Va bene tutto?

di John Henry Newman

Il liberalismo in campo religioso è la dottrina secondo cui non c’è alcuna verità positiva nella religione, ma un credo vale quanto un altro, e questa è una convinzione che ogni giorno acquista più credito e forza.

Essa insegna che tutte devono essere tollerate, perché per tutte si tratta di una questione di opinioni. La religione rivelata non è una verità, ma un sentimento e una preferenza personale; non un fatto oggettivo o miracoloso; ed è un diritto di ciascun individuo farle dire tutto ciò che più colpisce la sua fantasia. La devozione non si fonda necessariamente sulla fede. Si possono frequentare le Chiese protestanti e le Chiese cattoliche, sedere alla mensa di entrambe e non appartenere a nessuna. Si può fraternizzare e avere pensieri e sentimenti spirituali in comune, senza nemmeno porsi il problema di una comune dottrina o sentirne l’esigenza. Poiché dunque la religione è una caratteristica così personale e una proprietà così privata, si deve assolutamente ignorarla nei rapporti tra le persone. Se anche uno cambiasse religione ogni mattina, a te che cosa dovrebbe importare? Indagare sulla religione di un altro non è meno indiscreto che indagare sulle sue risorse economiche o sulla sua vita familiare. La religione non è affatto un collante della società.

E’ un passaggio del “discorso ”, pronunciato dal  Beato Newman in occasione della sua nomina a cardinale il 12 maggio 1879 nel Palazzo della Pigna a Roma.

Con questa lettura padre Maurizio Botta ha aperto la scorsa catechesi dei Cinque Passi; approfitto quindi per ricordare l’incontro di stasera dal titolo  “Senso di colpa! Quando ansie e paure uccidono la gioia… ” alle ore 21.00 presso Chiesa Nuova O Santa Maria In Vallicella, via Del Governo Vecchio 134 a  Roma.

 Noi ci saremo.

 

PS oggi Paolo Pugni ha fatto una bella sorpresa a Costanza. Clicca QUI

87 pensieri su “Va bene tutto?

    1. 61Angeloextralarge

      Paolo: smack! 😀
      Caspita! quello che hai scritto mi conferma nel pensare che la classe (di Costanza ma anche di altri in questo blog) non è acqua. 😉

  1. Erika

    Vi prego di non considerare la mia domanda come una provocazione, perché e’ sincera: mi hanno detto che in uno dei suoi messaggi la Madonna a Medjugorje avrebbe riferito che le religioni sono uguali agli occhi di Dio e che questo e’ uno dei motivi per cui la Chiesa ci sta andando coi piedi di piombo. Vi risulta che sia vero? E, se si, che ne pensate?

    1. Ele86

      No a me risulta che la Madonna abbia più volte detto di rispettare chi non crede in Dio Padre e non fa parte della chiesa cattolica, di pregare per loro e di testimoniare con forza l’amore di Suo figlio. Se trovo i messaggi li metto. ora il figlio mi reclama.

      1. Ele86

        La chiesa ci va cauta perché fin che le apparizioni continuano non può esprimersi. Questo è ciò che è stato dichiarato ufficialmente. Giovanni Paolo II ha sempre dichiarato che se non fosse stato papa sarebbe stato a Madjugore a confessare e B16 appena nominato papa ho creato un gruppo di vescovi prelati preti e non so ci altro che studia tutta la situazione con molta attenzione. Cmq chi è stato a Madjugore sa che il vero miracolo non sono le apparizioni dei veggenti.

    2. 61Angeloextralarge

      Erika: siamo noi che interpretiamo le cose a modo nostro! Questo è il messaggio “incriminato”:

      Messaggio del 20 maggio 1982 (Messaggio straordinario)
      Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio figlio e a me. Siete tutti figli miei! Ci non significa che tutte le religioni sono uguali davanti a Dio, ma gli uomini si. Non basta, per, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volonta’ di Dio. Anche i non cattolici sono creature fatte ad immagine di Dio e destinate a raggiungere un giorno la salvezza se vivono seguendo rettamente la voce della propria coscienza. La salvezza e’ offerta a tutti, senza eccezioni. Si dannano solo coloro che rifiutano deliberatamente Dio. A chi poco e’ stato dato, poco sara’ chiesto. A chi e’ stato dato molto, sara’ chiesto molto. Solo Dio, nella sua infinita giustizia, stabilisce il grado di responsabilita’ di ogni uomo e pronuncia il giudizio finale.

      1. 61Angeloextralarge

        Ovviamente la Madonna non smentisce mai la Parola di Dio, la Chiesa e quindi il Catechismo della Chiesa Cattolica. Chissà se Ale ha un link per confermarlo?

        1. Alessandro

          Certo, la Madonna non può smentire la Verità.

          si può vedere quello che dice il Catechismo:

          “Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate « private », alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di « migliorare » o di « completare » la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa.

          La fede cristiana non può accettare « rivelazioni » che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento” (n. 67)

          Così J. Ratzinger commentando il messaggio di Fatima:

          ” Il teologo fiammingo E. Dhanis, eminente conoscitore di questa materia, afferma sinteticamente che l’approvazione ecclesiale di una rivelazione privata contiene tre elementi: il messaggio relativo non contiene nulla che contrasta la fede ed i buoni costumi; è lecito renderlo pubblico, ed i fedeli sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione […]

          Il criterio per la verità ed il valore di una rivelazione privata è pertanto il suo orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da lui, quando essa si rende autonoma o addirittura si fa passare come un altro e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del Vangelo e non fuori di esso.

          Ciò non esclude che una rivelazione privata ponga nuovi accenti, faccia emergere nuove forme di pietà o ne approfondisca e ne estenda di antiche. Ma in tutto questo deve comunque trattarsi di un nutrimento della fede, della speranza e della carità, che sono per tutti la via permanente della salvezza.

          Possiamo aggiungere che le rivelazioni private sovente provengono innanzitutto dalla pietà popolare e su di essa si riflettono, le danno nuovi impulsi e dischiudono per essa nuove forme. Ciò non esclude che esse abbiano effetti anche nella stessa liturgia, come ad esempio mostrano le feste del Corpus Domini e del Sacro Cuore di Gesù.”

          (Card. J. Ratzinger, Commento teologico al Messaggio di Fatima, Congregazione per la dottrina della Fede, 2000)

  2. @ Erika: non ho di che rispondere alla tua domanda ma mi è venuto da suggerirti un libro. Neanche la mia è una provocazione, davvero l’ho trovato molto interessante e utile e chiaro: Rino Cammilleri, Dio è cattolico?, Lindau 2009, prezzo di copertina € 18,50

    (dall’introduzione)
    «Caro Teofilo, poiché sai che sono religioso e mi chiedi di parlarti della mia religione, la prenderò un po’ alla larga. Mi dici che, da qualche tempo, senti una specie di prurito nell’anima, un vago senso di insoddisfazione talvolta misto a angoscia. Ogni tanto, specialmente di fronte alle sconfitte e alle delusioni, ti ritrovi a porti le grandi domande dell’uomo, le quali poi, ti accorgi, sono condensabili in una sola: perchè? Mi confessi di avvertire confusamente che qualcosa ti spinge ad interessarti del tema «religione», ad approfondirlo, ma non sai a chi rivolgerti. Ti sei aperto con me, forse l’unica persona di tua conoscenza e confidenza che sai in qualche modo (mi si passi il termine) “esperto”, magari perchè, visto che ho una fede, almeno ho affrontato l’argomento da gran tempo e sono, dunque, in grado di darti qualche risposta. Sì, ti sei rivolto alla persona giusta, dal momento che la fede, io, l’ho trovata da adulto dopo averne bazzicate diverse altre (non religiose, va detto, ma una fede è una fede). Come tanti, hai frequentato l’oratorio da bambino, hai seguito anche il catechismo e fatto la Prima Comunione con gran dispendio di abito nuovo, pranzo, invitati e regali. Ma l’adolescenza ti ha portato via da tutto questo. L’ha fatto così, in modo soft, quasi non te ne sei accorto. Dopo tanti anni, ora, da grande, ti confronti con le asprezze della vita e cominci a cercare qualche risposta. Ma sei piuttosto frastornato dalla molteplicità dell’offerta. Tante, in effetti, sono le religioni, e altrettante, se non di più, le proposte esistenziali d’altro genere. Qual è quella giusta? Bella domanda, alla quale cercherò di rispondere come posso»

  3. Roberto

    Bello!
    Se invitiamo come ospiti questi bei cattoliconi del passato, allora vien voglia anche a me di offrire qualche contributo. 🙂

    @Erika: purtroppo per rispondere alla domanda servirebbe leggere il testo originale del messaggio. Un “riportata” non permette alcun commento. Di primo acchito, mi verrebbe da archiviarla come una voce nata da uno strumentale taglia-e-cuci, e per un motivo estremamente semplice: se fosse come hai scritto, non ci sarebbe più alcun dubbio e “andare coi piedi di piombo”: la veridicità delle apparizioni cadrebbe da sé, perché ciò che è mandato da Dio non può insegnare una menzogna. Poiché dei gran cattoliconi 🙂 “scommettono” su Medjugorje, la cosa (così com’è riportata, ma per l’appunto andrebbe verificata di prima mano) non mi par credibile.

  4. Erika

    Ho trovato questo documento sul sito di Radio Maria, vi incollo il link: http://www.radiomaria.it/documenti/dwnl.php?id=344

    media-e-midia:grazie per la tua segnalazione, sembra interessante. L’introduzione rispecchia esattamente il mio sentire, tranne che per un fatto: io non ho abbandonato la fede cattolica in modo soft, ma piuttosto bruscamente e non senza grande dolore.

    1. Te lo ri-raccomando. Tra l’altro ha il pregio di spiegare chiaramente cose che la maggior parte di noi non ha ben chiaro, tipo in cosa crede il testimone di Geova o l’ebreo osservante contemporaneo.

  5. Grandi Cattoliconi non direbbero mai che tutte le religioni etc…
    Grandi Cattoliconi scommettono su Medjugorje
    A Medjugorje non può essere stato detto che tutte le religioni etc…

    Per quanto riportato su “radiomaria”…lasciamo perdere.

    1. 61Angeloextralarge

      Alvise: sappiamo tutti benissimo che non aprovi Medjugorje, quindi, per favore, puoi non commentare ogni volta? Questi sono sassi inutili, anzi, provocatori! Che vuoi farci se continuiamo imperterriti a credere in quello che tu non credi? 😉

  6. Alessandro

    “La forza motrice che spingeva sul cammino della conversione era in Newman la coscienza.

    Ma che cosa si intende con ciò? Nel pensiero moderno, la parola “coscienza” significa che in materia di morale e di religione, la dimensione soggettiva, l’individuo, costituisce l’ultima istanza della decisione. Il mondo viene diviso negli ambiti dell’oggettivo e del soggettivo. All’oggettivo appartengono le cose che si possono calcolare e verificare mediante l’esperimento. La religione e la morale sono sottratte a questi metodi e perciò sono considerate come ambito del soggettivo. Qui non esisterebbero, in ultima analisi, dei criteri oggettivi. L’ultima istanza che qui può decidere sarebbe pertanto solo il soggetto, e con la parola “coscienza” si esprime, appunto, questo: in questo ambito può decidere solo il singolo, l’individuo con le sue intuizioni ed esperienze.

    La concezione che Newman ha della coscienza è diametralmente opposta. Per lui “coscienza” significa la capacità di verità dell’uomo: la capacità di riconoscere proprio negli ambiti decisivi della sua esistenza – religione e morale – una verità, la verità. La coscienza, la capacità dell’uomo di riconoscere la verità, gli impone con ciò, al tempo stesso, il dovere di incamminarsi verso la verità, di cercarla e di sottomettersi ad essa laddove la incontra. Coscienza è capacità di verità e obbedienza nei confronti della verità, che si mostra all’uomo che cerca col cuore aperto. Il cammino delle conversioni di Newman è un cammino della coscienza – un cammino non della soggettività che si afferma, ma, proprio al contrario, dell’obbedienza verso la verità che passo passo si apriva a lui.

    La sua terza conversione, quella al Cattolicesimo, esigeva da lui di abbandonare quasi tutto ciò che gli era caro e prezioso: i suoi averi e la sua professione, il suo grado accademico, i legami familiari e molti amici. La rinuncia che l’obbedienza verso la verità, la sua coscienza, gli chiedeva, andava ancora oltre. Newman era sempre stato consapevole di avere una missione per l’Inghilterra. Ma nella teologia cattolica del suo tempo, la sua voce a stento poteva essere udita. Era troppo aliena rispetto alla forma dominante del pensiero teologico e anche della pietà.

    Nel gennaio del 1863 scrisse nel suo diario queste frasi sconvolgenti: “Come protestante, la mia religione mi sembrava misera, non però la mia vita. E ora, da cattolico, la mia vita è misera, non però la mia religione”. Non era ancora arrivata l’ora della sua efficacia. Nell’umiltà e nel buio dell’obbedienza, egli dovette aspettare fino a che il suo messaggio fosse utilizzato e compreso.

    Per poter asserire l’identità tra il concetto che Newman aveva della coscienza e la moderna comprensione soggettiva della coscienza, si ama far riferimento alla sua parola secondo cui egli – nel caso avesse dovuto fare un brindisi – avrebbe brindato prima alla coscienza e poi al Papa. Ma in questa affermazione, “coscienza” non significa l’ultima obbligatorietà dell’intuizione soggettiva. È espressione dell’accessibilità e della forza vincolante della verità: in ciò si fonda il suo primato. Al Papa può essere dedicato il secondo brindisi, perché è compito suo esigere l’obbedienza nei confronti della verità.”

    (Benedetto XVI, Discorso alla Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi, 20 dicembre 2010)

  7. GRAZIE! grazie infinitamente per aver pubblicato uno dei miei grandissimi amori, John Henry Newman e il suo “Biglietto speech”. E’ incredibile che più di 100 anni fa un uomo abbia capito non solo la sua epoca, ma con grande anticipo tutto il tempo moderno. In un passo successivo dello stesso biglietto, scrive :
    “Finora si pensava che bastasse la religione con le sue sanzioni soprannaturali ad assicurare alla nostra popolazione la legge e l’ordine; ora filosofi e politici tendono a risolvere questo problema senza l’aiuto del cristianesimo. Al posto dell’autorità e dell’insegnamento della Chiesa, essi sostengono innanzitutto un’educazione totalmente secolarizzata, intesa a far capire ad ogni individuo che essere ordinato, laborioso e sobrio torna a suo personale vantaggio. Poi si forniscono i grandi principi che devono sostituire la religione e che le masse così educate dovrebbero seguire, le verità etiche fondamentali nel loro senso più ampio, la giustizia, la benevolenza, l’onestà, ecc; l’esperienza acquisita; e quelle leggi naturali che esistono e agiscono spontaneamente nella società e nelle cose sociali, sia fisiche che psicologiche, ad esempio, nel governo, nel commercio, nella finanza, nel campo sanitario e nei rapporti tra le Nazioni. Quanto alla religione, essa è un lusso privato, che uno può permettersi, se vuole, ma che ovviamente deve pagare, e che non può né imporre agli altri né infastidirli praticandola lui stesso.”

    E’ proprio così! la fede oggi è un lusso che se ti vuoi permettere, pagherai molto caro. Non solo perchè te la devi tenere ben nascosta tra le mura di casa tua, ma anche perchè non puoi farne pubblicamente il metro di giudizio della realtà. C’è ma non c’entra, non ha valore se non per la tua interiorità, e se non ti adegui al pensiero mondano sei un pericolo sociale.

  8. Alessandro

    @Erika

    se leggi con attenzione il documento che hai linkato, vedi che Vicka e Mirjana (due delle veggenti) non propugnano (né dicono che la Madonna propugni) il sincretismo, l’equivalenza delle religioni.

    Si vedano questi passaggi

    “In tale prospettiva, religione indica le persone, ‘gli uomini di religione’, come si dice nei paesi dell’Est, e non le dottrine, le confessioni o le istituzioni religiose. Il seguito immediato dell’affermazione di Mirjana lo conferma:

    – “Voi non siete cristiani se non li rispettate. Spesso le persone si burlano degli altri”.

    Non rispettare ‘le altre religioni’, è burlarsi delle persone che le praticano. Si tratta quindi delle persone e non delle religioni, né della verità.”

    “Per Vicka, dire che le religioni sono uguali davanti a Dio, significa che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio…

    “R. Laurentin: – Chi ti aveva proposto la domanda: Tutte le religioni sono buone (dobre)?

    Vicka: — Qualcuno mi chiese di farla, ma non mi ricordo chi.

    R.L.: – I teologi vedono nella risposta un grave errore. Gesù Cristo è uguale o simile a Maometto o a Budda? E quelle religioni danno la salvezza che è in Gesù Cristo?

    Vicka (per la quale i riferimenti a Maometto o a Budda sono arabo) risponde cercando di star fuori da quella nebbia:
    – Se mi avessero chiesto spiegazioni subito, sarebbe stato più chiaro. Dopo moti anni, non oso interpretare di mia iniziativa. Lo lascio fare ai teologi. Pregherò perché siano illuminati. La Vergine mi ha detto che «tutte le religioni sono uguali davanti a Dio», cioè che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio e che non è Dio che fa le divisioni, ma gli uomini.

    Insisto perché chiarisca, ed essa aggiunge:
    – Noi siamo tutti uguali davanti a Dio, senza tener conto della religione o della nazione alla quale apparteniamo. Rispettiamoci a vicenda!

    In altre parole, religione e nazione (che dividono profondamente la Federazione jugoslava) non
    devono essere un ostacolo per il rispetto delle persone”.

    1. Invece a lei consiglierei (della serie « Per conoscere la bestia…»):
      Vittorio Messori & Michele Brambilla, Qualche ragione per credere. Un catechismo postomoderno, Edizioni Ares, prezzo di copertina € 13.00 (ma sconto 10% se acquistato online)

  9. Io sono cattolica “poco praticante” e sono sposata con un ateo che sono sicura sia più santo di me.
    è mia convinzione personale che non importa a quale religione tu appartenga, ciò che conta è il tuo cuore e le tue azioni.
    Forse che un ateo o un musulmano che in vita loro hanno sempre fatto del bene, amato e aiutato tutti, non andranno in paradiso perchè non credono nel nostro stesso Dio?
    Non posso credere che sia così.

  10. Roberto

    “Non c’è nessun giusto presso Dio.”

    Se lo stato di ignoranza (nella Fede) dell’ateo o del musulmano è uno stato di ignoranza che può essere vinto (non invincibile) ahimé, non c’è speranza di salvezza. Ciò non esclude affatto che se la morte colpisce mentre l’ateo o il musulmano stanno con desiderio e sincerità di cuore sforzandosi con ogni mezzo che hanno a disposizione di cercare la Verità che è Dio per fare al meglio la Sua Volontà, possano essere salvati (battesimo di desiderio). Ma tale ricerca, se è sincera (e libera), deve per forza di cose condurre prima o poi alla conversione alla Fede cattolica, perché Dio non viene mai meno alle Sue promesse. Chi non si impegna, da una parte, a suscitare questo movimento interiore e, dall’altra, ad accordarsi ad esso (perché è pur sempre in primo luogo Grazia di Dio) è in grave pericolo.

    Inoltre, se si è “staccati dal tralcio vivo” non è possibile compiere opere buone in senso sovrannaturale, ma solo naturale – servono a suscitare la conversione, o “avere dei ritorni” in questa vita e non in quella eterna.

    «Anche se un angelo del cielo vi annuncia un vangelo diverso, sia anatema» (Gal 1,8); non potrebbe trattarsi di un angelo di Dio.
    Che bello, è proprio la frase a cui avevo pensato quando ho letto Erika stamani. Per me son soddisfazioni 🙂

    PS: a me risulta che a Giovanna d’Arco fosse stato quasi subito riconosciuta la giustezza del proprio operare e l’iniquità del giudizio di cui fu vittima.

    1. Il 7 luglio 1456, circa 25 anni dopo la morte di Giovanna, il Processo di Nullità aperto sotto l’autorità del Papa Callisto III si conclude con una solenne sentenza che dichiara nulla la condanna. Questo lungo processo, che raccolse le deposizioni dei testimoni e i giudizi di molti teologi, tutti favorevoli a Giovanna, mette in luce la sua innocenza e la perfetta fedeltà alla Chiesa (meditazione di Benedetto XVI su Giovanna d’Arco in occasione dell’udienza generale del 26 gennaio 2011)
      http://www.centroculturaleancona.it/?p=851

    2. lidiafederica

      ciao Roberto, premessa: ti leggo sempre con attenzione perché 1) scrivi benissimo e chiaro, 2) scrivi cose molto interessanti, anche se spesso mi irritano (ma è la sensibilità che è proprio diversa, direi) 3) mi stai simpatico (ma questo è irrilevante 🙂 ).
      perciò mi spiace scrivere sempre per dire che nn sono d’accordo, ma sai, quando sono d’accordo semplicemente sto zitta.
      “non c’è speranza di salvezza” direi che è un po’ temerario come giudizio, come ben sai non ci si può pronunciare sulla dannazione (nemmeno di Giuda! ed è tutto dire)…però magari ho interpretato male quello che dici.
      Comunque, AngeloXL (ciao AngeloXL!) ha postato su il messaggio originale, sono curiosa di sentire il tuo commento!
      un saluto
      Lidia

  11. Erika

    Non so…alcune cose mi lasciano preplessa.
    Ad esempio, capisco che oggi è molto difficile essere cattolici praticanti e non essere guardati in modo strano, ma…da qui a parlare di persecuzione, perdonatemi, ce ne passa.
    Ci sono, purtroppo, zone del mondo in cui i cristiani sono perseguitati, ma non direi che questo accade in Europa, a meno che non vogliamo chiamare persecuzioni le divergenze di opinione.
    Per un omosessuale, ad esempio, essere chiamato pervertito è una forma di violenza, mentre per un cristiano dirgli che è un pervertito è né più né meno che dirgli la verità.
    Il vero rispetto non è mai una strada facile.

    1. G

      Non saprei… E’ vero che in Italia vere e proprie persecuzioni fisiche non ce ne sono, grazie a Dio, ma le parole non è vero che non facciano male; per me è molto difficile dimenticare certe risatine o certe insinuazioni che mi sono state fatte sul luogo di lavoro perchè cattolica; mica lo sbandieravo, ma se si partecipa alla vita comunitaria (tipo andare a Messa la domenica) poi viene fuori in qualche modo, nei discorsi tra colleghi; tipo “‘che hai fatto domenica?” “Ah sono andata a Messa”.. per me una cosa normalissima, ma per qualcun altro no.. Non le definirei proprio divergenze di opinione, ma una specie di violenza nei miei confronti.

    2. vale

      anche per erika,
      qui non è questione di opinioni o carità o “volemose bbene(con 2b),ma,sulla storia dei “pervertiti”(Di tutti i generi):
      scusate,capisco che oramai,visto l’andazzo, non si legga più neppure nelle chiese-e parlarne,poi,- ma S.Paolo ai Romani 1,24-32?

  12. Erika

    @g. è esattamente quello che dico anch’io. Deridere una persona per la sua fede è un comportamento odioso, e auspico che diventi anche socialmente riprovevole.
    Ma vogliamo che sia considerata una persecuzione? Perché in tal caso diventerebbe illegale, ma allora diventerebbe illegale anche dire che si prova disgusto a vedere due donne (o due uomini) che si baciano.

    1. Alessandro

      A mio avviso la denigrazione irridente, anche quando non assuma rilevanza penale, può configurarsi come una forma di persecuzione. “Persecuzione” può significare (cito dal vocabolario Treccani) “insieme di atti ostili volti a danneggiare una persona o un gruppo di persone”.

      Posto il link a un articolo che racconta un accadimento che a mio avviso rappresenta una persecuzione (“insieme di atti ostili volti a danneggiare una persona o un gruppo di persone”) nei confronti dei cristiani:

      http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/stati-uniti-united-states-estados-unidos-13323/

    2. G

      A proposito dell’affermazione di Giovanardi, credo che abbia risposto intelligentemente Vittorio Sgarbi qualche settimana fa al Chiambretti Night. Purtroppo non riesco a trovare il video, ma una volta tanto condivido cio’ che ha detto il ferrarese.

  13. Buon giorno Ragazzi, ho scoperto che una mia amica fa la catechista, e anche se non metto piede in chiesa da tanto tempo ( esclusi battesimi, comunioni, matrimoni e funerali ), non l’ho guardata come un’aliena, nè lei mi ha fatta sentire in imbarazzo. Scusatemi, ma provo molto rispetto anche per le religioni altrui, come spero ne abbiano loro nei confronti della nostra. Trovo che sia più una questione di imparare a convivere, non ledere l’altrui libertà di pensiero se questo non fa del male al nostro modo di vivere la fede.
    Una mia compagna di accademia era islamica ed una persona dolcissima, che spesso si intratteneva a parlare con una sorella che seguiva i corsi con noi, cercando i punti in comune.

  14. nonpuoiessereserio

    Gentilissimo sig. Admin
    In questi giorni ho qualche problema a commentare, mi chiede e richiede il login, ma dove? I dati che vedo sotto lo spazio dei commenti sono sempre i soliti e compaiono correttamente. Boh? Succede soprattutto con il mio motorola ma anche con il pc.

    1. admin

      Sì Luigi ci sono dei problemi legati al cambio di alcune impostazioni di base di WordPress (approfitto quindi per informare tutti):

      Chiunque abbia un account WordPress se desidera commentare fornendo la mail che ha usato nella registrazione dell’account deve necessariamente effettuare il login.
      er chi non vuole, non può o non ricorda il proprio account WordPress può commentare fornendo un’altra mail come ha fatto Giuliana Z. (e infatti è sparita la pecora con la veletta).
      C’è un’altra possibilità commentare importando il proprio account Facebook o Twitter (in basso a destra la finestra di commento) ma bisogna condividere con WordPress le informazioni personali contenute su FB o Twitter
      Per chi non ha account WordPress non cambia niente.

      1. nonpuoiessereserio

        una scappatoia esiste cliccando mi piace (in fondo al post) e poi si può commentare liberamente. Solo che devi sempre mettere mi piace (ma i vostri post sono sempre belli).

        1. admin

          ma non è una scappatoia e che quando clicchi LIKE ti chiede il login, e una volta fatto non c’è più il problema

          1. nonpuoiessereserio

            Il problema è che io non avevo capito dove fare il login, ora ho capito che bisogna cliccare sull’inconcina sotto lo spazio dei commenti.

  15. Erika

    @Alessandro: l’esempio che fai mi fa pensare a una serie televisiva di pessimo gusto, che in effetti sarebbe intollerabile, ad esempio, in molti paesi musulmani (ma spero non sia ad essi che ci ispiriamo…).
    Però continuo a pensare che parlare di persecuzione, in generale, sia un po’ azzardato…
    In fin dei conti gran parte dei nostri governanti, di tutti gli schieramenti, si professano cattolici.
    Io vivo nella “rossa” Emilia Romagna e al lavoro con me ci sono una maggioranza di credenti “tiepidi”, cioè che vanno a Messa la domenica e nulla più, una manciata di atei dichiarati e un’altra manciata di persone dalla fede cristiana molto profonda, e grazie al cielo nessuno si è mai sentito perseguitato.

    1. vale

      beh,siccome la rossa emilia romagna sia per lavoro che per diletto la frequento da sempre,definire cattolici quelli che individui te,mi sembra quantomeno improprio.forse deisti attaccati ad una tradizione del luogo…..(a parte le minoranze,visto che di “cattolici”in Italia ne sarebbero rimasti un 25% a stare larghi….
      se no si è cattolici come quelli svizzeri -preti in primis- che si rifiutano-ma il voto d’obbedienza che fine a fatto?- di leggere la lettera del Vescovo di Coira-che per di più ha uno statuto speciale,relativamente alla nomina, che ribadisce i punti della dottrinaCattolica.non della dottrina fai da te….

      1. G

        Non è che mi senta una perseguitata o che senta un pericolo reale per la mia persona; semplicemente dico che le parole di denigrazione non sono da sottovalutare, come dice Alessandro, perchè si puo’ferire di spada, ma anche di lingua.

      2. 61Angeloextralarge

        Vale: che io sappia i sacerdoti non emettono i Voti di povertà, castità ed obbedienza. Solo i religiosi e le religiose li emettono, ma dovrebbe essere implicito il “viverli”. Conosco sacerdoti diocesani che però li hanno fatti.
        Qualche anno da, durante un Convegno Diocesano, il mio vescovo ha detto più o meno questo: “Ringrazio il Signore per i sacerdoti di questa diocesi e dovreste farlo anche voi, perché se uno dei parroci domattina mi venisse a dire che non vuole più stare nella parrocchia dove si trova oggi, io devo lasciarlo andare; non posso costringerlo”.

        1. vale

          da wiki:
          (per non andare a riportare qualcosa di men che meno accessibile):
          Precisa il Codice di diritto canonico:

          « I Vescovi, che per divina istituzione sono successori degli apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perché siano anch’essi maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo »
          (Can. 375)

          Secondo questo testo, e secondo le linee comuni della teologia, il ministero o servizio del vescovo si sviluppa lungo tre direttrici, partendo dalle tre caratteristiche di Cristo (regalità, profezia, sacerdozio):

          Dimensione regale (governare, cioè servire): il vescovo è il responsabile dell’attività pastorale della comunità diocesana, il primo dei servitori del popolo di Dio e quindi del regno di Dio.
          Dimensione profetica (insegnare): il vescovo è il maestro nella fede del popolo di Dio a lui affidato, ha la funzione di insegnare con autorità la dottrina rivelata da Dio.
          Dimensione sacerdotale (santificare): presiedendo la celebrazione dei sacramenti, è strumento di Dio per la santificazione del suo popolo. È suo compito e responsabilità amministrare il sacramento dell’Ordine sacro per la consacrazione di diaconi, presbiteri, vescovi.

          ora si potrà eccepire ad un sacco di cose, ma non che ,quando un vescovo richiama la dottrina cattolica -secondo quanto promulgato dalla chiesa-possa essere messo in discussione e perfino ignorato o sbeffeggiato da un semplice prete.o da un insieme di preti adducendo che la prassi è divenuta altra( ma che vuol dire,poi?)e trincerandosi sempre dietro la storia della carità e della misericordia(citate in modo improprio)
          anch’io, in quanto battezzato-ed indegnamente- sono sacerdote,profeta e re.
          ma non ci penso neppure,salvo enormità evidenti, a mettere in discussione i richiami alla dottrina di un vescovo. soprattutto se è il mio vescovo…

          1. vale

            aggiungo:
            PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI

            NOTA ESPLICATIVA

            VIII. Elementi per configurare l’ambito di responsabilità canonica del Vescovo diocesano nei riguardi dei presbiteri incardinati nella propria diocesi e che esercitano nella medesima il loro ministero[1]

            II. Natura del rapporto di subordinazione tra il presbitero e il Vescovo diocesano

            Il rapporto tra Vescovo diocesano e presbiteri, scaturito dall’ordinazione e dall’incardinazione, non può essere paragonato alla subordinazione che esiste nell’ambito della società civile nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratore dipendente.

            Il legame di subordinazione del presbitero al Vescovo diocesano esiste in base al sacramento dell’Ordine e all’incardinazione in diocesi e non solo per il dovere di obbedienza richiesto, peraltro, ai chierici in genere verso il proprio Ordinario (cfr. can. 273),[6] o per quello di vigilanza da parte del Vescovo (cfr. can. 384).[7]

            Tuttavia tale vincolo di subordinazione tra i presbiteri e il Vescovo è limitato all’ambito dell’esercizio del ministero proprio che i presbiteri devono svolgere in comunione gerarchica con il proprio Vescovo. Il presbitero diocesano, però, non è un mero esecutore passivo degli ordini ricevuti dal Vescovo. Egli infatti gode di una legittima iniziativa e di una giusta autonomia.

            Il Vescovo, da parte sua, deve vigilare perché il presbitero sia fedele nell’espletamento dei propri doveri ministeriali (cfr. cann. 384 e 392).[12] Un particolare momento di verifica da parte del Vescovo è rappresentato dalla visita pastorale (cfr. cann. 396-397).[13]
            III. Ambito di subordinazione gerarchica tra presbiteri e Vescovo diocesano

            Il vincolo di subordinazione canonica del presbitero con il proprio Vescovo è limitato all’ambito dell’esercizio del ministero e quindi agli atti ad esso direttamente connessi, nonché ai doveri generali dello stato clericale

  16. “Anche i non cattolici sono creature fatte ad immagine di Dio e destinate a raggiungere un giorno la salvezza se vivono seguendo rettamente la voce della propria coscienza. La salvezza e’ offerta a tutti, senza eccezioni. Si dannano solo coloro che rifiutano deliberatamente Dio.”
    Queste parole son sono chiare?

    1. Alessandro

      Il Catechismo (nn. 1033ss) insegna che va all’INFERNO chi:
      muore “in peccato MORTALE senza essersene PENTITO e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio”
      “sino alla fine della vita rifiuta di credere e di CONVERTIRSI”.
      Andare all’inferno “è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste SINO ALLA FINE”

      Inoltre:
      “1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia.
      Se non è riscattato dal PENTIMENTO e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili.”
      In sintesi: va all’inferno chi muore in peccato MORTALE, cioè chi persiste FINO ALLA FINE in peccato mortale SENZA PENTIMENTO (SENZA CONVERSIONE)
      Che è il PECCATO MORTALE (morendo nel quale si precipita all’inferno)?. S’è accennato che è “una avversione volontaria a Dio”.

      Inoltre

      “1857 Perché un peccato sia MORTALE si richiede che concorrano TRE condizioni: « È peccato mortale quello che ha per oggetto una MATERIA GRAVE e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso ». (Giovanni Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 17).

      E qual è la MATERIA GRAVE?
      “1858 La materia grave è precisata dai dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: « Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre » (Mc 10,19)”

      Che significa che il peccato è MORTALE se e soltanto se “viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso”?
      “1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso con piena consapevolezza e pieno consenso. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell’atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perché sia una scelta personale. L’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono”

      Si badi che è difficilissimo per un uomo sapere se 1) Tizio, che sembra essere in stato di peccato mortale, lo sia veramente; 2) Tizio, che sembra essere morto in stato di peccato mortale, non si sia in qualche modo pentito, scampando così dalla dannazione.

      Perciò il Catechismo al n. 1861 precisa che “anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio”.

      1. “sino alla fine della vita rifiuta di credere e di CONVERTIRSI”.
        Allora la veggente ha detto giusto:
        “Anche i non cattolici sono creature fatte ad immagine di Dio e destinate a raggiungere un giorno la salvezza se vivono seguendo rettamente la voce della propria coscienza. La salvezza e’ offerta a tutti, senza eccezioni. Si dannano solo coloro che rifiutano deliberatamente Dio.”
        Tanto rumore per nulla!!!

        1. 61Angeloextralarge

          Alvise: la veggente non ha detto giusto! Nel senso che lei ha semplicemente riferito un messaggio avuto dalla Madonna, quindi è la Madonna che ha detto giusto. 😉

  17. MOLTO IMPORTANTE (dal punto di vista teologico)
    “Secondo la teologia più classica, la Chiesa cattolica possiede la pienezza dei mezzi di salvezza, ma la grazia
    non è circoscritta entro i confini della Chiesa.”

    1. Alessandro

      Confronta la Dominus Iesus (CDF, 2000)

      “Per coloro i quali NON sono formalmente e visibilmente membri della Chiesa, « la salvezza di Cristo è accessibile in virtù di una grazia che, pur avendo una misteriosa relazione con la Chiesa, non li introduce formalmente in essa, ma li illumina in modo adeguato alla loro situazione interiore e ambientale. Questa grazia proviene da Cristo, è frutto del suo sacrificio ed è comunicata dallo Spirito Santo ». [Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 10] Essa ha un rapporto con la Chiesa, la quale «trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il disegno di Dio Padre». [Conc. Vaticano II, Decr. Ad gentes, n. 2]

      21. Circa il MODO in cui la grazia salvifica di Dio, che è sempre donata per mezzo di Cristo nello Spirito ed ha un MISTERIOSO rapporto con la Chiesa, arriva ai singoli NON cristiani, il Concilio Vaticano II si limitò ad affermare che Dio la dona «attraverso vie a lui note». [Conc. Vaticano II, Decr. Ad gentes, n. 7.]

      La teologia sta cercando di approfondire questo argomento. Tale lavoro teologico va incoraggiato, perché è senza dubbio utile alla crescita della comprensione dei disegni salvifici di Dio e delle vie della loro realizzazione. Tuttavia, da quanto fin qui è stato ricordato sulla mediazione di Gesù Cristo e sulla «relazione singolare e unica» [Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 18] che la Chiesa ha con il Regno di Dio tra gli uomini, che in sostanza è il Regno di Cristo salvatore universale, è chiaro che sarebbe CONTRARIO alla fede cattolica considerare la Chiesa come una via di salvezza accanto a quelle costituite dalle altre religioni, le quali sarebbero complementari alla Chiesa, anzi sostanzialmente equivalenti ad essa, pur se convergenti con questa verso il Regno di Dio escatologico.”

  18. Fk

    A mio avviso, per quanto concerne Medjugorie, è bene avere un atteggiamento legato ai passi della Chiesa. Per quanto vi sia stato due volte e ami quel posto io preferirei dire: “La Madonna ha detto, secondo quanto raccontano i veggenti,…” Piuttosto che dire semplicemente: “La Madonna ha detto…” Credo che sia più rispettoso nei confronti della Chiesa che ancora non si è pronunciata. Del resto anche tutte le tribolazioni di P. Pio, da quello che ho potuto leggere, nascevano da un certo fanatismo e devozionismo (che niente o poco hanno a che fare con la fede) che lo circondavano e che hanno frenato il cammino della Chiesa (necessario) nel riconoscerne l’autenticità e quindi la santità…

    Inoltre, continuando nella mia opera di sciacallaggio, voglio chiedere ad admin se è possibile avere in seguito il testo dell’incontro di stasera alla Vallicella il quale mi intriga non poco… abitando ad un paio di centinaia di Km da Roma mi rimane un po’ scomodo 😉

    1. admin

      credo (mi informerò) che le registrazioni dei Cinque Passi saranno presto disponibili online. Ti farò sapere.

        1. admin

          le registrazioni degli incontri dei Cinque Passi si possono scaricare QUI. I file degli incontri di quest’anno (compreso quello sui sensi di colpa) saranno però disponibili dal 26 maggio giorno di San Filippo Neri

          1. Filippo Maria

            Admin, grazie anche da parte mia! Questa storia dei Cinque Passi è veramente interessante… e poi si tengono nella Basilica del mio Santo Patrono! Ogni volta che mi capita di venire a Roma, beh una capatina sulla tomba di San Filippo Neri ce la faccio scappare sempre…

    2. 61Angeloextralarge

      Fk: sono d’accordo. Personalmente credo in Medjugorje e quindi il mio linguaggio risente di questo, ma solo se so che dall’altra parte ritrovo la stessa mia opinione. Ho dato per scontato che altri in questo blog la pensano come me. Non sono una di quelle che ne parlano ogni due minuti e spesso “metto i paletti” ad alcune situazioni che secondo me sono esagerate. Anche io amo quel posto! Ringrazio il Signore perché qualche anno fa ha finalmente staccato il mio cordone ombelicale da quella terra. non sento il desiderio di tornarci, non lo sento più, il che non vuol dire che non ci tornerò. Medjugorje, secondo me, deve servire per aiutarci a vivere un po’ meglio il nostro quotidiano, cioè il nostro stare al di qua dell’Adriatico. Là dovremmo ricaricare le pile spirituali, tutto qui.
      Ho letto proprio oggi in un quotidiano marchigiano della polemica tra Paolo Brosio e l’Arcivescovo di Loreto e la cosa mi è molto dispiaciuta. Paolo Brosio, in buona fede per carità, con il suo atteggiamento polemico nei confronti dell’Arcivescovo, ha dato e sta dando una bella botta nei denti a Medjugorje. non sono pochi i vescovi ed i sacerdoti che si irrigidiscono nei confronti di Medjugorje proprio a causa degli atteggiamenti di alcuni medjugorjani.

      1. Fk

        AngeloXL non è importante se ci credi tu a Medjugorje, non è importante se ci credo io… è dei vitale importanza se ci crede la Chiesa! Su questo come su tante altre cose… sennò ricadiamo sempre nella maledetta trappola del relativismo! O no?
        Poi per quando riguarda i (presunti) messaggi della Gospa, in attesa del giudizio della Chiesa, sarebbe interessante provare a viverli quei messaggi, questo sì che sarebbe interessante!
        Ad esempio conosco diversi “fanatici” di Mj che si stracciano le vesti di fronte alla perplessità di alcuni vescovi e sacerdoti e non si fanno remora di giudicare senza appello questi pastori della Chiesa; dall’altra parte, nei (presunti) messaggi non c’è critica alcuna nei confronti della Chiesa gerarchica… anzi sono ripetutamente insistenti gli inviti a pregare per i Pastori, sbaglio?
        E poi, con un pizzico di polemica, quei medjogoriani di cui sopra sono tutti ben pasciuti (senza offesa per nessuno) che se facessero un po’ di digiuno gli farebbe anche bene!

        1. 61Angeloextralarge

          Fk: la penso esattamente come te.
          Il mio commento delle 18,11 era per spiegarti come mai in questo blog ho scritto: “la Madonna ha detto”. E se ci penso meglio, credo che continuerò a farlo perché non sono l’unica lasciarsi “prendere la mano”, qui dentro, e parlare con tranquillità di Medjugorje, compreso il Genio Cosmico che non dice: “I veggenti dicono che la Madonna ha detto”, ma “la Madonna a Medjugorje ha detto”, tra l’altro in nell’intervista fattale da Camillo Langone che è stata ri-postata anche recentemente..
          Anche per me è importante se la Chiesa ci crede o meno: è la Chiesa che deve fare discernimento ed è giusto che lo faccia. Guarda che sono in sintonia con la Chiesa: la Chiesa ha detto di non avere fretta? Io nemmeno! Oltrettutto che non essendo peccato non credere alla apparizioni anche se ufficialmente riconosciute, non mi sento in peccato credere che Maria appaia veramente.
          Se la chiesa dirà: “L’apparizione mariana di Medjugorje non consta di soprannaturalità”, ci rimarrò male ma seguirò quello che la Chiesa deciderà di fare in merito.
          “quei medjugorjani di cui sopra” mi hanno tenuta lontano da Medjugorje per anni proprio perché “troppo” sopra le righe ed insistenti a parole. Qui ci sta bene ricordare che la stessa Gospa richiama a parlare di meno e fare i fatti, cioé testimoniare con la vita e non con i bla-bla-bla.

          1. 61Angeloextralarge

            N.B.: se “quei medjugorjani di cui sopra” amassero e pregassero per i Pastori ed i sacerdoti (i loro per primi) ci sarebbero meno Pastori e sacerdoti ai quali “viene il prurito” quando sentono parlare di Medjugorje. Concordo sul vivere i messaggi, soprattutto quelli dove ci raccomanda il digiuno, la preghiera, la Parola di Dio e l’amore ai Pastori.

  19. Alessandro

    Quanto al pronunciamento della Chiesa su Medjugorje, la situazione è questa:

    “Quanto al pronunciamento su Medjugorje, i lavori della commissione guidata da Ruini termineranno prima della fine del 2012. La commissione produrrà un documento, un parere riservato, che sarà preso in esame dalla Congregazione per la dottrina della fede. Si tratterà di un parere motivato e documentato – non di una decisione – che dopo il vaglio dell’ex Sant’Uffizio verrà sottoposto al Papa. Sarà Benedetto XVI a decidere il da farsi, e cioè se pubblicarlo, facendo pronunciare su Medjugorje il dicastero dottrinale, oppure se attendere ulteriormente, anche a motivo del fatto che il fenomeno delle apparizioni non è concluso.

    Appare però francamente difficile da immaginare che dopo aver nominato una commissione chiamata a esaminare il caso e a esprimersi, le sue conclusioni vengano tenute chiuse in un cassetto. Tanti devoti di Medjugorje, come pure molti di coloro che non credono all’autenticità di quelle apparizioni, attendono una parola della Chiesa a questo proposito.”

    http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/medjugorje-vatican-vaticano-13070

  20. Non mi sembra caritatevole (come minimo)da parte dei se-dicenti o se-pensanti cattolici piegare il senso del cristianesimo a uso privato, appropriandosi esclusivamente e indebitamente la Grazia. E poi che senso avrebbe, cristianamente, non farne partecipi tutti, anche se per vie misteriose?
    Quanto agli approfondimenti teologici in corso, parlerei di “escogitazioni” teologiche, piuttosto.
    Io sarò agnostico, forse, ma non grullo, e mi interessano molto queste questioni, sia sul piano filosofico che umano
    che della correttezza del discorso, e cioè con tutte le carte in tavola.

    1. Alessandro

      Grazia per tutti?
      No, Alvise. Troppo comodo. A tutti la Grazia: indipendentemente da come uno si comporta. L’inferno s’estinguerebbe (se tutti godono della Grazia, nessuno può dannarsi). E invece no. Ognuno (cattolico o non) è libero di peccare, fino a sciupare la Grazia, a estrometterLa da sé o ad impedire che Lo raggiunga.

      Uno è Dio, uno è Cristo, una è la Grazia (che scaturisce dalla Redenzione attuata dall’unico Cristo), una è la Chiesa di Cristo. Ecco perché la Grazia, anche quando opera al di fuori dei confini visibili della Chiesa Cattolica, non può non intrattenere una relazione (ancorché misteriosa) con la Chiesa Cattolica. Nessuna “appropriazione indebita”, dunque.

      1. Ma se non l’intrattenesse la relazione privilegiata con nessuno in particoalre, ma solo coi Giusti? A VOI che cosa ne verrebbe in meno, se foste Giusti, l’esclusiva?E agli altri che cosa in più che Dio non volesse?
        Questo tuo discorso sopra sembra un’enciclica senza virgolette.
        Ma, o citi un’enciclica, o dici cose comuni a tutti, come io credo che sia giusto.
        Solo chi scrive encicliche non dice cose comuni a tutti, proprio perchè conchiuse nell’enciclica.

        1. Alessandro

          Appartenere alla Chiesa Cattolica non conferisce esclusive, monopoli.

          La Dignitatis Humanae (documento del Vaticano II) dice “il sacro Concilio professa che Dio stesso ha fatto conoscere al genere umano la via attraverso la quale gli uomini, servendolo, possono in Cristo trovare salvezza e pervenire alla beatitudine. Questa unica vera religione crediamo che sussista nella Chiesa cattolica e apostolica”.

          E la Dominus Iesus (CDF, 2000) dice che “Se è vero che i seguaci delle altre religioni possono ricevere la grazia divina, è pure certo che oggettivamente si trovano in una situazione gravemente deficitaria se paragonata a quella di coloro che, nella Chiesa, hanno la pienezza dei mezzi salvifici.

          TUTTAVIA occorre ricordare « a tutti i figli della Chiesa che la loro particolare condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più SEVERAMENTE GIUDICATI ». (Vaticano II, Lumen gentium , 14)”

          Conviene citare tutto il n. 14 di Lumen gentium:

          “Il santo Concilio si rivolge quindi prima di tutto ai fedeli cattolici. Esso, basandosi sulla sacra Scrittura e sulla tradizione, insegna che questa Chiesa peregrinante è NECESSARIA alla salvezza. Solo il Cristo, infatti, presente in mezzo a noi nel suo corpo che è la Chiesa, è il mediatore e la via della salvezza; ora egli stesso, inculcando espressamente la necessità della fede e del battesimo (cfr. Gv 3,5), ha nello stesso tempo confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano per il battesimo come per una porta.

          Perciò NON possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare.

          Sono pienamente incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito di Cristo, accettano integralmente la sua organizzazione e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti, e che inoltre, grazie ai legami costituiti dalla professione di fede, dai sacramenti, dal governo ecclesiastico e dalla comunione, sono uniti, nell’assemblea visibile della Chiesa, con il Cristo che la dirige mediante il sommo Pontefice e i vescovi.

          NON si salva, però, anche se incorporato alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane sì in seno alla Chiesa col «corpo», ma non col «cuore».
          Si ricordino bene tutti i figli della Chiesa che la loro privilegiata condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; per cui, se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati [Lc 12,48: “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto”. Cf. Mt 5,19-20; 7,21-22; 25,41-46; Gc 2,14].

          I catecumeni che per impulso dello Spirito Santo desiderano ed espressamente vogliono essere incorporati alla Chiesa, vengono ad essa congiunti da questo stesso desiderio, e la madre Chiesa li avvolge come già suoi con il proprio amore e con le proprie cure.”

  21. Roberto

    Oh Lidia, ti leggo solo adesso. Bhe, mi fa piacere che ti sia simpatico 🙂 Anche ti mi sei simpatica e non ti preoccupare, che non mi offendo… per un disaccordo 😉

    Attenta: io non ho espresso alcuna forma di Giudizio particolare. Affermo che chi si mantiene al di fuori della Chiesa Cattolica pur avendo gli strumenti per potervi, a conclusione di un percorso più o meno periglioso, entrare (che è di tutti coloro che non si trovano in uno stato di ignoranza invincibile) si candidano per l’inferno. Ciò non significa che possa determinare chi sono costoro.

    A riguardo posso citare in breve i seguenti riferimenti:
    dal Catechismo Maggiore redatto da San Pio X:

    169 D. Può alcuno salvarsi fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana?
    R. No, fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana nessuno può salvarsi, come niuno poté salvarsi dal diluvio fuori dell’Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa.

    171 D. Ma chi si trovasse, senza sua colpa, fuori della Chiesa, potrebbe salvarsi?
    R. Chi, trovandosi senza sua colpa, ossia in buona fede, fuori della Chiesa, avesse rice­vuto il Battesimo, o ne avesse il desiderio al­meno implicito; cercasse inoltre sinceramente la verità e compisse la volontà di Dio come meglio può; benché separato dal corpo della Chiesa, sa­rebbe unito all’anima di lei e quindi in via di salute.

    Ovviamente, coloro che avrebbero gli strumenti per entrare nella Chiesa e non lo fanno perché “in soldoni” si dicono “Dio non c’è e se c’è non me ne importa.” oppure non hanno alcun desiderio di mettersi alla ricerca o mettere alla prova la Verità della propria Fede, per evitare guai, fastidi, sforzi penosi, e preferiscono vivere la propria vita in un modo tutto naturale, perché preferiscono restare attaccati alla propria volontà, peccano mortalmente di ateismo, agnosticismo, infedeltà o quant’altro.

    D’altra parte, come mi dice la mia “Somma di Teologia dogmatica” del Casali, dunque…

    – L’uomo che ha raggiunto il pieno uso di ragione e ha il peccato originale cancellato col Battesimo di acqua, o almeno con un atto di carità perfetta, che comprende il Battesimo di desiderio almeno implicito, purché non abbia altri peccati mortali si salva (come vedremo nel relativo trattato). Altrimenti va all’inferno. (pag 203)

    e

    – l’uomo può giungere al Battesimo di desiderio implicito. Per questo occorre un atto di fede e un atto di carità perfetta. L’atto di fede è indispensabile, perchè «senza la fede è impossibile piacere a Dio» (Eb. 11,6) e il minimo atto di fede per salvarsi a chi non ha avuto una conoscenza maggiore[sottolineerei questo punto – NdMe] è di credere che «Dio esiste e che rimunera» (ivi) col premio o col castigo. Non basta credere alla esistenza di Dio con un ragionamento filosofico che ci fa vedere dalle cose create l’esistenza di un Artefice, ma con un atto di fede basato sulla rivelazione di Dio. Tutti gli uomini, discendendo da Adamo, cui Dio si rivelò, conservano, sia pure con l’aggiunta di molti errori, la credenza in un Essere supremo. Quindi hanno la possibilità di fare questo atto di fede. Per l’atto di carità perfetta, basta un ragionamento presso a poco così: Tu sei il supremo Signore di ogni cosa, quindi tutto debbo a Te, dipendo da Te in tutto, perciò ti amo sopra ogni cosa e voglio fare tutto quello che Tu comandi. Siccome per salvarci, Dio ha comandato che ci battezziamo, in questo atto implicitamente è detto di voler ricevere il Battesimo. Se il pagano di buona volontà sapesse che Dio ha comandato il Battesimo, lo riceverebbe. (pag. 270)

    Il fatto è che i vecchi autori non si facevano alcun problemi a definire i casi nei quali “si va all’inferno”, dando per scontato che queste definizioni non venivano scambiate per un ardito Giudizio particolare. Capisco che oggi le cose siano cambiate (in peggio, a mio modo di vedere!) ma poiché la palestra in cui si è formata la mia spiritualità è questa, mi rendo conto che quel che scrivo può suscitare resistenze tra gli altri cattolici (con i quali difatti mi trovo con fatica… ma questa è un’altra storia).

    Dato che l’atto di Carità perfetto implica il desiderio ardente del cuore di conscere la Vera volontà di Dio e di adeguarsi a Essa, e che il Signore non fa mancare le grazie adeguate a corrispondere a tale desiderio, prima o poi, se c’è possibilità e libertà, la conversione alla Chiesa Cattolica ha da avvenire. Noi però non conosciamo i tempi e la morte può sempre giungere quando la conversione non si è ancora esplicitata pur essendovi l’operare della Grazia nel cuore di cui parla anche la Dominus Iesus.

    Spero di non aver reso la mia risposta troppo confusa!
    Buonanotte!

    1. lidia

      no è chiara….mmh…hai ragione. Voglio dire, è vero che evidentemente una certa definizione di cosa ci porta all’inferno la si deve fare, perché altrimenti si negherebbe l’inferno stesso, ed è ovviamente sbagliato.

      Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna [33].
      Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. (Lum Gen)

      cmq, quello che se ne evince è che dobbiamo sforzarci per evangelizzare.
      ci sono delle categorie di cattolici che mi danno fastidio, però cerco sempre di pensare che ci sono quelli che operano davvero in buona fede e retta coscienza e pazienza se non secondo la mia sensibilità. soprattutto io non mi ci vedo nella parte di quella perseguitata, o arroccata, o esposta ai pericoli del mondo: penso sempre che Gesù viene proprio lì con me, dove sia, al pub, al mare, in discoteca (se è una discoteca sana e non di quelle dove succede di tutto e di più, e lì ovviamente non ci vado). Io penso sempre che con Dio il mondo è molto, molto più bello, e quando non lo vediamo così il problema è solo nostro, non del mondo o di Dio
      beh, il discorso è lungo.
      B giornata!

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