Salvi nella speranza

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“Nell’epoca moderna il pensiero del Giudizio finale sbiadisce: la fede cristiana viene individualizzata ed è orientata soprattutto verso la salvezza personale dell’anima; la riflessione sulla storia universale, invece, è in gran parte dominata dal pensiero del progresso. Il contenuto fondamentale dell’attesa del Giudizio, tuttavia, non è semplicemente scomparso. Ora però assume una forma totalmente diversa. L’ateismo del XIX e del XX secolo è, secondo le sue radici e la sua finalità, un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale. Un mondo, nel quale esiste una tale misura di ingiustizia, di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere, non può essere l’opera di un Dio buono.

Il Dio che avesse la responsabilità di un simile mondo, non sarebbe un Dio giusto e ancor meno un Dio buono. È in nome della morale che bisogna contestare questo Dio. Poiché non c’è un Dio che crea giustizia, sembra che l’uomo stesso ora sia chiamato a stabilire la giustizia. Se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l’umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia non è un caso, ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa. Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. Nessuno e niente risponde per la sofferenza dei secoli. Nessuno e niente garantisce che il cinismo del potere – sotto qualunque accattivante rivestimento ideologico si presenti – non continui a spadroneggiare nel mondo.

[… ] Ora Dio rivela il suo Volto proprio nella figura del sofferente che condivide la condizione dell’uomo abbandonato da Dio, prendendola su di sé. Questo sofferente innocente è diventato speranza-certezza: Dio c’è, e Dio sa creare la giustizia in un modo che noi non siamo capaci di concepire e che, tuttavia, nella fede possiamo intuire. Sì, esiste la risurrezione della carne. Esiste una giustizia . Esiste la « revoca » della sofferenza passata, la riparazione che ristabilisce il diritto. Per questo la fede nel Giudizio finale è innanzitutto e soprattutto speranza – quella speranza, la cui necessità si è resa evidente proprio negli sconvolgimenti degli ultimi secoli. Io sono convinto che la questione della giustizia costituisce l’argomento essenziale, in ogni caso l’argomento più forte, in favore della fede nella vita eterna. Il bisogno soltanto individuale di un appagamento che in questa vita ci è negato, dell’immortalità dell’amore che attendiamo, è certamente un motivo importante per credere che l’uomo sia fatto per l’eternità; ma solo in collegamento con l’impossibilità che l’ingiustizia della storia sia l’ultima parola, diviene pienamente convincente la necessità del ritorno di Cristo e della nuova vita.”

dalla LETTERA ENCICLICA SPE SALVI DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI

fonte: vatican.va

34 pensieri su “Salvi nella speranza

  1. “E non v’era alcun bisognoso tra loro perché quanti possedevano terreni o case li vendevano; poi lo deponevano ai piedi degli apostoli e si distribuiva a ciascuno sescondo il suo bisogno”

  2. sebastiano

    Ossigeno per le nostre menti e le nostre anime.
    grazie, Benedetto.

    il tuo insegnamento portera’ luce per lunghi secoli, e che Dio ci doni tanti come te e Papa Francesco, che camminano nella luce, e la diffondono.

  3. “E anche se voi foste in grado di interpretare la storia e di esaminarne tutte le fonti,che cosa trovereste? Niente altro che una grande verità, che è stata scoperta da gran tempo e di cui non occorre più cercare la conferma:la verità cioè che in ogni tempo e in ogni luogo la condizione umana è stata miserabile.Gli uomini sono sempre stati preoccupati e angosciati, si sono tormentati e torturati reciprocamente, hanno reso difficile a sè e agli altri quel po’ di vita loro concesso e non sono stati capaci di apprezzare la bellezza del mondo e la dolcezza dell’esistenza, loro offerta da questa bellezza.Soltanto per pochi la vita è stata comoda e piacevole. I più, dopo aver sperimentato il gioco della vita per un certo tempo, hanno preferito andarsene piuttosto che cominciare di nuovo. Ciò che offriva ed offre loro ancora un attaccamento alla vita, era ed è la paura della morte.Così è, così è stato, così anche rimarrà. Questo è dopotutto il destino degli uomini. Di quale testimonianza v’è ancora bisogno?”

    1. @Alvise, invero di nessun’altra testimonianza v’è bisogno, perché questa è la realtà dell’Uomo che vive senza Dio, senza un prospettiva – non dico neppure nella Vita Eterna – ma in una qualunque vita dopo la morte.

      Ed è la paura della morte che ci tiene schiavi, chi ad un vita meschina (nel peccato per chi vuol chiamare le cose col proprio nome…), chi ad una vita sfrenata sfrenata e egoista (giacché del doman non v’è certezza…).

      Ma CRISTO HA VINTO LA MORTE! La morte che ci teneva schiavi del peccato giacché: “Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.” (1Corinzi 15,56)

      Perciò Paolo dice:
      “E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente? 31 Ogni giorno io affronto la morte, come è vero che voi siete il mio vanto, fratelli, in Cristo Gesù nostro Signore! 32 Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo.” (1Corinzi 15)

      1. …Bariom:

        …a parte il fatto (torno a ripetere) che, se anche fosse vero che Cristo fosse risorto, questo non vorrebbe dire che fosse Dio o figlio di Dio, e quindi (a parte la resuscitazione [non certificata] da parte sua e degli Apostoli di alcuni cadaveri) non vorrebbe neanche dire che egli abbia il potere di resuscitarci tutti alla fine dei tempi (cosiddetta) eccetra…
        Messori permettendo…

        1. Ma tu sei libero di tenerti la tua terra e i tuoi vermi…

          La domanda allora è: tu che continui a vivere (e a rompere… 😉 che già forse ne hai fatta la tua ragione di vivere) in questa desolata valle di lacrime dove tutto e sofferenza merda e sangue, perché non ti sei di già impiccato al pennone più alto?

          Paura di morire? O speranza di avere, magari in futuro, ancora un scampolo di vita godereccia che giustifichi (ammesso lo giustifichi) la tua miseranda vita sino a lì? (non che io io la consideri miseranda, ma per come parli tu, della vita…)

          O è forse l’umana consolazione che sta nel “mal comune mezzo gaudio”?

          O forse ancora, vivi per nobili principi e nobili sentimenti per qualcuno che hai vicino… magra consolazione visto che la vita insegna (e tu di vita ne hai già vissuta e certamente è meno di quella che ti aspetta – un’ora, un giorno, un mese, un anno, dieci anni, trent’anni… cambia poco) che tutto passa e passa molto, molto in fretta e cosa ne rimane?

          Dici Alvise, dacci il senso del tuo vivere (e del tuo morire) così che possiamo meditare e magari ravvederci.

          1. Ti rispondo ora, scusa il ritardo: nessun senso, non credo che la mia vita abbia alcun senso, , e non lo dico per “vanteria”…
            Cerco di fare il meglio che posso. Come tutti. Potrei anche cercare di fare il peggio (forse) , ma per quello ci vuole le palle, che io non ho (come Alessio ha intuito).
            Per quanto riguarda tutte le vostre certezze storiche e logiche e teologiche sulla ressurzione di Cristo e di conseguenza la vostra: a che vi serve, allora, la fede? Certezza non è uguale a fede né a speranza.

            1. “…non credo che la mia vita abbia alcun senso, e non lo dico per “vanteria” ”
              Di fatto non credo ci sia di che “vantarsi”… e cmq non capisco il tuo affannarti a togliere senso a cose che per altri senso hanno.
              E’ un’invidia profonda? Il cercare di tirare a fondo altri, ti dà l’illusione di galleggiare meglio, per un po’?

              “… a che vi serve, allora, la fede? Certezza non è uguale a fede né a speranza.”

              Potrei risponderti con le parole di Gesù: “…

              … «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe». (Luca 17,6)

              Non sarebbe questa fede una certezza? O come potresti dire al gelso: sii sradicato e trapiantato nel mare?
              La tu fede ti da la certezza che ciò avverrà, come chi ha implorato guarigione l’ha ottenuta sentendosi dire “la tua Fede ti ha salvato”.

              Sulla speranza diamo parola a Paolo: “Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.” (attendiamo con perseveranza perché ne siamo certi, mi permetterei di aggiungere…)

              Infatti: “La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.”

              Quindi la certezza nella Fede, rende certa la nostra Speranza. 😉

        2. Alessandro

          “a parte il fatto (torno a ripetere) che, se anche fosse vero che Cristo fosse risorto, questo non vorrebbe dire che fosse Dio o figlio di Dio, e quindi (a parte la resuscitazione [non certificata] da parte sua e degli Apostoli di alcuni cadaveri) non vorrebbe neanche dire che egli abbia il potere di resuscitarci tutti alla fine dei tempi (cosiddetta) eccetra…”

          Perché non segui un po’ di logica quando fai queste affermazioni? Perché non le porti fino in fondo?

          Ipotizzi che Cristo sia risorto. Bene. Se tieni ferma questa ipotesi, cioè se ammetti che Cristo è risorto, allora devi convenire che Egli è il Vivente, poiché la morte non ha potere su di Lui. A questo punto, la domanda logica da porsi è: desidero io Alvise poter vivere ancora – di una vita felice – dopo la mia morte?

          1) Se sì, allora, considerando che tutto ciò che è mortale non può darmi l’immortalità, perché il desiderio della mia immortalità sia esaudito posso rivolgermi solo a Cristo, il solo Vivente che non è in balia della morte. In sintesi: se non mi dà l’immortalità Lui, nessuno me la può dare. Quindi, logicamente, dovresti cercare un rapporto con Lui, esprimerGli quel desiderio, sforzarti di incontrarLo (anzitutto adoperandoti a capire che significhi incontrarLo, come si possa entrare in comunicazione con Lui), ecc. Sarebbe l’avvio di un itinerario di ricerca…

          2) Se no (a parte che non crederei che tu non desideri poter vivere ancora – di una vita felice – dopo la morte, ma transeat), ti resterebbe comunque una questione esistenziale aperta che non potresti eludere, quantomeno se hai un po’ di sana vivacità intellettuale, di sano desiderio di conoscere. Ti resterebbe insomma da domandarti: ma questo Cristo, Vivente che non è in balia della morte, vuole qualcosa da me? Visto che è Vivente, è un mio contemporaneo(seppure in un modo specialissimo), e quindi può relazionarsi con me: ebbene, in che modo questo mio portentoso contemporaneo ha a che fare con la mia vita? Anche in questo secondo caso comincerebbe un itinerario di ricerca, un tentativo di saperne di più su questo portentoso Vivente tuo contemporaneo…

          Nota che sia 1 che 2 precedono logicamente ed esistenzialmente ogni risposta sull’eventuale quesito intorno all’essere o no Cristo risorto Dio e/o Figlio di Dio o quant’altro.

  4. admin

    “Ascoltiamo l’appello del Papa per la pace in Siria. Se i Paesi occidentali vogliono creare una vera democrazia devono costruirla con la riconciliazione, con il dialogo fra cristiani e musulmani, non con le armi. L’attacco pianificato dagli Stati Uniti è un atto criminale, che mieterà altre vittime, oltre alle migliaia di questi due anni di guerra. Ciò farà crollare la fiducia del mondo arabo verso il mondo occidentale”. È quanto afferma all’agenzia missionaria AsiaNews Gregorio III Laham, patriarca greco-cattolico di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme dei Melchiti.

    http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/siria-syria-siria-27430/

  5. ivanoimparato:

    …inconfutabile? (considerando la ovvietà dei luoghi comuni a lui cari)
    (come, mi viene in mente, diceva Bariom che i malati credenti [speranti] guariscono meglio, Speranza, ottimismo, positività sono tutte cose che aiutano, e “salvano” non c’è dubbio)

  6. Alessio

    Scusate ma il soggetto che si firma folosofiazzero ci è o ci fa? Lo so che non dovrei dirlo soprattutto in questa sede ma a Livorno qualcuno gli direbbe di “andassi a cerca un po di topa perche secondo me un’ha mai trombato”. Scusate per l’intrusione ma quando ci vuole ci vuole! Se non viene pubblicato pazienza e lo capirei, però almeno mi sono un po sfogato. Complimenti seri a Costanza e grazie. Alessio.

  7. 61Angeloextralarge

    Questi post sono per me come dei flash luminosi. Benedetto XVI è il mio autore preferito, per meditare più in profondità. 😉

  8. vale

    12 Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13 Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! 14 Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. 15 Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. 16 Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; 17 ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. 18 E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. 19 Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.
    tutto quì.
    per gli altri c’è il nulla.

  9. “12 Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13 Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!”

    S.Paolo è un grandissimo scrittore, ma questo ragionamento è sghembo. Vorrebbe dire che se Cristo è resuscitato allora esiste la resurrezione dai morti, mentre invece esiste (se esiste) solo la resurrezione di Cristo. Cristo potrebbe benissimo essere resuscitato senza bisogno che esistesse la resurrezione dai morti come necessaria (anche logicamente) per tutti.

    Sarebbe come fare questa specie di “sillogismi” 1 gli uomini resuscitano, Cristo è un uomo, Cristo è resuscitato:
    2 Cristo è resuscitato, Cristo è un uomo, gli uomini resusciteranno.

    p.s. sarebbe ganzo chiedere che ne pensano (a Livorno) quelli de “Il Vernacoliere”)

    1. “Vorrebbe dire che se Cristo è resuscitato allora esiste la resurrezione dai morti, mentre invece esiste (se esiste) solo la resurrezione di Cristo.”

      Alvì gran conoscitore delle Scritture, questa te la sei dimenticata?:

      “Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
      Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.”
      Matteo 27

      E cmq alle mie domande sopra (14:43) ti sei ben guardato dal rispondere…

  10. vale

    sarebbe troppo chiederti di applicare la tua cervice al fatto che essendo anche vero uomo vuol dire che tutta la natura umana partecipa della resurrezione?( che è la seconda morte, per chi non crede- la morte secunda di S.Francesco….)
    siccome le tue son sempre provocazioni fini a sé stesse, come se fossi dedicato a frequentare siti dove t’importa un tubo di quel che si discorre,come per la banalità della tua precedente su testimone dei testimoni di Cristo
    ( ma su un sito come questo la Verità cosae ,soprattutto,chi vuoi che sia ,dopo che un tizio, duemila anni fa, disse: Io sono la Via, la Verità e la Vita ?).
    abbiam capito che sei studiato e letterato. che grondi citazioni(vedasi il tuo sito) e sofismi.
    gli è che, dopo un po’, come avevo già detto, e come si domanda Alessio, ci si chiede se ci fai o ci sei. per me ci fai.
    non so se per noia,per una sorta di missione verso noialtri credenti alle Madonne, o per qual’altro motivo.
    come riporta il “Foglio” di oggi( giulio meotti ins. II) sei il perfetto citoyen de la république che spera diventino tutti i nuovi giacobini del pensiero unico.
    al di là di tutti i tuoi cachinni dialettici.
    alla lunga divien stucchevole.

  11. Alessio

    a filosofiazzero:
    se vuoi vado a domandarlo al Cardinali che guarda caso è a un portone di distanza… Provando a rispondere al suo posto credo che sulla locandina farebbe scrivere ” Cristo è risuscitato dai morti, voi vedè che ci tocca rivedè i pisani per l’eternità”. Saluti.

  12. Franca 35

    Caro Bariom, altra cosa che mi viene da chiedere: non è che noi lo filiamo un po’ troppo? (intendo filosofiazzero) A quanto posso capire, è proprio di coccio!!! La speranza è l’ultima a morire, ma a volte un “uffaaaa” viene spontaneo.

    1. @Franca ha perfettamente ragione 😉

      Il bello è che io stesso su altri post avevo invitato a non dargli troppo “spago” per non trasformare ogni argomento in un “filosofiazero show”!

      Poi come vedi anch’io ci ricasco 😐

      E’ l’ipnotico effetto del… vuoto! 😀

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