Il piccolo esercito

jr

di Costanza Miriano

Conosco una giovane donna molto speciale, un cervello che collabora con una prestigiosa università straniera mentre fa da mamma e anche da babbo ai suoi figli, da quando il marito è morto. Ieri l’ho incontrata. Aveva le lacrime agli occhi. “Mi chiedo se lo abbiamo lasciato solo. Non abbiamo pregato abbastanza per lui” – mi ha detto. Solo questo. Mi ha dato una bella lezione, perché io da quando ho sentito la Notizia con la n maiuscola ho attraversato tutti gli stati d’animo (quelli dal lato negativo della gamma, chiaramente), ma a prendermi qualche responsabilità proprio non avevo pensato.

D’altra parte noi semplici fedeli possiamo dire solo questo: forse non ho pregato abbastanza (non sono sicura di voler sentire la risposta, per quanto riguarda me). Per il resto noi non sappiamo niente, non immaginiamo, neanche intuiamo, e non è compito nostro dare una lettura della renuntiatio del nostro amatissimo Papa (a meno che non abbiamo tutti acquistato, come alcuni giornalisti spuntati lunedì come funghi, il kit del piccolo vaticanista: diventa insider in dieci pratici lezioni da un minuto).

Noi fedeli possiamo solo chiederci se abbiamo pregato abbastanza, e per il resto fidarci ciecamente della Provvidenza, che appunto provvede – come mi ha ricordato il mio amico Pippo con un sms mai tanto gradito, a pochi momenti dalla bomba – , fidarci dello Spirito Santo che su tali questioni non si distrae di certo. Fiducia serena, abbandonata come quella di un bimbo svezzato che non si deve preoccupare di niente, se non di fare la sua parte (cioè stare abbandonato, in braccio). Certezza granitica che tutto concorre al bene per quelli che amano Dio, figuriamoci per la Chiesa, sicurezza inaffondabile che nessuna tribolazione potrà separarci dall’amore di Cristo. Speranza certa che un giorno scopriremo un disegno meraviglioso in questo gesto di suprema umiltà.

Certo, nessuno può negare che quanto è successo non ci lascia indifferenti. Lasciando perdere previsioni di fini del mondo, catastrofi, piogge di rane, profezie di monaci, vaticini, complotti e disegni occulti, cose che non ci riguardano (scire nefas) il dato di fatto è che l’evento di lunedì è di portata millenaria, e che viviamo in un momento specialissimo per la storia della Chiesa, un punto cruciale per la vita della nostra madre.

Mi piace pensare allora che noi, proprio noi che siamo vivi in questi giorni, siamo stati scelti per formare un piccolo agguerrito esercito, soldatini scelti pronti a tutto per difendere il nostro Signore, pronti a morire piano piano o anche tutto insieme perché venga il suo regno. Servi inutili, è vero, ma anche pronti per quello che possiamo a combattere la buona battaglia, essendo responsabili per i fratelli.

Il bello infatti è che il nostro club non è esclusivo, anzi è inclusivo, perché il nostro gioco non è a somma zero. Non è che se vinciamo noi gli altri perdono. Se vinciamo noi vincono tutti perché il progetto di Dio sull’uomo è la felicità. Il nostro nemico infatti non è nessun uomo, ma il nemico di Dio, il maligno. Quindi non saremo contro nessun uomo che sbaglia, ma contro l’errore sì. Contro quello è ora di alzare la voce, non per difendere noi stessi, che siamo dei poveracci come tutti, ma il progetto di Dio sull’uomo, che è l’unico a funzionare.

Vorrei rassicurare chi teme di vederci partire per una crociata. Il nostro esercito è armato solo di preghiera, digiuno, parola di Dio, sacramenti. Non serve altro, neanche la corona del rosario, perché come mi ha ricordato ieri un sacerdote, guarda caso abbiamo esattamente dieci dita.

143 pensieri su “Il piccolo esercito

  1. ignazio

    Verissimo. Grazie Costanza di questi pensieri e dell’esortazione alla preghiera, al digiuno ma soprattutto alla consapevolezza che il nemico non è in ferie. Il combattimento si annuncia aspro e forse, per qualcuno di noi, sanguinoso.

  2. Entriamo in Quaresima.
    Una Quaresima tra le più “forti” nella storia della Chiesa, penso. Si preparano tempi difficili e lo Spirito Santo va invocato più che mai perché mandi ai Cardinali la giusta ispirazione per eleggere un Vicario di Cristo che possa tenere la barra della barca con forza e sicurezza in questo mare tempestoso. Abbiamo il nostro Benedetto che pregherà con noi e non saremo delusi.

  3. A pensarci bene, e sono tanti i pensieri che mi frullano per la testa, siamo stati chiamati in causa: ci saranno le elezioni e, questa volta, la prima volta nell’era moderna e forse in assoluto, prima del conclave ci sarà una Quaresima intera per pregare e offrire, per unirci agli angeli ed i Santi in un immenso coro di preghiera invocando la luce dello Spirito Santo sui Cardinali. Ad un momento grave, misure imponenti.
    Benedetto ci a chiamati, ci ha convocati ad una battaglia come un grande condottiere: la battaglia contro il male che c’è dentro la Chiesa prima ancora che fuori da essa, la battaglia contro il male che c’è dentro di noi.
    Il suo gesto è forte, ci ha scosso e tremiamo ancora. Forse ci è riuscito a farci fermare per udire la voce che grida nel deserto.
    Lo sapeva che il grido doveva essere forte.
    Questo accaduto mi ha fatto capire la mia appartenenza, mi ha fatto capire qual’è la mia casa. Le tristi vicende politiche italiane e brasiliane, i discorsi, le elezioni: tutto questo cinguettare sparito di colpo. Il mio capo in questa terra, quello che conta davvero, quello che ha in mano la guida della Chiesa, la sposa di Cristo, il mio amato Papa Benedetto se ne va, e mi chiama in causa, mi dice “Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nel eleggere il nuovo Sommo Pontefice.” Il resto è di Cesare.
    Com’è bello riscoprirsi parte di qualcosa che supera i confini, che supera il tempo, una Chiesa Universale.
    Com’è bello essere così importanti e così inutili allo stesso tempo.
    Lo vedo Benedetto, come i grandi dell’antico testamento che dialogavano direttamente con il Signore esponendo i propri dubbi come tra amici “Signore Dio, che cosa mi darai?”, chiedeva Abram al Signore.
    Come maria che a Cana ha strappato da Gesù un «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».
    Com’è bello sapere che i nostri desideri e limiti contano per il Nostro Padre.
    Com’è bello sapere che esistono diversi modi di abbracciare la croce, ma che una sola è la forma di capire: esaminare ripetutamente la propria coscienza davanti a Dio, ovvero, avere un vero dialogo con Lui.
    Se hai la certezza tu amato Pontefice, io sono tranquilla e ti seguo implorando a Maria che ci assista in questa Quaresima.

  4. Se la Chiesa ha bisogno di un Papa forte allora ha bisogno anche di un parroco forte. E di sposi forti e di forti cristiani. Dove forte significa saggio, sobrio e temperante: capace di distinguere il falso dal vero, capace di amare sempre al di là del limite.
    Mai Quaresima venne in un momento più opportuno.
    Ha ragione Danicor: il gesto drammatico del Santo Padre è una gigantesca chiamata alle armi, non nel senso di una crociata, ma nel senso paolino della “buona battaglia”. Il Signore ci doni braccia e cuore e mente e spirito forti abbastanza da saper rispondere a questa chiamata.

  5. Carlo Miglierina

    Mi ha colpito il gesto del Papa. Non me lo aspettavo. Ma quanto ci ha voluto bene, da rinunciare al ministero per il bene della Chiesa?

    Mi provoca molto il suo gesto, vorrei avere anche io la sua libertà di affidarsi così totalmente a Cristo.
    Ora non posso far altro che pregare, cosa che forse finora non ho fatto abbastanza, combattere questa battaglia, e anche se tutto fa sembrare che la stiamo perdendo, andiamo avanti con la certezza che arriva da una promessa: portae inferi non praevalebunt.

    Grazie dell’articolo e dell’invito a pregare (di più).

  6. giulianoirene

    Grazie Costanza, hai espresso con parole semplici quello che mi frullava nella testa da giorni!

    Buona battaglia a tutti!

  7. Giovanni Affinita

    Aggiungo all’ultima considerazione sul Rosario: escludendo il pollice, da usare come “indicatore”, possiamo toccare, sulle altre quattro dita, dodici falangi, cioè 1 Padre Nostro, 10 Ave Maria, 1 Gloria.

  8. Lucia

    Grazie Costanza.
    Io vedo che la mia tentazione è di pensare che venendo meno la persona di Josef Ratzinger viene meno la mia roccia ma mi accorgo che in questo modo dimentico lo Spirito Santo che agisce nelle decisioni del papa e agirà nella decisione dei cardinali.

    Mi rattrista e mi infastidisce che i giornalisti parlino di questo fatto facendo dietrologie, cercando spiegazioni diverse da quella chiara e semplice che ha dato il papa. Spuntano un sacco di personaggi che forse vorrebbero essere eletti per fare meglio!

    Mi armo anche io di preghiera e silenzio che sono l’ unica cosa che mi sembra ragionevole.

    1. @Lucia quello che (mi) rattrista di più non sono le dietrologie (quando non peggio…) dei giornalisti o simili. Alcuni – sottolineo alcuni – non fanno altro di mestiere, alcuni non hanno i mezzi per “leggere” altro, ma sono i commenti dello stesso tenore che vengono dall’interno, da chi si dice cattolico, ecc. ecc.
      Ma rischio di ripetermi. Oggi qui, grazie anche al “la” della “padrona di casa”, il tono è ben diverso… sinora… e speriamo rimanga tale. 😉

  9. Oggi è il momento propizio, è Kairos! Cominciamo oggi a soffrire e offrire per le nostra Santa Madre Chiesa! Questa quaresima sia offerta per il nostro beneamato Santo Padre e per l’elezione al prossimo conclave.
    Viva Gesù e Maria!

  10. (SOCCI).un calcio all’intelligenza degli uomini:

    “Risulterebbe che Pio X, nel 1909, abbia avuto durante un’udienza una visione che lo sconvolse: “Ciò che ho veduto è terribile! Sarò io o un mio successore? Ho visto il Papa fuggire dal Vaticano camminando tra i cadaveri dei suoi preti. Si rifugerà da qualche parte, in incognito, e dopo una breve pausa morrà di morte violenta”.
    Sembra che sia tornato su quella visione nel 1914, in punto di morte. Ancora lucido riferì di nuovo il contenuto di quella visione e commentò: “Il rispetto di Dio è scomparso dai cuori. Si cerca di cancellare perfino il suo ricordo”.

    Da tempo circola questa “profezia” anche perché si dice che Pio X avrebbe altresì dichiarato che si trattava di “uno dei miei successori con il mio stesso nome”.
    Il nome di Pio X era Giuseppe Sarto. Giuseppe dunque. Joseph. Mi auguro vivamente che non sia una profezia autentica o da riferirsi ad oggi.”

    1. Giusi

      Alvise non è un calcio all’intelligenza, quella profezia esiste e del resto passeremo attraverso l’Apocalisse, solo che non sappiamo quando. E comunque Benedetto non si rifugia in incognito. Ieri su TV 2000 hanno pure mostrato il monastero: possiamo stare tranquilli!

  11. 61Angeloextralarge

    Grazie Costanza! Sono “orgogliosamente fiera” di far parte del piccolo esercito, soprattutto perché sono allergica ai profeti di sventura: “Tutto concorre al bene…”.

  12. Franca 35

    Grazie Costanza e grazie Danicor. Dopo una notte insonne, a pregare con il mio caro compagno di vita che stava male, stamattina ho avuto la consapevolezza che siamo in battaglia, lo so da tempo ma spesso ci si dimentica chi è il nostro nemico e che ciascuno di noi ha un compito da portare a termine. E ho percepito il nostro grande Papa come la voce che grida nel deserto, e lo fa da ben otto anni. Grazie ancora, preghiamo con fede, non siamo soli.

  13. Guido Mastrobuono

    Questa mattina, andando al lavoro, mi stavo chiedendo se ero disposto a portare una croce.

    Non è una domanda facile quando ci si rende conto che la croce non è una eventualità.

    Varia il peso di quella croce. Varia la profondità delle ferite. Ma la croce c’è sempre.

    Nel momento in cui si cerca di applicare realmente i principi del Vangelo, si viene sottoposti a tante piccole crocifissioni (sotto forma di emarginazioni, prese in giro, fino ad arrivare a vere e proprie opposizioni lavorative).
    La gente ha paura di chi non viola la legge, di chi paga le tasse, di chi non entra nei cori di odio, di chi dice si-si e no-no.
    La gente ha paura di chi agisce come se esistesse una realtà spirituale.
    La gente ha paura di chi agisce come se la vita avesse un Senso.
    Il fatto è che la testimonianza (se fatta mettendo in pratica scelte concrete) mette a disagio coloro che non fanno quelle scelte.

    Non è facile vivere questa cosa con serenità. E non è facile nemmeno viverla con carità.

    Perché non è facile vivere un combattimento senza odiare il nemico.

    A me Benedetto ha aiutato. Anche ora. Mi ha dato l’esempio.
    Lui mi ha fatto vedere che è possibile fare le proprie scelte con umiltà e coraggio.
    Spero di fare tesoro di questo dono.

    E poi mi sono reso conto che la fuga dal buon combattimento non è altro che una morte lenta.

    E quindi non c’è scelta: c’è una croce da portare.
    E’ infatti l’unico modo di fare sì che, se sarà proprio necessario salirci, lo farò da uomo ancora vivo.

    Pace e Bene a tutti

    Guido

  14. sicula

    Grazie
    ci ho pensato molto anche io, quando ero piccola e mio papà mi faceva dire le preghiere del mattino c’era sempre un momento dedicato al Papa e alla Chiesa. Ora capisco sempre di più quanto sia importante la preghiera. Più uniti, più forti, … un piccolo esercito ….

  15. Andrea

    C’è veramente da riflettere su come l’attività apostolica sia gravosa, e su come lo sia ancor di più il Ministero Petrino, questo servizio così grande e importante per il Bene della Chiesa tutta.
    E vedere come Benedetto stia pensando che le sue condizioni non siano le migliori possibili per offrire un servizio di questa portata mi ha toccato profondamente.
    Non mi fa commuovere perché è un povero vecchio: mi tocca il cuore perché è un uomo di Dio che si mette in discussione per Amore di quella Chiesa che gli è stata affidata.

    Ne stiamo leggendo tante in questi giorni sui media…
    Qualcuno forse pensa che il Papa sia davvero fuori di sé, che abbia perso il lume della ragione, che sia impazzito?
    Qualcuno forse pensa che Dio gli abbia tolto davvero il suo sostegno e gli abbia permesso di commettere un atto di pusillanimità o di vigliaccheria?
    Qualcuno forse pensa che Dio abbia consegnato definitivamente la sua amata Chiesa al caos delle tenebre?
    Qualcuno forse pensa di sapere davvero cosa sarebbe giusto fare e non fare per il Bene della Chiesa universale?
    Abbiamo davvero così poca fiducia in questo Pastore che ha imboccato una strada nuova per il Bene maggiore della Chiesa tutta?
    Siamo così meschini da nascondere la nostra poca fede dietro la drammaticità di una scelta così umile e coraggiosa?
    In cosa crediamo? In Chi crediamo? In Chi è riposta la nostra Fede? Possiamo mai leggere questi eventi come se stessero accadendo fuori dal Cuore di Dio?
    La Chiesa non rimarrà mai senza l’Unico Pastore, che è Cristo. E Cristo non farà mai mancare al suo popolo santi pastori per condurlo nell’avventura della vita e della fede.
    Il Ministero Petrino, come tale, è un servizio preziosissimo ed unico, ma è un servizio da offrire con tutto se stessi, perché la Chiesa di ogni tempo vive sempre grandi sfide in tutti e cinque i continenti, e in tutte le dimensioni dell’esistenza umana.
    E se il Papa, il nostro Papa, ha sofferto e scelto una strada così gravosa, mi piace pensare che lo abbia fatto nell’abbraccio di Dio, sospinto dall’azione dello Spirito.
    E credo che, con la sua scelta di preghiera e di studio per gli anni che il Signore vorrà ancora concedergli, Joseph Ratzinger sarà una risorsa inedita per la Chiesa.
    E soprattutto per il nuovo Pontefice, che, caso unico nella storia, potrà ogni tanto fare due chiacchiere con l’unica persona al mondo in grado di capire e condividere il suo stesso fardello…

  16. giuly

    Abbiamo tutti da imparare dal gesto di Benedetto XVI, non tanto nella forma (a ciascuno è dato vivere la croce in modo personale) ma nella sostanza. Pregare molto getta luce nuova su ogni nostra domanda, su ogni desiderio del cuore, su ogni angolo della coscienza. Stare di fronte al nostro io senza pregare è come sperare che da un campo saltino fuori frutti senza lavorarlo, senza sudarci sopra, senza spargere semi. Cosa potrà mai portare di buono la nostra vita se non c’è l’abbandono fiducioso ad un Tu?

  17. Stefania

    Grazie per la riflessione semplice e profonda. Da qualche giorno mi chiedevo perché fosse successo proprio adesso, perché all’inizio di un tempo liturgico così importante, anzi il più importante per la Chiesa, con una piccola angoscia che non si facesse in tempo ad avere un nuovo Papa per Pasqua. Le tue parole mi hanno aiutato a capire. Sarà una Quaresima speciale, da vivere ancora più intensamente del solito, nella preghiera e nella fede che siamo tutti uniti nella grande famiglia della Chiesa. Buona lotta a tutti!

  18. Alessandro

    Grande accoglienza e affetto per Benedetto XVI oggi durante la sua penultima udienza generale del Pontificato, nell’Aula Paolo VI in Vaticano. Queste le parole rivolte all’inizio dell’udienza ai fedeli presenti:

    “Cari fratelli e sorelle come sapete ho deciso … (applausi) grazie per la vostra simpatia… ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005. Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura. Ringrazio tutti per l’amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato… (applausi) … grazie! Ho sentito quasi fisicamente, in questi giorni per me non facili, la forza della preghiera, che l’amore della Chiesa, la vostra preghiera, mi porta. Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro Papa. Il Signore ci guiderà. (applausi)”

    © Copyright Radio Vaticana

    1. Tutta la catechesi odierna del Santo Padre sul Vangelo delle Tentazioni è stata “fantastica”… a tratti è sembrato (mia libera interpretazione) che parlasse proprio di sé stesso.
      E’ e resterà un Grande Papa, che grazie a Dio ci lascia anche tanti scritti (e ancora a Dio piacendo scriverà)… poi qualcuno, io ora no riesco, potrebbe postare il link dell’intera catechesi.

      Buona Celebrazione delle ceneri a tutti. 🙂

      1. Alessandro

        “Le prove a cui la società attuale sottopone il cristiano, infatti, sono tante, e toccano la vita personale e sociale. Non è facile essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore; non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l’aborto in caso di gravidanza indesiderata, l’eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie. La tentazione di metter da parte la propria fede è sempre presente e la conversione diventa una risposta a Dio che deve essere confermata più volte nella vita.”

        http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/30480.php?index=30480&lang=it

  19. Buon giorno ragazzi! Ogni volta che ho osato aprire bocca su questo blog, molti ” tolleranti “non lo sono stati troppo e sò che stò per dire una cosa impopolare, ma spero che siate aperti anche alle altre opinioni. No non è colpa mia o di chi non è stato vicino al papa. La chiesa è stata sempre più lontana da noi giovani e forse si sono accorti che non possono vivere nel mondo reale senza rendersi più ” aperti ” al mondo che cambia. In un post vi siete chiesti come mai alle messe in mezzo alla settimana ci sono soltanto persone anziane. Ho sempre pensato che il Verbo fosse valido in qualsiasi epoca storica perchè può raggiungercitrasversalmente. Solo che chi lo diffonde è rimasto spesso fermo nel passato. Noi nel 2013 loro nel 1600.Nella comunicazione il messaggio non arriva se chi lo manda parla una lingua che il ricevente non comprende.
    Non è colpa sempre di chi ascolta. Una mia carissima professoressa mi diceva sempre: ” alla fine della lezione devo chiedervi sempre se io mi sono spiegata, non se voi avete capito”.

  20. vale

    mah, non saprei sulle messe infrasettimanali.
    ma non credo che i giovani di duemila anni fa, di 500 anni fa o di oggi siano così differenti. se hanno orecchie per intendere, intendono. tant’è che alle messe officiate con il messale ante conc.vat.II, vi partecipa molti giovani.
    così come -tanto per citare un “modo” di interpretare la liturgia e di raccontare il messaggio completamente opposto-sembra che ve ne siano molti anche presso i neocatecumenali( kiko arguello, per intenderci).
    forse, oggi, nell’ambito delle possibilità “pastorali” offerte c’è più scelta di ieri. ed ognuno-ognunisticamente-segue il “gusto” che più gli si confà.sperando che dicano tutti ,alla fine, la stessa cosa.
    ut unum sint

    1. Sara

      Vale, sono d’accordo con te. La Chiesa che conosco io è sempre piena di noi giovani (anche alle messe infrasettimanali) e quello della sua presunta “chiusura” è un mito che i suoi avversari hanno sempre sostenuto per screditarla. La Chiesa è il corpo di Cristo, perciò il suo messaggio non può cambiare: se cambiasse non sarebbe la Verità. La pretesa che la Chiesa debba adeguarsi ai tempi è di coloro che non credono assoluta e immodificabile la Verità che essa proclama. Quando ciò che la Chiesa dice appare incomprensibile alla cultura odierna non è perché la Chiesa è retrograda, ma perché sempre di più il mondo si allontana da Dio e dalla visione secondo Dio delle cose. Più che pretendere un cambiamento dalla Chiesa, dovremmo sforzarci di adeguare noi stessi (anche e soprattutto quando ci costa) al suo meraviglioso e liberante insegnamento che ci guida saldamente al Signore.

      Preghiamo per il nostro amato Benedetto XVI, per i Cardinali, il futuro Pontefice e la Chiesa tutta, anche perché non si stanchi mai di affermare la Verità e non rinunci mai, in questo annuncio, a sembrare così “stonata” all’orecchio del mondo mentre modula la sua voce sulla Parola del Signore!

      Per il Papa ho sempre amato recitare – e continuerò adesso più che mai – questa preghiera di Marcial Maciel:

      PREGHIERA PER IL PAPA
      O Gesù, Re e Signore della Chiesa:
      rinnovo alla Tua presenza la mia adesione incondizionata al tuo Vicario sulla terra, il Papa.
      In lui ci hai voluto mostrare il cammino sicuro e certo che dobbiamo seguire
      in mezzo al disorientamento, all’inquietudine e allo sgomento.
      Credo fermamente che per mezzo suo Tu ci governi,
      istruisci e santifichi, e sotto il suo vincastro formiamo la vera Chiesa:
      una, santa, cattolica ed apostolica.
      Concedimi la grazia di amare, di vivere e di diffondere come figlio fedele i suoi insegnamenti.
      Custodisci la sua vita, illumina la sua intelligenza,
      fortifica il suo spirito, difendilo dalle calunnie e dalla malvagità.
      Placa i venti erosivi dell’infedeltà e della disobbedienza
      e concedi che, attorno a lui, la tua Chiesa si conservi unita,
      ferma nel credere e nell’operare
      e sia così lo strumento della tua redenzione. Amen!

      1. Secondo me devi adattare la spiegazione per farti capire. Se devi spiegare lo stesso argomento alle medie alle elementari o all’università devi farti capire. E’ la stessa Verità ma spiegata in modo da arrivare a chi ascolta. Ci sono argomenti che la chiesa non accetterà mai, tipo il matrimonio fra gay ( adesso vagli a dire che sono loro a dover adeguare loro stessi, che ” sbagliano “.) .
        Conosco alcuni di loro molto più cristiani di quelli che la Chiesa accetta, e conosco persone che fanno bella figura andando a messa ma dentro hanno il deserto e non vanno a messa per trovare ” Qualcosa nel deserto “, ma solo perchè la società approva.
        Non ci allontaniamo da Dio, dai suoi ministri che non fanno nulla per stare vicino alla gente si, ho conosciuto anche preti eccezionali, ma sono una minoranza,come i ragazzi che vedi a messa: quanti ne vedi fuori dalla messa?
        Non arrivano a noi perchè loro vanno con il codice morse per intenderci, e noi con l’iphone 5. Metaforicamente.

          1. Ecco, cosa c’è di diverso da quello che dicono in tutte le quaresime? Il mio ragazzo scherzando dice ” ne prendo atto “. Hanno detto ” ne prendiamo atto, sappiamo che esistono realtà diverse ma noi continuiamo per la nostra perchè è giusta “. Non è che non sappiano delle vere esigenze delle persone è che rimangono lì. Si baseranno anche sulla Bibbia, ma chi la interpreta è umano, è semplice dire ” c’è il dogma sono infallibile ” si ma 6 umano, fossi infallibile saresti Dio.

    2. Si, temo siano parecchio differenti da 500 anni fa; ho parecchi anni di differenza con i miei fratelli ma non ho sentito nessuno di loro, dei loro o dei miei amici andare entusiasti a messe varie, o sentirsi in colpa se il papa ” molla “, di vocazioni neanche a parlarne ( se non in alcuni commenti che proprio non posso scrivere . Quelli di cui parli tu sono una minoranza, la Chiesa non dovrebbe accontentarsi del piccolo gregge, ma chiedersi perchè ” non parla più un linguaggio universale”, dispiacersi per le pecorelle smarrite e cercare di recuperarle, non dimostrarsi chiusa alle nuove realtà.
      Sono lontani dalla gente, dai problemi concreti, quando dicono ” avete la nostra solidarietà ” e poi non fanno nulla, sai di avere quella di Dio, ma con le belle parole non ci arrivi alla fine del mese.
      Troppi temi sono stati volutamente trascurati, è come viaggiare su un binario doppio: c’è il loro e il tuo, fatto di tante cose che nel mondo reale esistono ma che non verrebbero mai accettate dai primi che dovrebbero sforzarsi di capire.

      1. Sara

        Io non sono d’accordo: al contrario, trovo che la Chiesa parli ancora un linguaggio universale e ritengo anche che non potrebbe essere altrimenti, dato che parla all’essere umano con le Parole del suo Creatore, l’unico a conoscere veramente il nostro cuore. E la cosa bella è che tutto questo è sperimentabile!

        1. Lalla

          @Paperella. Parlare un linguaggio universale non è sinonimo di “parlare alla maggioranza” o di “andare incontro alla domanda” come se fosse una questione politica o di mercato. Le Chiesa parla all’individuo, ad ogni singolo uomo e donna che è in ascolto o alla ricerca. Parla ad ognuno perché Cristo ama e cerca ognuno di noi. In questo senso è universale, non nel senso di piacere a tutti o ai più. Altri commentatori hanno sottolineato in passato che le chiese che hanno cercato di “stare al passo con i tempi”, come quelle protestanti, sono in crisi spirituale e anche “di numeri”. L’essenziale del messaggio cristiano non cambia, è eterno. E, fidati, se il cuore e la ragione sono aperti e ben disposti, “arriva” sempre, anche oggi!

      2. “La Chiesa non dovrebbe accontentarsi del piccolo gregge”… ma la Chiesa e i Cristiani sono sale – luce – lievito e il mondo non può essere TUTTO sale – luce – lievito.

        “Sono lontani dalla gente, dai problemi concreti, quando dicono ” avete la nostra solidarietà ” e poi non fanno nulla…” credo tu sia (in questa frase) ingenerosa e ingiusta. Chi c’è concretamente oggi, sempre, in ogni parte del mondo, a sporcarsi le mani (o sino a rimetterci la vita), vicino a chi soffre? Sempre la Chiesa! E questo è un fatto inconfutabile.

        1. Accontentarsi di pescare nello stagno è facile, comodo, sicuro. E in quanti sono quelli dell’aiuto concreto rispetto a quelli del ” sono solidale”? Un prete onesto disse secoli fa a mio nonno che si sarebbe potuto fare di più, e gli trovò lavoro. La solidarietà a parole non salva le persone ne qui nè altrove,

          1. La solidarietà non dà la Vita Eterna! La Chiesa non è un ufficio di collocamento e neppure un’organizzazione di filantropi…e Cristo non ha inviato i suoi a far atti solidali.
            Cosa vuol dire “accontentarsi di pescare nello stagno è facile, comodo, sicuro”… mi sembra che parli per slogan (e per pre-concetti)
            Tu naturalmente vai ad annunciare il Vangelo tra i Mussulmani, immagino 😉

            1. No non ci vado ad unnunciare il Vangelo, se le religioni producessero meno conflitti andrei a vivere in Egitto domani mattina.Lo dicevo il mese scorso a mia madre, se nessuno cercasse di imporre agli altri le proprie idee mi sarei trasferita di corsa.

                1. Solo che io esco a fare un giro nel mondo, esco dallo stagno e non dico ” ok fuori è diverso ma dato che nello stagno ho secoli di tradizione vado avanti per conto mio pensando a chi già mi segue di suo ” io starò nello stagno ma loro a volte nel bicchiere.

      3. vale

        a babyduck
        non riesco a vedere queste nuove realtà alle quali la chiesa non apre.
        soprattutto se, come sospetto, tali realtà non sono in linea col depositum fidei.
        la chiesa non è un’agenzia di servizi sociali. nè può innovare ciò che innovabile non è.trasmette ciò che le è stato consegnato.magari adeguandosi-lentamente,talvolta- ai modi di comunicare dei tempi sopravvenenti. ma non dice,o non dovrebbe dire ,nulla di diverso di quel che diceva alla sua nascita.cambiano i modi in cui lo dice..non le verità di fede. e se alcune-o tutte- non sono in linea con i tempi…….

        1. Sara

          Esatto, vale. Inoltre non contano meramente i numeri: quando Gesù predicava, a seguirlo erano in pochi, se confrontati con l’intera popolazione. Ed è ovvio che certe cose (come il matrimonio ai gay) la Chiesa non le approverà mai: la Parola di Dio e la Verità non cambiano certo perché oggi alcuni pretendono cose che un tempo nessuno pretendeva!

        1. Allora dov’è adesso il contestatore? sembra ” scusate timbro il cartellino”. Sono stata cresciuta con la convinzione che se devi fare qualcosa è tuo dovere portare a termine il compito.Questo non credo sia contro i principi Cristiani.
          Mi sono sempre chiesta: davvero un potere secolare ammetterebbe con i ” suoi ” una cosa tipo: ” abbiamo sbagliato, non sappiamo affrontare il momento quindi cambio di vertice per vedere se troviamo qualcuno più vicino alla gente”. Questo sì getterebbe i fedeli nel panico.
          Ieri hanno candidamente ammesso ” no, un papa di colore proprio no “. Perchè no? La novità se posso permettermi sarebbe mettere sul trono di Pietro qualcuno che cerchi la pecora smarrita, non il gregge che già lo segue. Se qualcuno mi ama e mi segue sò farmi seguire anch’io, non è difficile. Difficile è mantenere i valori senza ritrovarsi arroccati com’è capitato a più riprese alla nostra Chiesa.

      4. 61Angeloextralarge

        Paperella: non ci riprovare! Ti è andata male già una volta, anche se adesso scrivi: “Ogni volta che ho osato aprire bocca su questo blog, molti ” tolleranti “non lo sono stati troppo”… ricorda bene i modi che hai usato, soprattutto i primi tempi e ricorda bene che più volte ti è stato risposto che quelle cose che tu vorresti “adattare” ai tempi moderni, in realtà sono i cosidetti “valori non negoziabili”.
        Non so che Chiesa conosci, se la conosci e nemmeno so che chiese conosci se le conosci, ma conosco benissimo tantissimi giovani che fanno un cammino serio e che ritengono “non negoziabili” quelle cose che tu pensi sia ora di “modernizzare”. La fede fai da te non è fede. Smaaaaaaack! 😀

        1. Ciao! Non ci ” sentiamo da tanto “.Come mai qui raramente si trovano persone con pareri diversi?
          La Chiesa si è chiusa su se stessa a riccio. I valori non negoziabili se tali sono, dovrebbero arrivare a tutti. A mio parere sbagliano il modo di dirlo. E’ come dire che chi non rientra in certi ” canoni non fa parte del gruppo”.
          E’ come guardare un gruppo e dire che siccome sono nel giusto gli altri non esistono. Guardare la minoranza non consente di vedere intorno, se così fosse faremmo ancora la fila per sposarci, non ci sarebbero le crisi delle vocazioni, un sacco di bambini in più e i gay non lotterebbero per sposarsi. Solo che non mi pare le cose vadano in questa direzione. Ho conosciuto un prete molto simpatico che dopo anni ha abbandonato il sacerdozio perchè diceva che servire Dio è bellissimo, ma voleva farlo stando ” nel mondo “.

            1. Posso stare poco al pc, ultimamente il mio papà non brilla per salute.Non è certo per diversità di pareri.Dovrei fare tante cose ma non ne ho il tempo e qualcuna è veramente importante, ma finchè non finisce gli esami non mi sento tranquilla.

          1. 61Angeloextralarge

            Paperella: ma perché per la storia dei gay ed altre ancora… tutti contro la Chiesa come se fosse l’orco? Non mi pare che mussulmani, ebrei ed altre religioni la pensino (per un messaggio diverso da quello di Cristo) diversamente dalla Chiesa. Eppure l’orco è la Chiesa. Quanto mi piacerebbe vedere uno dei contestatori della Chiesa, che so? Magari andare a protestare in un paese mussulmano, con le tette al vento o pomiciosamente abbarbicato al suo compagno/compagna… E va là che è la Chiesa la colpevole di tutto se no si dovrebbe andare anche da altre parti… meno tolleranti della Chiesa. Eh, sì! Qui ci sta proprio bene “Accontentarsi di pescare nello stagno è facile, comodo, sicuro”… Caspita! Altrove si rischia di brutto!

            1. 61Angeloextralarge

              Paperella: mi sono dimenticata…
              “Come mai qui raramente si trovano persone con pareri diversi?”: anche a questo ti era stato risposto (mi sa che una ero stata proprio io… scusa ma c’è la vecchiaia che avanza e la memoria che comincia a fare cilecca! 😉 ). Ti rispondo con un esempio banalissimo: sono interista ma mai andrei a scrivere in un blog milanista o juventino, chiedendo loro di cambiare squadra, tantomeno lo farei sfottendoli o con modi arroganti ed insistenti, dando per verità assoluta la mia Inter..

            2. Non ho dettoche sbagliamo solo noi, intolleranti lo sono le altre religioni e questo lo so. Solo a me pare un controsenso predicare l’amore, l’uguaglianza, pregare, e poi non accettare quel ” prossimo tuo come te stesso”. Non mi risulta che Cristo abbia detto ” amalo come te stesso solo se ti assomiglia”.Un bacio, mi piace scambiare opinioni con te, a proposito di giornate…Buon San Valentino a chi come me è innamorata tutto l’anno, non solo del proprio compagno, ma della vita!

              1. 61Angeloextralarge

                Paperella: ma perché sei convinta che la Chiesa sia contro i gay? La Chiesa non ce l’ha con i gay… non predica: “A morte i gay! Che schifo che fannooooo!”. Ho letto tantissimi documenti ecclesiali e non l’ho ancora trovato scritto da nessuna parte. Se l’hai trovato tu, fammi la cortesia di dirmi dove, grazie. 😀
                Ti offro questo testo che condivido in pieno:

                “Non è vero che tutte le opinioni sono rispettabili. Ci sono opinioni che non sono da rispettare ma da rifiutare, e se necessario da contrastare. Mentre da rispettare sono sempre e comunque le persone che le esprimono e sulle quali non spetta a noi il giudizio. La tolleranza del cristiano è per gli uomini, non per tutte le loro idee, doverosamente esposte al dibattito e, se necessario, al rifiuto”. (Vittorio Messori)

  21. Grazie Costanza per queste tue riflessioni che portano un po’ di serenità in questo momento in cui mi sembra di vivere tanti sentimenti contradditori. Forse non è stato davvero un caso che le sue dimissioni siano avvenute prima dell’inizio della quaresima, ci sta dando la possibilità di “accompagnare” il nuovo Papa con le nostre preghiere e la penitenza durante questo tempo così forte!

  22. Mi chiedo se dietro a questo evento per cui ci battiamo il petto non si celi una grazia.
    Spesso Dio fa di questi “scherzetti”, ormai dovremmo saperlo…
    Secondo me il prossimo Papa sarà ancora più super.
    Preghiamo, preghiamo, preghiamo!

  23. Avete mai visto questo papa arrabbiato oppure nervosamente irritato? Io no. Una delle caratteristiche che più mi piacciono di B 16 è la sua serenità, la sua pacatezza, la sua pace interiore. Lui che è deriso, bistrattato, soggetto a calunnie e accuse anche da persone potenti, facoltose. Io al posto suo sarei incavolatissimo, sarei perentorio, acido, categorico, vendicativo, ecc. Lui invece è sempre docile, sicuro, gentile, accogliente. Credo che anche da queste cose dovremmo capirne la santità, santità che deriva da un cuore puro, da una sorgente di amore senza fine, dalla forza dello Spirito. Io lo amo proprio questo Papa, grande uomo di Dio.

  24. mary

    Questa è l’epoca in cui noi laici, presa consapevolezza della nostra appartenenza alla Chiesa, siamo chiamati al rinnovamento della Chiesa stessa con le uniche armi di cui il Signore ci ha muniti: la preghiera e la penitenza!

    1. …Roberto S.:
      …nemmeno io vedo il nesso. Questi(dei nessi), secondo me, sono proprio i discorsi che allontanano dalla chiesa anche alcuni che credono e che i preti dovrebbero educare a non fare . Come , anche, non vedo il collegamento fra il digiuno e il suo effetto sugli altri. Che il digiuno sia una pratica importante per raccogliersi in se stessi e meditare e ritrovarsi nessuno lo mette in dubbio. Il digiuno in conto terzi mi fa pensare a scioperi della fame a favore del Papa o chi altri o malati o sani. Allora perché non autoflagellarsi, per fare meglio, come qualcheduni facevano nei tempi antichi?

    2. La tua domanda Roberto non è così peregrina…
      E non penso si riferisca ad una ipotetica tesi di “valore alcuno” della preghiera (che tu la pratichi o meno…), ma penso ad un nesso logico di, diciamo, “causa effetto”.

      Non so se interpreto bene… la domanda è: se avete (abbiamo) pregato poco per lui (il Santo Padre), come si domandava l’amica di Costanza, e al Papa “qualcosa” è mancato, avete una responsabilità nella sua scelta, ma soprattutto, come quando a qualcuno manca un “supporto” di qualche tipo, la scelta diventa “un ripiego”, una rinuncia… in qualche modo una sconfitta.

      Ma se non è così, perché NON E’ COSI’ (cioè la scelta del Santo Padre non è ripiego, rinuncia, sconfitta), allora perché dolersi… la vostra (nostra) preghiera sarebbe stata comunque quantomeno “irrilevante”.

      Mi è venuto alla mente questo passo dal Vangelo di Matteo:
      Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori.

      E’ questo “vegliate con me”, seppure il Papa ha spesso chiesto “pregate per me”, che è interessante.
      Gli apostoli hanno perso la loro occasione di vegliare e pregare con Cristo, di partecipare alla Sua lotta e alla Sua Sofferenza, che certo sarebbe stata per loro una forte esperienza umana e spirituale e hanno lasciato solo Gesù senza l’aiuto e il sollievo di una piccola comunità in preghiera con Lui, ma questo non ha impedito che Cristo compisse la Volontà del Padre e a posto loro al rischio di “cadere in tentazione”, la tentazione dalla paura che li attanaglierà nei fatti che seguiranno.

      Forse il paragone tra il Getsèmani del Signore e la scelta di Benedetto XVI sembrerà ardita, anzi alcuni miopi osservatori commentano che il santo Padre abbia voluto fuggire la croce, ma in realtà per ogni decisione fondante della nostra vita, specie in situazione di sofferenza, noi facciamo esperienza di un piccolo o grande Getsèmani, dove il combattimento e sempre profondamente personale, ma dove sentiamo il sostegno (o la mancanza) di chi veglia con noi (e per noi).

          1. IL tuo modo gentile di rispondere ci prende sempre. Poi può essere condivisibile o meno ma credo che lo scambio genuino e sincero di opinioni e vissuti faccia solo bene. Onestamente mi riesce difficile credere a certe cose e condividere alcune riflessioni ma le leggo ugualmente per tenere alto il mio livello di guardia. Probabiilmente 15 anni fa sarei stato uno dei più accesi sostenitori della fede…ora forse sono nel deserto o forse lo ero prima..non so. In ogni caso adesso mi sento felice…poi c’è la sete di infinito che non si placa mai, indipendentemente dal credo religioso, ed è quello che mi spinge a guardare sempre “oltre”. GRazie ancora e chiudo che sta diventando troppo personale.. 😉

  25. Paola D. M.

    Ragazzi funziona! Non so se anche per voi è stata la stessa cosa ma oggi, dalle immagini dalla Sala Nervi, mi sembrava che il Papa fosse rafforzato dalle nostre preghiere e, come ha confermato, sentisse fisicamente tutto il nostro affetto. Ho visto un Padre forte, consapevole, generoso e che dice ai sui figli…ora spetta anche a voi!!

    1. Lalla

      Di certo lui sta pregando per noi, per la Chiesa. È bello pensare a questo scambio di preghiere che concorre al bene!

  26. vale

    a alvise
    ”Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni per me non facili l’amore” che mi portate. ”Continuate a pregare per me, per la chiesa per il futuro papa, il Signore ci guidera”’
    l’ha detto lui prima dell’udienza di oggi.

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2005/documents/hf_ben-xvi_hom_20050424_inizio-pontificato_it.html
    l’ha chiesto lui a inizio pontificato( e non vorrei non si fosse fatto abbastanza)

    se il nesso lui ce lo vede….temo che propenderò per l’interpretazione di BenedettoXVI.

    1. 61Angeloextralarge

      Alvise Maria: sono sicura che se dici un’Ave Maria per Benedetto XVI, sente anche la tua! 😉

  27. Il difficile sta nell’accettare Dio semplicemente, cosù come dobbiamo accettare gratuitamente il Suo Amore. Almeno capirci qualcosa! Governare. Discernere. Non dico padroneggiare ma almeno poter essere sicuri di stare nel giusto. Invece non funziona così. La Trinità opera secondo schemi a noi estranei. Non che possa essere irrazionale ma certo opera secondo schemi propri. Deve essere stato questo il pensiero che ha convinto Benedetto dopo aver chiesto col cuore di essere illuminato. Solo un vero credente è tanto umile da accogliere e far sua la parola ricevuta e di metterla in pratica. Come Maria. Questa avventura di Benedetto è la massima forma di obbedienza che mi è data conoscere. Dopo quella di Maria e, perdonatemi, anche prima di quella di Francesco. Dire “si” per fare e realizzare se stessi nell’Amore è da grandi ma dire “sì” e rinunciare alla propria affermazione come uomo è da giganti. Non vedo altra spiegazione perchè abbiamo conosciuto il Cardinale Ratzinger e Papa Benedetto XVI negli scritti e nell’opera.

  28. …con tutto il rispetto: lui non ha di certo bisogno anche delle mie preghiere. A meno che non sia gravemente malato (ho sentito che ha qualche trespolo al cuore come tantissimi anziani hanno oggi e io gli auguro tanta salute, come a tutti)ora potrà sprofondarsi tra i suoi amati libri, dedicarsi ai suoi studi in posti bellissimi mangiato lavato stirato pulito tutto
    gratis…
    Non la vedo tanto brutta (per lui)

      1. …c’è chi patisce parecchio di più, come c’erano ai tempi di Gesù tanta gente crocifissi, flagellati, lapidati, carcerati, martoriati, accetra, ma nessuno,ovviamente, che patisse come lui. “Ed anco del patir ebbe il primato” come dice il poeta,
        e così del papa. che si piglia sulle spalle tutto il patire dell’umanità, della chiesa, dei cuori sgomenti dei fedeli.
        No, non si vive di solo pane, quando c’è almeno il pane.

  29. Dopo il frastornamento dovuto alla Notizia ho colto dentro di me quasi un sentimento di lutto: l’abbandono del Padre. A poco a poco scoprivo l’Amore Grandissimo che mi lega a Benedetto XVI. Mi sono apparsi tutti i suoi libri, che custodisco gelosamente, scritti che hanno illuminato il mio cammino di fede. Che Spirito Eccelso, che esempio di Umiltà. Grazie Costanza che ci dai la possibilità di esprimere le emozioni legate a questo Evento Straordinario.
    Donatella

  30. Pingback: Il piccolo esercito

  31. sabina

    Grazie Costanza!Riflessione cristianamente limpida,come il nostro amato Benedetto XVI!Fidiamoci come si é fidato S.Pietro,che sulla parola di Gesu’ ha gettato le reti e la pesca é stata miracolosa..

  32. Effetti della preghiera per un malato.
    Per un credente: in caso di guarigione la guarigione è dovuta alla preghiera. In caso di non guarigione Dio ha voluto provvedre in altro modo, anche grazie alla preghiera.
    Per un non credente: il non credente è un idiota.

    1. L’affermazione conclusiva è esclusivamente tua e non vedo alcun nesso logico nel tuo dire per arrivare a tale conclusione, ma se da non credente quale sei, ti vedi così, non starò qui io a cercare di convincerti del contrario 😀

    2. 61Angeloextralarge

      Alvise Maria: effetti della preghiera per un malato.
      Per un credente: in caso di guarigione ringraziare Dio per quello che ha fatto. In caso di non guarigione: ringraziare Dio per quello che ha fatto, perché ha un punto di vista diverso dal nostro (non per colpa sua, mi pare), ma qualcosa ha fatto di sicuro, anche se noi non vediamo la guarigione.
      Per un non credente: il non credente è uno che non ha ancora fatto esperienza dell’amore di Dio. 😀

        1. 61Angeloextralarge

          Roberto S.: se il tuo commento è in risposta al mio… in due parole non si può certamente espletare una questione non semplice. Ho solo cercato di dare un’alternativa a quello che aveva lasciato scritto Alvise Maria, ribattendogli un po’ nel suo stile. 😉

  33. Mi piace riportare qui il commento di Padre Livio (direttore di Radio Maria)

    Cari amici,

    Nelle decisioni difficili bisogna cercare la volontà di Dio nella luce della preghiera.
    La decisione del Santo Padre di rinunciare al ministero petrino è una delle più ardue che si possano immaginare.
    Il Santo Padre ha dovuto pesare davanti a Dio tutti i pro e i contro di tale drammatica scelta.
    Da una parte l’assoluta novità dell’evento, con la sorpresa, il dolore e lo sconcerto di una buona parte della Chiesa.
    Dall’altra la consapevolezza di non avere più le forze per adempiere bene un ministero esigentissimo, , con le inevitabili ripercussioni sulla Chiesa stessa.
    Il Santo Padre ha pesato davanti a Dio gli argomenti a favore e quelli contrari. Ha pregato e probabilmente ha chiesto consiglio.
    Col cuore purificato da un lungo cammino spirituale ha atteso che Dio parlasse attraverso la voce della coscienza.
    Quando è stato certo della volontà di Dio, ha fatto la sua scelta drammatica e coraggiosa, in umiltà e obbedienza. Il Papa sa che il comando della coscienza deve essere sempre seguito e che su questo ogni uomo sarà giudicato.
    Il Santo Padre chi ha insegnato come devono essere fatte le scelte che decidono della vita. Nel medesimo tempo ha ricordato alla Chiesa che tutti siamo “servi inutili” , come Gesù ci ha ammonito.
    Il Santo Padre non ha indebolito il ministero petrino, ma lo ha rafforzato con la trasparenza, la forza e la bontà che emano dalla sua persona.

    Nel nostro cuore c’è ammirazione, gratitudine e amore.

    Vostro Padre Livio

  34. 61Angeloextralarge

    Purtroppo stanno arrivando mail per la raccolta di firme da consegnare al Papa, chieddendogli di non dimettersi. La motivazione è la seguente:

    “il Nemico è riuscito addirittura a indurre il Papa – il nostro comandante in capo – alle dimissioni nel corso di una guerra spirituale e culturale senza precedenti”.

    Questa tesi svilisce la figura del Papa, facendolo passare addirittura per uno che è condizionabile e convincibile dal nemico, quasi pauroso. Tra l’altro contraddice quello che è un dogma della fede, cioè l’infallibilità del Papa.
    Se ha scelto di dimettersi lo ha fatto pregando molto e soffrendo, quindi accolgo la sua scelta. Lui di sicuro sa già che il Signore ha preparato un suo degno sostituto.
    Se guardiamo la realtà dei fatti, tenendo conto che non può nemmeno votare per l’elezione del nuovo Papa, per sopraggiunti limiti di età, tenendo conto che quando è stato eletto era già più anziano del suo predecessore, tenendo conto che anche i vescovi vanno in pensione a 75 anni… perché non vogliamo accettare che abbia fatto la scelta più giusta, anche se dolorosa? Oaddiritura dare la colpa al nemico?
    Anche a me dispiace molto ma accetto la sua volontà, sicura che è anche quella di Dio e non quella del nemico.

    1. Giusi

      Trovo questa raccolta di firme la cosa più cretina della storia. Se arriva a me la mail li “intorto” di parole!

  35. admin

    @Bariom @61AngeloXL
    solo un consiglio: credo che di fronte a un certo tipo di argomentazioni il silenzio sia la strategia migliore, per non alimentare la spirale di improponibili luoghi comuni

    1. 61Angeloextralarge

      Admin: concordo sul tuo consiglio e ti ringrazio. Ci sono cascata dopo la terza mail da parte dei miei contatti… e ho detto la mia, ma solo con chi so che poi avrebbe capito. Effettivamente avrei potuto anche non lasciare il commento e lasciar decantare la cosa.

  36. Pingback: COSTANZA MIRIANO: Il piccolo esercito « La Rassegna Stampa di Rosa

  37. Alessandro

    Ma avete letto che formidabile catechesi a braccio sul Concilio ha tenuto oggi al suo clero questo meraviglioso Papa dimissionario ma non rinunciatario?
    Come ha discorso con vigore e buonumore del vero Concilio contro il Concilio fasullo, quello dei media?

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2013/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20130214_clero-roma_it.html

    Azzardo un’analogia: non esiste una verità della Sua inarrendevole rinuncia che loquacemente ma vanamente la fasulla verità “giornalistica” s’adopera ad eclissare in queste ore, sotto specie di celebrarla?

      1. vale

        ….eppoi anche S.Pietro, come ricordato da S.Ireneo di Lione in “adversus haereses”(III,3,3) lasciò volontariamente l’episcopato di Roma a Lino,in vista del martirio che andrà a subire con S.Paolo( e che ,forse, voleva rimandare. quo vadis, Domine?)

          1. Giusi

            Non so perchè…. mi viene in mente per analogia Cazzenger il quale ha colpito ancora: ha detto che non ci dovevamo preoccupare per l’asteroide: ci sono già 400 feriti in Russia!

    1. “Specialmente alla fine del suo discorso, quando ha parlato della differenza tra il Concilio reale e il Concilio percepito, ci ha fatto capire come il tesoro del Concilio Vaticano II sia ancora tutto da esplorare. Una volta che avremo fatto piazza pulita – come lui ha fatto – di tante interpretazioni false del Concilio, di tante letture parziali ecc, si aprirà un tesoro immenso davanti a noi – ancora in larga parte inesplorato -. Questo, davvero, ci fa sperare. È un segno grande per il futuro.”

      Tradotto in lingua terrena, che vuol dire?

      1. Alessandro:

        …a ogni modo mi sembra di ricordare(credo) che a te solo a vedere scritta la parola “Concilio” ti pigliava male.

        Un’altra notizia: a capo dello IOR nominato un Cavaliere di Malta(SIC!!!)(ho letto male?)

        1. Alessandro

          “a ogni modo mi sembra di ricordare(credo) che a te solo a vedere scritta la parola “Concilio” ti pigliava male”

          Ricordi male. Mi piglia male quando per avvalorare scempiaggini incompatibili con l’ortodossia cattolica le si dichiara scaturire dal Concilio (o da un fantomatico “spirito conciliare”). Sono i distillati di frodo del Concilio che mi procurano imbarazzo di stomaco, soprattutto se i distillatori fraudolenti sono preti e consacrati.

          1. Alessandro

            Scrive il cardinale Giacomo Biffi

            “Come è potuto succedere che dai pronunciamenti legittimi e dai testi del Vaticano II sia derivata una stagione così diversa e lontana?

            La questione è complessa e le ragioni sono multiformi; ma senza dubbio ha avuto il suo peso anche un processo (per così dire) di aberrante “distillazione”, che dal “dato” conciliare autentico e vincolante ha estratto una mentalità e una moda linguistica del tutto eterogenee. È un fenomeno che nel “postconcilio” affiora qua e là, e continua a riproporsi più o meno esplicitamente.

            Potremo, per farci capire, avventurarci a indicare il procedimento schematico di tale curiosa “distillazione”.

            La prima fase sta in un accostamento discriminatorio del dettato conciliare, che distingua i testi accolti e citabili da quelli inopportuni o almeno inutili, da passare sotto silenzio.

            Nella seconda fase si riconosce come prezioso insegnamento del Concilio non quello in realtà formulato, ma quello che la santa assemblea ci avrebbe elargito se non fosse stata intralciata dalla presenza di molti padri retrogradi e insensibili al soffio dello Spirito.

            Con la terza fase si insinua che la vera dottrina del Concilio non è quella di fatto canonicamente formulata e approvata, ma quella che sarebbe stata formulata e approvata se i padri fossero stati più illuminati, più coerenti, più coraggiosi.

            Con una metodologia teologica e storica siffatta – non enunciata mai in forma così palese, ma non per questo meno implacabile – è facile immaginare il risultato che ne deriva: quello che viene in maniera quasi ossessiva addotto ed esaltato non è il Concilio che di fatto è stato celebrato, ma (per così dire) un “Concilio virtuale”; un Concilio che ha un posto non nella storia della Chiesa, ma nella storia dell’immaginazione ecclesiastica. Chi poi si azzarda pur timidamente a dissentire, è segnato col marchio infamante di “preconciliare”, quando non è addirittura annoverato coi tradizionalisti ribelli o con gli esecrati integralisti.

            E poiché tra i “distillati di frodo” dal Concilio c’è anche il principio che ormai non c’è errore che possa essere più condannato entro la cattolicità a meno di peccare contro il dovere primario della comprensione e del dialogo, diventa oggi difficile, tra i teologi e i pastori, il coraggio di denunciare con vigore e con tenacia i veleni che stanno progressivamente intossicando l’innocente popolo di Dio.”

            http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1345582

              1. Alessandro

                Te le consiglio cara Giusi, sono piene di sincero amore per la Chiesa, sono scritte benissimo e non sono per niente noiose, anzi.

                1. Giusi

                  Si è molto chiaro. Una volta ho letto un libro su Gesù del Cardinale Biffi: bellissimo! Ci vorrebbe un Papa con la sua lucidità! Grazie per i tuoi post, sono sempre interessanti e poi hai molta pazienza, rispondere in modo così organico richiede tempo, è un bel servizio per tutti!

  38. “La Chiesa si rinnova sempre, rinasce sempre”, aveva detto il cardinale Bertone al Papa soltanto mercoledì scorso al termine della Messa dell’inizio della quaresima celebrata da Benedetto XVI nella Basilica Vaticana. “Servire la Chiesa – aggiungeva il porporato – nella ferma consapevolezza che non è nostra, ma di Dio, che non siamo noi a costruirla, ma è Lui; poter dire noi con verità la parola evangelica: ‘Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare’ (Luca 17,10)”.

  39. Se il Santo Padre ha preso questa deecisione,vuoi per la salute cagionevole,vuoi per la sua età e di conseguenza mancanza di forze,oppure che per gli intrallazzi di qualcuno non se la sente di continuare,ebbene io lo stimo moltissimo perchè ha la consapevolezza di non riuscire nei suoi intenti e va doppiamente stimato e amato perchè la sua umiltà è il dono migliore che un Papa(e quindi un uomo)può avere.

  40. Nicoletta

    Splendido come sempre. Mi sono sentita svuotata e persa dopo la notizia, leggere intinta ente la frase “dal 28 febbraio sede vacante” mi fa venire i brividi! Ma anche se il Suo rappresentante in terra per un po’ ci lascia soli, anche se ogni volta che cambia un Papa rimane la nostalgia dell’alta esente figura, Dio non ci lascia mai soli e come giustamente dici tu, Egli provvede. Non mi e’ mai passato per la testa di giudicare male quest’atto, di pensare ad un complotto o farsi domande come quella che ho sentito da una coetanea “non capisco perche’ tra tutti i posti possibili il Papa lo mandano proprio in un convento di donne!” Ma la Mamma Celeste dice che non bisogna mai giudicare e ogni volta che vediamo qualcosa che non ci sembra coerente col messaggio del Vangelo bisogna prendere il Rosario e pregare, anzi, giustamente bastano le nostre dita! Grazie Costanza

I commenti sono chiusi.