Sarò breve

di Paolo Pugni

In un vecchio film della mia generazione, dove un pugno di attori allora giovani dava il meglio di sé in una vicenda più teatrale che cinematografica, Jeff Goldblum interpreta il ruolo di un giornalista, che ad un certo punto dispensa la regola d’oro della pubblicistica: “mai scrivere un pezzo più lungo della cag…. media di un americano” (absit iniuria verbis). Ho preso questo suggerimento molto sul serio specie nel momento in cui ho iniziato a scrivere blog, non perché pensi che quello sia il luogo ideale dove leggere i diari on line, ma perché fuor di metafora, credo che ormai nessuno sia più in grado di conquistare l’attenzione altrui per più di 3-4 minuti, specie sul web.

Capita invece di incrociare spesso post lunghi più di due videate, o di vedere comparire sulle proprie bacheche di FB risposte che argomentano il proprio dissenso, o consenso, con centinaia di righe, link, richiami, illudendosi che qualcuno si soffermi fino in fondo, mente aperta, sui ragionamenti, sempre che non siano vaneggiamenti.

Ora sarà un caso, ma forse no, ma il 98% di questi prolissi scrittori sono… donne.

Già perché il famoso detto che le donne hanno da usare circa 30.000 parole in più degli uomini ogni giorno, vale anche per lo scritto. O forse, dato che ormai gli uomini ascoltano meno, le signore si sfogano sul web scrivendo a dismisura.

L’uomo è sintetico per necessità, dicono gli esperti, perché più di un tema alla volta non riesce a gestire. E se parla, parla di una cosa sola alla volta. Il che, a ben vedere, non è un male. Anzi.  E detto questo qui chiudo, per non smentire l’assunto di partenza.

Porrò fine con una frase saggia della quale il nome dell’autore si perde nella mia memoria di ultracinquantenne: “Scusami: se avessi avuto più tempo ti avrei scritto una lettera più breve”.

Una cosa dell’autore la ricordo però: non era certamente una donna!

85 pensieri su “Sarò breve

  1. Mah! io vedo che sempre più il web si riempie di uomini grafomani! Questa della donna che parla (o scrive) troppo, mi pare un pregiudizio un po’ datato! Il problema è che proprio perchè l’uomo gestisce solo un tema per volta l’uomo prolisso risulta terribilmente noioso!
    Buona domenica 😉

  2. vero, l’uomo prolisso è pure noiosissimo. Ma donne che riescono a scrivere commenti più lunghi dei post, a volte anche il doppio, e affrontano insieme 28 temi… ce ne sono ovunque.
    Anche qui.
    Il che non è necessariamente una critica, ma una constatazione.
    Te poi Fefral (sì, detto alla milanese) té (pure accentato con la E larga) c’hai detto mille volte che hai un animo prevalentemente maschile e quindi non scrivi mai più di sei righe… ma non fai giurispridenza… 😉

    1. Fefral

      In effetti ho una parte maschile: quella vanesia e grafomane 😉
      Quando prevale l’emisfero femminile riesco a tacere, ascoltare, comprendere e accogliere 😉

  3. bytheway per far schiattare un po’ di invidia, breve cenno alla cena del blog di ieri sera a casa di ospiti squisiti e delicatissimi.
    Con estrema sensibilità e accoglienza, si sono messi sullo sfondo per far imperversare gli ospiti che non si sono fatti pregare a parlare senza fine di tutto, per conoscersi ed apprezzarsi di più.
    Incredibilmente ricchi e graditi, in ordine sparso, il menù, il vino, la biblioteca di casa, la compagnia.
    E la nebbia stava a guardare.
    Noi….. può.. e abbiamo potuto

  4. 61Angeloextralarge

    Carisimo Paolo, rientro tra le donne “prolisse” e ne sono anche fiera (orgogliaccio dell’ostrega!): non credo che la tua sia una critica ma un dato di fatto, però… tanto per mettere i puntini sulla i e senza voler polemizzare, credo che non dipenda tanto dall’essere donna o uomo. In questo blog ci sono anche “maschietti” che lasciano commenti lunghi e sinceramente non ci trovo nulla di male, perché leggendoli li trovo interessanti. Il problema, se così si può chiamare, non è la lunghezza ma la sostanza, se nel post e/o commento corto e/o lungo ci sono scritte stupidagini o cose sensate.
    Se si racconta una testimonianza il post e/o commento è per forza di cose un po’ più lungo: come fai a raccontare qualcosa con chiarezza a persone che conosci solo virtualmente? Se si tratta di copia-incolla di brani interessanti, come fai a “restringerli” senza rischiare di rovinarne il senso?
    Per quel che riguarda i 28 argomenti contemporanei credo che sia necessario guardare il risultato: se per seguirne troppi faccio casino o meno!
    Correggimi, correggetemi, se sbaglio!

    1. 61Angeloextralarge

      Ho dimenticato di scrivere questo (tanto per continuare ad essere prolissa…): il post di Roberto Sbrega, già commento di un post precedente?
      Interessantissimo! Anche se lungo!

  5. Alessandro

    Se le donne parlano e scrivono molto è merito/colpa del loro cervello, inteso proprio come encefalo. “Gli scienziati australiani hanno preso le misure di 21 cervelli – 10 uomini e 11 donne – conservati in laboratorio in seguito ad autopsie. Risultato? Le “regioni” del cervello responsabili del linguaggio (le cosiddette zone di “Broca” e di “Wernicke”), sono piu’ grandi del 20 per cento nelle donne. Gli autori dello studio definiscono “emozionante” l’ipotesi che ci possa essere un rapporto tra “il maggiore volume corticale dedicato alle funzioni linguistiche nelle donne e le superiori abilita’ di linguaggio, gia’ documentate, di queste ultime”. (così un articolo del Corriere del 1997)

    Altri studi dicono
    – che le donne parlano meno degli uomini ma in modo più competente e forbito
    – che parlano più degli uomini perché quando parlano liberano serotonina che migliora l’umore
    – che parlano meno ma comunicano meglio perché usano meglio i centri dell’emozione

    Non vi convince nessuna spiegazione? Neanche a me. Ma non so come aiutarvi. Sono solo un uomo, e ho già parlato troppo.

    1. 61Angeloextralarge

      A me questi studi, tutti gli studi, convincono sempre poco: basta che passano 10 anni, o anche meno, e c’è già pronto un altro studio che contraddice il precedente! Mi sembra il gioco dei bussolotti!!!!!

      1. 61Angeloextralarge

        Esempio (tanto per sorridere): tempo fa uno “studio” sulle donne al volante aveva convinto le assicuraioni inglesi a praticare prezzi speciali alle donne, perché sono più brave al volante e hanno meno incidenti automobilistici. Anche se sono una donna mi chiedo: “Ma le becco solo io quelle che non sanno guidare?”

      2. Alessandro

        Allora ti dico che anche a me ‘sti studi convincono poco

        e poi ti riferisco dell’ultimo studio dell’Università di Manchester, riportato dal quotidiano britannico Daily Mail. “I ricercatori hanno esaminato 56 studi riguardanti la comunicazione maschile e femminile e hanno scoperto che 24 ricerche hanno concluso che gli uomini parlano più delle donne contro solo due studi che dicono il contrario. In seguito gli scienziati hanno condotto un proprio studio, registrando 50 conversazioni di vari argomenti e chiedendo a un gruppo di volontari di completare una di queste discussioni con alcune parole cancellate dagli stessi ricercatori. Ebbene, le parole pronunciate dalle donne sono state più difficili da indovinare perché hanno usato un linguaggio più attento. Per esempio, quando si fanno dei complimenti gli uomini tendono a usare parole banali come “buono” o “bello”.” Insomma, le donne avrebbero un vocabolario più ricco.

        Al prossimo studio…

    2. a me questi studi convincono molto, soprattutto quelli che non partono da analisi comportamentali, ma dall’esame della struttura cerebrale.
      Anche perché, senza mai generalizzare, sono confermate dall’esperienza e da ciò che sociologia e antropologia dicono da anni.
      In modo anche brillante, come lo splendido spettacolo teatrale Caveman, o i libri sul tema.
      L’importante è scherzarci un po’ sopra con molta (auto)ironia per prendere sempre il meglio della vita, che non necessariamente è un Cynar.

      1. 61Angeloextralarge

        “L’importante è scherzarci un po’ sopra con molta (auto)ironia per prendere sempre il meglio della vita, che non necessariamente è un Cynar”: mi piace!

      2. Alessandro

        Paolo, non è che io prenda sottogamba questi studi, soltanto che, una volta prese sul serio le basi anatomo-fisiologiche-biologiche dei comportamenti, cerco sempre di ricordare a me stesso che l’uomo non prescinde da quelle ma c’ha (cià) molto altro.
        Quindi anch’io ci faccio ironia e (auto)ironia nell’atto stesso di prenderli sul serio.

        1. confermo: per fortuna siamo liberi. Chi sostiene meccanicismi comportamentali fa solo wannamarketing.
          Ciò detto così come l’uomo non ha le ali e non può volare, c’è una fisiologia che limita la nostra libertà….

  6. Erika

    Ai miei colleghi maschi (a parte uno) nessuno deve aver detto che possiedono questo estremo dono della sintesi…piu’ che uomini/donne io vedo una dicotomia tra politici/professori/giornalisti/avvocati e contadini/meccanici/idraulici/muratori…a favore di chi vi lascio indovinare 🙂

    1. Erika

      Il trofeo “bocca chiusa” ovviamente lo stravince il mio idraulico, che occupandosi della mia caldaia da tre anni, e’ riuscito a non rivolgermi mai la parola! 🙂

        1. Erika

          Per fortuna non ha mai dovuto cambiare un pezzo, quindi entra, grugnisce, pulisce la caldaia, grugnisce di nuovo, e se ne va.

            1. Alessandro

              Styae trascurando gli studi del dott. Geoffrey Beattie, secondo il quale “Gli uomini sono più propensi a parlare per il gusto di farlo quando sono impegnati in chiacchiere sociali, e lo fanno riciclando un linguaggio ritualistico e ridondante che non contiene nuove informazioni”.
              Insomma, l’idraulico al lavoro grugnisce perché non si sente coinvolto in una chiacchiera sociale e allora preferisce fare sciopero delle favella; ma provate a mettere l’idraulico a parlare della squadra del cuore e diventerà imprevedibilemnte loquace, tuttavia usando un linguaggio “ritualistico e rididndante”. Insomma, sempre le solite parole ripetute all’infinito (“esterni bassi, attaccare lo spazio, diagonale, pressing, importante, importante, intensità, spogliatoio…”)

          1. a me piace da matti il grande Trapattoni, specie quando cerca di grugnire in lingua straniera! del tipo ” dont sei cat if iu dont ev de cat in de sac!” …. magistrale!

  7. Alessandro

    Comunque Maria e Giuseppe facevano a gara a chi stava più in silenzio:

    Di maria sappiamo, su Giuseppe si può leggere questo

    “L’amato Papa Giovanni Paolo II, che era molto devoto di san Giuseppe, ci ha lasciato una mirabile meditazione a lui dedicata nell’Esortazione apostolica Redemptoris Custos, “Custode del Redentore”.
    Tra i molti aspetti che pone in luce, un accento particolare dedica al silenzio di san Giuseppe. Il suo è un silenzio permeato di contemplazione del mistero di Dio, in atteggiamento di totale disponibilità ai voleri divini. In altre parole, il silenzio di san Giuseppe non manifesta un vuoto interiore, ma, al contrario, la pienezza di fede che egli porta nel cuore, e che guida ogni suo pensiero ed ogni sua azione.
    Un silenzio grazie al quale Giuseppe, all’unisono con Maria, custodisce la Parola di Dio, conosciuta attraverso le Sacre Scritture, confrontandola continuamente con gli avvenimenti della vita di Gesù; un silenzio intessuto di preghiera costante, preghiera di benedizione del Signore, di adorazione della sua santa volontà e di affidamento senza riserve alla sua provvidenza. Non si esagera se si pensa che proprio dal “padre” Giuseppe Gesù abbia appreso – sul piano umano – quella robusta interiorità che è presupposto dell’autentica giustizia, la “giustizia superiore”, che Egli un giorno insegnerà ai suoi discepoli (cfr Mt 5,20).
    Lasciamoci “contagiare” dal silenzio di san Giuseppe! Ne abbiamo tanto bisogno, in un mondo spesso troppo rumoroso, che non favorisce il raccoglimento e l’ascolto della voce di Dio. In questo tempo di preparazione al Natale coltiviamo il raccoglimento interiore, per accogliere e custodire Gesù nella nostra vita”

    (Benedetto XVI, Angelus, 18 dicembre 2005)

  8. nonpuoiessereserio

    Paolo, sono d’accordo con te. Sto scrivendo mentre mi trovo nella stessa posizione della signorina nella foto, forse la mia brevità è dovuta all’istinto di non soffocare nei propri vapori tossici. In ogni caso io sono spesso eccessivamente sintetico nel senso che la mia scrematura mentale partorisce qualche parola chiave che spesso esclude l’interlocutore dal ragionamento che si nasconde dietro.

      1. nonpuoiessereserio

        Il motorola Giuly, il notebook potrebbe prendere dei virus in bagno. Le telefonate più pacate le faccio dalla tazza.

  9. Erika

    E comunque e’ universalmente noto che quando chiunque (uomo o donna) inizia un discorso in pubblico con l’incipit “Saro’ breve”, ci si puo’ tranquillamente disporre alla lettura integrale de “I Fratelli Karamazov”, sicuri di finirlo prima dell’applauso conclusivo…

    1. 61Angeloextralarge

      Questo mMe lo sono visto “tutto” (gli altri a stasera!), nonostante duri più di 3-4 minuti, Perché anche se sei un uomo, parli e parli coinvolgendo.
      Beh! Cosa dire? Ci sarebbe taaaanto da dire ma mi fermo a questo: “Caro Paolo, ma quello nel video sei tu o tuo fratello più giovane?”. Sai, l’immagine che hai messo nel blog non ti rende giustizia!

      N.B.: non fate i fetenti a fare battute fuori luogo!

    1. 61Angeloextralarge

      Visti! E inviato subito i link ad un amico in crisi perchè non riesce a capire le donne! Così ci sorride sopra. Adesso torno a curiosare sugli altri video…

  10. lidiafederica

    Sarò breve: io ho letto pochi suoi post, anche se, prima di iniziare a commentare, ho cercato di leggere quanti più post e commenti possibili, per farmi un’idea del blog. Ho notato sempre l’incisività dei suoi commenti, qualità senza dubbio positiva, unita, secondo me, ad una grande voglia di polemizzare, nonché alla visione dello scambio di opinioni inteso come “vinci l’avversario ad ogni costo”.
    Io credo che dipenda dalla struttura caratteriale maschile, più portata alla guerra che alla mediazione. Fermo restando che commenti brevi si leggono più facilmente, io preferisco leggere post lunghi che mirino ad arricchiare chi legge e chi scrive, e non a vincere una guerra d’opinioni.
    Però ovviamente questa rimane un’ opinione del tutto personale, e non un giudizio di merito, sia ben chiaro.

    1. Alessandro

      Ok, questo è il profilo di Paolo Pugni. E quello degli altri maschi? Alvise (filosofiazzero), il sottoscritto, paulbratter ecc. Adesso che ti sei lanciate nello stilare gli identikit c’hai (ciai) stuzzicato la curiosità… 🙂

    2. è vero sono competitivo, molto competitivo, e questo è molto maschile.
      Nego però di essere guidato dal vinci l’avversario ad ogni costo, anche se è ovvio ragionerò su questa segnalazione perché non si è mai buoni giudici di se stessi.
      Diciamo che mi si è abbassato molto il livello di pazienza per quelle che considero stupidate galattiche, fondate su luoghi comuni e non sulla ragione, della quale sono profondamente innamorato e che cerco di utilizzare e servire.
      Chiaro che la lotta è quotidiana.

      1. A dire il vero io ho trovato competitività molto più tra le donne che tra gli uomini. Soprattutto su temi importanti, come l’amore o il lavoro. Gli uomini fanno squadra molto più facilmente, difficilmente un’amicizia tra due uomini si rompe perchè si innamorano della stessa donna (mentre quante amicizie femminili saltano perchè due amiche sono interessate allo stesso uomo?) e seppure le rivendicazioni a chi ce l’ha più grosso sembrano più frequenti tra i maschi generalmente gli argomenti su cui i maschietti si fanno la guerra sono il fantacalcio o la collezione di fumetti. Invece le guerre tra donne sono molto più cattive, non si fanno prigionieri e spesso durano tutta la vita.
        Pugni, sicuro di non avere un animo femminile? 😉

  11. Faccio un commento da prete, e quindi moralista, vi avviso prima così se non vi va non lo leggete…
    Secondo me il fenomeno è amplificato dalla rete. Io credo che giochi molto la vanità. Ammettiamolo, tutti noi che scriviamo in rete siamo più o meno tentati dalla vanità di scrivere cose eleganti o interessanti o coinvolgenti o quel che volete voi… insomma scriviamo nel tentativo (più o meno disperato) di lasciare una traccia, che in questo mondo virtuale così vasto equivale pressappoco a scrivere messaggi in bottiglia, ma tant’è… in fondo la ventura o chissà una mano divina ci ha fatti naufragare su questa stessa isola e allora scriviamo con l’intento segreto di lasciare una traccia almeno sui nostri compagni di blog.
    Le donne, si sa, sono solitamente più vanitose dei maschi, da qui una certa verbosità, che è un po’ l’ansia di essersi spiegati perfettamente (ma di solito finisce con l’incasinare cose relativamente semplici) e un po’ il bisognio di dirsi, di farsi conoscere. Peraltro la vanità femminile è socialmente accettata, è considerata quasi una virtù o comunque un vezzo tollerabile, la vanità maschile invece di solito infastidisce e molto, ecco perché un uomo verboso è assai più fastidioso di una donna e lo notiamo di più.
    Per quanto mi riguarda faccio continui sforzi di sintesi, non perché non sia vanitoso (è uno dei miei due grandi demoni), ma perché la mia estetica mi porta ad apprezzare di più le sintesi folgoranti delle spiegazioni dettagliate. ça va sans dir raramente le mie sintesi sono davero folgoranti, per lo più sono inutilmente criptiche, ma mi consolo con il detto che dice che è meglio passare per idiota che aprendo bocca fugare ogni dubbio.

    1. Fefral

      Le donne sono più vanitose dei maschi fino ai 30 anni. Poi vanno di pari passo. Dopo i 40 c’è il sorpasso

      1. 61Angeloextralarge

        Non tutte! Non guardate mai “Uomini e donne over”? Mia madre mi tiene la tv su questa trasmissione per prenderle in giro… Sinceramente mi piacciono i vecchietti e le vecchiette simpatiche che hanno voglia di vivere, ma mi pare che il discorso in questa trasmissione sia un po’ diverso.

  12. Ragazzi sono tornata. Che dire, il mio ragazzo dice che il periodo più felice della sua vita è questo, quando causa raffreddore, la mia voce trasloca per una settimana. Lui dice che si tratta di una sorta di equilibrio cosmico per tutte le parole del resto dell’anno.

    Ps mia suocera è ancora viva.

  13. Per il sorpasso confermo…………..improvvisamente a 40 anni tutti i maschi delle coppie che conoscono i miei si sono buttati in palestra, fatti l’orecchino e strizzati in pantaloni improbabile.

          1. Grazie Paolo e Alessandro per la comprensione. Sono una Papera che non molla!
            Un bacio della buona notte a tutti, solo a Morfeo la dò vinta.
            Ci ” sentiamo ” domani!

  14. Cristina

    Prima tutto, scusatemi dell’italiano pieno di errori, farò del mio meglio, da buona straniera…

    Sono completamente d’accordo con il Sig. Pugni. Circa 15 gg fa avevo sritto un comento qui su la lunghezza dei post/commenti. Non tutti, nonostante il desiderio di seguire argomenti così interessanti, trovano tempo e -capacità di concentrazione- per seguire senza “perdere il filo” delle argomentazioni così lunghe.

    Poi, si rischia sempre di essere prolissi/ridondante e/o perdere il filo (l’autore questa volta).

    Infatti, uno dei (tanti) motivi per i qualli mi è piacciuto così tanto il libro di Costanza (e anche i suoi post sono così) è stato proprio questo: la capacità di esprimere in maniera chiara, piacevole e molto comprensibile delle idee e conceti profondìssimi e complessi. Brava Costanza! (ed è una donna!).

    1. Erika

      E’ Interessante anche quello che dice Don Fabio: quanto c’e’ di vanitoso in noi grafomani di Internet? Purtroppo devo ammettere che la vanita’ non e’ l’ultimo dei miei difetti… Pero’ una cosa che mi affascina di questo blog e’ che non e’autoreferenziale, non e’ il solito blog dell’IO ho detto, IO ho fatto ecc. Anche se qualche volta si cede alla tentazione della polemica o della frase a effetto, siamo tutti piu’ o meno disposti anche all’ascolto… 🙂

  15. Mario G.

    E bravo Paolo, con poche righe hai saputo scatenare un bel putiferio… Ed ancora non è finita.
    A presto!

    1. Alessandro

      “Ho fatto questa lettera più lunga solo perché non ho avuto tempo di farla più corta.” (Blaise PASCAL, Lettere Provinciali, XVI: “Je n’ai fait celle-ci plus longue que parce que je n’ai pas eu le loisir de la faire plus courte”)

  16. Grazie Paolo e Alessandro per la comprensione. Sono una Papera che non molla!
    Un bacio della buona notte a tutti, solo a Morfeo la dò vinta.
    Ci ” sentiamo ” domani!

    Ps scusate, ma con questo coso l’ho inserito troppo su l’ultimo commento di oggi!
    Ancora un bacio della buona notte a tutti!

  17. DaniCor

    ” insomma scriviamo nel tentativo (più o meno disperato) di lasciare una traccia, che in questo mondo virtuale così vasto equivale pressappoco a scrivere messaggi in bottiglia, ma tant’è… ”

    Mi piace tanto!

    Io confermo la regola: a volte parlo così tanto che quando smetto sento l’eco della mia voce! Tremenda!

  18. Pingback: …In attesa | TRENTAMENOUNO

        1. paulbratter

          infatti. A livello di tecnica comunicativa non è molto diverso dalla campagna dei baci di benetton: se non ho buoni maglioncini da vendere, vendo polemiche.

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