    5Siete contro il matrimonio omosessuale

    1. 6 Abbiamo incontrato Gesù Cristo
      7 Abbiamo Dio per Padre
      8 Viviamo nella Chiesa
      9 Beneficiamo del Perdono dei peccati
      10 Abbiamo sperimentato la Resurrezione
      11 Abbiamo la caparra della Vita Eterna

      Se vuoi continuo…

        1. Nel “praticato”:

          1 Non necessariamente
          2 Di conseguenza al punto 1
          3 Non è detto… (vedi punto 9)
          4 Se ci uniamo a nostra moglie/marito, non vedo il perché
          5 Siamo “contrari”, si

          1. Giusi

            Bariom che stai addì?

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1703

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1521

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=71

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1491

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1751

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2012

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=72

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=489

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=643

            Devo continuare? Quoque tu la religione a modo tuo? Fai quello che vuoi ma l’avallo di Dio no eh? Da te no, non lo accetto! Se poi uno non è sposato in Chiesa non è in grazia di Dio punto. L’elenco di Alvise è giusto.Non è giusto che il cattolicesimo si riduca a questo. E’ questo e tanto altro. L’aborto è un peccato gravissimo (quinto comandamento). Certo che un cattolico può averlo fatto (uso il maschile perchè riguarda uomini e donne) ma deve pentirsi e confessarsi.

            1. Giusi credo tu abbia frainteso qualcosa, probabilmente causa la stringatezza delle “frasi per punto”… 😐

              “Quoque tu la religione a modo tuo?”… Pensavo che almeno per quel che ci conosciamo per le affermazioni fatte su questo blog, tu non avessi di questi dubbi (o almeno mi concedessi il beneficio… del dubbio ;-)), ma a quanto pare non è così…
              Il rigorismo formale come sempre impera.

              Ho mai detto o anche solo dato a pensare, che non ritenga l’aborto un peccato grave?
              Il dire nell’ottica cristiana (che mi onoro di sostenere) che “beneficiamo del perdono dei peccati”, non presuppone forse come indispensabili pentimento, confessione e (a questo punto mettiamo anche) remissione… o dobbiamo sempre ogni volta fare un trattato o riportare citandolo il CCC?

                1. Giusi

                  Come al solito parti in quarta senza leggere. Punto 4: se ci uniamo a nostra moglie/marito non vedo il perchè. Parlavo dell’uso del preservativo che tu contempli. A questo si riferiscono i link che ho postato. Quella sull’aborto era solo una precisazione per Alvise, la contestazione a te riguardava il preservativo come pure i 9 link! 9 non 1! Almeno aprine uno prima di accusarmi di cose che non ho nemmeno lontanamente pensato!

                  1. Scusa Giusi, ma tu in che marcia sei partita con il tuo primo intervento ?! 😉

                    Ma come dicevo hai frainteso (o ho scritto malamente o è causa del pensiero telegrafico…).
                    Intendevo dire: “perché dovrebbero usarlo?”
                    Certo il mio dire, poteva lasciar intendere che “invece fuori del si” (ecco che riaffiora un caso di “scempiaggine… ;-)), ma… non bastava una domanda, invece della filippica reprimenda ? 🙂

                    Non lo dico perché mi sento offeso… è un appunto sullo “stile” 😉

                    1. Giusi

                      Scusa Bariom: 4 punto di Alvise: (voi cattolici) non usate il preservativo (o quant’altro) 4 punto di risposta tuo: se ci uniamo a nostra moglie/marito non vedo il perchè. Io ho capito: non vedo il perchè non usarlo anche perchè un cattolico non dovrebbe unirsi con altri che non siano la propriia moglie o marito nè indossare comunque preservativi. La filippica reprimenda era appunto proporzionata allo stupore. Comunque tutto a posto: ti sei spiegato male oppure ho capito male, chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato simme e Napule paisà!

  17. Pensavo di essere sola a pensare che l’ed.sessuale a scuola pretende di risolvere i problemi che in realtà genera e che dietro alle baby squillo ci fosse una mancanza di Famiglia!
    Che bello essere capitata su questo blog, grazie Costanza!

  18. Giusi

    No dico, guardate e leggete questa cosa! Questi li metterei in galera e butterei la chiave! Questa è follia criminale!

    In alcuni Comuni della svizzera è stato deciso di introdurre nel proprio programma scolastico delle lezioni *obbligatorie* di educazione sessuale fin dalla scuola dell’infanzia.

    Gli insegnanti hanno a disposizione la “Sex-box” (che vedete al centro dell’immagine) contenente tutta una serie di mezzi per meglio illustrare i concetti ai bambini: video ai limiti della pornografia, libri con immagini molto esplicite, peni di legno, vagine di peluche, ecc.

    I bambini vengono incoraggiati a toccarsi e a scoprire che la sessualità e l’autoerotismo possono dare piacere. Uno dei libri utilizzati si intitola “Lisa und Jan” che contiene frasi e immagini molto esplicite che potete vedere nel post. Le censure sono state fatte da noi poiché gli originali mostrano palesemente i genitali dei bambini.

    La Fondazione svizzera per la protezione dell’infanzia, autrice tra l’altro di un opuscolo per bambini da zero a sei anni in cui si invita a scoprire il gioco del dottore, l’autoerotismo e la scoperta reciproca di ogni parte del corpo, considera questo libro adatto già per bambini di cinque anni!
    Le lezioni di educazione sessuale introdotte dai cantoni di Basilea, Appenzello e San Gallo sono naturalmente obbligatorie: non vi è purtroppo alcuna possibilità per un genitore di dispensare il proprio figlio da questa “materia”.

    Questa sessualizzazione precoce del bambino potrebbe prendere piede in tutta la Svizzera a partire dal 2014 mediante l’introduzione del Lehrplan 21 nella Svizzera tedesca, del Plan d’études romand in Romandia e dei Piani di studio del Ticino.
    Come poi sappiamo, trovandoci nell’UE dove bisogna conformarsi gli uni agli altri, tutto questo potrebbe verificarsi successivamente anche nel nostro Paese.

    (per info è possibile consultare il sito http://www.amorix.ch e scaricare dal menu “Principi” il documento in francese o tedesco “Educazione sessuale e scuola”, in particolare cap. 4.1)

    -Fra

      1. Fiorella

        Anzi se c’è qualche svizzero che vuole salvaguargare l’infanzia puo’ aderire firmando sul sito.
        Grazie

  19. maristellapignatelli

    Mi sa che avevi frainteso tu Giusi, perche’ si capiva benissimo quello che voleva dire Bariom!!

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