Da Roma a Milano uniti!

sentinelle-in-piedi

di Raffaella Frullone      La Nuova Bussola Quotidiana

Nell’Italia in cui Guido Barilla è costretto a scusarsi per aver esternato pubblicamente come preferisce gestire gli spot pubblicitari della sua azienda, nel Paese in cui l’avvocato Giancarlo Cerrelli è stato attaccatodall’Argigay e dall’ordine degli psicologi per aver avuto l’ardire di affermare che esistono leggi e giurisprudenza “in base alle quali le aggressioni e le vere discriminazioni degli omosessuali oggi in Italia sono già punite”, nella Repubblica in cui il ministro Kyenge si dice favorevole della sostituzione degli obsoleti termini “madre” e “padre” con i più democratici “genitore 1 e 2”, qualcosa si muove.

Non si muove soltanto la legge Scalfarotto che dopo l’approvazione alla Camera prosegue il suo iter e arriverà in Senato, ma dal basso prende forma, voce e vita un movimento che risveglia le coscienze e mobilita le masse, portando le persone in piazza per dire no ad un provvedimento presentato come “contro l’omofobia” ma realizzato ad arte per impedire che qualunque voce contraria si levi contro l’ormai imperante ideologia del gender.

A onor del vero qualcosa si era mosso già quest’estate. Sebbene con una ridotta eco sui media, il 25 e il 26 luglio a Roma diverse centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata da Uomini donne bambini, un movimento apolitico e apartitico nato per sensibilizzare i parlamentari e invitarli a rivedere i contenuti di una legge che pregiudica irrevocabilmente la libertà di espressione, e quella organizzata da Manif pour tous Italia, associazione ispirata all’omonimo movimento che in Francia ha portato nelle piazze oltre un milione di persone che con forza si sono opposte alla legge Taubira, che ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Qualche giorno dopo, il 5 agosto, a Brescia e Bologna si sono dati appuntamentoLe sentinelle in piedi che, sul modello dei Veilleurs debout francesi, vegliano in silenzio, pacificamente, con un libro in mano, per protestare contro chi vuole toglier loro la libertà di esprimersi. Le sentinelle in piedi sono scese in piazza anche a settembre, di nuovo a Brescia e poi a Bergamo, segno che quei primi veglianti silenziosi stavano facendo breccia nelle coscienze sopite.

Trascorsa l’estate, superato il terremoto politico, se la legge prosegue in sordina il suo percorso verso il Senato, in silenzio ma con altrettanta determinazione si allarga il fronte di coloro che prendono coscienza del grande inganno, ovvero che la legge presentata come “contro l’omofobia” altro non è che una limitazione inaccettabile del diritto d’espressione sancito dalla Costituzione.

La neonata Manif pour tous Italia ha dato appuntamento per il prossimo fine settimana in diverse piazze italiane: venerdì 11 ottobre a Roma alle 19:00 davanti al Pantheon, in contemporanea in Piazza Municipio a Bolzano, in Piazza XX settembre a Bologna, a Pisa in Piazza Cairoli e a Bisceglie in Piazza Vittorio Emanuele II. Il 12 ottobre invece alla stessa ora la mobilitazione toccherà Venezia, e l’appuntamento per i veneti è a Campo Manin.sentinelle

A Milano invece, in Piazza Cordusio, sabato 12 ottobre alle 17 si sono dati appuntamento Le sentinelle in piedi di Milano insieme a quelle di Brescia e Bergamo. La rete interprovinciale ha preso forma nelle ultime settimane con l’obiettivo di non arrendersi di fronte ad una legge liberticida e di sostenere la famiglia, quella naturale, ormai la specifica è d’obbligo, fondata sull’unione tra un uomo e una donna.

Cambiano i luoghi, la forma, gli ideatori delle iniziative, ma questo fine settimana in Italia si farà sentire un’unica voce. Nell’assoluto rifiuto di qualsiasi atteggiamento di umiliazione, derisione e violenza nei confronti di ogni essere umano, si esige che sia difeso il diritto fondamentale dei figli ad avere un papà e una mamma, e di tutti i cittadini di esprimersi a tutela della famiglia.

Chi non potrà essere presente questo fine settimana si tranquillizzi, le veglie, le manifestazioni, le mobilitazioni contro la legge Scalfarotto sono soltanto all’inizio, e come ha ricordato sabato a Milano Tugdual Derville, portavoce della Manif pur tous, intervenendo al convegno organizzato da Alleanza Cattolica “il percorso è lungo”. E anche accidentato, aggiungiamo noi, ma l’esperienza francese insegna che dire no è ancora possibile. Occorre essere audaci. Lo ha detto lo stesso Derville: «La forza del movimento francese si è basata sulla spontaneità, sull’audacia, sull’unità delle diversità, se siamo diventati così tanti e continuiamo a batterci anche se la legge è ormai passata è solo perché sappiamo che la posta in gioco è troppo alta, che c’è in gioco il futuro dell’umanità intera e perché, come ha detto Benedetto XVI, la questione sociale è diventata questione antropologica».

Non scendere in campo oggi significa diventare un potenziale fuorilegge domani, sul piano mediatico prima e sul piano giuridico poi, significa non esser più liberi di chiamare le persone o le cose con il loro nome, significa rischiare di essere espulsi soltanto per aver detto “Finocchio”.

Leggi anche l’articolo di Tempi.it

37 pensieri su “Da Roma a Milano uniti!

  1. Sì, sono d’accordo con tutto quanto scritto e denunciato. Un convinto 🙂 omofobo (mi ha sempre fatto ridere questa parola che in realtà è etimologicamente fragile).
    Stefano

  2. Cara Raffaella, torno dopo tanto tempo e scusami se mi permetto ma se ” finocchio ” ( e non in senso botanico ) è detto con intenti offensivi in una frase ad una persona, tipo un mio amico che tutti sanno gay, non si offende solo lui, lo faccio anch’io che sono etero, perchè le prese in giro e le etichette non piacciono a me e non piacciono agli altri.
    Trovo giusto dare il dovuto rispetto e gli stessi diritti a tutti anche se non la pensiamo alla stessa maniera. Per quanto riguarda l’egregio signor Barilla, poteva avere almeno il buon gusto ( e io da dirigente di una multinazionale lo avrei fatto ), di glissare sull’argomento ( cosa che tutti sanno fare benissimo quando vogliono ), anzichè far drizzare i capelli a milioni di persone ( che anche commercialmente parlando non è una mossa strategica ).
    ” Significa non esser più liberi di chiamare le persone o le cose con il loro nome, significa rischiare di essere espulsi soltanto per aver detto “Finocchio”, a mio parere significa non essere più inutilmente crudele, perchè le parole fanno male quanto le azioni a volte. E’ una questione di civiltà; non mi piacerebbe essere chiamata in modi strani perchè “è solo una parola “.
    Un mio caro e forbitissimo amico una volta diede dello stupido ad un ragazzo con un giro di parole talmente auliche che il poverino non si accorse dell’insulto. Io si e lo pregai di smettere o non saremmo più usciti insieme. Questo per dire delle parole.

    Me ne starò seduta come tanti per citarti ” Nell’assoluto rifiuto di qualsiasi atteggiamento di umiliazione, derisione e violenza nei confronti di ogni essere umano “, compresi quelli che non hanno la mia stessa opinione in materia di qualcosa che è altamente personale.

  3. Ok se è per i cognomi ce ne sono alcuni tremendi e non ci possiamo fare niente! Se è per evitare insulti a me pare una buona legge. Mi sono chiesta: non ho figli ma se mio figlio fosse gay dormirei tranquilla? Non per il fatto di essere gay, per le cattiverie che potrebbero dirgli, mi vengono le lacrime quando al tg senti che le persone si buttano di sotto a sedici anni perchè vengono tormentati.

    1. Ciao. Domanda : con la nuova legge il sedicenne si sarebbe salvato? A me da bambino prendevano in giro perché avevo occhiali e apparecchio. Poi perché ero un po’ cicciotto. Facciamo leggi anche su quelle cose li? Sai quante ragazze diventano anoressiche perché criticate dagli altri? Non è come buttarsi dalla finestra?

      1. Questo è facile posso risponderti da ex cicciotta con gli occhiali e secchiona ad ex anoressica: no non è la stessa cosa, mi sarebbe piaciuta una legge che vietasse agli altri di dirmi cose inutilmente crudeli anche quando pesavo 45 chili.

        1. Ma li sta il punto: non puoi fare una legge per queste cose! Si tratta per chi ti sta vicino aiutarti e sviluppare la tua autostima e sopratutto farti capire che credendo in Gesù tutte queste cose non hanno nessun valore. L’agape è l’unica cosa che conta. Non c’è altro.

          1. Il problema è che questo dovrebbe venire insegnato fin da piccoli, invece ci sono persone che smettono solo quando hanno paura di essere punite. Da adolescente ad essere ” diversa ” ci ho patito davvero tanto.

            1. Si hai ragione. Una differenza sostanziale che notiamo nella scuola tedesca è questa: spendono un sacco di tempo in classe per regolare le dispute e per lavorare in gruppo fin dalle elementari. Questo si srvirebbe, più che una legge che punisca per una parolaccia o semplicemente un punto di vista diverso. In Inghilterra hanno già arrestar qualche parroco solo perché predicava la Bibbia. Ti sembra giusto?

  4. Oppure quando mi sento dire ” si sono gay ma non posso dirlo altrimenti perderei il lavoro ” da una persona che conosco bene e so quant’è bravo e quanta passione ci mette in quello che fa.

  5. vale

    non capisco: se , invece, gli dico “gay” oppure “diversamente praticante…” in modo offensivo, lui non si offende?
    oppure se lo dice- in tutte le sue declinazioni- il benigni di turno( come fece con la “passera” alla Carrà) è meno offensivo? è arte? è satira? o cos’altro?
    o forse dirgli omosessuale con intento offensivo anziché come constatazione è meno offensivo? insomma, ci si deve adeguare al “politicamente corretto” alle “neolingue” o quel che ti pare perché il cieco non è chiamato “non vedente” o “con percezione difforme dalla maggioranza?” o “tetraplegico” è meglio di “handicappato”?
    anche per questo sarò in piazza cordusio sabato. perché le neolingue del tiranno di turno, o di chi ha portato il cervello- per quanto “intelligente”sia- all’ammasso non prendano il sopravvento.
    sarà anche una battaglia destinata ad essere persa( spero solo nel breve periodo. la realtà, prima o poi, riprende sempre il suo posto).
    ma: la derrota es el blason de l’alma bien nacida.
    ad maiora ac meliora

    1. Vale constatazione di cosa? se dici a qualcuno che è ignorante si offende comunque ( anche se lo hai detto in italiano e anche nel caso fosse vero). Non è questione di neolingue ma di delicatezza, tu al posto loro non vorresti essere chiamato con termini offensivi. Mia madre mi ha insegnato che devi dare agli altri lo stesso rispetto che pretendi per te.
      Ps anche Benigni può essere poco delicato a volte.

  6. …sembra che “finocchio” derivi dal fatto che ai tempi che poteva succedere che taluni omosessuali venissero messi al rogo si buttavano sul fuoco fiori di finocchio per profumare il puzzo di carne bruciata.

      1. Giusy:

        …l’avevo letto da qualche parte, hai ragione, non c’è riscontri (ma è pur vero che venivano messi al rogo anche gli omessessuali).

        Curiosa la foto che appare all’apertura del “link” che hai “linkato”

              1. …sì, su questo si era già d’accordo (intendevo un’altra cosa) lasciamo perdere…

                ….o forse la parola finocchio nella foto in realtà è il nome del giocatore di calcio Finocchio di cui in tutta onestà ci ha parlato la Frullone?

    1. Mi trovi un documento, uno, ma uno che possa essere considerato documento da un archivista o da uno storico, che attesti la baggianata da lei appena proferita (e purtroppo non solo da lei). Che so, una nota spese dell’inquisizione: “oggi comprati tre barili di finocchio per il rogo, 20 baiocchi il barile.
      Per capirci, credo proprio che la baggianata di cui sopra sia credibile quanto la storia della fragola incrociata col pesce dell’Artico per renderla meno deperibile.

  7. Dal dizionario del politicamente corretto. A babyduckling, con affetto.
    A = antidiscriminatorio (per definizione, ogni battaglia ideologica delle lobbies NWO); accoglienza (obbligo per gli altri);
    B = basito (stato d’animo del progressista quando un ignorante osa proferire parola in sua presenza)
    C = consapevole (in unione con il sostantivo “scelta”, alternativamente a “coraggiosa”)
    D = Dialogo (sempre con la maiuscola), diritti (pl.), discriminazione (evitare la -), diversità (promuovere la -)
    E = essere umano (perifrasi per evitare ingiuste discriminazioni nei confronti delle donne, dei transessuali, ecc.)
    F = figli (diritto ad avere -); Francesco (aperture di -)
    G = gay (specie protetta benché in rapida diffusione)
    H = ho molti amici gay (da premettere ad ogni discorso)
    I = ingerenze (della chiesa, rigorosamente minuscola, sempre e ovunque); ignorante (chi è vittima di dette ingerenze)
    L = limiti (non porre l. alla liberta personale)
    M = migranti; matrimonio (diritto per i gay); medioevo (da -, detto delle idee di “qualcuno”)
    N = nuovo, novità (sempre positivo per antonomasia)
    O = ognuno (progressista); opinione (diritto che Ognuno ha il diritto di esprimere sempre e comunque)
    P = progressista (bello, intelligente e pulito dentro)
    Q = qualcuno (in senso allusivo, detto di chi è degno di disprezzo e/o commiserazione)
    R = rispetto (atteggiamento verso Ognuno); rozzo (aggettivo da impiegarsi verso qualcuno)
    S = Scelta (un minuto di silenzio in adorazione); Stato (inchino); Scienza (genuflessione); Sesso (prostrazione)
    T = transessuale (detto di chi ha fatto una Scelta Coraggiosa)
    U = università (sigillum auctoritatis: citare un qualsiasi nome inglese, a supporto di un qualsiasi studio)
    V = vivisezione (no alla -, perché anche gli animali hanno un’anima; no, i trapianti sono un altro discorso)
    Z = zero (sei uno -, detto di chi non condivide le Opinioni Boldrinikiengiane)

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