Come Maria

Pubblichiamo questo post proposto da  Salvatore Di Fazio (special guest)
di Salvatore Di Fazio

Questo post vuole essere una introduzione a quella che potrà essere una contemplazione della figura di Maria come sposa e madre.

L’interesse per Maria quale sposa e madre è nato a Medjugorje, dove ho avuto la grazia di poterLa conoscere (in parte ovviamente) e, in questo periodo di ferie, aiutato dal Trattato della vera devozione a Maria di Luigi-Maria Grignion De Montfort, cresce di giorno di giorno.

Maria, per essere una donna dello spettacolo, la donna principale della scena centrale per l’intera umanità passata e futura, si comporta in maniera non usuale.
Ella è rimasta nascosta ma è sempre presente: annuncio, nascita, primo miracolo, passione, morte e cenacolo (Non ho messo nell’elenco la resurrezione perchè già Lei sapeva che suo Figlio era risorto, lo sapeva per Fede, quindi non aveva bisogno di andare al sepolcro).

Sempre presente negli avvenimenti principali del cristianesimo e del cristiano!

L’Immensa fede, carità, speranza e umiltà di questa Donna non ha paragoni con nessun’altra creatura in questa terra ne nel cielo; solo la SS Trinità ha un Amore e un’Umiltà più grande di quelle di Maria.

Eppure Lei, che avrebbe potuto meglio di chiunque altro, esser portavoce in terra di suo Figlio non trova spazio nei vangeli, non una parola dopo il suo fiat e il magnificat;
Gesù che l’ama e la stima più di qualsiasi altra creatura, la chiama donna (Gv 2,4;19,26) per accrescerne l’umiltà.
Non trova neanche spazio nelle decisioni familiari (vorrei sapere quante donne oggi, cristiane o no, saprebbero far tanto!), queste sono prese da Giuseppe sotto ispirazione di Dio.

Maria è l’eccelso capolavoro dell’Altissimo, di cui si è riservato la conoscenza e la proprietà (Luigi-Maria Grignion De Montfort).

Maria è figlia/madre/moglie così perfetta da influire perfino su Dio stesso.

Una donna è stata scelta come scorciatoia, in cima alla scala (ricordiamo il sogno di Francesco), veloce e sicura per raggiungere la metà (Gesù).
Non si può capire e amare Gesù se non si ama e conosce Maria.
Maria l’ha messo al mondo la prima volta e lo farà risplendere la seconda.

I 30 anni di avvenimenti Medjugorjani lo dimostrano; a Dio piace manifestarsi e farsi conoscere tramite questa donna.

Ave maris stella,
Dei Mater alma
Atque semper virgo
Felix caeli porta
Sumens illud ave
Gabrielis ore
Funda nos in pace
Mutans Evae nomen

73 pensieri su “Come Maria

  1. Giuseppe

    Aggiungo solo due cose. Maria è la differenza cristiana: c’è qualche altra religione in cui una dona ha l’importanza di Maria? Infin dei conti se è uccesso quel che è successo, è solo perchè all’Angelo del Signore Maria disse “Sia fatta di ME, secondo la Sua volontà” .
    Inoltre è il contravveleno agli eretici. Parlate con un protestante di un argomento qualsaisi e finirete per sentirlo parlar male di Maria. A me succedese sempre così: non importa come inizia la conversazione (calcio, tasse etc.) ad un certo punto sbuca sempre si stamadonna

    1. Io i protestanti, (anche se in religione molta indifferenza)in genere gente dell’Europa del nord o quei posti lì, a un certo punto (purtroppo) li ho sentiti sempre alla fine parlare della PIZZA:

      1. Giuseppe

        Io mi riferivo agli italiani che abitano di fronte casa mia o ai testimoni di geova che attaccano bottone per strada: son da vomito per come disprezzano Maria

    2. Maria è la scorciatoia per arrivare a Gesù. Se oggi c’è tanta difficoltà a seguire la strada della santità è perchè non ci si affida a Lei.

      Tutti i santi si sono affidati o hanno avuto “a che fare” con Lei (Ignazio di Loyola, Filippo Neri, Montfort, Padre Pio, Maria Vianney, Francesco, etc etc etc).

      Se poi vogliamo rimanere in tema con il titolo del libro di Costanza, Maria rispecchia la reale, totale sottomissione. Quella vissuta per amore.

      Oggi facilmente parliamo di rapporti di coppia ma difficilmente vediamo in Maria e Giuseppe, Gesù e Maria, SS Trinità e Maria delle vite di coppia dove l’una sa cosa desidera l’altro senza che questo ne faccia parola.

      E lo fa per amore.

  2. “Maria è l’eccelso capolavoro dell’Altissimo, di cui si è riservato la conoscenza e la proprietà (Luigi-Maria Grignion De Montfort).”
    Io a questa donna (non parlo della esistenza storica della madre di Gesù, certo che l’avrà avuta di certo una madre, anche lui)non ci credo per nulla. Commentare discorsi di questo genere del post non avrebbe alcun senso. Nemmeno da parte di chi ci crede. Che potrebbe dire chi ci crede “wow” “mi piace”, che altro? Fermo restando il principio che uno crede a quello che crede, ovviamente.

  3. angelina

    Vero, solo “Wow, mi piace” Mi piace questo post, mi piace la piccola fanciulla del Magnificat, mi piace la donna dello Stabat Mater, non per caso di lei “si dicono cose stupende”. Mi piace
    ” In te misericordia, in te pietate,
    in te magnificenza, in te s’aduna
    quantunque in creatura è di bontate”.
    Wow, sì mi piace.
    E mi piace anche la scelta di parlare di lei (bravi Costanza & c). Grazie
    “L’ecce ancilla Domini dimostra la disponibilità; è come dire al Signore: parla, noi ascoltiamo.” Questo mi piace, e anche altro che non so raccontare…

  4. Per una volta dissento dalla per altro entusiasmante padrona di casa.
    Non perché non creda a Maria, tutt’altro.
    Ma perché non trovo nessun nesso tra finalità e tono di questo blog e questo post, che dice sicuramente cose ineccepibili, ma non mi soddisfa la eccessiva concessione ad uno stile nazional-popolare, scivoltante nel devozionismo banale e non combattete come ci hanno abituato Costanza, Raffaella, Laura & Cyrano.
    Insomma, una parentesi dovuta alla devozione del mese di Ottobre, ma sciapa, senza mordente.
    Oso scrivere queste righe perché ho colto uno spirito di grande apertura, in tutti i sensi, spirare in queste pagine virtuali.
    Buon fine settimana
    Paolo

    1. Fefral

      Beh, cosa c’è che non va nella devozione nazlonal-popolare? Non è il mio stile e forse neppure il tuo ma quante sono le strade che avvicinano a Dio?
      (shhh lo spirito di apertura dipende dall’umore di Hal)

    2. Mi spiace questo sua visione dell’uso del blog (ovviamente io mi rimetto alla volontà del proprietario).

      Cmq vorrei farle notare una “piccolissima” cosa inerente allo “stile nazional-popolare, scivoltante nel devozionismo banale “.

      <> (P. Livio Fanzaga – I doni dello Spirito Santo – ed. SugarcoEdizioni)

      1. Non ha riportato il commento… era il seguente
        “… persino grandi teologi e mistici illuminati come sant’Agostino, san Tommaso e san Bernardo non hanno percepito il valore del dogma dell’Immacolata Concezione fino dal primo istante: per loro la Madonna era nata anch’essa con il peccato originale e subito dopo la nascita era stata santificata; mentre già nei primi tempi della Chiesa il popolo ignorante, con un istinto soprannaturale, aveva ritenuto che la Madonna fosse immacolata fin dal primo istante.”

        1. Maxwell

          e gradirei sapere chi più della Mamma si è sottomessa al Padre, al marito ed al Figlio.

          ………….uno stile nazional-popolare, scivoltante nel devozionismo banale ……………….
          Mi scusi… lei è un’altro cattolico adult (erat) o?

          1. credo che non sia il caso di sottopormi a elettrocattogramma per verificare il mio stato di cattolicità, né saggiare la mia devozione mariana. Di entrambe colloquio con il mio direttore spirituale, e la lunga lista di santuari mariani visitati di recente e di novene svolte non servono all’uopo.
            Per inciso mi permettete una digressione: da una serena e lecita critica non sul contenuto, ma su forma e “fuori tema”, penso argomento opinabile, siamo finiti a disquisire sullo stato più o meno adulto della mia fede… sembra davvero impossibile tenere separare le idee dalla persone.
            Gradirei tornare al piano delle affermazioni e non a quello delle qualità delle persone, peraltro un insulto grave come cattolico adulto non me l’aveva mai fatto nessuno…..
            Ripeto: mi è lecito dissentire dallo stile di un post che giudico un bel compitino, più adatto ad un bollettino parrocchiale che a questo blog?
            Mi potrete dire che sono snob, che sono ipercritico, che sono esagerato, che sono magari anche presuntuoso e inopportunamente offensivo. Può essere, anzi molte di queste osservazioni sono ineccepibili.
            Ma non capisco come da una osservazione pepata sulla qualità giornalistica dello scritto si debba giungere a considerazioni acide sulla mia fede… o no?

            1. Ah ok… anch’io avevo capito che il suo attacco fosse diretto al tipo di contenuto (lei hai scritto “stile nazional-popolare, scivoltante nel devozionismo banale”).

              Avendo invece adesso capito che il suo attacco è sul mio modo di scrivere, non posso darle che ragione 🙂

            2. Maxwell

              premesso che sono talmente ignorante che ho scritto un altro con l’apostrofo…………..

              1) ho fatto una domanda e non ho chiesto carte di identità o documenti sanitari soggetti a privacy. Bastava rispondere SI o NO…..il di più viene dal demonio.
              Ho semplicemente letto……………
              “tra finalità e tono di questo blog e questo post, che dice sicuramente cose ineccepibili, ma non mi soddisfa la eccessiva concessione ad uno stile nazional-popolare, scivoltante nel devozionismo banale”
              Mi sembra invece che se una volta ogni tanto si fa del “devozionismo” non è il caso di urlare come se si avesse preso l’uccello padulo.
              2)……….siamo finiti a disquisire sullo stato più o meno adulto della mia fede…
              io avevo solo fatto una domanda
              3)….Gradirei tornare al piano delle affermazioni e non a quello delle qualità delle persone……….
              AVEVO SOLO FATTO UNA DOMANDA.
              4)…….peraltro un insulto grave come cattolico adulto non me l’aveva mai fatto nessuno…
              A-VE-VO FAT-TO SO-LO U-NA DO-MAN-DA .
              5)………Ma non capisco come da una osservazione pepata sulla qualità giornalistica dello scritto si debba giungere a considerazioni acide sulla mia fede… o no?………….
              A-VE-VO FAT-TO SO-LO U-NA DO-MAN-DA

    3. La domanda può essere anche una sola, ma era impertinente, malandrina, e tenenziosa.
      Anche chiedere quante volte tradisci tua moglie è solo una domanda, ma contiene tutte quell’acido che dicevo.
      Vogliamo negare che chiedere lo stato di infanzia della mia fede, posta in quei termini, possa essere interpretata come contenente acidula critica?
      Oltre tutto, come lei stesso trascrive, ho scritto “devozionismi banale” che mi pare anche nella descrizione lessicale molto diverso dalla devozione popolare.

      1. Maxwell

        ………….La domanda può essere anche una sola, ma era impertinente, malandrina, e tenenziosa……………

        si ricomincia con le accuse alle intenzioni.

        ………….Anche chiedere quante volte trad…………………………………………………………………………………………………………..olto diverso dalla devozione popolare.

        BLA BLA BLA BLA BLA BLA

        ……………………….Mi potrete dire che sono snob, che sono ipercritico, che sono esagerato, che sono magari anche presuntuoso e inopportunamente offensivo. Può essere, anzi molte di queste osservazioni sono ineccepibili……………………..

        Non l’ho scritto io.

        1. Maxwell

          P.S.
          In genere sono molto meno stronzo…………
          è che se qualcuno mi dice figlio di p….mi so difendere, ad esempio,
          ma se si inizia una discussione dove qualcuno , a mio modesto ma insindacabile parere, toglie uno iota alla Madonna divento una bestia.
          Poi non riesco più a ripigliare il filo. Sono fatto male , forse.
          Buona notte.

    4. @salvatore: mi fa piacere che ci siamo capiti, probabilmente nel primo testo c’erano vocaboli che deviavano l’attenzione e non facilitavano la corretta lettura.
      Me ne scuso.
      E ringrazio per la comprensione
      😉

      1. Nessun problema ma, effettivamente, nel primo commento sembrava che lei andasse contro il concetto del post e non contro lo stile di scrittura (per questo credo che sia nata dell’incomprensione anche con Maxwell… solo che io sono rimasto un pò di più ad osservare mentre lui no ma anch’io ne ero rimasto alquanto infastidito).

        Capito questo, ripeto, devo imparare a scrivere 🙂

        1. angelina

          Dunque è una questione di stile…di scrittura.
          Dei 71 commenti ne ho contati solo 4 o 5 che hanno raccolto, ognuno a modo proprio ovviamente, il tema del post. Della stragrande maggioranza, alcuni hanno preferito disquisire sulla cifra stilistica del blog, altri su argomenti vari. Che peccato!!
          Non so se in questo blog ci sia una, diciamo, linea editoriale; spero comunque che il tema ‘Maria’ torni ad essere proposto alla riflessione di tutti. Sono convinta che ne vale la pena, e il perchè mi aiuta a dirlo la lettura di San Paolo di oggi.
          “quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri” Chi o che cosa più di Maria? Magari, a far lei oggetto dei nostri pensieri, finisce che ne guadagniamo il desiderio di somigliarle almeno un po’.

          1. angelina

            Direi che è una scrittura più “piana” delle altre, e questo significherebbe forse meno godibile, non altrettanto ‘smart’. Secondo me è corretta nei contenuti, si appoggia a fonti e citazioni autorevoli, è della lunghezza giusta, lascia intravedere un po’ di esperienza personale ma senza protagonismi dell’autore, che dire?
            SI’
            Tutto è perfettibile, caro Salvatore, ma non ho trovato nulla nel tuo post che giustifichi tanta …caciara (questa sì che è sport nazional-popolare)

  5. Se questo è un posto dove si può discutere liberamente di cultura, di società, di religione , di arte etc. io sono contento di partecipare. Se volete fare esegesi mariana esegizzate tra voi.

  6. “Invece la Chiesa “per compiere la sua missione” e “per corrispondere al suo vero compito, deve sempre di nuovo fare lo sforzo di distaccarsi dalla mondanità del mondo. Con ciò essa segue le parole di Gesù… In un certo senso, la storia viene in aiuto alla Chiesa attraverso le diverse epoche di secolarizzazione, che hanno contribuito in modo essenziale alla sua purificazione e riforma interiore”.

    Sono parole del papa riportate da Socci!!! Questa volta sono d’accordo. Ma, potrebbe dire qualcuno, se tu non credi che ti importa di qieste parole del papa? Mi importa perchè mi importa il richiamo a un altro stile di vita che non quello stramondano che si pratica oggi.

    1. Fk

      Sono d’accordo con Paolo Pugni ma… anche no!!! Se questi sono gli effetti che fa su Alvise!!!

      “Mi importa perchè mi importa il richiamo a un altro stile di vita che non quello stramondano che si pratica oggi”.

      Alvise Sono d’accordo con te!!! Pioverà?

  7. Stefano

    Quale miglior post per questo blog? Non è forse Maria l’esempio migliore di donna sottomessa? (sempre nel senso puramente cristiano del termine, sviscerato magistralmente da Costanza nel suo libro). Bella scelta, complimenti. Anche se confrontarmi con Maria è distruttivo per la mia autostima… (quando mai riuscirò ad avere la sua stessa fiducia in Dio?!?) ma sono scossoni che servono! Grazie!

  8. Mi piace condividere un post di Fb scritto da un visitatore celebre di queste pagine, don Fabio Bartoli, che mi sembra attinente alla discussione

    Personalmente sono in rete da quando i modem gracchiavano spernacchiavano e fischiavano e le pagine si caricavano nel tempo di farsi un caffè (vero Paolo Pugni?). In questi 15 anni mi sono costantemente interrogato sulla possibilità di usare internet come strumento di evangelizzazione. Visto che bene o male il vangelo rimane il mio grande amore e il portarlo a più gente possibile il mio assillo quotidiano perché non associarlo ad un hobby così appassionante e coinvolgente come la comunicazione in rete?

    L’esperienza mi ha fatto fare un sacco di sbagli da cui ho imparato molto, quindi se permettete, dall’alto dei miei 50 anni, come un vecchio orso saggio, ve li somministro a mo’ di decalogo.

    Nulla può sostituire l’amicizia. L’annuncio del Vangelo è cosa dell’anima, passa da un’anima all’altra e questo richiede necessariamente il contatto personale. Finché non riusciamo a “bucare” il virtuale e trasformare le amicizie elettroniche in amicizie vere non passerà nulla. Questo non è impossibile, ma richiede tempo e pazienza, tanto tempo e tanta pazienza, non i contatti “mordi e fuggi” tipici di FB e dei social network.
    È vietato esibirsi. Il narcisismo è una deformazione tipica della rete, il 99% di quelli che la frequentano ci sono fondamentalmente per questa inconfessata ragione: per avere la possibilità di esibirsi davanti ad una sterminata platea. Va da sé che la cosa è puramente illusoria. Proprio perché sterminata, la platea presterà pochissima attenzione a noi, da qui la tentazione di forzare i toni, di “gridare”, di assumere posizioni estreme che magari ci faranno apprezzare nella nostra nicchia, ma renderanno sempre più difficile una reale comunicazione con chi la pena diversamente da noi.
    Nessuno ti conosce davvero. Nella comunicazione interpersonale diamo per scontate un sacco di cose, dalla comunicazione non verbale alla conoscenza reciproca, che fanno sì che siamo ragionevolmente sicuri che il nostro interlocutore recepisca le nostre parole nel modo giusto. In rete tutto questo non c’è, in rete ci sono solo le parole, nella loro nuda essenzialità e d’altra parte in tutta la loro forza. Quindi non bisogna mai dare niente per presupposto né accampare diritti di posizione (tipo “io sono un docente universitario e tu chi sei che ti permetti di contraddirmi?”).
    Omnia quid recipitur admodum recipientis recipitur. Il vecchio adagio tomista (tutto ciò che viene ricevuto, viene ricevuto al modo di chi lo riceve) è una regola fondamentale di qualsiasi forma di comunicazione e vale doppio nella comunicazione in rete. Non basta dire qualcosa, devi dirlo in modo che sia comprensibile per chi ti legge, per essere certo che capisca la stessa cosa che tu intendi. Questo implica un continuo sforzo per mettersi nei panni dell’altro, per capire il suo punto di vista, per cercare un linguaggio comune.
    Prima di parlare pensa, prima di pensare ascolta, prima di ascoltare prega. Questa è una vecchia massima, credo di origine benedettina, che dovremmo scrivere tutti sopra i nostri desktop. L’ascolto è fondamentale, solo se si sentirà capito il nostro interlocutore non si sentirà aggredito. Gesù prima di parlare tre anni ha vissuto trent’anni in silenzio, credo che sia una regola generale, il rapporto tra ascolto e intervento dovrebbe essere sempre di dieci a uno.
    Usa il mezzo per le sue reali possibilità. La rete è uno straordinario veicolo di informazioni e un mediocre veicolo di emozioni, nel senso che le emozioni comunicate in rete sono estremamente volatili e generalmente assai poco profonde, è quindi poco produttivo fare appello ad esse nei nostri post. Naturalmente la ragione non è l’unica via di accesso alla fede e tuttavia è comunque una porta possibile, fondamentale in una necessaria pars destruens, sfatando cioè falsi miti sulla Chiesa e sul vangelo. Servono quindi a poco o nulla post unicamente devozionali (vi confesso che ne ricevo decine ogni giorno e immancabilmente li cestino senza leggerli) o in cui generalmente prevalga un contenuto emotivo, mentre sono utilissimi post in cui si argomenta in modo piano, chiaro ed intellegibile le proprie ragioni.
    Presentarsi disarmati. Dio ha voluto nascere bambino, non ha voluto apparire nel mondo come un uomo già adulto, questo naturalmente per una montagna di buone ragioni, ma, tra le altre io credo, anche perché nessuno potesse aver paura di Lui. Non può certo far paura un bebè in fasce. Molto spesso una delle maggiori difficoltà dell’evangelizzazione è che mentre noi siamo consapevoli di portare un dono e ci muoviamo di conseguenza gli altri percepiscono la nostra azione come una guerra di conquista ed hanno quindi paura di noi. Per togliere la paura e quindi poter dare il dono che ci è stato affidato è fondamentale mettersi in quella posizione “sottomessa” (nel senso etimologico: star sotto, cioè farsi bassi, umili, mettersi a sostegno, alla base) che nessuno può scambiare per aggressiva. La mia amica Costanza Miriano è un vero genio in questo, invito tutti ad imparare dal suo blog magistrale: https://costanzamiriano.wordpress.com/
    Il sale è buono, ma quando è troppo rovina la pietanza. Allo stesso modo la testimonianza personale è una cosa utilissima e necessaria, ma all’eccesso finisce con l’infastidire. È molto bello parlare di sé per stabilire veri canali di comunicazione e “bucare il virtuale”, bisogna però evitare il rischio di sovraesposizione, a parlare troppo di sé si rischia di presentarsi come modelli e questo è assolutamente negativo.
    Dall’altra parte dello schermo non c’è un fascio di bit. Il nostro interlocutore è una persona vera, dobbiamo sempre ricordarlo. A volte è difficile, specie se la persona in questione fa di tutto per irritarci, ma bisogna sempre cercare di raggiungere l’uomo o la donna che scrivono, al di là di ciò che scrivono.
    Non tutte le battaglie vanno combattute. Una vecchia massima (di cui non ricordo l’autore) recita: è inutile discutere con un cretino, prima ti porta sul suo livello e poi ti batte con l’esperienza. Allo stesso modo è inutile mettersi a discutere con chi non ha alcuna voglia di confrontarsi, inevitabilmente si finisce con il cominciare una gara a chi strilla più forte in cui tutti perdono e più di tutti perde il vangelo che vorremmo portare, che finisce con l’apparire odioso. Prima di applicare questa regola però bisogna aver applicato tutte le altre nove, dobbiamo cioè essere assolutamente certi di non essere NOI quelli che in realtà non hanno una vera volontà di comunicare, altrimenti è troppo grande la tentazione di affibbiare all’altro la patente di non-comunicatore quando in realtà siamo noi a non volerlo fare.

    Se poi siete in rete solo perché volete divertirvi e non per annunciare il vangelo fate pure, ma se siete esplicitamente cristiani sappiate che gli altri vi guardano, quindi un po’ di responsabilità l’avete pure voi

    Il vostro Baloo- donfa

    grazie
    Paolo

    1. matrigna di cenerentola

      “Personalmente sono in rete da quando i modem gracchiavano spernacchiavano e fischiavano e le pagine si caricavano nel tempo di farsi un caffè (vero Paolo Pugni?). ”

      ma allora tu e don Fabio Bartoli vi ricordate MOSAIC !

      1. Beh… personalmente anch’io ero in rete da quando i modem spernacchiavano e fischiavano… anzi anche prima quando non c’era internet ma le bbs…. quindi batto don Bartoli 🙂

  9. sarebbe interessante chiedere ad Alvise come ha interpretato le parole del Papa (con la P maiuscola come Segretario e come Presidente, è una questione di rispetto, non di fede) perché non colgo il nesso tra esse e la sua frase conseguente.
    Grazie
    Paolo

  10. Angela

    Credo che Maria, nei Vangeli, abbia parlato moooolto! Senza parole, ma ha parlato. Con la vita, ogni attimo. Non dimentichiamo che è stata la maestra del piccolo Gesù che cresceva “in età, sapienza e grazia”. Chi meglio di Maria, unita a quella colonna d’uomo (Giuseppe), poteva far crescere in età il piccolo Gesù? Chi meglo della Donna sapiente per eccellenza, con Giuseppe uomo giusto, poteva far crescere in sapienza il piccolo Gesù? Chi meglio della Piena di grazia, unita a Giuseppe, uomo virtuoso, poteva far crescere in grazia il piccolo Gesù? Che bello, carissima e dolcissima ragazza Maria, che sei cresciuta con Giuseppe, nel crescere Gesù! Maria, Tu, donna di preghiera e di garnde fede, sei stata e sei la donna con la “D” maiuscola… ma non hai fatto nulla da sola, perché da donna docile e sottomessa, soprattutto alla Volontà di Dio, hai collaborato in ogni cosa con quell’uomo incredibile che avevi al tuo fianco!

    1. angelina

      concordo.
      “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”
      Vorrei anch’io saper tacere e portare nel cuore ogni incontro, difficoltà, piccola o grande gioia, paura, stupore, ogni avvenimento di cui non afferro il senso, tutto ciò che supera.la mia capacità di amare.
      E’ una Donna la creatura umana che più intimamente e consapevolmente ha vissuto il mistero di Cristo. Questo, solo a pensarci, mi fa stare meglio. La stella del mattino, madre e sorella primogenita. Beh, lei è modello, incoraggiamento, sostegno, guida, insomma ….anche solo nella dimensione umana, è per noi motivo altissimo di speranza.
      E di allegria.

      .http://www.youtube.com/watch?v=Ikxq51_WWyc

  11. Mario G.

    Signore Amore, ti rendo grazie per il Principio Femminile che ha introdotto nel tuo universo e che hai intimamente associato alla salvezza del mondo. Spesso per mezzo suo, meglio che con la forza virile, ci hai rivelato certi aspetti dell’Amore divino, dell’Amore umano, dell’Amore cosmico.
    Donna spesso impulsiva, spesso imprudente, tu che spesso sei stata sedotta e spesso sei stata seduttrice, sii tu benedetta quando, ed anche spesso, sei l’ispiratrice del meglio!
    Sii tu benedetta, quando per intuito, con facilità, vai verso le profondità e cogli i valori più alti e dolcemente ci attiri verso di essi.
    Benedetta sii tu, Donna, che al di là di ciò che è logico ed obiettivo, sai spesso raggiungere il Pensiero Divino, l’Amore che pensa e che si libra così al di sopra della pura ragione; tu che, avendo il dono della simpatia, puoi così rapidamente sintonizzare con gli altri!
    Sii tu benedetta, Donna la cui natura è essenzialmente amante, tu che sembri d’istinto, aprirti alla grazia ed andare verso l’Amore senza limiti!
    Benedetta sii tu, Donna, che sei accoglienza e recettività, tu la cui porzione non è il rendimento, la produzione, il lavoro sulle cose, ma il vivo sentimento e la cura devota di ciò che è vivente!
    Pensare a te in questi termini significa senza dubbio provocare l’ironia di molti uomini e l’irritazione di molte donne, ma io persisterò nel vedere in te innanzitutto la Donna che il sole avvolge.
    Sii tu benedetta, sopra tutto, tra tutte le Donne, Donna unica che sei stata insieme Vergine perfetta, Sposa amante ed amante fecondata dallo Spirito, Madre di Dio fatto uomo, nostra sorella per tutti, nostra Madre per tutti!
    Benedetta sii tu, in cui niente è pesantezza, ma tutto è grazia, tu che stendi sul mondo un velo tessuto d’oro, tu che colmi l’universo d’una invisibile bontà, tu di cui noi respiriamo la presenza come una aura leggera edun soffio tenue, tu che vegli sui nostri corpi fragili e sostieni i nostri deboli cuori!

    Insegnaci ogni giorno la Tenerezza!

    (non sono parole mie, ma le condivido una ad una…)

  12. Alvise a te piace stare con i piedi ben radicati a terra, la forza gravitazionale che ti attira verso il centro della terra sembra essere più forte sotto i tuoi piedi, ami l’uomo nelle viscere, lo ami anche nel modo giusto perché sei molto saggio e intelligente. Hai già nostalgia della natura umana che senti sfuggire sia nella cultura odierna sia nel naturale desiderio di elevazione dell’uomo di fede. Quello che soffri nei confronti nostri è proprio questo, il nostro desiderio di elevarci, di staccarci da terra, di desiderare il Paradiso. Sbaglio? Eppure vorresti seguirci ma temi di perdere la tua natura umana. No Alvise, anche il nostro corpo risorgerà con noi, stai tranquillo.

        1. Che ne penso? Che Thibon è davvero poetico.
          Mi viene da pensare al buddismo: il desiderio di liberarsi dalla eterna ripetizione, ma il buddismo per arrivare al nulla, ma forse è lo stesso.

          1. Andreas Hofer

            C’è solo una differenza, ma fondamentale. Nei grandi mistici come San Giovanni della Croce il nulla non è autonomo, non è un fine da conseguire: è un mezzo di purificazione. Ci si vuota di sé per lasciarsi invadere dalla pienezza della luce divina, un liberarsi da ciò che non è per rivestirsi di tutto ciò che è.
            Quanto al lato poetico di Thibon, è vero: è un suo tratto tipico (l’immagine evoca il mistero, l’idea tende a circoscriverlo). Ma quello che più mi premeva è quel radicamento cui accennava Luigi, attribuendotelo. Mi ha ricordato molto quel che scrive Thibon (e Simone Weil) sulla tematica dell’enraciment, il radicamento in questo nostro mondo. L’amore cristiano è un amore incarnato. La carezza della creatura che abbiamo amato, il profumo della nostra terra, tutte le creature, le cose che ci hanno nutrito e scaldato, le ritroveremo anche in Dio. Ti posto quest’altro passo dove emerge tutto l’amore nutrito da Thibon per la terra.

            “L’ora è nera. Una specie eterna minaccia pesa nel tempo. Domani forse bisognerà perdere tutto e comparire davanti a te, o Signore, vuoto, nudo fino all’anima. Felici i cuori liberi e santi, che non aderirono alla terra! Io affondo ogni giorno in essa e negli esseri che essa nutrisce con le radici più profonde e più tenere. Tutta la mia forza e tutta la mia speranza, io le traggo dalle cose che muoiono, dalle cose che tu stai per uccidere. Non mi sento esiliato su questa terra: essa m’è calda come il sangue, dolce come una mano di donna. Tanto meglio, Signore! Io offro tutto al tuo amore, alle mani santificanti. Non sarà piccola cosa lasciare tutto questo, non sarà un giuoco morire! Io non uscirò da questo mondo come da una prigione: questa evasione sarebbe troppo facile per la mia debolezza e per la tua gloria: io mi strapperò da qui come da una casa amata o dal tenero seno di una madre, e ti porterò, venendo a te, tutta l’anima della terra appesa a brandelli all’anima mia…” (G. Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, 1971, p. 72).

  13. Paolo Pugni: Distaccarsi dalla mondanità del mondo è, secondo me, l’essenza del cristianesimo (sembra il titolo di un vecchio libro)
    1)distaccarsi dal mondo
    2)vivere degnamente in questo mondo
    allora in queste due cose trovo anche un modo, per me miscredente, di uscire dall’imbarbarimento totale in atto del mondo. Il quale imbarbarimento planetario andrà avanti da sé per sua forza d’inerzia e poi la storia dirà come è andata. Ma intanto ognuno di noi può cercare di essere meglio (se ci riesce) di come è (anche senza i sacramenti e la preghiera.
    In quanto al papa maiuscolo presidente maiuscolo eccetra io preferisco minuscolo in quanto tutti siamo persone uguali minuscole. alvise minuscolo da ora in poi!!!

  14. Padre Livio Fanzaga:« Non escludo, come dicono alcuni giornali, che ci siano gruppi satanici tra questi studenti, come gruppi di atei che hanno come slogan “odio la Chiesa”, “ammazziamo Cristo” o cose di questo genere. Sono questi gruppuscoli al limite del satanismo, tra l’altro… Ecco, comunque sia, cari amici non facciamoci illusioni: Satana è dappertutto, anche nell’Università. Non mi meraviglio che vi siano dei professori cornuti con tanto di tridente e di coda. Perciò non facciamoci tante illusioni, cari amici, perché sotto sotto, state tranquilli, c’è l’odio contro Dio, l’odio contro Cristo, l’odio contro la Chiesa. Dietro questi personaggi c’è sempre il Maligno, state tranquilli che è così: non mi posso sbagliare su queste cose, perché non si spiega, capito? Se tu vai lì con quella gente lì e li spruzzi di acqua santa, esce fuori il fuoco… Fumano! Se li spruzzi di acqua santa fumano, quella gente lì fuma! Fuori va il fumo, capito? Come avviene negli esorcismi più tremendi. »

    1. Andreas Hofer

      @ Alvise

      Di Buñuel non ho visto molto (la Via Lattea sì), ma quel che ho visto mi ha portato a questo giudizio. L’impressione mia è che tecnicamente fosse un regista straordinario e talentuoso. Per il resto, penso che l’origine della sua vena dissacratoria fosse essenzialmente la stessa di un Nietzsche. Questi spiriti assetati di assoluto (come direbbe Nietache, i “grandi dispregiatori” sono “i grandi adoratori e le grandi frecce della nostalgia verso l’altra riva”) si trasformano in demistificatori di tutto quel che nella religione percepiscono come elemento semplicemente umano. Il loro bisogno di purezza sovrumana li porta a fustigare tutte le maschere religiose, tutti i travestimenti dei nostri piccoli, bassi egoismi umani dietro le parvenze della virtù. La paradossalità di uno dei suoi più celebri aforismi – «Sono ateo, grazie a Dio!» – indica quel che si può evincere anche dalla sua opera cinematografica: pur staccandosi dalla fede, il problema religioso tormentò il regista per tutta la vita. E c’è ancora un fatto, molto significativo anche per questo blog. Non molto tempo fa – ti ricorderai certamente, Alvise – qualcuno menzionò il celebre miracolo di Calanda (la gamba ricresciuta), la cui vicenda è stata ricostruita da Vittorio Messori. Bene, proprio il quel libro Messori si sofferma su una delle ultime interviste rilasciata da Buñuel. Il regista era nativo proprio di Calanda e raccontò che della famosa stampella, offerta dal miracolato Juan Miguel come ex-voto, erano state fatte delle bacchette (palilos), per suonare i tamburi nei giorni della Settimana Santa, secondo un’antica tradizione della Bassa Aragona (il rombo di tamburi annuncia il mattino di Pasqua). Queste bacchette erano poi divenute proprietà della famiglia Buñuel.
      Fatto sta che il rullo dei “tambores de Calanda” interviene spesso nella colonna sonora delle pellicole più significative di Bufluel. Cito Messori: “Soprattutto (ed è un particolare ignoto ai critici non spagnoli) lo ossessionò a tal punto il ricordo di quanto era avvenuto nel villaggio natale, che protagoniste vere di una delle sue ultime opere (Tristana, 1970) sono una gamba amputata a una donna e quella ortopedica che ne ha preso il posto. Per lanciare un ulteriore messaggio, il regista — apparentemente senza ragione — fa passare e ripassare Catherine Deneuve, l’attrice che impersona Tristana, la «zoppa», davanti a un negozio che, a Toledo, vende ricordi del Pilar… In un’intervista, Buñuel confessò questa ossessione e confermò — come già altre volte — il paradosso della sua vita: era certo di non credere in Dio ma, da buon calandino, era altrettanto certo della verità del Gran Milagro di cui era stato protagonista quel suo compaesano del Seicento; Si diceva convinto, senza esitazioni, della «saldezza granitica» della storicità del prodigio; arrivò a dire che «al confronto di Calanda, Lourdes è un luogo mediocre»; si rallegrava che suo padre avesse fatto costruire un paso, un carro con la statua di Miguel Juan, che faceva sfilare alla processione del 29 marzo, tirato dai braccianti delle sue grandi tenute. Per amara ironia della sorte, quei “repubblicani” per i quali, ovviamente, il regista parteggiava, distrussero quell’amata immagine, alla part di ogni altro segno religioso: dai rosari alle cattedrali”.

  15. Mario G.

    “il demonio è intorno a me, non lo vedo, ma lo sento… mi tormenta, mi tiene come con una mano di ferro per impedirmi di prendere il più piccolo sollievo, aumenta i miei mali perché io mi disperi… E io non posso pregare! Posso solo guardare la Santa Vergine e dire: Gesù!…
    Come è necessaria la preghiera di Compieta: ‘Procul recedant sommia et noctium phantasmata!’ Liberaci dai fantasmi della notte.” (Santa Teresa di Gesù Bambino)

    [Oggi è il giorno della sua memoria]

  16. Giuseppe

    Admin ho comprato una altra copia del libro: la comessa (da Feltrinelli non sono libraie, ma proprio commesse) non ha battuto ciglio e me lo ha trovato di filato! Perchè tutto questo? beh mi ha colpito che il volume era nella sezione “sociologia”!!!!!!!!!! La volta precedente era nella sezione “tempo libero”. Non ti pare un progresso?
    Lo amametto tutta questa è una manfrina per chiederti sono in programma viaggi in bassa Italia? Grazie e buon lavoro

    1. admin

      grazie della testimonianza.
      Alleanza Cattolica ha organizzato per l’11 novembre a Napoli ma non sappiamo ancora dove.

    1. matrigna di cenerentola

      almeno risponde alla domanda “come esaurire il tempo libero”. Una volta ho trovato un libro su Lutero nella sezione di medicina

  17. PER NON DIMENTICARE:

    Oggi 7 ottobre ricorre la festa della Madonna del Rosario, a ricordo della vittoria di Lepanto del 1571 che arrestò l’avanzata dell’impero ottomano in Europa. San Pio V ascrisse quello storico successo alla preghiera del Rosario che il popolo cristiano, da lui incoraggiato, aveva indirizzato alla Vergine.

    “Il Rosario è preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti. E’ vincolo spirituale con Maria per rimanere uniti a Gesù, per conformarsi a Lui, assimilarne i sentimenti e comportarsi come Lui si è comportato. Il Rosario è “arma” spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella società e nel mondo.” (Benedetto XVI)

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