Dal Giappone con amore

di Costanza Miriano

Ho come la vaga sensazione che non vincerò il Pulitzer. Ogni tanto la mia carriera giornalistica fa repentini, energici, convinti balzi all’indietro. Nonostante questo alcune regole del mio mestiere le ho capite anche io. Regole non scritte ma ferree. Per esempio: l’importanza dei morti dipende dalla loro vicinanza, e anche da quanto sia popolato il loro paese. Un treno che deraglia in Cina non scuote i palinsesti. I Cinesi sono tanti, e lontani. Un’altra regola, questa vale soprattutto per il giornalismo televisivo, è che un fatto che è successo può diventare notizia perché ci sono le immagini, cioè perché il circuito internazionale le mette a disposizione.

Lo tsunami in Giappone era oggettivamente una notizia – trentamila morti – ma certo è stata anche l’abbondanza e la potenza delle immagini a renderlo prepotentemente protagonista. Poi c’era tutta la questione e la trepidazione per la sorte della centrale nucleare, che in effetti non si è affatto risolta. Solo che dopo un po’ le cose vanno così, si dimentica l’emozione e si passa ad altro. Non è che in Giappone adesso le cose vadano benissimo, ma è un po’ passato di moda.

Così ho fatto anche io. Me ne sono occupata per giorni, poi ho cominciato piano piano a dimenticarmene. Intanto arrivavano notizie della stupefacente efficienza giapponese, e io pensavo che prima o poi tutto si sarebbe rimesso a posto. Ricostruite le autostrade in giorni di lavoro (!), troppo lunghi i tempi per capire la radioattività: meglio passare ad altro. Ho anche abbracciato il mio amico Paolo Piras, di ritorno da Tokyo dove era stato inviato (ma solo dopo essermi sincerata che non accendesse i neon del corridoio al suo passaggio, che non trasmettesse le frequenze di radio sport quando alzava un braccio, e che sulla sua testa pelata non si potesse cuocere un uovo).

Poi, qualche giorno fa, mi è arrivata una mail. Una lettera bellissima in cui don Antonello Iapicca, sacerdote italiano in missione in Giappone da venti anni, descrive la profondità della desolazione dei Giapponesi. Di un popolo lontano da Cristo, che non ha nessuna speranza, che non riesce neanche a pensare alla risurrezione, che non sa che c’è Qualcuno che si è tuffato in mezzo ai flutti con loro, che è morto con ciascuno di loro. Nessuno di loro conosce l’unica risposta possibile a una tale desolazione. Tantissimi si stanno suicidando.

Don Antonello spiega tutto questo meglio di me, e vi prego, se volete, di leggere le sue parole, di un uomo che vive in quartiere periferico di Tokyo, duecentomila persone senza Dio. Cerca di avvicinare chi può e di amarli, di invitarli nella casa che condivide con la mamma settantanovenne. Con l’aiuto di due famiglie italiane in missione, dodici figli in tutto, cerca di farsi Cristo che si fa presente per loro per strada, al supermercato. Cerca di annunciare che l’11 marzo potrebbe non essere solo il giorno della tragedia, ma quello di un appuntamento con Dio, una chiamata, un invito alla conversione.

E così don Antonello sta cercando di portare cento ragazzi a Madrid, perché la GMG di agosto possa per loro rappresentare un momento forte, un invito alla Vita, un incontro con la Verità. Perché tornati siano lievito nella loro terra. Servono molti soldi, e molti ne sono stati raccolti (i ragazzi che vogliono andare stanno lavorando per mettere da parte qualcosa). Ne mancano ancora un po’.

Don Antonello ha chiesto a me di aiutarlo a spargere la voce. Magari qualcuno di noi potrà fare qualcosa di concreto (qui trovate come), qualcun altro potrà passare la voce (anche io, come sempre, più che razzolare, predico, ognuno fa la sua parte), e già questo sarà moltissimo. Qualcun altro potrà pregare o digiunare, che è la cosa più grande. L’importante è che ci sentiamo parte della Chiesa, una, santa, cattolica, apostolica. E che ci facciamo anche noi apostoli, che aiutiamo chi è in missione perché è parte del nostro stesso corpo, è il nostro braccio, il nostro piede dall’altra parte dell’Oceano, la nostra voce. Perché aiutare chi non conosce Cristo a incontrare il Papa, la nostra guida sicura, la pietra su cui ci fondiamo, è una grande, enorme forma di carità.

Per la raccolta fondi “borsa turchese di Celine per Costanza” vi disturberò un’altra volta, questa è leggermente più urgente.

135 pensieri su “Dal Giappone con amore

  1. Laura C.

    Grazie Costanza perchè ancora una volta mi dai modo di sentirmi in comunione con tutta la Chiesa che è il corpo di Cristo…
    Leggendo la lettera di Don Antonello ho ringraziato il Signore per tutte quelle sante persone che, come lui, danno la vita per l’evangelizzazione cioè per annunciare la Buona Notizia e salvare le persone!
    Verso la fine della sua lettera, Don Antonello scrive: “Mi rendo conto di averle scritto come se ci conoscessimo da sempre. Però è quello che ho sentito, il mistero dello stessa misericordia e della stessa missione alla quale siamo chiamati ad operare, l’annuncio dell’amore di Dio ad ogni uomo.”… Mi colpisce moltissimo il fatto che per quanto poveri e miseri possiamo essere, Dio si serve di tutto e di tutti per innestarci in un progetto di salvezza immenso che Lui stesso porta avanti! Che meraviglia…

  2. angelina

    Scusami Costanza, scusate tutti ma…non resisto. Sì, è fuori tema (davvero uno splendido post, ho letto la lettera di don Antonello, mi sembra tutto così mirabilmente pieno di “coincidenze”)
    Insomma, ho proprio bisogno di condividere questa notizia, particolarmente con la padrona di casa “correa” con la assai famosa Victoria, e con la più anonima sottoscritta – per questo mi sono sentita chiamata in causa – di aver generato ben quattro emittenti di CO2.
    questo è un articolo
    http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/411967/

    qui il link con la illuminante tesi antinatalista di una simpatica associazione per lo sviluppo sostenibile. Nel sito ci sono altre chicche, come la news sulla contraccezione soluzione di tutti i problemi della terra.

    http://populationmatters.org/analysis/sustainable-lifestyles/compare-lifestyle-choices/

    Con i miei amici ci scambiamo via mail articoli e commenti, beh dopo tanto leggervi mi è venuto spontaneo farlo anche qui. Una specie di senso di familiarità, credo….

    1. Barbara Favi

      Angelina, bello spunto.

      Il fatto che le limitate risorse del pianeta si stiano esaurendo e’ vero, purtroppo (curva di Maltus…) ed e’ anche vero che a causa di cio’, in paesi come la Cina, gia’ si pratica una rigida politica di controllo delle nascite (che sta risultando in uno sterminio di neonate, fra le altre cose).

      Quello che mi stupisce e che non parli piu’ spesso di comportamenti alternativi ecosostenibili che impediscano il ricorso a rimedi cosi’ estremi e brutali – una gestione piu’ razionale delle risorse potrebbe essere ottenuta ad esempio, se ciascuno di noi consumasse meno risorse e, in particolare, se il grandissimo numero di terreni dedicati ad allevamenti (sono circa il 30%) venisse riconvertito a cereali e vegetali. Questo si potrebbe ottenere solo se il consumo di carne calasse drasticamente (http://www.corriere.it/animali/09_novembre_16/menu-veg-tutti-i-lunedi-lotta-fame-nel-mondo_ba501316-d2a5-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml): mi fa specie che non se ne parli, specialmente in questa sede… Spero che qualcuno raccolga il topic e lo sviluppi

    2. ciao barbara, voglio solo dirti che le teorie maltusiane non sono proprio limpide. l’elogio della decrescita demografica ha radici nei documenti del sinstro Club di Roma (anni 70) di David Rockfeller e soci. Considera anche che il business “verde” è la nuova frontiera. Sul consumo di carne hai ragione ma se pensi che c’è qualcuno che vorrebbe addirittura convertire le coltivazioni per produrre BIOcarburanti (BIO che parola Magica!)…
      la vero sostenibilità si ottiene con la decrescita economica.

    3. Barbara Favi

      Paul

      Sui biocarburanti ti do piena ragione, non aiutano per nulla: cio’ che io avevo in mente pero’, erano terreni coltivati a cereali per scopo alimentare…
      E sono anche consapevole che il supporto tecnologico necessario per l’uso di energie alternative (mulini per l’eolico, pannelli solari etc) richiede petrolio. Quello che posso dirti, pero’, e’ che ritengo piu’ intelligente usare il petrolio che ci e’ rimasto per creare pannelli solari che per andare in giro in SUV 🙂

      Ovviamente, poi, io sono contraria alle leggi sul controllo forzato della natalita’ (non fosse altro perche’ le trovo profondamente antidemocratiche): facevo solo notare che, in un clima di risorse limitate, bisogna trovare ALTRI RIMEDI per una distribuzione piu’ equa della ricchezza. Un modo, certo!, e’ eliminare il superfluo e consumare meno (e la carne e’ un bene ecologicamente molto “costoso” che puo essere ridotto). Un altro modo, non alternativo ma da adottare contemporaneamente, sarebbe l’investimento sulla ricerca delle energie alternative…

      Il punto che volevo sottolineare e’ che questo e’ un tema molto importante e sarebbe bello vederlo discusso in questa sede. In questi anni i costi delle derrate alimentari sono cresciuti con non pochi effetti sulla mortalita’ (infantile e non) nei paesi del Terzo Mondo. Per questo mi sembra strano che non si discuta poi tanto di ecosostenibilita’ e distribuzione delle risorse…

    4. su questo sono d’accordo al 100%.
      Volevo solo sottolineare l’incongruenza di politici e economisti che parlano di risorse limitate del pianeta per giustificare il controllo delle nascite, ma continuano a credere in una economia a crescita infinita. In un sistema finito (la terra) la crescita non può essere infinita.

  3. giuliana z.

    Tu non vincerai il premio Pulitzer, ma io non vincerò certo quello della solidarietà! dico subito che letto il post, mi sono sentita un po’ infastidita perchè io, a parte nel 2000 in cui mi trovavo a Roma e quindi ho potuto partecipare al raduno di Tor Vergata, non sono mai andata ad una GMG anche se lo avrei desiderato tanto, ma proprio tanto. Ho visto amici andare a Denver, a Parigi, a Sidney… ovunque. Io a casa. Perchè non avevo i soldi per andare. E non mi sono mai sognata di chiederli ad altri. E letto dei giapponesini che don Anotonello vuol portare a Mardid, ho pensato “toh, arrivano loro, poveretti, raccolgono un po’ di soldi e vanno a Madrid! se non ci sono andata io perchè ci devono andare loro che tra l’altro devono circumnavigare il globo?!”. E ti dirò, non avevo alcuna intenzione di commentare nemmeno il post…. poi una vocina dentro mi ha suggerito di leggere la lettera che ti ha mandato il don.
    Ora mi sto preparando ad andare in posta a fare il mio piccolo versamento. Non posso fare un granchè, ma goccia a goccia, magari ce la fanno!
    Se come ti ho già detto, ciascuno di noi, per quanto meschino può operare per conto di Cristo, io faccio la mia parte. Non andrò mai in Giappone, ma magari i miei euro possono far venire qualche giapponese qui!

  4. fefral

    “La Chiesa è chiamata a mostrare cosa desidera il cuore, a far presente l’oggetto autentico del desiderio dell’uomo.”
    bellissima definizione dell’apostolato

  5. Adriano

    “l’11 marzo potrebbe non essere solo il giorno della tragedia, ma quello di un appuntamento con Dio, una chiamata, un invito alla conversione.”

    Mah… Vedere in questi eventi una punizione da parte di Dio (dalla frase qui sopra deduco che, se fossero già stati convertiti, non avrebbero avuto il bisogno di ricevere un “invito” così forte…) mi sembra ben pericoloso. Lo stesso concetto si ripete nella lettera allegata:

    “l’11 marzo non è solo un giorno di lutto. E’ piuttosto la data annotata in rosso sul taccuino di Dio,l’appuntamento che ha preso per svegliarci tutti dal torpore e dall’apatia”

    C’è già stato Roberto De Mattei, vice presidente del CNR, che ha espresso, in modo meno velato, proprio questo concetto ed è stato subito smentito anche dalle gerarchie ecclesiastiche.

    Se non erro, pure nel Vangelo Gesù aveva sgridato chi dava colpe più o meno gravi alle vittime del crollo di un muro visto che, secondo loro, erano state punite da un gesto divino…

    Inoltre, non vedo poi questa grande utilità nello spendere dei soldi per far viaggiare delle persone… Gli stessi potrebbero essere usati per opere in loco, dimostrando con i fatti cosa sia essere cristiani.
    Da quello che so, i giapponesi sono molto sensibili alle religioni: si dice che nascano buddhisti, si sposino da cristiani e muoiano da shintoisti… Quindi un’azione in zona sarebbe molto più utile (oltre a essere più urgente e doverosa…)

    1. Alessandro

      “non vedo poi questa grande utilità nello spendere dei soldi per far viaggiare delle persone…”

      Non vanno in villeggiatura, vanno a ricevere la parola del Successore di Pietro, a fare una formidabile esperienza di fede. Ritorneranno rinsaldati nella fede e nella consapevolezza di essere missionari del Vangelo. In patria contageranno di questo entusiasmo tanti fratelli e sorelle, imprimendo un rinnovato impulso all’evangelizzazione. Che cosa c’è di più cristiano che favorire l’evangelizzazione, la conoscenza e l’amore per la buona notizia in ogni contrada del globo?

    2. guido

      @Adriano:
      hai deciso di fare il provocatore professionista? è una missione o hai tempo da perdere? perchè potresti impiegare il tuo tempo a fare del bene agli altri e dimostrare cosa vuol dire essere….non so tu cosa sei?
      ma soprattutto cosa ne sai di cosa significa essere cristiani, ti basi su degli studi teologici che hai fatto, hai avuto una illuminazione, sei stato folgorato sulla via di Damasco, hai qualche vago ricordo di catechismo, hai letto il libro di Augias, o vai così un po’ a naso da solo?
      Ma come ti permetti di giudicare una persona che ha dedicato la sua intera vita alla missione e all’evangelizzazione, è andato in terra straniera dall’altra parte del mondo per portare la parola di Dio, ma arrivi tu e gli insegni cosa “sia essere cristiano” cosa sia urgente utile e doveroso.

      intanto potresti leggere questo:

      Luca 10,38-42

      “Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua Parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte buona, che non le sarà tolta”.

      PS per quanto riguarda le parole di De Mattei rivolgiti direttamente a lui e non fare salti logici arditi.

    3. Adriano

      @ Guido

      “hai deciso di fare il provocatore professionista? è una missione o hai tempo da perdere?”

      No, cerco solo risposte…

      “perchè potresti impiegare il tuo tempo a fare del bene agli altri e dimostrare cosa vuol dire essere….”

      Già lo faccio, ma grazie del consiglio.

      “non so tu cosa sei?”

      Non credo che sia importante chi sia io (tranne che non sono una cosa, come dici tu).

      “ma soprattutto cosa ne sai di cosa significa essere cristiani”

      Lo so. Sono cristiano. E tu? (Ti faccio le domande che tu mi hai posto, anche se vorrei usar un tono più pacato del tuo…) “Ti basi su degli studi teologici che hai fatto, hai avuto una illuminazione, sei stato folgorato sulla via di Damasco, hai qualche vago ricordo di catechismo, hai letto il libro di Augias, o vai così un po’ a naso da solo?”

      “Ma come ti permetti di giudicare una persona”

      Rileggi meglio e con maggiore attenzione. Non ho giudicato nessuno. No no no. Ho solo espresso la mia opinione su quanto una persona ha detto. Sul concetto, non sulla persona.

      “ma arrivi tu e gli insegni cosa “sia essere cristiano” cosa sia urgente utile e doveroso.”

      No, non insegno, esprimo la mia opinione (in modo più pacato rispetto a te, e senza attaccare le persone, come fai tu). E cerco risposte…

    4. Alberto Conti

      Giovanni 12:3-8
      3 Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. 4 Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: 5 «Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». 6 Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 7 Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 8 I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

      Se dei poveri, peraltro giovani, chiedono un aiuto per andare alla GMG invece che per ricostruire le proprie case o aiutare i propri fratelli (basta guardare il video) qualche domanda me la farei invece che giudicare in maniera superficiale.

      C’è una grossa differenza tra le infelici parole di Mattei, che furono a suo tempo oggetto di discussione in questo blog, ed affermare che un evento come lo tsunami, come ogni altra occasione, possa essere occasione di conversione

    5. Adriano

      @ Alberto Conti

      “C’è una grossa differenza tra le infelici parole di Mattei, che furono a suo tempo oggetto di discussione in questo blog, ed affermare che un evento come lo tsunami, come ogni altra occasione, possa essere occasione di conversione”

      Certo, un evento come lo tsunami è, come qualsiasi altro evento, grande o piccolo, un’occasione di conversione.

      Ma, da come ho scritto prima, le parole usate nel post e nella lettera mi pare abbiano un significato leggermente diverso, suggerendo un rapporto causa effetto tra la mancanza di conversione e la tragedia. Penso non sia voluto, ma, rileggendo ancora una volta, lo trovo sempre. Per questo mi piacerebbe sapere cosa ne pensate…

    1. Adriano

      Una visita del Papa in Giappone sarebbe un’esperienza di fede ancora più forte e per ancora più persone…

    2. Adriano

      Nessun consiglio al Papa. D’altra parte in altri post c’è stato chi ha detto che alcune espressioni usate dal Papa erano non corrette… 😉

    3. Alessandro

      Il Papa nell’immediato dopo-sisma ha subito messo a disposizione 150 mila dollari per gli aiuti tramite il Pontificio Consiglio “Cor Unum”.
      La Caritas s’è subito mobilitata

      Adriano, allora facciamo così: aiutiamo concretamengte i giovani giapponesi a partecipare alla GMG e poi suggeriamo a Benedetto XVI, con doveroso affetto filiale, di recarsi in viaggio apostolico in Giappone; o meglio, chiediamo alle autorità giapponesi di invitarvelo. Giovanni Paolo II c’è andato giusto trent’anni fa…

    4. Alessandro

      Adriano

      “Una visita del Papa in Giappone sarebbe un’esperienza di fede ancora più forte e per ancora più persone…”

      La GMG è imparagonabile, è un’esperienza di fede formidabile per i giovani, perché è un evento di grazia tutto per loro.

    5. admin

      “in altri post c’è stato chi ha detto che alcune espressioni usate dal Papa erano non corrette…”
      nei post è escluso, nei commenti forse.

    6. Adriano

      @ admin

      Con post mi riferivo ai commenti; e vedo che anche qui sotto c’è chi usa il termine post per commento, il che forse non è poi così scorretto, in generale:

      “Un post è un messaggio testuale, con funzione di opinione o commento”

      http://it.wikipedia.org/wiki/Post

    7. Alessandro

      Adriano, non fare un uso improprio di quello che ho detto io in un commento, e che non si presta a essere strumentalizzato.

      Ci si interrogava sull’indole della Chiesa, che è santa (immacolata, senza peccato) e comprende nel suo seno peccatori (bisognosi di purificazione), e sotto questo rispetto è bisognosa di purificazione. Ci si chiedeva allora se era pertinente affermare che la Chiesa è “peccatrice”.

      Scrivevo (al termine di una spiegazione più articolata, che qui ho solo sintetizzato):

      “Un papa inoltre, anche quando ribadisce un insegnamento definito (o definitivo), può accadere (grazie a Dio capita di rado) che lo faccia con espressioni che si prestano a equivoci: vedi l’infelice locuzione “Chiesa peccatrice”. Tuttavia, quando la usò, il papa non intendeva venire meno all’insegnamento infallibile che stabilisce essere la Chiesa santa (immacolata, senza peccato) in sé stessa e accogliente nel suo seno peccatori (e sotto questo rispetto bisognosa di purificazione): cfr. Lumen Gentium, 8. In sintesi: quella volta il papa ha solo espresso in maniera imperfetta una verità incontestabile, non ha contestato/rinnegato questa verità”

      Mi sembra chiaro quello che ho detto, e mi sembra soprattutto c’entrare nulla con la GMG, i giovani giapponesi ecc.

      Per approfondimenti e chiarimenti sulla locuzione “Chiesa peccatrice”:

      http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1343204

    8. admin

      çAdriano:
      Post, commento, manoscritto, bigliettino, pizzino, pensierino, chiamalo come ti pare.
      OGNUNO è libero.

    9. Adriano

      @ Alessandro,

      Ok, non era un´espressione non corretta, ma un´espressione che si presta a equivoci.

      @ admin

      Mi pare che qui l´espressione “ognuno è libero” venga usata quando non si voglia/possa continuare una discussione 😉

  6. Luigi

    Se non raccoglieremo abbastanza soldi per tutti è meglio farne venire 5 al posto di 10 oppure farli venire tutti solo andata?
    Al limite potrebbero insegnarci un po’ di giapponese oppure potrebbero imparare a costruire muretti antiterremoto da Alvise.
    Odio i conti correnti postali, meglio la carta di credito. Il bonifico estero è consigliabile se l’obolo è sostanzioso altrimenti le commissioni sono sproporzionate.

  7. elisabetta

    rileggete la sequenza dei post qui sopra, anche rapidamente, e poi ammettetelo: le donne hanno un altro passo 😀

    1. Alessandro

      “le donne hanno un altro passo”; e per forza, i maschi mica camminano su un tacco 12… 😀

  8. Alberto Conti

    @ Adriano affermi “No, cerco solo risposte…”

    un amico mi disse un giorno: ” chi pone domande cerca delle risposte, chi pone obiezioni vuole solo sentirsi dire che ha ragione”; scusa ma le tue sembrano obiezioni non domande.

    1. Adriano

      “chi pone obiezioni vuole solo sentirsi dire che ha ragione”

      Se volessi sentirmi dire di aver ragione, di certo non scriverei qui, non credi? 😉

  9. Luigi

    @Adriano
    Iago nell’ Otello parlava pacatamente, Ashur nella serie Spartacus parlava pacatamente e anche Fabio Fazio lo fa. L’occhiolino poi, se me lo fa una femmina ok, potrei tromarla, se me lo fa un maschio: “Ueh stame ampio” il c. è mio e lo gestisco io.

    1. Adriano

      @ luigi + guido

      Gli smiley servono proprio per sdrammatizzare (tra l´altro sono stati inventati proprio per questo).
      Nessun altro motivo; in ogni caso siete liberi di inquietarvi… 🙂

    2. Adriano

      @ Guido

      “sarà ma io quando parlo con qualcuno non sorrido a intermittenza come un imbecille”

      Ti segnalo che stai scrivendo. Non parlando. E c´è un´enorme differenza.

    3. Adriano

      “pensa pure Hemingway scriveva. e senza faccine.”

      Noooo!!! Veramente? Ma:
      – non sono né mi credo Hemingway, né un qualsiasi altro scrittore. E tu?
      – non mi pare che Hemingway scrivesse su blog… Ma smentiscimi pure, se invece è così.
      – Hemingway scriveva libri. Qui scriviamo commenti (anche se a volte la lunghezza è simile).
      – I commenti su blog o simili simulano una comunicazione orale.
      – Il problema è rendere le intonazioni, come quando si fa una battuta o si dice qualcosa che non deve essere presa sul serio.

      http://it.wikipedia.org/wiki/Emoticon#La_storia

    4. su rilassati era una battuta, non fare sempre il precisetto. e poi ho detto Hemingway perchè so che lo conosci bene e lo avrai letto sicuramente anche in lingua originale 😉
      PS ho messo la faccina anch’io come segno distensivo, va bene?

    5. Meno male che metti le faccine anche tu, Guido !! Comunque sono proprio contenta che oggi tu ci sia stato così tanto!!!
      🙂 tiè

  10. azzurra

    scusa guido (ciao), cercherò di evitarli anche io (ce la farò?)… solo che a volte servono a chiarire il tono che si sta usando

    1. Ciao Azzurra!
      non parlavo in generale ma dell’uso eccessivo e improprio. A volte si scrivono cose terribili ma visto che dopo c’è una faccina…

    2. già immagino l’intervento di qualche ognunista:
      “chi sei tu per stabilire quando l’uso è eccessivo e improprio. OGNUNO è libero di fare l’uso delle faccine che vuole, così come stabilito dall’articolo 21….etc etc

    3. Alessandro

      Guido, m’hai preceduto, volevo dire anch’io che OGNUNO stabilisce se e quando l’uso delle faccine è eccessivo e improprio e in base a quale articolo di quale codice l’uso sia eccessivo e improprio e se esista un articolo di un qualche codice secondo cui sia eccessivo e improprio o solo improprio ma non eccessivo e…. qui ci metto questo 🙂

    4. Ciao amico mio, vedo che oggi sei particolarmente sgrillo e presente..e non metto la faccina!
      Ma scusa…se l’adimn ha detto che Ognuno è libero?
      Che poi, scuse se lo dico, ma lo dico con affetto : non è vero che ognuno è libero. Qui se qualcuno dissente minimamente, si prende certe tortorate!! E non rimetto la faccina anche se ce la metterei. Non la metto perchè non voglio che tu ti arrabbi con me ma cogli il mio invito al ragionamento…
      mannaggia mi scapperebbe una faccina che qui…

    5. “Qui se qualcuno dissente minimamente, si prende certe tortorate!!”
      Oddio Paola te ce metti pure te!!!
      Ho capito, torno al silenzio e chiamatami solo si se parla de l’aesseroma.

      PS comunque OGNUNO è libero di dare le tortorate che ritiene necessarie alla propria autodeterminazione e nel rispetto delle idee di chiunque e per la libertà di OGNUNO

    6. Adriano

      @ Paola

      “non è vero che ognuno è libero. Qui se qualcuno dissente minimamente, si prende certe tortorate!!”

      Hai notato pure tu? 🙂 (e io lo smiley lo metto!)

      Non sarebbe un problema, se non fosse che così si troncano delle belle discussioni e si rimane con gli stessi dubbi di prima (almeno io rimango così… 😦 )

  11. giuliana z.

    So che adesso sarò subissata di faccine tristi, bocchine all’ingiù e occhialetti scuri, quindi lo dico piano piano: secondo me De Mattei non aveva tanto sbagliato sul fatto che i cataclismi siano un segno del Divino…. io l’ho sentito a Radio Maria e sono abbastanza d’accordo… ma si può opinare….

    1. Luigi

      e ovviamente sono d’accordo anch’io, il suo messaggio è stato decontestualizzato e semplificato ad hoc

    2. giuliana z.

      Paul: scusa ma non concordo! credo che le sue “uscite” siano state fatte solo come uomo di fede, non come vice del cnr. magari sono troppo ingenua, ma non ci credo. Non è che sei prevenuto? lo sai che ti ho molto in stima, ma a volte ho l’impressione che ti difendi anticipatamente su mosse d’attacco che poi non avvengono! ammetto che anche io sono un po’ così, ma ci si può aprire ad altre ipotesi, me l’hai insegnato tu….

    1. giuliana z.

      Che risposta umanissima quella del Santo Padre!….. penso invece alla povera Terry Schiavo, nella stessa situazione, a cui hanno tolto alimentazione e idratazione….. nazismo redivivo

      1. Vero, Giulia’: infatti ancora non ho capito certi miei amici che hanno trovato fuori luogo che il Papa abbia voluto fare una cosa del genere… A me e’ sembrata, franca e onesta, nonché intellettualmente lucidissima.

    2. giuliana z.

      il mio commento era riferito alla 2a domanda.
      Quanto alla prima risposta, sul terremoto, secondo me non è che un completamento sintetico all’intervento di DeMattei: tutto ha un significato e la Provvidenza non lascia soli i figli di Dio.

    3. giuliana z.

      mi vengono i brividi… è la stessa morte subita da San Massimiliano Kolbe in campo di concentramento, un martirio

    4. le uscite di De Mattei sono funzionali al raggiungimento del suo scopo:
      farsi passare per vittima e per perseguitato politico quando non lo riconfermeranno alla vice presidenza del CNR.

  12. Velenia

    @Giuliana,shh,stai attenta perchè se dici che Hitler ha vinto ti ritrovi cori di proteste di “tollerantissimi” radical chic

    1. giuliana z.

      Veleniaaaa! quanto mi sei mancataaaa!!!
      ps: io non sono chic nemmeno nell’unghia del mignolo del piede….

  13. Velenia

    @Giuliana,manco io sono chic,figurati,infatti non sono neanche radical,l’unghia del mignolo del mio piede in questo momento è celeste,sono stata 5 giorni in vacanza con Bassottina nelle Terre d’Occidente (gli altri Bassotti erano ad un campeggio con il mio consorte) e ancora non mi sono rassegnata ad essere in città e in ufficio fino ad agosto.
    Comunque io sono andata solo alla prima GMG,nel 1985,memorabile e non avevamo capito che era la prima di tante.Per me fu la prima volta che feci 12 ore di treno+giornata a-San-Pietro+altre 12 ore di treno,formula poi ripetutata moltissime altre volte quando il Papa ci chiamava.Quando i vent’anni sono diventati un ricordo ho cominciato a dire:-Questa è l’ ultima volta-Ma è in realtà è un modo per dire:-Signore fà che ce la faccia ad esserci un’ altra volta ancora-
    Ero a Roma il 1 maggio per la beatificazione del nostro amato GPII ,così come ero sul prato sotto casa con mio marito e la mia Banda Bassotti al completo quando,in ottobre BXVI è venuto in visita nella mia città.E anche allora quante polemiche,sui costi,sull’ erba del prato che poveretta..
    Accogliere il Pappa se viene qui,e andare se ti chiama non sono due cose diverse,vai dive è Pietro,semplicemente e vai perchè sai che è la Roccia sicura.Costruire case è importantissimo,ma se non dai la speranza agli uomini non c’è casa che tenga,

  14. Gabriele

    “Per la raccolta fondi “borsa turchese di Celine per Costanza” vi disturberò un’altra volta, questa è leggermente più urgente.”

    Intanto una foto, tanto per avere un’idea se ne valga la pena… 😉

  15. giuliana z.

    scusa Admin! ho mandato un commento nel posto sbagliato, chiedo correzione se possibile! grazie

  16. Fefral

    @ Guido “Ho capito, torno al silenzio e chiamatami solo si se parla de l’aesseroma” ma no Guido, stavo aspettando che andasse via l’idraulico per scrivere un bel COMMENTO (capito admin!) in cui dicevo “che bello che Guido compare senza parlare solo della Roma”
    E mo’?

    1. Guido : ecco lo vedi? Che ti arrabbi con me invece di ragionare?
      Per carità : intervieni tu che è meglio, piuttosto sto zitta io. Sono d’accordissimo con FEFRAL quando dice che finalmente non parlavi solo della Roma.
      Io volevo solo dire che in quanto a libertà di espressione qui… 😦 non ci raccontiamo le scazzafrullate!
      Eh! Una faccina almeno concedimela

    2. Scusa eh…

      PS comunque OGNUNO è libero di dare le tortorate che ritiene necessarie alla propria autodeterminazione e nel rispetto delle idee di chiunque e per la libertà di OGNUNO

      Se ognuno lo rispetti non gli dai le tortorate secondo me

    3. Alessandro

      tortorata: s. f. [der. di tortóre], region. – Bastonata, randellata, colpo dato con il tortore

      tortóre: s. m. region. Randello, bastone pesante e nodoso (propriamente il bastone che serve a torcere le funi)

      tortora: s. f. Nome comune degli uccelli colombiformi del genere Streptopelia, e in partic. delle specie Streptopelia turtur (dalla quale sono state selezionate le varie razze domestiche)

      piccione: s. m. Altro nome com. del colombo, cioè il colombo domestico, più frequente di questo nel linguaggio famigliare. Nidifica sul terrazzo di Paola

      Fonte: Treccani (riveduta e accresciuta)

    4. GRAZIE Alessandro, sei stato chiarificatore. I piccioni (le tortore sono marroni) sono stati spodestati dal mio balcone.
      Magari qui si dessero colpi di piccioni (anche se questi fanno un sacco di cacca!) : qui si danno proprio le tortorate nel senso romanesco (Guido lo sa bene) cioè le randellate, il primo significato che tu gentilmente indichi.
      Sempre secondo me, è ovvio

  17. Pingback: | Identità Cristiana

  18. Laura C.

    Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità

    “L’amore non è più amore se non è condiviso. Deve essere tradotto nei fatti. Dovete amare senza aspettare nulla in cambio, agire solo per amore e non per un qualsiasi vantaggio che potreste trarne. Se sperate in qualche cosa in cambio, non amate veramente, poiché l’amore vero ama senza condizione, senza secondi fini.

    Se sorge una necessità nuova, Dio vi guiderà, come ha guidato coloro che servono i malati del AIDS. Non giudichiamo questi malati, li curiamo senza domandarci cosa sia successo loro, né come si sono ammalati. Credo che Dio ci trasmetta un messaggio insistente riguardo all’AIDS : vuole che non vediamo in questa malattia altro che l’occasione di manifestare il nostro amore. I malati di AIDS forse hanno svegliato un amore pieno di tenerezza in molte persone che l’avevano scacciato fuori dalla loro vita.”

    Credo che abbia a che vedere con il post di oggi (ho detto post,vero? W l’admin!!!). L’ho letto in una mail con il Commento del Vangelo del Giorno che ricevo quasi tutti i giorni da un certo Don Antonello Iapicca… Mi diceva qualcosa quel nome… Ma quanto sono persa….

    1. Uffa ma le tortorate sono una brutta espressione al dissenso di Ognuno, un’espressione troppo arrogante. Comunque vabbè…lassamo perde…

    2. Guido! Quelli ci sono ancora, anche perchè sono le uniche cose che mi aiutano a sopravvivere qui dove non ce ne sono affatto! Però a me queste sembrano tortorate lo stesso…l’intervento finale dell’admin poi dove si dice che costanza non interviene mai o quasi mai dopo il post…mah!

  19. Roberto

    Al di là degli interventi disturbanti del solito provocatore, a me spiace parecchio che anche cattolici molto avveduti e preparati quali quelli che frequentano questo sito, preferiscano credere alle bugie create ad arte dagli amiketti dell’UARR piuttosto che allo stimabile professor De Mattei, che si limitò a ricordare una parte vitale e ineliminabile della Fede cattolica, oggi colpevolmente sottaciuta – per far piacere allo “spirito del mondo”, non vedo altre spiegazioni.
    Lascio solo un paio di link – potrei aggiungerne altri perché la lettura merita molto, per chi la volesse approfondire, ma poi mi va il commento in moderazione…

    http://www.corrispondenzaromana.it/2011/04/14/disinformazione-come-si-monta-una-campagna-mediatica-2/

    http://www.corrispondenzaromana.it/2011/04/12/le-ragioni-di-un-intellettuale-cattolico-e-lirrazionalismo-dei-laicisti/

    1. scusa Roberto non ne so molto su questa vicenda ma questa chiave di lettura non me l’hanno data quelli dell’UARR ma fonti importanti e ti assicuro molto cattoliche, può darsi che abbiano torto ma quando ci sono in ballo poltrone e potere non mi stupisco più di tanto.
      La mia idea personale in merito alla frase incriminata è che sia giusto dire che un evento catastrofico rientri nel disegno di Dio, dire però che sia un castigo divino significa interpretare quel disegno per conto di Dio e questo credo sia una presunzione non da poco.

    2. Roberto

      Infatti de Mattei disse che le catastrofi naturali (in generale) possono (bada, possono) essere -anche- permesse in ragioni di castigo, ovvero per soddisfare la divina Giustizia (e per essere ancora più precisi stava facendo una citazione, così come fece una citazione Benedetto XVI nel contestato discorso di Ratisbona, per fare un parallelo), ma NON disse mai che il terremoto in Giappone era un castigo divino. Furono i sapienti copincolla dell’UARR a sfigurare l’esposizione di de Mattei e a trarre molti in inganno.
      Qua c’è il discorso originale, che è una riflessione sul perché Dio consenta il male

      http://www.corrispondenzaromana.it/2011/03/25/intervento-del-prof-roberto-de-mattei-a-radio-maria-del-16-marzo-2011/

    3. a suo tempo andai a sentirmi la registrazione dell’intervento di De Mattei e, pur riscontrando la solita approssimazione e forse strumentalizzazione nel riportare la frasi, ti devo dire che comunque non mi suonarono lo stesso un granché bene.

  20. Roberto

    Non ci suonano bene perché ci hanno disabituato le orecchie a tutta una serie di tematiche che da una quarantina d’anni e più si vogliono sottacere; questo lo capisco benissimo perché anche per me fu faticoso… ma le frasi della registrazione che girava (gira?) su YouTube furono scelte ad hoc, con un metodo simile a quello che usa il nostro… amico… Adriano.
    La lettura integrale dell’intervento (tra l’altro, leggere aiuta sempre) permette invece di avere la visione corretta di ciò che De Mattei disse – e non c’è nulla di eterodosso nelle sue parole.

    1. Alessandro

      segnalo che, a mia conoscenza, le obiezioni teologiche più pertinenti (non dico cogenti; cioè non sono in grado di dire se queste obiezioni valgano a confutare in tutto o in parte la posizione di de Mattei) sono state formulate su “La Civiltà Cattolica” e “L’Osservatore Romano”.

      Ecco il link (purtroppo non c’è l’integrale dell’articolo di La Civiltà Cattolica – che non è on-line -, ma c’è il rinvio alla replica di de Mattei, che fa capire che dica La Civiltà Cattolica):

      http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/06/06/la-civilta-cattolica-mette-in-castigo-de-mattei-e-losservatore-romano-rincara/

    2. Roberto

      Vedo che la questione solleva interrogativi. Bene 🙂
      Quanto scrive Inos Biff è condivisibile, ma è proprio la tesi di partenza a essere inesatta: si sta cioè obiettando all’affermazione che Dio possa porre in essere un atto che sia “solo” un castigo. Ciò sarebbe ovviamente falso, perché in Dio non c’è mai Misericordia senza Giustizia né mai Giustizia senza Misericordia. Negli interventi del prof. De Mattei non c’è l’affermazione che il male (in generale) sia permesso solo in ragione di un castigo. Ma che la sofferenza sia (anche) un possibile castigo, questa è una delle basi della nostra Fede: la riaffermiamo tutte le volte che recitiamo l’Atto di Dolore: “perché peccando ho meritato i Tuoi castighi”.
      Inoltre, si confonde il castigo terreno con la privazione di redenzione, mentre il castigo su questa terra può ridurre o annullare la permanenza in Purgatorio come espiazione dei propri peccati (ed ecco un esempio di come Misericordia e Giustizia vadano sempre a braccetto, in un modo o nell’altro) o unire alla Passione di Gesù per la redenzione di altri, e quindi per riparare ai peccati per conto di altri (secondo Giustizia) e partecipare alla redenzione del prossimo secondo Misericordia.
      Il castigo può essere infatti inflitto per altri: se la memoria non mi inganna (ma potrei ricordare male) il figlio del re Davide non muore infante in sconto dei peccati del genitore?
      Qua c’è la risposta di De Mattei all’articolo della Civiltà Cattolica, comunque:

      http://www.corrispondenzaromana.it/2011/06/06/i-castighi-di-dio-nella-fede-cattolica-il-professor-de-mattei-risponde-a-padre-mucci-sj/

      [sì, fu un dibattito che mi appassionò molto 😉 ]

    3. paulbratter

      Roberto io non sono preparato come molti di voi per cui ti domando:

      1) ha senso parlare di castigo terreno? il castigo non verrà solo dopo il giudizio finale?
      2) (il figlio del re Davide non muore infante in sconto dei peccati del genitore) ma questo è prima della venuta di Cristo. La venuta di Cristo e la sua morte e resurrezione ha cambiato il destino dell’uomo, e quindi anche le azioni di Dio sull’uomo. O sbaglio?

    4. Roberto

      Dunque, ti dò qualche risposta al volo (mi piacerebbe trovare anche dei riferimenti precisi, perché parlando di queste cose è giusto dare dei riferimenti magisteriali… magari nei prossimi giorni?).

      1) No, il castigo è anche terreno, assolutamente. Vero è che, internamente alla Chiesa, moltissime voci, negli ultimi decenni, vorrebbero non capisco bene il perché (ma anche sì 🙂 ) far credere che il castigo sia solo… “post-mortem”.
      Ma in realtà questa sì che sarebbe un’azione molto meno misericordiosa.
      Infatti il Purgatorio, la cui “funzione” è proprio quella e solo di dare soddisfazione alla Divina Giustizia, è un luogo i cui tormenti sono analoghi a quelli dell’inferno, con la sola differenza che sono temporanei. Terribile, se si prende la cosa sul serio (come noi dovremmo fare, anche se tanto spesso è difficile)! Tali pene possono essere ridotte con indulgenze e penitenze; ma finché ogni peccato non è stato espiato, non si può accedere alla visione salvifica.
      Quindi, subire delle sofferenze in questa vita e, così facendo, essere esentati dal soffrirle nella prossima (e quindi dare soddisfazione alla Divina Giustizia in questa vita e non nella prossima), è una concessione Divina molto misericordiosa. Danicor (mi pare sia stata lei?) ne ha parlato indirettamente qualche giorno fa in modo molto bello raccontando della morte di sua nonna.
      Viene quindi concessa “tribolazione nel corpo e nel cuore” così che i peccati commessi nel mondo siano emendati nel mondo, a maggior gloria di Dio, esempio per gli altri e rimunerazione propria (di solito, ‘sta gente sono Santi da canone, s’intende). In una certa misura, però, vale per tutti.

      2) Dio è Ente impassibile e immutabile, perciò le azioni di Dio, in generale o sugli uomini in particolare, non possono cambiare. Se Dio cambiasse, non sarebbe più Dio. La Rivelazione, la conoscenza che abbiamo noi su di Lui, può ampliarsi, certo (restando pur sempre un puntino rispetto all’Infinito, s’intende) ma non può contraddirsi.
      Perciò, se Dio punisce in questa vita e nell’altra, questa realtà è immodificabile. Se Dio avesse punito per i peccati (anche) in questa vita nel Vecchio Testamento, ma tale realtà fosse stata, diciamo così, “abrogata”… ecco, affermare questo equivarrebbe a negare l’esistenza di Dio, perché si introdurrebbe il principio della mutevolezza di Dio, il che non è logicamente possibile.
      Dio può scontare le nostre colpe su di sé, ed è questa la cosa straordinaria, ma questo non colma la misura in questa vita, e infatti noi tutti moriamo in quanto peccatori (in sconto dei peccati nostri e/o altrui). Punto importante: quando Gesù nella vicenda del cieco nato correge gli apostoli che si chiedevano se “avesse peccato il cieco o i genitori”, Gesù non dice che stanno sbagliando: AMPLIA la casistica, ma non abroga quella precedente. Li corregge, ma non dice loro che hanno detto qualcosa che è sempre sbagliato, solo incompleto.

      Per chiarirmi queste cose a me ha aiutato molto anche la lettura delle Rivelazioni di Santa Brigida che ho beccato in una libreria paolina (Rivelazioni approvate e quindi perfettamente in linea con il Magistero). L’ho soprannominata “la Santa della Giustizia”… una lettura “tosta” ma chiarificante. Se vuoi nei prossimi giorni, compatibilmente con gli impegni, cerco qualche riferimento Magisteriale su questi punti.

  21. Luigi

    Al di là di tutte le considerazioni sono felice per questo post che crea un sentimento di amicizia tra noi occidentali e quel ricco ma martoriato popolo che mi sta molto a cuore.

  22. “Nessuno di loro conosce l’unica risposta possibile a una tale desolazione. Tantissimi si stanno suicidando.”
    L’unica risposta sarebbe Cristo (ho ho capito male?) Io, sinceramente, lo ammetto, non saprei cosa “argomentare” contro un’affermazione di questo genere. Ma a me non mi sembra che sia così. Certo, se uno è un disperato, e si mette a credere, dico: CREDERE
    a qualcosa di sovrannaturale che trasforma la sua realtà in un’altra realtà, e ci CREDE, e questa CREDENZA ilo mette in uno “stato-estatico” che lo aiuta a venir via dal dolore e dalla disperazione e a sperare in qalcosa, in qualsiasi cosa e a vivere in questa speranza amche con gioia, questo nessuno lo può negare. Ma che questa unica cosa in cui credere non possa essere che Cristo non lo vedo necessario. E non lo so argomentare. Voi lo sapete argomentare prechè invece sì? Argomentare, però, no chiacchiere e apoftegmi.

    1. Alessandro

      Un credente in Cristo crede nella vita eterna, e quindi crede che tutti i morti nelle catastrofi possano (possano; non è escluso che) accedano alla vita eterna. Questa “credenza” infonde speranza nel credente colpito dalla sciagura.

      Immagino che un non credente ritenga che questa “credenza” sia infondata (cioè che non ci sia una vita eterna) e al massimo prenda atto degli effetti consolatori (rasserenanti, in senso psicologico) che scaturiscono da questa “credenza”.

    2. Adriano

      Qualcuno una volta ha detto che conviene credere in un aldilà.
      Se uno crede e non c´è, allora ha comunque vissuto bene e “vivrà” nei ricordi e nella riconoscenza di chi rimane.
      Ma se poi uno non crede e c´è, allora sono guai…

      È quindi obbligatorio credere? Non mi pare: ci si può salvare anche se non si crede, una cosa prevista in tutte le grandi religioni monoteiste… Ma chi è più preparato di me potrà chiarire questo punto.

      Quindi puoi dormire sonni tranquilli!! 🙂

  23. Lo scritto di Costanza a me mi sembra arrogante e offensivo (nei confronti prima dei Giapponesi e poi di tutti quanti quelli senza rivelazione, me compreso, mi sento offeso
    nella mia capacità di pensare (o non ce l’ho io questa capacità?)

    1. Roberto

      Alvise, dovrai fartene una ragione. Noi siamo cattolici: se siamo davvero ciò che diciamo di essere, questa offensiva arroganza ce l’abbiamo tutti quanti.
      D’altronde, due commenti qua sopra tu ci hai dato, tra le righe ma neanche tanto, degli allucinati-disperati-forse-mezzo-fumati.
      Non dovrei essere autorizzato a offendermi per questo?
      Invece no.
      Tu dai per scontato che la ragione umana non possa indagare altro che la realtà sensibile, sarai di sicuro un bravo filosofo idealista… ma la tua posizione è ideologica.
      Se pensi invece che noi siamo in varia misura allucinati, hai il pieno diritto di pensarlo e di dirlo: MA non tangere il mio diritto di affermare a chiare lettere che il vero senso, per qualunque essere umano, è quello di essere e diventare cattolico.

  24. Io non do per scontato nulla, tantomeno che la mente umana non possa inventarsi
    qualsiasi cosa, ma no poi pretendere che tutti credano a quella cosa, io non pretendo che voi non crediate ma mi dà noia che voi pretendiate, come rimedio di tutti mali ,che gli altri credano a quello che credete voi, a me non mi disrurba se voi credete , ma se mi considerate o scemo o in mala fede o giapponese.

    1. Roberto

      Dunque, un cattolico crede in ciò che crede un cattolico, giusto?
      In cosa crede un cattolico? Un cattolico crede che esista un solo Dio e, quindi, per logica, una sola Rivelazione e una sola Fede e che questa Fede sia innanzi tutto un assenso della ragione. Questo è uno dei primi punti del Catechismo della Chiesa Cattolica.

      46 Quando ascolta il messaggio delle creature e la voce della propria coscienza, l’uomo può raggiungere la certezza dell’esistenza di Dio, causa e fine di tutto.
      47 La Chiesa insegna che il Dio unico e vero, nostro Creatore e Signore, può essere conosciuto con certezza attraverso le sue opere, grazie alla luce naturale della ragione umana [Cf Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm., 3026].

      Quindi la Fede non è un’adesione sentimentalistica, “la credenza” di cui parli, ma (con la Resurrezione di Cristo innanzi tutto) un fatto.
      Io non credo e quindi credo alla Resurrezione. Io arrivo a ritenere vera la testimonianza dell’evento della Resurrezione e quindi credo.

      Se tu vuoi che io creda a qualcosa di diverso perché altrimenti ti offendi, tu pretendi che io cessi di credere a ciò che credo per credere a quello che piace a te. Quindi, di fatto, tu pretendi che io non creda, “pena” il tuo essere offeso. Quindi è da vedere chi tra noi due dovrebbe offendersi. Il tuo “ricattarmi” col tuo essere offeso per pretendere che io cessi di essere ciò che sono per diventare quello che vuoi tu, tu come lo chiami?

      Alvise, è un circolo vizioso, non se ne esce: per questo ti dico che devi fartene una ragione. E’ così. Tu hai il diritto di credere che io soffra di allucinazioni e io ho il diritto di sapere quello che so 😉

    2. Io non pretendo che tu creda , non mi sento offeso di questo, mi sento offeso che tu consideri me un demente perché non credo.
      A me non mi dà noia che uno creda, ma non essere io giudicato un mancamentato o un falso per questo (cioè potrò mancare di credenza, ma non mi si potrà accusare di faziosità)…scriteriato permettendo!

    3. Roberto

      Che io ti consideri un demente perché non credi, è una cosa che dici tu, ma io né l’ho detto né lo penso.
      Un falso? Non è così semplice: ho passato anni a cercare di scappare da Dio – si dice che Dio gioca a nascondino con gli uomini, ma potrei dire che per anni sono stato io a giocare a nascondino con Lui. Allora, ero un falso durante quegli anni? Bha, sotto un certo aspetto sì, ma le cose non sono così semplici come dici tu: il cuore umano (inteso come la volontà più che i sentimenti) è un groviglio.
      Un… “mancamentato?”. Quello per forza. Se non ne fossi fermamente convinto, non sarei più un cattolico – sarei una roba diversa, non so bene che cosa, ma tant’è.
      Che ti dia noia mi sta bene, non c’è problema e… Rossella, francamente, me ne infischio. Il punto è: cosa dovrei pensare, secondo te, in modo di non darti noia ma senza tradire ciò che sono, compatibilmente con quello che ho scritto qua sopra? Considera che se non la pensassi così, non sarei più ciò che sono. Riesci a trovare una soluzione che salvi capra e cavoli? Io no.

      Io potrei dire che mi dà noia che a te dia noia, che in questo c’è il tuo tentativo di ridurre la mia libertà di credere a quello che mi pare, che visto che tu hai il diritto (se ti va) di vedermi come uno sciocco superstizioso e io non ti posso mettere il muso per questa tua (eventuale) credenza, neppure tu hai il diritto di offenderti e blablabla… potremmo discuterne in eterno senza trovare una soluzione soddisfacente pe rentrambi, se decidessimo di impuntarci. Non ne usciremmo mai.

  25. paulbratter
    20 luglio 2011 a 21:08 #
    così oltre che dagli svizzeri si dovrà guardare anche dai giapponesi.

    mah, a parte che nemmeno i giappi hanno le atomiche, direi anzi che ‘porca Svizzera’ funziona come eccellente operazione di ‘marketing simpatia’, in un momento (franco svizzero alle stelle, banche-circe con gli italici risparmi) un po’ così per la Confederazione. Anche perché, e siamo da capo a dodici, ‘porca Svizzera’ non era venuto in mente a nessuno prima d’ora. Probabilmente la dott.ssa Miriano diverrà il loro eroe nazionale dopo Guglielmo Tell, tipo Sordi.

  26. DaniCor

    Ciao, ciao, ciao!
    Ho letto tutto, mi siete mancati!
    Volevo salutarvi, così di corsa (come sempre, vero Alvi?) perché domani vado a raggiungere il mio pargolo in montagna e là è peggio che in Camerun per avere internet!
    Ragazzi, le teorie di Adriano sul “dare il pane” e poi parlare di Cristo s chiamano “Teologia della Liberazione”, sono già state provate e condannate dal magistero…
    E per esperienza propria posso affermare che hanno fatto un gran danno alla Chiesa Cattolica in Brasile.
    Ripeto ancora una volta: Gesù, PRIMA della moltiplicazione dei pani ha parlato per ore alla folla.
    Di tutti i commenti di oggi mi sento di sottolineare Elisabetta:
    “le donne hanno un altro passo”.

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  28. Adriano

    @ Roberto

    “Al di là degli interventi disturbanti del solito provocatore”

    Mi spiace che uno, solo perché ha un´opinione diversa e fa delle domande viene chiamato da qualcuno provocatore. Oppure venga accusato di voler far cambiare idea agli altri, come è successo anche a lacorsianumerosei.

    @ DaniCor
    Quando il Magistero avrebbe condannato il fatto di dare una vita dignitosa anche ai non cristiani e poi, eventualmente, fare evangelizzazione?
    Da quello che ho letto, questo era solo uno dei punti della “Teologia della Liberazione” e non era uno di quelli contestati…

    ————

    Per chi vuole vedere nelle catastrofi naturali una specie di “giustizia divina” e che quindi chi ne è vittima lo è stato per un motivo:

    “O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.”

    Questo mi pare cozzi con una serie di frasi di De Mattei:

    “Ma la teologia cristiana della storia insegna che quando è un popolo a soffrire una grande catastrofe si tratta spesso, anche se non necessariamente, di un castigo, che serve a scontare i suoi peccati pubblici.”

    E ancora: “C’è un rapporto dunque tra le rovine materiali e quelle spirituali che colpiscono le città e i popoli”

    Il testo integrale parla di un collegamento tra due fatti, il terremoto di Messina e la distruzione di Varsavia. Si trova qui.

    http://www.robertodemattei.it/2011/04/22/intervento-prof-roberto-de-mattei-–-radio-maria-–-20-aprile-2011/

    Un piccolo dettaglio: in questo testo ci sono delle citazioni del Papa dall´omelia di apertura del sinodo del 2005. Ora il testo originale di quest´ultima non contiene le frasi riportate in virgoletto (o, almeno tutte le parti che ho controllato).
    Non male, per uno che qui è stato definito vittima di un taglia-e-cuci fatto ad arte… 😉

    Infine, anche il Vaticano dice il contrario:
    “Terremoti, uragani e altre sciagure che colpiscono insieme colpevoli e innocenti non sono mai un castigo di Dio. Dire il contrario, significa offendere Dio e gli uomini. Sono però un ammonimento: in questo caso, l’ammonimento a non illuderci che basteranno la scienza e la tecnica a salvarci.”
    (L’Osservatore Romano, Edizione quotidiana 23 aprile 2011)

    Mi sarebbe solo piaciuto sapere cosa l´autrice del post aveva voluto dire esattamente con la frase che ho commentato all´inizio…

    1. admin

      “Mi sarebbe solo piaciuto sapere cosa l´autrice del post aveva voluto dire esattamente con la frase che ho commentato all´inizio…”

      mi dispiace sei nuovo del blog ma Costanza interviene raramente nei commenti e praticamente mai per rispondere alle domande o entrare nel dibattito.

  29. Roberto

    Adriano, ti rispondo per questa volta, solo perché mi hai lasciato un link che mi ha consentito una lettura bella ed edificante dalla quale ho tratto profitto.
    Intanto, che tu sia un provocatore, già si capisce bene dal modo in cui scrivi e dal tuo “modus operandi”:
    – sollevare un mucchio di questioni slegate tra loro;
    -la pretesa che sembri avere che noi ti diamo una “magica risposta” che in due righe riassuma qualche “modico secolo” di riflessione filosofica e teologica;
    – il tuo tagliuzzare e riportare frasi e pezzi di frasi scollegate dal contesto in modo che assumano un significato del tutto diverso da quello che hanno all’interno del testo da cui sono tratte: ne hai fatto vittima anche Alessandro nei commenti qua sopra (mi riferisco a ciò per cui ti ha risposto alle ore 12.30);
    – la tua pretesa di voler avere uno scambio con noi pur in presenza di una di queste due ipotesi:
    la prima, che tu conosca il pensiero cattolico, ma fai finta di non conoscerlo per prenderci per i fondelli e farci perdere una sacco di tempo – e io (parlo per me ma varrà per altri) tempo da perdere, non ne ho tanto;
    la seconda ipotesi, che tu davvero non abbia la più pallida idea di ciò di cui vuoi discutere, ma questo non fa di te meno un provocatore.
    Allo stesso modo in cui una persona che sa a malapena far cuocere un uovo non può piombare nella cucina di un ristorante e pretendere da chi sta lavorando che gli si insegni a cucinare e che per giunta pretenda di saperla più lunga dei cuochi.
    Allo stesso modo di chi sa a malapena fare la addizioni e piomba in un’aula universitaria in cui si insegna matematica ad alto livello e pretende che gli si insegni.
    Allo stesso modo in cui un esploratore che arriva in un villaggio di selvaggi dai costumi a lui del tutto alieni, pretenda di avere “uno scambio culturale” senza neppure conoscere la lingua degli indigeni. Di solito, tali esploratori finivano nel pentolone a sobbollire con le carote e il sedano…
    Che tu sia un provocatore per un motivo o per l’altro, non cambia quello che sei.
    Il fatto che tu abbia detto il falso per quanto concerne le citazioni fatte dal professor De Mattei sull’omelia papale, come chiunque potrà verificare da sé:
    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2005/documents/hf_ben-xvi_hom_20051002_opening-synod-bishops_it.html
    taglia comunque la testa al toro. Sei un provocatore. O un troll, come si suol dire. E non mi dire che “non avevi controllato tutto il testo dell’omelia” perché basta un semplice comando “trova” sulla pagina per trovare le citazioni che interessano, ovvero le seguenti:
    “si fa unico padrone del mondo e proprietario di se stesso”, crea una società senza giustizia, dominata “dall’arbitrio del potere e degli interessi” “la vigna ben presto si trasforma in un terreno incolto calpestato dai cinghiali”.
    Ah! Le citazioni del paragrafo successivo vengono da un’altra omelia (infatti sono in un altro paragrafo). Ti pregherei di non venirmi a dire che avevi verificato solo queste ultime, o qualcosa di simile. Davvero, sarebbe imbarazzante.
    Tra le innumerevoli cose che non sai, e qui, dai, voglio supporre un po’ di buona fede, è che quello che dice l’ineffabile Padre Cantalamessa, seppur in un’omelia così importante come quella del Venerdì Santo, NON è Magistero. Come non è Magistero quel che scrive un giornale, fosse pure l’Osservatore Romano. Che quel che scrive l’Osservatore NON è quel che dice “il Vaticano” (e poi, che soggetto è, il Vaticano?). Ma tu davvero, davvero pensi che un cattolico debba cambiare la propria testa, come una banderuola al vento, a seconda di quel che c’è scritto sull’Osservatore Romano o quel che dice il primo prete che passa per strada (stendiamo davvero un velo pietoso su Padre Cantalamessa, non mi va di infierire… ).
    Quello che conta è il Magistero. De Mattei ha parlato in conformità al Magistero. Padre Cantalamessa no. La volta che è De Mattei a parlare in difformità al Magistero (succede, nonostante la stima che ho per l’uomo sono il primo a riconoscerlo) allora non va bene.
    Neppure le parole pronunciate da un Papa, se queste sono al di fuori di un atto Magisteriale (come in un’intervista, o persino in un libro di teologia) necessariamente mi vincolano in quanto cattolico. Se tu non sai questo, ad esempio, è inutile perder tempo a discutere. Continuerai a fare citazioni a casaccio che non porteranno profitto a te e, quel che è peggio, faranno perdere tempo a me e agli altri, senza che ne venga alcun costrutto.
    Il fatto che le parole di De Mattei abbiano dato così fastidio dimostra solo quanto in profondità sia giunto il grado di rivolta all’interno alla Chiesa, tanto da voler occultare parti della Fede che si vogliono censurare a tutti i costi per una forma di falso rispetto “allo spirito del mondo”.
    Qua c’è una rispostina, comunque.
    http://www.corrispondenzaromana.it/2011/04/26/alcune-riflessioni-a-proposito-di-cio-che-ha-detto-padre-cantalamessa-nellomelia-del-venerdi-santo/#more-1638

    1. Adriano

      Roberto

      Questione testo omelia. Certo, ho controllato il paragrafo successivo, e non il primo. Perché? Perché mi sembrava quello più interessante. Non ho il tempo di verificare tutta la citazione (e l’ho dichiarato chiaramente) e non c’era nessuna indicazione che queste parole, sempre se sono del Papa, fossero state prese da un altra omelia (o intervista, o libro, o magistero, colloquio privato ecc.).

      Questione Omelia di Padre Cantalamessa e dell’Osservatore Romano: queste divergenze che tu indichi rispetto al Magistero non fanno che confermare che ci sia un po’ di confusione, anche tra i credenti che dovrebbero essere più ‘ortodossi’.

      Quanto alla mia definizione di provocatore: non pretendo risposte, le cerco e faccio domande. E ho ottenuto anche delle repliche interessanti.

      Posso tranquillamente riportare discorsi interi, ma non mi pare che abbia molto senso. Tra l’altro do sempre il riferimento della fonte (su suggerimento di admin non metto i link), cosa che De Mattei si è dimenticato di fare per almeno un paragrafo :-). Né pretendo di avere uno scambio con chi non vuole.
      Quanto all’appunto di Alessandro, ho risposto, rettificando il mio intervento delle 22:27.

      Quindi, usando le tue metafore, quello che sto facendo è scrivere a chi sa cucinare in modo diverso da me, facendo domande e chiedendo chiarimenti. Se chi cucina in modo diverso da me vuole, può rispondere. Se non vuole, può non rispondere.

      Certo che credo. Ma non credo allo stesso modo di te o di altre persone che intervengono qui. Sono un “diversamente credente” ecco. 😉

      E con questo sono lieto del tempo che hai voluto dedicare per darmi la tua versione. E, se pensi veramente che rispondermi sia tempo perso, ti prego, non buttarlo via per me.

      Grazie comunque.

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